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a cena da Russel

           di desiderio69

 Scritto il 17.06.2011    |    Visualizzazioni: 19.118  |    Votazione 6.9:

Quella sera la portai a cena da Russel che festeggiava il suo compleanno
Per l’occasione aveva indossato una vertiginosa minigonna nera, un paio di calze a rete amaranto ed una maglietta nera e moooolto ma mooooolto aderente
Ai piedi aveva infilato degli stivali neri che le arrivavano fino a sotto il ginocchio
Appena la vidi così e con appena un filo di trucco non potei fare a meno di essere orgoglioso di lei che subito mi saluto con uno di quei suoi meravigliosi baci in cui ogni volta sento la sua lingua arrivarmi fino in gola. Poi si inginocchiò all’altezza del mio inguine aprendomi i pantaloni per prendere tutto il mio bastona nella sua vorace bocca
Iniziò a farmi un lento ed estenuante bocchino masturbandosi nel frattempo la fica senza smettere fino a quando non riusci a farmi venire bevendomi tutto mentre contemporaneamente al suo ficone schizzava sul tappeto tutto il suo piacere
Soddisfatta si alzò baciandomi in bocca vomitandoci dentro lo sperma che aveva ancora sulla lingua per poi dirmi “ andiamo amore, mi sento davvero in forma e sono sicuro che questa sera mi divertirò più del solito”
Arrivati che fummo ci venne ad aprire Max, un ragazzetto di 20 anni in boxer appena uscito da sotto la doccia che appena la vide esclamo “che schianto di femmina”
Intanto mentre quello andava a vestirsi ci raggiunse un ometto piccolo e calvo che ancora non conoscevamo e che disse di chiamarsi Ernesto
Giunse infine Russel, il padrone di casa, un irlandese di circa 19 anni assieme ad un altro ragazzo di nome Patrizio con capelli neri e lunghi che non doveva avere più di 30 anni
Man mano che la cena andava avanti, l’atmosfera si surriscaldava grazie al vino che scorreva a fiumi ed a discorsi che si facevano sempre più intimi
Alla fine mentre gustavamo il caffè assieme ad un amaro, visto che tutti sembrava non si decidessero a far divertire Raffa, rivolgendomi a Russel e agli altri dissi:”ehi ragazzi cosa aspettate a tirare fuori i cazzi, non vi siete accorti che la mia femmina ha voglia di succhiare e di farsi sbattere”
In pochi minuti Raffa ebbe attorno a se una serie di piselli da esposizione che subito cominciò a succhiare fino a farsi riversare litri di sborra sulla faccia e in gola
Ad un tratto Ernesto che aveva un cazzo non troppo lungo ma larghissimo, almeno 30 cm di carne, le disse: “Ora basta succhiare, se vuoi il mio cazzone maledetta puttanella devi guadagnartelo”
“E come ?” feci lei con voce roca dal desiderio, eccitata per tutta la sborra che avevo bevuto e
per tutte quelle mani che continuavano a toccarla dappertutto
“Lo vedi questo ?”
Tirò fuori da una borsa un cazzo di gomma enorme grosso quasi quanto la sua bestia e continuò:”ora te lo infilo tutto dentro la pucchiacca e con questo coso scenderai con noi giù al bar tenendolo sotto la minigonna” , poi senza darle neppure il tempo di rispondere mentre io e altri due la tenevamo stesa sul letto con le gambe spalancate Ernesto dopo averlo cosparso di vasellina gli e lo infilò tutto dentro la fica per poi allacciarle alla vita le cinture di cui era dotato
Mentre sottobraccio a me ed assieme a tutti gli altri uscimmo per dirigerci verso il bar la sentivo gemere di piacere ad ogni movimento per il piacere ed il dolore che quel coso infilato dentro le procurava
Ordinammo dei caffè e la costringemmo a sedersi su uno sgabello di fronte al bancone
In quella posizione dovette sicuramente sentire quel cazzo arrivarle fino allo stomaco Vedevo le labbra che le tremavano per il piacere e un rivolo di salivale scenderle dall’angolo della bocca, e non aggiungo poi come mi guardava e come mi stringeva la mano
Ad un tratto non potendone più di quel supplizio, della eccitazione alla quale era sottoposta la sentii dire:” torniamo subito a casa altrimenti, mi faccio sbattere qui davanti a tutti dal primo che ne ha voglia”
Ernesto per nulla preoccupato le disse sorridendo: “ prima devi entrare nel cesso degli uomini andando dietro al primo che vi entra e succhiargli il cazzo, noi saremo in quello accanto e vogliamo vederti e sentirti”
Non si fece certo pregare con tutta la voglia che aveva addosso. Restò ferma sullo sgabello fino a quando non vedemmo un uomo di circa 50 anni che si dirigeva alla toilette. Subito Ernesto le disse “è il momento vai e mi raccomando ciucciaglielo bene” Ci dirigemmo verso i bagni e mentre Raffa spingeva la porta appena appannata dove il tizio stava pisciando noi ci infilammo nell’altro
Il poveretto aveva già il cazzo da fuori pronto per pisciare quando accorgendosi che lei aveva spinto la porta e stava per entrare “un attimo signora è occupato”, Raffa come se niente fosse gli disse entrando e chiudendosi la porta alle spalle:” vieni pure che ti aiuto a pisciare” e così dicendo gli e lo afferra con una mano cominciando a segarlo mentre con l’altra gli impasta i coglioni.
Quello non credendo a tanta fortuna si lascia fare venendogli quasi subito in mano, ma poi avendo preso coraggio e non ancora soddisfatto la fa piegare sul lavandino e le dice “voglio il tuo culo” La prese per i fianchi ed affondandoglielo dentro con forza le diceva:” puttanona ti piace prenderlo nel culo ehhhh…… sentilo…… quanto è duro come ti fa godere” E lei con quell’altro coso dentro la fica doveva sentirsi piena come un uovo tanto che in pochi secondi cominciò a gemere di piacere e a schizzare per terra tutto il suo piacere come se pisciasse
“Porca……fottuta puttana ti sborro in culo…prendilo tutto” le dice pompandola come un ossesso e aggrappandosi alle sue tette. Resta dentro di lei fino a quando non le ha depositato dentro l’ultima goccia di sborra ed il cazzo orma moscio fuoriesce dal suo culo per poi andarsene lasciandola ancora tremante di piacere e dolorante mentre dal suo culo gocciola del liquido denso misto a pezzetti di merda dicendole”non so chi tu ma sei fantastica, quando vuoi la sera sono sempre qui”.
Appena quello è andato via entro nel bagno accarezzandola mentre si stringe a me sempre più vogliosa e la conduco fuori del locale
Appena rientrati a casa Ernesto come per caso fa cadere a terra le sigarette pregandola poi di raccoglierle
Raffa non fa a tempo a chinarsi che lui standole dietro le apre le pacche ancora incrostate di sperma e merda e tenendola ferma per la vita la incula
Continuò ad incularla mentre Patrizio portandosi sotto di lei le leva il cazzo di gomma dalla fica grondante che nel frattempo si era bene allargata e comincia a fotterla con un dito….poi con due …….fino ad arrivare a quattro
A quel punto con un ghigno bestiale le infila dentro l’intero pugno facendola urlare di dolore e di godimento al tempo stesso
“Ti piace il fisting puttanella” le dice “…….senti senti come ti fotto con la mano” “Siiiiiisi…….siiiiiii…….”facevo eco lei
“Siiiiiii……siiii…… sfondami la fica, rompimela tutta….dai …..daiiiiii……scopami “E andò avanti così per un bel pò mentre Ernesto continuava a pomparle il culo
Poi di fronte alla sua bestiale eccitazione , qualcuno disse”……avanti ragazzi ora mettiamole tre cazzi in quella patata sfondata” “cosa !!!!!!??????” fa lei “tre!!!!????”
“Si” le risponde Ernesto, “il mio il cazzo di gomma e quello di Russel ed intanto succhierai il cazzo di Patrizio”
“No…….noooooooo……….”cominciò ad urlare ma non fece a tempo a sottrarsi che subito le allargarono le cosce e mentre io la tenevo ferma Patrizio le ficcava di nuovo il cazzo di gomma in fica rigirandoglielo continuamente come se volesse avvitarglielo dentro ed intanto Ernesto si metteva in posizione per farle entrare dentro anche il suo bastone
Ormai era riempita, sfondata…….colmata……proprio come una puttana una bambola di gomma senza alcun diritto
“Si……siiiiiii…..” diceva qualcuno “la troia prende tanti cazzi vero……Veroooooo!!!!!!!”
E lei “si…..iiiii….siiiii….spacatemi tuttaaaaa”
Continuarono così per ore facendole di tutto ed alla fine aveva tutti i buchi doloranti ed era piena di sperma
Solo al quel punto la riportai a casa, ma nel garage di casa non potendone più, inebriato dall’odore di sperma e piscia che emanava ,eccitato come un folle al ricordo di quelli che per tutta la sera l’avevano fottuta violata in ogni modo, la costrinsi in piedi con il viso contro il muro, gambe aperte e cominciai a strizzarle i capezzoli grossi e duri fino a farle male mentre il mio cazzo fra le sue cosce si appoggiava sulle labbra della fica tumefatta “Puttana, puttana” le urlavo come impazzito “sei un cesso una femmina senza dignità una cazzo dipendente”
Alle sue lamentele le stringevo ancora di più i capezzoli e ad un tratto le giro un braccio dietro la schiena dicendole “non lamentarti, non ribellarti sei completamente mia e faccio di te quello che mi pare”
A spintoni la porto su per le scale e appena in casa le lego le mani dietro la schiena sussurrandole all’orecchio “troia sei solo la mia schiava ed io il tuo unico padrone”
Strattonandola la obbligo a girarsi verso di me e la bendo (continua)


Votazione del Racconto: 6.9
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