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Il padrone

           di cicciopizza

 Scritto il 19.04.2012    |    Letture: 23.771  |    Votazione 9.6:

"Mi presentai in autoreggenti e perizoma, con stivali alti sopra il ginocchio e il tutto coperto da un cappotto lungo, così non si vedeva niente..."
Lui viene a trovarmi due volte a settimana, da due anni e tutti pensano che sia uno di famiglia, ma non è così. Lui è il capo di mio marito ed è il mio amante fisso. Viene a casa perché:”Così nessuno sospetta e tutti penseranno ad uno zio”, infatti nessuno nel palazzo sembra essersi fatto idee strane. E’ cominciata quando andavo a trovare mio marito in ufficio, in quella nuova ditta dove aveva trovato lavoro. Io notavo che mi guardava con insistenza, ma pensavo a tutt’altro. Invece fu lui a chiarirmi le idee poco tempo dopo, in occasione della festa per gli auguri di Natale. Mi fissò tutta la serata e io ero proprio su di giri e inorgoglita da questo, anche se lui non è proprio bellissimo, anzi. Panciuto, come tutti i datori di lavoro, calvo, insomma non esattamente un bell’uomo, però scopa benissimo, ha grande resistenza e ha un cazzo grosso, non lungo, ma grosso, proprio largo, con una cappella spaventosa. Me lo ritrovavo sempre vicino quella sera, quando andavo a bere, quando prendevo da mangiare, era sempre vicino e faceva battutine simpatiche. Poi, poco prima di mezzanotte, ci ritrovammo in un angolo appartato del locale, quando restammo soli. Io ero brilla parecchio e lui poggiò una mano sui miei fianchi, facendomi rabbrividire di piacere al contatto. Non so perché non mi infastidii come avrei dovuto, ma quando mi propose di seguirlo, gli andai dietro come un automa, senza neppure stare attenta a dov’era mio marito o se qualcuno ci vedesse.
Nella toilette si abbassò subito i pantaloni, mettendo in mostra un cazzo incredibilmente grosso e largo, tozzo e non troppo lungo, Ipnotizzata dalla visione mi abbassai e glielo presi in mano, masturbandolo piano. Il cazzo crebbe e io mi sollevai la gonna sui fianchi, spostai lo slip e iniziai uno dei ditalini più belli e goduriosi della mia vita. Pompavo ad occhi chiusi, sentendo quell’arnese crescermi in bocca, sembrava non finire mai. Avevo ormai tre dita nella vagina allagata quando lui mi fece alzare: improvvisamente mi resi conto di dove mi trovavo e soprattutto con chi, ma era già troppo tardi. La voglia di cazzo mi fece poggiare le mani sul lavandino senza che lui mi chiedesse nulla e quando quel cazzo entrò nella mia fica mi sembrò di provare le sensazioni della mia prima volta, di quando avevo la fica talmente stretta che qualunque cazzettino entrasse mi lacerava. Adesso avevo quasi quarant’anni e di cazzi ne avevo presi parecchi, ma soprattutto avevo fatto una figlia: quello che provai mentre lui mi penetrava fu indicibile. L’orgasmo improvviso che mi squassò fu come un’esplosione e lui non era neanche arrivato in fondo all’utero. Il tempo non era moltissimo, mio marito prima o poi sarebbe venuto a cercarmi:”Rompimi la fica” gli ordinai. Tirò giù la lampo, scoprendomi le tettone che subito abbrancò, poi diede dei colpi che mi fecero sobbalzare: Guardavo quella troia che vedevo nello specchio, quella coi capelli smossi dalle botte di cazzo dell’amante e l’immagine mi fece eccitare a dismisura, perché vidi qualcosa che non avevo mai visto: una gran puttana. Bastarono pochi colpi ben assestati per venire: mi inginocchiai per ricevere in gola lo schizzo, ma lui volle finirmi sul seno:”Ora lo spalmi tutto e torni da lui sporca di sborra” eravamo rimasti davvero troppo in quella toilette altrimenti, dopo quella frase, mi sarei fatta chiavare un’altra volta. Mi rivestii a tornai di là, da mio marito mezzo ubriaco sul divano. Da quel giorno sono passati due anni e lui viene due volte a settimana a casa. Mio marito non sospetta nulla: neanche si chiede perché il mio buco del culo sia improvvisamente più grande, più morbido. Anche la volta del culo fu straordinaria, come quasi tutte le chiavate con lui: ricordo che mi ero vestita da troia, per eccitarlo al massimo e farlo felice. Mi presentai in autoreggenti e perizoma, con stivali alti sopra il ginocchio e il tutto coperto da un cappotto lungo, così non si vedeva niente. In pausa pranzo, invece di andar via, dopo aver salutato mio marito, m’infilai nel suo ufficio. Tutti uscirono e passammo un’ora e mezza a scopare come ricci. Il primo orgasmo lo ebbi quando passava mio marito in corridoio: sentire la sua voce così vicino a me e avere il cazzo di un altro dentro che mi scopava la fica, si tradusse in un orgasmo irripetibile. Anche il capo se ne è accorto e mi ha voluto chiavare in una posa davvero oscena, cioè si è seduto in poltrona e mi fa:”Siediti sul cazzo bella” il fatto di sentirmi dare degli ordini mi ha eccitato di più. Me lo ha messo dentro facendomi sedere su di lui, con le cosce aperte sulla scrivania, quindi bastava solo aprire la porta per vedere quello spettacolo. Poi tutti sono andati via e non ha avuto più limiti. Eccitato com’era, ha voluto a tutti costi mettermelo dietro: sbuffava e spingeva, dal bruciore mi ha fatto piangere, ma era tutto così straordinariamente eccitante che dopo un po’ le palle mi sbattevano sulla vagina e ho capito che lo aveva messo tutto dentro, fino in fondo. Mi toccavo davanti per venire, mentre lui era sopra di me, mi schiacciava col suo peso e mi sentivo aprire il culo dal suo cazzo. Andava avanti e indietro e dopo un pò finalmente ho cominciato a godere anch’io: ormai aveva fatto la strada quindi si è messo di dietro scopando normalmente, come se fosse in fica. Ero fuori di testa, mi ricordo una gran sudata e un piacere che mi prendeva tutta. Mi sentivo totalmente dominata da quell’uomo, che faceva di me quello che voleva e non era mio marito. Mi strizzava il seno senza smettere un attimo di andare avanti e indietro. Mi ha scopata per non so quanto tempo, avevo perso ormai la cognizione, quando ha detto:”Sbrighiamoci, tra un po’ rientrano” ho sentito il classico “flop” del cazzo che sgusciava fuori dal culo, mi ha fatto girare e mi è venuto in bocca e sul seno, poi mi ordinato di rivestirmi:”Non ti devi pulire, troia” mi ha detto facendomi venire di nuovo i brividi di piacere. Dopo che tutti furono rientrati al lavoro, sgattaiolai via e tornai a casa. Mio marito non ama particolarmente farlo dietro, ma ogni tanto me lo chiede, senza accorgersi della voragine che ormai ho dietro e, per dire la verità, anche con lui mi piace parecchio. Ho un “bel culo” come dice il mio amante e ho scoperto che mi piace usarlo. Lui proprio ha la fissazione: anche quando ci vediamo di fretta, ad esempio in macchina, vuole farlo dietro, e non c’è niente da fare. Si, perché a volte, siamo costretti ad andare in camporella, come si dice. Mi porta con la sua auto appena fuori città e scopiamo come gli adolescenti, in macchina con i vetri appannati e passiamo delle ore a scopare in tute le posizioni, ma non ce ne andiamo mai senza che lui me lo mette dietro. Raccontare la storia mi fa stare un po’ meglio, visto che faccio le corna a mio marito, ma il piacere che mi fa provare lui io neanche me lo sognavo che poteva esistere, non so se è per le dimensioni del suo pene oppure la libidine del tradimento oppure ancora che lui è davvero bravo a fare sesso ma, per il momento, non ho intenzione di rinunciarci..


Votazione del Racconto: 9.6
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Commenti per Il padrone:


giorgi1972, singoli Veneto il 19.04.2012 alle 16:47:07 ha scritto:

Bello ...


marcoxverso, singoli Lazio il 20.04.2012 alle 11:44:32 ha scritto:

Bello ...complimenti mi hai fatto rivivere la mia storia . Chissà un giorno lo racconto


lovogliofareconte, singoli Lombardia il 20.04.2012 alle 14:50:24 ha scritto:

stravagante. Bel racconto.


scaccomatto20, singoli Emilia Romagna il 24.04.2012 alle 19:33:20 ha scritto:

bel racconto ben descritto




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