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IL DITO INDAGATORE (seconda parte)

           di suntopless

 Scritto il 06.01.2017    |    Letture: 11.018  |    Votazione 9.0:

"La guardai e lei questa volta aveva gli occhi chiusi e si mordicchiava le labbra..."
Video, foto e racconti sul nostro blog personale: www.suntopless.blogspot.it *****
Guardavo il monitor e nel mentre muovevo la mano dirigendo la sonda all’interno di Yoko.
Sembrava tutto a posto e glielo dissi.
Per ultimo passai all’esame manuale.
Anche questa volta a mani nude contrariamente a quanto avevo sempre fatto durante tutta la mia carriera.
Con un paio di dita le allargai la fica e subito le infilai un dito dentro.
Questa volta il sussulto di Yoko fu accompagnato anche da un piccolo gemito.
Muovevo il dito per esaminare l’interno di Yoko e lei assecondava i miei movimenti muovendo lentamente il corpo.
La guardai e lei questa volta aveva gli occhi chiusi e si mordicchiava le labbra.
Mi venne il sospetto che le piacesse quel che stavo facendo.
Pensavo a quel che mi aveva detto Duilio.
Come ultima visita voleva che mi divertissi approfittando di una giovane e bella ragazza.
Pensavo che non era giusto, pensavo che una cosa del genere non l’avevo mai fatta nella mia lunga carriera, anche se di occasioni non ne erano certo mancate!
Certo non sempre ero stato impassibile, specie i primi anni di attività quando ancora ero molto giovane.
In passato più di una volta mi era capitato di eccitarmi, di avere una spaventosa erezione. Ma mai avevo approfittato della mia posizione!
Sì, confesso che più di una volta mi era capitato di masturbarmi pensando ad una delle mie pazienti, ma, ripeto, mai avevo oltrepassato quel sottile confine tra medico e paziente.
Era il mio ultimo giorno, era la mia ultima visita: pensai che me ne dovevo infischiare di tutti i moralismi ed approfittare della situazione, seppure con molta circospezione!
Con la scusa di controllare le pareti interne della vagina di Yoko cominciai invece a masturbarla. Piano, non eccessivamente!
Lei non poteva non accorgersene, ma nulla diceva!
Anzi, adesso sembrava proprio godere. La sentivo ansimare lentamente al ritmo del mio dito indagatore.
Fu in quel momento che, senza che me ne accorgessi, entrarono nella stanza la madre di Yoko e Duilio.
Dalla soglia della porta la donna chiese alla figlia come le sembrava e di botto la ragazza, colta di sorpresa, rispose “Fantastico!” intendendo non già la visita ma esattamente il mio dito che le stava procurando piacere!
Subito si accorse dell’errore e tentò di riprendersi chiedendo alla madre cosa ci facesse lì dentro.
Io ero piuttosto imbarazzato e rallentai, quasi fermandomi del tutto, il movimento del dito.
La madre invece con tutta calma mi invitò a continuare la visita come se loro non ci fossero.
Poi rispose alla figlia dicendole che voleva essere visitata anche lei dal giovane dottor Duilio, tanto per conoscerlo, visto che d’ora innanzi sarebbe stato il loro ginecologo.
E nel dire questo, senza nascondersi dietro il paravento, fece scivolare per terra la gonna e subito sfilò gli slip.
Era al mio fianco, a meno di un metro. Mezza nuda e con la fica bene in vista.
Con più peluria della figlia ma abbastanza curata anch’essa.
Si sdraiò con calma nel lettino perpendicolare al nostro e posizionò le gambe in aria.
Duilio mi lanciò un’occhiata complice per una frazione di secondo e subito si fiondò anch’egli senza guanti sulla fica della donna.
Cominciò a farle una accuratissima visita, dapprima esterna e poi interna, come quella che stavo facendo a Yoko.
La madre, più avanti negli anni e sicuramente più smaliziata della figlia nonché molto più vogliosa di sesso, cominciò quasi spudoratamente ad ansimare mentre il dito di Duilio le frugava dentro.
Nel frattempo avevo ripreso la mia visita, avevo ricominciato a muovere il dito dentro Yoko. Non con lo stesso ritmo di prima però: mi sentivo un po’ a disagio!
La signora forse si accorse del momento di imbarazzo e per stemperarlo ovvero per ricreare, tra me e Yoko, quel momento di complicità precedente, mi fece un’ulteriore proposta.
Mi chiese la cortesia di visitare anche le tette della figlia poiché anche quelle non erano mai state visitate da nessuno.
La figlia, anche stavolta, in un primo momento sembrò non essere d’accordo ma dietro insistenza della madre acconsentì.
A malincuore tirai fuori il mio dito dalla figa di Yoko che era ormai piuttosto bagnata.
La ragazza con un leggero movimento delle spalle tirò giù le spalline del top e successivamente arrotolò lo stesso sul proprio addome.
Era praticamente nuda davanti ai miei occhi in tutto il suo giovanile splendore!
Ebbi così conferma che non indossava il reggiseno, ma soprattutto ero estasiato dalle splendide tette di Yoko: bianche, tonde, sode, con due grandi areole e due capezzoli piuttosto pronunciati!
Le chiesi di alzare le braccia fino a metterle sotto la testa e cominciai a toccare.
Prima una e poi l’altra tetta.
Ed anche stavolta lei chiuse gli occhi e cominciò a mordicchiarsi le labbra.
Tastavo voluttuosamente quelle splendide rotondità e nel frattempo non potevo non sentire i gemiti provenienti dalla madre di Yoko: stava proprio godendo e non cercava per nulla di nasconderlo!
Quando Duilio, forse appositamente, tentò di uscire fuori il dito dalla fica della donna dicendo al contempo che la visita per lui era praticamente terminata, la donna si ribellò ed intimò al dottore di continuare, di portare ormai a termine l’operazione intrapresa. Disse chiaramente che adesso voleva godere fino in fondo!
Duilio, senza farselo ripetere, reinfilò il dito dentro e questa volta senza alcuna remora cominciò a masturbarla apertamente.
Yoko, avendo sentito la richiesta della madre, aprì gli occhi e mi guardò lascivamente mentre ancora stavo palpandole le tette.
Mi sussurrò che le piaceva quel che stavo facendo ma che contemporaneamente avrebbe voluto di nuovo il mio dito dentro.
Sgranai gli occhi per la proposta, ero sorpreso.
Yoko, sì proprio lei, tutta paonazza in volto, mi chiese per favore. Mi chiese di riprendere quel che stavo facendo prima.
Ero di fianco a Yoko. Con una mano continuai a palparle le tette, adesso sempre più energicamente, e con l’altra mi allungai un poco fino ad infilarle un dito dentro.
Cominciai a masturbarla con decisione.
Nel frattempo avevo anche la possibilità di vedere proprio di fronte a me la madre di Yoko a gambe larghe mentre Duilio la masturbava e mentre emetteva di continuo gemiti di godimento.
In breve anche Yoko cominciò a godere.
Questa volta senza trattenersi. Non solo! Questa volta Yoko non chiuse più gli occhi: mi guardava ed alcune volte mi sussurrava i tempi della masturbazione.
Mi diceva di rallentare oppure di andare più veloce.
Avevo il cazzo che mi stava esplodendo!
I miei slip erano già tutti umidi!
Finché Yoko mi chiese di andare molto più veloce, fino in fondo!
Capii che stava per arrivare a godere ed obbedii.
Al contempo Yoko tirò giù un braccio e con la mano andò a cercare il mio cazzo da sopra il camice.
Io entravo ed uscivo freneticamente con il dito dalla sua fica mentre lei strusciava la mano sul mio cazzo da sopra il camice.
Yoko emise un ultimo lungo gemito ed io riempii i miei slip.
Mi guardò dolcemente, sudata e soddisfatta, con il petto che seguendo il suo respiro affannato le si gonfiava e sgonfiava mostrandomi ancora gli splendidi movimenti delle sue tette.
Si alzò dal lettino e solo in quel momento entrambi ci accorgemmo che anche gli altri avevano finito. Avevano finito poco prima di noi e in silenzio per non disturbarci erano andati nell’altra stanza. Duilio sempre con il suo camice indosso e la madre di Yoko invece ancora nuda per metà.
Quest’ultima si accorse che avevamo finito e ci raggiunse.
Prese i suoi indumenti e cominciò a rivestirsi davanti a me mentre la figlia era andata a rivestirsi dietro il paravento dove aveva lasciato i suoi indumenti.
Senza alcun riferimento a quello che avevamo fatto, a quello che era accaduto pochi minuti prima, la signora mi chiese informazioni circa lo stato di salute della figlia.
Domanda alla quale risposi che Yoko aveva semplicemente una piccola infezione, nulla di grave.
Avrei detto a breve al dottor Duilio di prescriverle dei piccoli ovuli che avrebbe dovuto inserire dentro la vagina, uno al giorno per quattro giorni, e tutto sarebbe andato a posto.
Quando Yoko ci raggiunse, mentre ancora spiegavo alla madre la prescrizione medica, le sottolineai che ovviamente in quei quattro giorni avrebbe dovuto astenersi da ogni attività sessuale.
Mi guardò, seccata, e poi le si illuminò lo sguardo quando pensò ad altro.
Senza più alcuna vergogna, diversa da quando meno di un’ora prima era entrata in quello studio, disse
“Va bene, terrò la fica a riposo per un po’. Ma c’è tanto altro che si può fare con altrettanto piacere!”.

Votazione del Racconto: 9.0
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Commenti per IL DITO INDAGATORE (seconda parte):


Giannisesto, singoli Liguria

Bellissimo
11 mesi fa


meed, singoli Puglia

L'ho sempre detto io che avrei dovuto fare il ginecologo :)
10 mesi fa




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