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lesbo


Mia cugina

           di elvirak70

 Scritto il 24.02.2007    |    Letture: 18.992  |    Votazione 7.4:

"Dissi a mia cugina di appoggiarsi al lavandino e spingere in fuori il sedere; mi abbassai, le leccai il buchetto del culo, quindi appoggiai la punta della..."
La settimana prima di ritornare al college, venne a trovarmi per salutarmi mia cugina, che mi portava anche i saluti di mia zia. Mia cugina Grazia, era una ragazza carina, non una gran bellezza ma quella che viene definita un tipo; mora, non molto alta, bel seno.
Dopo aver parlato un po' con mia madre, andammo in camera mia e come sempre ci chiudemmo dentro per parlare delle nostre cose; lei mi parlava sempre dei suoi ragazzi, dei suoi hobby, le solite cose. Mia madre viene a bussare alla porta per dirmi che sarebbe rimasta fuori per qualche ora e nel contempo invitò a cena mia cugina, la quale accettò subito. Come mia madre fu uscita lei subito mi chiese come era il sesso in collegio, se facevamo sesso fra noi ragazze; si vedeva che era molto eccitata ed io le dissi di mantenere il segreto, di non dire nulla ai miei e le dissi che avevo avuto rapporti saffici e che mi ero scoperta lesbica. Lei mi disse che non era più vergine, ma aveva fatto solo sesso con i ragazzi però ha sempre avuto voglia di fare sesso con una ragazza e dicendo così si avvicinò alla mia bocca ed appoggiò le sue labbra sulle mie. Io risposi al bacio ed aprii la bocca; lei fece altrettanto e le nostre lingue si incontrarono e si succhiarono. Mentre ci baciavamo io feci scivolare la mia mano sotto la sua gonna e come le toccai la coscia nuda, mia cugina si bloccò un attimo ed io ne approfittai per arrivare con la mia mano alle sue mutandine. Continuando a baciarla scostai il cavallo delle mutandine ed arrivai alla sua figa, cercai l'apertura e quando la trovai infilai un po' il dito dentro poi risalii cercando il clitoride che trovai immediatamente già eccitato. Le masturbai il clitoride e lei venne continuando a baciarmi, quindi si staccò da me, si alzò in piedi e mi disse: “spogliati che voglio vederti nuda” e mentre diceva ciò anche lei iniziò a spogliarsi. Quando vide il poco pelo biondo che avevo sulla figa rimase ad osservarlo poi mi disse “sei bionda vera! Non ho mai visto una bionda vera! Anche in palestra quando facciamo la doccia nude quelle bionde hanno il pelo nero” poi si avvicinò e mi accarezzò il pelo della figa. Io la presi e la feci sdraiare sul letto, poi le aprii le gambe ed iniziai a leccarle la figa, venne quasi subito e volle assaggiare la mia così mi misi sopra di lei a 69 ed iniziammo a leccarci; lei mi succhiava il clitoride ed iniziò ad infilarmi piano piano il dito nella figa; io mentre la leccavo le avevo infilato due dita e le muovevo avanti ed indietro. Ad un certo punto lei venne di nuovo e dopo ave ripreso fiato mi disse: “ma ...
tu non sei più vergine ... allora hai scopato anche tu con un ragazzo ...!” Mi fermai, mi girai verso il suo viso, le diedi un bacio sulle labbra e le dissi che avevo perso la verginità con una ragazza in collegio; lei sbarrò gli occhi, mi fece stendere al suo fianco e mi chiese di raccontare come avevo perso la mia verginità ed io le raccontai come era successo; mentre raccontavo lei iniziò a masturbarsi e venne quasi contemporaneamente alla fine del mio racconto. Spostò quindi le dita bagnate dei suoi umori dalla sua figa alla mia ed iniziò a masturbarmi forsennatamente e mi fece venire in pochi minuti. Ci abbracciamo e ci baciammo ed io ne approfittai per accarezzarle il sedere e trovai subito il suo buchetto, che al contatto del mio dito si aprì per accoglierlo. Mia cugina mi sussurrò di spingerlo dentro che le piaceva ed aggiunse che il suo ragazzo l'aveva sverginata nel culo durante le vacanze estive mentre erano al mare e da allora lui la scopa in culo perché così può venirle dentro senza problemi ed a lei piaceva moltissimo prenderlo in culo. Scese anche lei con la mano sulle mie chiappe e raggiunse subito il mio forellino posteriore che penetrò immediatamente forzandolo un po' e mi chiese se anche a me piaceva sentirmi il dito nel culo ed io le risposi affermativamente e che ero stata sverginata anche lì in college. La mia confessione la eccitò talmente tanto che mi rovesciò a pancia in giù e mi aprì le chiappe per guardare il mio buchetto, poi si bagnò due dita e me le infilò dentro il culo di colpo, facendomi sobbalzare. Iniziò quindi a muovere le due dita dentro il mio culetto masturbandosi con l'altra mano, mentre io avevo portato la mia mano sotto la pancia e raggiunta la mia figa mi masturbai. Arrivammo all'orgasmo quasi contemporaneamente e lei mi si buttò sulla schiena e mi baciò il collo.
Eravamo sfinite, così ci riposammo un po' poi decidemmo di fare la doccia assieme ed in doccia presi io l'iniziativa, così la feci girare per insaponarle la schiena e spargendo il sapone da doccia sulla sua schiena scesi fino ai glutei, le insaponai bene la parte esterna poi arrivai al solco e con due dita bene insaponate, puntai decisa al suo buco posteriore che le penetrai di colpo, facendola restare senza fiato; la spinsi contro la parete della doccia con il viso ed il seno, mi appoggiai a lei ed iniziai ad incularla con due dita che poi divennero tre; quando tentai di infilarle anche il quarto dico cacciò un urlo e mi disse se volevo romperglielo, così continuai a scoparle il culo con le tre dita fino a che non raggiunse l'orgasmo. Si girò lentamente con gli occhi chiusi, poi li aprì, mi guardò e mi diede un bacio in bocca, si staccò ed io continuai ad insaponarla sul seno e scesi fino alla sua figa, ma lei mi disse che se la avessi fatta venire un'altra volta sarebbe svenuta, così mi limitai ad insaponarla. Grazia volle insaponare anche me e nel farlo si soffermò ad accarezzarmi il seno insistendo sui capezzoli che erano diventati durissimi, poi scese sulla pancia ed arrivò alla mia figa che insaponò ed iniziò a masturbarmi. Io la abbracciai e mi appoggiai a lei mentre mi masturbava, ma ero quasi giunta all'apice che lei mi staccò bruscamente e mi fece girare, quindi mi infilò nel buchetto posteriore due dita: un dolore mi attraversò il corpo ma lei mi spinse contro la parete come avevo fatto io poco prima, mi immobilizzò ed iniziò a scoparmi nel culetto con due dita, poi aggiunse un terzo dito ed il povero forellino venne dilatato al massimo. Ero molto eccitata dal trattamento anche se mia cugina di certo non era gentile nei miei confronti; abbassai la mano destra sulla mia figa e mi masturbai mentre mia cugina mi stava inculando con tre dita. Venni violentemente. Grazia mi girò e mi baciò sulla bocca poi mi disse: “è bellissimo sentire le tue dita nel mio culo, solo che mi manca lo schizzo”; la guardai poi le dissi: “se questa sera dormi qui ti faccio provare anche lo schizzo! Vuoi?” lei fu entusiasta ed iniziò a farmi domande su come sarebbe stato, ma io le dissi che doveva pazientare perché non le avrei detto nulla ma le avrei fatto provare qualcosa di eccitante.
Uscimmo dalla doccia e ci vestimmo appena in tempo, infatti mia madre rientrò qualche minuto dopo che ci eravamo vestite. Comunicai a mia madre che Grazia aveva accettato di fermarsi a dormire da noi e che avrei preparato il secondo letto che vi era in camera mia per lei; mia madre fu entusiasta della cosa ed avvisò mia zia che sua figlia sarebbe rimasta da noi a dormire.
A tavola mia cugina ed io eravamo sedute vicino e lei ogni tanto mi toccava la gamba con il suo ginocchio; avevo deciso di indossare anch'io una gonna così anche mia cugina sarebbe stata più comoda nei miei confronti.
La sera guardammo distrattamente la TV con mia madre e mio padre, poi con la scusa che il giorno dopo saremmo andate in centro a gironzolare salutammo tutti ed andammo in camera: non volevamo dormire, volevamo godere.
Appena entrate in camera, mia cugina mi disse di inginocchiarmi sul letto così come ero ed io esegui; mi venne dietro, mi sollevò la gonna e mi abbassò le mutandine, quindi mi allargò le chiappe e mi guardò il buchetto, poi mi disse: “fatti un ditalino, voglio vederti da qui”. Abbassai la mano destra, raggiunsi la mia figa ed iniziai a masturbarmi; come iniziarono ad uscire i primi umori dalla mia figa, Grazia mi passò il suo indice sulle labbra bagnate della figa e con i miei umori mi bagno lo sfintere, poi mi disse: “ora mettiti un dito nel culo!” io salii con la mia mano e da sotto mi infilati il medio nel culo; da sotto vidi che mia cugina si stava masturbando sotto la gonna. Ad un certo punto mi tolse il dito dal culo e mi disse che voleva infilarmi qualcosa nel culo ed io le dissi di guardare nel mio armadio e le diedi le indicazioni per prendere il mio vibratore; quando lo trovò fu felicissima della scoperta, mi venne vicino me o puntò subito sullo sfintere e senza attendere diede un gran colpo ed il vibratore mi entrò nel culo facendomi scendere qualche lacrima: iniziò ad incularmi velocemente, poi passò la sinistra sotto la mia pancia ed iniziò a masturbarmi; continuò così finché non venni, soffocando nel cuscino che avevo davanti al mio viso l'urlo liberatorio. Mi accasciai sul letto con il vibratore ancora infilato nel culo. Sentivo che stava lentamente scivolando fuori spinto dai muscoli del mio sfintere. Quando fu completamente espulso, mi raddrizzai sul letto e vidi che mia cugina si era spogliata completamente nuda. Mi alzai e le andai vicino, le diedi un bacio sulla bocca poi le dissi: “ora mettiti tu con il tuo culetto all'aria che ti sistemo io”; lei mi sorrise e si mise gattoni sul letto. Io andai in bagno, presi la sacca del clistere e la riempii completamente, circa due litri, di acqua tiepida, controllai la valvola della cannula, poi tornai in camera dove Grazia esponeva il suo bel culo al vento ed il suo buchetto mostrava chiaramente che era stato penetrato spesso e volentieri; avevo preso la cannula con maggiore diametro e lunghezza. Quando mi sentì arrivare, mia cugina si girò con un sorriso che si trasformò subito in preoccupazione e mi disse “non vorrai farmi un clistere!” ed le risposi di stare ferma che le avrei fatto provare una nuova sensazione. Lei fece per alzarsi, ma io la presi per i capelli con la destra libera e le dissi di non rompere: lei mi aveva fatto il culo ed ora toccava a me, del resto era quello il motivo per cui si era fermata da me a dormire. Rimase ferma e vidi gli occhi diventare lucidi di lacrime. Mi portai subito dietro di lei, bagnai con la mia saliva la cannula, la appoggiai al suo buchetto del culo e spinsi dentro tutta la cannula: lei scattò in avanti e si sdraiò con la pancia sul letto. Lasciandole la cannula infilata nel culo le diedi uno sculaccione e le dissi di tirarsi su e lei obbedì; mossi un po' la cannula avanti ed indietro nel culo per incularla un po', poi aprii la valvola e l'acqua inizio ad entrarle nelle viscere. Quando l'acqua le arrivò dentro fece un altro piccolo balzo in avanti. Io continuavo a tenere ben conficcata nel culo la cannula; quando l'acqua era stata versata cirva metà nel culo di Grazia, questa iniziò a dimenare il culo dicendo sotto voce “che bello ... che bello ...” ed iniziando a masturbarsi la figa. Dopo un po' venne e mi disse di smettere, ma io le risposi che doveva prenderselo tutto nel culo e che finché la sacca non fosse stata svuotata non averi tolto la cannula dal suo culo. Lei iniziò a lamentarsi m io imperterrita le riversai nelle viscere tutta l'acqua contenuta nella sacca. Quando la sacca fu vuota, invece di estrarre subito la cannula, ripresi a scopare il culo di mia cugina che si lamentava sempre di più dicendo che doveva andare in bagno, ma io estraevo un po' la cannula e poi la infilavo ancora fino in fondo. Quando mi accorsi che mia cugina stava iniziando a piangere, tolsi la cannula lentamente dal suo culo, lei scattò immediatamente in piedi e corse, tenendo tutte e due le mani premute sul buco del culo. Si sedette sul WC e mentre iniziava a scaricarsi entrai in bagno, mi misi davanti a lei, le presi la testa, la girai per averla nella mia direzione, le appoggiai la sua bocca sulla mia figa e le dissi di leccarmi la figa; lei tirò fuori la lingua ed iniziò a leccarmi il clitoride facendomi venire. Mi scostai da lei e vidi che stava piangendo; grossi lacrimoni le scendevano sulle guance. Le chiesi cosa aveva e lei mi disse che le era piaciuto lo schizzo ma era troppa l'acqua che le avevo fatto entrare nel culo ed ora le bruciava il buchetto. La baciai e stetti con lei finché non fini di evacuare tutta l'acqua che aveva nell'intestino. Quando ebbe finito le feci fare un bidet poi le dissi di mettersi ancora alla pecorina che le avrei guardato il buchetto. Lei si mise in posizione pregandomi di non farle più nulla nel culetto perché le bruciava da morire; le allargai le chiappe e vidi che il buchetto era infiammato così presi la mia pomata lenitiva e la passai esternamente sul suo buchetto. Sentii un sospiro di sollievo, così quando finii le dissi di sdraiarsi ed andare sotto le lenzuola che sarei andata anch'io a dormire e così feci. Quando fui sotto, Grazia mi si avvicinò, mi abbracciò e mi diede un bacio sulle labbra, poi mi disse che avrebbe voluto dormire accoccolata a me ed o accettai.
La mattina quando ci svegliammo chiesi a Grazia come stava il suo culetto e lei mi disse che le bruciava un po' ma stava migliorando e che comunque le era piaciuto e lo avrebbe sicuramente rifatto.
Ci alzammo, ci lavammo, vestimmo, facemmo colazione, poi uscimmo.
Arrivammo davanti ad una farmacia e Grazia mi disse di aspettarla fuori che sarebbe arrivata subito. Dopo poco uscì con un sacchetto con dentro un paio di pacchetti, mi prese sotto braccio e quando fummo lontane dalla farmacia mi disse di guardare cosa aveva acquistato. Aprii il sacchetto e senza togliere i pacchetti dal sacchetto controllai cosa avesse acquistato mia cugina: aveva acquistato una grossa peretta ed un clistere completo di sacca e cannule. La guardai e lei sorridendo mi disse: “questo pomeriggio mi accompagnerai a casa mia e mi insegnerai come usarli tutti e due”. Le dissi che sarebbe stato pericoloso per i suoi per casa, ma lei mi disse che quel pomeriggio non ci sarebbe stato nessuno, la casa sarebbe stata libera, così acconsentii.
Mangiammo in un bar in centro poi andammo a casa sua. Non facemmo in tempo ad entrare che Grazia mi era già saltata al collo per baciarmi; contraccambiai la lingua in bocca poi co spogliammo nude. Andammo in bagno e lavammo sia la peretta che il clistere con acqua bollente ed un disinfettante intimo. Finito ciò feci scendere dell'acqua nel lavandino, la miscelai perché fosse tiepida, poi immersi la peretta la premetti: l'aria uscì e quando la rilasciai si era riempita di acqua. Mia cugina osservava attentamente. Dissi a mia cugina di appoggiarsi al lavandino e spingere in fuori il sedere; mi abbassai, le leccai il buchetto del culo, quindi appoggiai la punta della peretta al suo buchetto e spinse fino in fondo; quando fu tutta entrata, mi sollevai, mi appoggiai con la mia figa alla peretta e mentre baciavo sul collo mia cugina iniziai a spingere con la figa la peretta sempre più dentro il culo e con la mano destra strinsi la peretta per farle schizzare tutta l'acqua nelle sue viscere; lei ansimava, spingeva il culo verso la mia figa quasi a voler far penetrare nel culo tutta la peretta. Quando la peretta fu completamente svuotata mi tolsi da lei e le sfilai la peretta. Le dissi di rimanere ferma in quella posizione; appoggiai la peretta sul lavandino, mi spostai, le infilai l'indice della sinistra nel buchetto pieno d'acqua e con la destra la masturbai: venne rapidamente ed intensamente ed il culetto, dopo avermi stretti il dito, si aprii ed iniziò a far fuoriuscire un po' d'acqua, così la diressi verso il WC e quando fu sopra le estrassi il dito dal culo e subito lei si liberò, prima ancora di essersi seduta. Mentre si svuotava la baciai in bocca e lei contraccambiò.
Ci rivestimmo, mi preparai per tornare a casa e lei mi disse che la sera avrebbe provato anche il clistere e mi avrebbe fatto sapere. Ci salutammo ed io tornai a casa.
La mattina seguente Grazia mi telefonò e mi disse che la notte si era alzata mentre tutti dormivano e si era fatta un clistere ed era venuta parecchio; era felicissima di questa nuova esperienza, anche se le bruciava il buchetto, così provato da quanto le avevo fatto io e quello che si era fatta lei. Ci promettemmo di rimanere in contatto telefonico ed epistolare quando io sarei tornata in college: mancavano pochi giorni.
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Votazione del Racconto: 7.4
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