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incesto


Mamma

           di Incestforme

 Scritto il 22.05.2013    |    Letture: 49.407  |    Votazione 9.5:

"Dette queste parole mi madre andò in cucina, io rimasi in sala e chiusi gli occhi e appena li chiusi mi tornò in mente la scena di mia madre che si..."
Mamma
(Come tutto ebbe inizio)


(Trama) Ciao a tutti i lettori d’incesto, parto col premettere che mai e poi mai avrei pensato pur seguendolo ed apprezzandone la carica di eccitazione di praticare l’incesto.

Mi chiamo Mattia, ho ventinove anni, abito in un piccolo paese di pochi abitanti nel nord Italia assieme a mio padre mia sorella e mia madre, e proprio con mia madre che è successo quello che vi sto per raccontare.

Come premesso la protagonista di quest’avventura incestuosa è mia madre.
Mia madre si chiama Santa ma mi spiace dirlo perché si tratta di mia madre ma di santo ha solo il nome perché vi posso garantire che è una vera e propria porca.
Mamma pur avendo cinquantatré anni è ancora una bella donna, alta un metro e sessantacinque, capelli lunghi e castani chiari, occhi marroni, una quarta abbondante di seno ed un culo da favola.
Non avevo mai visto mia madre come una possibile preda sessuale almeno non fino a quel pomeriggio.

Come tanti in questo periodo di crisi non ho lavoro e passo la maggior parte del mio tempo a casa a smanettare su internet, quel giorno non c’era a casa nessuno, mio padre era al lavoro come al solito, mia sorella era partita per una breve vacanza con il suo ragazzo e mia madre anch’essa al lavoro (fa la collaboratrice domestica), visto che in caso non vi era nessuno avevo pensato di prendermi un po’ più di liberta, non avendo una ragazza da qualche tempo avevo deciso di dare sfogo alle mie voglie guardandomi un bel porno che parlava proprio d’incesto tra una madre ed un figlio, dopo essermi fatto una gran bella sega andai in bagno per lavarmi ma lasciai acceso il video, quando tornai ebbi una bella (per modo di dire) sorpresa, mia madre era rincasata e stava guardando attonita il video in tele, io non sapevo cosa dire, ero terrorizzato e non avevo il coraggio di dire manco una parola, ad un certo punto mia madre senza dire nulla prese il telecomando spense la televisione e si avviò verso camera sua. Passarono pochi minuti, mia madre tornò in sala dove io nel frattempo mi ero messo a guardare un film e si piazzò davanti la tele:
- Mattia mi spieghi cosa era quello?
Non sapevo se era meglio rispondere o no:
- Mamma beh! Non riuscivo a parlare.
- Beh cosa? Non rispondi? Allora te lo dico io, stavi guardando un porno e non uno qualsiasi ma uno che parlava di sesso tra una madre ed un figlio, ora passi il porno anche se alla tua età…ma dovresti vergognarti per l’argomento, ma sei deficiente o cosa?
Presi coraggio:
- Mamma scusa ma ne ho preso uno al volo, non ho fatto caso di cosa parlava, non c’era a casa nessuno e mi sono voluto sfogare.
A quelle parole mia madre non rispose e andò ancora una volta in camera sua. Passò qualche minuto ed io pensando che era ancora arrabbiata con me decisi di andare in camera sua per parlarci e chiedergli scusa, più mi avvicinavo alla sua camera più mi sembrava di sentire dei piccoli gemiti, arrivai alla porta e tentai di entrare ma era chiusa a chiave, credo che mia madre abbia sentito il tentativo di aprire la porta perché mi disse:
- Mi sto cambiando, tra un momento esco.
- Tranquilla mamma, fai con comodo, ti aspetto di là.
Feci finta di andare via, poi mi accovacciai per guardare dal buco della serratura, la mamma era seduta sul letto che guardava verso la porta e mi accorsi che non aveva indosso i pantaloni, poco dopo però convinta che fossi andato via si sdraiò, allargò le gambe ed una volta scostato le mutande incominciò ad accarezzarsi la figa, alla vista di quella scena il mio cazzo divenne subito duro, dopo qualche istante di carezze mia madre si leccò due dita e poi se le infilò in figa incominciando a sditalinarsi, più lei continuava più io impazzivo tanto che ad un certo punto mi calai i pantaloni e presi a segarmi, stavo quasi per venire quando mia madre smise di masturbarsi e si alzò dal letto, a quel punto non potevo più andare avanti, smisi anche io, mi ricomposi, tornai in sala e mi sedetti sul divano.
Poco dopo mia madre uscì dalla sua camera, si era cambiata, aveva indossato delle calze bianche, una gonna di jeans lunga appena fino sopra il ginocchio e un maglioncino nero:
- Mattia vado di là a preparare la cena.
- Ma mamma, io volevo parlare di quello che hai visto prima, volevo chiederti scusa per quello che hai visto.
Mamma aveva cambiato atteggiamento:
- Non preoccuparti tesoro, ho esagerato anche io prima, non fa niente, che non capiti più però o almeno non farti beccare.
Dette queste parole mi madre andò in cucina, io rimasi in sala e chiusi gli occhi e appena li chiusi mi tornò in mente la scena di mia madre che si masturbava, il cazzo mi tornò duro nuovamente, decisi che dovevo fare qualcosa ma non mi andava di farmi ancora una sega quindi presi la decisione che dovevo possedere mia madre. Mi recai in cucina, mamma era vicino al frigo piegata in avanti che cercava qualcosa, la gonna si era alzata leggermente tanto da permettermi di osservare quelle calze bianche che coprivano il suo meraviglioso culo, mi avvicinai a lei pian piano senza fare rumore e delicatamente mi appoggiai a lei facendole sentire il mio cazzo duro appoggiato al suo culo, mamma si tirò su di scatto e si voltò:
- Ma Mattia che cazzo fai?
Mi feci intrepido:
- Mamma volevo solo farti sentire cosa hai provocato in me con quel tuo atto di prima.
- Di quale atto stai parlando? Non ti capisco.
- Dai mamma, ti ho vista che ti masturbavi sdraiata sul letto.
Mamma arrossì e non parlava più:
- Brutto bastardo allora mi hai spiata, sei un porco.
- Ah, io sarei un porco? E tu invece? Poi mi hai fatto una marea di storie per quel video e poi invece ti sei andata a masturbare anche tu.
- Ma…mattia…io…io non so cosa dire.
Mi avvicinai a lei e tentai di metterle la mano in mezzo le gambe, ma lei me la scostò con vemenza:
- Non permetterti, non ti azzardare mai più.
- Ah sì? E se dicessi a tutti quello che ho visto?
- Ricattatore bastardo, non avresti prove comunque.
- E se invece le avessi? Se avessi filmato tutta la scena con il cellulare?
- Sei proprio un bastardo, che cazzo vuoi in cambio per il tuo silenzio?
- Voglio scopare con te.
- Tu sei matto, non ci pensare neanche.
- E allora almeno prendimelo in bocca.
Ci fu qualche istante di silenzio poi:
- E va bene.
Mi mise una mano sul cazzo ed incominciò ad accarezzarlo da sopra i pantaloni:
- Però non dive dire niente a nessuno, deve rimanere tra noi.
Dopo quelle parole si inginocchiò davanti a me, con delicatezza incominciò a sbottonare i jeans, li abbassò ed incominciò a dare piccoli baci sopra le mutande, prese l’elastico delle mutande con i denti e li tirò giù, senza usare le mani prese in bocca il mio cazzo duro come il marmo e incominciò a spompinarmi, era meraviglioso, ogni tanto smetteva per leccarlo e dargli qualche piccolo morso con i denti, ma non era doloroso, anzi, era fantastico:
- Oh sì mamma, si brava cosiiiiii.
Lei continuava, dava proprio l’impressione che il mio cazzo le piacesse perché più passava il tempo più lei ci dava dentro, con il cazzo ancora in bocca mi disse:
- Ti piace tesoro mio?
- Certo mamma sei una dea.
Mi sorrise e andò avanti, stavo quasi per venirle in bacca quando suonò il campanello di casa:
- Cazzo è tuo padre, rivestiti muoviti.
Lei si asciugò con una mano la bocca, si sistemò la gonna e corse ad aprire la porta mentre io mi rivestivo.
Ci sedemmo a tavola per cenare, mi misi proprio accanto a lei, poco dopo sentii che la sua mano mi stava accarezzando e cercava il mio cazzo, lo trovò ed incominciò a massaggiarlo poi però mio padre chiese una bottiglia di birra e lei dovette smettere.
Finimmo di cenare ed io diedi una mia madre a lavare i piatti, ogni volta che potevo tentavo di toccarla ma lei mi respingeva all’ennesimo tentativo:
- Mattia, cavolo smettila tuo padre è in casa, è già stato un terribile errore quello che abbiamo fatto prima quindi finiamola qui.
Io a quelle parole ci rimasi male, smisi di darle una mono e mi recai in camera mia.
Poco dopo entrò mio padre:
- Mattia io devo uscire un paio di ore, tu non devi uscire vero?
- No non era nelle mie intenzioni uscire, vai pure.
Io inefetti avrei dovuto uscire ma tra me e me pensavo che l’essere in casa da solo di nuovo con mia madre sarebbe potuto essere un’occasione per concludere quelle che avevamo iniziato prima di cena, so che mi aveva detto che non ci sarebbe stato più nulla ma avevo in mente un piano.
Aspettai che mi padre uscisse di casa, andai in sala ed appoggia la custodia del dvd porno sul tavolo e poi dissi:
- Mamma io vado a farmi una doccia, ho dimenticato la tele accesa puoi spegnerla tu per favore?
Mi nascosi dietro la porta che dava sulla cucina ed aspettai, mia madre dopo poco arrivò in sala per spegnere la tele e come previsto si accorse del dvd sul tavolo, lo prese in mano e dopo essersi accertata che fossi realmente in doccia (avevo aperto l’acqua) inserì il dvd e si sedette sul divano, non passò molto e mamma si alzò la gonna, abbassò le calze bianche e le mutande e prese a masturbarsi, prima con una, poi con due ed infine con tre dita, all’improvviso io saltai fuori da dietro la porta:
- Allora è un vizio mamma? Ti piace proprio questo porno?
- Lo hai fatto apposta vero?
- Si e tu ci sei cascata.
Mi misi proprio davanti a lei, era ancora seduta sul divano, mi abbassai pantaloni e mutande, il mio cazzo si drizzò immediatamente:
- Dai mamma prendimelo di nuovo in bocca, ero divino prima.
Mio madre alzò lo sguardò e mi fissò, mentre continuava a guardarmi incominciò a darmi qualche bacio sulla cappella a labbra aperte, poi ogni tanto usava la lingua solo per leccarmi la cappella che poi spariva all’interno della sua bocca per poi ricomparire subito dopo, prese il mio cazzo con una mano e se lo portò fino in gola e preso anche con l’aumentare la velocità:
- Oh mio Dio mamma, è fantastico così brava.
Non disse una parola continuava soltanto a spompinarmi.
Passarono alcuni minuti e avevo ancora il mio cazzo nella bocca di mamma, gli tenevo la testa con le mani e la spingevo sempre più giù e a lei ogni tanto mancava l’aria, decisi che ora taccava e lei godere, la feci smettere e gli dissi:
- Ora sarò io a leccartela.
- Mattia no, avevamo detto niente sesso che ti avrei fatto solo un pompino e te ne ho già fatti due.
- Mamma ma io voglio solo leccartela non è sesso, dai dopo questo meraviglioso pompino ti meriti di godere e di avere una ricompensa anche tu.
Stava per rispondermi ma gli misi una mano sulla bocca e gli dissi di non preoccuparsi.
Mi inginocchiai gli tolsi le ciabatte, calze, gonna, mutande e gli allargai le gambe, incominciai col baciarle un piede per poi risalire pian piano sulle sue gambe ma lei le strinse come per dirmi di smettere a quel punto io allora glie le aprii con forza e ripresi a baciarla, dopo qualche istante in cui mi soffermai sull’interno coscia arrivai finalmente alla sua figa (non era totalmente pelata ma neanche tanto pelosa), presi a baciargliela e questa volta lei non mi fermò anzi mi invitava ad andare avanti, smisi di baciarla e presi a leccarla con veemenza, andavo velocissimo, la mia lingua la leccava tutta e lei ansimava con piacere e ogni tanto emetteva qualche piccolo urletto, smisi di leccargliela, mi leccai due dita e le infilai all’interno della sua figa:

- Ahhh siii, ti prego ancoraaa.
Non me lo feci ripetere e continuai, mentre la sditalinavo continuavo a leccargliela, aveva un sapore così buono e continua a grondare, ma io non ero ancora soddisfatto volevo possederla completamente, mi fermai e mi alzai leggermente, gli tirai su la maglietta e incomincia a baciarle la pancia per poi salire pian piano, arrivai al seno ma era coperto da un reggipetto di color nero, smisi di baciarla, mi alzai in piedi, gli tolsi completamente la maglietta, gli slacciai il reggiseno e mi denudai completamente, lei oramai aveva capito cosa avevo in mente:
- D’accordo facciamolo tanto oramai lo voglio anche io.
Mi fiondai su di lei, presi a baciare quegli enormi seni, le mordevo i capezzoli, li leccavi e baciavo, lei urlava di piacere, mi stringeva a sé e supplicava di non fermarmi, smisi di leccargli le tette, gli allargai le gambe, sputai sulla cappella e la appoggiai alla sua figa, lei allungò una mano e afferrò il mio cazzo per poi spingerselo all’interno, incominciai con un andamento lento per poi velocizzare sempre di più i movimenti:
- Ahhh, si figlio mio scopa cosi la tua mamma, ti prego non fermarti, ancoraaa, ancoraaa.
Continuavo e continuavo, le sue tette sballottavano e io ogni tanto mi allungavo per baciargliele, la feci sdraiare sul divano e mi misi su di lei per penetrarla ancora meglio, ogni tanto ci scambiavamo anche qualche bacio, io continuavo e lei mi pregava di andare avanti, quella sua figa era così meravigliosa e lei stava avendo un orgasmo multiplo, la feci mettere a carponi perché volevo possederla anche da dietro e in quella posizione stavo dando il meglio di me, la penetravo con tale forza e velocità che si sentivano bene i colpi e le sue chiappe stavano diventando rosse, stavo quasi per venire:
- Mamma, sto venendo.
- Non dentro amore mio, vieni in bocca alla tua mamma.
Uscii da lei, scendemmo dal divano, lei si inginocchiò davanti a me, le prese in mano ed incominciò a segarmi, andò avanti qualche secondo:
- Ahhh, siii, mamma sto venendooo.
Venni copiosamente e lei lo prese quasi tutto in bocca, qualche goccia della mia sborra era sulla mia cappella e sul suo mento, con le dita prese le gocce sul mento e poi se le leccò, tirò fuori la lingua e prese quella poca sborra che come detto mi era rimasta sulla cappella, mentre la leccava mi guardava negli occhi e non riuscivo a capire il perché di quello sguardo, poi le si fermò si alzò e senza dire niente se ne andò, mi rivestii e andai in cucina per bere un bicchiere d’acqua, aprii il frigo e dopo averlo chiuso mi voltai, mia madre era lì, aveva indossato una di quei vestini intimi da notte di pizzo nero che lasciava intravedere il reggipetto in pizzo bianche ed un tanga anch’esso bianco, mi si avvicinò e dopo avermi dato in bacio in bocca mi disse:
- Amore papà sta arrivando ora io vado a letto, dolce notte.
Se ne stavo andando ma io la chiamai:
- Mamma.
Si voltò:
- Si caro dimmi.
- Mamma cosa voleva dire quello sguardo mentre pulivi la cappella dalla sborra?
- Era uno sguardo di consenso per farti capire che mi era piaciuto da morire.
- Allora vuol dire che lo rifaremo.
- Non so vedremo, non ti prometto niente.
Detto questo se ne andò in camera sua e anche io andai in camera mia e mi misi a letto e prima di addormentarmi chiusi gli occhi e speravo di scopare ancora con mia madre “Santa”.

Per chi volesse scambiare idee e racconti questo è il mio indirizzo email: [email protected]
Mattia (incest for me)
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Votazione del Racconto: 9.5
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Commenti per Mamma:


patrix6969, singoli Lombardia il 23.05.2013 alle 14:51:51 ha scritto:

Complimenti per la fantasia!


RhoMiRho, gay Lombardia il 23.05.2013 alle 19:04:24 ha scritto:

"le allargai le gambe", non "gli"...


magnamona, singoli Veneto il 24.05.2013 alle 23:01:40 ha scritto:

STUPENDO !


stillvirgin, singoli Piemonte il 25.05.2013 alle 15:25:47 ha scritto:

vogliamo il seguito




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