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UN CLISTERE PER MIA SORELLA


di Giorgio

Mi chiamo Giorgio ed ho 27 anni mentre mia sorella si chiama Fulvia ed ha 31 anni. I nostri genitori sono proprietari di una casa di vacanza ubicata in un paesino del Trentino. La storia che sto raccontando è accaduta l’anno scorso, nel mese di dicembre, prima delle festività natalizie. Un giovedì io e mia sorella, a richiesta dei nostri genitori che erano impegnati con il loro negozio, ci recammo presso la casetta in montagna per alcuni giorni, per sistemare i locali dopo che erano stati ritinteggiati. I primi due giorni trascorsero normalmente ed io e mia sorella ci demmo dentro con le sistemazioni, tanto che il sabato pomeriggio avevamo già finito. Dissi allora a mia sorella che per festeggiare saremmo potuti uscire a cena ma lei mi disse che non se la sentiva perché aveva un peso sullo stomaco ovvero, mi disse, con il cambiamento d’aria dalla città alla montagna non era più riuscita a scaricarsi e si sentiva gonfia. Mi disse che aveva provato anche poco prima a scaricarsi ma senza riuscirci e che avrebbe fatto qualsiasi cosa, anche un clistere, pur di farla. In quel frangente mi balenò un’idea. Devo premettere che mia sorella, pur avendo un bel viso, è un po’ cicciottella ma niente che non possa far eccitare un uomo: ha due belle tettone ed un bel culone ed in più di un occasione ho notato che usa molto indossare le calze autoreggenti ed i perizoma. La cosa però non mi aveva mai colpito più di tanto. Ritornando al discorso precedente e cioè dell’idea che mi venne pensai che avrei potuto proporle di farsi fare un clistere di pipì (alla mia ragazza, che in quel periodo era a Roma per motivi di studio, piaceva moltissimo, dopo essersi fatta sborrare nel culo, farsi pure riempire di piscia, mi diceva sempre che la sensazione di calore che le dava la pipì mentre le riempiva l’intestino le prolungava il piacere – infatti ogni qualvolta si poteva scopare con tranquillità finiva sempre con una bella inculata con pisciata finale). Tra l’altro erano un po’ di giorni che non scopavo ed avevo una voglia di sborrare in qualche buco. Iniziai allora a dirle che potevo andare in farmacia a prendere un preparato per clistere così se lo faceva e potevamo uscire a cena. Mi disse di si ed io usci, tornando poco dopo dicendole con fare furbesco che la farmacia era chiusa. Lei ci rimase male ed allora io le dissi che conoscevo un altro metodo per fare un clistere e, senza pensarci due volte glielo dissi. Mi diede uno schiaffo dicendomi che ero pazzo, che ero un porco e che non avrebbe mai immaginato che io, suo fratello, potessi pensare di fare una cosa del genere, di proporle di farsi inculare. Mi disse che era un incesto bello e buono. Io non mi scoraggiai e le dissi che aveva ragione ma che era stata lei a dire che avrebbe fatto qualsiasi cosa ed io, dicendole che mi era venuta così spontanea, le dissi che sicuramente, oltre ad aiutarla a cagare, sarebbe stata una cosa piacevole per entrambi. Mi disse di non parlarne nemmeno più e si richiuse in bagno. Dopo una buona mezzora bussai per saper se era ancora arrabbiata e se era riuscita a farla. Mi disse di no e le chiesi se poteva uscire perché dovevo far pipì. Mi disse, lasciandomi di stucco, di entrare pure con lei dentro perché aveva ripensato a quello che le avevo proposto ed aveva deciso di provare. L’uccello mi diventò subito duro tanto che prima di aprire la porta del bagno mi sfilai i pantaloni e le mutande così da mostrargli subito l’erezione. Entrai e rimasi stupefatto. Mia sorella se ne stava a gambe larghe sul water e si stava masturbando. Mi disse che ripensando alla mia proposta si era eccitata e mi chiese di scusarla per la reazione precedente. Aveva una bellissima figa completamente depilata ed indossava solamente un paio di calze autoreggenti color carne. Mi disse che avevo un cazzo molto grosso e mi pregò di fare piano perché pur essendo già stata inculata molte volte, non aveva mai avuto l’occasione di farlo con un uccello come il mio. Glielo avvicinai alla bocca e gli chiesi di spompinarmi un po’ per lubrificarlo. Mentre lo faceva le ripetei le fasi del clistere e cioè che per poterle pisciare nel culo avrei dovuto prima sborrare, perché con il cazzo duro è un po’ difficile. Mi disse che aveva capito che funzionava così e che le stava bene. Mi sdraiai allora sul tappeto del bagno e le dissi di venirmi sopra per fare un 69, in modo tale che mentre lei mi bagnava l’uccello io avrei potuto leccarle la figa, per eccitarla ancor di più, e soprattutto inumidirle e dilatarle il buchetto per prepararla all’inculata. Io feci non pochi sforzi per evitare di sborrarle in bocca, tanta era la maestria che ci metteva e l’eccitazione che la situazione mi aveva dato. Quindi, dopo che lei ebbe avuto un paio di orgasmi, mi sfilai da sotto il suo corpo e lasciandola alla pecorina la inculai. Dapprima lentamente perché disse che le faceva un po’ male, ma quando vidi che il cazzo entrava tutto senza fatica e che lei gemeva di piacere, iniziai a pomparla velocemente mollando poi una sborrata paurosa proprio mentre lei godeva nuovamente. Rimasi dentro di lei iniziando a spingere per pisciare e dopo un tempo che a me sembrò interminabile ma che a lei era servito per continuare a sditalinarsi, riusciì a farla. Fu una pisciata lunga e tormentata perché lei stringeva in continuazione il buco del culo ma mi disse che era una sensazione bellissima sentirsi riempire di liquido caldo e, dopo un suo ennesimo orgasmo, glielo sfilai dal culo. Ormai senza alcun freno inibitore, le chiesi di non sedersi sul water ma di accovacciarsi nel box della doccia perché volevo vedere il risultato. Acconsentì a ciò e, dopo essersi girata verso di me mostrandomi la figa ed il buco del culo aperti, iniziò a spingere. Dapprima uscirono getti di pipì misti a sborra e poi fece capolino uno stronzo enorme, che lei, vista anche la dilatazione del suo culo, riuscì ad espellere con poca fatica. Quando ebbe terminato di farla e poi di pulire, mi disse che aveva funzionato e, guardando la mia nuova erezione, mi disse anche che avrei potuto chiederle quello che volevo. Le dissi se le andava di fare ancora un 69 e di farsi sborrare in bocca. Mi disse che a lei piaceva moltissimo bere la sborra e quindi ci rimettemmo sul tappeto. Quando io ero quasi al culmine dell’orgasmo mi chiese se poteva pisciare perché le sarebbe piaciuto darmi anche lei da bere. Le dissi di farla pure e come vidi i primi schizzi di pipì le mollai in bocca un’altra copiosa sborrata. Ci rialzammo esausti e mi disse che quello che era successo doveva restare un segreto tra me e lei e che se avessi voluto l’avremmo potuto rifare. Le chiesi allora se voleva uscire a cena fuori ma disse che preferiva restare a casa perché voleva essere chiavata anche nella figa. Cenammo quindi restando seminudi, io solo con una maglietta intima e lei con le autoreggenti ed una vestaglia trasparente. Finito di cenare mi misi sul divano con il cazzo in piena erezione ed in bella vista. Lei poco dopo mi si avvicinò e senza dire una parola si impalò sul mio uccello. Aveva la figa bagnatissima e mi disse che quanto era successo le aveva fatto perdere ogni ritegno nei miei confronti. Mentre la scopavo mi chiese di metterle un vibratore nel culo (l’aveva nei suoi bagagli perché quando era senza cazzo si trastullava con quello) perché voleva provare a sentirsi tutta piena. Andammo avanti per circa un’ora ed io alternavo il vibratore ed il mio uccello nella sua figa e nel suo buco del culo. Non so quanti orgasmi ebbe ed alla fine, quando proprio non ce la facevo più, me lo prese in bocca sino a che le sborrai nuovamente in gola. Il mattino successivo venne a svegliarmi e vedendo la mia erezione mattutina lo prese subito in bocca dicendomi che voleva ancora essere inculata e riempita di piscia. La accontentai subito ma le dissi che prima volevo vedere lei mentre pisciava con il mio cazzo piantato nel culo. Andammo nel bagno, per non bagnare in camera, mi sistemai sul tappeto, lei mi venne sopra e dopo essersi lubrificata il buchetto con i suoi stessi umori (era nuovamente bagnatissima) si inculò piantandoselo dentro sino alle palle. Si posizionò in maniera tale che la sua figa era rivolta verso la mia faccia ed iniziò a pisciare. I getti mi arrivarono sin quasi sul viso. Quando ebbe finito la misi sotto di me ed iniziai a pomparle il culo. Durai parecchio, viste anche le sborrate della sera precedente, ma lei lo volle tenere nel culo sino a che non sborrai. Mi rilassai e poi le pisciai nuovamente dentro. Da allora ho eletto il secondo canale di mia sorella a mio orinatoio personale e quando possiamo facciamo delle belle porcate con soddisfazione per entrambi.

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