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Prime Esperienze


La mantide religiosa.

           di succhiotuomarito

 Scritto il 08.01.2017    |    Letture: 4.316  |    Votazione 8.5:

"Man mano che mi avvicinavo a Mondello, il ricordo di quella donna, del suo abbigliamento dark, del suo trucco pesante, dei suoi occhi da fiera non mi..."
La protagonista femminile di questo racconto personale è una donna di circa cinquant’ anni, palermitana: alta m. 1,60, due o tre chili di più del peso ideale (non mi dispiaceva affatto), occhi blu scuri e capelli biondi, suppongo tinti a nascondere il bianco dell’età, che le incorniciano il viso con un tocco di dolcezza. La incontrai, mentre stavo facendo jogging sul lungo viale, all’interno del parco della Favorita di Palermo, che collega la città con la nota località balneare di Mondello. Dovevo fermarmi due giorni nel capoluogo siciliano per motivi di lavoro - non sono di Palermo - e ogni mattina correvo lungo quel viale, andata e ritorno, per tenermi in forma. Ad un certo punto imboccai un viottolo che correva parallelo al viale e fu lì che la incontrai.

Indossava una minigonna di pelle nera ed una maglietta pure nera che la slanciavano e le davano l’aria di una pantera a caccia di una preda. I nostri sguardi si incrociarono e lei mi lanciò un sorriso che non era di adescamento, ma di aperta sfida, come se mi dicesse: “ma dove corri, sono io la donna che stai cercando da tempo, quella che ti soddisferà i desideri che popolano i tuoi sogni.”

Accenno a un sorriso e continuo a correre. E’ una prostituta, una delle tante che popolano il parco. Non vado a prostitute da quando ero un ragazzo e anche quelle poche volte che c’ero andato non mi era piaciuto: le prostitute non si fanno baciare e a me baciare piace tanto. Man mano che mi avvicinavo a Mondello, il ricordo di quella donna, del suo abbigliamento dark, del suo trucco pesante, dei suoi occhi da fiera non mi abbandonava. Iniziai a pensare cosa avrei potuto dirle al ritorno se l’avessi incontrata di nuovo. Mi accorsi che ci sarei rimasto male se non ci fosse stata più e accelerai il passo.
Imboccai il viottolo senza aver avuto il tempo di pensare a cosa avrei eventualmente potuto dire se l’avessi incontrato. Con mia grande delusione non c’era più. Mi fermai e mi guardai intorno con la speranza di vederla uscire tra gli alberi. A un certo punto, sentii una voce da dietro: “Ciao”

Mi girai di scatto. Era lei. Arrossii come un adolescente. Ero euforico e mi sorpresi a sorridere come un fesso. Lei invece mi guardava come probabilmente guarda la mantide religiosa la sua vittima: da dominante. Credo che il suo abbigliamento fosse studiato apposta per catturare specifici tipi di maschi, quelli che hanno predilezioni per i giochi sadomaso. Aveva capito che io facevo parte a pieno titolo di quella schiera di uomini.

“Abiti lontano da qui?” – mi disse.”
“Non vivo qui, sto in un albergo qui vicino.”
“Ti piaccio?”
“Molto… Tu baci?”
“Solo se lui è stato bravo.”
“A fare cosa?”
“A ubbidire.”
“E se non è bravo?”
“Lo punisco.”
“Come?”
“Ho i miei bei oggetti”
“Tipo?”
“Ho dei dildo di varie misure.”
“ Ma cosa chiedi in particolare?”
“Di essere il mio schiavo.”
“Puoi farmi un esempio?”
“Amo far indossare ai miei schiavi un collare con guinzaglio e farli camminare a quattro zampe.”
“Bello…”
“Tu cosa desideri nei tuoi sogni?”
“Beh…non saprei…”
“Non dire bugie, sai benissimo cosa vuoi, ma adesso hai un’occasione unica di mettere in pratica tutto quello per cui ti sei masturbato tante volte.”
“Sì…hai ragione, so cosa voglio ma non è facile confessarli…”
“Lo so, non sei il primo. Facciamo così: te li dico io e tu mi dici sì o no, ok?”
“Grazie. E’ più facile per me.”
“Te ne dico solo un paio perché se stai un altro po’ fermo rischi di prendere un raffreddore. So che senti caldo, anche per colpa mia, però non è salutare. Solo un paio, quindi, poi vai a farti una doccia calda. Dammi il nome dell’albergo e ti raggiungerò tra un’ora, il tempo di andare a casa e vestirmi in modo più…anonimo”
“L’albergo è il xxxxxx. Vai con le domande.”
“Ti piace leccare i piedi?”
“Sì.”
“Pissing?”
“Sì”
“Dove?”
“….”
“Ok, ho capito, in bocca….L’hai mai fatto?”
“Sì”
“Ti è piaciuto?”
“Da morire”
“Ne vuoi tanta?”
“Sì”
“L’avrai. Solo una cosa. Io mi prendo xxxxx euro. Ti sta bene?”
“Sì. a proposito, come ti chiami?
”Mi chiamano la mantide religiosa, ma tu mi chiamerai Padrona. Vai adesso. A tra poco."
“Ciao”
“Ciao”

Continua
.

Votazione del Racconto: 8.5
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Commenti per La mantide religiosa.:


Membro VIP di Annunci69.it frankmaster, singoli Lombardia il 10.01.2017 alle 23:29:21 ha scritto:

Bello intrigante come racconto.


 L'Autore
succhiotuomarito, gay Sicilia il 11.01.2017 alle 10:03:39 ha scritto:

Intrigante mi piace


Membro VIP di Annunci69.it giorgi1972, singoli Veneto il 11.01.2017 alle 13:56:52 ha scritto:

Bellissimo inizio!!!




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