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In vacanza con Nonna e la sua amica 1°

           di firetongue

 Scritto il 22.04.2010    |    Letture: 10.927  |    Votazione 7.1:

"Nonna si sedette sul tavolo di fronte a me, si alzò la camicia da notte, mi poggiò la mano sulla nuca e mi spinse con la faccia sulla sua figa depilata..."
In vacanza con la nonna e la sua amica


Sono un ragazzo poco più che diciottenne e praticamente da sempre passo una parte delle mie vacanze insieme con mia nonna, una bella signora che oggi ha 65 anni. Dicevo una “bella Signora” nonostante l’età, grazie al fatto che nonna la si può definire una Ricca e Bella Signora, vedova di un ricco industriale lombardo che ha lasciato in eredità a lei e a mia madre una ingente quantità di quattrini oltre che una più che fiorente industria gestita da mio padre, e che ha sempre curato con estrema attenzione il suo aspetto fisico, spendendo notevoli quantità di denaro in istituti di bellezza (credo anche abbia fatto qualche sistematina chirurgica), cosmetici, parrucchieri e abbigliamento sempre all’ultima moda e sempre consono all’avanzare degli anni.

La mia famiglia possiede diversi immobili, fra cui un paio di case per vacanza, una al mare, in una ricercatissima località della Toscana, e una in montagna dove non si capisce bene se il fascino del luogo stia nello splendido paesaggio dolomitico o se nella passeggiata dei VIP sul corso principale (a voi immaginare quali possano essere queste due località).

Come dicevo, fin dalla mia tenera età ho passato buona parte delle mie vacanze estive e invernali in questi incantevoli posti insieme ai nonni prima, e poi insieme solo a nonna oltre che con i miei genitori, fabbrica permettendo, nei momenti di vacanza canonici.

Sono alcuni anni, precisamente da quando avevo 15 anni, che nonna in vacanza è accompagnata dalla sua amica del cuore, di poco più giovane di lei, che conosce da sempre e che è appena rimasta vedova.

Il livello di confidenza fra me e nonna è sempre stato molto elevato: lei è ancora adesso la persona con cui parlo di più, raccoglie le mie confidenze, mi consola nei momenti di tristezza e mi supporta nel scegliere le migliori soluzioni ai miei piccoli/grandi problemi di gioventù. Questa grande familiarità vale anche per quanto riguarda il cosiddetto pudore: farmi vedere in mutande non è assolutamente un problema sia per me sia per lei, d’altro canto anche lei non si fa problemi a farsi vedere da me in abbigliamento intimo.
E proprio nel vederla coperta della sola sua raffinatissima lingerie, ho avuto la mia prima violenta e visibilissima erezione. Solo a distanza di qualche tempo, ricordando quel momento, ho anche ricordato di aver notato il suo sorriso compiaciuto dell’effetto che aveva suscitato in me.

Ma veniamo alla appena trascorsa estate e quanto è successo fra me, nonna e la sua amica.

Siamo partiti da Milano appena terminate le scuole (ho frequentato il quarto anno di liceo scientifico e sono stato promosso al quinto e ultimo anno con un’ottima votazione), ritorno previsto agli inizi di settembre. In quella occasione mamma e papà hanno accompagnato nonna e il sottoscritto al mare e hanno passato ciò che rimaneva del sabato e della domenica con noi. L’amica della nonna ci ha raggiunto alcuni giorni dopo.
Arrivati in villa abbiamo scaricato i bagagli e abbiamo sistemato il tutto in casa, nelle rispettive camere. A seguire una bella doccia rinfrescante, e poi via al ristorante per cena.

Al lunedì mattina di buonora mamma e papà sono partiti alla volta di Milano, ci avrebbero raggiunti il 10 Agosto per rimanere con noi fino al 25.

Fino a mercoledì sera nonna e io siamo rimasti soli, infatti, solo nella sera di mercoledì è arrivata la sua grande amica.

In quei tre giorni nonna e io abbiamo sbrigato piccole faccende di casa, non ultima quella di approvvigionare la dispensa di quello che può occorrere quotidianamente, dall’acqua minerale in bottiglia, ai biscotti per il latte della colazione mattutina, allo Scottex e alla carta igienica; praticamente il garzone del supermercato poco distante da casa ha recapitato a casa nostra, e ha scaricato, un furgone intero di generi vari necessari per una permanenza di tre persone per quasi tre mesi.

Ho riallacciato i contatti con gli amici del posto che normalmente frequento nelle ore di spiaggia e qualche volta anche la sera; non amo particolarmente uscire, preferisco stare in casa a leggere o a chiacchierare con nonna o ancora ad accompagnarla nelle sue passeggiate lungo il corso a mare. Nonna cerca di spingermi verso gli amici e le amiche ma io preferisco stare con lei. Sì certo, le mie piccole avventure con le amiche di turno le ho come tutti i ragazzi della mia età, cerco comunque di conciliare lo stare con nonna, a cui voglio un bene dell’anima, e lo stare con gli amici.

Come dicevo all’inizio, nonna è una gran bella signora, che non dimostra affatto la sua età anagrafica. Alta 1.70, bionda, un seno di giusta dimensione (direi una terza) e un bel fondo schiena, sempre ben agghindata suscita sguardi di ammirazione da parte degli uomini e sguardi di invidia da parte delle sue coetanee ma anche da parte di donne più giovani. Io ho la fortuna di starle accanto! Di poterla ammirare (o forse di spiare) anche fra le mura domestiche quando porta vestiti da casa con profonde scollature, piuttosto che gonne che mettono ben in mostra sia il sedere sia le gambe, e ancora, come dicevo poco prima, l’ho potuta ammirare vestita solo della sua raffinata lingerie.

Nonna ama anche andare al cinema soprattutto ama, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, i film d’avventura e d’azione in genere.
Di solito l’accompagno, anche quando siamo a Milano, e durante la proiezione si emoziona e vive, direi in prima persona, l’avventura che scorre sullo schermo. Scene magari un po’ violente piuttosto che di “suspense” la emozionano particolarmente e di solito mi prende per mano e mi stringe forte, comunicandomi molto chiaramente quale sia il suo stato emotivo.

Dopo questa premessa torniamo a quella calda, in tutti i sensi, estate.

Le giornate trascorrevano tranquille, spiaggia, pranzo, riposino pomeridiano e poi ancora un po’ di spiaggia per finire con la cena e la passeggiata serale sul famoso lungomare.

Erano passati circa una quindicina di giorni, e stavamo per entrare nel periodo più caldo della stagione. Ormai tutti e tre eravamo ben abbronzati e le nostre giornate marine si limitavano alla sola mattina; il pomeriggio lo dedicavamo al riposo (io dovevo anche studiare un po’) e alle passeggiate nel tardo pomeriggio.

Avevo notato già da qualche giorno che nonna e l’amica spesso, guardandomi, sussurravano a mezza bocca qualche cosa che non riuscivo a sentire chiaramente. Ero ingenuo non capivo cosa volessero dire sorrisi, ammiccamenti e quelle parole sussurrate fra loro. Ma ecco che una sera decidemmo di andare tutti e tre al cinema a vedere un thriller piuttosto violento, L’enigmista per la precisione. Ci accomodammo nelle poltroncine, io in mezzo, nonna a sinistra e l’amica Angela alla mia destra.

Dopo la prima scena di violenza nonna mi prese la mano e così fece anche Angela. Sussulti e strette alle mie mani accompagnarono la visione di tutto il primo tempo. Durante l’intervallo chiacchierammo e scambiammo qualche impressione sul film, poi ricominciò e da subito le mie mani vennero letteralmente intrappolate nelle loro, a differenza che Angela girò il polso facendo in modo che il dorso della sua mano poggiasse sulla mia coscia.

Alla prima sequenza di violenza ecco che a seguire i sussulti di entrambe le mie accompagnatrici, Angela staccò la sua mano dalla mia e la poggiò direttamente sulla mia coscia e pian piano risaliva verso la patta dei miei pantaloni. Non sapevo cosa fare, il contatto della sua mano sulla mia coscia e il lento avvicinarsi alla patta altro non causò che una mia immediata erezione.

Girai lo sguardo verso Angela e vidi che con un sorriso appena accennato aveva gli occhi fissi verso lo schermo. L’uccello mi faceva un male da bestia ero in tiro da quasi dieci minuti. Ecco che alla scena della donna con una specie di tagliola in bocca e attaccata ad un casco esplosivo, la mano di Angela si poggiò direttamente sul mio uccello e cominciò a stringere ritmicamente.

Non sapevo cosa fare, girai ancora lo sguardo e vidi Angela che guardava sempre lo schermo, ma ora con un sorrisetto sornione stampato sulle labbra. Andava avanti, non sapevo caso fare, allungai una mano verso il suo braccio, ma lei me la scostò e continuava, continuava.

Non ce la facevo più e con un paio di sussulti venni nei pantaloni. Ero paonazzo, il film stava finendo e non sapevo come fare a nascondere la macchia che sempre più si allargava sui miei pantaloni. Nonna non poteva non essersi accorta di quello che era successo, di come ero conciato ma ecco che con mia sorpresa mi si avvicinò all’orecchio e mi bisbigliò “Hai visto Angela che porcellina è? Prendi il mio scialle e legatelo in vita che poi a casa sistemiamo tutto”. Ero frastornato. Non sapevo dov’ero, chi ero, cosa stavo facendo ubbidii a nonna e basta. Uscimmo dal cinema e con passo svelto andammo a casa. Non scambiammo neanche una parola, tutti e tre volevamo arrivare subito a casa.

Entrammo in casa e Nonna non perse tempo, in anticamera mi slacciò la cintura e mi calò i boxer. Il mio uccello tutto impiastricciato saltò subito fuori. Nonna non perse tempo, in ginocchio davanti a me lo prese subito in bocca e cominciò a succhiare prima la cappella e poi giù fino alle palle. “lascia un po’ di sborra anche a me vecchia puttana!” esclamò Angela che dietro a Nonna stava sditalinadosi furiosamente. Angela si inginocchiò e prese il posto di Nonna, continuando a succhiare il mio uccello che svettava in tutta la sua adolescenziale potenza, pronto per una nuova sborrata e così fu. Tutta in bocca ad Angela che la scambiò con Nonna in un bacio lesbico pieno di passione mentre con le loro mani letteralmente si stracciavano i vestiti di dosso. Ero stordito, super eccitato, l’uccello sempre in tiro mentre vedevo Angela e nonna baciarsi, leccarsi, accarezzarsi. Si misero in posizione tale che ognuna potesse leccare la passera dell’altra, vicinissime a me tanto che Angela allungando una mano mi prese l’uccello e mentre me lo menava lo attirava verso il culo della nonna e verso la sua bocca. Smise di leccare la figa della nonna e me lo prese in bocca, lo insalivò per bene e lo avvicino alla figa sbrodolante di nonna. Io inconsapevolmente opponevo resistenza ma Angela tirava e mi invitava ad avvicinarmi e a penetrare nonna da dietro. Non sapevo se seguire quello che mi diceva Angela o se ritrarmi. Fu proprio nonna a darmi il via quando con entrambe le mani si allargò per bene la figa, invitandomi a scoparla, “Ti prego entra, sfondami non resisto più! Ho bisogno di cazzo, di carne fresca e di sborra che spenga l’incendio che c’è in me!” non mi trattenni più, entrai dentro nonna e cominciai a pompare come un forsennato mentre Angela mi leccava la palle e con un dito mi massaggiava il buco del culo. Andai avanti così per circa 10 minuti e poi finalmente sborrai tutto in figa a nonna. Rimasi dentro a gustarmi le contrazioni, mi sembrava quasi mi stesse facendo un altro pompino. Quando la tensione diminuì il mio cazzo scivolo fuori, lasciando colare la mia sborra direttamente in bocca ad Angela che si mise a leccare e a pulire nonna di tutti gli umori sia miei che suoi.
Angela non aveva avuto la sua razione di cazzo e di sborra ma si stava ampiamente soddisfacendo della lingua e del vibratore di nonna tanto che al suo ennesimo orgasmo spruzzo i suoi umori d’un botto, quasi come fosse una pisciata, imbrattando tuta la faccia di nonna. Eravamo spossati, le mie due signore visibilmente soddisfatte accasciate a terra una sopra l’altra, io con l’uccello barzotto poco distante appoggiato sul divano del soggiorno, introno a noi i nostri vestiti e le tracce del nostro godimento sparsi un po’ dappertutto. Ci trascinammo a letto, tutti e tre nello stesso lettone e ci addormentammo. Così finì la nostra prima giornata di sesso sfrenato, la mia prima giornata da gigolò, la mia prima esperienza di sesso completo, la mia prima esperienza di incesto.

Da quella prima sera tutto cambiò per il resto delle vacanze. La giornata tipo venne sconvolta e le mie due mature amanti si diedero un gran da fare con me per poter sfruttare al meglio il mio vigore.

Prima di tutto Nonna e Angela vollero che dormissi insieme a loro nel grande letto matrimoniale, così da avermi sempre a disposizione, visto anche che la data di arrivo dei miei genitori si avvicinava sempre più (eravamo arrivati a fine luglio e mancavano poco più di 10 giorni all’arrivo dei miei genitori).

Dovevo dormire nudo in mezzo a loro due che per la notte utilizzavano cortissime e trasparentissime camice da notte Tutti volevamo la nostra razione di sesso ogni giorno e allora è stato necessario anche darsi un po’ di organizzazione per sfruttare al meglio il tempo rimasto prima dell’arrivo dei miei genitori e per godere a più non posso dei nostri sensi. Nonna e Angela avevano ben chiaro in mente come organizzarci e come poter trarre il meglio da me, portandomi ogni giorno all’apice delle prestazioni e del desiderio; la mattina successiva alla nostra prima orgia, seduti intorno al tavolo per la colazione fu Nonna per prima a buttare lì l’idea di come procedere nella nostra vacanza, mantenendo il massimo della discrezione con il vicinato sia di casa sia di spiaggia.
“Angela, Andrea dobbiamo prima di tutto promettere a noi stessi che niente di quanto e successo e di quanto succederà nei prossimi giorni in questa casa trapelerà al di fuori di questi muri”, “Certo Nonna” riposi io mentre Angela annuiva, alzando la mano destra in segno di giuramento, “e poi dobbiamo fare in modo di sfruttare al meglio la nostra giornata, permettendo al nostro Andrea di risposarsi dalla fatica di soddisfare due troie come noi e permettendo anche a noi di riprenderci visto che noi siamo più delle ragazzine”, “giusto” fece eco Angela. Nonna propose una “giornata tipo” che prevedeva la sveglia non prima delle nove del mattino, la colazione condita di un poco di sesso, il resto della mattinata in spiaggia a prendere un po’ di sole e fare qualche bagnetto, un buon pranzo, un riposino sempre accompagnato con un po’ di sesso e poi via per la serata fatta di passeggiate, cinema o altro e poi a casa a scopare per l’intera notte.

E così fu fin da subito, Angela ancor prima che nonna avesse finito di parlare si era già inginocchiata davanti a me, tirandomi fuori l’uccello per il via a un superbo pompino. Si leccava e succhiava l’uccello da troia consumata, se lo faceva arrivare sino in gola, stringendolo alla base per contenere il mio impeto e la voglia di sborrare fin da subito. Nonna si sedette sul tavolo di fronte a me, si alzò la camicia da notte, mi poggiò la mano sulla nuca e mi spinse con la faccia sulla sua figa depilata “lecca bene la tua nonna, fammi godere, bevi tutto che poi io e Angela ti ricompensiamo” e così iniziai una leccata delicata alla figa della nonna che sempre più si allagava di umori fino a che lei mi disse “cazzo! Prendi il bocca la clitoride, leccala, falla diventare dura, spompinala”. Non me lo feci ripetere due volte e sentii subito il grilletto diventare duro e allungarsi fra le mie labbra, cominciai a succhiarlo, andando su e giù con le labbra come stava facendo Angela sul mio cazzo. Nonna non durò a lungo, dopo un paio di minuti mi riempi la bocca dei suoi umori, soffocando i suoi gemiti con un tovagliolo e premendomi nel contempo la testa fra le sue cosce. Io non ce la facevo più, Angela continuava a sgominarmi e non si decideva a farmi venire. Allora mi staccai da lei, la coricai a terra e la penetrai, iniziando a dimenarmi come un forsennato, on durai molto, Angela muggiva, si contorceva mentre Nonna le sollevava e le divaricava le gambe stando in piedi a gambe larghe sulla sua faccia e mentre io correvo verso il mio orgasmo che venne dopo pochi minuti, inondando Angela di tutto quanto c’era nelle mie palle. Angela sussultò, venne in un orgasmo squassante, mentre Nonna rilascio un fiotto di urina sulla faccia e sulle tette di Angela.
Eravamo stanchi, imbrattati di noi, con le gambe che tremavano e con i muscoli addominali che ancora spasimavano per l’orgasmo appena provato. Un paio di minuti per riprenderci e poi via sotto la doccia.

Dopo 30 minuti eravamo in spiaggia, sotto il nostro ombrellone, tutti e tre con occhiali scuri per mascherare un po’ i nostri visi, Nonna e Angela fasciate nei loro costumi interi neri, io con i miei boxer colorati pronti per una mattina di riposo, di sole e di bagni.


Per il momento mi fermo qui, il mio racconto non è terminato; vorrei descrivervi cosa successe nei giorni successivi, delle porcate che le mie signore mi hanno insegnato, dei godimenti che abbiamo provato e di come si è evoluta la mia relazione con Nonna e con Angela fino ai giorni nostri.

Spero che quanto scritto qui, con una base di verità condita con un po’ di fantasia, vi sia piaciuto.

Per critiche, suggerimenti ed eventuali contributi (sarebbe bello poterli ricevere da signore) potete scrivermi all’indirizzo: [email protected]
.


Votazione del Racconto: 7.1
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