9 anni fa
non ci sono se e non ci sono ma, il termine zona di conforto lo possiamo mettere su un insegna di un rifugio di montagna dove ti fai un grappino e le uova fritte sulle patatine per cui arriviamo alla conclusione che la zona di conforto e un ristorante.
nelle intenzioni di chi ha aperto il post c e' l accezione che normalmente si usa per la confort zone, cioe una situazione individuale sicura che ,a fronte di pochi pericoli ti da altrettante poche emozioni!
la c.z di una moglie insoddisfatta e' la non decisione di chiudere il rapporto per i figli, la c.z. di un area manager e' rifiutare un aumento di stipendio a fronte di nuove zone di lavoro e bla bla bla !
ora possiamo parlare di questo o vogliamo fare il tema- come hai passato le tue vacanze?-
nelle intenzioni di chi ha aperto il post c e' l accezione che normalmente si usa per la confort zone, cioe una situazione individuale sicura che ,a fronte di pochi pericoli ti da altrettante poche emozioni!
la c.z di una moglie insoddisfatta e' la non decisione di chiudere il rapporto per i figli, la c.z. di un area manager e' rifiutare un aumento di stipendio a fronte di nuove zone di lavoro e bla bla bla !
ora possiamo parlare di questo o vogliamo fare il tema- come hai passato le tue vacanze?-
9 anni fa
certo, del resto e un termine generico che si presta ma...diciamo che, per lavoro, su 10 volte che lo ho sentito 9 era per tirare fuori un asino dalla stalla.... a me non l hanno mai detto, avro' cambiato 30 case da quando so nato!!!Quotato da Guardami,@mishaemasha
La genesi del concetto è senz'altro legata alla crescente necessità di gestire cambiamenti, anche professionali. Questo però, come ha detto anche @paulfrancy, non significa che quello di "comfort zone" sia un concetto sbagliat [...]
9 anni fa
"I'm so comfortably numb....." 😎
9 anni fa
ahahaha non avevo dubbi che fossi una pensatrice cara (si scherza) 💋Quotato da charlize,si ma manco prendendosi in giro alessio eh....se tu mi dici che hai esperienze con uomini ... io ti posso dire che sei etero ma ti prenderei per i fondelli. poi se conta più il detto del pensato. vorrà dire che penso e basta ahahhah 💋
prima bisogna [...]
molti direbbero che la necessità di classificare tutto sia la "tua" comfort zone, in cui ti rifugi...assegnando una targhetta a tutto e tutti ti senti sicura di ciò che fai. Ne consegue che le tue scelte dipendano esclusivamente da ciò ed in esse trovi la tua tranquillità... (non ti conosco e non so se ciò sia vero o falso - ponevo un esempio personalizzato).
Ma in realtà il concetto di comfort zone è molto labile e si presta facilmente a interpretazioni pro (un bel luogo dove dar rifugio alle nostre certezze e rintanarci quando non conosciamo qualcosa) e contro (una inesorabile prigione fatta di solo apparenti certezze...) dipende da tante impostazioni personali che andrebbero scandagliate... per quello nel mio primo intervento, pur apprezzando pierepatty per voler discuterne, invitavo ad andarci piano con certi accostamenti.... parliamo da un lato il mondo del management, dall'altro il mondo del sesso... avvicinabili, assimilabili quanto volete, ma pur sempre diversi tra di loro
9 anni fa
"Solo all'interno di quella zona possiamo comportarci con naturalezza, le cose ci vengono facili"(Guardami).
La mia "comfort zone " è un po' così, è una condizione di assoluta spontaneità, senza le naturali difese che si hanno in ambienti ostili, è uno spazio/tempo condiviso dove si è, e dove non ci importa di apparire diversamente.
La posso trovare in una serata con gli amici o in una passeggiata notturna in città ed anche in tante altre occasioni.
La mia "comfort zone " è un po' così, è una condizione di assoluta spontaneità, senza le naturali difese che si hanno in ambienti ostili, è uno spazio/tempo condiviso dove si è, e dove non ci importa di apparire diversamente.
La posso trovare in una serata con gli amici o in una passeggiata notturna in città ed anche in tante altre occasioni.
9 anni fa
i pro e i contro non snaturano il concetto della c.z. sono insiti tutti e due nello stesso stato mentale, ce chi evade da quella zona e chi no!Quotato da alessiocince,ahahaha non avevo dubbi che fossi una pensatrice cara (si scherza) 💋Quotato da charlize,si ma manco prendendosi in giro alessio eh....se tu mi dici che hai esperienze con uomini ... io ti posso dire che sei etero ma ti prenderei per i fondelli. poi se conta più il detto del pensato. vorrà dire che penso e basta ahahhah 💋
prima bisogna [...]
molti direbbero che la necessità di classificare tutto sia la "tua" comfort zone, in cui ti rifugi...assegnando una targhetta a tutto e tutti ti senti sicura di ciò che fai. Ne consegue che le tue scelte dipendano esclusivamente da ciò ed in esse trovi la tua tranquillità... (non ti conosco e non so se ciò sia vero o falso - ponevo un esempio personalizzato).
Ma in realtà il concetto di comfort zone è molto labile e si presta facilmente a interpretazioni pro (un bel luogo dove dar rifugio alle nostre certezze e rintanarci quando non conosciamo qualcosa) e contro (una inesorabile prigione fatta di solo apparenti certezze...) dipende da tante impostazioni personali che andrebbero scandagliate... per quello nel mio primo intervento, pur apprezzando pierepatty per voler discuterne, invitavo ad andarci piano con certi accostamenti.... parliamo da un lato il mondo del management, dall'altro il mondo del sesso... avvicinabili, assimilabili quanto volete, ma pur sempre diversi tra di loro
e a volte si fanno danni agli altri sia agendo che non ....bisogna essere bravi in tutti e due i casi!!
9 anni fa
Quotato da Guardami,@mishaemasha
La genesi del concetto è senz'altro legata alla crescente necessità di gestire cambiamenti, anche professionali. Questo però, come ha detto anche @paulfrancy, non significa che quello di "comfort zone" sia un concetto sbagliat [...]
esattamente, mannaggia devo quotarti!!! 🙂
9 anni fa
Infatti, tesorino, è proprio così. Parlando di consulenti del lavoro mi vengono in mente quei venditori di fumo che sentenziano -a prezzi astronomici- che per incrementare il fatturato di un'azienda che fattura 800.000 euro l'anno bisognerebbe investirne 200.000 in pubblicità sui media, ma principalmente in tv. Grazia, Graziella & Grazie, è necessario spendere un sacco di soldi per saperlo?Quotato da emmegei,Non si tratta solo di muoversi per avere la vita un po'più movimentata. Spesso si tratta di esigenze che spingono ad uscire dal guscio ma solo chi ci è abituato può prenderla nel modo giusto. Per molti allargare la zona è fonte di stress che può portare al fallimento dell'impresa con relativo restringimento dell'attuale c.z.Quotato da mishaemasha,non ci sono se e non ci sono ma, il termine zona di conforto lo possiamo mettere su un insegna di un rifugio di montagna dove ti fai un grappino e le uova fritte sulle patatine per cui arriviamo alla conclusione che la zona di conforto e un ristorant [...]
Per questo bisognerebbe abituarsi ad allargare progressivamente la nostra zona proprio per non abituarsi troppo e cedere all'apatia.
Chi ne capisce sa che gli investimenti pubblicitari non possono superare (mi allargo) il 4-5% del fatturato annuo, a meno che non si decida un lancio di qualche marchio, ma quello è un altro discorso.
Ora, a parte che con 200.000 euro in tv sei pressoché invisibile e che la cifra per quella piccola azienda rappresenta la folle percentuale del 25%, questi sono gli stessi coglioni che ancora non hanno capito -o fanno finta? Fanno finta- che siamo tutti differenti. C'è chi sotto pressione lavora meglio e chi, al contrario, va nel pallone ed addirittura abbassa di parecchio il rendimento. Occorre "personalizzare".
Non trovo scandaloso quindi che chicchessia rimanga dentro la sua bolla per tutelarsi al meglio, a patto che sia una "bolla mobile" che sappia cioè evolversi, come ho dello nel mio primo post, senza accontentarsi dei risultati raggiunti ma mettendosi continuamente in discussione, per restare al passo con i tempi. Vale nella vita, vale nella trasgressione. Ma che palline quest'ultima oh, sta sempre in mezzo! 😋
Pallina
9 anni fa
Ringrazio tutti per i costruttivi e interessanti interventi, che hanno gradevolmente ampliato il thread, con riferimenti a molte situazioni della società umana.
Tutto interessante e affascinante.
Tuttavia l'eccessivo ampliamento comporta disperdere l'argomento in mille interessanti situazioni, ma anche poco attinenti con un forum sessuale!
Pur non volendo tarpare le ali a nessuno! Mi piacerebbe che la situazione "confort zone" fosse focalizzata alla sfera sessuale, erotica o similare!
Grazie Pier
Tutto interessante e affascinante.
Tuttavia l'eccessivo ampliamento comporta disperdere l'argomento in mille interessanti situazioni, ma anche poco attinenti con un forum sessuale!
Pur non volendo tarpare le ali a nessuno! Mi piacerebbe che la situazione "confort zone" fosse focalizzata alla sfera sessuale, erotica o similare!
Grazie Pier
9 anni fa
perdonerete la pubblicità ad un libro divertentissimo, ma è più un consiglio che un invito a leggere questo...Quotato da charlize,nessuna necessità di classificare. se vedo passare una lince (cosi sgombriamo le gazzelle) dico toh una lince... e se vedo passare un gatto dico toh un gatto. mica è colpa mia se mi imbatto in gatti che pensano di essere una lince .... ufff 💋 💋 💋 💋Quotato da alessiocince,ahahaha non avevo dubbi che fossi una pensatrice cara (si scherza) 💋Quotato da charlize,si ma manco prendendosi in giro alessio eh....se tu mi dici che hai esperienze con uomini ... io ti posso dire che sei etero ma ti prenderei per i fondelli. poi se conta più il detto del pensato. vorrà dire che penso e basta ahahhah 💋
prima bisogna [...]
molti direbbero che la necessità di classificare tutto sia la "tua" comfort zone, in cui ti rifugi...assegnando una targhetta a tutto e tutti ti senti sicura di ciò che fai. Ne consegue che le tue scelte dipendano esclusivamente da ciò ed in esse trovi la tua tranquillità... (non ti conosco e non so se ciò sia vero o falso - ponevo un esempio personalizzato).
Ma in realtà il concetto di comfort zone è molto labile e si presta facilmente a interpretazioni pro (un bel luogo dove dar rifugio alle nostre certezze e rintanarci quando non conosciamo qualcosa) e contro (una inesorabile prigione fatta di solo apparenti certezze...) dipende da tante impostazioni personali che andrebbero scandagliate... per quello nel mio primo intervento, pur apprezzando pierepatty per voler discuterne, invitavo ad andarci piano con certi accostamenti.... parliamo da un lato il mondo del management, dall'altro il mondo del sesso... avvicinabili, assimilabili quanto volete, ma pur sempre diversi tra di loro
a proposito rilancio con te....magari una comfort zone può essere non ammettere a se stessi la propria natura... e di conseguenza urtarsi se altri la riscontrano...perché venendo allo scoperto sia verso se stessi che verso...terzi si esce dalla zona suddetta e si devono affrontare conflitti interiori nella presa d'atto di come si è.
gli uomini singoli che mi frequentano sono tutti per lo più sposati o fidanzati....e continuano quasi tutti a sostenere di essere etero perché legati a donne nella vita e io sarei una parentesi trasgressiva... ergo pensano di fare qualcosa che non è nella loro natura.... non riconoscono la loro bisessualità e spesso è pure un motivo di allentamento dei sensi di colpa...verso le compagne....(ok faccio qualcosa di nascosto.....ma non nascondo la mia bisessualità alla compagna...dato che mi convinco di non essere bisessuale non gli sto mentendo sulla mia natura..... ) quindi non escono nella loro testa dalla comfort zone.

come già altri utenti hanno detto la C.Z. personale varia per ampiezza ed anzi cercare di ampliarla gradualmente serve proprio a non restare imprigionato in essa, spostando sempre poco più in la il proprio limite gradualmente (ad esempio anche sessualmente) fin dove si ritiene di non trovare un limite cardine, fin dove il nostro ego trova appunto conforto... volendo uscire da essa per il solo gusto di trasgredire di sembrare anticonvenzionali ecc.. rischia solo di far danni a se stessi e ad altri (come sostiene @mishaemasha )
9 anni fa
ok detto fatto, per la sfera sessuale personalmente non ho mai avuto un millimetro di confort zone, nel senso che non avrei paura di bere uno spritz nemmeno con un venusiano gay....qualcuno venisse a parlare con masha piuttosto!.. 💋Quotato da pierpatty6151,Ringrazio tutti per i costruttivi e interessanti interventi, che hanno gradevolmente ampliato il thread, con riferimenti a molte situazioni della società umana.
Tutto interessante e affascinante.
Tuttavia l'eccessivo ampliamento comporta d [...]
.niente battute sul piutosto grazie 🙂
9 anni fa
" normalmente si usa la confort zone, cioè una situazione individuale sicura, che a fronte di pochi pericoli ti da altrettante poche emozioni!"Quotato da charlize,sembra un intervento a sostegno della mia tesi però 😄 💋Quotato da pifferodolce,...si molto bello è interessante .il libro ...letto anni fa .....!!!Quotato da alessiocince,perdonerete la pubblicità ad un libro divertentissimo, ma è più un consiglio che un invito a leggere questo...Quotato da charlize,nessuna necessità di classificare. se vedo passare una lince (cosi sgombriamo le gazzelle) dico toh una lince... e se vedo passare un gatto dico toh un gatto. mica è colpa mia se mi imbatto in gatti che pensano di essere una lince .... ufff 💋 💋 💋 💋Quotato da alessiocince,ahahaha non avevo dubbi che fossi una pensatrice cara (si scherza) 💋Quotato da charlize,si ma manco prendendosi in giro alessio eh....se tu mi dici che hai esperienze con uomini ... io ti posso dire che sei etero ma ti prenderei per i fondelli. poi se conta più il detto del pensato. vorrà dire che penso e basta ahahhah 💋
prima bisogna [...]
molti direbbero che la necessità di classificare tutto sia la "tua" comfort zone, in cui ti rifugi...assegnando una targhetta a tutto e tutti ti senti sicura di ciò che fai. Ne consegue che le tue scelte dipendano esclusivamente da ciò ed in esse trovi la tua tranquillità... (non ti conosco e non so se ciò sia vero o falso - ponevo un esempio personalizzato).
Ma in realtà il concetto di comfort zone è molto labile e si presta facilmente a interpretazioni pro (un bel luogo dove dar rifugio alle nostre certezze e rintanarci quando non conosciamo qualcosa) e contro (una inesorabile prigione fatta di solo apparenti certezze...) dipende da tante impostazioni personali che andrebbero scandagliate... per quello nel mio primo intervento, pur apprezzando pierepatty per voler discuterne, invitavo ad andarci piano con certi accostamenti.... parliamo da un lato il mondo del management, dall'altro il mondo del sesso... avvicinabili, assimilabili quanto volete, ma pur sempre diversi tra di loro
a proposito rilancio con te....magari una comfort zone può essere non ammettere a se stessi la propria natura... e di conseguenza urtarsi se altri la riscontrano...perché venendo allo scoperto sia verso se stessi che verso...terzi si esce dalla zona suddetta e si devono affrontare conflitti interiori nella presa d'atto di come si è.
gli uomini singoli che mi frequentano sono tutti per lo più sposati o fidanzati....e continuano quasi tutti a sostenere di essere etero perché legati a donne nella vita e io sarei una parentesi trasgressiva... ergo pensano di fare qualcosa che non è nella loro natura.... non riconoscono la loro bisessualità e spesso è pure un motivo di allentamento dei sensi di colpa...verso le compagne....(ok faccio qualcosa di nascosto.....ma non nascondo la mia bisessualità alla compagna...dato che mi convinco di non essere bisessuale non gli sto mentendo sulla mia natura..... ) quindi non escono nella loro testa dalla comfort zone.
come già altri utenti hanno detto la C.Z. personale varia per ampiezza ed anzi cercare di ampliarla gradualmente serve proprio a non restare imprigionato in essa, spostando sempre poco più in la il proprio limite gradualmente (ad esempio anche sessualmente) fin dove si ritiene di non trovare un limite cardine, fin dove il nostro ego trova appunto conforto... volendo uscire da essa per il solo gusto di trasgredire di sembrare anticonvenzionali ecc.. rischia solo di far danni a se stessi e ad altri (come sostiene @mishaemasha )
l'idea banalizzata della c.z. è questa...non credo possa rientrare nell'esempio che hai fatto te di un marito che tradisce una moglie con con una trans... quello sembra più un "occhio non vede cuore non duole"... un pochino diverso 😄
ma è tutto talmente personalizzabile che non nego possa accadere. Ma in quel caso la vera natura da comfort zone quale sarebbe: l'uomo con la moglie o l'uomo con la trans?.... nella comfort zone, ansie zero, dubbi pochi 😄
9 anni fa
In molti interventi si è provato a identificare la confort zone come un qualcosa facilmente malleabile e adattabile alla volontà del soggetto!
Purtroppo non è così!
La confort zona è un "insieme di memorizzazioni", influenzate da istruzione, educazione, esperienze, e quanto altro che nel tempo hanno contribuito alla formazione della mentalità del soggetto.
Questo insieme di memorizzazioni se sollecitate da input esterni, provocano in automatico sensazioni di disagio, di serenità, di ansietà, di eccitazioni, e quanto altro. In definitiva è un sistema di segnalazione.
Mi spiego meglio:
Se la sig.ra "Maria" incontra un bel giovanotto con gli occhi accattivanti, probabilmente ne sarà attratta, ma si sentirà anche a disagio. Ed essendo sposata con figli, sente un forte riluttanza per la situazione. Per questo, con molta probabilità, lascia andare l'occasione di una gratificante ora di sesso!
Se il sig. " Mario" riceve avance da una carinissima "Trans", probabilmente scambiandola per una vera "gran fica". La invita per un aperitivo. Purtroppo se durante la serata, rendendosi conto che essa non è una "donna vera", diventerà ansioso. Sia per il disguido, sia per non conoscere la situazione sessuale che vivrebbe con una Trans.
Queste diversissime sensazioni avvengono in automatico, pur essendo provocate da differenti Confort zone.
In effetti, sono sempre più convinto che la Confort Zone, nell'ambito "sessualerotico", sia una gran fregatura . Facendo sfumare goduriose occasioni, che iniziano e finiscono nell'arco di poche ore, lasciando solo bei ricordi e anche gratificante autostima!
Pier
Purtroppo non è così!
La confort zona è un "insieme di memorizzazioni", influenzate da istruzione, educazione, esperienze, e quanto altro che nel tempo hanno contribuito alla formazione della mentalità del soggetto.
Questo insieme di memorizzazioni se sollecitate da input esterni, provocano in automatico sensazioni di disagio, di serenità, di ansietà, di eccitazioni, e quanto altro. In definitiva è un sistema di segnalazione.
Mi spiego meglio:
Se la sig.ra "Maria" incontra un bel giovanotto con gli occhi accattivanti, probabilmente ne sarà attratta, ma si sentirà anche a disagio. Ed essendo sposata con figli, sente un forte riluttanza per la situazione. Per questo, con molta probabilità, lascia andare l'occasione di una gratificante ora di sesso!
Se il sig. " Mario" riceve avance da una carinissima "Trans", probabilmente scambiandola per una vera "gran fica". La invita per un aperitivo. Purtroppo se durante la serata, rendendosi conto che essa non è una "donna vera", diventerà ansioso. Sia per il disguido, sia per non conoscere la situazione sessuale che vivrebbe con una Trans.
Queste diversissime sensazioni avvengono in automatico, pur essendo provocate da differenti Confort zone.
In effetti, sono sempre più convinto che la Confort Zone, nell'ambito "sessualerotico", sia una gran fregatura . Facendo sfumare goduriose occasioni, che iniziano e finiscono nell'arco di poche ore, lasciando solo bei ricordi e anche gratificante autostima!
Pier
9 anni fa
io lo dicevo dall inizio che la confort zone e' una paraculata!
ho vinto quacchecosa????? 🙂 🙂 🙂 🙂
ho vinto quacchecosa????? 🙂 🙂 🙂 🙂
9 anni fa
secondo me puoi sentirti piacevolmente fuori dagli schemi ,parlando di sesso, quando sperimenti e non sai come va a finire...corri quindi dei rischiQuotato da pifferodolce,..forse la parte più interessante del discorso che propone@Pier ....è lo stato d'animo cioè quel sentirsi piacevolme te ...fuori dagli schemi
dopo 5 anni di scambismo ben sincronizzato con tua moglie e la 100ima volta che vai al prive sei di nuovo nella confort zone onde per cui sei quasi costretto a ficcarti un bengala acceso nel culetto per riuscirne di nuovo!
e non e' detto che fai bene.... 😎
9 anni fa
@Pierpatty5161 ha scritto:
"La confort zona è un 'insieme di memorizzazioni', influenzate da istruzione, educazione, esperienze, e quanto altro che nel tempo hanno contribuito alla formazione della mentalità del soggetto.
Questo insieme di memorizzazioni se sollecitate da input esterni, provocano in automatico sensazioni di disagio, di serenità, di ansietà, di eccitazioni, e quanto altro. In definitiva è un sistema di segnalazione".
Una visione tutta personale la tua, più che legittima, ma personale. Non è affatto un sistema di segnalazione.
Wikipedia, infatti, riporta: "La 'comfort zone' è uno stato psicologico in cui le cose si sentono familiari, e dove le persone sono a proprio agio e in controllo del proprio ambiente, sperimentando bassi livelli di ansia e di stress. In questa zona, un livello costante di prestazioni è possibile. Judith M. Bardwick definisce il termine come 'uno stato comportamentale in cui una persona opera in una posizione di ansia-neutrale'. Mike Brown la descrive come un posto 'Dove la nostra incertezza, la scarsità e la vulnerabilità sono ridotti al minimo ed in cui crediamo che potremo avere accesso a abbastanza amore e tranquillità'."
Dove, insomma -aggiungo io- sentiamo di avere un certo controllo sull'ansia e su noi stessi.
Come vedi, è esattamente il contrario di quello che enunci, e non credo che la differenza sia nella N piuttosto che nella M di comfort. La realtà è che siete in perfetta antitesi. Non per stare dalla parte degli amici del giaguaro, ma penso che Bardwick e Brown abbiano ragione, dal momento che il significato del vocabolo "comfort" è ben noto a tutti.
L'insistere su questo modello esattamente invertito come significato potrebbe confonderci, con il rischio di promuovere situazioni di instabilità e disarmonia del tutto immotivate.
Pallina
PS Ah! Vale pure per la Eros Zone, naturalmente. Non sia mai... non vorrei essere totalmente OT.
"La confort zona è un 'insieme di memorizzazioni', influenzate da istruzione, educazione, esperienze, e quanto altro che nel tempo hanno contribuito alla formazione della mentalità del soggetto.
Questo insieme di memorizzazioni se sollecitate da input esterni, provocano in automatico sensazioni di disagio, di serenità, di ansietà, di eccitazioni, e quanto altro. In definitiva è un sistema di segnalazione".
Una visione tutta personale la tua, più che legittima, ma personale. Non è affatto un sistema di segnalazione.
Wikipedia, infatti, riporta: "La 'comfort zone' è uno stato psicologico in cui le cose si sentono familiari, e dove le persone sono a proprio agio e in controllo del proprio ambiente, sperimentando bassi livelli di ansia e di stress. In questa zona, un livello costante di prestazioni è possibile. Judith M. Bardwick definisce il termine come 'uno stato comportamentale in cui una persona opera in una posizione di ansia-neutrale'. Mike Brown la descrive come un posto 'Dove la nostra incertezza, la scarsità e la vulnerabilità sono ridotti al minimo ed in cui crediamo che potremo avere accesso a abbastanza amore e tranquillità'."
Dove, insomma -aggiungo io- sentiamo di avere un certo controllo sull'ansia e su noi stessi.
Come vedi, è esattamente il contrario di quello che enunci, e non credo che la differenza sia nella N piuttosto che nella M di comfort. La realtà è che siete in perfetta antitesi. Non per stare dalla parte degli amici del giaguaro, ma penso che Bardwick e Brown abbiano ragione, dal momento che il significato del vocabolo "comfort" è ben noto a tutti.
L'insistere su questo modello esattamente invertito come significato potrebbe confonderci, con il rischio di promuovere situazioni di instabilità e disarmonia del tutto immotivate.
Pallina
PS Ah! Vale pure per la Eros Zone, naturalmente. Non sia mai... non vorrei essere totalmente OT.
9 anni fa
Hai ragione la CZ; essendo dipendente dalle esperienze e da altri input esterni; non è immutabile, anzi si adegua di volta in volta!Quotato da paulfrancy,
I tuoi esempi però indicano solo il caso iniziale la signora rossi dell' esempio probabilmente potrebbe uscire dalla sua confort zone per gradi probabilmente o per volontà o per cambiamenti indotti esternamente nella sua sfera familiare ad esempio un amico fidato della signora Rossi...
Non riesco a vedere un'immutabilità della CZ anche nella sfera sessuale, ho visto tante coppie nei privé che all'inizio erano nel panico ma dopo qualche tempo avevano superato l'imbarazzo iniziale e poi sono diventati i cosiddetti maestri.
Anche nel mondo del travestimento le situazioni sono elastiche.
Quello che ho voluto evidenziare è la sua funzione di segnalazione emotiva indipendente dalle volontà del soggetto! Che poi si rispettino i segnali o vincono altre voglie o desideri, è un'altra reale situazione!
Pier
9 anni fa
ha ha haQuotato da pifferodolce,..no secondo me il bengala nel culetto ...non è l'unica via d'uscita ...ahahahahahQuotato da mishaemasha,secondo me puoi sentirti piacevolmente fuori dagli schemi ,parlando di sesso, quando sperimenti e non sai come va a finire...corri quindi dei rischiQuotato da pifferodolce,..forse la parte più interessante del discorso che propone@Pier ....è lo stato d'animo cioè quel sentirsi piacevolme te ...fuori dagli schemi
dopo 5 anni di scambismo ben sincronizzato con tua moglie e la 100ima volta che vai al prive sei di nuovo nella confort zone onde per cui sei quasi costretto a ficcarti un bengala acceso nel culetto per riuscirne di nuovo!
e non e' detto che fai bene.... 😎
ti quoto...e una delle poche vie d' entrata infatti! 🙂 🙂 🙂 🙂
9 anni fa
"Hello! Is there anybody in there?" 🐷
Credo si confonda uno stato di fatto, la CZ rappresentata dalle condizioni e i luoghi in cui ognuno di noi si sente a proprio agio e che variano da persona a persona e da momento e luogo a momento e luogo, con la ricerca di una "bolla" di sopravvivenza in cui chiudersi quando l'esterno crea ansia e disagio. La prima è una condizione oggettiva e temporanea, la seconda rischia di diventare patologica, perché comporta il rifiuto al confronto se può creare disagio o scomodità. Almeno così mi è parso di capire sintetizzando ciò che ho letto.
Credo si confonda uno stato di fatto, la CZ rappresentata dalle condizioni e i luoghi in cui ognuno di noi si sente a proprio agio e che variano da persona a persona e da momento e luogo a momento e luogo, con la ricerca di una "bolla" di sopravvivenza in cui chiudersi quando l'esterno crea ansia e disagio. La prima è una condizione oggettiva e temporanea, la seconda rischia di diventare patologica, perché comporta il rifiuto al confronto se può creare disagio o scomodità. Almeno così mi è parso di capire sintetizzando ciò che ho letto.
9 anni fa
Carissimi pinkoepallina, non è mia intenzione e non mi permetto di mettere in discussione gli illustri studiosi Judith M. Bardwick e Mike Brown.Quotato da pinkoepallina,@Pierpatty5161 ha scritto:
"La confort zona è un 'insieme di memorizzazioni', influenzate da istruzione, educazione, esperienze, e quanto altro che nel tempo hanno contribuito alla formazione della mentalità del soggetto.
[b] Questo insieme di [...]
Anzi concordo con l'affermazione:
"La 'comfort zone' è uno stato psicologico in cui le cose si sentono familiari, e dove le persone sono a proprio agio e in controllo del proprio ambiente, sperimentando bassi livelli di ansia e di stress."
Quindi ci troviamo in un confortevole equilibrio tra la nostra psiche e gli input trasmessi da ciò che ci circonda! Se questo è vero, è altrettanto accettabile che se si alterano i segnali esterni la confort zona svanisce, producendo sensazioni sgradevoli, tipo ansietà o disagio.
Per questo è possibile dire che la confort zona è una "sentinella di riferimento" del nostro benessere psicologico.
E questo concorda anche con l'affermazione dello studioso che descrive la confort zone come un posto: "Dove la nostra incertezza, la scarsità e le vulnerabilità sono ridotte al minimo e in cui crediamo che potremo avere accesso ad abbastanza amore e tranquillità'."
In effetti, se esiste l'equilibrio: "stato psicologico / input esterni" non c'è necessità di attivare sistemi di "difesa" e rimaniamo sereni sereni.
Comunque hai ragione è una mia personalissima interpretazione delle dinamiche Confort zone - input trasmessi dall'ambiente o dalle persone che mi circondano.
Questo modo di ragionare mi consente di rimanere sereno in qualsiasi situazione e ambiente.
in quanto ritengo del tutto inutile agitarsi a priori creandosi delle "seghe mentali" della serie se....., se......, e se poi succedesse che......
Pier
p.s. Un sorriso non è mai OT e rende tutto più facile.
Non puoi scrivere sul Forum finchè non avrai completato il tuo profilo!.

