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Gay & Bisex

Studio privato a Roma–mi sono fatto inculare


di CoppiaPerTeVoi
04.02.2026    |    226    |    6 9.5
"Alla fine mi tira all’indietro, spinge fino in fondo e viene dentro il preservativo con un gemito lungo, il cazzo che pulsa dentro di me per secondi interi..."
Sono un uomo sposato, quarantenne, fisico normale, barba corta, sempre discreto.

Quel pomeriggio ero nello studio di un commercialista vicino a Via del Corso, Roma centro. Lui, 51 anni, 1.85, spalle larghe, mani grandi, peli neri che spuntano dal colletto della camicia bianca. Odorava di uomo fatto: colonia costosa mischiata a sudore leggero e cazzo già caldo.

Abbiamo finito di lavorare. Lui si appoggia allo schienale, allarga le gambe e sospira. Io alzo gli occhi e… cazzo. Il rigonfiamento nei suoi pantaloni grigi è enorme. Si vede la forma del cazzo, spesso, che scende lungo la coscia sinistra. La cappella preme contro la stoffa. Lui se ne accorge immediatamente.

«Mi stai fissando il pacco da cinque minuti.»
Voce bassa, roca, senza un filo di imbarazzo.

«Vuoi vederlo davvero?»
Non riesco a rispondere. Ho la bocca secca e il cazzo duro nei boxer.

Lui sorride cattivo, si alza, va alla porta, gira la chiave con un clic che mi fa sobbalzare. Torna davanti a me, si slaccia lentamente la cintura, abbassa la zip. Poi, con un gesto deciso, cala pantaloni e boxer fino alle ginocchia.
Esce fuori un cazzo mostruoso: 19-20 cm, molto spesso, venoso, circonciso, con una cappella larga, viola scuro, lucida di pre-sborra. Le palle sono pesanti, pendenti, coperte da peli neri. L’odore mi arriva dritto in faccia: maschio eccitato, muschio. Mi viene l’acquolina in bocca.

Non dice niente. Mi guarda. Io mi inginocchio sul tappeto persiano, gli prendo quel cazzo caldo e pesante in mano – pulsa, scotta – e me lo ficco in gola fino alle palle in un colpo solo.
«Ooooh cazzo…» geme lui, afferrandomi i capelli.

Succhio come una vera puttana: lingua che gira sotto la cappella, gola che si apre, saliva che cola a fiotti sul mento e sulle palle. Lo tiro fuori, lo lecco tutto dalla base alla punta, gli succhio le palle una alla volta, le prendo in bocca intere, le faccio schioccare. Poi di nuovo in gola, profonda, fino a quando il naso tocca i peli pubici. Lui mi tiene la testa ferma e inizia a scoparmi la bocca con colpi lunghi e lenti.

«Brava troia… prendilo tutto… senti come ti riempie la gola…»
I suoi gemiti sono bassi, animali. Il cazzo gli diventa ancora più duro, le vene gonfie mi strusciano sulla lingua.
Dopo dieci minuti buoni mi blocca la testa, spinge fino in fondo e sborra. Schizzi caldi, densi, salati, che mi colano direttamente in gola. Ne viene tantissimo, tre, quattro, cinque fiotti forti. Io mando giù tutto, tossendo un po’, leccando anche l’ultima goccia che esce dalla cappella.

Lui ha ancora il cazzo durissimo, lucido di saliva e sborra. Mi tira su, mi bacia con la lingua, assaggiando la sua stessa sborra dalla mia bocca.

«Adesso ti inculo.»
Mi gira di forza contro la scrivania, mi abbassa pantaloni e slip fino alle caviglie. Mi spalma un po’ di lubrificante sul buco con due dita, poi tira fuori dalla tasca un preservativo, lo srotola lentamente sul cazzo ancora bagnato, si spalma il lubrificante, poi appoggia la cappella grossa contro il mio culo.

«Rilassati… lo prendi tutto.»
Entra piano ma senza fermarsi. Sento la cappella che mi allarga, poi tutto il cazzo che scivola dentro fino alle palle. È grosso, brucia, ma è bellissimo. Lui resta fermo un attimo, poi inizia a scoparmi: colpi lunghi, lenti, profondi. Ogni volta che esce quasi del tutto e rientra di schianto sento le sue palle che sbattono contro le mie.
«Cazzo che culo stretto… ti piace sentirti riempire protetto, eh? Dimmi che sei la mia troia.»
«Sì… sono la tua troia…» ansimo io.
Mi scopa per venti minuti buoni. Cambia ritmo: veloce, poi lento, poi di nuovo forte. Mi tiene per i fianchi, ogni tanto mi dà una pacca sul culo. Sento il preservativo che scivola dentro e fuori, il rumore bagnato, i suoi grugniti.

Alla fine mi tira all’indietro, spinge fino in fondo e viene dentro il preservativo con un gemito lungo, il cazzo che pulsa dentro di me per secondi interi.

Quando esce, il preservativo è pieno di sborra calda. Me lo sfila, lo annoda, lo butta nel cestino. Poi mi pulisce il culo con salviette umidificate, mi dà un bacio sulla nuca e sussurra:

«Se vuoi rifarlo… chiamami. Sempre protetto, sempre sporco come oggi. Magari la prossima volta ti scopo anche in bocca dopo averti inculato.»

Da quel giorno non riesco a pensare ad altro.

Cerco qualcuno che voglia farmi inginocchiare, succhiare fino a svuotarlo in gola e poi incularmi protetto forte e a lungo…
Ho voglia si sentire esattamente cosa piacerebbe fare.
Sono molto, molto disponibile.
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