Lui & Lei

Viviana


di massimocurioso
16.06.2024    |    27    |    0 6.0
"” Mi giro e vedo un paio di ultrasessantenni con la pelle bruciata dal sole che si segano commentando senza preoccuparsi di non essere sentiti..."
È una tersa giornata di fine giugno quando rimetto piede nell’isoletta siciliana senza nascondere una certa emozione. Non ci mettevo piede da anni, prima del covid. L’avevo scoperta quasi per caso, durante una vacanza con la mia ex compagna, e me ne innamorai al punto che ci passai quello e i due anni successivi.
Il sentiero è scosceso e impervio ma già intravedo il mare e sono felice che tutto sia rimasto come l’ultima volta che ci sono stato.
“Wow! Che spettacolo!”
Lei si chiama Laura, ha (dice lei) dieci anni meno di me, i capelli a caschetto colorati di blu e un piercing sul naso.
“E non hai visto ancora niente.”
Devo piegare la spalla per prenderle la mano. È bassa e magrissima, al punto che il reggiseno del costume contiene più aria che sostanza. Non importa, tra qualche minuto non le servirà più. In compenso ha un culo da favola che ho collaudato personalmente fin dalla prima notte che abbiamo passato insieme.

Stavo ballando da solo a una festa privata organizzata da un amico e lei mi aveva avvicinato iniziando poco dopo a strusciarsi su di me. Su due piedi pensai che fosse ubriaca o sotto stupefacenti e preferii evitare guai. Quando poco dopo eravamo appartati dietro a un capanno a pomiciare, glie lo chiesi.
“Quando gli effetti di quello che hai in corpo passeranno, capirai di aver fatto una cazzata.”
Mi guardò e sorrise.
“Mi piacciono gli uomini maturi.”
E sfilò le mutandine sventolandole sotto il mio naso.
“Meglio di no. Non voglio problemi.”
Alzò gli occhi al cielo, poi s’inginocchiò e lo tirò fuori.
La ragazzina ci sapeva fare. Dopo aver deglutito il mio sperma, restituii le mutandine che nel frattempo mi aveva affidato e dissi.
“Magari domani, quando sarai lucida. Ti lascio il numero.”
Fui sorpreso di sentirla, la sera dopo. Soggiornavo in un bungalow di un villaggio per single, da quella sera stessa lei prese i bagagli dall’appartamento in centro che condivideva con un paio di amiche e si trasferì da me. Durante il giorno lei se ne andava in giro con le altre, poi la sera tornava nel villaggio e facevamo sesso sfrenato per tutta la notte. Ben presto, però, iniziai a manifestare segni di cedimento: faticavo a tenere i ritmi di una ventenne. Mi ero tolto tutte le voglie con lei, decisi quindi che potevo osare, se a quel punto se ne fosse andata non ne avrei sofferto più di tanto.
“Io passo le giornate in una spiaggetta nudista, hai voglia di venire con me domani?”
“Non ho mai preso il sole integrale. Se mi vergogno, posso tenere il costume?”
“Certo. Puoi fare quello che vuoi. Intendo proprio tutto.”
Sorrise, non era una stupida e neanche inibita, anzi …
“Così potrò vedere quanto sei troia.”
Sapevo che le piaceva farsi chiamare in quel modo, e di certo, visto il modo con cui lo aveva agganciato, se non troia, si poteva classificare perlomeno come molto disinibita.
Appoggiò una mano sul mio sesso.
“Vuoi presentarmi qualche amico?”
“Tutti quelli che vuoi. “

Avanziamo quindi verso la riva e piazziamo l’ombrellone vicino a un gruppo di persone che ho conosciuto nei giorni scorsi. Laura saluta e senza battere ciglio si spoglia nuda, per niente imbarazzata dallo sguardo degli uomini a poca distanza da noi. Noto un luccichio sulla pelle glabra del sesso. Avvicino una mano e lei automaticamente divarica leggermente le gambe.
“Clip, pensavo ti facesse piacere.”
Faccio scivolare tra le dita una catenina di argento che fa da ponte tra due clip fissate alle due grandi labbra della vulva.
“Oh sì, e non solo a me.”
Mi giro e vedo un paio di ultrasessantenni con la pelle bruciata dal sole che si segano commentando senza preoccuparsi di non essere sentiti.
“Che figa pazzesca.”
Il più intraprendete si avvicina e le strizza un capezzolo mentre sua moglie continua a parlare con le altre donne nella più completa indifferenza. L’abbronzatura delle dita contrasta con la pelle bianca della ragazza che delimita in modo sfumato i limiti del costume.
Lei si lascia toccare, poco dopo arriva anche il secondo uomo che le accarezza il sedere. Infilo il medio tra le piccole labbra e la scopro bagnata. Non ho mai conosciuto una ragazza del genere e ne rimango stupito.
“La lascio nelle vostre mani.”
Faccio un passo indietro e rimango a guardare Laura che si avvia verso il bagnasciuga, seguita dai due.
(continua)
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