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Genere prime Fisting con la sconosciutadi IL POETA
Con la scusa di vendere prodotti per la casa ella entrò , era bellissima , giovane , mora e anche simpatica , ne rimasi subito affascinato per il suo modo di fare raffinato e gentile ; fù amore a prima vista . Ci accomodammo sul divano e rimasi ad ascoltarla per un po’ , poi, come in preda ad un istinto irrefrenabile mi avvicinai e non riuscii a fermare la mia mano che si posò sulle sue cosce levigate , la fissai negl’occhi e lei mi fissò , sentii scorrere nelle vene il desiderio di averla a tutti i costi , allungai ancora la mano fino al termine delle calze autoreggenti e sentii la pelle vellutata dell’interno coscia appena sotto alla sua micia , era caldissima , sentii il pizzo leggero delle mutandine , la accarezzai delicatamente per meglio gustare quella sensazione paradisiaca , lei mi guardava con un sorriso appena accennato intenta a gustare anch’ella la piacevole carezza intima , poi con fare lieve le scostai il pizzo e insinuai le mie dita fra la sua peluria lanugginosa , chiusi gli occhi per godere appieno del morbido sentore , più in alto il suo ventre era piatto e la pelle liscia e vellutata , morbida ma soda come solo la carne giovane sa essere , mi faceva tornare indietro nel tempo quando averla tra le mani era normale , tanto da non apprezzarne l’importanza , quindi , con sacralità gli afferrai gli slip e zigzagando sui suoi
fianchi armoniosi li feci scorrere sulle sue cosce fino alle caviglie da puledra di razza e infine li tolsi , annusai l’odore del cotone intriso dal profumo del suo corpo , lo inspirai inebriandomi. Tutto di lei era mistico , la perfezione del suo giovane fisico era pressochè totale , i suoi fianchi tondi formavano una parabola perfetta la cui linea continuava fino alle ginocchia nervose interrompendosi per poi finire sui polpacci slanciati e terminare su piedi da gazzella che sapientemente teneva come in disparte , con pudicità. Con le mani gli schiusi le cosce , la gonna salì oltre i fianchi scoprendo la micia superbamente rasata del superfluo ma con quel tocco naturale di femminilità che fà la differenza tra volgare e sexy ,con adorazione posi il mio viso sulla topina e finalmente potei assaporare la fragranza dei suoi umori affondando la lingua in quel magico pertugio , la sentivo fremere , le sue dita si posarono sulla mia nuca infilandosi fra i capelli , le titillai il clitoride e lo succhiai come un neonato succhia il capezzolo della mamma , lei stringeva e rilassava i muscoli delle coscie avvertendo ogni mio pur piccolo movimento di lingua , emise sospiri lievi ma profondi gustando appieno il momento , intanto con una mano ero salito fino al seno contenuto in una coppa di seta , era marmo con il capezzolo ritto come una torre , riempiva completamente il palmo e lo palpai con rispetto , aumentai il vigore dei miei baci alla sua micia e la sentii mugolare sempre più vivacemente fino al suo primo orgasmo che avvertii dalla stretta delle sue cosce e dalle sue mani che si aggrapparono ai miei capelli trattenendo il capo sulla sua topina che pulsava di vita e di piacere . Rimase per alcuni attimi con gli occhi chiusi fino allo smettere delle contrazioni vaginali poi mi invitò a sedere sul divano dove lei era , si inginocchiò davanti a me e prese ad armeggiare sulla patta dei miei calzoni , slacciò con calma e maestria i bottoni dei jeans , li calò e furtivamente , col sorriso sulle labbra , estrasse con dolcezza il mio cazzo duro come l’acciaio con una mano , l’altra la posò sulle palle e con le unghie leggermente lunghe cominciò a palparle , io ero al settimo cielo ma non riesco a descrivere il momento ancora più sublime di quando lo accolse nella sua bocca di fata , sentii il calore invadere il mio corpo , le sue labbra erano velluto , la lingua una piacevole frusta , vidi gli angeli , prati in fiore , montagne di nuvole candide come neve appena scesa e il tempo si fermò…. , avevo il respiro affannoso e seguivo il ritmo dei suoi baci sempre più arditi e prolungati , la mia asta scompariva nella sua bocca per poi riemergere lucida e purpurea , amava torturarmi affondando i suoi denti con moderatezza regalandomi intense sensazioni di piacere e cercava il mio sguardo come a voler partecipare al mio oblio , aveva un’espressione furbetta come una bambina che sa di aver trasgredito ma che sfida chi gli ha imposto le regole , mi ricordo solo i suoi occhi chiari scavare nei miei poi un orgasmo intenso e fiotti di sborra che lei bevette avidamente ripulendomi il cazzo con cura certosina . Mara apparve di colpo , essendosi appena svegliata dalla pennichella pomeridiana , era praticamente nuda , solo le mutandine le coprivano a malapena la topona , ci scrutò un attimo e senza pensarci più di tanto si avvicinò a lei e la baciò sulla bocca inserendo la lingua come a voler succhiare l’ultima goccia di sperma rimasta , rimasi di stucco , non avrei mai pensato che Mara potesse fare una simile cosa , vergognosa come’è , invece non fù che l’inizio . Dopo averla baciata a lungo prese a palparla dappertutto , ispezionandola per bene , dove metteva le mani poi , leccava e assaporava con la bocca , lei si era sdraiata sul tappeto e Mara le succhiava la topa in posizione pecoreccia lasciando il suo culo per aria in posizione invitante , mi alzai dal divano e mi misi dietro a Mara ,le scostai le mutandine dalle chiappone e mi tuffai , era bagnatissima ,cominciai a stuzzicarle il buchetto infilando prima uno e poi via via il secondo dito sovrapponendolo al primo , all’inizio il foro opponeva un po’ di resistenza e Mara lasciava sfuggire piccoli lamenti , allora li sfilavo dal culo e li bagnavo in figa , quindi li inserivo di nuovo in culo belli unti penetrandolo con facilità , con ritmo la infilai fino a che il suo orifizio si rilasso , entrare in lei era semplicissimo , il buco rimaneva quasi aperto anche senza dita , allora bagnai l’indice ed il medio dell’altra mano ed in coppia li ficcai nel buco , Mara li accolse senza tante storie , cercai allora di divaricare e piano piano il suo culo si aprì creando una voragine rossastra di enormi dimensioni , più tenevo divaricato più tendeva ad aprirsi finchè la tentazione fù più forte di me , unii le quattro dita della mano destra e dopo averle insalivate abbondantemente le diressi verso il buco dilatato e spinsi dentro i primi centimetri delle dita , adattai il buco ruotando il polso , aprii le dita per divaricare bene e vedendo che l’operazione funzionava spinsi ulteriormente la mano e la sentii risucchiata dal culo di Mara che ebbe un sussulto di stupore ed emise un lamento prolungato, la mano era completamente dentro di lei , sentivo il suo calore intorno e le sue viscere , le potevo toccare , lentamente iniziai a muovermi , lo spazio si ampliava sempre di più fino a che non serrai la mano dentro di lei facendo il pugno , in questo modo avevo più spazio in profondità e cominciai a stantuffarla ,Mara smise di leccare la ragazza dedicandosi tutta a me , ansimava fortemente gustandosi la mano nel culo che la stava sconquassando sempre più vigorosamente , riuscivo a far scorrere la mano per 10 centimetri e Mara sembrava impazzita , godeva e mugolava come una porca assatanata , la ragazza intanto si sditalinava animatamente , poco dopo sentii i muscoli dello sfintere contrarsi più volte e Mara si accasciò al suolo tra fremiti violenti e mugolii disumani, io rallentai fino a fermarmi e sfilai la mano il più dolcemente possibile lasciando il suo culo aperto e slabbrato e gliela feci leccare , la ripulì per bene , il respiro lentamente si normalizzò e il suo culo si richiuse , riprese le misure iniziali , a gattoni si avvicinò alla ragazza che stava masturbandosi e cominciò a leccarle la figa avidamente , mordeva voracemente le grandi labbra e intrufolava le dita in quel magico pertugio che si offriva sempre più accogliente , la mano affondò dolcemente fino al polso tra i sospiri della giovane che beatamente ne assaporava il piacere , con delicatezza affondava e ritraeva la mano bagnata dei liquidi vaginali , poi , accostò l’altra alla prima e lentamente insinuò la prima parte delle dita , spinse piano piano lasciando alla passera il tempo di allargarsi fino a penetrarla doppiamente , la ragazza si contorceva sensualmente assecondando Mara dentro fino ai polsi , era talmente elastica che sembrava naturale l’intrusione delle mani , a quel punto si ripetè la scena precedente , Mara era a pecora con tutto il suo ben di Dio per aria , mi si accese la fantasia e presi la prima cosa che mi capitò per le mani , sul tavolino c’era una grossa candela mangiafumo , aveva una circonferenza di circa 22 centimetri e un diametro di 7 in punta , poi si allargava alla base di altri 3 centimetri di diametro , una cosa enorme , la insalivai al massimo e la puntai sulla sorca di Mara sbrodolante , con spinte energiche gliela ficcai inesorabilmente in figa che si allargò a fatica fino a contenerla , vidi sul viso un’espressione di dolore , alcune lacrime le scesero dal viso , era grosso da paura il cero ma non si tirò indietro , anzi , spingeva le mani nella topa della ragazza e rinculava per accoglierlo il più possibile nella sua fregna sbrodolante , gemiti di piacere uscivano da entrambe le bocche delle due donne , Mara in particolare era in preda al piacere più intenso ,mi incitava a sfondarle la figa con parole mai uscite dalla sua bocca , era veramente fuori di sé , il palo che la squartava le provocava fremiti pazzeschi e il suo corpo era indiavolato , presi allora una bottiglia di liquore notevolmente più grossa che era nella parte sottostante al tavolino del salotto , sfilai il cero e la inserii dalla parte del fondo , la bottiglia con fatica entrò in Mara allargandogli a dismisura la topona che si richiuse su di essa lasciando fuori solo il collo che tenevo ben saldo tra le mani , lei stralunò gli occhi e lanciò un grido di dolore ma subito riprese a godere con la sua figa piena , e mentre ravanavo le avvicinai il mio cazzo al culo e con un colpo secco la penetrai fino ai coglioni , nulla ormai la scomponeva , continuò a rantolare ferocemente fino a che nessuno dei tre riuscì a trattenersi da un orgasmo violentissimo e prolungato , Mara godette così violentemente che espulse la bottiglia con un botto impressionante slabbrandosi la topa che rimase aperta come una galleria , la ragazza tremò dal piacere per diverso tempo dimenandosi come un’invasata ed io sborrai nel culo di Mara riempiendola , sbavammo sul tappeto esausti ed appagati fino a che il sonno si impadronì di noi e delle nostre più recondite fantasie. Tre ore dopo ci risvegliammo , la ragazza se ne era andata lasciando come ricordo il suo reggiseno di seta e un grazie scritto col rossetto sul vetro del tavolino , ci guardammo e sorridemmo felici.
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