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Racconti Erotici > Gay & Bisex > LA MEGLIO GIOVENTU' p.10
Gay & Bisex

LA MEGLIO GIOVENTU' p.10


di Quandohai17anni
03.03.2019    |    3.202    |    3 9.3
"Salutai con un sorriso amaro, e proseguì verso casa..."
LA MEGLIO GIOVENTU’
CAPITOLO 10
Ciao a Tutti mi chiamo Federico ho 23 anni. E sono qua per raccontarvi di alcune vicende realmente accadute qualche anno fa, quando ho iniziato a muovermi nel mondo del sesso… Vi consiglio di leggere i precedenti capitoli per avere più continuità…
Il caldo d’agosto faceva capolino nella città semi- deserta, quasi tutti sono in vacanza. Sulle serrante delle attività commerciali alloggiavano i cartelli: CHIUSO PER FERIE, o, RIAPRIAMO IL… sono l’unico a rimanere qui. I miei genitori visto lo scarso profitto dell’anno scolastico hanno deciso che per quest’anno niente vacanze, e lasciandomi nuovamente solo a casa partirono per le loro vacanze.
Quello che mi pesava non era tanto la punizione, ma il ritrovarmi solo, perché la maggior parte dei miei amici erano al mare, mentre i 2 rimasti lavoravano, e riuscivano a liberarsi solo dopo le 20.
Nell’attesa che gli altri si liberino, condizionatore a palla, persiane chiuse e sdraiato sul divano mi annoiavo…. Non c’è un cazzo da fare, in tutti i sensi.
Giancarlo era al mare, Gianvito anche, spulciai i miei contatti ma nessuno era in zona, non provai nemmeno a chiamare… decisi allora di vedere un po’ i social.
Iniziai a scorrere sulla Home, ma niente di accattivante… decisi allora di vedermi un porno, mi alzai dal divano e andai a prendere della carta per non imbrattare niente. Ritornato sul divano aggiorno la Home e una foto attira la mia attenzione.
Un ragazzo sdraiato al sole con le gambe aperte, con un costumino a slip bianco gonfio… ci volle poco per farmi indurire il cazzo, calai le mie mutande, unico indumento che indossavo e presi a mandare su e giù la mano destra mentre impugnavo il mio cazzo.
Mi eccitava quella foto, non aveva niente di particolare, ma mi piaceva… e aumentando il ritmo venni sulla mia mano, me la passai sulle labbra e prendendo un fazzolettino mi ripulì per bene.
Preso dalla foga dell’eccitazione, non avevo nemmeno letto il nome di questo bel ragazzo che mi aveva regalato un attimo di felicità in una calda giornata noiosa.
Aprì il suo profilo, Davide, 16 anni, ragazzo di bell’aspetto. Dopo aver letto qualche suo informazione, vedi qualche suo post pubblicato giorni prima e poi andai nella categoria foto.
Scorrendo le foto, l’avevo riconosciuto, era il “barista” del Bar del centro, lo avevo sempre notato ma non sapevo il suo nome, e non sapevo nemmeno che fosse tra le mie amicizie. Scorrendo le foto, notai che aveva foto con dei ragazzi poco più grandi di me, dichiarati, che uscivano in gruppo tutti gay e lesbiche, e che visti da fuori sembravano omofobi contro gli etero. La cosa mi stupiva, perché questi suoi amici erano molto estrosi , ed esasperavano la figura dei gay (figura intesa come persona), mentre Davide no era molto maschio, ma siccome il mondo è vario, poteva essere gay o che ne so. Nella testa frullavano idee confuse, che si complicarono quando apparve la foto di Davide mentre limonava duro con una ragazza.

Spensi il pc, e continuando a pensare se fosse gay oppure no mi addormentai…
Mi svegliai con il pensiero fisso di Davide, dovevo indagare….
Domani è il mio compleanno, come festeggiarlo? Ovviamente al Bar dove lavorava Davide. Chiesi conferma ai miei due amici superstiti come me nella città e andai ad organizzare il mio 17° compleanno.
Entrai nel bar, chiesi un caffè e mentre giravo il mio caffè, mi apparve Davide in tutto il suo splendore. Camicia bianca leggermente arrotolata sulle braccia che faceva intravedere metà del suo tatuaggio che partiva dalla mano sinistra per poi finire dietro il gomito, occhiali con i vetri celeste appoggiati sul naso a patata, e le sue labbra carnose. Il suo collega aveva finito il turno, e adesso toccava a lui cominciare il turno.
Sorseggiai il mio caffè e chiedendo il conto chiesi se l’indomani fosse stato possibile festeggiare un compleanno, Davide gentilmente mi propose alcuni pacchetti, facendomi scegliere la convenienza. Feci segnare la mia prenotazione, e chiedendo se avesse segnato tutto una sua frase mi colpì: Tranquillo, tanto domani ci sono io. Gli sorrisi ma mentre lo facevo, entrò una ragazza che si buttò al collo di Davide baciandolo. Salutai con un sorriso amaro, e proseguì verso casa.
Tornai a casa a prepararmi ad uscire, e sotto la doccia mi convinsi dell’eterosessualità di Davide.
È il mio compleanno, sono le 10 del mattino, bevo un caffè e subito vado a rispondere ai tanti messaggi di auguri ricevuti sui social, nelle chat private…. Presi a ringraziare tutti, finiti i post del profilo lessi le chat privare: Francesco il mio migliore amico mi scrisse una lettera che parlava della nostra amicizia, quelle belle parole mi commossero; anche Domenico mio nuovo amico scrisse in maniera molto più ironica della nostra amicizia e concluse il suo messaggio dicendomi di studiare per gli esami che avremmo sostenuto a settembre. Lo ringrazia e andai avanti; Filippo, Max, Giancarlo e Gianvito e infondo alla lista il barista Davide che a mezzanotte spaccata si era preoccupato di farmi gli auguri, aggiungendo che era tutto pronto per la serata. Lo ringraziai con un grande sorriso, cercando di non farmi nessun film mentale.
La giornata passò tra le chiamate d’auguri dei parenti e i post d’auguri che ad ogni minuto riempivano la bacheca del mio profilo.
Indosso la mia camicia celeste, i mei pantaloncini marroncino, mi spruzzo un litro di profumo, indosso il mio orologio e via, il mio amico è giù che mi aspetta sul suo motorino.
Lasciamo i motorini e andiamo a goderci la serata nel bar da me scelto. Ci accomodiamo al tavolino riservato e facendo cenno a Davide di iniziare, arrivano al tavolo alcuni piattini pieni di pizzette e altri prodotti di rosticceria, da mangiare prima che l’alcool riempia lo stomaco e provochi giramenti di testa e bruciori di stomaco.
Mentre mangiavamo, il volume degli altoparlanti del bar aumentò notevolmente creando un atmosfera più di festa, poco dopo Davide si avvicinò al tavolo portando in mano un secchiello per il ghiaccio con all’interno delle bottiglie dove sul tappo erano legate delle candele magiche tutte accese.
Il compleanno proseguiva benissimo, noi 3 al tavolo pian piano svuotammo le bottiglie di vodka e di prosecco portateci poco prima… vedendo passare Davide, lo invitai e gli offri un bicchiere, e dato che non c’era molta gente lui accettò.
Poi arrivò il momento del dolce, altrimenti che compleanno sarebbe… al termine della festa io e i miei amici eravamo abbastanza brilli, non rendendoci nemmeno conto che fossero le 2 e mezza, i miei due amici uscirono dal bar mentre io mi recai alla cassa per pagare il conto. Pagai ringraziai tanto Davide e uscì anch’io dal bar. Uscendo mi ritrovai solo nel silenzio della notte in una città vuota anche di giorno….ancora fermo all’ingresso del bar, presi il telefono e chiamai i miei amici, mi dissero che stavano ritornando di fretta a casa perché il giorno seguente sarebbero andati a lavoro, conclusi la telefonata mandandoli cordialmente a fare in culo e chiusi. Alle mie spalle sentì Davide salutare il proprietario del bar, e uscendo vedendomi mi chiese che ci facessi ancora lì, spiegai la situazione e lui ridendo mi disse che mi avrebbe fatto compagnia nel tragitto perché lui era di strada, accettai con un sorriso smagliante.
Durante il percorso iniziammo a chiacchierare, Davide mi chiese più volte un parere sul suo operato durante la mia festa di compleanno, se la qualità prezzo fosse giusta, o cose del genere… io rispondevo in maniera molto superficiale, un po’ la fatica della strada un po’ l’alcool non riuscivo molto a parlare… poi Davide quasi sfogandosi mi disse che gli sarebbe piaciuto passare del tempo tra la gente però questa volta dall’altra parte di qualche bar, ma l’ora tarda non lo consentiva. Così gli dissi biascicando che se la mia compagnia gli piaceva, poteva venire a casa mia a bere qualcosa. Poi aggiunsi: “lo so che saremmo solo noi, ma meglio di niente”. Davide accettò sorridendo.
Arrivati, riuscì a stento ad aprire la porta di casa e precedendolo lo feci accomodare… ci accomodammo nel salotto tirai fuori delle bibite fresche e le poggiai sul tavolino… continuammo a chiacchierare, o meglio Davide parlava io ero ipnotizzato dalle sue labbra carnose oppure dai suoi grandi occhi color nocciola...
Prendendo conoscenza , interruppi il discorso di Davide e gli chiesi del suo tatuaggio e sollevando ancor di più la manica della camicia per farmelo ammirare, mi spiegò il suo significato.. poi continuò dicendo che ne aveva altri, allora chiesi di vederli, lui si alzò dal divano e sbottonandosi la camicia se la tolse facendomi vedere il maori tatuato su i suoi pettorali che mi mandarono in tilt gli ormoni… mi morsi il labbro inferiore per contenere l’eccitazione, poi continuai: “ne hai altri?”. Davide sorrise e rimanendo ancora in piedi si sbottonò i pantaloni e abbassandoli da un lato mi fece vedere il tattoo che aveva nella zona inguinale… morsi ancor di più le labbra non tanto per il tattoo quanto più per i peli pubici che si intravedevano… il mio cazzo ormai era svettante nelle mutande, non riuscivo più a trattenermi… mi alzai dalla sedia su cui ero seduto e gli andai incontro a Davide ancora lì in piedi a spiegare i significati dei suoi tattoo...
Arrivatogli vicino con l’indice della mano destra percorrevo il perimetro del suo tattoo e con respiro più profondo e affannoso chiesi se potevo toccare… Davide rimanendo ancora in piedi fecce di si con la testa e afferrandomi dal polso mi spostò la mano nella parte coperta dei suoi pantaloni.
Poi si avvicina al mio orecchio e mi sussurra: “ Ti va di farlo?”. Non aspettavo altro senza dire nessuna parola, mi abbassai sulle ginocchia e afferrando con entrambe le mani i pantaloni di Davide glieli tirai giù fino a sfilarglieli… Davide rimase ancora in piedi, non appena tolsi i pantaloni vedi il suo cazzo prendere forma adagiato sul lato sinistro delle mutande bianche che indossava.
Allargai l’elastico delle mutande e nel calarle il cazzo di Davide sbattè dritto sul mio volto, la cosa mi eccitò… quel bastone di 20 cm lungo e grosso di circonferenza era pronto per essere accolto nella mia bocca. Presi con la mano a segarlo e avvicinandolo al naso sentì l’odore della sua grossa e larga cappella rossastra… quell’odore non mi fece più trattenere, abbassai la zip dei miei pantaloni e dopo aver uscito il mio cazzo presi a menarmelo con forza… mentre la mano sinistra andava sul mio cazzo, la mano destra segava quel bel bastone di Davide il barista premuroso e bellissimo… spalancai la bocca per accoglierlo nella mia bocca, ma Davide mi afferrò dal mento e facendomi alzare e infilandomi la lingua in bocca, mi slinguazzò fino alle tonsille, poi mi gettò con una forte spinta sul divano, facendomi sedere sopra e dopo posizionandosi tra le mie gambe prese a slacciarmi i pantaloni e sollevandomi di forza me li tolse prendendo con se anche le mie mutande… afferrò il mio cazzo e cominciò a menarlo, io sono meno dotato di lui, il mio cazzo e più sottile e meno lungo benché sia di 18 cm… Davide apre la bocca e lo mette all’interno , e delicatamente continuando a menarlo con la mano destra passa la sua lingua tutta intorno alla mia cappella, poi aprì ancora di più la bocca e infilò il mio cazzo fino alla gola, potevo sentire con la cappella le sue tonsille, poi la richiuse e cominciò a succhiarlo per bene, le sue labbra stringevano sulla mia asta lasciandolo quasi asciutto tanto il suo risucchio…. Godo e mi dimeno sul divano, Davide continua a succhiare guardandomi negli occhi … lo afferro dal mento e avvicinandolo alla mia bocca gli infilo la lingua in bocca per ringraziarlo ma anche per fargli capire che anch’io ci sapevo fare con la lingua…
Davide si stacca dalla mia bocca si gira di spalle, mette le sue mani sul tavolino situato davanti al divano e tenendosi per bene sulle sue braccia muscolose, apre le gambe e avvicinando il suo culo alla mia bocca mi invita ad esplorare il suo buchetto… afferro le sue gambe sotto le mie braccia e con le mani allargo le sue chiappe… non era alla sua prima esperienza, Davide aveva un buchetto abbastanza allargato, quasi più del mio… uscì la mia lingua e cominciai a perlustrare il suo buchetto, e continuando ad allargare le chiappe davo dei colpi di lingua in quel buco slargato e continuando a leccare entravo sempre più dentro… Davide in bilico sul tavolino gemeva tirando la testa all’indietro… dopo averlo bagnato per bene ci sputai sopra e con due dita penetrai il suo culo, le mie dita entrarono agevolmente all’interno, Davide continuava a godere… le infilandole più infondo gli feci capire che ero pronto a penetrarlo… Davide scese dalla posizione assunta prima e posizionandosi nuovamente tra le mie gambe affondò di nuovo il mio cazzo nella sua bocca bagnandolo per bene, poi si alzò in piedi e allargando le gambe si posizionò su di me… afferrò il mio cazzo tra le mani e spingendolo verso il suo buco, lo fece sparire al suo interno… si posizionò meglio e facendomi rimanere immobile iniziò a saltellare sul mio cazzo, e mentre gemeva per la penetrazione si avvicinò al mio orecchio sinistro e iniziò a mordicchiare il lobo…. Io ero in estasi, allargai le mie gambe misi i piedi contro il tavolino e mentre Davide saltellava io con dei colpi di reni entravo sempre più prepotentemente nel suo culo, i nostri movimenti diventarono simultanei, Davide respirava forte nelle mie orecchie, ogni secondo sempre più forte, con le mani allargai ancor di più le sue chiappe e aumentando il ritmo facevo sbattere le mie palle nella zona circostante l’ano…. Davide non resisteva più godeva e si mordeva con forza il labbro inferiore mentre il mio cazzo rimbalzava sempre più forte nel suo culo… lo afferrai con forza dalle chiappe e senza uscire lo sdraiai sul divano, mi adagiai su di lui e continuandolo a penetrare cominciai a leccargli i capezzoli tutto intorno per poi afferrare tra i denti la pallina dei suoi capezzoli succhiandoli per poi rilasciandoli, Davide era in estasi…era ormai rosso in volto, allora inarcai la schiena all’indietro e continuando a passo serrato a scopagli il culo afferrai in mano il suo enorme cazzo, e iniziai violentemente a segarlo…. Ci volle poco per farlo esplodere in schizzi di caldo sperma che arrivarono fino sotto al mento di Davide che gemeva tremando per il troppo godimento…. Mi adagiai nuovamente su di lui e tenendo il cazzo dentro senza muoverlo presi a leccare il suo sperma sparso sul corpo marmoreo di Davide…. Quando finì si pulirlo per bene… Davide afferra il mio cazzo e sfilandolo dal suo culo inizia a menarlo timidamente per via della sua posizione scomoda che occupava… poi si rialzò dal divano e spingendomi dall’altro lato del divano mi fece sdraiare e sistematosi per bene tra le mie gambe prese a leccarlo minuziosamente senza mai infilarlo in bocca… poi con la mano lo afferrò con decisione e segandolo sempre più forte mi fece esplodere il mio cazzo in una fontana di sborra che ricadde tutta intorno alla bocca di Davide che continuava a menarlo ora con delicatezza e sbattendolo piano sulle sue labbra, la mia sborra continuava a fuori uscire colando sulle mani di Davide… il quale uscì la lingua e passandola sopra la mia cappella mi guardò negli occhi e mi disse: BUON COMPLEANNO FEDE!!!!!
Ci addormentammo sul divano ancora nudi abbracciati, il mattino seguente, Davide mi svegliò con un pompino e dopo aver ingoiato un altro litro di mio sperma, mi salutò per poi ritornare a casa.
Il rapporto con Davide è rimasto, siamo ottimi amici però da un po’ di tempo, la nostra è diventata solo amicizia senza più sfociare nel sesso, perché Davide è da 2 anni fidanzato con una splendida ragazza che lui ama e che lei ama a sua volta. A me non dispiace, anche se qualche volta sono geloso di lei perché quando vuole può avere quella mazza tutta per se….
Finite le vacanze, ritornai a scuola con Domenico mio nuovo migliore amico, e dopo aver superato gli esami di riparazione, ci avviammo verso il 4° anno delle superiori.
Le giornate diventarono poco a poco più fredde, ma calde nelle stanze in cui incontravo Gianvito, Giancarlo e Davide.
Oltre a seguire la scuola, i miei amici e le scopate, aiutavo mia madre in casa, ormai ogni giorno dopo aver studiato mi recavo al supermercato a fare la spesa…. Ma di questo ne parlerò nel prossimo capitolo
Spero che i miei racconti vi piacciano, altrimenti scrivete nei commenti dove posso migliorare per non deludere le vostre aspettative a cui vi ho abituato.
Federico.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.

Votazione dei Lettori: 9.3
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Commenti per LA MEGLIO GIOVENTU' p.10:


spartaco1977, gay Emilia Romagna
bello complimenti...racconti la realtà della vita
2 mesi fa
Antares10, gay Trentino
Meriti i complimenti davvero bravo bravo
2 mesi fa
mago599, singoli Campania
bravo continua

2 mesi fa


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