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incesto


Mia zia

           di migli1

 Scritto il 23.04.2010    |    Letture: 18.522  |    Votazione 5.8:

"Io la esortavo invece a frequentare persone anche senza legarsi sentimentalmente che a quell’età era troppo giovane per rinchiudersi in casa, lei mi mise una..."
Il soggetto del mio racconto è mia zia acquisita, moglie del fratello di mio padre; oggi ha 58 anni alta circa un metro e sessantotto, un pò in carne con una bellissima 5°, pelle bianchissima e corti capelli rossi, un sedere molto largo e soprattutto dei magnifici piedi che mi hanno sempre ipnoitizzato.
Era una vita che la sognavo, un pensiero sempre fisso persino quando già frequentavo altre ragazze sognavo che fosse lei sotto di me.
A lei ho dedicato le prime seghe spiandola di nascosto cercando di memorizzare ogni millimetro del suo corpo, eccitato da quell’aria di sufficienza mista a svampitaggine sperando che lei si accorgesse di me e mi incoraggiasse in un qualunque modo, ma mai niente. Finchè purtroppo mio zio in seguito ad un incidente sul lavoro non è venuto a mancare circa 6 mesi fa e lei non mi chiese di accompagnarla nella loro casetta al mare per portare via le loro case per poi poterla mettere in vendita.
Partimmo presto la mattina in modo da avere tempo per sistemare tutto il viaggio in macchina scorse abbastanza velocemente lei mi raccontò che si sentiva sola che la notte allungava le braccia nel letto ormai vuoto per cercare un corpo ma che di fatto aveva comunque deicso di rimanere sola per non abituarsi di nuovo ad una persona che poi chissa’.
Io la esortavo invece a frequentare persone anche senza legarsi sentimentalmente che a quell’età era troppo giovane per rinchiudersi in casa, lei mi mise una mano sulla coscia e mi disse che preferiva dedicarsi invece a noi la sua famiglia.
Quel contatto mi fece subito effetto e i pantaloni si gonfiarono inevitabilmente sotto la sua carezza, l’eccitazione mi fece pensare che i suoi occhi guardavano proprio lì e cercai di accertarmene poggiando a mia volta la mia mano sulla sua stringendola.
Arrivammo alla casa e lei subito mi disse che si assentava per mettersi piu’ comoda per pulire, io intanto aprii le finestre per arieggiare un po il locale da troppo chiuso, quando tornò
l'aria fresca non bastò a calmarmi, aveva messo una camicia lunga fino al ginocchio molto larga dalla quale si intravedeva il seno libero, un paio di bottoni erano slacciati e gli zoccoli aperti che lasciavano liberi i suoi piedi ,la mia erezione continuava a darmi fastidio e cosi dicisi, con la scusa di cambiarmi anche io, di andare in bagno per farmene una rilassante.
Finiti i preparativi cominciammo a prendere dagli scaffali i vri oggetti personali ,foto, album e libri vari e riporli negli scatoloni e proprio uno di questi scaffali mi aiuto’ a realizzare il mio desiderio.
Lei infatti si arrampicò su una sedia per cercare di tirare giu alcuni volumi troppo in alto e mi chiese di sostenerla da sotto nel caso in cui perdesse l'equilibrio.
Impacciato come non mai non sapendo bene dove tenerla la presi per le caviglie , il contatto con la sua pelle fu elettrizzante mi eccitai di nuovo e per di piu quandod lei si tirava su sulla punta dei piedi la camicia si arrampicava con lei lasciandomi vedere il suo splendido sedere appena coperto da slip neri ,non ce la facevo piu’ , le mani cominciarono a sudarmi e la presa divenne incerta ed in quel momento lei perse l'equilibrio finendomi col sedere in faccia e spingendomi indietro.
Finii di schiena sul divano dietro a me con lei addosso, il suo sedere a contatto col mio membro e le mie mani finite sul suo seno; mi si è appannata la vista, sbilanciato tra desiderio e paura della reazione.
Lei non fece niente per togliersi a quel tocco se non un leggero movimento di bacino come a sistemarsi megli. Le ho chiesto se si era fatta male e lei mi disse di no con un filo di voce.
Le chiesi come mai questa voce cosi’ bassa e lei: "Zitto".
Cominciai a muovere le mani in circolo sul suo seno molto lentamente lei sospirava, toccai i capezzoli che trovai duri, impastavo letamente per godermi quella pelle e quei sospiri sempre zitto, il mio pene si era indurito ancora di più, le sule mani scorrevano ora lungo le mie cosce stringendo tastando, tirò indietro la testa roteando il capo sulla mia spalla offrendomi ora l orecchio ora la bocca.
Non ci ho visto piu ho cominciato ad alternare morsi al lobo dell’orecchio a leccate alle sue labbra, mentre le mie mani sbottonavano la sua camicia lei ha tirato su i piedi sul tavolinetto basso per allargare meglio le cosce mentre con una mano impastavo un semo con l'altra arrivai tra le sue cosce, trovai le sue babbra nascoste da un bosco di peli setosi e bagnatissimi e l'ho penetrata con un dito,i suoi umori colavano sulla mano rendendola appiccicosa i suoi odori permeavano la stanza e le mie narici mi sono sentito un animale affamato.
L ho fatta alzare ed ho cominciato a baciarla come un ossesso,succhiavo la sua lingua le sue labbra intanto lei mi ha spogliato, via la maglietta via i pantaloni, mi ha tirato giù i boxer ed ha cominciato una lenta sega, non capivo piu niente l'ho interrotta spingendola sul divano e mentre mi avvicinavo lei mi ha puntato un piede sul petto ordinandomi di leccarlo, il mio sogno si avverava; ho cominciato a succhiare le dita una ad una poi la pianta del piede, intanto lei giocava con le mie palle con l'altro piede. ho pregato di morire in quel momento, la cosa piu bella del mondo, le sue dita che giocano con la mia cappella e la mia lingua che succhia le sue dita.
La lussuria nei suoi occhi ha fatto il resto, ha ritirato l'altro piede ed ha cominciato una magnifica sega con entrambi, le mie gambe tremavano non riuscivo a stare dritto in piedi e sono venuto sui suoi piedi, tutto sudato mi sono seduto sul tavolinetto mentre lei mi ha detto che non avevamo ancora finito.
Mentre mi riprendevo si è portata i piedi alle labbra ed ha cominciato a leccarseli , pochi minuti ed ero di nuovo in tiro mi sono tuffato fra le sue cosce ed ho cominciato a succhiare il clitoride, lei con le gambe dietro la mia schiena mi stringeva e con le manic stropicciava il tessuto del divano.
Mi sono alzato e l'ho penetrata, calda, bagnata, MIA.
Ho cominciato a dare forti colpi di reni avevo voglia di venire subito ma la precedente eiaculazione mi aveva rallentato parecchio e cosi’ la rigirai e mi sono trovato ad un passo da quel magnifico mappamondo, lei ha cominciato ad esortarmi voleva sentirsi piena ed io l'ho riempita per bene, era cosi’ stretta la cappella mi bruciava ma la voglia animalesca ha avuto il sopravvento e finalemente le ho riempito
l’intestino.

Esausti ci siamo rilassati io ai piedi del divano e lei sul divano, sudati e contenti, siamo rimasti ancora un pò cosi’ poi ci siamo ripuliti e sistemati e siamo tornati a casa.
nel viaggio lei mi ha detto che saremmo dovuti tornare per finire il lavoro e che forse era presto per vendere la casa

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Alle prime esperienze di pubblicazione di racconti erotici sarei grato agli altri autori di scrivermi per raccontarci i motivi, le realtà e le fantasie che ci spronano alla scrittura e alla condivisione. Non amo le situazioni violente e troppo volgari, solo delicate, perchè quelle sono e sono state l'inizio di tutto. a presto scrivetemi Vincenzo [email protected] mamme, zie e nonne sono ovviamente le più gradite.
Chi mi vuole aiutare perche sono entrato da poco in questa esperienza anche mandandomi foto vostre o se mi volete far fare qualche esperienza perchè sono ancora acerbo :) .


Votazione del Racconto: 5.8
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