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La saga di Marta - Una rappresentante di classe alquanto porca


di Membro VIP di Annunci69.it Daty79
14.02.2023    |    11.204    |    4 9.8
"Fu una sensazione incredibile per Marta, non era tanto la lunghezza, quanto lo spessore a lasciarla senza fiato: si sentiva riempire tutta la cavità e nel..."
Eccoci con un altra puntata delle avventure di Marta: ricordo che Marta esiste realmente, nel periodo in cui siamo stati in contatto mi scriveva ogni giorno una fantasia che la eccitava e mi chiedeva di costruirci una storia leggendo la quale lei potesse eccitarsi...quel giorno sognava di fare la troia nell'ambiente scolastico di suo figlio......

Dopo l'avventura vissuta sulla spiaggia della Sicilia Marta era ben decisa a non tralasciare qualsiasi occasione le avesse dato la possibilità di godere appieno del suo corpo; certo era che l'asticella delle aspettative si alzava sempre più: ogni volta che spingeva un pò in là il suo limite morale e fisico, desiderava andare sempre oltre, ripetere un'esperienza già vissuta non le avrebbe portato alcun appagamento.
In quest'ottica potete ben capire quanto fosse diventato penoso recitare il ruolo di mogliettina per bene: Antonio infatti proprio non riusciva a stimolarle alcun desiderio, lei lo vedeva come un povero cornuto miserabile non meritevole di stare a fianco ad una donna come lei.
Si rese sempre meno disponibile ad avere rapporti con lui, non le interessava affatto di ciò che potesse pensare lui, anzi sperava che questo suo atteggiamento lo spingesse a trovarsi un rapporto extraconiugale nel quale poter dar sfogo alle sue scarse capacità amatorie.
Lei di contro non aveva alcuna intenzione di mollare tutto ciò che si era costruita: il matrimonio, sesso a parte, andava benissimo, aveva un figlio che amava alla follia e un tenore di vita che le consentiva di potersi definire soddisfatta.
Ora che la storia con Paolo era finita, aveva trovato il coraggio di confidarsi con Roberta, non le aveva raccontato tutto, solo che aveva avuto un'esperienza extraconiugale che le aveva aperto gli occhi su cosa fosse il vero sesso, e aveva ottenuto da Roberta piena collaborazione per essere coperta in futuro.

A settembre tuttavia ricominciò il solito tram tram, e nulla sembrava poter scuotere Marta, tra le altre cose Mauro era stato trasferito, sul lavoro l'ambiente era molto serio, l'unica scintilla sembrò arrivare dall'ambiente scolastico: Marta infatti era da qualche anno la rappresentante dei genitori della classe di suo figlio, e tutti gli altri genitori si riferivano a lei, in caso di necessità.

Già nell'annata precedente aveva notato due papà potenzialmente interessanti: entrambi più vecchi di lei di qualche anno, sempre eleganti, con dei modi di fare gentili ed educati, erano tra l'altro molto amici tra loro, dai discorsi che facevano parlavano spesso di partite di padel assieme e serate trascorse in compagnia con le rispettive famiglie; ciononostante la vecchia Marta non avrebbe mai fatto certi pensieri, si trttava di due uomini sposati, e poi non avrebbe mai cercato situazioni piccanti nell'ambiente scolastico, con il rischio di venire sputtanata davanti all'intera comunità.
Ma questa era la vecchia Marta, quella nuova era ormai spregiudicata e non riusciva più a soffocare le sue pulsioni sessuali; si ritrovò spesso quindi ad immaginare scene in cui lei e i due papà erano protagosnisti di scene degne dei migliori film porno: si immaginava spesso di sorprenderli negli spogliatoi del Padel center mentre si facevano la doccia e di inserirsi nuda tra loro facendosi strusciare addosso i loro cazzi duri.

Ogni giorno in cui riusciva ad incrociarli indugiava sempre più con lo sguardo sul loro pacco, cercando di intuire forma e dimensione di quei cazzi che tanto desiderava.
Lei, per contro, aveva iniziato a vestirsi in modo sempre più provocante e seducente, con vestiti cortissimi, calze a rete, scarpe dal tacco vertiginoso, e aveva notato che i due paparini, Claudio e Marco, tra gli altri, avevano iniziato ad osservarla con occhi sempre più famelici, la guardavano e poi parlavano sottovoce tra loro, facendo sicuramente commenti volgari e piccanti.
Contemporaneamente iniziarono sempre più spesso a scriverle su whatsapp chiedendole informazioni, erano messaggi pretestuosi che non avevano alcun senso, tanto più che non venivano inviato sulla chat di classe, ma sottoforma di messaggi privati.
Marta si divertiva un mondo a tenerli sulla spina, si dimostrava disponibile e civettuola in un messaggio e assolutamente ermetica in quello successivo, ma ormai sempre più spesso, mentre si scriveva in chat con loro, doveva portarsi la mano tra le gambe e toccarsi dolcemente la fichetta immaginando scenari hot.

A Novembre ci fu una novità in classe con l'arrivo di un nuovo alunno, trasferitosi in italia dall' America: era un ragazzino mulatto, figlio di madre italiana e padre afroamericano; i genitori del ragazzo erano separati ma volevano entrambi partecipare alla vita scolastica del figlio.
Marta quindi li incontrò un pomeriggio dopo la scuola per presentarsi e per spiegar loro le dinamiche della classe, come funzionava la chat e tutti gli aspetti operativi.
Rimase molto colpita da Desmond, il papà: era un figo incredibile, alto circa 1,90, fisico super atletico, un bellissimo sorriso e dei modi di fare da vero gentleman...al contrario Cristina, sua ex moglie era una donna ordinaria, anche un pò trascurata.

Ovviamente le fantasie sessuali di Marta si spostarono subito da Claudio e Marco a Desmond: eccola la novità di cui aveva bisogno, non era mai stata con un uomo di colore ed era decisa a scoprire se il luogo comune sulla dimensione del loro cazzo fosse vera o meno.

La sera stessa si chiuse in bagno, sul cellulare andò alla ricerca di un porno con protagonisti un nero e una bianca ed immaginandosi come la protagonista ebbe un orgasmo devastante.

Purtroppo Desmond non veniva spesso a prendere il figlio a scuola e Marta aveva poche occasioni di mettersi in mostra.
L'occasione arrivò con la festa di natale organizzata dai genitori: alle 16:00 , orario di fine delle lezioni si sarebbero ritrovati in palestra per scambiarsi gli auguri e per un brindisi.
Marta decise di giocarsi il tutto per tutto e si preparò con cura per l'evento: indossava un abitino super corto in lamè grigio, le gambe erano nude e un paio di scarpe tacco 12 la slanciavano ancor più di quanto non lo fosse di suo.I capelli erano elegantemente raccolti da una coda, trucco e unghie perfetti, avrebbe fatto tirare il cazzo anche ad un impotente.

Tra i genitori presenti alla festa c'erano Claudio e Marco che non le toglievano gli occhi di dosse un solo secondo: li sorprese entrambi toccarsi ripetutamente il cazzo, probabilmente già in erezione, per sistemarlo nei boxer.

Complici gli spazi stretti, si divertì a fingere di dover passare proprio dove stazionavano i due per strusciare il suo culetto sulle loro patte: ciò che sentì la rese felice ed orgogliosa, infatti i due stavano probabilmente esplodento con quei cazzi duri come il marmo; non appena li sentì, si girò verso di loro e sorrise in modo malizioso, con uno sguardo da vera troia.

Arrivò anche Desmond e Marta fu molto calorosa nell'accoglierlo, sorprendendolo un pò: da quel momento, approfittando di essere una delle poche a saper bene l'inglese, si intrattenne quasi esclusivamente con lui, gettando di tanto in tanto lo sguardo a Claudio e Marco che nel frattempo non le toglievano gli occhi di dosso e continuavano a commentare tra di loro.

La voglia di cazzo orami era alle stelle e lei stessa aveva tra le gambe un lago, le mutandine erano completamente inzuppate, aveva addirittura la sensazione che qualcosa le stesse colando lungo l'interno coscia.

Prese per mano Desmond e, con la scusa di farli vedere alcuni ambienti della scuola, lo trascinò negli spogliatoi della palestra.
Non appena dentro chiuse la portà e gli mise la lingua in bocca iniziando ad accarezzargli il petto muscoloso.
Desmond, non certo uno sprovveduto, non si fece pregare, fece uscire le tette dal vestito di Marta ed iniziò a succhiarle in modo quasi violento; le duolevano i capezzoli ma al tempo stesso stava godendo da matti, ora era sicura che dalla sua figa un liquido stava scendendo lungo la coscia; "I'm so horny baby, fuck me like a bitch" disse a Desmond, che non se lo fece ripetere due volte e le tolse completamente il vestito lasciandola nuda con i tacchi.
Le sue grandi mani si infilarono tra le gambe di Marta e iniziarono a masturbarla con forza: non c'era dolcezza, non c'era romanticismo, era tutto molto animalesco, lei si sentiva una troia alla sua mercè, aveva pensato di poterlo dominare ma ora era lei ad essere dominata.

Ad un tratto Desmond si tolse pantaloni e boxer e rivelò allo sguardo di Marta un cazzo di dimensioni mostruose, di quelli che si vedono solo nei film. Era un randello color ebano lungo almeno 25 cm, grosso come l'avambraccio di Marta con una cappella enorme in punta.
Lei non si fece impressionare ed iniziò a leccarlo e a segarlo sputandoci sopra...lo voleva con tutta se stessa dentro di se, quindi profuse il massimo impegno nel lubrificarlo per bene.
"Fuck me deep in my pussy" disse Marta al suo amante che la prese di parola e le infilò nella fica senza far tanti complimenti quei 25 cm di manzo americano.
Fu una sensazione incredibile per Marta, non era tanto la lunghezza, quanto lo spessore a lasciarla senza fiato: si sentiva riempire tutta la cavità e nel farlo il cazzo andava a strusciare con violenza sul suo clitoride provocandole una doppia stimolazione che non le diede scampo...già a metà della penetrazione sentì salire l'orgasmo e venne improvvisamente squirtando per la prima volta nella sua vita.
Lo schizzo fu abbondante e prolungato, il contrasto tra il cazzo nero e la sua fighetta bianca completamente rasata e lucida per gli umori rilasciati la eccitava continualmente, non passava un secondo senza che lei sentisse le sensazioni dell'orgasmo.
Desmond dal canto suo era un toro, estremamente eccitato dal potersi chiavare una grandissima figa come Marta, continuava a pompare con forza, stimolato dai mugolii e dai gridolini della sua partner.
All'improvviso si aprì la porta degli spogliatoi, Claudio e Marco apparverò sull'ingresso.
Desmond si fermò spaventato di essere scoperto, ma Marta gli disse "Go on, keep on fucking me, they're ok" e disse ai due di avvicinarsi.
Anche loro appena video il cazzo di Desmond rimasero scioccati per le dimensioni; "Capirete certo che non potete competere, vero ragazzi?" disse loro Marta, "però potete unirvi alla festa, voglio che mi riempiate la bocca di sborra".
Ormai Marta parlava da gran troia, i due non esitarono a calare i pantaloni e a sfoggiare due cazzi che, sebbene non paragonabili a quello di Desmond, erano di tutto rispetto.
Marta fece sdraiare Desmond a terra e continuò a farsi scopare a smorzacandela, prese in mano i due cazzi di Claudio e Marco ed iniziò a segarli, prendendoli altrnativamente in bocca.
Avrebbe voluto poter vedersi da fuori, avrebbe visto una gran figa, gran troia, che si faceva scopare da un nero e contemporaneamente succhiava il cazzo ad altri due uomini, il tutto mentre a pochi metri gli altri genitori della scuola brindavano ignari di quello che stava succedendo.
Si sentiva così troia che volle che Claudio e Marco la schiaffeggiassero in faccia usando i loro cazzi e poi chiese loro di scoparle la bocca con forza, senza nessun rispetto.
Alla fine di questo gioco, con la figa ormai sfondata, si sfilò dal cazzo di Desmond, si mise in ginocchio e disse di vole provare un'esperienza bukkake.
I tre quindi si misero a cerchio attorno a lei, continuarono a segarsi, finchè, quasi in sincrono vennero.
Sborrarono tutti sul suo bellissimo viso, ricoprendolo di calda sborra; in quel momento lei si sentì all'apice della sua troiaggine, iniziò a spalmarsi tutta la sborra sul viso e sul corpo con le mani, leccandosi le dita per sentirne il sapore.
Poi prese un pò di sperma con la mano, la portò sulla fica ed iniziò a masturbarsi, infilandoci dentro tutta la mano.
Riempirsi la fica della sperma dei tre mescolata la mandò in estasi, la sua mente raggiunse l'ennesimo orgasmo che scese e si trasferì tra le gambe, facendola ancora una volta squirtare.
I tre uomini erano esausti seduti delle panche degli spogliatoi, lei diede un'occhiata alla stanza e notò che l'avevano ridotta ad un macello: "Chissà la faccia della bidella domani" disse e si misero tutti a ridere.
Si rivestirono e si diedero appuntamento alla festa di fine anno.
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