Il primo sito di Annunci erotici italiano, scambio coppie, racconti ed esibizionismo.       Siamo 495.774        Ora online 35.462        WebCam Chat: 142
Entra




Torna all'indice dei Racconti Erotici incesto

incesto


Due zie troie 2

           di edipo46

 Scritto il 25.01.2012    |    Letture: 30.905  |    Votazione 9.2:

""Non sai se tornano presto?" "Non lo so, ma se vuoi aspettarli, dai, entra"..."


2.
Con zia Mara sono ormai tre mesi che ci vediamo a casa sua una volta alla settimana. E’ diventata la mia puttana personale. Me la scopo senza ritegno e senza risparmio togliendomi ogni capriccio, anche il più inverecondo. So che si incontra anche con altri uomini, ma la cosa non mi disturba, anche perché lei è una assatanata, un’ape regina, che mi spreme, mi svuota di energie.
Ieri pomeriggio ero solo in casa, quando bussano alla porta. Vado ad aprire: è mia zia Nella, la sorella maggiore di mio padre.
"Mamma e papà non ci sono?", mi chiede, restando sulla soglia.
"No, zia".
"Non sai se tornano presto?"
"Non lo so, ma se vuoi aspettarli, dai, entra".
Non se lo fa ripetere due volte. Zia Nella è una donna in carne e molto prosperosa. Ha superato i sessant’anni, ma per la sua età è davvero molto giovanile.
"Ma ti disturbo?", mi domanda, accorgendosi che stavo studiando.
“No, zia”, la rassicuro, “avevo proprio voglia d'una pausa”.
"Ma sicuro che non ti disturbo?", mi ripete, "sai, a me fa piacere chiacchierare, ultimamente mi sento tanto sola", conclude, alludendo al fatto di essere vedova da qualche anno. "Tu, invece? Ce l'hai la ragazza?"
"No", le rispondo.
"E perchè?", mi fa, quasi con apprensione, "se non ti diverti ora che c'hai vent'anni, quando ti diverti?"
"Ma no, zia, ti assicuro che mi diverto", le rispondo, con un sorriso malandrino.
"Ah, ho capito!", esclama, "ti piacciono le ragazze, eh?"
"Sì, e non solo!"
"Come!", fa lei perplessa, "non mi dirai che ti piacciono pure i ragazzi?!"
"Ma no", rispondo io sghignazzando, "mi piacciono anche le.... signore!"
"Sul serio!?", esclama allibita, "… e che ci devi fare con le vecchie, tu così giovane?"
"Eh, lo so io che ci faccio!"
"Ma i tuoi lo sanno che vai dietro alle donne sposate?"
"No. A loro non parlo delle mie cose intime".
"E perché queste cose le dici a me?"
"Perché di te mi fido, zia", rispondo, guardandola negli occhi, "sarà un nostro piccolo segreto!"
"Mmmm …. ma allora, se ti fidi di me, posso farti io una domanda?"
Annuisco incuriosito.
"Visto che ti piacciono le vecchiette, se io non fossi tua zia, come mi troveresti?"
Non mi aspettavo la domanda, ma ho la prontezza di risponderle subito:
"Uno schianto di donna! ….
Di quelle che mi piacciono da matti!"
"Non ti pare di esagerare? …”, mi risponde con evidente compiacimento, poi aggiunge civettuola, “… non credi che alla mia età complimenti come questo possano dare alla testa?”
Con la zia Nella non pensavo di dovermi immergere in discorsi di questo tipo. La sapevo vedova fedele, e poi la zia Mara mi bastava ed avanzava. Ma ora, all’improvviso, la tentazione di approfittare della vanitosa civetteria della vecchia zia mi stava prendendo, e cominciavo ad eccitarmi di brutto dinanzi a quel culone grosso, a quelle coscione cellulitiche, a quelle zinne cascanti.
Difatti l’anguillone già si muoveva nervosamente nei pantaloni. Mi sono passato vistosamente la mano sul pacco mostrando alla zia tutta la mia eccitazione montante. Lei ha guardato a bocca aperta la scena, poi ha balbettato:
“E adesso, come la mettiamo?”
Ho preso la volo la sua domanda e le ho risposto:
“La mettiamo così!”
E, simultaneamente, ho tirato giù la zip dei pantaloni e tirato fuori l’uccello ingrifato.
Zia Nella è avvampata ed ha sgranato gli occhi, continuando a balbettare:
“Mettiamola come?”
“Mettiamola dove, semmai ….”, le ho replicato sghignazzando.
Mi sono avvicinato a lei che era seduta in poltrona brandendo il cazzo eretto come una spada, l’ho indirizzato verso la sua bocca semiaperta e l’ho spinto dentro. La zia ha cominciato a succhiarlo, prima timidamente, poi con avidità crescente, fino a lavorarmelo con foga, come volesse masticarlo.
Sul più bello del pompino hanno suonato alla porta. Lei ha mollato immediatamente l'osso, io l’ho rimesso in fretta e furia nei pantaloni esclamando:
"Che palle! proprio dovevano rientrare!".
Mentre la zia affannosamente si ricomponeva, mi sono diretto verso la porta, decisamente incazzato. Ho guardato dallo spioncino e, con mia sorpresa, ho scoperto che alla porta aveva suonato un rappresentante di commercio. Non gli ho aperto e, sollevato, sono tornato da zia Nella:
"Non sono loro!", le ho detto sorridendo, pronto a ricominciare.
Ma stavolta è lei che mi ha trattenuto:
"Senti, non sono loro, però potrebbero tornare da un momento all'altro…. A momenti mi prendeva un colpo! … meglio non rischiare!"
"No, dai, zia", ho protestato, "ormai ce l’ho duro, lo devo svuotare … almeno una sveltina!"
"No senti, facciamo una cosa, andiamo a casa mia, lì di sicuro nessuno ci disturberà e avremo tutto il tempo…. altro che sveltina!"
Detto fatto. La zia non abita tanto vicino, ma quel piccolo sacrificio valeva la candela. Siamo andati a pendere l'autobus e, per l’eccitazione montante, l’ho palpata oscenamente durante il tragitto, nonostante lei mi lanciasse occhiatacce di fuoco e incurante di essere magari scoperto da qualche altro passeggero.
Quando finalmente siamo arrivati a casa sua, non le ho dato nemmeno il tempo di fiatare, l'ho spinta sul divano e le ho calato la lunga gonna, poi lo slip e ho guardato con appetito quella sua passera pelosa schiacciata tra il grasso della pancia e le cosce. Gliel'ho infilato dentro e ho cominciato a spingere.
“Dio, che foga!”, ha esclamato col respiro pesante, “calma, amore mio, qui stiamo tranquilli!”
Intanto abbiamo continuato a spogliarci sino a ritrovarci interamente nudi. La sentivo gemere, doveva essere un bel po' che non aveva un uomo, ma, nonostante l’età e la cellulite, era comunque ancora un bel pezzo di femmina. Mentre la penetravo con foga, ho iniziato a succhiarle le tettone appese, molto grosse e rotonde. Lei era letteralmente in deliquio, il mio piacere era al top. Sentivo che stavo arrivando, così gliel'ho tirato fuori e gliel'ho fatto succhiare di nuovo. Ma poi, sia pure con un po’ di pudore, mi ha chiesto la reciprocità e mi sono lanciato a leccarle la passera. Sentivo i suoi peli sotto la mia lingua. Sbrodolava e il suo sapore mi inebriava.
Quando mi sono stancato, ho ripreso a scoparla. Stavolta avevo voglia di andare fino in fondo. Mi sono abbandonato a quella focosa penetrazione con un trasporto particolare. Sapevo che non sarei durato moltissimo, visto che resistevo da troppo tempo, ma ho deciso di godermi quel piacere totalmente, sino all'ultima goccia di sperma.
Ho sborrato gridando e affondando in quel corpo carnoso, poi mi sono rilassato sdraiato accanto a lei. Mi ha fatto una carezza sul viso, poi baciandomi ha soggiunto:
"Che bel nipote che ho!.... mica ti dispiace se ogni tanto vieni a far visita alla tua vecchia zia?”
L’ho rassicurata. Ma mi è venuta immediatamente alla mente il pensiero di zia Mara e il progetto di un triangolo con la sua amica Iole. Un dubbio ha cominciato a ronzarmi in testa: tante troie fameliche non sono troppe da soddisfare?

---
Non so se continua.
Per giudizi e suggerimenti [email protected]
.


Votazione del Racconto: 9.2
Ti è piaciuto??? SI NO


Disclaimer! © Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.



Commenti per Due zie troie 2:




Per lasciare un commento fai il login o unisciti a noi, è gratis!


Altri Racconti Erotici in incesto:



SexBox




Sex Extra