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Genere orge

La moglie esibizionista


di Gianni

La mia storia ha dell'incredibile per le coincidenze venutesi a creare. Io mi reputo una persona normale, anche se con qualche desiderio sfizioso che di tanto in tanto di levo. A me piacciono regolarmente le donne e farci l'amore, tuttavia a volte mi piace anche osservare le coppie che fanno l'amore o donne nude in spiaggia mentre prendono la tintarella integrale e magari masturbarmi dietro un cespuglio. Ho sentito dire che persone come me sono dei guardoni, ma non facendo nulla di male in quanto si cerca il piacere con mezzi propri, non vedo il perché li si debba criticare. E poi se non ci fossero i guardoni, gli esibizionisti da chi dovrebbero farsi vedere?, vedete, ogni cosa ha sempre la sua controparte.
Sono di Siracusa  ma vivo a Roma per lavoro,  ho saputo di una spiaggia laziale nei pressi del Circeo si poteva prendere il sole nudi senza che nessuno ti dicesse nulla o ti molestasse, così una domenica mattina , assieme ad altri due amici, siamo partiti alla volta del Circeo. Giunti sul posto ci siamo incamminati per la spiaggia in cerca di quella giusta e dopo avere a lungo camminato, abbiamo visto sulla spiaggia delle persone che prendevano il sole tutte nude. Non c'erano ombrelloni né sdraio, soltanto i teli sulla sabbia, poi c'era una specie di chiosco dove si vendevano bibite, ma era un chiosco sgangherato fatto con pezzi di tavola e assi di diversa specie. Comunque ci fermammo in quanto pensammo che quello era il posto che cercavamo.
Ci sistemammo su un lato della spiaggia e mentre sorseggiavamo delle aranciate prese al chiosco, ammiravamo le bellezze della spiaggia. Il signore del chiosco, al quale avevamo chiesto notizie del posto, ci disse che nessuno veniva a disturbare (parlando delle forze di polizia) e nessuno dava fastidio agli altri, anche se ognuno faceva quello che ne aveva voglia.
Ci sentimmo fuori dal mondo tanto era incredibile ciò che vedevamo. Una coppia faceva l'amore tranquillamente in spiaggia e non erano poi neanche in disparte, erano al centro della spiaggia sopra il loro telo, tutti nudi a trombare come matti e c'era chi li stava a guardare, come noi. Altri erano sdraiati accanto alla coppia che scopava e mentre li guardavano si masturbavano.
Tutto quel trambusto aveva creato in noi un'eccitazione e mentre i miei due amici avevano preso a masturbarsi guardando i presenti, io mi limitavo a guardare semplicemente in quanto mi vergognavo di farlo davanti a tutti.
Ad un tratto fui attratto da una ragazza con i capelli nerissimi e lunghi che stava seduta su una sediolina tutta nuda e accanto a lei c'era una donna anziana, vesita, che leggeva un rotocalco. La ragazza era bellissima, aveva gli occhi scuri e la carnagione abbronzata in ogni sua parte. La guardavo e lei mi lanciava occhiate di sfida senza pudore, e senza distogliere il suo sguardo dal mio allargava le cosce mostrando la sua figa pelosa. Quando vedeva che gli occhi di qualcuno erano puntati su di lei, si toccava anche i capezzoli e si accarezzava la peluria del pube.
In me aveva provocato un'agitazione enorme ed un'attrazione tale da non riuscire a distogliere lo sguardo dal suo corpo.
Ad un certo punto vidi che la signora che stava seduta accanto a lei si alza per andare al chiosco. Immediatamente mi alzo anch'io portandomi accanto alla signora. Le chiesi permesso e le feci delle domande. Le dissi che quella ragazza con la quale lei stava qualche minuto prima mi attraeva molto e che non mi fosse dispiaciuto conoscerla per un eventuale passo. La donna capì che in effetti stavo parlando di sposarmela e quindi mi diede alcuni avvisi. Disse che quella donna era sua figlia, che non aveva altri difetti se non quello di mettersi nuda e farsi ammirare da chiunque. Risposi che non era un difetto quello, ogni persona vive e ragiona a modo proprio e finché non arreca del male, intendo fisicamente, agli altri, si è liberi di agire come meglio si crede e nel rispetto delle leggi. La donna mi disse che il fatto stava proprio in questo, e cioè che la figlia trasgrediva molto facilmente a quelle che erano le più elementari leggi del pudore pubblico. In casa se ne stava sempre nuda e quando usciva fuori in balcone ad innaffiare le piante lo faceva senza abiti addosso proprio per farsi vedere dagli altri. I vicini, appunto per questo suo modo di fare, l'avevano classificata come "puttana". Qui la povera donna si mise a piangere. Io cercai di consolarla, poi le dissi che ero davvero attratto dalla figlia e che avevo proprio voglia di conoscerla. Mi disse che l'avrebbe detto alla figlia e che mi avrebbe fatto un cenno nel caso questa fosse stata d'accordo.
Tornai a sedere e attesi il cenno della signora che dopo qualche minuto arrivò. Tremante sulle gambe mi diressi verso le due donne, mi presentai e mi sedetti accanto alla ragazza.
Da vicino faceva molta impressione. La sua bellezza era folgorante. Gli occhi erano quelli di una tigre o di una cerbiatta in calore.
Con molta cautela dissi che avrei voluto conoscerla meglio in quanto ero stato attratto dalla sua bellezza. Lei disse di essere una ragazza dai gusti difficili, che aveva molti difetti e capricci in testa e che era difficile per lei trovare un uomo che la capisse. Io cercai di dirle che avrei accettato qualunque cosa per di averla accanto, intanto sapevo dalla madre quali erano i suoi gusti e a me andavano molto bene. Poi pian piano la ragazza iniziò a dirmi ciò che lei pretendeva, non voleva ma pretendeva, dal suo eventuale marito, e cioè che lei doveva sentirsi libera di far quel che ne aveva voglia anche se era legata al marito per via del matrimonio, che non doveva dirle nulla del fatto che a lei piaceva stare nuda in casa e specialmente uscire in balcone nuda o se veniva qualcuno in casa lei non sarebbe stata costretta dal marito a coprirsi, e così via.
Io feci la faccia un po' pensierosa, poi le risposi che a me una donna come lei sarebbe andata bene nel caso in cui ogni decisione su qualsiasi cosa avrebbe dovuta essere presa da parte di entrambi e non da lei sola e che il piacere andava condiviso in coppia e non solo per lei. Poi le dissi anche che a me piaceva stare a guardare la mia futura moglie mentre prendeva il sole tutta nuda e gli altri che la guardavano. Si vede che con quella frase accesi in lei un qualcosa che la convinse, poi aggiunsi che se lei si fosse comportata come volevo io, le avrei fatto anche da scendi letto, cioè avrebbe potuto far qualsiasi cosa.
Era già quasi buio, ci scambiammo il numero di telefono (allora non c'erano cellulari) con l'intesa che ci saremmo incontrati una volta rientrati a Roma.
Al rientro a Roma fummo coinvolti in un incidente di tamponamento a catena, per fortuna non grave per le persone. Siamo stati trasportati in ospedale per un controllo e quando siamo stati dimessi in serata ci hanno anche dato le nostre borse da dove mancavano i soldi e qualcos'altro, evidentemente le persone che ci avevano soccorso oppure quelli dell'Aci ci avevano alleggerito. Tornato a casa cercai il biglietto con su il numero di telefono della ragazza, che tra l'altro non sapevo nemmeno come si chiamasse, ma non riuscii a trovar nulla.
Ero dispiaciuto al massimo. Altre volte andai in quella spiaggia per incontrarla ma non la rividi più. Per causa di forza maggiore dovetti cambiare abitazione (abitavo in un appartamento ammobiliato con altri ragazzi) andando ad abitare a Viterbo in quanto ero stato trasferito.
Vivevo da solo in un piccolo appartamentino che avevo acquistato, un bilocale con servizi, proprio perché ormai avevo pensato di trascorrere la mia vita da solo. Mai e poi mai avrei più trovato una ragazza come quella incontrata in spiaggia. Sentivo che forse una maledizione o il destino cattivo nei miei confronti: prima l'incidente che mi ha fatto perdere il numero telefonico della ragazza, poi il trasferimento che mi ha allontanato dalla sua città.
Qualche mese più tardi arrivò una nota ministeriale in ufficio dove veniva comunicata l'assunzione di un nuovo dipendente, era una donna.
Il primo del mese successivo si presentò in ufficio la neo assunta. Io, stando in segreteria nella gestione del personale, ero deputato a ricevere la neo assunta per fare il verbale di immissione in servizio, promessa solenne e ogni quant'altro.
Appena la neo collega si presentò nel mio ufficio, per poco non svenni. Era proprio quella ragazza che avevo conosciuto in spiaggia. Mi alzai, andai verso di lei barcollante, poi con le lacrime agli occhi le buttai le braccia al colle e lei fece altrettanto.
Chiusi la porta per evitare i commenti degli altri colleghi e tra le lacrime ci spiegammo reciprocamente. Lei mi disse che aveva più volte telefonato a quel numero ma che quando rispondevano non ero io, anche perché lei non chiedeva di me. E come avrebbe potuto dal momento che io per l'emozione mi ero dimenticato di dirle il mio nome? Tutte coincidenze, quelle, che ci hanno portato a non incontrarci.
Ma adesso eravamo nuovamente assieme ed entrambi ci siamo giurati eterno amore. Io parlai subito di matrimonio e lei mi disse subito di si. Ci sposammo quasi subito.
Quando uscivamo mia moglie faceva di tutto per mettersi in mostra ed io ne ero orgoglioso. Per i negozi faceva impazzire i commessi indossando camicette trasparenti sotto il soprabito mostrando loro le tette belle sode.
Un giorno le chiesi cosa ne pensasse di mostrarsi anche ai colleghi d'ufficio e lei mi rispose che ci aveva pensato ma che non sapeva come fare per non essere giudicata male e magari subire una punizione. Le dissi che poteva essere indiscreta e magari farsi vedere da un collega per volta.
Mia moglie non perse tempo. Il giorno dopo la vidi indossare il reggiseno, il reggicalze con le calze, la camicetta ricamata e una minigonna elasticizzata, ma senza le mutandine. Mi disse che si sarebbe messa in mostra ad Angelo, un bel ragazzo che aveva l'ufficio proprio accanto al mio.
Infatti la mattina seguente verso la pausa per il caffè, vidi mia moglie passare davanti al mio ufficio con due bicchierini monouso con del caffè dirigersi nell'ufficio di Angelo. Nel passare davanti al mio ufficio, mia moglie mi strizzò l'occhio facendomi capire che metteva in atto il suo piano.
Dopo circa due minuti mi alzai e approfittando del fatto che gli altri erano tutti al bar, mi posizionai dietro la porta dell'ufficio di Angelo che mia moglie aveva apposta lasciato socchiusa.
Da quella posizione potevo vedere ogni cosa. Angelo era seduto alla poltroncina della sua scrivania mentre mia moglie era seduta sopra la sua scrivania e mentre entrambi sorseggiavano il caffè, lei teneva un piede sul bracciolo della poltroncina ove era seduto Angelo e l'altro piede sul tavolo dattilo attaccato alla scrivania. In questo modo aveva le cosce completamente spalancate e la figa sbattuta proprio in faccia ad Angelo che beatamente se la godeva.
Dopo circa dieci minuti mia moglie si ricompose ed andò via. Tutte le mattine mia moglie andava da Angelo a farsi vedere la figa. A casa commentavamo ogni cosa ed io le chiesi come mai non fosse andata oltre. Mi rispose che ogni cosa voleva il suo tempo.
Qualche giorno dopo, infatti, vidi mia moglie sempre nella stessa posizione, ma stavolta la sua mini era tutta arrotolata fin su alla vita quindi da dove guardavo io le si vedeva anche il culo nudo poggiato sulla scrivania. Avena una mano tra le cosce e sicuramente si stava masturbando davanti ad Angelo. L'eccitazione per me era alle stelle ed a casa la trombai violentemente.
Un pomeriggio ci venne chiesto di fare dello straordinario. Naturalmente sia io che mia moglie accettammo così come Angelo e altri due colleghi.
Visto che di pomeriggio l'ufficio non era accessibile ad altre persone, mia moglie voleva mettersi tutta nuda a lavorare, ma non poteva. Per fortuna dopo circa un'ora i due colleghi andarono via in quanto avevano degli altri impegni, quindi rimanemmo in ufficio io, mia moglie ed Angelo. Approfittando di questo fatto e dopo esserci assicurati che non c'era nessun altro, andai a chiudere la porta d'ingresso dall'interno in modo da non essere sorpresi da qualcuno, quindi mia moglie mise in atto il suo piano. Si tolse i vestiti rimanendo con il reggiseno ed il reggicalze con le calze quindi andò a far delle fotocopie abbigliata in quel modo. Era eccitantissima, ma io volli renderla eccitante ancora di più andandole accanto e tirandole fuori le tette dal reggiseno spostando le coppe all'interno. In questo modo le si vedevano i capezzoli duri.
Mentre mia moglie era alla fotocopiatrice, andai da Angelo e gli dissi cortesemente di andare a farmi delle fotocopie. Angelo si avviò e appena vide mia moglie in quello stato rimase allibito. Io li guardavo entrambi e mi beavo di quella visione.
Ad un certo punto mia moglie, senza dire una parola, si avvicinò ad Angelo baciandolo sulle labbra. Dopo il bacio lei si inginocchiò davanti a lui e dopo avergli tirato fuori il cazzo glielo prese in bocca spompinandolo.
Si fece sborrare in bocca, poi lo prese per mano portandoselo in ufficio. Lì si mise sulla scrivania a cosce spalancate e si fece trombare. Io ero rimasto a guardarli e mentre guardavo mi masturbavo. Ho raggiunto due volte l'orgasmo e mai prima di allora avevo goduto così tanto e così intensamente.
Dopo quell'episodio con Angelo ne seguì un altro con Giulio, ma questa volta non in ufficio ed io ne rimasi deluso in quanto non mi era possibile assistere. Il fatto che lei mi raccontasse ciò che avevano fatto non mi soddisfaceva pienamente e così la volta successiva volli seguirli all'insaputa di Giulio.
Mia moglie era appena salita in macchina con Giulio e si erano avviati quando io li seguii con la mia macchina. Si diressero verso un punto poco frequentato dagli altri posteggiando sotto gli alberi a ridosso di un muro di cinta che recingeva la caserma dei Carabinieri. Io andai a posteggiare più avanti quindi tornai indietro per sopiarli. Li vidi da lontano in macchina con le teste vicine, segno che si stavano baciando poi, avvicinatomi alla macchina e coperto dal fusto di un albero, potevo vedere dentro cosa stesse succedendo. Mia moglie aveva la camicetta sbottonata e le tette di fuori mentre Giulio gliele palpava e stuzzicava i capezzoli, Giulio aveva il cazzo fuori e mia moglie glielo masturbava lentamente e nel frattempo si baciavano in bocca. Ad un certo punto Giulio staccò la sua bocca da quella di mia moglie e prendendola per la nuca la spinse sopra il suo cazzo facendoglielo infilare in bocca. Mia moglie iniziò a spompinarlo fino a farlo sborrare nella sua bocca.
Finita tale manovra mia moglie continuò a leccare il cazzo di Giulio fino a quando questi fu nuovamente dritto per poi impalarsi su di lui. Vedevo mia moglie andare su e giù mentre le sue tette sbattevano sul viso di Giulio che fotteva mia moglie incurante di sborrarle dentro. Dopo qualche istante vidi il viso di mia moglie contrarsi per lo spasimo del godimento ed anche lui che gridava per l'eiaculazione dentro la sua figa. Mi masturbai incurante di essere per strada, ma quando cercai di prendere un fazzolettino di carta mi accorsi che a fianco a me, poco più dietro, c'erano altri due uomini che stavano facendo quello che avevo fatto io. Li guardai entrambi e mi dissero che quella donna era proprio fantastica e che non era la prima volta che venivano a masturbarsi in quel posto, forse doveva essere una puttana dal momento che l'avevano vista più di una volta ma con persone diverse.
Mentre ci allontanavamo svelai loro il mistero. Dissi che quella donna non era una puttana ma era una donna che le piaceva scopare. Infine dissi loro che quella era mia moglie e che a me piaceva vederle fare l'amore con altri uomini. I due mi guardarono forse increduli poi, salutandomi, si allontanarono.
A casa trombai nuovamente mia moglie dicendole un sacco di parolacce che a lei piacciono molto.
Per la fine dell'anno invitammo a casa nostra dei colleghi per festeggiare insieme il nuovo anno. D'accordo con mia moglie invitammo, oltre ad Angelo e Giulio, altri due colleghi scapoli, facendo creder loro di avere invitato anche altri colleghi con le loro rispettive mogli. Il fatto era che non doveva esserci nessun'altra donna oltre mia moglie. Così quando arrivarono gli ospiti dicemmo loro che gli altri colleghi non sarebbero venuti a causa di un improvviso impegno.
Avevamo fatto arrivare tutta la roba da mangiare da un negozio di gastronomia molto attrezzato, quindi non dovevamo preparare nulla.
Eravamo in cinque uomini e una donna. Naturalmente Angelo e Giulio avevano già fatto l'amore con mia moglie anche se soltanto Angelo era a conoscenza della mia consapevolezza, mentre Lucio e Nicola erano dei colleghi del piano di sopra e soprattutto erano gli unici scapoli.
Mia moglie indossava una vestaglia poi disse agli ospiti che doveva andarsi a mettere il vestito sparendo in camera da letto.
La saletta non era molto grande, ma ci si stava bene. Non avevamo stabilito nessun tipo di vestito quindi ognuno poteva vestirsi come ne aveva voglia. Lucio e Nicola indossavano dei normalissimi jeans mentre Angelo aveva un vestito tipo cow boy e Giulio indossava un mantello nero sopra i suoi abiti normali, dicendoci che era il mantello di Mandrake.
All'improvviso spuntò mia moglie vestita da odalisca. Il bolerino corto che le arrivava appena sotto le tette, aperto davanti ma con i lembi superiori uniti da un laccetto, il pantalone che lasciava scoperto l'ombellico e che le arrivava alle caviglie. Tutti il vestito era bordato con nastro oro. Ma la cosa più bella era che il vestito era il velo trasparente quindi mia moglie praticamente era nuda. Però quel vestivo la rendeva ancora più eccitante. Iniziammo a cenare e dopo la mezzanotte iniziammo le danze. Gli occhi degli altri erano puntati sul corpo di mia moglie che dopo aver riscaldato l'ambiente con abbondante spumante non nascondeva il suo corpo a nessuno. Infatti mentre si ballava la solita danza brasiliana si tolse il bolerino mostrando le tette nude e po anche i pantaloni rimanendo nuda completamente. A questo punto gli altri si elettrizzarono, ma fu sempre mia moglie a prendere l'iniziativa. Chiese ad Angelo, vestito da cow boy, a fargli vedere il suo pistolone, poi a Mandrake chiese di far spuntare da sotto il mantello il suo grosso cazzone.
Ben presto mia moglie si ritrovò per terra sul tappeto attorniata da quattro uomini nudi con il cazzo in tiro e mentre loro se la fottevano io mi masturbavo guardandoli. Chi la scopava nella figa, chi nel culo, chi in bocca, e dopo si davano il cambio. Alla fine della festa mia moglie era piena di sborra in tutte le parti.
In ufficio adesso è come se mia moglie avesse cinque mariti, Angelo, Giulio, Lucio e Nicola si dimostrano sempre cortesi con lei.
Marito cornuto contento.

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