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La notizia del giorno

610 interventi
7 anni fa
Coppia
Veneto, Padova
Qui dal 11.07.2012 -
Quotato da esperanzadescobar,
beh si è vero,se mi vedono come vesto,dicono..... ma questo è un barbone 😄
Non saresti veramente male come barbone 😄

7 anni fa
Singolo
Lombardia,
CERTIFICATO

Qui dal 29.07.2016 -
PER VOI IL BACIO È IMPORTANTE ? DITE IL PERCHÉ.

FRANCESCA ROMANA BUFFETTI 22 DICEMBRE 2015

Bacio, 4 reazioni del corpo

Sono innumerevoli i benefici legati a un bacio, un vero e proprio rimedio naturale per svariati problemi: vediamo cosa accade al corpo mentre ci baciamo.
L’atto del bacio è forse uno dei gesti più intimi e rivelatori dell’attrazione e dello status della coppia. È lecito chiedersi se baciare fa davvero bene e se esistono benefici legati a un bacio? Sì e sono innumerevoli. Secondo le ricerche scientifiche, infatti, un bacio (ben dato chiaramente) è un rimedio naturale contro il mal di testa e contro l’ipertensione, contro i dolori mestruali e le rughe del viso, tiene a bada il colesterolo e ha un effetto antidepressivo.
D’altronde se il 90% delle popolazioni nell’intero pianeta conosce il bacio romantico un motivo ci sarà.

Ma che cosa accade nel nostro corpo mentre ci baciamo appassionatamente?

1. Baciare aumenta il flusso sanguigno: le nostre labbra sono ipersensibili, quasi 200 volte più sensibile di una mano. Mentre siamo impegnati nel bacio stimoliamo quelle terminazioni nervose, che portano ad un aumento del flusso sanguigno a quelle aree atte ad aumentare l’eccitazione sessuale.

2. Baciare attiva le ghiandole surrenali: le ghiandole surrenali quando percepiscono l’eccitazione all’interno del nostro corpo scatenano una scarica di adrenalina, che può portare ad un aumento della frequenza cardiaca, respirazione pesante, perfino le mani sudate. Si stima, infatti, che baciando si arriva a bruciare fino a 100 calorie.

3. Baciare innesca il rilascio di sostanze chimiche nel cervello: la stimolazione delle terminazioni nervose presenti nelle nostre labbra, che si verifica quando ci baciamo, conduce alle trasmissioni di segnali nella corteccia del nostro cervello. Questi segnali innescano il rilascio di neurotrasmettitori, che ci danno quella sensazione calda e sfocata che associamo con l’innamoramento. Uno dei neurotrasmettitori rilasciato è la dopamina, che regola i nostri sentimenti di piacere e motivazione a prendere parte ad attività divertenti (come il sesso). Le endorfine sono note per la loro capacità di alleviare il dolore e attivare sensazioni di euforia e di esaltazione. La nostro ghiandola pituitaria rilascia anche l’ossitocina (detto l’ormone dell’amore) che ci incoraggia a legare con i nostri partner e creare un attaccamento emotivo.

4. Baciare contribuisce al dispendio energetico: secondo alcune stime, ogni bacio farebbe bruciare almeno 12 calorie. D’altronde, a beneficiarne è anche la bellezza del viso. Ogni bacio, infatti, muove 29 muscoli facciali rendendo la pelle più tonica e luminosa, mentre la tempesta ormonale che esso può scatenare rilassa il viso.

7 anni fa
Singolo
Lombardia,
CERTIFICATO

Qui dal 29.07.2016 -
Il bacio è un libro dettagliato della persona, poi sta a noi essere in grado di leggerlo o semplicemente avere voglia di leggerlo, anche perché è sempre un libro senza figure quindi o si legge o è inutile. 🙂

7 anni fa
Coppia
Abruzzo, Pescara
CERTIFICATO

Qui dal 29.10.2016 -
Vorrei segnalare emmakant e diabolik che ,sia per la prostituzione che per il bacio ,danno le risposte che voglio scrivere io e me le rubano 💋 💗

La vogliamo smettere? 🙂

7 anni fa
Coppia
Abruzzo, Pescara
CERTIFICATO

Qui dal 29.10.2016 -
Quotato da EmmaKantDiabolik,
Quotato da mishaemasha,
Vorrei segnalare emmakant e diabolik che ,sia per la prostituzione che per il bacio ,danno le risposte che voglio scrivere io e me le rubano 💋 💗

La vogliamo smettere? 🙂
Stai troppo a guardar foto su quell"altro argomento e così io ti precedo altrove eheh......baciamocitutti daiiiiii 😋 💋
Smack smack smack 💋 💋 💋 💋

Mi chiedo per quale motivo c è gente che ha voglia di fare sesso con altra gente che non bacerebbe.....
Boh 😮 😮 😮

7 anni fa
Singolo
Lombardia,
CERTIFICATO

Qui dal 29.07.2016 -
La bellezza è davvero negli occhi di chi guarda

E nelle sue esperienze personali. Poco contano invece i geni e l'ambiente familiare di provenienza, come dimostra un ampio studio sui gemelli.

Vi è mai capitato di innamorarvi perdutamente di qualcuno che amici e familiari reputano... bruttino? Uno studio appena pubblicato su Current Biology conferma ciò che il senso comune predica da tempo: la valutazione estetica di un volto è strettamente personale ed è il risultato di esperienze uniche per ciascun individuo. Nel giudicare l'attrattività di un volto, i geni non contano: anche due gemelli monozigoti possono trovarsi in disaccordo su ciò che piace.

REGOLE COMUNI. Alcuni aspetti della bellezza si basano su parametri largamente condivisi: per esempio, tendiamo ad apprezzare maggiormente i volti più simmetrici. Su canoni come questo si basa il 50% del giudizio: l'altra metà dipende dal vissuto personale. 
 
LE RADICI DEL DISACCORDO. Studi precedenti si erano concentrati sull'individuazione delle "leggi universali" della bellezza. Un team di ricercatori del Massachusetts General Hospital, dell'Università di Harvard e del Wellesley College (Boston) ha voluto invece indagare che cosa ci sia all'origine dei giudizi discordanti sulla bellezza altrui.
 
LA PROVA DEI GEMELLI. Gli psicologi hanno dapprima studiato le risposte di 35 mila volontari a un test di valutazione estetica di volti online; con questi dati, hanno chiesto a 547 coppie di gemelli monozigoti e 214 coppie di gemelli dello stesso sesso, ma non identici, di giudicare l'attrattività di 200 volti.
 
BAGAGLIO PERSONALE. Anche se studi precedenti dimostrano che quasi ogni tratto di personalità e abilità umana abbia in qualche modo a che fare con i geni (compresa la capacità di riconoscere le facce note) la preferenza estetica per un volto o l'altro dipende invece da fattori ambientali: in particolare da esperienze altamente individuali.
 
SOGGETTIVE. Queste hanno poco a che fare con la famiglia d'origine. Non contano il contesto socio economico di provenienza, la scuola frequentata o il vicinato. A costruire i nostri canoni estetici sono invece le interazioni sociali altamente specifiche come quelle con amici e partner, i volti apprezzati sui social media o in tv, il viso del primo fidanzato/a.
 
Ulteriori studi dovranno chiarire quali siano le esperienze personali più determinanti e se queste abbiano anche un ruolo nello "scolpire" altre preferenze estetiche, come quelle per un animale domestico o un'opera d'arte.

01 OTTOBRE 2015 | ELISABETTA INTINI | FOCUS
La celebre frase "la bellezza è nell'occhio di chi guarda" esprime un concetto variamente ripreso nel corso dei secoli in celebri detti quali ad esempio:

“La bellezza delle cose esiste nella mente di chi le contempla" David Hume.

"La bellezza non sta nella cosa guardata ma nello sguardo" André Gide.

“Il valore della bellezza è dato dal giudizio dell'occhio e non da un vile imbonimento pronunciato dalla lingua di un mercante." Shakespeare.

7 anni fa
Singolo
Lombardia,
CERTIFICATO

Qui dal 29.07.2016 -
Come funziona il trapianto di pene

Ne sono stati eseguiti solo tre al mondo: è un intervento possibile ma molto delicato dal punto di vista medico, etico e psicologico.

Finora, gli interventi di trapianto del pene sono stati solo tre in tutto il mondo: la difficoltà della procedura, e anche le pesanti conseguenze fisiche e la delicatezza da un punto di vista psicologico, l’hanno relegato finora nel campo delle rarità mediche. Potenzialmente, però, il trapianto di pene avrebbe un numero non proprio irrilevante di candidati.
Secondo i dati presentati nei giorni scorsi al congresso sulle tecniche ricostruttive in ambito genitale e urinario che si è svolto al Policlinico di Tor Vergata, a Roma, sono migliaia gli uomini che per amputazioni dovute a malattie o incidenti vivono senza l’organo genitale. Il problema è particolarmente sentito negli Stati Uniti, dove gli incidenti con mine e bombe in Iraq e Aghanistan, hanno provocato la mutilazione di diverse centinaia di soldati.
 
CASI RARI. Il primo trapianto di pene vero e proprio è stato eseguito nel 2006, in Cina, su un uomo che però dopo solo un mese dall’intervento ha chiesto di tornare sui suoi passi. Un altro è stato fatto in Sudafrica nel 2014, su un giovane che ne aveva subito l’amputazione per le complicazioni di una circoncisone, e il terzo negli Stati Uniti, nel 2016, su un sessantaquattrenne, cui il pene era stato asportato per un tumore.
Il trapianto vero e proprio è un intervento molto invasivo, riservato, anche nella teoria, solo ai casi in cui non si può procedere ad altri tipi di ricostruzione o all’ausilio di protesi. Come per gli altri trapianti, è necessario che il donatore dell’organo sia dello stesso gruppo sanguigno e abbia un’età non troppo distante da quella del ricevente. Non solo: bisogna che la famiglia del donatore acconsenta all’espianto e sia disposta a cederlo. E su un tema così delicato e intimo le resistenze e gli aspetti psicologici da valutare possono essere molti.
 
OPERAZIONE DELICATA. Il termine tecnico della procedura è allotrapianto composito vascolare, nome che già suggerisce la sua complessità: al contrario di quello che avviene per altri organi interni, ancorati con pochi punti al resto dei tessuti, il trapianto del pene prevede di connettere muscoli, nervi, vasi sanguigni, l’uretra e la pelle, tanto che ad eseguirlo deve essere un team multidisciplinare che comprenda urologi, chirurghi plastici e vascolari. La durata dell’operazione è stimata in almeno dodici ore.
Come per gli altri organi, dopo il trapianto va affrontato il problema del rigetto: per minimizzare il rischio, alcuni protocolli prevedono l’infusione di cellule del midollo spinale del donatore. In ogni caso, chi riceve l'organo dovrà assumere farmaci per tutta la vita.
 
COME PRIMA? Anche una volta che il trapianto abbia funzionato da un punto di vista chirurgico e medico, e nonostante la teoria preveda un ritorno alla normalità, resta da vedere se il pene consentirà di svolgere naturalmente le sue funzioni, urinare e l’attività sessuale. Per agevolare il ritorno alla vita sessuale, la previsione di alcuni esperti è che possa essere utilizzata in aggiunta una protesi idraulica, una sorta di pompa che si riempie di fluidi e provoca l’erezione, sperimentata anche nel caso di uomini con disfunzione erettile grave.

TRA DUBBI MEDICI E BISOGNI UMANI. Nonostante l’opinione pubblica tenda a comprendere i bisogni degli uomini, spesso giovani, che sarebbero disposti a intraprendere questa strada, da un punto di vista medico i pareri sono divisi sull’opportunità di questo genere di intervento.
Come per il trapianto di mano, molti medici ritengono che il gioco non valga la candela, dato che i genitali non sono organi vitali, e l’intervento comporta l’assunzione di farmaci antirigetto le cui conseguenze per la salute possono essere pesanti. Di sicuro, questo è uno dei casi in cui la medicina si trova a dover contemperare aspetti diversi: i bisogni fisici e psicologici di chi ha subito una mutilazione grave e le valutazioni cliniche di rischi e benefici.
25 APRILE 2018 | CHIARA PALMERINI | FOCUS

7 anni fa
Singolo
Lombardia,
CERTIFICATO

Qui dal 29.07.2016 -
Quando è nato il nude look?

Origine recente e precursori di una moda molto conturbante.
A rendere famosa questa moda è stato lo stilista francese Yves Saint Laurent, che nel 1966 fece sfilare una modella con una camicetta trasparente: nacque il “nude look” (stile nudo).
Se l’espressione è relativamente recente, l’origine del nude look è molto più lontana: già le donne egizie si fasciavano con vesti plissettate in lino sottilissimo e trasparente, aumentando l’effetto “quasi nudo” con unguenti spalmati sul corpo che creavano il noto effetto “maglietta bagnata”.
Stesso risultato ottenevano le donne greche, semplicemente innaffiando d’acqua le loro tuniche. E le cretesi, oltre 3.600 anni fa, lasciavano il seno ben in vista, facendolo risaltare ancora di più con l’uso di alte e strette cinture di cuoio.
DUE OBLÒ AL SENO. Dopo molti secoli, nel corso dei quali i costumi furono improntati a un maggiore senso del pudore, le dame rinascimentali tornarono a esibire scollature provocanti: Caterina de’ Medici - peraltro nota per la sua passione per le sculacciate - lanciò, alla corte di Francia, la moda di un corpetto che lasciava scoperti i seni attraverso due “oblò”.
Ancora, il nude look fu molto in voga dopo la Rivoluzione francese: le dame allora indossavano abiti in lino o cotone molto fine, anche in tulle, e la trasparenza era tale che spesso dovevano utilizzare biancheria color carne per mascherare le proprie grazie.

05 GENNAIO 2018

7 anni fa
Singolo
Lombardia,
CERTIFICATO

Qui dal 29.07.2016 -
7 buoni consigli per il tuo pene

Le buone performance sessuali non sono un dono di natura: si possono coltivare e migliorare, con applicazione e perseveranza.

Sei sicuro di avere uno stile di vita sano e adeguato alla perfetta salute del tuo organo sessuale e del suo (tuo) funzionamento? Se aspiri a una vita sessuale soddisfacente per te e per l'altrui soddisfazione leggi bene queste poche e semplici indicazioni, che arrivano direttamente dalla scienza e dagli scienziati che, grazie al cielo, hanno il tempo di interrogarsi anche su alcune cose importanti della vita.

1: LA VITA SEDENTARIA. Numerose ricerche hanno mostrato una relazione positiva tra una regolare attività fisica e migliori performance sessuali. A riprova di ciò (e come in un gioco di specchi) coloro che hanno uno stile di vita sedentario statisticamente lamentano anche una maggiore propensione alla disfunzione erettile.
Se però volete abbandonare la sedentarietà fatelo in fretta: un altro studio ha dimostrato che, per essere efficace, il cambiamento dello stile di vita deve avvenire prima dei 40 anni. 

2: IL FUMO! Lo dicono ormai quasi tutti i pacchetti di sigarette, ma, per chi avesse qualche dubbio, c'è uno studio pubblicato sul British Journal of Urology che ha dimostrato che i fumatori hanno maggiori probabilità di soffrire di disfunzione erettile (ancora!). Nei test condotti su di un buon numero di volontari la riduzione di nicotina ha evidenziato un netto recupero della virilità. Come sopra, a riprova di ciò i non fumatori in buona salute non hanno manifestato particolari problemi. Pare comunque che vi sia un nuovo rischio (nel senso di appena scoperto) per i fumatori: secondo una ricerca americana (ancora da dimostrare) il fumo causerebbe l'accorciamento dell'organo maschile di 1 centimetro. Ognuno si prenda le sue misure...

3: IL NUMERO PERFETTO. Questa posizione nell'elenco non è casuale, come vedremo. Dunque, il ritmo con il quale si consumano (o si vorrebbero consumare) rapporti sessuali è molto soggettivo e, come tutti sanno, varia significativamente nella coppia. Comunque, un interessate studio di qualche anno fa, pubblicato sull'American Journal of Medicine, ha stabilito che praticare sesso meno di una volta alla settimana raddoppia l'incidenza della disfunzione erettile negli uomini. La dose consigliata dai ricercatori è "tre volte alla settimana" (a riprova di ciò, provare per credere).

4: L'INSONNIA. Se chi dorme non piglia pesci, chi non dorme funziona male: il livello di testosterone (ormone che gioca un ruolo piuttosto importante nella sessualità degli adulti) si riduce notevolmente in mancanza di riposo. La scienza ha da tempo dimostrato che la mancanza di sonno va a discapito dell'attività sessuale, oltre compromettere la tonicità muscolare e a causare affaticamento e, alla lunga, pessimo umore. A riprova di ciò, ognuno provi da sé a non dormire per uno o due giorni e vedere l'effetto che fa.

5: L'IGIENE ORALE. Questo non è il promo del mese dell'igiene orale: per quanto possa apparire bizzarra, una connessione c'è. Lo studio di una prestigiosa istituzione cinese su di una gran quantità di dati statistici ha rivelato una correlazione tra malattie parodontali e disfunzione erettile: questo perché, affermano gli esperti, i batteri della cavità orale possono facilmente raggiungere i vasi sanguigni che irrorano il pene. A riprova di ciò... La statistica dimostra che la probabilità di avere un'infezione del cavo orale è sette volte superiore tra gli uomini che lamentano anche problemi di disfunzione erettile.

6: ANCORA ANGURIA, QUI! Difficile a credersi, ma per qualcuno conta anche la stagionalità: se avete problemi a letto potrebbe dipendere dal fatto che mangiate poca anguria! I cocomeri sono infatti ricchi di arginina e citrullina (un nome poco fortunato, anche per un amminoacido), che favorirebbero la vasodilatazione dei corpi cavernosi con tutto ciò che ne consegue. L'idea del cocomero come viagra naturale era venuta nel 2008 al Fruit and Vegetable Improvement Center della Texas University, ma è stata abbastanza rapidamente bocciata da Irwin Goldstein, del Journal of Sexual Medicine (pubblicazione nel suo settore prestigiosa, al pari di Nature e Science), che la definì "fuorviante". Chi ha ragione? Basti sapere che la famigerata citrullina è commercializzata sottoforma di integratore con la promessa di erezioni vigorose: sarà per questo che si chiama citrullina?

7: LA TELEDIPENDENZA. Questa l'abbiamo lasciata per ultima per le drammatiche implicazioni su Netflix e sulle "serie in cofanetto", che benché incoraggino nuovi sport - come il binge racing - pare siano una piaga per la vita sessuale.
 
Nell'agosto del 2016 un nutrito gruppo di ricercatori danesi ha pubblicato i risultati di un ampio studio condotto tra il 2008 e il 2012 su esattamente 1.210 giovani maschi danesi, rilevando che chi guarda ossessivamente e per periodi prolungati la tv (ma vale anche per lo streaming su smarphone e pc) produce meno spermatozoi: addirittura il 30% in meno, con 5 o più ore di spettacolo continuato.
 
Verrebbe da dire che la cura è semplice: basta guardare un episodio alla settimana della serie preferita, senza fumare ossessivamente (punto 2) e con una mezza anguria accanto (6), ci si può addormentare un pochino nel mezzo (4) a patto poi di lavarsi i denti (5), uscire e, nel giro della casa di corsa (1), pianificare con cura le prossime tre mosse (3, appunto). Lo studio tuttavia, a nostro parere, non è poi così serio come vuole fare credere: da nessuna parte riporta quale serie tv è stata imposta per quattro anni ai giovani danesi.
 
Giunti alla fine è doverosa una postilla seria: fino a 10 anni fa nessuno parlava diffusamente di disfunzioni sessuali (disfunzione erettile, eiaculazione precoce etc). Poi le campagne di “sensibilizzazione” dei produttori, tese a vendere farmaci e apparecchiature, hanno “sensibilizzato”  il pubblico, tanto da creare problemi anche ai sani, e oggi i sessuologi registrano un numero crescente di consultazioni per supposti “problemi” che nel 99% dei casi sono soltanto di origine ansiosa.
Se avete qualche problema laggiù, parlatene senza vergogna con il vostro medico.
18 OTTOBRE 2017 |Andrea Rubin | FOCUS

7 anni fa
Singolo
Lombardia,
CERTIFICATO

Qui dal 29.07.2016 -
Femminile e Maschile: le Differenze Scritte nei Codici

di Simona Oberhammer

Universo femminile e universo maschile: due modi differenti di pensare, di relazionarsi, di vedere il mondo e di vivere le emozioni.
Uomini e donne concepiscono la vita in maniera diversa e la affrontano basandosi su schemi mentali diversi.
A parità di vissuti le risposte non sono le stesse.
Questa diversità si evidenzia in qualsiasi relazione tra donna e uomo con:
• il partner
• i figli
• i genitori
• gli amici
• i colleghi.
Uno dei presupposti per una buona intesa tra universo femminile e maschile risiede quindi nella conoscenza di queste differenze, cioè dei codici maschili e femminili. Ecco i principali.
I codici primari:

CODICI FEMMINILI - CODICI MASCHILI
Interconnessione - Settorializzazione
Intuizione - Sistematizzazione
Empatia - Leadership
Sentimento. - Ragione
 
La donna: l’interconnessione. L’uomo: la settorializzazione
Lei fa tante cose tutte insieme, lui vuole concentrarsi su una cosa sola per volta. Lei, quando c’è un problema, vorrebbe valutare tutte le possibilità, lui cerca una soluzione immediata.

Perché?
La prima fondamentale differenza tra donne e uomini risiede nei codici dell’interconnessione e della settorializzazione. Questi codici determinano un diverso modo di pensare. Il mondo femminile è infatti caratterizzato dal pensiero interconnesso mentre quello maschile dal pensiero settoriale.

Il pensiero interconnesso
Una visione di insieme
Il pensiero interconnesso, tipico del femminile, è definito anche pensiero a rete. Questo tipo di pensiero è così chiamato perché interconnette i singoli elementi uno all’altro e porta a pensare e a vedere la realtà nella sua globalità, in una prospettiva ampia. L’azione che scaturisce da questo tipo di pensiero è detta “più cose insieme” perché è un’azione multipla, cioè un fare più cose contemporaneamente.

Il pensiero settoriale
Una visione focalizzata
Il pensiero settoriale, tipico del maschile, è definito anche pensiero a blocchi. Questo tipo di pensiero settorializza i singoli elementi. Li affronta uno per volta e porta a valutare e a vedere la realtà nelle sue singole parti, in una prospettiva frazionata. L’azione che scaturisce da questo tipo di pensiero è detta “una cosa alla volta” perché è un’azione sequenziale, cioè si agisce facendo prima una cosa e solo dopo un’altra.

Il fare
Lei fa tante cose insieme, lui una per volta
In base ai due codici, uomini e donne si differenziano, per esempio, nel modo di fare le cose.
Se fate una domanda a un uomo che legge il giornale spesso non ottenete una risposta. La reazione sarà quella di pensare che si disinteressi di voi. In realtà non è così: lui non ha proprio sentito. L’uomo ha infatti la caratteristica di concentrarsi su una cosa per volta, per esempio leggere il giornale, ed escludere le altre. Quando lui è impegnato in qualcosa tende ad annullare gli stimoli estranei, perché il suo processo mentale è più canalizzato.
La donna invece, diversamente dall’uomo, elabora contemporaneamente più flussi di informazioni, per esempio programma mentalmente gli impegni di lavoro per l’indomani mentre riordina e contemporaneamente sorveglia i bambini. Lei cucina e parla al telefono, oppure si trucca e intanto consiglia al marito cosa indossare.

I problemi
Visione sintetica per lui, sfumature per lei
I codici femminili e maschili si esprimono diversamente anche nel modo di gestire e risolvere i problemi. Il pensiero settoriale è analitico e risolve i problemi per gradi, affrontando i passaggi uno alla volta. Il pensiero interconnesso è sintetico e quindi affronta i problemi come un tutto unico. La donna tende a entrare nelle sfumature, a spaziare in ogni diverso aspetto. Nell’uomo, al contrario, prevale una visione sintetica, che riassume il nocciolo della questione, senza la propensione verso i particolari. Per lui affrontare un problema addentrandosi in tutti i dettagli significa disperdersi e complicarlo ulteriormente. Per lei invece valutare ogni sfumatura è un aiuto per comprendere meglio la situazione sotto i vari punti di vista, trovando così la giusta soluzione.
Quindi: contesto immediato per gli uomini e contesto più ampio per le donne.
 
La Donna: l’Intuizione L’Uomo: la Sistematizzazione

Chi non ha mai sentito una donna fare affermazioni di questo genere: «Di quella persona mi posso fidare a occhi chiusi». «Sento che questa è la decisione giusta». A parlare così è il codice dell’intuizione, dominio dell’universo femminile.

Avete invece mai osservato se vostro figlio, o qualcuno della vostra famiglia – e potreste anche essere voi – adora i giochi in cui bisogna impegnarsi e seguire una strategia? Ama assemblare, costruire, smontare e riparare ogni sorta di oggetti? È bravissimo ad orientarsi in un percorso stradale? È irresistibilmente attratto da qualsiasi cosa sia dotata di un telecomando? Se la risposta è sì siete di fronte al codice della sistematizzazione, dominio dell’universo maschile.

Questi due diversi aspetti, pur essendo presenti in ogni essere umano, caratterizzano rispettivamente il comportamento della donna e dell’uomo.

L’intuizione
Sento dunque comprendo
L’universo femminile è il regno dell’intuizione.
Cosa significa essere intuitivi?
Significa affrontare la realtà attraverso un tipo di conoscenza istintiva.
L’intuito è quella capacità di comprendere qualcosa in modo immediato e apparentemente senza l’aiuto della razionalità. È una consapevolezza che nasce dal nulla, che ci fa balenare un’idea o che ci porta a prendere una decisione con la certezza che sia quella giusta. C’è chi lo chiama perspicacia, chi “fiuto”, chi “avere naso”. È una capacità che ognuno possiede in quantità variabile. È però una qualità molto femminile.
Le donne usano molto l’intuito. “Sentono” se una persona è triste o insoddisfatta anche se dice che va tutto bene. O “fiutano” un pericolo da piccoli segnali ambientali captati e registrati intorno a sé. Danno considerazione a tutto ciò che può essere percepito. Indovinano meglio il non detto, tengono più conto del contesto e di tutte le fonti di informazioni periferiche – come i linguaggi non verbali – emessi dalle persone o provenienti dalle situazioni. Un esempio è la madre che da un’altra città telefona alla figlia per sapere se va tutto bene, perché “le sembrava che ci fosse qualcosa che non andava”. O le amiche del cuore che si chiamano al telefono nello stesso momento.

La sistematizzazione
Comprendo perché tutto ha una logica
L’universo maschile è invece il dominio della sistematizzazione.
Cosa significa essere sistematici?
Significa affrontare la realtà cercando di comprendere razionalmente il modo in cui si verifica un evento o si attua il funzionamento delle cose, per esempio di un utensile, di un meccanismo a orologeria o di uno strumento tecnologico.
Lo scopo della sistematizzazione è quello di capire e prevedere eventi o conoscere il funzionamento degli oggetti e dei fenomeni. Per comprendere questo processo mentale è innanzitutto necessario definire cosa è un sistema: i motori e i computer, per esempio, sono sistemi. E sono molto più amati dagli uomini che dalle donne. Tuttavia per sistema non si intende certo solo una macchina, ma qualunque cosa sia governata da regole. Sono sistemi la matematica, la fisica, la chimica, l’astronomia, la logica, la musica, la strategia militare, la navigazione, l’economia.
Gli uomini, in media, sono più sistematici delle donne. Hanno cioè la tendenza ad analizzare, a ragionare e quindi a ricavare le regole fondamentali per una conoscenza reale delle cose.
Cosa piace alla mente sistematica? La catalogazione, per esempio.

Catalogare
Una passione maschile
Per gli uomini raccogliere dati e classificarli è un processo mentale spontaneo e divertente.
Lui conosce i nomi di tutti i giocatori della squadra per cui tifa, i risultati delle partite giocate negli anni, i goal più importanti di ogni giocatore. Questo è un esempio del raccogliere dati e catalogarli, magari semplicemente nella memoria. Gli sport più amati dagli uomini come il calcio o il baseball sono giochi di squadra con tante regole e sistemi organizzativi: la sistematizzazione è predominante. Un uomo appassionato di un qualsiasi genere musicale, conoscerà probabilmente i nomi dei più famosi musicisti, la loro produzione discografica, le date dei concerti e le formazioni più importanti.
 
Destra e sinistra
Per lui è facile, per lei un po’ meno
Gli uomini hanno di solito uno spiccato senso delle due direzioni: destra e sinistra.
Le donne no.
Lui resta per esempio sorpreso dal fatto che per lei riconoscere l’una o l’altra direzione non è immediato, ma deve pensarci qualche attimo. Spesso la donna, per individuare la destra dalla sinistra, pensa alla mano con cui scrive, magari rappresentandosi mentalmente l’atto della scrittura. Oppure sente il braccio su cui tiene l’orologio. O ancora sfiora il dito della mano in cui porta la fede nuziale, o un altro anello abituale.

Parcheggiare
Una manovra per lui, vari tentativi per lei
La percezione spaziale maschile, più sviluppata di quella femminile, favorisce gli uomini anche nelle manovre con l’auto. È nota invece la maggiore difficoltà che incontrano le donne quando devono parcheggiare in un luogo affollato o fare una manovra di retromarcia o inversione.
 
I lavori domestici
Per lei “ il colpo d’occhio”,
per lui la programmazione
I codici dell’intuizione per lei e della sistematizzazione per lui si evidenziano anche nei lavori domestici. Lei spesso nelle faccende di casa usa il “colpo d’occhio” per valutare dove intervenire e le priorità da seguire. Lui invece preferisce programmare i lavori e cercare una metodicità d’intervento.
Il colpo d’occhio è ciò che fa capire all’istante a una donna cosa c’è da fare, appena entra in una stanza. Le basta uno sguardo intorno e la sua mente registra dove, come, quando e perché occorre intervenire e stila le priorità. L’approccio dell’uomo ai lavori casalinghi è di solito molto diverso. Se si applica al settore “lavori domestici” lo farà con la mente sistemica, programmando e suddividendo i lavori in un percorso logico e sequenziale.

Le istruzioni
Lui le segue attentamente, lei prova e riprova
Anche l’uso delle istruzioni è molto diverso per l’uomo e la donna. Lui di solito si attiene scrupolosamente alle indicazioni sull’utilizzo, lei molte volte preferisce “provare”, ignorando libretti di istruzioni ed eventuali raccomandazioni scritte.
 
La Donna: l’Empatia L’Uomo: la Leadership

«Tu sì che mi capisci!». «Mi sento bene con te, mi trovo a mio agio e posso condividere tutto di me... ». «Grazie per tutto quello che hai fatto. Sei una persona speciale, perché pensi sempre agli altri, sei piena di attenzioni… ». Ti riconosci in queste frasi? Se qualcuno ti rivolge parole simili, significa che molto probabilmente sei una persona dotata di empatia.

Leggi ora le frasi successive.
«Meno male che sei arrivato tu e hai risolto la situazione!». «Complimenti, bravo! Ci sentiamo tranquilli e sicuri sotto la tua guida». «Ottimo lavoro, davvero il migliore. In assoluto». Ti hanno mai rivolto frasi simili? Che ti hanno fatto sentire molto consapevole del tuo valore? Se la risposta è sì, ti avvicini a un codice molto diverso, quello della leadership.

La donna è caratterizzata dall’empatia, l’uomo dalla leadership. Cosa significa? Per comprenderlo è necessario definire i due concetti.

L’empatia
Mi metto nei tuoi panni
L’empatia è la capacità di riconoscere i vissuti degli altri, i loro pensieri e le loro emozioni. Con l’empatia ci si sintonizza sulla stessa lunghezza d’onda dell’altra persona perché si è in grado di capire e prevedere i suoi comportamenti. Provare empatia significa uscire dal proprio universo interiore di vissuti, sentimenti e percezioni per entrare nell’universo interiore dell’altro. E comprenderlo.
Chi è dotato di questa abilità non solo si accorge dei sentimenti degli altri, ma si chiede anche che cosa gli altri provino, pensino e desiderino in un certo momento. L’empatia è quindi il desiderio di relazioni e legami.
Nella media, le donne sono più empatiche degli uomini.

La leadership
Prendo in mano la situazione
La leadership è la direzione e la guida degli altri. Un individuo viene definito leader, o capo, quando le sue idee, le sue decisioni, i suoi comportamenti e i suoi atteggiamenti influenzano notevolmente il prossimo. Questa abilità porta istintivamente ad assumere il ruolo di comando e deriva da doti naturali o dalla posizione sociale. Per questo motivo si può anche definire rango o status e spinge verso la ricerca di relazioni gerarchiche.
Le persone che possiedono questa dote sono coloro che, in caso di incertezze e indecisioni, prendono in mano la situazione perché sanno con chiarezza come agire. Sono anche coloro che in caso di imprevisti o di risvolti inattesi sanno intervenire tempestivamente, per il proprio bene e per quello delle persone di cui sono responsabili. Un leader stabilisce le direttive, soddisfacendo un’esigenza di chiarezza nei compiti che ciascuno sta svolgendo: come agire e per quale scopo.
Gli uomini, in media, sono più portati verso la leadership rispetto alle donne.

Gli interessi
I codici decidono per lui e per lei
Molti interessi femminili e maschili dipendono dai codici della leadership e dell’empatia. Nei film “al femminile”, per esempio, i protagonisti sono l’uomo e la donna, lui e lei. Le relazioni sono basate sul parlare, discutere, analizzare, cioè conoscersi in profondità. Nei film “al maschile” i protagonisti sono invece l’uomo, lui, e il suo grande nemico da sconfiggere. Le relazioni sono basate sulla forza, il dominio e la supremazia.
Nei film per donne vi sono sempre i bambini, la famiglia, le relazioni significative con gli altri. Nei film per uomini ci sono il lavoro, gli obiettivi da raggiungere, le vittorie, i nemici da combattere per raggiungere il dominio.
Il finale, nei film femminili, è l’armonia delle relazioni, l’amore o la pace che ritorna. Nei film maschili invece è l’affermazione di sé con la vittoria sul nemico o la conquista degli obiettivi per cui ci si è battuti.

La realizzazione personale
Competenza per lui, relazione per lei
Anche la realizzazione personale è spesso una cosa diversa per uomini e donne. Lui la associa alla competenza, all’efficienza e agli obiettivi raggiunti. Importanti sono la condizione sociale, il rango, lo status, la professione, il prestigio, le proprietà e i beni materiali. L’identità maschile si forma in larga misura grazie alla capacità di ottenere risultati concreti. Un uomo attribuisce quindi molto valore al raggiungimento di un obiettivo. Per lui è importantissimo, perché è un modo per aumentare la stima di sé. Fondamentale è anche riuscire a farcela da solo.
Per lei invece la realizzazione personale dipende molto dalle relazioni che instaura con i figli, il partner, le amiche, i colleghi di lavoro, i parenti. La cerca anche nella comunicazione, nella comprensione degli altri e nel sostegno. La donna costruisce quindi la propria identità a partire dalla qualità delle relazioni che riesce ad instaurare con gli altri.

Le priorità
Per lui la concretizzazione, per lei gli affetti
L’uomo dà priorità al lavoro, agli obiettivi, all’affermazione personale. I risultati concreti sono per lui molto importanti perché rappresentano un modo per dimostrare le sue capacità e quindi star bene con se stesso. La donna invece dà priorità alle relazioni. I rapporti con gli altri assumono un valore centrale perché nello scambio empatico lei si sente realizzata. Sicuramente anche per lui sono importanti le relazioni con gli altri così come per lei è importante l’affermazione personale, per esempio nel lavoro. Però le priorità femminili e maschili non sono le stesse. Quindi un insuccesso sul lavoro per l’uomo è più doloroso rispetto alla donna. Invece un insuccesso in famiglia, per esempio con i figli, per una donna è più doloroso rispetto all’uomo.
 
La Donna: il Sentimento L’Uomo: la Ragione

Lei dice a lui: «Non hai sentimenti. Sei tutto testa». Lui dice a lei: «Sei troppo emotiva». Le donne si lamentano che gli uomini sono “sentimentalmente avari”, non danno dimostrazioni di tenerezza, non esprimono ciò che sentono. Gli uomini sostengono invece che le donne sono troppo emotive, non sono abbastanza logiche, non si controllano.

Sentimento e ragione
Vivere con il cuore e con la testa
È ciò che si dice da sempre: l’uomo vive con la testa e la donna con il cuore. Il mondo femminile è caratterizzato dal codice del sentimento, il mondo maschile dal codice della ragione. Lei è più vicina al cuore, la sede dell’amore e dei sentimenti. Lui è più vicino alla testa, la sede dell’intelletto e della logica. Le donne infatti si orientano meglio nell’area dell’affettività mentre gli uomini nell’area della razionalità.

La lettura e ragione
Storie d’amore per lei, tecnologia e avventura per lui
La donna sceglie più frequentemente libri o riviste che descrivono storie sentimentali, psicologia della coppia, posta del cuore. L’uomo invece si indirizza di più verso letture specialistiche come l’informatica, le prestazioni tecniche di auto o moto, la scienza, la fotografia, il fai-da-te, i prodotti tecnologici.

Cosa guardo stasera?
Fiction e incontri sportivi
Alla televisione lei ama seguire la sua fiction preferita, dove i sentimenti, il romanticismo e la commozione sono i protagonisti; lui invece preferisce le partite di calcio, la politica, i programmi scientifici, i dossier sulla storia, i documentari sulla natura.
Se lei ama i “reality”, lui ama i “talk show”.

Le emozioni
Facili per lei, più difficili per lui
L’universo femminile esprime con più facilità i vissuti interiori ed è molto più a suo agio nella galassia dei sentimenti rispetto all’uomo.
Le donne si emozionano facilmente: si commuovono al cinema, a teatro e in tutte le situazioni umane toccanti. Gli uomini sono più razionali e distaccati. È più difficile sentirli esprimere i propri vissuti: non manifestano le emozioni con la frequenza delle donne.

Mai una carezza...
Lei si lamenta
Per la donna esprimere affetto e tenerezza è facile e istintivo. Lei ama coccolare bambini, animali, persone bisognose, pupazzi. Esprimere dolcezza è una prioritaria esigenza femminile che però spesso si scontra con un opposto comportamento maschile, abbastanza diffuso: l’incapacità di manifestare tenerezza.
Molte donne condividono: «Mai una carezza, un abbraccio, una parola affettuosa… » e soffrono moltissimo per questa mancanza nei loro confronti. La donna è insoddisfatta se l’uomo adotta uno stile di comportamento freddo, senza il calore di un momento di tenerezza, piccole attenzioni, sorprese, gesti affettuosi, spazi di tempo dedicati a lei.
Purtroppo questa esigenza tutta femminile si scontra con le solide pareti dell’universo maschile: la difficoltà dell’uomo a esprimere emozioni, a manifestare ciò che prova con gesti d’amore, tanto più in situazioni pubbliche. Un marito può essere tenero e affettuoso in casa con la moglie, nella loro sfera privata. Ed essere parimenti distaccato e riservato verso di lei in situazioni esterne: dai parenti, per strada, in luoghi pubblici.

Il desiderio
Intimità emotiva per lei, contatto fisico per lui
Le differenze tra uomo e donna nel comportamento sessuale si delineano già dalla fase del desiderio. L’uomo spesso è un “cacciatore” instancabile, sempre disponibile ai rapporti sessuali. La donna, invece, si lascia maggiormente condizionare da stati d’animo e fattori psicologici, che possono riflettersi negativamente sulla sua sessualità.

L’appagamento
Fisico per lui, affettivo per lei
L’uomo, quando ha un rapporto sessuale molto soddisfacente, vive una piena gratificazione fisica e mentale. La donna, invece, anche se il rapporto sessuale è appagante, non si sente soddisfatta se il contatto emotivo col partner è scarso o assente. Mentre lui tende a identificare l’appagamento di tipo fisico con quello emotivo, lei vive la sessualità come una dimensione più affettiva.
 
Concludendo
I codici femminili e maschili – lo specifico – appartengono sia agli uomini che alle donne. Gli uomini si esprimono però più facilmente in un certo modo e le donne in un altro.
Conoscere la differenza ci aiuta moltissimo nel conoscere il sesso opposto e nel conoscere noi stessi.
I codici secondari
 
Il femminile
 
Il morbido
L’accoglienza
Il ricettivo
L’accudimento
La sensibilità
La flessibilità
Il cambiamento
La creatività
La praticità
La collettività
Il lasciarsi andare
La complessità
L’essere
 
Il maschile
 
Il duro
L’eroismo
L’attivo
La protezione
Il distacco
La fermezza
La conservazione
La strutturazione
L’astrazione
L’individualità
Il controllo
L’essenzialità
Il fare

7 anni fa
Coppia
Abruzzo, Pescara
CERTIFICATO

Qui dal 29.10.2016 -
Quotato da Cpbixo,
Quotato da Ade-69,
Femminile e Maschile: le Differenze Scritte nei Codici

di Simona Oberhammer

Universo femminile e universo maschile: due modi differenti di pensare, di relazionarsi, di vedere il mondo e di vivere le emozioni.
Uomini e donne concepiscono la vit [...]
Cazzo! .... sono un uomo! 😮 😳
Tocca segnalare un profilo fake allora..... 😋 💋

7 anni fa
Singolo
Lombardia,
CERTIFICATO

Qui dal 29.07.2016 -
Cpbixo In quali codici ti riconosci e in quali invece no?

Dai una percentuale in cui ti riconosci ai seguenti codici ( da 0% a 100% )

Interconnessione
Intuizione
Empatia
Sentimento.
Settorializzazione
Sistematizzazione
Leadership
Ragione
Il morbido
L?accoglienza
Il ricettivo
L?accudimento
La sensibilità
La flessibilità
Il cambiamento
La creatività
La praticità
La collettività
Il lasciarsi andare
La complessità
L?essere
Il duro
L?eroismo
L?attivo
La protezione
Il distacco
La fermezza
La conservazione
La strutturazione
L?astrazione
L?individualità
Il controllo
L?essenzialità
Il fare

7 anni fa
Coppia
Abruzzo, Pescara
CERTIFICATO

Qui dal 29.10.2016 -
Quotato da emmegei,
Con le persone disordinate si vive meglio e si impara di più.
Sono creative, spesso geniali, flessibili ai cambiamenti e molto aperte sessualmente.
L'ordinato risponde ad un bisogno di simmetria, cerca di creare intorno a sé un benessere f [...]
Non rompere il cazzo , metti quelle scarpe vicine e piega il pigiama 😋 😋 😋 😋

7 anni fa
Singolo
Lombardia,
CERTIFICATO

Qui dal 29.07.2016 -
Non tutti i disordinati lo sono realmente.
Molti appaiano disordinati solo a chi ritiene l’ordine secondo dei parametri generali. Ma spesso chi ci appare disordinato in realtà segue un proprio ordine nel suo caos apparente ( noi non ci raccapezziamo ma loro troverebbero tutto nel loro caos e guai a spostarlo perché nell’ordine Generale non troverebbero più nulla. ).
Altri invece trasmettono il loro disordine interno anche all’estero e non solo non si orientano nel loro disordine ma tendono a incolpare gli altri della loro incapacità a trovare le cose nel proprio disordine.

7 anni fa
Singolo
Abruzzo, L'Aquila
Qui dal 30.11.2013 -
Sesso orale e caffè in Svizzera: presto sarà realtà in un bar

https://www.italianiemigrati.com/sesso-orale-e-caffe-in-svizzera-presto-sara-realta-in-un-bar/?fbclid=IwAR0sclGlhz72_VG5JUv_iM-6-yfuzaAhoKjNnk816ahMYydhoMhzP28VCBA

Sesso orale: se autorizzato, sarebbe il primo caso europeo di una pratica già diffusa in Thailandia. Tutto vero, accade a Ginevra: con circa 55 euro il pacchetto includerebbe un caffè e una ragazza per qualche minuto.

Il prezzo non è proprio quello della solita colazione al bar ordinata al bancone, ma l?idea di un imprenditore svizzero è di offrire un servizio che a oggi non ha eguali in Europa. In sostanza si ordina un caffè, lo si paga una sessantina di franchi svizzeri (circa 55 euro al cambio attuale) e compreso nel prezzo si riceve anche un rapporto orale.
Ma come funzionerebbe il servizio in questo ipotetico bar di Ginevra? In sostanza si seleziona su un tablet una ragazza tra quelle messe a disposizione dal locale, ci si siede al tavolo e si ordina un caffè (quello macchiato costa 5 euro in più) mentre ci si lascia distrarre dall?atmosfera del bar.

Qualche minuto dopo, però, insieme alla colazione arriverebbe anche la massaggiatrice, che rimarrebbe a disposizione per il tempo necessario a concludere la prestazione. In tutto il servizio dovrebbe durare dai 5 ai 10 minuti e sarebbe accessibile dalle prime luci dell?alba fino all?ora dell?aperitivo, a quanto pare dalle 6 alle 20.

Il condizionale al momento è d?obbligo perché a oggi il locale non è aperto ma sta ancora seguendo l?iter burocratico delle autorizzazioni, dunque per adesso siamo ancora a livello di semplice proposta.

In Svizzera in ogni caso la prostituzione è legale (anche se sottoposta a rigidissimi controlli), quindi non dovrebbero sorgere particolari impedimenti formali nei confronti dell?azienda.

Al momento il fascicolo con la richiesta è stato consegnato alla polizia di Ginevra e al dipartimento di sicurezza e dell?economia, chiamato a valutare anche se il prezzo è davvero adeguato al servizio proposto. Dal punto di vista legale dovrebbe essere sufficiente registrare il locale come un centro massaggi (e non come un semplice bar), aderire alla convenzione nazionale contro lo sfruttamento e la prostituzione, oltre che iscrivere sia il gestore sia tutte le ragazze lavoratrici presso i registri della polizia della città.

Inevitabilmente la proposta ha acceso aspre polemiche, a cominciare dalle associazioni per i diritti delle donne che hanno già annunciato una dura battaglia contro l?apertura del locale.

La notizia è stata riportata per la prima volta dal giornale online ginevrino Le Matin lo scorso 15 giugno, e poi è stata immediatamente ripresa da Il portale del ticino e da altri quotidiani italiani (qui, qui, qui e qui). Molti hanno creduto che si trattasse di una bufala, tanto che sia Bufale.net sia Debunking.it hanno pubblicato precisazioni sul caso e hanno confermato che si tratta di una storia vera. A volte, però, si è fatto leva su questa vicenda con titoli eclatanti per fare un po? di clickbait, ad esempio parlando genericamente di ?sesso orale al prezzo di un caffè?.

L?imprenditore che sta cercando di importare in Europa questo modello di business ha anche accettato di rilasciare interviste: si tratta di Bradley Charvet, che lavora per la ditta Facegirl, che ha sede a Ginevra ed è dedita ufficialmente a ?escort e massaggi erotici? e all?apertura di locali sia in Svizzera sia in Thailandia.

Intervistato da Le Matin, Charvet ha dichiarato che spera di poter aprire il locale entro la fine dell?anno, e nel frattempo promette di provare a mettere a punto un?offerta analoga anche per la componente femminile della propria clientela. Per dare una parvenza di serietà al progetto, l?imprenditore ha spiegato che alla base dell?iniziativa ci sarebbe anche una motivazione scientifica: alcuni studi (non meglio precisati) avrebbero dimostrato che l?uomo sia in grado di iniziare la giornata lavorativa al meglio se raggiunge il luogo di lavoro ?già soddisfatto?.

Ehm...
Ed ecco dimostrato come la buon'anima di Mike Buongiorno c'aveva visto lungo ordinando caffè con la famigerata Grappa Bocchino 😮

7 anni fa
Singolo
Abruzzo, L'Aquila
Qui dal 30.11.2013 -
Quotato da Gilda_G,
Quotato da alessiocince,
Sesso orale e caffè in Svizzera: presto sarà realtà in un bar

https://www.italianiemigrati.com/sesso-orale-e-caffe-in-svizzera-presto-sara-realta-in-un-bar/?fbclid=IwAR0sclGlhz72_VG5JUv_iM-6-yfuzaAhoKjNnk816ahMYydhoMhzP28VCBA

Sesso orale: se autori [...]
55 euro ? Sempre meno di un caffè al tavolo al Florian di Venezia (e senza pompino)
Lí applicano prezzi trasgressivi in effetti 😮

7 anni fa
Singolo
Abruzzo, L'Aquila
Qui dal 30.11.2013 -
NOTIZIE DAL MONDO....

11 anni fa, l’inglese Amethyst Realm ha rinunciato alle relazioni con gli uomini scegliendo invece di “fare sesso con i fantasmi”. Ora afferma di aver iniziato una relazione “piuttosto seria” con un essere incorporeo, e spera anche che ci sia un modo per la coppia di iniziare una famiglia insieme.
Amethyst è una “consigliera spirituale” che sostiene di avere avuto 20 incontri sessuali diversi con apparizioni spettrali nell’ultimo decennio.

Durante un recente viaggio in Australia, afferma di aver incontrato quello che ora sarebbe il suo fidanzato. Amethyst afferma che lo spirito è tornato con lei nel Regno Unito. 6 mesi dopo il loro primo incontro, il rapporto è ancora forte. Mentre lei non è in grado di vedere il suo amante spettrale, dice che è in grado di comunicare con esso e anche impegnarsi nel rapporto sessuale. La donna dice di non essere è in grado di dire con certezza se il fantasma sia maschio o femmina, ma è fermamente convinta che la connessione tra i due sia autentica.

“Un giorno, stavo camminando attraverso la boscaglia, godendo della natura, improvvisamente ho sentito questa incredibile energia. Sapevo che era arrivato un nuovo amante”, ha detto la giovane donna. “È piuttosto serio, infatti abbiamo pensato di avere un figlio fantasma. So che sembra pazzesco ma ci ho pensato e non penso che sia del tutto fuori questione”

Amethyst crede che sia possibile per alcune donne rimanere incinte da fantasmi, ma poiché il corpo e la mente non sono in grado di elaborare correttamente l’esperienza, la gravidanza non va a buon fine. A suo parere, le gravidanze fantasma possano essere spiegate come “bambini fantasma” intrappolati nei corpi umani. Tuttavia, lei rimane ottimista sul fatto che lei riesca a trovare un modo per aggirare questi limiti: “semplicemente, non ho ancora capito come”.

La ragazza afferma di essere sempre stata in grado di comunicare con i fantasmi; tuttavia, la sua prima esperienza con il sesso paranormale è stata inaspettata. Racconta che ha sentito una presenza in una casa in cui si è trasferita con il suo fidanzato dell’epoca 10 anni fa. Quando il suo fidanzato se ne andò per un viaggio, decise di provare a fare qualcosa di più. “È stato un po ‘come un peso, ho sentito una pressione sulle mie cosce. Allo stesso tempo respiro fisico e carezze”, ha spiegato.

Per gli psicologi, però, le sensazioni della ragazza avrebbero ben poco di paranormale. Christopher French, professore di psicologia, crede di poter fornire una spiegazione razionale delle esperienze che l’ametista ha avuto: “’La paralisi del sonno è comune – dal 20 al 40 per cento delle persone dichiara di averlo sperimentato – ed è lo stato tra il sonno e veglia quando ti rendi conto che non puoi muoverti. In una percentuale più piccola della popolazione, si ottengono sintomi associati che possono essere molto spaventosi. Quello che viene comunemente riportato è il senso di una presenza – qualcosa o qualcuno nella stanza con te. Puoi anche avere allucinazioni dove vedi ombre scure o figure mostruose, puoi avere allucinazioni uditive – senti voci, passi – e anche allucinazioni tattili. Puoi sentirti come se venissi trattenuto, potresti sentirti come se qualcuno stesse respirando sul retro del collo, ti potrebbe sembrare di essere trascinato fuori dal letto”, ha aggiunto French.

TROVATO FINALMENTE IL SINGOLO di successo PERFETTO..... 😮

7 anni fa
Singolo
Abruzzo, L'Aquila
Qui dal 30.11.2013 -
Quotato da Gilda_G,
Quotato da alessiocince,
NOTIZIE DAL MONDO....

11 anni fa, l?inglese Amethyst Realm ha rinunciato alle relazioni con gli uomini scegliendo invece di ?fare sesso con i fantasmi?. Ora afferma di aver iniziato una relazione ?piuttosto seria? con un essere incorporeo, e spera anche che ci sia un modo per la coppia di iniziare una famiglia insieme.
Amethyst è una ?consigliera spirituale? che sostiene di avere avuto 20 incontri sessuali diversi con apparizioni spettrali nell?ultimo decennio. [...]

Amethyst crede che sia possibile per alcune donne rimanere incinte da fantasmi
Il problema è se una non vuole rimanere incinta ... come fare con i preservativi ?
Si usa il vecchio metodo del "salto nell'aldilà della quaglia" 😮

7 anni fa
Singolo
Lombardia,
CERTIFICATO

Qui dal 29.07.2016 -
La libertà degli antichi e la libertà dei moderni
Le distinzioni suggerite da Socrate e da Kant sembrano dimostrare che è possibile costruire la vita teoretica su diritti collettivi e non individuali senza cadere nel totalitarismo. Tuttavia, il tentativo di riproporre libertà collettive potrebbe andare incontro ad una obiezione di natura storica. Come si può pretendere di ricostruire una libertà degli antichi in un mondo dominato dalla libertà dei moderni?
La divulgazione della distinzione fra la libertà degli antichi e la libertà dei moderni risale allo scrittore liberale francese Benjamin Constant, che la espose nella celebre conferenza parigina del 1819, La libertà degli antichi paragonata a quella dei moderni. Le tesi principali di questa conferenza, che ha luogo in epoca di Restaurazione, sono le seguenti:
* la libertà degli antichi è autonomia politica collettiva; quella dei moderni libertà privata individuale;
* l'errore fondamentale della Rivoluzione francese fu la pretesa di realizzare la libertà degli antichi in una situazione ove era attuabile solo quella dei moderni.
Secondo Constant, una delle differenze più importanti fra la politica antica e la politica moderna, è il carattere rappresentativo dei nostri governi, che era del tutto assente nelle poleis greche, democratiche o aristocratiche che fossero, e negli altri regimi dell'antichità. Essendo il potere politico gestito senza mediazioni, la libertà degli antichi consisteva nell'esercitare collettivamente, ma direttamente, molte funzioni della sovranità. Questa libertà collettiva era compatibile con l'asservimento completo dell'individuo all'autorità dell'insieme, che si manifestava con istituti come l'ostracismo ateniese e il controllo censorio della vita privata spartana per opera degli efori. Gli antichi erano «macchine di cui la legge regolava le molle e faceva scattare i congegni». Di contro, oggi - dice Constant - per libertà s'intende il diritto di essere sottoposto soltanto alla legge, di non essere arrestato, né tenuto in carcere, né condannato a morte, né maltrattato per la volontà arbitraria di uno o più individui, il diritto di esprimere la propria opinione, di scegliere il proprio lavoro e di esercitarlo, di disporre ed usare della propria proprietà, di associarsi con chi si preferisce, di esercitare la propria influenza sull'amministrazione del governo. In breve, la nostra libertà è il «pacifico godimento dell'indipendenza privata».
Solo ad Atene, secondo Constant, ci sono tracce di questa libertà privata: Atene, infatti, era una città di commercianti. E interesse del commercio è la libertà dall'interferenza del potere pubblico, che ostacola i traffici con pastoie autoritarie, in nome di fini diversi dal guadagno e dalla soddisfazione dei desideri individuali. Lo scrittore francese arriva a dire, identificando evidentemente la libertà delle donne con la loro libera accessibilità sessuale, che gli Ateniesi erano tolleranti con le loro mogli in materia di adulterio - quando, a voler credere ad Aristotele (Politica, II.9, 1269b), una simile tolleranza aveva luogo nell'aristocratica Sparta e non certo nella democratica Atene, ove la dipendenza delle donne era totale. Non necessariamente la libertà della sfera privata comporta anche la libertà di coloro che in questa sfera vivono, soprattutto se si tratta di donne e di bambini.
Secondo Constant, l'autodeterminazione politica continua ad avere un grande valore, perché è un mezzo essenziale per conoscere e migliorare noi stessi tramite la discussione pubblica; ma la libertà degli antichi non è più praticabile per quattro motivi fondamentali:
1. maggiore è l'estensione dello stato, minore l'importanza politica del singolo cittadino: questo rende poco proponibile il sacrificio della libertà privata alla partecipazione politica.
2. l'abolizione della schiavitù ha eliminato il tempo libero da dedicare alla politica: oggi tutti devono lavorare.
3. il commercio, che pervade capillarmente la vita delle nazioni, non lascia, come la guerra, intervalli d'inattività: gli individui preferiscono dedicarsi alle speculazioni (economiche) piuttosto che alla discussione politica.
4. il commercio ispira un amore intenso per la libertà individuale di soddisfare i propri desideri, che mal si concilia con la sophrosyne (dominio di sé) richiesta al cittadino antico.
Molto probabilmente, più di un Greco antico avrebbe visto la libertà dei moderni, nel suo tipo ideale, come una libertà degli idioti, cioè, etimologicamente, dei privati o degli scemi. Le cose che hanno veramente un valore sono quelle compiute gratuitamente e liberamente: solo i poveri e gli schiavi sono legati dalla necessità al lavoro. E solo un idiota può vivere in questo modo per propria volontà, senza esserne costretto dalla violenza o dalla fame. In particolare, la democrazia ateniese del V secolo attribuiva un grande valore all'attività politica, a giudicare da quanto Tucidide mette in bocca a Pericle, che commemora i caduti della guerra del Peloponneso: «Siamo i soli a considerare chi non partecipa [agli affari pubblici] non già senza preoccupazioni (apràgmon) ma inetto (achréios)». (II, 40,2)
Inoltre, un Greco avrebbe probabilmente messo in dubbio che le mere libertà civili siano davvero al sicuro in un regime con una partecipazione politica limitata, ritualizzata, elitistica: un potere nei confronti del quale sono passivo, definisce anche le mie libertà private a suo arbitrio. Lo stesso Constant era, d'altra parte, consapevole che la libertà politica è comunque indispensabile, in quanto garanzia delle libertà individuali.
L'efficacia della distinzione di Constant è stata messa in discussione da Norberto Bobbio, nella prospettiva della storia delle idee. La storia della formazione dello stato costituzionale moderno dimostra che la richiesta della libertà politica è andata di pari passo con la rivendicazione delle libertà civili, anche se il conseguimento delle seconde spesso precede la conquista della prima: né Locke né Kant separano il principio della protezione delle libertà civili da quello della partecipazione del popolo alla formazione delle leggi. Non è dunque corretto - neppure storicamente - distinguere la libertà dell'individuo, in quanto privato, dalla libertà collettiva di chi partecipa ad una comunità che si autodetermina.
A difesa di Constant, si potrebbe sostenere che la sua distinzione non trova il suo miglior fondamento nelle idee e nella storia delle idee, bensì nella sociologia. La libertà dei moderni, in un mondo dominato così profondamente dalle esigenze del «commercio», non è, né può essere, la libertà nella sua interezza, ma è, per così dire, la libertà di cui dobbiamo accontentarci, perché è rimasta l'unica possibile. L'argomento più forte a favore del primato della libertà dei moderni, in questa prospettiva, si può ritrovare in un celebre passo di Max Weber:
[...] Il motivo ascetico fondamentale dello stile di vita borghese [è] che il limitarsi al lavoro professionale colla rinuncia alla universalità faustiana, che questa limitazione comporta, sia nel mondo moderno il presupposto di ogni azione degna di stima, che azione dunque e rinuncia si condizionano inevitabilmente a vicenda. Per [Goethe] questo riconoscimento significava rinuncia ed un addio a un tempo di piena e bella umanità, che non si rinnoverà più, nel corso della nostra civiltà, come nellìantichità non si rinnovò il fiorire di Atene. Il Puritano volle essere un professionista; noi dobbiamo esserlo. Perché in quanto l'ascesi fu portata dalla celle dei monaci nella vita professionale e cominciò a dominare nella moralità laica, essa cooperò per la sua parte alla costruzione di quel potente ordinamento economico moderno, legato ai presupposti tecnici ed economici della produzione meccanica che oggi determina con strapotente costrizione, e forse continuerà a determinare finché non sia stato consumato l'ultimo quintale di carbon fossile, lo stile di vita di ogni individuo, che nasce da questo ingranaggio, e non soltanto di chi prende parte all'attività puramente economica. Solo come un mantello sottile, che ognuno potrebbe buttar via, secondo la concezione del Baxter, la preoccupazione per i beni esteriori doveva avvolgere le spalle degli «eletti». Ma il destino fece del mantello una gabbia d'acciaio. Mentre l'ascesi imprendeva a trasformare il mondo e ad operare nel mondo, i beni esteriori di questo mondo acquistarono una forza sempre più grande nella storia. Oggi lo spirito dell'ascesi è sparito, chissà se per sempre, da questa gabbia.
La libertà dei moderni è dunque la libertà del mercato e dei privati nel mercato - la libertà, cioè, di muoversi entro i limiti di una gabbia che altri, in un passato ormai remoto, hanno scelto e definito, e nella quale ormai ci troviamo rinchiusi. Il prezzo di questa semilibertà è la limitazione della partecipazione politica e la rinuncia all'autonomia del tempo libero. Tuttavia, se è vero che i presupposti del primato della libertà dei moderni sono soltanto sociologici - nemmeno Constant nega l'interdipendenza ideale fra le libertà private e la libertà pubblica -, allora un mutamento o una differente comprensione delle condizioni sociali potrebbe ripristinare il corretto rapporto di interdipendenza fra libertà personali e libertà collettive. La distinzione di Constant, in altre parole, è valida soltanto provvisoriamente, nella misura in cui riusciamo a riconoscerci nella vocazione e professione (Beruf) del borghese.
Nelle comunità di conoscenza, l'interdipendenza fra le libertà personali e collettive è indispensabile ed evidente: la libertà individuale di Socrate - la sua possibilità di produrre e di condividere informazione - non potrebbe sussistere senza la libertà collettiva del pubblico di accedere e di interagire con quanto egli dice e diffonde. Viceversa, non potrebbe esserci autodeterminazione della comunità di conoscenza se non fosse riconosciuta e garantita la libertà individuale di produrre e di condividere informazione. L'esperienza di queste comunità, che prima della diffusione della rete è stata marginale, potrebbe diventare sociologicamente importante.
Oggi, infatti, si potrebbero mettere in dubbio gli aspetti dell'argomentazione dello scrittore francese connessi alla pervasività del lavoro e del commercio. Come ha sostenuto Jeremy Rifkin, il mondo del lavoro di massa e della conseguente scarsezza di tempo libero sta mutando in una maniera tale, almeno nei paesi sviluppati, da riproporre, sia pure in altri termini, la questione del senso dell'esistenza umana al di là della professione e dell'economia.
Fin dai suoi albori, la civiltà umana si è strutturata in gran parte intorno al concetto di lavoro. Dai cacciatori-raccoglitori paleolitici agli agricoltori del Neolitico, all'artigiano medievale, all'addetto alla catena di montaggio dell'età contemporanea, il lavoro è stato una parte integrante della vita quotidiana. Oggi, per la prima volta, il lavoro umano viene sistematicamente eliminato dal processo di produzione; entro il prossimo secolo, il lavoro di massa nell'economia di mercato verrà probabilmente cancellato in quasi tutte le nazioni industrializzate del mondo. Una nuova generazione di sofisticati computer e di tecnologie informatiche viene introdotta in un ampia gamma di attività lavorative: macchine intelligenti stanno sostituendo gli esseri umani in infinite mansioni, costringendo milioni di operai e impiegati a fare la coda negli uffici di collocamento o, peggio ancora, in quelli della pubblica assistenza.
Inoltre, la circostanza stessa che nelle società industriali avanzate la conoscenza sia diventata merce e mezzo di produzione, fa sì che molte più persone vengano a contatto con i valori e le procedure della vita teoretica. Capire se essa possa davvero venir parcellizzata e privatizzata è una questione vitale, se non per la libertà dei moderni, per quella dei contemporanei. Ci troviamo infatti dinanzi ad una libertà collettiva metapolitica, che, a differenza della libertà degli antichi, non consiste «nel partecipare direttamente alle decisioni dello Stato» bensì nel prender parte direttamente a una sfera pubblica diversa da quella politica, e intrinsecamente non coercitiva.

7 anni fa
Singolo
Lombardia,
CERTIFICATO

Qui dal 29.07.2016 -
Quotato da emmegei,
Quotato da Ade-69,
La libertà degli antichi e la libertà dei moderni
Le distinzioni suggerite da Socrate e da Kant sembrano dimostrare che è possibile costruire la vita teoretica su diritti collettivi e non individuali senza cadere nel totalitarismo. Tuttavia, il tent [...]
avevo un amico che quando non capiva determinati concetti sbottava con ' ma smettete di fare i filosofi e sporcatevi le mani '. La visione elitaria dei filosofi è sempre interessante ma spesso contraddittoria e astratta dalla realtà. Già nel 3d libertà , senza peraltro leggere questo, avevo accennato al lavoro intersecato col concetto di libertà. Gli antichi esentati dal lavoro avevano tutto il tempo per pensare ad una società il più possibile libera da ogni obbligo ma avevano schiavi obbligati a lavorare per loro. La progressiva estensione dei diritti ha redistribuito gli incarichi, gli obblighi , in pratica i diritti e i doveri non sempre con effetti equilibrati però. Non siamo affatto liberi e non sempre il colpevole è individuabile
La libertà in senso assoluto non è mai esistita ne mai potrà esistere, semplicemente perché tutti siamo legati ad obblighi, legami, e quant’altro ( ad esempio se pur dovessimo essere l’unico uomo sulla terra e quindi non correre il rischio di assoggettare nessuno, saremmo comunque limitatati nella libertà assoluta, semplicemente perché per mangiare dovremmo coltivare e cucinare ).
Quindi è più giusto parlare di libertà in senso lato, cioè di quelle libertà che pur non ledendo nessuno, e seppur legate ad obblighi, ci permettano di essere parte di un mondo che non ci pone ostacoli che ci differenziano gli uni dagli altri ( ad esempio un portatore di handicap dovrebbe poter contare su tutti quegli accorgimenti, come rampe parcheggi dedicati accesso al lavoro ecc. ecc. , che gli permettano comunque di vivere al pari dei normodotati). Questo almeno io intendo per libertà

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