Questo è quello che mi è capitato molti anni fa a Padova dove mi trovavo come uno dei tanti studenti universitari. Li ho conosciuto Veronica, una ragazza che ho amato ma con cui ho avuto un rapporto altalenante in cui spariva per periodi più o meno lunghi per poi tornare per pegalarmi/regalarsi un periodo di sesso…. Questo periodo comunque mi ha insegnato a leggere quei piccoli impercettibili segni che il suo corpo, cosa che mi permetteva di capire cosa voleva al di la delle parole…… In uno dei momenti di distacco, mi presenta una sua amica che, a suo dire, “se uno gli piace se lo porta a letto senza tanti problemi”: mi sa che all’amica ero simpatico…. Incominciano i week end chiusi in appartamento o da lei o da me (entrambi studenti universitari fuori sede, convivevamo entrambi con altri studenti: c’era solo la fatica di capire chi aveva l’appartamento libero).
Si sa, in un appartamento di studenti c’è gente che va e che viene ed i primi che vengono sono sempre gli amici di chi rimane….. Passano i mesi. In appartamento di Roby (l’amica) si libera una stanza ed indovinate che arriva? Ebbene si Veronica. Poco male, anche se rimane quasi sempre a Padova è comunque abituata a vedermi girare…. anche in versione figli dei fiori…. Passano un altro paio di mesi di cordiale convivenza (possiamo rinunciare alle maratone di fine settimana perché Veronica resta in appartamento?) in ci mi capita anche di incrociarla mentre nudo vado o in cucina o in bagno (ho sempre pensato che conoscesse perfettamente il mio corpo per cui, che problema c’era?). Anche Roby prende le mie abitudini mostrandosi prima a seno nudo e poi come mamma l’ha fatta. Vedevo la reazione di Veronica che puntualmente o ci evitava o ci guarda esclusivamente in volto ma il suo corpo parlava… eccome parlava…. Una domenica pomeriggio, dopo aver fatto l’amore con Roby, vado in bagno quando passando di fronte la porta di Veronica (le stanze delle due amiche sono separate dallo stesso muro) sento dei sospiri affannosi. La curiosità è donna ma anche noi maschietti non scherziamo. Guardo dalla serratura e vedo Veronica stesa su letto che con una mano torturava la sua povera micetta e con l’altra un capezzolo. Che visione meravigliosa. Non l’avevo mai vista mentre si dava piacere. Rimasi quasi ipnotizzato fino a che Roby, non vedendomi tornare, è venuta a cercarmi trovandomi attaccato a quella serratura. Le faccio segno di non far rumore e le mostro cosa accade li dentro. Dopo una rapida occhiate, si gira e mi sorride maliziosamente (chissà cosa ha pensato in quell’istante) ed è lei che ora si incolla alla porta. È piegata e mette il suo
culetto in bella mostra di se. Io sono eccitato da quanto succede ed approfitto per mettermi dietro di lei. È visibilmente eccitata. Le sue dita incominciano a scorrere dall’alto in basso il solco tra le grandi e le piccole labbra. Non resisto. Non curante delle sue dita, appoggi la cappella ormai paonazza e, con una sola spinta, entro in quella tana calda ed accogliente che ora avvolge completamente il mio pene. Non so per quanto tempo continuo a entrare ed uscire ma all’improvviso mi ferma. Mi prende per mano e mi trascina in camera di corsa. Al mio cenno di protesta mi bacia appassionatamente per non farmi fare rumore fino a che, dopo pochi secondi, sento la porta della camera di Veronica che si apre e i suoi passi che si allontanano… ridiamo silenziosamente perché salvi per un pelo… L’avevamo beccata!!! Mi sa che ci sente mentre facciamo l’amore e che la cosa non la lascia del tutto indifferente…. Io e Roby ne parliamo abbastanza divertiti ed eccitati fino a riprendere da lì dove ci siamo interrotti pochi minuti prima. La giornata finisce. Saluto Roby, Veronica è uscita, e vado nel mio appartamento…..
Raggiungo Roby il venerdì successivo tardo pomeriggio (questa notte dormo con lei). Veronica è a casa, non esce quella sera (strano, usualmente va in discoteca con i suoi amici) perché sabato mattina deve essere in facoltà alle 8.00 (deve parlare con un professore per l’esame che deve sostenere). Ceniamo insieme (cucino io, sono il più bravo tra noi tre) e dopo si sediamo su dei cuscini sopra al tappeto io e Roby abbracciati e Veronica di fronte. La serata trascorre piacevolmente tra una battuta ed uno scherzo. Stavamo bene e sicuramente c’era una certa intimità. Io e Roby ci scambiassimo quei piccoli segni d’affetto di tutte le coppiette (un bacio, un tocco ecc…) ma poi mi accorgo eccitato. In quel momento e senza rendermene conto le stavo accarezzando dolcemente il seno (sopra la maglietta leggera) e lei, di rimando, il mio pacco visibilmente gonfio. Veronica ci guardava giocando con i capelli e mordicchiandosi ogni tanto il labbro inferiore… ogni tanto distrattamente allungava un piede o una mano per toccarci castamente e, ogni volta, mi dava un brivido lungo tutte le vene che Roby certamente percepiva benissimo. Guardavo Veronica con gli occhi di anni prima in cui c’era solo lei e questo Veronica lo percepiva perfettamente perché all’improvviso, scherzando, allunga un piede ed io incomincio ad accarezzarlo. Quando stavamo insieme non avevamo mai giocato con i suoi piedi ma ora quel contatto prolungato, seppur casto ed innocente, mi scatenava un uragano di emozioni che sconvolgevano tutte le certezze che il rapporto attuale mi stava dando… ci guardavamo e sentivo riemergere quella intesa, sopita finora, che la faceva tornare ogni volta da me. L’ora si era fatta tarda e, con sapiente abilità, Roby interrompe quell’istante con la scusa d’andare a letto. Quella notte Roby non ha voglia di darmela ma preferisce semplicemente accoccolarsi tra le mie braccia ed addormentarsi.
buona continuazione con la seconda parte