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Mia moglie puttana - Esibizionista a Massa

           di cornutissimo

 Scritto il 29.11.2010    |    Letture: 43.324  |    Votazione 7.9:

"Dissi a mia moglie di avvicinarci e di pagargli almeno gli occhiali che lei aveva preso..."
Dunque eravamo andati ad accompagnare i nostri figli, qualche anno fa, perché dovevano fare un campo estivo col grest della nostra parrocchia.
Stavano lì due settimane in campeggio e noi dopo averli lasciati abbiamo fatto un giro per la città. Mia moglie indossava una normalissima gonna di jeans molto stretta ed una camicia, con un piccolo particolare e cioè che sotto era completamente nuda.
Non indossava né mutandine, né reggiseno. Ma in compenso le avevo fatto portare un paio di scarpe con i tacchi altissimi.
Siamo andati sul lungomare dopo aver lasciato la macchina al parcheggio e ci siamo messi a passeggiare dopo naturalmente averle fatto tirare su la gonna arrotolandola dalla cinta in vita in modo che sembrasse una mini di jeans.
Naturalmente lei aveva fatto in modo da farsela arrivare a filo di glutei.
Camminando sul lungomare e andando al pontile, poiché la gonna le era stretta, ad ogni passo le si alzava ancora di più fino a fare intravedere il culo da dietro ed il pelo della figa davanti.
Visto che eravamo al mare nessuno o quasi ci faceva caso. Solo le persone che effettivamente davano un'occhiata più accurata si rendevano conto di ciò che era in esposizione.
Ad un certo punto mia moglie, che indossava anche un paio di occhiali da sole, nel fare un movimento per mandar via una vespa, urtò maldestramente i suoi occhiali facendoli finire in acqua. Non erano di grande valore, ma essendoci un sole forte ed avendo portato gli occhiali fino a quel momento, mia moglie accusò un forte bruciore agli occhi, probabilmente perché venne abbagliata improvvisamente dal sole.
Manco a farlo apposta, proprio all’inizio del pontine c’era un negro “vucumprà” che vendeva bigiotteria, pettini, portafogli ed anche occhiali.
Ci avviammo nei suoi pressi e mia moglie, istintivamente si chinò per dare un’occhiata alla merce che stava sparsa su un telo bianco aperto per terra.
Immediatamente sentimmo un fischio di ammirazione provenire da dietro di noi.
Mi girai ed erano un gruppetto di tre ragazzi che guardavano il culo nudo di mia moglie piegata in avanti. Mi eccitai tremendamente e volevo poterla penetrare lì stesso in quel momento, davanti a tutti e magari permettere a chiunque passasse in quel momento di fotterla senza ritegno.
Guardai mia moglie e la vidi divertita in viso. Poi lei si piegò sulle ginocchia togliendo la vista del suo culo nudo ai passanti, ma offrendo la vista della sua figa al negro poiché lei teneva le cosce spalancate di fronte a lui.
Il negro la guardava con molta voglia perché mia moglie aveva la peluria che spiccava sulla sua pelle chiara oscenamente offerta allo sguardo di quel poveraccio, ma anche di quelli che erano da questa parte di fronte a lei.
Infatti, qualcuno si avvicinò non per vedere la merce del “vucumprà”, ma per vedere la merce che mia moglie teneva esposta.
Mamma mia che godimento che stavo provando, credo che se mi fossi appena sfiorato avrei raggiunto l’orgasmo.
Non contenta, mia moglie iniziò a fare lo show con la prova degli occhiali girandosi verso di me ma stando sempre seduta sui talloni.
In questo modo ora dava la possibilità a chi le stava dietro e che le aveva ammirato il culo nudo, di guardarle e ammirarle anche la figa.
Che grandissima puttanona che era. E lo faceva apposta! Sembrava lo facesse per sbadataggine, come se non si fosse resa conto che mostrava a tutti la sua mercanzia, ma lo faceva apposta perché io ne ero consapevole.
Arrivati ad un certo punto disse che quel paio di occhiali che aveva messo sul naso le stava bene, quindi si alzò in piedi.
Mi accorsi che c’erano i ragazzi di prima che ci stavano scattando delle foto. Lì per li me la presi, ma poi mia moglie mi diede una gomitata dicendomi di lasciarli fare.
Lei con gli occhialoni scuri sul naso che le coprivano mezzo volto, si lasciava fotografare e mi accorsi che con la mano sinistra aveva alzato il lembo della gonna poiché questa nel tirarsi su si era messa a posto da sola.
Aveva alzato la gonna mettendo in mostra la peluria della figa mentre quelli la fotografavano col cellulare.
La cosa stava degenerando poiché mia moglie, dandomi la sua borsetta, alzò la gonna completamente arrotolandosela fino in vita e facendo delle piccole e brevi piroette su se stessa lasciandosi ammirare e fotografare.
Ad un certo punto vidi da lontano un vigile urbano che guardava verso la nostra direzione. Non so se si fosse accorto dello show di mia moglie, ma le dissi di ricomporsi.
Dopo qualche minuto ecco ronzare attorno a noi quel rompicoglioni. Diede uno sguardo a mia moglie, che comunque si era ricomposta, ma non disse nulla. Piuttosto si rivolse al “vucumprà” dicendogli che doveva sparire altrimenti gli avrebbe sequestrato la merce.
Immediatamente il ragazzo di colore afferrò il telo per le quattro punte tirandoselo addosso e sparendo dalla vista del vigile in un attimo.
Realizzammo di non aver pagato gli occhiali, ma ormai il tizio era sparito dalla nostra vista.
Riprendemmo a passeggiare con mia moglie che aveva tirato un altro pochettino su la gonna in modo da far fare capolino ai suoi glutei da dietro che alla peluria del pube davanti.
Ormai la gente ci guardava come se fossimo arrivati dalla luna, però facevamo attenzione che non ci fosse nei paraggi quel rompicoglioni del vigile.
Ad un tratto scorgemmo da lontano il ragazzo di colore “vucumprà” con la sua roba custodita nel telo. Stava appoggiato su un masso sull’arenile proprio sotto il pontile. Aveva il viso sconsolato e sinceramente mi fece una gran pena.
In un attimo pensai a cosa aveva dovuto subire partendo dalla sua terra per venire da noi a guadagnare qualcosa e magari veniva sfruttato e quel poco che guadagnava lo inviava alla sua famiglia in Africa.
Dissi a mia moglie di avvicinarci e di pagargli almeno gli occhiali che lei aveva preso. Quando fummo nei suoi pressi mi accorsi che il ragazzo aveva lo sguardo perso in qualcosa e immediatamente pensai fosse ai suoi parenti nella lontana Africa, ma ben presto mi accorsi che il ragazzo aveva lo sguardo perso tra le cosce di mia moglie, la quale aveva deciso di tirarsi su ancora di più la gonna, tanto eravamo già sulla sabbia, facendosela salire quasi oltre la peluria del pube.
Dissi qualcosa al ragazzo circa il pagamento degli occhiali, ma questi sembrava non sentire e continuava a fissare la figa di mia moglie.
Mi girai verso di lei e vidi che aveva il viso da maliziosa; sorrideva con una specie di ghigno malefico, come se fosse la strega di biancaneve quando le porse la mela avvelenata e lei stava porgendo lo stesso frutto, quello del peccato, ma non avvelenato bensì succoso e dolce.
In un attimo realizzai le sue intenzioni. Non so cosa mi prese, ma mi irrigidii e dissi forte a mia moglie “NO”.
Mia moglie mi guardò quasi impaurita ed io, piegandomi verso il suo orecchio per non farmi sentire dal ragazzo, le dissi “col negro, no”.
Io non sono stato mai razzista, anzi quel ragazzo mi faceva pure pena per le sue vicissitudini, ma ero assolutamente contrario che il suo uccello entrasse nella figa di mia moglie. Mi sembrava una violazione della nostra intimità. Mi sembrava una cosa sporca, non so perché ma avevo questa impressione. Sicuramente sbagliavo, ma era più forte di me.
Vidi in un attimo che mia moglie si riassettò il vestito e sparì anche il ghigno malefico che aveva in viso. La vidi farsi seria e capii che mia moglie mi amava molto, moltissimo. Se fosse stata un’altra donna, una che se ne fotteva di me e del mio modo di fare, del mio essere, una che le interessava solo farsi fottere da chiunque, non mi avrebbe dato ascolto, anzi gliel’avrebbe sicuramente data, ma lei no. Lei, pur non chinando la testa, osservò la mia posizione.
Chiesi al ragazzo quanto volesse per gli occhiali che non avevamo pagato e lui disse una cifra tanto per dire, credo, perché disse appena 5 euro. Gliene diedi 10 dicendogli di tenersi il resto.
Non era per fare il gradasso, ma davvero quel ragazzo mi faceva pena.
Poi in un incerto italiano il ragazzo disse “tua moglie bella”.
Vidi che sotto quello strano pigiama che portava, giallo fiorato nero, aveva un gonfiore tra le gambe e si toccava da sopra il pigiama.
Ad un certo punto, forse perché mosso dalla compassione, gli dissi che se voleva poteva tirarsi una sega guardando la figa di mia moglie.
Per un attimo il ragazzo non capì ed io gli mimai il gesto. Senza aspettare alcuna risposta mia moglie rialzò la gonna e, sedutasi sul masso quasi accanto al ragazzo, allargò le cosce mostrando questa volta la figa in tutta la sua apertura e bellezza.
Il ragazzo si mise di fronte a lei a circa mezzo metro seduto sempre sul masso e, tiratosi fuori l’attrezzo, se mise a masturbarsi.
Alla faccia dell’attrezzo! Aveva un affare da quasi mezzo metro. Sicuramente non 50 centimetri, ma buoni 30 e anche più lo erano certamente. Anche mia moglie sgranò gli occhi per l’imponenza di quel piede di tavolo che il ragazzo si ritrovava tra le gambe. Ed il bello era che era rigido in tutta la sua lunghezza.
Mia moglie prese a sditalinarsi perché si era davvero eccitata ed il ragazzo raggiunse l’orgasmo quasi subito.
La sua sborra sfiorò le cosce di mia moglie, ma non la toccò. Si ricompose mentre mia moglie terminò con calma la sia sditalinatura. Intanto da lontano ci guardavano delle persone, anche i tre ragazzi di prima che continuavano a far delle foto se non addirittura a riprendere la scena col cellulare, ma erano distanti più di venti metri e quindi non penso si vedesse bene.
Andammo via dopo che mia moglie si sistemò per bene, come se non fosse accaduto nulla. Ci avviammo verso l’interno dove ci avevano indicato dei locali dove si poteva mangiare con pochi soldi stando seduti fuori ai tavoli, delle focacce, pizzette ed altre cose buone.
Dopo aver girato dei vicoli e vicoletti giungemmo nel luogo indicatoci. Ci accorgemmo che i tre ragazzi che avevano fotografato e ripreso mia moglie ci stavano seguendo.
Mi incazzai, quindi mi girai e li affrontai a muso duro. Ebbi torto perché i tre dissero che stavano andando nella nostra stessa direzione indicandoci anche il nome del locale che, girato l’angolo, trovammo.
Non dissi nulla ed entrammo nel locale. Ordinammo la roba e stavamo per uscire fuori quando quello che stava al banco ci disse che dovevamo essere noi stessi a portarci la roba al tavolo.
Prendemmo la roba e ci dirigemmo verso un tavolo vuoto, ma venimmo fregati dai tre ragazzi di prima. Non c’erano altri tavoli, però c’erano proprio sotto il muro del locale, dei sgabelli alti con a fianco un tavolo anch’esso alto.
“Quale occasione per mettere il panorama in mostra?” disse mia moglie. Non capii subito, ma quando le vidi tirarsi su la gonna fino in vita e sedersi sullo sgabello a culo nudo, capii immediatamente.
Evidentemente la sua eccitazione non si era estinta con lo sditalinamento di prima. Mentre mangiava allargava le cosce in direzione dei tre ragazzi che ci avevano fregato il posto e che ci avevano seguiti fin lì, mostrando loro la figa aperta.
I tre deglutivano malamente poiché di tanto in tanto tossivano. Anche altri che erano seduti lì la guardavano, tuttavia pensavano che noi fossimo degli stranieri. Nessuno diceva nulla. Per fortuna non c’era nei paraggi nessun vigile.
Finimmo di mangiare quando mia moglie mi disse che aveva voglia di farsi scopare. Guardai i tre giovani e guardai nuovamente lei che mi fece cenno con la testa di si.
Mi avvicinai ai tre chiedendo loro cosa ne pensassero di mia moglie. Mi fecero una disquisizione che nemmeno Platone, nel suo simposio, aveva fatto meglio.
Dissi semplicemente che mia moglie aveva voglia di farsi chiavare da loro. I tre si guardarono increduli, poi dissero che conoscevano un posticino dove non sapemmo stati disturbati.
Li seguimmo e ci portarono in un prato dove effettivamente non c’era nessuno, anche perché c’erano delle siepi che celavano la vista agli eventuali passanti.
Mia moglie si spogliò nuda così come i tre ragazzi.
Presero a baciarla dappertutto, a leccarla, a mordicchiarla. Sembrava che non avessero mai visto una donna nuda, almeno non in carne ed ossa.
Mia moglie li spompinava e a turno le sborrarono in bocca e sul viso, ma loro sembrava non esaurissero la loro carica erotica, avevano il pisello sempre duro.
Poi a turno la chiavarono e lei si fece sborrare dentro la figa da tutti e tre. Io mi tirai uno di quei rasponi fenomenali per la carica erotica che avevo accumulato.
Tornammo alla nostra macchina e appena dentro iniziammo a baciarci come due fidanzati. Eravamo, e lo siamo tuttora, innamorati fino all’inverosimile. Mia moglie non la smetteva più di darmi i baci in bocca ed io la palpavo dappertutto tirandole fuori le tette.
Poi lei stessa mi tirò fuori il cazzo dopo avermi fatto spostare al suo posto, cioè nel lato passeggero, poi reclinò lei stessa il sedile e infine si impalò sul mio cazzone nuovamente duro.
E mentre mi stavo godendo mia moglie, nella mia nostra macchina in un parcheggio grande dove c’erano delle siepi alte che ci riparavano dalla vista dei passanti, indovinate chi è venuto a romperci le uova nel paniere? Quel rompicoglioni di vigile urbano.
Avevamo i finestrini abbassati, ma lui con la sua penna bussò sul tetto dell’auto dicendoci, da buon toscano e con l’accento marcato della regione: “...’ari miei e ‘odeste ‘osine un le si possono fare nei luoghi pubblisci” (proprio “sci”).
“Intanto non siamo in un luogo pubblico perché siamo nella nostra macchina, e poi siamo marito e moglie”, dissi io molto educatamente.
Ma il vigile disse di smettere immediatamente altrimenti ci avrebbe appioppato una bella multa e denunciato lo stesso per atti osceni in luogo pubblico.
Menomane che ho una donna intelligentissima per moglie. Infatti, disse al vigile “aspetti un momentino, per favore, che sto arrivando all’orgasmo”.
Vidi il vigile rimanere di stucco e con la bocca aperta. Ma l’intelligenza di mia moglie consisteva nel fatto di aver dato un’occhiata alla patta dei pantaloni del vigile e, vedendola bella gonfia, in un lampo gliela sbottona e glielo tira fuori. E poiché lui era proprio a ridosso dello sportello, lo tira a se e lo imbocca.
Non sapevo se piangere o ridere. Era una scena troppo forte. Peccato che non ci fosse nessuno a riprenderla o qualcuno che ci fotografasse. Sicuramente su you tube avrebbe spopolato.
Mia moglie raggiunse l’orgasmo quando sentì la sborra del vigile nella sua bocca ed io venni sentendo lei mugugnare col cazzo del vigile in bocca e le inondai la figa di sborra.
Rimanemmo per qualche istante fermi, poi il vigile si ricompose dicendoci: “scircolare, per favore, scircolare”. Andammo via ridendo per tutto il viaggio di ritorno.
Non smetterò mai di amare mia moglie.
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Votazione del Racconto: 7.9
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Commenti per Mia moglie puttana - Esibizionista a Massa:


Cuckod, coppie Lazio il 11.02.2012 alle 13:32:53 ha scritto:

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