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incesto


SENZA PUDORE (A casa con i suoi)

           di Maxtod

 Scritto il 02.03.2011    |    Letture: 2.557  |    Votazione 8.6:

"Finisce il film, stiracchiandosi Silvietta si alza (per modo di dire) dal divano..."
Sono giorni che Ilaria, la mia ragazza, insiste perché io vada a cena a casa sua, con i suoi genitori. Finora ho sempre evitato con delle scuse banali. Non mi va di essere presentato, stiamo insieme da soli 3 mesi, lei ha appena 17 anni, io quasi dieci di più.
Mi imbarazza la cosa.
Capirai, la sorella ha 14 anni, l’ho già conosciuta perché Ilaria se l’è portata dietro più di una volta. Sta sempre li a impicciarsi, e fare domande, è appiccicosa…

Devo dire che ultimamente Ilaria sa come convincermi. All’inizio era piuttosto timida, ma da qualche tempo credo abbia perso quelle remore che la frenavano in principio. È sempre disponibile ad assecondare le mie piccole perversioni, anzi, ultimamente è spesso lei che prende l’iniziativa. Dice che le piace sentirsi porca, che la fa eccitare il fatto di spingersi oltre i limiti della normale decenza, la fa godere estremizzare le situazioni abbattendo la soglia del pudore.
Io, figurarsi, ci vado a nozze, anche se a volte penso che lo faccia più per un piacere personale nel sentirsi zoccola, piuttosto che per provocare me.

le rispondo incuriosito.

Sai che novità, è un capo che fa abitualmente parte del suo guardaroba.

Cazzo! Questo si che è un buon incentivo.
Non sono convinto che lo farà, ma decido di stare al gioco e le assicuro che alle 20.00 sarò da lei.

I genitori di Ilaria sono persone semplici. Il padre ha lavorato tutta la vita, meccanico, e aspetta impaziente gli ultimi anni per andare in pensione. La mamma è casalinga, sembra un po’ più vecchia dell’età che ha, forse colpa dell’espressione stanca che porta sul viso. La sorella di Ilaria, Silvietta, è un tipetto.
Una nanetta coi capelli rossi, occhi chiari, lentiggini, ancora molto acerba nonostante abbia compiuto quattordici anni. Come anticipato da Ilaria, ha invitato un’amichetta, Carlotta, un po’ robustella, mora, tette grandi e bel visino.

Saluto tutti e mi presento ai genitori.
Ilaria mi viene incontro, il mio istinto è quello di darle un casto bacetto sulla guancia per salutarla, invece lei punta dritta alle mie labbra, soffermandosi forse un attimo più del dovuto, tanto che i genitori distolgono lo sguardo imbarazzati. Non così la sorella e l’amica, che sorridono maliziose e si scambiano uno sguardo di intesa… cazzo vorrà?

Ilaria è vestita come mi ha detto. Indossa una gonnellina che non arriva a coprirle le ginocchia e una magliettina con scollo a V, abbastanza esplicita nel suo invito a guardarle le tette, oggi particolarmente schiacciate tra di loro e tirate su (merito probabilmente del reggiseno che le ho regalato da poco).
Tuttavia non posso sapere se porta o meno le mutandine.
Il dubbio mi si deve leggere in faccia, perché Ilaria dopo un attimo dice
.
Mi accompagna in bagno, si lava le mani e se le asciuga. Quando è il mio turno, con un abile saltino si siede sulla lavatrice, che è accanto al lavandino.

Divarica un po’ le gambe e si tira su la gonnellina. La sua fighetta quasi completamente rasata è davanti ai miei occhi, libera da qualsiasi impedimento di stoffa, stupenda nella morbidezza delle forme, e nel suo colore acceso.
Richiude lentamente le gambe, lascia scivolare la gonna a coprirle le cosce, scende, mi fa l’occhiolino e se ne va verso la cucina.

riesco a risponderle, mentre l’acqua del rubinetto ancora scorre sulle mie mani ormai più che pulite.



La conversazione procede su questi binari, tutto sommato prevedibili per essere il primo incontro, piano piano mi sento sempre più a mio agio.


Lucky è il cane di Ilaria, un dalmata mezzo scemo. In effetti è tutta la sera che armeggia sotto il tavolo. Ovviamente è attirato dal profumo della fica di Ilaria poverino. È tutto su di giri e appena può va a infilarle il muso tra le gambe.
risponde Ilaria, mentre mi guarda e sorride.
A me un po’ dà fastidio!...

Dopo cena ci accomodiamo in sala, altre quattro chiacchiere, si accende la tv… verso le 23 i genitori di Ilaria, secondo le loro abitudini, ci salutano e vanno a dormire, al piano di sopra dove vi sono le stanze da letto.
< Ciao Massimo, è stato un piacere conoscerti, sembri proprio un bravo ragazzo. Adesso io e Mario ce ne andiamo a dormire che siamo stanchi… cominciamo ad avere una certa età, poveretti.>
< Ma no signora, siete in gran forma. Comunque sto andando via anch’io, s’è fatto tardi anche per me.>
< Ma no, ma non ti preoccupare, siete giovani! Resta pure un altro po’, finite di vedere il film.>
< Va bene allora, buonanotte signora, buonanotte signor Mario>

Siamo rimasti noi quattro, le due adolescenti stupidine, io e Ilaria. Tutti e 4 sullo stesso divano.
In effetti stiamo un po’ strettini. Ovviamente Ilaria approfitta della situazione, e del fatto che stiamo guardando un horror, per starmi praticamente seduta sopra.
Mi abbraccia e mi schiaccia le tette sul corpo.
Dopo qualche minuto comincia a darmi dei piccoli bacini sulla guancia, poi sul collo. Con pazienza si strofina su di me, con le labbra va a cercare le mie. Il tutto accanto alle ragazzine.
Io non posso rimanere indifferente. Dopo un minimo di resistenza ricambio i baci.
Ormai stiamo praticamente limonando, con una mia mano posata sulle tette.
Forse stiamo esagerando, ma la cosa non sembra turbare né Ilaria né la sorella, che ci guarda rapita, dando ogni tanto delle gomitate all’amica.

Finisce il film, stiracchiandosi Silvietta si alza (per modo di dire) dal divano.
< Vabbè piccioncini, io e Carlotta andiamo di sopra, notte!> sempre con quel sorrisetto scemo.
Salgono le scale a giorno che portano al piano superiore.
Tuttavia non le sento andare verso la camera. Dalla credenza a vetri posta di fronte a me infatti riesco a vedere il riflesso di loro due che sono accucciate in cima alle scale, e si fanno segno l’un l’altra di fare silenzio. Vogliono spiarci?

Non faccio in tempo a mettere Ilaria al corrente di questo, che la mia ragazza mi è già montata sopra a cavalcioni. La gonna le è risalita, data la posizione, e la sua figa è in bella mostra, appoggiata beatamente sopra la mia patta.
Ila mi abbraccia, portando le sue tette a contatto col mio viso, si china sul mio orecchio e mi sussurra

< Ma sei scema? I tuoi stanno al piano di sopra e tua sorella…>
Non mi da il tempo di finire, comincia un movimento dondolante sul mio cazzo, ormai gonfio dentro ai jeans, la sua figa nuda che lo cavalca e impregna i pantaloni della sua umidità. Con le mani allarga la scollatura della maglietta e abbassa il reggiseno, tirando fuori le tette, in questo modo ancora più schiacciate e sostenute. Mi prende la testa e se la spinge ad affondare sulle tette. Prima di iniziare a leccarle e succhiarle i capezzoli ben pronunciati, l’ultima cosa che vedo è l’immagine riflessa nel vetro della credenza, di Silvietta e Carlotta che ci guardano a bocca aperta. Dalla loro visuale devono riuscire a vedere anche il culo di Ilaria, che si contrae mentre mi cavalca, con le chiappe sode che si stringono e si rilassano.
Oh sti cazzi, se vuoi essere puttana e non te ne frega niente figurati a me, vediamo quanto sei zoccola!

Con questi pensieri le porto le mani sulle chiappe e gliele allargo bene. Adesso il mio animo perverso è stato stimolato, anch’io voglio che la sorella e l’amica godano per bene dello spettacolo, voglio che vedano quanto è porca Ilaria, guardatele il buco del culo dai.
Provoco la mia ragazza dicendole, in modo che possano sentire anche le altre due:


Sono portato a credere che dica la verità.
L’idea del cazzo in bocca mi ha stuzzicato. La faccio scendere per un attimo, il tempo di abbassarmi jeans e mutande, sempre mentre mi assicuro che le due troiette ci stiano spiando.
Lei si sdraia sul divano con la testa appoggiata alla mia gamba, la schiena rivolta verso lo schienale, la gamba che è sotto distesa per lungo, e quella sopra piegata e ben divaricata dall’altra, di modo che figa e culo siano ben esposti, invitando me, che sono comodamente seduto dalla parte opposta, a raggiungerli con la mano.
Mi guarda un attimo negli occhi, poi si abbassa ad ingoiare la mia cappella, gonfia e pulsante d’eccitazione.
Io sono in una posizione privilegiata. Mi gusto la sua lingua che rotea sul glande, e guardo nei vetri la sorella e l’amichetta che sono lì accucciate a guardarci morbosamente, eccitandosi a osservare il mio cazzo che sparisce sempre di più nella bocca di Ilaria.
Come se non bastasse Ilaria emette dei rumori osceni inequivocabili mentre risucchia tutta la mia asta, ormai piena di saliva.
Mi bagno le dita e scendo attraverso le sue chiappe a massaggiarle il buco del culo. La cosa le piace, comincia a mugolare e a spingere la testa più a fondo sul mio cazzo. Dopo averle bagnato bene il buchetto le spingo piano ma deciso il dito medio nel culo e la scopo ritmando il suo movimento di bocca. Più lei accelera più accelero io.

Le due amichette su in cima alle scale sono sempre più prese dallo spettacolo, si tengono la mano vicine vicine.
Decido di fargli godere una bella scopata in diretta e dico a Ilaria:
< Adesso vienimi sopra e scopami per bene, troietta in calore>
< Siii amore, trattami da quella vacca che sono, che mi sento quando sono con te!>

Mi scavalca con una gamba ed è di nuovo sopra di me. Afferra il mio cazzo alla base con due dita, e se lo punta verso la fica. Ci si siede sopra lentamente, facendomi gustare bene tutta la penetrazione. Rimane piantata così fino alla radice del cazzo, mi mette le braccia al collo e mi sussurra:

< Sei la più troia che io abbia conosciuto.> le dico guardandola negli occhi.
Lei gode nel sentirsi chiamare così e prende a muoversi furiosamente su e giù sul mio cazzo. Insisto
< Sei una cagna, in casa dei tuoi, dev’essere così anche tua madre, se una figlia di vacca… e anche tua sorella scommetto che è e sarà una succhia cazzi di prima categoria>
Lei accelera sempre di più la cavalcata, do un’occhiata al riflesso. Silvietta ha le gambe accavallate e una mano in mezzo a loro. A sentirsi chiamare così dev’essersi eccitata anche lei e non ha resistito a toccarsela, incurante della presenza dell’amichetta.

ansima Ilaria in preda ai sussulti dell’orgasmo.

Lei continua il movimento, ormai scomposto e non più regolare, ma ormai sono al massimo del piacere.
Cingendole la schiena la faccio sfilare dal mio cazzo e la faccio appoggiare con la figa fradicia sulla mia pancia.
Sento la sborra salire, la schizzo copiosamente sulla sua schiena, sulle sue natiche, le ricade nel solco.
Immagino le due ragazzine che si stanno godendo un cazzo stragonfio che schizza tutta la sborra sul culetto formoso di Ilaria.

Mi sono svuotato completamente, e rimango abbracciato alla mia ragazza seduta a cavalcioni sopra di me. Adesso ci scambiamo parole dolci, l’impeto animale che era in noi si è sopito.
Mi giro a guardare il vetro della credenza. Nel riflesso le ragazzine non ci sono più.

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