Gay & Bisex

L'Autobus


di Membro VIP di Annunci69.it Oldpig49
05.06.2024    |    84    |    0 6.0
"Vienimi a trovare se ti va, mi farebbe veramente piacere” mi dice mentre ci ricomponiamo, raccolgo i libri gli sorrido: “ Farebbe piacere anche a me…..."
Come tutte le mattine l’ autobus è strapieno, sono solo cinque fermate fino a scuola, sopporterò in silenzio il fastidioso contatto con persone sconosciute pensando che l’anno scolastico è agli sgoccioli, la primavera ha preso pieno possesso dell’ambiente , anche i miei appetiti sessuali, se mai si sono sopiti in inverno, salgono prepotentemente sulla scena; proprio stanotte ho fatto un sogno magnifico dove Fiammetta, la mia fidanzatina mi toccava l’uccello mentre la baciavo, sento ancora il sapore della sua lingua, mi stringeva forte il pene mentre io le carezzavo le cosce e risalivo con le dita verso il suo pube…..quando il fastidioso trillo della sveglia mi ha tolto dal sogno lasciandomi con il cazzo dritto.
Al solo pensiero sento l’inquilino che abita le mie mutande risvegliarsi, ma sento anche che un qualcosa di duro preme sulla mia chiappa destra, la cosa non mi dispiace, faccio finta di niente e non mi sottraggo anzi lentamente inarco la schiena per sentire meglio il corpo estraneo che somiglia tanto a un cazzo duro, il cuore inizia ad aumentare il suo ritmo, non era la prima volta che il membro maschile mi aveva fatto questo stupendo effetto, essere la preda invece che il cacciatore, ebbene si lo confesso il cazzo mi è sempre piaciuto e qualche volta mi sono messo le mutandine di mia madre facendo movenze non proprio mascoline immaginando di essere posseduta da un bel negrone con un cazzo enorme.
Il tipo dietro di me sta spingendo ancora, devo dare un segno tangibile di consenso.
Mi chino leggermente in avanti e ancheggio spudoratamente poi mi appoggio lentamente su di lui, capisce al volo, naturalmente, e la mia chiappa libera diventa preda della sua mano, giro lentamente il capo e mi lecco le labbra, più chiaro di così si muore, continua a palparmi e a strofinarsi sul mio culetto, penso che sia un vero peccato che fra due fermate dovrò abbandonare questo eccitante gioco, avrei voluto abbassare una mano e cercare il suo giocattolo per soppesarne durezza e lunghezza ma purtroppo con una mano devo tenermi e l’altra sorregge libri e quaderni.
Sono tremendamente eccitato ma la prossima fermata dovrò scendere, mi giro molto lentamente fino a trovarmi faccia a faccia col mio predatore, un bel viso rasato, pulito, occhi scuri, capelli grigi un po tarchiato ma piacevole alla vista, profuma di dopobarba, sorrido: “ MI scusi….scendo alla prossima…” sussurro languidamente, “ Anch’ io…” risponde sorridendo.
Si sposta, mi fa passare e si mette nuovamente dietro di me e mi mette la mano aperta sul culo per poi stringere con forza, quanto vorrei essere sua in questo momento, mi immagino femmina sotto di lui che mi scopa baciandomi in bocca ………Scendo dall’autobus, a cento metri c’è la scuola mi fermo un attimo e cerco il suo sguardo, mi sorride e mi fa un cenno con la testa come dire seguimi e si dirige verso il parco a destra, che fortuna che la mia scuola media sia vicino al palazzo della civiltà, detto il colosseo quadrato, e che l’E.U.R sia pieno di parchi con grosse fratte che nascondono alla vista il loro interno, lo seguo da lontano, lui ogni tanto si gira a guardarmi, penso che entrerò alla seconda ora.
E’ entrato in una di quelle splendide formazioni cespugliose, sono le sette e quaranta di mattina e il parco è vuoto,
mi infilo nel pertugio e lo trovo che mi aspetta massaggiandosi vistosamente la patta dei pantaloni, mi avvicino e mi lascio prendere, faccio cadere i libri in terra, lui mi afferra per la vita e mi stringe a se baciandomi il collo, mi afferra le chiappe io cerco la sua bocca sperando che gradisca, sembra sorpreso ma gradisce e di molto, mi infila la lingua in bocca io perdo ogni controllo e cerco il suo membro con la mano, lo tengo, è grosso e duro mi assale un irrefrenabile voglia di leccarglielo e di gustarne il sapore ma lui si scosta mi gira mi abbraccia da dietro e cerca di slacciarmi i pantaloni mentre struscia il suo arnese sulle mie chiappe, lo aiuto a slacciarmi i pantaloni, mi prende il cazzo in mano , mi gira di nuovo, si slaccia i calzoni e tira fuori un pene lungo e largo che si erge maestoso sotto i miei occhi, lo voglio ma lui mi rigira di nuovo e mi abbraccia facendomi sentire il suo arnese tra le chiappe mi afferra il cazzo e me lo massaggia delicatamente mentre cerca ancora le mie labbra, quanto vorrei essere posseduta in questo momento sentire il suo membro portatore di gioia invadere il mio vergine sfintere di ragazzo, mi gira di nuovo, sono una bambola nelle sue mani, si inginocchia e comincia a succhiarmi l’uccello mentre le sue mani esplorano il mio deretano duro come il marmo, mi lecca, mi succhia mi morde il glande con dolcezza, mi sento femmina e schiava del suo padrone che si alza e mi prende la testa accompagnandola verso il suo obelisco di carne calda, che bello il cazzo.
La potenza e la lussuria che emana un cazzo ben fatto nella sua massima erezione è una delle cose più belle del creato, apro la bocca e mi faccio chiavare dal mio uomo, è largo ma riesco benissimo a succhiarlo mentre con la lingua accarezzo la cappella, lui spinge la mia testa ed io cerco di ingoiarlo fino in fondo ma la mia ugola si ribella,
lui mi accarezza mi bacia mi stringe forte e mi infila li cazzo fra le cosce cominciando a scoparmi come se fossi una figa, mi bacia languidamente, mi morde le labbra, continua così ed io sono completamente senza volontà ho un solo desiderio: farlo godere, mi immagino femmina che si apre al suo uomo facendosi penetrare nella figa fino a sentire il suo seme caldo invaderle la pancia….” Vengo, vengo….” sussurra, è un attimo pensare che se non posso essere riempito nella pancia posso però assaporare il succo dei suoi coglioni pieni, mi abbasso e lo prendo in bocca , gli afferro le palle e mi faccio riempire di liquido caldo la bocca, mi sento una vera porca, uno strano sapore invade le mie papille gustative ma mando giù tutto lo sperma che ho nel cavo orale senza staccarmi dal meraviglioso asso di bastoni, lo succhio ancora , lecco le ultime gocce di sborra rimaste sul glande e mi sento soddisfatto, lui sorride mi accarezza la testa, mi passa il pollice culle labbra poi mi bacia, io mi stringo a lui, avrà una quarantina d’anni ed è tenero e dolce: “Come ti chiami?” Claudio rispondo io,” Sei bello Claudio vorrei rivederti” e tira fuori dal taschino un biglietto da visita, lo prendo poi lo guardo negli occhi e gli dico che anche lui mi piace molto:” Io vivo da solo…. vienimi a trovare se ti va, mi farebbe veramente piacere” mi dice mentre ci ricomponiamo, raccolgo i libri gli sorrido: “ Farebbe piacere anche a me….. ora vai prima tu io ho tempo, entro alla seconda ora”.
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