Vidi una videocassetta Questa videocassetta, ovviamente porno, riguardava il mondo dell'Interracial, ovvero i rapporti sessuali fra uomini neri superdotati e donne bianche.
A guardare quel film rimasi scioccato dalle dimensioni di quel pene, ma tutto finì la sera stessa, tutto svanì fino a quel maledettissimo giorno.
Una notte mentre facevamo l’amore lei sembrava più eccitata del solito. E' sempre stata molto pudica anche se con me ha sempre avuto pochi tabù (purtroppo il culo è uno di quelli), ma quella sera sembrava particolarmente porcellina.
Mi diceva che mi aveva desiderato molto durante il giorno e gli stavano venendo le sue cose e quindi era particolarmente eccitata.
Mentre ero su di lei che la sbattevo forte, delle parole mi uscirono dalla bocca così involontariamente che lasciarono stupito anche me: "ti piacerebbe che un nero te lo mettesse in bocca adesso?", lei mentre ansimava per i violenti colpi di cazzo che le davo mi disse "Siiii...", le venni dentro e sentivo il mio cazzo grosso più che mai ..anche lei venne in quel momento...e fu un traguardo perchè lei viene veramente poche volte, anche se mi assicura che le piace ugualmente.
Mentre eravamo stesi sul letto a scambiarci coccole lei mi volle fare una domanda, ma poi cambiò idea e rimase muta ad arricciarmi i capelli.
Il giorno seguente la mia curiosità mi stava mangiando il fegato, le mandai un messaggio, era più forte di me [ma veramente te lo faresti mettere in bocca da un nero?]...la risposta fu ovvia e scontata [NO!].
Decisi di parlarne con lei.
Inizialmente si sentii offesa da ciò, pensava non l'amassi, che la volevo usare come una puttana, ma l'assicurai di tutto e lei mi rispose che aveva capito le mie intenzioni ma non se ne parlava minimamente di fare una cosa simile, al massimo mi concedeva di parlarne mentre facevamo sesso o di vedere un film porno insieme.
Presi la palla al balzo! Rispolverai quella maledetta cassetta quanto la videocassetta del film e iniziammo la visione poco dopo averla bagnata bene con i preliminari, in modo da riscaldarla bene.
Mentre la scopavo a pecorina lei guardava il film, ed i miei commenti si facevano sempre più pesanti finchè, in coincidenza con la famosa scena, le chiesi "ti piacerebbe stare al posto di quella lì?" e lei mi rispose in un modo che faceva trasparire tutto il suo stato d'animo in quel momento "MAGARI!".
Quella notte lo facemmo e mentre era a pecorina le dissi che c'era una sorpresa per lei.. "promettimi di non incazzarti" e lei annuì.
andai a prendere il coso che avevo nascosto e lo mostrai a lei.
Lei mi sorrise e disse "vabbè dai..proviamolo"
le chiesi di prenderlo in bocca, lei fù
inizialmente titubante ma solo perchè puzzava di lattice ma poi....vidi finalmente la sua bocca aprirsi completamente per prendere quella cappella nera. Si era solo un cazzo in gomma ma l'immagine fu così eccitante che venni subito.
Ma volevo andare oltre...volevo vederlo nella sua figa morbida e bagnata, quella bella fighetta che, sotto mia richiesta, era depilata. ...come le pornostar.
Mi venne subito duro, continuai a scoparla mentre lei lo leccava, lo metteva in bocca e se lo passava sui capezzoli.
Aveva preso confidenza con l'attrezzo.
La misi a pecorina e gli infilai quel cazzo grosso, nero, splendido!
Si reggeva sulle braccia ma quando glielo infilai le sue braccia cedettero e finì con la testa sul cuscino, ansimante.
Vedevo il coso che si bagnava: gli piaceva!
I suoi umori avevano bagnato tutto il cazzo ed in quel momento, preso da eccitazione, lo tolsi ed infilai il mio cazzo.
Mentre le montavo gli chiesi "vuoi il mio o quel coso?"...e lei non se lo fece ripetere "metti quello dai!".
Mi uscì spontaneamente "Sei una puttana!" e lei "siii...sono la tua troia!".
Continuammo ad usarlo per molto tempo.
Mi si accese una lampadina in testa.
Mi fermai dallo scoparla, ero in ginocchio sul letto e misi le mani ai fianchi guardandola con aria di chi sta parlando di una cosa seria.
"Simona, fra noi oramai c'è intimità, complicità. Siamo una coppia felice e ci amiamo", "e con ciò?" mi interruppe lei.
"Simona che ne dici se proviamo con un nero vero?", "Paolo lo sai che sono timida, non credo riuscirei a farlo".
CAzzo! non era un no...dovevo insistere ma senza opprimerla.
"Magari possiamo provare prima con un bocchino..allora? Che ne pensi?"...mi guardava fisso negli occhi, come se volesse capire chi fossi veramente. Poi scrollò le spalle, sospirò e disse con voce serena "si ma solo un bocchino, niente penetrazione. E poi ci devi essere anche tu, non voglio che mi lasci da sola con un estraneo".
IL SOGNO SI STAVA REALIZZANDO!
Si ma dove trovarlo? Quello che prima sembrava scontato e semplice stava diventando una cosa difficilissima.
Per strada? un vu cumbrà? non se ne parla nemmeno! Forse hanno malattie e poi come lo avvicino?
Su internet. Lo contattati e ci incontrammo
L'avevo trovato!
A cena ne parlai con Simona, gli feci vedere la sua inserzione del tipo e lei con una smorfia mi disse "bruttino...ma ce l'ha grosso? e scoppiò a ridere.
A lei non interessava, voleva solo accontentarmi. E questo sinceramente mi deluse un pò.
Non volevo che lei lo facesse solo per accontentare me, mi sarebbe piaciuto che lei desiderasse la cosa.
Quella sera pianificammo il tutto.
"solo un bocchino e nulla più. E se mentre lo stiamo facendo voglio smettere ti prego di non insistere" disse Simona in un modo simile a quello usato da una mamma che sta dando disposizioni al figlio.
Il mattino seguente contattai Tumaini (il ragazzo di colore) e con non poco imbarazzo gli spiegai il tutto.
Mi disse che non c'era alcun problema, che avrebbe fatto quello che chiedevo io.
Tutto era pronto sarebbe dovuto arrivare a momenti.
Indossava una specie di gonnellino, degli infradito di paglia ed una t-shirt verde.
Lui si siede sul divano davanti a lei ed inizia quello che avevo da tantissimo tempo aspettato.
Con una mano gli reggeva il palo e con le labbra gli leccava la cappella.
Era così grosso che Simona doveva spalancare la bocca per prenderlo, e comunque prendeva la cappella e poco più.
Lui era eccitatissimo ma sempre composto. Aveva ben compreso qual'era il suo ruolo.
Il suo cazzo era diventato durissimo e Simona se lo stava gustando in tutti i modi.
Se lo sbatteva sulla lingua, lo leccava dall'alto in basso, lo infilava dentro la bocca vogliosa e se lo passava (come spesso fa) sui capezzoli.
Fino a quel momento non stavo provando gelosia.
Lo vedevo non come un rivale in amore, ma bensì come un oggetto.
Fino a quel momento però, perchè poi...
Successe l'imprevedibile. "Paolo posso provarlo dentro? Me lo voglio infilare nella figa" mi disse lei con voce ansimante, una voce che non avevo mai sentito prima.
Mi formicolava la testa, le gambe non mi reggevano, le mani mi tremavano, il cuore batteva all'impazzata.
Annuii con un cenno del capo. Sentivo che le guance erano diventate rosso fuoco.
Lei si arrampicò sul divano, lui aveva infilato già il preservativo (e la cosa dopo mi creò dubbi, lo portava sempre con se? o era sicuro di usarlo?), con una mano manteneva la mazza e con l'altra si dilatava la vagina.
Vidi che se lo infilava piano, era molto grosso per farlo affondare subito.
Scendeva di un centimetro, risaliva per poi riscendere di due..e piano piano guadagnava sempre più.
Finchè la sua figa si era allargata ed aveva preso la forma di quel cazzo enorme.
Il profilattico a malapena tratteneva quel cazzo tanto che sembrava dovesse esplodere, e lasciava scoperta una bella quantità di carne nera.
Adesso il ritmo di Simona si faceva più veloce e i suoi gemiti più frequenti e forti. Gli era venuta la pelle d'oca sulle chiappe.
Girai in modo da guardare Simona in faccia, mi misi alle spalle del divano.
Il suo collo ed il suo viso erano rossi, la pelle sudata, gli occhi chiusi e la bocca aperta in una smorfia di goduria.
Le sue mani erano appoggiate sulle spalle del ragazzo e da quella posizione vedevo quel rettangolino di peli fare su e giù su quel cazzo semi coperto dal lattice bianco.
Stava per venire, me ne accorgo sempre quando Simona sta per venire. Interruppe di ansimare, i suoi mugolii erano cessati, il capo era chinato e la sua fronte toccava quella del nero, si sbatteva con più veemenza e poi...come una esplosione spalancò la bocca, smise di dimenarsi e dalla sua gola uscirono tanti "ahhhh ahhhhh ahhhhh ahhhh".
Era venuta, i capezzoli erano diventati enormi e durissimi, il collo rosso fuoco, la fronte, la schiena e tutto il resto sudata.
Si alzò freneticamente, lo fece alzare e prese il suo posto. Lei sotto e lui sopra.
Si raccolse le gambe con le braccia fino a far toccare le ginocchia sul petto. Tornai dov'ero prima per vedere da un'altra angolazione.
Mi stavo masturbando inerme..i mei pensieri non esistevano, non riuscivo a pensare a nulla. Ero come paralizzato, incredulo, shockato.
Lui perse la sua reverenziale timidezza ed iniziò a sbatterla forte, ma sempre facendo attenzione a non affondare troppo...evidentemente non era la sua prima esperienza.
Volli partecipare, gli volevo mettere il cazzo in bocca.
Mi misi di lato sul divano e mentre lui la sbatteva forte, provai ad infilarglielo in bocca.
Lei stava come in trance, non capiva più nulla, gli appoggiavo il cazzo sulle labbra ma lei non lo raccoglieva.
Quel cazzo la stava facendo impazzire.
Gli parlavo, gli chiedevo "ti piace?" ma lei non rispondeva, aveva sempre la bocca aperta, gli occhi chiusi e ansimava...venne una seconda volta.
Dopo essere venuta la seconda volta uscì dallo stato di trance e si trasformò in una bestia.
Rimase in quella posizione, gambe all'aria e con entrambe le mani prese la testa del ragazzo.
Non capivo più nulla. Lei non sembrava la donna che avevo sposato, l'angelo timido e gentile.
Adesso i mugolii erano misti a dei piccoli ruggiti...lo guardava fisso negli occhi.
Riprovai a mettergli il cazzo in bocca.. "Si mettimelo in bocca dai!" e prese a succhiarlo con foga e rabbia...gli sborrai in faccia "siii porco...siii..." mi disse dopo.
Oramai era diventata una tigre inarrestabile, ogni freno inibitorio era caduto.
Si alzò e si mise a pecorina sul divano. "dai! mettilo!" disse al nero.
Oramai io ero una figura marginale, i protagonisti erano loro e non si accorgevano minimamente della mia presenza.
Le attenzioni di Simona erano solo per quel cazzo nero.
Stava per venire ancora e questa volta in modo violento. Mise la faccia tra i cuscini del divano e strillò in un urlo soffocato dai cuscini. Le gambe si contraevano e fu colta da degli spasmi. Anche lui a quel punto venne.