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SONO MAGGIORENNE ESCI

La notizia del giorno

610 interventi
7 anni fa
Coppia
Abruzzo, Pescara
CERTIFICATO

Qui dal 29.10.2016 -
Quotato da Bull66_ME,
Quotato da Idrogeno,
Domani apro un thread sulle lavande vaginali e voglio vedere se anche li @misha hai qualcosa da insegnare .

(Adesso mi uccide ... però dai ... alle volte sei tuttologamente onnipresente ... 😄 😄) [...]
H, te l'appoggio con maschia eleganza 😋 😋 😋 😋
Per questo insisto nel dire di far uscire il meglio di @misha... che è sempre e soltanto quella santa donna che se lo sopporta!!!! 😋 😋 😋 😋
Bah, con un po? di arguzia potresti facilmente pensare che cerca di dividere il carico con voi .....mica è scema masha 😄 😄 😄 😄 😭

Comunque la differenza tra me e un tuttologo è che spesso o torto ma voi comuni mortali non ve ne accorgete ah ah ah ah

7 anni fa
Singolo
Puglia, Taranto
CERTIFICATO

Qui dal 10.04.2019 -
OCCHIO...😉
Talvolta si crede tanto nella famiglia da averne due. Ora però, sentenzia la Cassazione, far credere all’amante di essere single o divorziato quando non è vero è un reato punibile penalmente. Si tratta di «sostituzione della persona»: non basta però illudere il secondo partner di essere liberi da altri legami, si deve anche cercare un’utilità, come una convenienza economica o il semplice mantenimento di un rapporto sentimentale che altrimenti verrebbe perduto. 

7 anni fa
Singolo
Puglia, Taranto
CERTIFICATO

Qui dal 10.04.2019 -
Quotato da paulfrancy,
Quotato da Francesconewage,
OCCHIO...😉
Talvolta si crede tanto nella famiglia da averne due. Ora però, sentenzia la Cassazione, far credere all’amante di essere single o divorziato quando non è vero è un reato punibile penalmente. Si tratta di «sostituzione della p [...]
e adesso come farai? 😮 😮 😄 😄
@francy non sono mai stato sposato... solo due convivenze di cui una abbondantemente lunga

7 anni fa
Singolo
Puglia, Taranto
CERTIFICATO

Qui dal 10.04.2019 -
Quotato da paulfrancy,


😎 😎 😎
Ahahahah
P.s. dico sul serio, credimi

7 anni fa
Singolo
Puglia, Taranto
CERTIFICATO

Qui dal 10.04.2019 -
Quotato da MaeWest,
Quotato da Francesconewage,
OCCHIO...😉
Talvolta si crede tanto nella famiglia da averne due. Ora però, sentenzia la Cassazione, far credere all’amante di essere single o divorziato quando non è vero è un reato punibile penalmente. Si tratta di «sostituzione della p [...]
Conosciamo un tizio che lo ha fatto per anni con una nostra amica. Mi domando oggettivamente come sia possibile fare una cosa del genere. A livello pratico intendo. Perché se l'amante sa della relazione del proprio partner è un conto, ma se è convinta che sia libero, quante e quali balle bisogna inventarsi per farglielo credere? O viceversa, quanto improsciuttata deve essere l'amante per non rendersene conto?
Vero, anche secondo me è difficilissimo, ma a quanto pare è possibile.

7 anni fa
Singolo
Puglia, Taranto
CERTIFICATO

Qui dal 10.04.2019 -
Quotato da Tiziana_,
😇

E certo dopo la chiusura del perculamento... subiro' in ogni dove 😋 😋 😋 non vi bastava il succo di mela verde? 🙂 ... aprirò un 3d singole perfide 😄 😋 🙂 visto che manca come appellativo 😎

7 anni fa
Singolo
Puglia, Taranto
CERTIFICATO

Qui dal 10.04.2019 -
Quotato da paulfrancy,
@francesco

ieri hai rischiato di prendere l'olio di ricino 😄 😄 😎 😎
Lo so 😮 infatti ho subito mollato la tastiera del cellulare 😄

7 anni fa
Singolo
Lombardia,
CERTIFICATO

Qui dal 29.07.2016 -
Chiedo gentilmente a tutti di non denaturare questo thread.

Se cercate qualcosa di leggero di seguito vi do un elenco di thread spensierati e poco impegnativi, dove fare una semplice battuta e che non necessitano di altro:
IL TAVOLINO DEL BAR
L’ANGOLO DEL PERCULAMENTO
IL PAZZO THREAD DEGLI OT....
Dillo con un Meme
Angolo dell'umorismo

O ancora thread dove fare aggregazione attraverso delle foto e la nostra voglia di esibizionismo come ad esempio:
Bel fondoschiena
Sensualità
Io l'interpreto così..........
Mischiamo le carte
La mia estate
L’album fotografico
ESCILA
full monthy

Grazie

7 anni fa
Singolo
Puglia, Taranto
CERTIFICATO

Qui dal 10.04.2019 -
Hai ragione @Ade ti chiedo scusa 😳 però il post della notizia va bene😉

7 anni fa
Singolo
Puglia, Taranto
CERTIFICATO

Qui dal 10.04.2019 -
Youtube ha creato youtubekids un'app con contenuti solo per bambini. Credo sia la strada giusta, specie per le grandi piattaforme, quella di separare i contenuti per bambini e giovanissimi che ormai usano smartphone e tablet più dei genitori, da quelli per gli adulti.

7 anni fa
Singolo
Lombardia,
CERTIFICATO

Qui dal 29.07.2016 -
“LA CULTURA DELL’APPARENZA, LA NOSTRA DECADENZA”

Scritto da Nicola Vacca
Da il Giornale - Domenica 04 Settembre 2011

“Non viviamo una crisi economica, è una crisi morale, per questo sarà tanto difficile uscirne”. José Saramago, premio Nobel per la letteratura, qualche giorno prima di morire pronunciò queste parole. Un lascito spirituale per la nostra civiltà in agonia. Parole giuste di un grande intellettuale su cui vale la pena aprire una riflessione. Quando la morale entra in crisi una società non è più in grado di generare intelligenza e diventa sempre più difficile trovare una via d’uscita diversa dalla decadenza.
L’intelligenza è un bene raro nella nostra epoca. Non se ne trova in nessun luogo. È proprio così.  Se mi guardo intorno non vedo nessuno che si legge dentro. Ci affatichiamo per costruire la società dell’apparenza. Il culto dell’immagine a ogni costo è quello che conta. Tutto quello che deve emergere è quello che non siamo.
“Devo fabbricarmi un sorriso, munirmene, mettermi sotto la sua protezione, frapporre qualcosa tra il mondo e me, camuffare le mie ferite, imparare, insomma, a usare la maschera”.
Cioran guarda negli occhi la maschera che non riesce a infilarsi e condanna la viltà di coloro che la indossano con estrema facilità perché hanno paura di mostrarsi così come sono.
Oggi quasi nessuno riesce a fare a meno della propria maschera. Si ha talmente paura di farsi vedere a cuore nudo dall’altro, mostrarsi nella propria schiettezza, aprirsi con fiducia, farsi capire per quello che realmente si sente e si prova. Tutto nasce da questo complesso di timori. Siamo soltanto maschere che non hanno il coraggio di essere.
Non ci interessa l’essenza delle cose, ma il loro apparire. Preferiamo amarci male, che mostrare il volto vero dei nostri sentimenti. Sui luoghi di lavoro, come nelle relazioni sociali è più comodo indossare un’esistenza che non sia la nostra. Mostrare la propria con i suoi difetti e le sue fragilità è a dir poco sconveniente.
Siamo maschere che mentono, fedeli seguaci dell’apparenza e delle convenzioni. Abbiamo paura di conoscere noi stessi, e soprattutto riteniamo pericoloso che gli altri possano conoscerci per quello che in realtà siamo.
Indossando la maschera siamo gli artefici del grande inganno che mistifica tutto. Che fa diventare il tutto un cosmico niente.
La maschera uccide noi stessi e il mondo. Ma preferiamo non abbassare la guardia, non mostrare quello che siamo capaci di fare con il nostro cuore messo a nudo. Gli altri non devono sapere come siamo fatti davvero dentro. Dobbiamo mentire per guadagnarci un posto al sole nella società che giudica dalle apparenze.
Una maschera tira l’altra. Siamo un’inciviltà di maschere che si consuma nella menzogna.
Così tutto ci sembra perfetto, fabbrichiamo un sorriso tra il mondo e noi stessi, mettiamo sempre la parte peggiore di noi, che è il modo migliore per essere accettati in società.
Preferiamo essere uno nessuno e centomila, piuttosto che vivere un giorno di solitudine insieme alla parte più intima di noi.
“Come mai ci sono cosi poche persone perbene? Ne ho abbastanza di questi abbozzi di umanità, di queste caricature, di questi esseri riusciti a metà”.
Cioran, ancora una volta, pugnala con le sue parole questo nostro tragico tempo dell’apparenza, nel quale difficilmente avremo il coraggio di rinunciare alla maschera.
È sufficiente tutto questo per affermare che una civiltà sente vicina la propria fine. Direi proprio di sì. Chiamate il prete, è ora di celebrare il funerale del nostro tempo che si è spento perché nessuno ha avuto il coraggio di chiamare le cose con il loro nome.

7 anni fa
Singolo
Lombardia,
CERTIFICATO

Qui dal 29.07.2016 -
Articolo tratto da:
La stampa - Pubblicato il 15/06/2012

Le donne italiane e l’autostima: ecco come e perché
Un’inedita ricerca ISPO per TENA ci fa compiere un viaggio nel vissuto femminile, tra emotività e quotidiano in cui si racconta come e perché le donne italiane si sentono sicure e hanno fiducia in sé stesse, pur nella consapevolezza di vivere in un periodo storico particolarmente difficile
Pur vivendo un clima d'incertezza le donne italiane mostrano di aver conquistato un buon livello di autostima
Le donne italiane in quest’epoca di incertezze e recessione in realtà sono più forti di quanto ci si poteva aspettare.
Una donna dunque sicura di sé e delle proprie capacità anche se prova un certo timore verso il futuro. Una donna realizzata e attenta soprattutto alla propria dimensione professionale e al benessere psico-fisico. Questo è il ritratto inedito, e a tratti inaspettato, delle donne italiane che emerge dalla ricerca “Donne e Autostima”, realizzata da ISPO per TENA e presentata ieri a Milano durante un talk show al quale hanno preso parte Renato Mannheimer, Presidente ISPO, Irene Bozzi, psicoterapeuta, Daniela ‘Dania’ Farnese, blogger, e Massimo Perachino, urologo.
L’autostima non è un sentimento “facile”, che si può raggiungere a parole o con l’autoconvinzione, ma emerge mutuato dalla conoscenza di sé, dal desiderio di approfondire e mettersi in discussione. E, a quanto sembra, le donne italiane ne escono bene, mostrando una capacità di introspezione efficace. Lo dimostra l’indagine condotta su un campione di 600 donne italiane tra i 25 e i 65 anni, distribuite su tutto il territorio nazionale e rappresentative dell’intera popolazione femminile. Una ricerca quantitativa studiata e condotta ad hoc tramite interviste telefoniche (sistema CATI).
Dai dati raccolti emerge quindi che per la maggioranza delle Italiane (89% del campione), l’autostima ha una valenza positiva e non rappresenta una fonte di stress o un continuo esame. Con sorpresa, a essere più convinte di questo sono le donne tra i 25-34 anni (93%) e le over 55 (90%), ossia la fascia d’età che si approccia al mondo del lavoro e alla realizzazione di sé e chi, invece, è serena per aver già raggiunto importanti traguardi.
Ma quali sono gli aspetti della vita quotidiana che influiscono sull’autostima femminile? Dalle risposte ottenute si scopre che al primo posto si trova la famiglia, seguita dal benessere psico-fisico, le relazioni sentimentali e dal lavoro. In coda, benché di questi tempi sia un problema per molte famiglia, arriva il benessere economico, preceduto tuttavia dalle relazioni sociali.
«Si capisce quindi come, in larga misura, le donne riconoscono il forte condizionamento che alcuni aspetti della vita esercitano sul proprio livello di autostima: in primis, famiglia e benessere psicofisico – spiega Renato Mannheimer – anche se per le più giovani, e in modo più marcato rispetto alla media, sembrano essere tuttavia determinanti soprattutto il lavoro e le relazioni sociali».
Fattori condizionanti a parte, 1 italiana su 2 dichiara di avere un’altissima stima di sé (48% del campione) e si tratta soprattutto di 45-54enni, laureate, lavoratrici (dirigenti, imprenditrici e libere professioniste, ma anche impiegate e insegnanti), residenti soprattutto nel Nord Est.
«Dalla ricerca emerge il profilo di una donna sicura e realizzata – continua il prof. Mannheimer –  capace di trovare dentro di sé le soluzioni per una quotidianità sempre più complessa e articolata».
Il clima di incertezza ha comunque piantato il suo seme nei cuori delle donne e, nonostante questa dichiarata sicurezza in se stesse, il futuro sembra essere un aspetto in grado di portare un po’ di crisi nelle intervistate, recando timori e limiti nei progetti.
«Le donne sono poliedriche e multitasking – commenta la blogger Daniela ‘Dania’ Farnese – riescono a gestire casa e lavoro, si occupano dei figli e, contemporaneamente, della loro professione. Sono da sempre intraprendenti (fu Eva a prendere l’iniziativa della mela nel Paradiso Terrestre), per questo motivo, nonostante la crisi che le rende categoria ancora più svantaggiata a livello sociale e professionale non perdono la fiducia in loro stesse, la sicurezza di sé e la caparbietà. Le donne hanno decisamente una marcia in più».
L’elemento che dunque accomuna le donne con alta e bassa autostima è il timore per il futuro. Differiscono invece in maniera più profonda gli aspetti più legati all’autorealizzazione e alla serenità. Tra le donne con grande autostima, la salute e il lavoro diventano gli elementi condizionanti in positivo e che determinano questa sicurezza di sé, mentre tra chi non si ama influiscono soprattutto le relazioni sociali.
«Sicurezza e timidezza – spiega  Irene Bozzi – sono i due estremi del concetto di autostima. Non è detto, però, che chi appare molto sicura di sé abbia effettivamente un’alta stima di sé stessa. È da sottolineare come ognuno di noi nasce con il proprio carattere, determinato anche dal DNA. È, invece, la nostra personalità che si costruisce man mano, grazie all’identificazione di sé stessi, con il mondo esterno e con gli aspetti familiari, sociali e amicali, per tutta l’infanzia e soprattutto nella fase adolescenziale. E questo processo influisce decisamente sulla nostra autostima, in quanto ci porta a rielaborare noi stesse in maniera più o meno positiva».
Autostima figlia dei tempi? Dalle risposte delle partecipanti emerge un riscontro positivo mostrando che per una donna su due il livello di autostima è andato aumentando negli ultimi anni.
Sono in particolare le donne più giovani che accumulano nel tempo la stima di sé (59% nella fascia d’età 25-34 anni) e chi ha un titolo di studio (65% delle laureate rispetto al 29% delle donne con licenza elementare). Ma ciò che soprattutto sembra essere determinante nel condizionare l’autostima nel tempo è la dimensione professionale, con una forbice notevole che va dal 78% dichiarato dalle donne dirigenti, imprenditrici o libero professioniste, al 34% di chi invece è disoccupata.
Il lavoro diviene pertanto il primo dei fattori che paiono determinare l’autorealizzazione di una donna e di conseguenza la sicurezza di sé. Non stupisce, quindi, che proprio il lavoro è anche l’aspetto che si cambierebbe volentieri per potersi sentire pienamente appagata e realizzata. «Soprattutto nella società moderna – precisa Irene Bozzi – il lavoro è, per la donna, un mezzo per la realizzazione del sé che esula dall’attenzione verso la casa e la propria famiglia, che pure rimangono fondamentali. E questo nonostante la pluralità di ruoli che può ricoprire contemporaneamente (madre, moglie, lavoratrice, figlia e, in molti casi, supporto di genitori anziani) e malgrado le maggiori difficoltà che la donna incontra nel suo percorso lavorativo, rispetto all’uomo».
Certo, il lavoro ha il suo peso, ma se non c’è la salute… Infatti un altro fattore fondamentale che condiziona la sicurezza di sé, a tutte le età, è la salute e il proprio benessere psicofisico. A questo proposito, dalla ricerca emerge che per esempio per le donne le perdite urinarie rappresentano il disagio fisico potenzialmente più condizionante per la propria autostima. Addirittura più della menopausa e di patologie anche invalidanti come l’osteoporosi e l’ipertensione.
Nella maggioranza dei casi, le perdite urinarie sono provocate da un indebolimento dei muscoli del pavimento pelvico che tengono chiusa l’uretra. Per questo, per convivere con le perdite urinarie senza rinunciare alla propria vita attiva e al proprio benessere, diventa fondamentale il confronto con uno specialista, come spiega l’urologo Massimo Perachino: «Le perdite urinarie, anche piccole, quelle che avvengono sotto sforzo o perché la donna non riesce ad arrivare in tempo in bagno, costituiscono un problema assai diffuso, più frequente con l'aumentare dell'età. Oltre a costituire un ovvio problema di carattere igienico, le perdite urinarie possono minare pesantemente l'autostima della donna, causando disagio sia con sé stessa che nei rapporti con gli altri. Le perdite urinarie sono un sintomo, non una malattia di per sé, e vanno quindi indagate per identificarne la causa. Quando una donna inizia a lamentare il problema, il consiglio è di rivolgersi con fiducia allo specialista urologo per trovare le opportune soluzioni. Possiamo tranquillamente affermare che, se affrontata per tempo, non esiste un'incontinenza urinaria incurabile».
Almeno una donna italiana su due, direttamente o indirettamente, ha esperienza di perdite urinarie e chi soffre di perdite urinarie, rispetto alla media, sente in misura maggiore il problema come un ostacolo alla propria autorealizzazione.
In generale, benessere, socialità e spontaneità sono gli aspetti che potrebbero essere maggiormente condizionati da questo problema.
«L’avanzare dell’età è assolutamente naturale e fisiologico – spiega Irene Bozzi – per questo imparare ad adattarci, con i nostri limiti e, perché no, i nostri difetti è fondamentale fin dall’infanzia. Significa lavorare su noi stesse per raggiungere un buon livello di autostima che ci permetterà di vivere positivamente la nostra vita, anche in presenza di momenti di crisi, quali il parto,  il puerperio, la menopausa, momenti in cui siamo più soggette a scompensi ormonali che possono incidere negativamente sul nostro equilibrio bio-psichico. Vivere positivamente significa, quindi, accettare e imparare a convivere anche con una condizione, quale le perdite urinarie, tipica del sesso femminile».
«La società impone alle donne modelli fisici ideali e irraggiungibili – sottolinea Daniela Farnese – siamo bersagliate in continuazione da messaggi che ci invitano a essere belle, in salute e perfettamente curate. I problemi fisici, come le perdite urinarie, influenzano moltissimo la nostra autostima, perché non riusciamo più a riconoscerci nel modello di perfezione che ci viene imposto. Riuscire ad accettare che il nostro corpo non sia una macchina impeccabile potrebbe essere un primo passo per non lasciarci scoraggiare dai disagi fisici e per vivere serenamente i nostri difetti».
Per ogni donna, in presenza di perdite urinarie, scegliere la protezione più adatta significa soprattutto non rinunciare a sentirsi femminile, attiva e a stare bene con sé stessa.
Tra le varie opportunità che offre il mercato, c’è TENA Lady – che ha commissionato l’indagine e che ha appena ampliato la sua gamma con i nuovi assorbenti TENA Lady Mini Plus con ali: la soluzione in grado di garantire protezione, discrezione e soprattutto maggiore sicurezza e libertà di movimento.
Non permettiamo dunque a un subdolo problema di minacciare l’autostima così faticosamente conquistata nel corso della propria vita.

7 anni fa
Singolo
Puglia, Taranto
CERTIFICATO

Qui dal 10.04.2019 -
Antonio, italiano, operaio, verrà giudicato per l’accusa pesantissima di tentato triplice omicidio. L’ultimo atto di una storia di sangue che se non fosse tragica sarebbe comica, consumata dentro un locale per scambio di coppie.

Due amici, Antonio decide di divertirsi passando la notte in un night, noto per lo scambio di coppie. I due entrano nel locale, passano alla cassa e lasciano 50 euro a testa. Con poca eleganza, dopo il pagamento, Antonio pretende di avere subito una coppia disponibile e inizia ad aprire tutte le tende che garantiscono un po’ di intimità agli scambisti. «Voglio una donna, di chiunque, comincia ad urlare, ho pagato e adesso voglio il servizio», e ancora cerca di inserirsi nelle coppie che stanno già consumando.

La vicenda si mette male da subito perché i primi due uomini intenti a consumare il rapporto cacciano Antonio e l’amico in malo modo. Inizia un parapiglia dentro il locale: «Chi sei, fai schifo, ma ti sei visto, vattene». E l’uomo realizza il pensiero che lo manderà in corto circuito: ho pagato e non mi prendo nessuna donna. Comincia ad insultare senza eleganza le persone del locale e apposto si mette a disturbare tutte le coppie protette dai separè. Il buttafuori cerca di mandarlo via, minaccia di chiamare la polizia, l’amico capisce e lo trascina fuori. Sembra tutto finito, si convince ad uscire dal locale per non rischiare di passare dei guai e la serata finirebbe lì, con una bevuta insieme all’amico e tanta rabbia da sfogare. Antonio però arriva a casa, è notte, rimugina sulle offese ricevute, medita la vendetta. E qui la storia si fa tragica, prende un coltello da cucina, si rimette in macchina, torna al locale decide di farla pagare a quelli che lo hanno insultato. Entra di nuovo nel locale, stavolta senza pagare, e va dritto dietro la tenda del primo uomo che lo aveva cacciato via.

Estrare il coltello e si accanisce sulla prima coppia, poi passa al secondo privè: «Mi lasci entrare, no?» e allora coltellate, poi un terzo cerca di arrivare in aiuto delle vittime, ancora una raffica di pugni e la lama conficcata nell’addome dell’ultimo malcapitato. I feriti alla fine di questa notte di rabbia e delirio saranno tre, uno grave che sarà operato d’urgenza per lesioni molto profonde, il secondo ricoverato al Niguarda in codice giallo. Il terzo con qualche taglio alle braccia ricevuto durante il tentativo di difendersi. Antonio, resosi conto del disastro tenta di scappare, si rimette in macchina accelera e sfonda il cancello chiuso davanti al locale, all’uscita trova la polizia che lo ammanetta.

Dal carcere non ha mai mostrato un segno di pentimento per quanto successo quella notte.

7 anni fa
Singolo
Puglia, Taranto
CERTIFICATO

Qui dal 10.04.2019 -
Quotato da MaeWest,
😮 fonte?
Volutamente ho eliminato la via del locale e qualche altra informazione. In realtà la notizia è di febbraio in quanto era prevista la prima udienza . Il fatto è avvenuto a Milano. La fonte un noto quotidiano del posto😉

7 anni fa
Singolo
Puglia, Taranto
CERTIFICATO

Qui dal 10.04.2019 -
Quotato da MaeWest,
Forse 50 euro per l'ingresso singoli sono troppo pochi 😄
Non ci sono più i privé di una volta 😄

7 anni fa
Singolo
Puglia, Taranto
CERTIFICATO

Qui dal 10.04.2019 -
La governatrice dell’Alabama, Kay Ivey, ha firmato la legge contro l’aborto approvata ieri dal Senato dello Stato Usa. Il provvedimento prevede un divieto quasi totale alll’interruzione di gravidanza in tutto lo stato, anche nei casi di stupro e incesto. Dopo la ratifica, il testo entrerà in vigore fra sei mesi. La legge, prevede che una donna possa abortire solo in presenza di un grave rischio per la sua salute o in caso di “anomalia letale” del feto. Al di fuori di questi casi, i medici che proveranno a praticare l’interruzione di gravidanza rischiano di essere condannati a 10 anni di carcere, che salgono a 99 anni nel caso in cui l’operazione vada a buon fine.

L’Alabama è uno Stato del Sud notoriamente molto conservatore e il disegno di legge è passato in Senato grazie ai voti di 25 senatori repubblicani, tutti maschi. “Per i molti sostenitori di questo provvedimento – ha poi twittato la governatrice – questa legge serve a testimoniare in modo possente la profonda convinzione della gente dell’Alabama che ogni vita è preziosa ed è un dono sacro di Dio”. La legge, una volta entrata in vigore, verrà probabilmente sospesa da un tribunale. Ed è proprio questa la volontà dei promotori del provvedimento, che hanno intenzione di portare la discussione via via sempre più in alto nei gradi di giudizio, fino ad arrivare alla Corte suprema. L’obiettivo è convincerla a rivedere la storica sentenza del 1973 “Roe v. Wade”, che rese legale l’aborto.
Oggi, dei nove giudici della Corte suprema cinque hanno un orientamento conservatore (e le sentenze si votano a maggioranza). Tra questi c’è Brett Kavanaugh, proposto da Donald Trump e contestato per i casi di stupro di cui lo accusano tre donne. La sua posizione sull’aborto, espressa in diverse occasioni, è piuttosto restrittiva. L’Unione americana per le libertà civili e gli attivisti “pro-choice” hanno detto che contesteranno la legge in tribunale.

7 anni fa
Coppia
Liguria, Genova
CERTIFICATO

Qui dal 29.11.2017 -
Non riesco a immaginare che uno Stato possa costringermi a partorire...
E non solo nel caso di uno stupro o gravi problemi di salute.
Voglio poter interrompere la gravidanza in ogni caso perché è il mio diritto umano. Non capisco governi che danno diritti a un feto che dipendendo al 100% dal corpo della donna non può essere considerato un essere con qualche diritto. Gli unici diritti che contano in questo caso sono quelli della donna.
Ed è la donna a dare la vita al feto decidendo di portare avanti la gravidanza. Nessuno ha il diritto di costringerci a distruggere il nostro corpo e la nostra mente per un feto non voluto. Nemmeno se interrompiamo la gravidanza solo ed esclusivamente perché NON desideriamo un figlio.

7 anni fa
Coppia
Lazio, Roma
Qui dal 21.08.2015 -
Quotato da Francesconewage,
La governatrice dell’Alabama, Kay Ivey, ha firmato la legge contro l’aborto approvata ieri dal Senato dello Stato Usa. Il provvedimento prevede un divieto quasi totale alll’interruzione di gravidanza in tutto lo stato, anche nei casi di stupro e ince [...]
una cosa indegna 😇

7 anni fa
Singolo
Puglia, Taranto
CERTIFICATO

Qui dal 10.04.2019 -
@Black purtroppo se leggi bene è consentito solo in caso di rischio della vita , lo stupro e l'incesto non prevedono secondo questa legge la possibilità di interrompere la gravidanza 😮 😮 😮

7 anni fa
Coppia
Liguria, Genova
CERTIFICATO

Qui dal 29.11.2017 -
Quotato da Francesconewage,
@Black purtroppo se leggi bene è consentito solo in caso di rischio della vita , lo stupro e l'incesto non prevedono secondo questa legge la possibilità di interrompere la gravidanza 😮 😮 😮 [...]
Lo so... anche in Polonia è così.
Ovviamente in Polonia basta pagare bene e quasi tutti i medici interrompono illegalmente la gravidanza.
Anche al settimo mese...
Queste sono le conseguenze della legge del tutto ideologica.
Si abortisce tanto e tardi e nelle condizioni sanitarie precarie.
Ma i pseudocristiani credono di salvare “bimbi”.
Niente di più ingenuo.

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