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incesto


Incesto senza fine 2

           di senzafine

 Scritto il 10.10.2007    |    Letture: 49.547  |    Votazione 8.5:

"Chiesi a mia moglie la ragione dei suoi timori e rispose: “ Il poveretto da tempo con grande fatica si alza dal letto solo per andare in bagno, non ha le..."
Mentre stavamo raggiungendo l’orgasmo con il mio cazzo immerso nella fighetta di mia figlia squillò il telefono, pensando che fosse mia moglie, con grande sacrificio andai a rispondere. In fatti era lei che mi avvisava la sua partenza alle 14 chiese anche come andava senza di lei. Risposi che andava tutto benissimo, ci salutammo e riappesi. Dentro di me pensai che meglio di così non sarebbe potuto andare, anzi era stato fantastico e meraviglioso.
Tornai dalla mia dolce amante che mi aspettava e ripresi a fare ciò che ero stato costretto a sospendere.
Continuammo ininterrottamente ad amarci fino alle 13 dopo aver raggiunto il mio terzo orgasmo. Feci la conta e realizzai che in 24 ore ne avevo raggiunto il numero incredibile di nove volte, e se non fosse tornata mia moglie avrei proseguito ancora. Questo miracolo eccezionale era dovuto esclusivamente alla smisurata attrazione che mia figlia provocava in me.

Poco prima delle 14 andammo nuovamente nel ristorante del giorno prima e quando terminammo tornammo a casa.
Poco prima delle 17 arrivò mia moglie, quando la abbracciai mi chiese cosa avessi, disse che mi sentiva agitato e il cuore che mi batteva forte. Con grande spirito risposi che era dovuto all’emozione di rivederla. Mi guardò sorpresa e compiaciuta mi abbracciò nuovamente con tenerezza.
Mia figlia stava a guardare e dopo un attimo di indecisione a sua volta abbracciò la mamma dicendole che ci era mancata.
Poi cominciò a parlarci di suoi zio e con tristezza disse che non stava bene per niente temendo la sua imminente morte.

Lo zio materno di mia moglie è un uomo di 86 anni che da molto vive solo ed è assistito da una donna che si reca a casa sua due volte al giorno per prepararle i pasti e badare alle faccende domestiche.
Mia moglie avendo vissuto con la madre vedova nella casa dello zio fino al suo quindicesimo anno è molto affezionata, lo ha sempre considerato come il suo secondo padre.

Chiesi a mia moglie la ragione dei suoi timori e rispose: “ Il poveretto da tempo con grande fatica si alza dal letto solo per andare in bagno, non ha le forze necessarie per fare le sue passeggiate come prima.
Sono spiacente per voi ma sento il dovere di starle vicino, quindi penso che ogni sabato andrò a trovarlo.”

Sentendo queste parole il viso di Diana si illuminò e notai la gioia incredibile che stava provando.
Intervenni dicendo:” Credo che la tua decisone sia giusta, darle il tuo affetto negli ultimi giorni di vita sarà sicuramente confortante. Non preoccuparti noi durante le tue brevi assenze sopravviveremo senza problemi.”
“ Cosa avete fatto durante la mia essenza”
“ Nulla di speciale, siamo andati due volte al ristorante ed una volta Diana ha preparato una cenetta a base di pollo. Sabato pomeriggio abbiamo fatto un giretto a Como e poi, tanta televisione.”
“ Non ti chiedo se Diana si è comportata bene perché so che con te è perfetta, ha sempre una particolare attenzione che riesce quasi a leggere nel tuo cervello quello che desideri. Non sono mai riuscita a capire come possa intuire il momento che desideri bere un bicchiere di prosecco oppure un caffé.”
“ E’ vero, nostra figlia è straordinaria, ha doti inconsuete che la rendono diversa e quasi sovrumane. A proposito era da parecchio tempo che non uscivo con lei e devo dire che a Como mentre passeggiavamo ho notato moltissimi uomini giovani ed anche di una certa età girarsi a guardarla con molto interesse.”
“Devo ammettere che sta diventando ogni giorno sempre più bella, ha un fisico ben sviluppato che dimostra almeno 3 anni in più dei suoi. Modestamente l’ho fatta io!!”
“ Avendo contribuito alla sua generazione vorrei dire che forse anch’io avrei qualche merito! Non credi?
“ Certamente, in molte cose ti assomiglia! Le labbra sono uguali alle tue, il nasino e le orecchie piccole. Poi da te ha preso l’intelligenza e l’intraprendenza.
Intervenne Diana: “ Avete finito di parlare di me! Mi fate sentire come se fossi Frankestein messa assieme da vari pezzi prelevati da vari corpi.”
Intervenni a mia volta: “ Non ti agitare, stiamo solo facendo commenti positivi, e dato che sono un uomo credo di poter dire senza ombra di dubbio che sei una ragazza splendida, molte caratteristiche del tuo corpo assomigliano alla mamma quando aveva qualche anno in meno. Con ciò voglio aggiungere che anche la mamma è ancora oggi una bellissima donna. Siete le mie stupende donnine!!”

La discussione terminò e mia moglie andò in cucina per organizzare la cena.
Accesi la televisione con mia figlia al fianco che stava sprizzando gioia da tutti i pori. Avvicinò la sua bocca al mio orecchio e mi sussurrò che era felice.
Dopo cena ci fermammo brevemente nel salotto e poi mia moglie disse che era stanca e salì in camera.
Mia figlia mi prese la mano e me la strinse forte sussurrandomi nuovamente la sua felicità per la gradita possibilità di rimanere soli con una certa frequenza nei fine settimana.

Trascorsa una mezz’ora a nostra volta salimmo e notasi che mia moglie stava già dormendo profondamente. Siamo totalmente diversi, io ho un sonno leggerissimo e al minimo rumore mi sveglio, mentre lei ha un sonno profondo che neppure i temporali con tuoni violenti riescono a svegliarla.
Accesi la televisione e poco dopo arrivò anche mia figlia che si mise sotto le coperte in mezzo a noi e cercò la mia mano stringendola.
Mi misi su un fianco e la accarezzai sul viso scorrendole un dito sulle labbra che subito aprì succhiandomelo. Quel gesto era molto eloquente e sinceramente avrei preferito mi succhiasse in un altro posto e mentre pensavo questo sentii la sua mano che entrava nell’apertura del pigiama e mi prese in mano il cazzo. A mia volta allungai la mi mano e la feci scorrere tra le cosce, la camicia da notte era praticamente sulla sua pancia e non indossava le mutandine, quindi ebbi subito il piacere di toccare la sua fighettina che sentii già umida.
La percorsi tutta introducendole un dito in profondità che poi portai al mio naso per sentirne il profumo e nella bocca per gustarne il sapore. Ero gia pervaso da un incredibile eccitazione quando Diana si mise a sua volta di fianco appoggiando il suo sedere sul mio cazzo duro che non aspettava altro. Rannicchiò le gambe dandomi modo di appoggiare il glande sulla fessura della fighetta, la presi per i fianchi e spinsi facendolo entrare tutto nel suo paradiso.
Stavamo rischiando moltissimo ma incredibilmente e incoscientemente stavamo facendo all’amore al fianco di mia moglie. Poco dopo raggiunsi l’orgasmo e le riempii la fighetta del mio sperma, rimasi dentro per non sporcare il lenzuolo e le dissi che quando lo avrei tolto doveva mettersi una manina perché no uscisse nulla. Così fece e si incamminò nel bagno per lavarsi ove la raggiunsi subito dicendole che eravamo due pazzi irresponsabili.
La pregai di andare in camera sua, ci baciammo e andammo a dormire.

Come sempre alle sette mia moglie mi svegliò portandomi il caffé e scese nuovamente in cucina, mi alzai e come consuetudine andai a svegliare mia figlia, questa volta con una variante, anziché chiamarla allungai le mani sotto le coperte e cominciai a toccarla sulle cosce e con l’altra mano il seno, al contatto della mia mano allargò le gambe e cominciai a masturbale la fighettina che subito si bagnò. La scoprii e le leccai i suoi piacevoli umori, ma come avevo terminato subito dopo si bagnava nuovamente. Il tempo a nostra disposizione era limitato quindi la baciai sulla bocca e scesi per la colazione seguito da lei.
Valutai che l’esperienza della notte era sicuramente pericolosa mentre quella del risveglio potevo farla ogni mattino. Pertanto mi ripromisi di non ripetere mai più il rischio e accontentarmi di un breve piacevole contatto mattutino.

Alla sera quando rientrai, come sempre Diana mi accolse teneramente, mia moglie fece altrettanto ma notai che era molto più tenera del consueto in più osservai che era molto curata e vestiva un abito attillato che le copriva le gambe sopra le ginocchia dando risalto alle sue forme ancora perfette. Conoscendola capii che dopo tre notti senza nessun contatto desiderava fare all’amore.

Dopo cena quando andammo a letto subito dopo arrivò mia figlia, si mise nel letto con noi e stranamente, come se avesse intuito, dopo quindici minuti andò in camera sua.
Finalmente soli abbracciai mia moglie e cominciammo le nostre effusioni preliminari, ero seduto appoggiato alla spalliera del letto e potevo vedere la porta socchiusa che si trovava alla sinistra di fronte a me, mia moglie nuda stava succhiandomelo, e come prevedevo intravidi mia figlia che ci osservava. Non mi scomposi, invitai mia moglie a girarsi per praticare un 69 che iniziammo e le procurò due rumorosi orgasmi. La misi alla pecorina e la penetrai nella figa badando bene che mia figlia potesse vedere chiaramente e quando raggiunsi l’orgasmo a mia volta mi produssi in gemiti piuttosto udibili. Quando tolsi il cazzo dalla figa mia moglie lo prese subito nella bocca succhiando con avidità i rimasugli di sperma per poi adagiarsi sopra di me baciandomi.
Il pensiero corse subito a Diana che aveva assistito e sicuramente si era anche masturbata.
Poco dopo spegnemmo la luce e dormimmo.

Il mattino dopo il caffé andai a svegliare mia figlia come la volta precedente, quando misi le mani sulle sue cosce si mise seduta e mi abbracciò baciandomi con impeto incredibile e disse che ci aveva visto. Risposi che lo sapevo e le chiesi cosa avesse provato. Rispose: “All’inizio ero disperata, ma poi ho sentito uno strano calore che mi pervase tutta e ho cominciato a mia volta a provare piacere, mi sono masturbata e avevo la sensazione di essere io al suo posto, era così intensa che mi eccitava come se realmente tu stessi facendolo con me. Ti confesso che alla fine è stata una esperienza piacevole che ripeterò ogni volta e ora che tu sai della mia presenza sarà maggiormente piacevole.”
“ Tesoro sono felice che tu abbia preso nel senso giusto questa cosa che è doverosa per due coniugi, se poi ne trai anche piacere sono felice per te, credimi stai dimostrandomi di essere intelligente e comprensiva come speravo e tu non mi hai deluso. Ora andiamo a fare colazione, quattro notti ancora e poi potremo amarci fino allo spasimo.”

Arrivò il Sabato e come convenuto mia moglie partì per Verona dallo zio.
Trascorsero solo 5 minuti e subito ci ritrovammo avvinghiati come ossessi assetati d’amore. Mia figlia era sdraiata le baciai gli occhi, il nasino, le sfiorai le labbra e scesi sul collo provocandole alcuni brividi, le succhiai un lobo e introdussi la lingua nell’orecchio mentre le accarezzavo il seno e notai che gradiva moltissimo la mia lingua nell’orecchio e continuai a leccarglielo. Scesi nuovamente sul collo mentre i capezzoli erano duri come due nocciole, li succhiai, aprii la bocca e presi per metà un suo seno che me la riempiva succhiandolo con crescente passione.
Volevo percorrere con la bocca ogni millimetro del suo corpo, bacia il suo ventre e l’ombellico insinuando la lingua nella sua morbida peluria fino al limite della fighetta che aggirai soffermandomi all’interno delle cosce che le procurò un immediato piacere, avvicinai la lingua attorno alla fighetta leccando le grandi labbra e quando la introdussi tra loro trovai il suo piacevole umore che allietò la mia bocca.
La piccola fighettina di mia figlia era un fiore stupendo che emanava un tenue inebriante profumo, aveva un sapore che non mi rendeva mai pago di sentirne il piacevole gusto. Così minuscola compatta e graziosa con quelle due piccole rosee labbra carnose che si dischiudevano al passaggio della mia lingua gonfiandosi leggermente, il clitoride chiuso nel suo prepuzio si irrigidiva come un piccolo fagiolo dandomi modo di succhiarlo e provocarle un piacere immenso.
Mentre lo succhiavo introdussi nella stretta vagina un dito spingendolo in profondità, ne aggiunsi un altro e cominciai a muoverle entrambi, poco dopo la sentii gemere e le mie dita furono sommerse dal suo vischioso umore che bevvi.
Ero ormai al limite della mia attesa, il mio cazzo urlava prepotentemente voglioso di entrare in quel paradiso, la girai e la misi in ginocchio con il sederino invitante di fronte al mio cazzo che pulsava dal desiderio, lo appoggiai sull’entrata della fighetta e spinsi progressivamente penetrandola fino a toccare l’utero.
Sentivo stringere il cazzo dalla sua morbida vagina e inizia a muovermi lentamente ammirando le grandi labbra che ingrossavano attorno alla mia asta quando lo ritraevo e scomparivano quando entravo nuovamente in profondità dandomi il piacere di ammirare l’eccitante spettacolo.
Diana godeva e ansimava sempre più intensamente e quando fu scossa da un brivido ebbe l’orgasmo che continuò senza sosta e ne ebbe un altro, poco dopo un altro ancora che provocò il mio e riversai in quella paradisiaca calda fighetta il mio seme che la scosse in un interminabile orgasmo.

Rimasi pochi secondi dentro di lei e accorgendomi che era sempre duro lo tolsi e lo posai sul suo buchetto del sedere, feci uscire il poco sperma che si trovava dentro il mio cazzo e lo spalmai sopra lubrificando il buchetto, spinsi lievemente e lo sperma che si trovava lungo l’asta agevolò l’ingresso in quello strettissimo sederino, lo feci entrare gradatamente fermandomi subito quando notavo che provava dolore per poi proseguire nuovamente fino a che i miei testicoli toccarono il suo sedere. Ora ero completamente dentro, percepivo le piacevoli contrazioni del suo ano, cominciai a masturbarle il clitoride introducendo anche due dita nella fighetta mentre il mio cazzo scivolava avanti e indietro ne sederino ormai ben dilatato.
La doppia sollecitazione nelle sue parti intime le fece raggiungere orgasmi che non riuscivo più a contare tanti erano, seguiti da frasi appassionate, rantolii, gemiti, sussulti infiniti. Continuai per un tempo lunghissimo al punto che cominciai a sentire dolore e finalmente venni a mia volta mentre Diana urlava un lunghissimo siiiiii e si accasciò esanime. Mi spaventai e le chiesi se stava male, non ripose immediatamente ma poi mi rassicurò dicendo che era sfinita e senza forze.
Mi misi al sua fianco accarezzandola dolcemente, mi prese la mano e faticosamente me la baciò.

Pensai di avere esagerato mettendola a dura prova, e decisi che per quella mattina non avrei cercato di sollecitarla nuovamente con altri orgasmi.
Il numero impressionante che ebbe resero la mia bellissima bambina sfinita. La coprii e le dissi di riposare tranquillamente che nel frattempo sarei sceso a bere qualche cosa.
Preparai il caffé e ne lascia la metà, mentre lo sorseggiavo pensai che non mi era mai accaduto di mantenere l’erezione dopo l’orgasmo, con mia figlia era gia la seconda volta che mi successe. Sicuramente dovevo imputare questa prolungata erezione all’incredibile stato di eccitazione che mia figlia riusciva ad infondermi con la sua fresca ed impareggiabile bellezza.

Versai il caffé in una tazza e salii portandolo al mio dolce amore, come mi sentì aprì gli occhi, le chiesi come stava, rispose che stava riprendendosi e aggiunse:” L’intensità di piacere che mi hai fatto provare è stata così forte che credevo di morire.” Le dissi di bere il caffè e quando ebbe terminato mi scusai ammettendo che avevo esagerato, avrei dovuto darle un poco di tregua. Mi giustificai dicendo che mi trovavo in una condizione di smisurato desiderio che non riuscivo più a controllarmi.
“ Non devi scusarti, mi hai fatto nuovamente provare sensazioni di una intensità tale che mi sono sentita mancare. Come sai sono alle prime esperienze e quindi non abituata ma vedrai che non succederà più.”

La lascia tranquilla sul letto e andai in bagno a sbarbarmi, aprii l’acqua della vasca aggiungendo abbondante bagno schiuma, trascorso qualche minuto dopo che mi ero immerso arrivò lei e con naturalezza entrò a sua volta sedendosi tra le mie gambe con il viso di fronte al mio ed esclamò.
“ Che bello! E’ la prima volta che posso fare il bagno assieme a te, potrò lavarti io e tu laverai me.”
Versò abbondante bagno schiuma sul suo seno e abbracciandomi lo appoggiò sul mio torace roteandolo e facendolo scivolare in un piacevole e mai provato lavaggio.
Quel soave massaggio era un segno di dolcezza che mi prese cerebralmente e cominciai a sussurrare alla mia amata bambina frasi d’amore infinito, la strinsi a me in un abbraccio che voleva fonderci in un unico corpo.
Il nostro bagno fu solo un connubio di tantissime ed infinite dolci tenerezze.
Quando uscimmo la asciugai accarezzando tutto il suo sinuoso e splendido corpo che in fine senza sosta coprii di baci.

Ci vestimmo e andammo a mangiare in cima ad una collina in un ottimo ristorante che conoscevo. Diana era meravigliosa, indossava un abitino di seta attillato color nero con piccoli fiorellini bianchi che le arrivava abbondantemente sopra le ginocchia, calze autoreggenti nere e scarpe con un tacco a spillo di media lunghezza; era incantevole, una dea meravigliosa.
Quando entrammo nel ristorante gli occhi di tutti i commensali erano rivolti a lei con sguardi e qualche commento di evidente ammirazione alla sua folgorante bellezza.
Notando tutto questo interesse mi si riempì il cuore di un immenso piacere perché ero io il fortunato mortale che l’aveva anima e corpo.
A mia volta la osservavo e non riuscivo a capacitarmi come potesse uno splendore di ragazza così favoloso essersi invaghita di me, di suo padre.
Mentre mangiavamo non mi toglieva gli occhi di dosso che esprimevano l’amore che provava per me sprigionando la mia incontenibile gioia.

Terminammo il pranzo e ci avviammo abbracciati verso la macchina, appena entrati ci baciammo lungamente suggellando così il nostro reciproco amore.
Come entrammo in casa ci abbracciammo nuovamente e allungai le mie mani sotto la gonna facendole scorrere sulle cosce e alla fine delle autoreggenti percepii la sua pelle calda e vellutata che mi eccitò immediatamente.
La feci sdraiare sul divano e la accarezzai con tenerezza, immersi le mani nei suoi folti capelli e la baciai sul collo mentre percepivo i suoi leggeri brividi che le procuravano i mie baci. Eravamo entrambi eccitati e desiderosi, la sollevai nelle mie braccia e salii in camera, cominciammo a spogliarci e quando tolse l’abito rimase in mutandine e le autoreggenti, era stupendamente attraente e sensuale ammirare il suo magnifico seno e le cosce avvolte nelle calze nere che delimitavano la differenza di colore della sua pelle bianca.
Tolse le mutandine e la pregai di lasciare le calze, ci sdraiammo, la accarezzai
e baciai In tutto il corpo con adorazione, ero estasiato nell’ammirarlo e godevo per il piacere che il tatto mi procurava.
Giunsi alla fighettina, la guardai e realizzai che avendone viste moltissime nella mia lunga vita, nessuna era così bella, così graziosa e perfetta. Di dimensioni minute e raccolta, carnosa, rosea, vellutata, emetteva un tenue profumo eccitante di giovane donna, il piccolo clitoride che divenendo turgido prendeva forma di un minuscolo bocciolo di rosa, la stretta vagina che con il suo calore sapeva provocarmi piaceri infiniti formavano l’assoluta perfezione.

Posai le labbra sopra quella meraviglia e la leccai con passionale ardore insinuando la lingua forzando l’ingresso della vagina per farla entrare, ne entrò solo una piccola parte assaporando l’umore che iniziava a scorrere, la ritrassi passandola sul clitoride e poco dopo percepii uno strano sapore; mi accorsi che era sangue. La mia adorata bambina stava avendo il suo ciclo mestruale.
La informai e dispiaciuta disse che questo inconveniente avrebbe compromesso il seguito dei nostri rapporti sprecando così il tempo ancora a nostra disposizione.
La rassicurai dicendole che non cambiava niente, e continuai a leccarle la fighetta senza provare ombra di disgusto. Poter bere il suo sangue mi procurava uno strano piacere perverso che trovai eccitante e per nulla spiacevole.
Stavo bevendo gli umori e il sangue della mia amatissima figlia, entravano dentro di me, il suo corpo entrava fondendosi con il mio mentre la sentivo gemere producendosi con orgasmi intensi.
Alzai la testa, ora volevo possederla, entrare dentro di lei, mi guardò e disse che avevo le labbra sporche di sangue chiedendomi se non provavo schifo per ciò che avevo fatto. Risposi che non provavo nessun ribrezzo per nessuna cosa che faceva parte di lei e che era stato piacevole.
La penetrai e finalmente ricevetti sul mio cazzo il benefico calore della sua fighettina che immediatamente mi fece provare il piacere più grande e appagante del mondo. Misi la mia testa vicino alla sua e subito cercò le mie labbra che pur essendo sporche del suo sangue volle baciare mentre era scossa da orgasmi ripetuti senza nessun intervallo, il piacere era così impetuoso che venni a mia volta riversandole il mio sperma che si mescolava a tutto quanto era dentro la sua fighettina.
Senza indugio reciproco ci posizionammo e iniziamo a fare un 69 durante il quale ingoiai una quantità imprecisata di umori, sangue e il mio sperma mentre lei a sua volta lo fece in minore quantità sul mio cazzo.
Nulla ormai era impossibile tra noi, tutto poteva essere accettato senza nessun veto che ci limitasse. Tra noi anche le cose che altri normalmente trovavano ripugnati, noi le attuavamo con assoluta naturalezza.

Trascorremmo una diecina di minuti accoccolati mentre pensavo di mettere in pratica un ulteriore esperienza che avevo fatto quando avevo 19 anni con mia sorella che ne aveva 15. In quel tempo eravamo entrambi follemente innamorati e ci trovavamo in una situazione analoga a quella che ora stavo vivendo con mia figlia. Il destino ha stranamente voluto creare le condizioni irrinunciabili per commettere un ulteriore incesto.

Dissi a mia figlia di accompagnarmi in bagno, senza chiedere il perché si alzò e venne con me. Entrai nella vasca da bagno e la invitai a fare altrettanto, mi distesi e le dissi di fare pipi sopra il mio viso. Non ebbe nessuna obiezione e non proferì parola, si chinò e la sua calda urina scese sul mio viso che a bocca aperta ne deglutiva in parte bagnandomi anche il torace che presi a strofinare con le mani fino al mio cazzo. Avvicinai la mia bocca e baciai la sua bellissima fighettina.
Come mi aspettavo chiese che le facessi provare le stessa cosa, mi alzai invertendo le nostre posizioni, diressi il cazzo sul suo viso e urinai lungamente, a sua volte bevve un poco e diressi il getto sul suo seno spostandolo fino alla sua fighetta avvicinandolo quasi a toccarle il clitoride che vidi irrigidirsi immediatamente. Ci alzammo abbracciandoci e baciandoci ossessivamente.
Aprii l’acqua e facemmo un bagno stando sdraiato con lei sopra di me.

Arrivò la domenica e alle 14 dopo la telefonata di mai moglie, terminammo i nostri stupendi incontri d’amore iniziati il sabato, durante i quali ero ancora una volta riuscito ad avere un numero di orgasmi incredibile tanto era elevato, ne contai dieci in 28 ore.

Tornò mia moglie e la vita continuò normalmente fino al sabato successivo e si ripeté per altri undici sabati finché lo zio morì.
Andammo al suo funerale spiaciuti per la sua morte che soprattutto io e mia figlia speravamo non giungesse mai, purtroppo ora dovevamo trovare una soluzione che ci permettesse di poterci amare.

Con sotterfugi vari e approfittando di brevi assenze di mia moglie abbiamo avuto modo di sfogare il nostro tumultuoso amore, a volte anche correndo qualche rischio facendolo in casa durante la notte mentre mia moglie dormiva.
Fortunatamente non ci ha mai scoperto ne ha subodorato qualche sospetto, aveva ormai considerato normale il comportamento estremamente affettuoso e attaccaticcio di Diana nei miei confronti.

Trascorsero sei anni e mia figlia al suo ventunesimo compleanno divenne maggiorenne, al quel tempo frequentava il terzo anno all’università.
Mi accordai con Diana per fare un viaggio alle Maldive, le dissi di inventarsi la scusa che un’amica l’aveva invitata ad andare con lei per 15 giorni in un atollo delle Maldive in quanto era sola.
Una sera al mio rientro chiese se le avrei pagato il viaggio e naturalmente dissi di si.
A mia volta dissi che dovevo fare un viaggio di lavoro negli USA e che un buon cliente mi aveva offerto un soggiorno in una sua villa di San Diego in California.
Combinai tutto ed io partii il giorno prima dormendo in un albergo vicino all’aeroporto, il giorno successivo ci incontrammo e felici partimmo.















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Votazione del Racconto: 8.5
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Commenti per Incesto senza fine 2:


ulysse1369, coppie Lombardia

Ottima continuazione
1 anno fa


piacepiacere, coppie Veneto

davvero entusiasmante e ricco di passione e morbosità
1 anno fa




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