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Prime Esperienze


Christian Dior Montaigne 3

           di Andy13

 Scritto il 28.12.2016    |    Letture: 2.380  |    Votazione 7.7:

"Il respiro sempre più profondo, sempre più affannoso e i leggeri gemiti di soffocamento mi avrebbero fatto capire che era il momento di staccarla..."
In mancanza di una categoria BDMS o Kinky , ho pubblicato questo racconto nella sezione Prime Esperienze. Spero che anche per te che stai leggendo questa sia la tua prima volta.



a S., la mia prima schiava

Christian Dior Montaigne 3

Appena sceso dal treno, inspirando l’aria gelata di Milano, ho emesso un gemito di puro freddo. La ragazza con occhi verdi e occhiali che è stata seduta al mio fianco per tutto il viaggio da Roma si è voltata di scatto, prima stupita e poi - capendo che era stato il freddo ad aver invaso la mia bocca- rassicurata da quell'innocuo gemito che mi aveva scosso. Sul treno avevo sbirciato più volte i suoi occhiali: una montatura nera e affusolata le incastonava il viso in maniera dolce e rassicurante, ma al tempo stesso le donava un’aria severa e provocante. Dio, sembrava nata con quel paio di occhiali. Le grandi lenti, poi, aumentavano a dismisura la dimensione e la bellezza dei suoi occhi verdi, come una dolce gattina pronta a graffiare. Più tardi- quella sera stessa- avrei donato più di un umore sul ricordo di quegli occhiali, immaginando di farla mia e inondando le sue lenti del mio piacere più recondito. E’ incredibile come un solo oggetto, indossato da una ragazza così normale, sia stato capace di risvegliare i miei sensi.
Avrei dovuto parlarle sul treno ma si sa, sono molto timido. E poi, parlarle di che cosa? Dei suoi occhiali? oppure iniziare una conversazione sul più e sul meno: sulla mia vita, sul trasferimento a Milano, sul cambio di lavoro e sul fatto che starò in una nuova città con pochi amici, se non nessuno... oppure avrei dovuto chiederle chi è, come si chiama e cosa fa nella vita?
No, non prendiamoci in giro.
Questo lo avrebbero fatto tutti. Tutti quelli che vedendoci da fuori notavano due ragazzi giovani, carini e pronti ad aprirsi alle sorprese della vita. Ma io no, poiché io sono timido solo perché avrei voluto parlarle di quanto quei suoi occhiali ravvivassero le mie fantasie più indicibili, di come avrei voluto baciare le sua labbra e sfiorare con il mio naso quelle due lenti e di come, infine, dopo l’ennesimo bacio profondo dentro alla sua bocca- avrei timidamente estratto la mia lingua per esplorare ogni millimetro della montatura soffice e accogliente di quell'oggetto del piacere che portava sul viso. Nel culmine dell’amplesso, quando lei avrebbe notato la mia devozione totale alla sua protesi, di fronte alle sue rimostranze e alla sua richiesta di attenzione, le avrei preso i ricci capelli rossi chiudendoli in una coda con una leggera rotazione del polso, e da lì avrei spinto la sua bocca dentro di me fino a farle toccare con il labbro superiore il pube e con quello inferiore il mio scroto. Il respiro sempre più profondo, sempre più affannoso e i leggeri gemiti di soffocamento mi avrebbero fatto capire che era il momento di staccarla. La sua bocca si sarebbe allontanata repentina rilasciando un rumore come di una boccata di sigaro e la sua saliva – calda più che mai- sarebbe caduta a filamenti sul mio cazzo turgido, andando poi a toccare e colare anche sopra i suoi Christian Dior Montaigne 3, gli occhiali più fighetti del momento. Se avessi abbassato lo sguardo avrei visto un anello rosso fuoco cerchiare la base del mio cazzo, lucido residuo del suo rossetto. Paonazza in volto e avida d’aria, ansimava guardandomi stupita per la punizione che aveva appena subito. Ma non era solo bisogno d’aria, il suo ventre pulsava ritmicamente e la sua mano scendeva sotto a toccarsi avidamente. Aveva goduto e stava continuando a farlo.
Godi anche tu, vieni sui miei occhiali!
Poche semplici parole uscirono da quella bocca così timida. Ma la ragazza non aveva idea che quello che suonava come un normale e grazioso invito era per me una violazione inaccettabile: le richieste sono mio esclusivo privilegio. Mentre tremava di delizia le tolsi gli occhiali – ormai bagnati e appannati - per esplodere il mio piacere con due violente convulsioni. Il primo schizzo la sorprese sul sopracciglio e mentre già stava iniziando a colare, il secondo – più violento e denso - le chiuse definitivamente il suo bellissimo occhio verde che adesso era finalmente mio, bianco e lucido.
Questo ho visto davanti ai miei occhi- per tre lunghe e sofferenti ore- seduto sul treno che da Roma mi ha portato a Milano.







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