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La zia e papà

           di mimino

 Scritto il 03.06.2011    |    Letture: 35.886  |    Votazione 8.4:

"Era molto simile a mia madre, aveva solo 6 anni in più, solo che mia madre aveva un viso più arrapante e lei portava i capelli ossigenati..."
Mia zia divorziata, la sorella maggiore di mia madre, aveva 4 figli, 3 femmine e 1 maschio, la maggiore era la cuginetta da me sverginata e la storia tra noi due è durata parecchi anni e proprio da lei ruotai intorno a tutte e 3 le mie cuginette, che a distanza di pochi anni me le sono scopate tutte le sorelline. Ma quando avevo quasi 14 anni un giorno successe qualcosa di molto inaspettato. Ogni mese, circa, il fine settimana mio padre il venerdi pomeriggio ci portava a casa dei nonni, residenti a c/a 60 km da noi, e poi veniva a riprenderci la domenica pomeriggio, quando finiva il turno di mattina. Dai nonni vivevano ancora gli ultimi due figli, una zia che aveva 8 anni più di me ed uno zio che aveva circa 3 anni più di me e comunque spesso, il fine settimana c'era anche la mia zia zitella e la zia divorziata, con i suoi quattro figli. Praticamente si riuniva tutta la famiglia con figli e nipoti. Un fine settimana però accadde che chiesi a mamma se potevo rimanere a casa perché il sabato avevamo un torneo di calcio ed ero impegnato tutto il giorno e mia madre, anche se un pò restia, accettò. Il torneo venne sospeso, per problemi organizzativi e cosi arrivai a casa alle 13 circa, anziché alle 17 come previsto, andai in camera mia e mi feci un pò di cose mie fino a quando, una mezz’ora, dopo sentii aprire la porta d'ingresso. All’inizio mi allarmai, pensai ai ladri, poi sentii dei passi di donna e cosi silenziosamente mi affacciai nella cucina e vidi una cosa inaspettata: mia zia, la divorziata, che si stava completamente denudando e si metteva addosso solo un grembiule da casalinga, bianco che copriva appena la figa ed a malapena le sue tettone, mentre lasciava completamente nuda la schiena ed il culo. Era molto simile a mia madre, aveva solo 6 anni in più, solo che mia madre aveva un viso più arrapante e lei portava i capelli ossigenati. Cominciò a preparare la tavola per due e poi passò a preparare il pranzo, prese gli spaghetti ed un’ampia padella, fece tostare la pancetta a dadini, stava preparando una carbonara, nella stessa padella ci mise un bel pezzo di burro, che fece sciogliere, mentre in un piatto sbatteva le uova e mentre le sbatteva il suo culo e le tette cominciarono a vibrare e sobbalzare come impazzite. Io nel guardare la carne del suo culo che vibrava e le tette ballare mi stavo arrapando come un toro ed infilai la mano nei pantaloni, afferrai il cazzo e cominciai a masturbarmi, tendolo all’interno dei calzoni. Non avrei voluto venire così, ma quel “gioco innaturale” era troppo eccitante e conoscendomi non mi sarei accontentato di una sega, aa cos’altro avrei potuto fare? Vi aggiunse del sale, pepe, parmigiano e pecorino, fece amalgamare bene il tutto mentre la pasta cuoceva, poi scolò la pasta al dente e la mise nella padella e la girò, e rigirò sul fuoco e poi ci aggiunse le uova, facendo saltare il tutto ed in quel movimento il suo culo continuava a dimenarsi tutto ed io continuai a masturbarmi e gemevo in modo che lei non potesse sentirmi.
Appena mise i piatti a tavola entrò mio padre, sembrava sincronizzato, ed appena la vide si baciarono e lei disse “ho una gran voglia… senti come sono messa”, gli afferrò la mano e la mise sotto il grembiule “sei fradicia!” disse mio padre e togliendo la mano come uno che ha preso una scossa elettrica, la abbracciava e la baciava sulle labbra, poi disse
“mangiamo prima di scopare… a stomaco pieno ho più energie” Al mio papà è piaciuta tanto quella carbonara da fare il bis, ma la zia, presa dal vortice della libidine ed impaziente della sua razione di cazzo, si era inginocchiata sotto al tavolo e mentre mio padre mangiava, sentivo che diceva “oh si, prendilo in mano, menalo così, così brava”, lo aveva imboccato il cazzo cominciando un bel pompino. Di fronte a quello spettacolo me ne stavo accovacciato a spiare, col cazzo durissimo in mano, a menarmelo nuovamente, mentre mio padre diceva “così sì, continua così, stò venendo, ah ahhh mi fai venire” – “no, non venire adesso…” – “ve… vengo, sì, stò venendo, godo, sei proprio una porca, peggio di tua sorella… godo, ti sborro tutta” e dai movimenti che faceva sulla sedia si intuiva che cominciò a fottersela in bocca, gemendo come non mai. “Così, spompina così dai, dai, così stò sborrando, vengo, si ingoia tutto” e da lì a poco la vidi che si staccò e sputò per terra. A stento si trattenne dal vomitare, “porco, quanta sborra mi hai spruzzato, ho appena finito di mangiare porco, sei proprio un porco” – “sai tua sorella è una settimana che non me la dà” ed in quel momento capii che mamma me la dava più a me che a mio padre ed anche perché mio padre mi fotteva la cognata: erano affamati entrambi.
“Mettiti a pecorina” ordinò mio padre e lei “sì dai, come vuoi, fammi venire, sono nelle tue mani… Mettimelo in culo! IN CULO TI PREGO” e mentre io ero sempre lì a cazzo duro, zia era piegata a novanta gradi sul tavolo, con un espressione delusa per non essere stata ancora penetrata ed in quella posizione, potevo vedere meglio l’enorme biscia del babbo, ed appena vistala pensai: “babbo ma è enorme! Perché mamma dice che è più bello il mio! Mah…”. Così vidi che mio padre allargò le morbide natiche della zia, sputò copiosamente nel buco del culo, poi puntò il glande nel suo forellino e spinse dentro la punta del cazzo. “Ah ahii”, urlò lei
“fai piano”; io guardavo libidinosamente la scena che si svolgeva sotto i miei occhi, poi deglutendo a vuoto mi sborrai sulla mano, mentre zia disse “cosi mi squarti, aspetta che ci mettiamo della crema, aprì la sua borsettina, dentro aveva un flacone di crema emolliente, tirò fuori il tubetto, poi spalmò tanta crema sul cazzo del babbo e sul suo buco del culo, poi con passione prese l’enorme cazzo di mio padre, lo accostò al buco del culo dicendo “prova adesso”. Pian, piano il cazzo si fece strada nel suo meraviglioso culo, che non sembrava potesse contenerlo, e passato il primo momento di irrigidimento, incominciò a dimenarsi ed ad incitare il babbo “dai fottimi, dai scopa la tua cognatina, Dio che bello, sborrami nel culo, sborrami nel culo...”.
Vedevo quel culo tutto peloso, fare avanti e indietro, quella bocca avida baciarla sul collo, sulla faccia, intanto mio padre aveva preso a fotterla con un ritmo costante e deciso, alternando robusti colpi durante i quali potevo sentire zia dire “ohh sento l’enorme cappella arrivarmi alla bocca dello stomaco”, fino quasi ritrarre completamente la verga dal culo, per poi reinserirla con forza fino ai coglioni. Se la scopò da dietro per 10 minuti e lei continuava ad urlare dicendo quanto era troia e quanto amava quel cazzo, mai avevo visto e sentita zia godere tanto, gridava come una pazza dal piacere e ad ogni suo grido o ansimo il ritmo della mia menata, che avevo ripreso dopo la sborrata, aumentava. “Papà ha un bel cazzo, più grosso del mio e più lungo di almeno cinque centimetri. Se considero che il mio misura quasi venti centimetri, pensa come è stata aperta mia zia”, pensai e considerai anche che alla fine dello sviluppo adoscenziale anche il mio sarebbe diventato grosso come quello di mio padre. Quando il cazzo di mio padre usciva da lei il buco del culo le rimaneva aperto lasciando vedere il tunnel nero. Mentre mio padre se la inculava disse “devo dare anche a mia moglie la soddisfazione e il piacere della penetrazione anale, come faccio con te” e lei lo frenò dicendogli che doveva essere lei, mamma, a dichiarare di essere pronta poiché la violenza con la quale la possedeva, l’avrebbe sicuramente scioccata ed io con un sorrisetto malizioso, pensai “ci penso già io al culo di mamma… state tranquilli!”. Poi lei lo incitò ancora “sì, sfondamelo, non l'ho mai preso così dentro, il tuo cazzo, sfondamelo… Oddio si, è tutto dentro, sì…si…si… dai sii… Che bello, accelera, dai inculami, scopami fottimi come una troia!”.
Quel turpiloquio mi eccitava da morire, ma improvvisamente mio padre le sfilò il cazzo dal culo e glielo sbattè nella figa, da dietro non potevo vedere gli occhi di zia… ma lui che l’aveva penetrata si. Le stava dentro, con il cazzo, e lo muoveva avanti e indietro dentro la sua fica, lo faceva scivolare ritmicamente, un colpo dopo l’altro, energicamente, ed ogni colpo era proprio uno spasmo di piacere ed ancora zia faceva “si Ahhh” e i suoi capelli biondi, ormai sciolti, le ondeggiavano in parte sulle spalle e sulla schiena. Lui allora con una mano ne prese una grossa ciocca e cominciò a tirarli, appena un pò, aggrappandosi poi ad essi con un pò più di forza mentre con i fianchi ancora le dava dei forti colpi sul culo e con il cazzo le entrava fortemente dentro. “Ahh Ahh” continuava a fare zia, ma non era per lamentarsi, lui lo sapeva che le sue urla erano di piacere “lo senti...? Lo senti come ti entro dentro? Lo senti? Ti sono dentro, tutto, tutto dentro e ti prendo... ti prendo e tu non puoi andare via perchè io ti tengo” le diceva ed allora zia gli rispondeva
“oh si! Oh si! Tutto dentro. Tutto dentro. Mettimelo tutto dentro. Restami sempre dentro”. Le frasi di zia mi eccitavano e lui si muoveva ancora più velocemente, le dava dei colpi, con i fianchi e con il cazzo, ancora più forti e le tirava anche i capelli ancora più fortemente, mi sarebbe piaciuto tanto partecipare, ma non potevo “si… Ahh Ahhh” faceva zia e lui allora si piegava verso il suo orecchio e le sussurrava qualcosa, leccandoglielo tutto con la punta della lingua e poi continuava “dentro. Ti resto dentro. Lo tengo dentro di te. Dove sei calda. Sei così calda!”. A quel punto zia cominciò a muovere prima un po' i fianchi e poi il culo ed allora lui rallentò il ritmo dei suoi colpi, allungando il tempo in cui il suo cazzo le rimaneva nella fica, penetrandola dopo con un forte colpo. Il piacere divenne quindi ancora più grande e zia cominciò a mugolare mentre lui la teneva ancora per i capelli, ma con più dolcezza, e guardava con piacere il suo culo che si muoveva, in modo circolare e lentamente, intorno al suo cazzo, mentre proprio il suo cazzo le affondava nella fica tutta aperta, che lui continuava a prendere, a penetrare da dietro ed in quel modo ogni volta che il suo cazzo usciva anch’io la intravedevo, rossa e bagnata. Quanto mi piaceva quella parte del suo corpo, il suo colore caldo, e nuovamente ad ogni colpo che lui affondava “ancora Ancora...”, diceva zia e lui non si fermava ma dava al suo movimento quel ritmo costante che a lei piaceva, per cui lei continuava a muovere il culo in maniera circolare ed a massaggiare in quel modo il suo cazzo che entrava ed usciva ed allo stesso tempo provocare alla mia vista uno spettacolo super erotico, era un godimento nel guardare la carne del suo culo che vibrava e la carne rossa, viva e pulsante della sua fica “ancora Ancora”, ripeteva anche lui, si vedevano dei fluidi chiari, che uscivano dalla sua fica, scorrere sulle sue cosce “Ohhh così dai dai! Mi stai stantuffando con veemenza” La figa si dilatava e più volte il cazzo di mio padre usciva da quella tana fradicia ed andava a cozzare sul monte di venere, ma lei prendendolo con la mano lo rimetteva subitodentro. Sentivo il loro respiro che si faceva sempre più breve e la loro voce, che ripeteva sempre le stesse parole, i suoni delle mani nel toccare la carne arrossata e credo molto calda di zia, del culo, delle sue braccia, della schiena inarcata di fronte a lui e le sue tettone morbide completamente abbandonate a lui, alle sue mani che le palpeggiavano tutte, concentrandosi a volte sui capezzoli eretti, duri e disponibili ad essere presi, stretti e pizzicati un pò. A un certo punto comincio a scoparle anche il culo con un dito e lei “dai cosa aspetti a chiavarmi di nuovo nel culo?” e mio padre, non facendosi pregare, appoggiò la cappella sul suo ano, comiciando a spingere per farla entrare. Era incredibile mi sembrava di rivedere mia madre, aveva la stessa espressione di quando lo facevamo da dietro e scopavano come avevo scopato lei “sì Si si” cominciava a muoversi nel suo culo, mettendole le mani sopra ed afferrando le natiche le stringeva.
“Ancora due botte e... ci sono” gli urlò mordendogli l’orecchio “insieme insieme” – “si vengo, ohhh che bona, si!” si sfilò e il suo cazzo, sembrava un dirigibile sospeso nell’aria, dalla punta cominciò a fiottare gli schizzi che arrivarono sulla schiena di zia. “ohhh è stato bellissimo!” disse ansimando papà, mentre il suo membro palpitava ancora. “Ho avuto un orgasmo meraviglioso, ma non sono del tutto appagata. Non hai perso consistenza la tua mazza è dura come quando abbiamo iniziato. Facciamolo ancora dai!”, disse zia, rimanendo a pecora sul tavolo, e mio padre rispose “dammi il tempo di riprendermi! Ho ancora il fiatone” e così mia zia si girò verso di lui e calandosi con la testa, gli prese in bocca l’asta intrisa dei suoi umori e di sborra, la leccò guardando mio padre con molta malizia, poi gli chiese “ti piace?” – “si, moltissimo!” – “penso che possa bastare così, anch’io ho voglia di farmela lappare” ed appena vidi che si incamminarono verso la camera da letto. Io, molto silenziosamente, mi infilai in camera mia, avevo il cuore in gola, solo al pensiero che mi scoprivano stavo tremando ed appena si chiusero dentro la camera da letto, mi sistemai ed uscii silenziosamente da casa, per poi rientare alle 17, come previsto. Quando tornai a casa non c’era nessuno, la casa era tutta in ordine e sembrava che nulla fosse accaduto e così mi venne il dubbio se era vero o avevo sognato; ma quando aprii il secchio della pattumiera vi trovai dentro i resti della carbonara ed in quel momento ebbi la conferma che era tutto vero.
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