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Sussurri di passione


di multilover
11.06.2024    |    5.255    |    5 9.5
"Le settimane successive furono un turbinio di messaggi segreti e incontri clandestini..."
In una tiepida sera di giugno, Andrea si ritrovava seduto al tavolo di un elegante ristorante del centro, gli occhi che vagavano distrattamente sui volti degli altri commensali. La vita di un avvocato di successo aveva le sue sfide, ma stasera, mentre sorseggiava il suo vino rosso, non poteva fare a meno di sentire un senso di inquietudine. Era sposato da quindici anni con Laura, una donna che aveva amato profondamente. Ma come accade spesso, la routine e la familiarità avevano spento la fiamma della loro passione.
Proprio mentre si perdeva in questi pensieri, una risata argentina catturò la sua attenzione. Dall'altra parte della sala, una donna dai lunghi capelli castano scuro e occhi verdi brillanti si stava godendo una cena con delle amiche. La sua risata era contagiosa, il suo sorriso affascinante. Andrea non riusciva a distogliere lo sguardo. C'era qualcosa in lei, un'energia magnetica che lo attirava irrimediabilmente.

Non riusciva a credere alla propria audacia, ma quando si alzò per avvicinarsi al suo tavolo, sentì un'inspiegabile sicurezza. "Ciao," disse con un sorriso. "Mi chiamo Andrea. Posso offrirti un bicchiere di vino?"

La donna lo guardò con sorpresa, ma poi il suo sorriso si allargò. "Mi chiamo Elisa," rispose, accettando l'offerta. Da quel momento, la conversazione fluì facilmente, come se si conoscessero da sempre.

Le settimane successive furono un turbinio di messaggi segreti e incontri clandestini. Elisa era una scrittrice freelance, libera da vincoli, con un'anima ribelle che contrastava con la vita rigorosamente pianificata di Andrea. Ogni incontro era un'avventura, ogni tocco una scintilla che accendeva un fuoco inestinguibile.

Una sera, si incontrarono in una camera d'albergo lussuosa, scelta con cura per garantire la massima discrezione. Appena la porta si chiuse alle loro spalle, la tensione elettrica tra loro esplose. Andrea prese il viso di Elisa tra le mani, baciandola con una passione che non provava da anni. Le loro labbra si incontrarono in un bacio travolgente, mentre le mani di lui esploravano il corpo di lei con una bramosia quasi disperata.

Elisa gemette dolcemente, le mani che si aggrappavano ai capelli di Andrea. "Non ho mai provato nulla di simile," sussurrò contro le sue labbra. "Ogni volta che siamo insieme, è come se il mondo sparisse."

"Sì," mormorò Andrea, guidandola verso il letto. "Mi sento vivo solo quando sono con te."

I loro corpi si intrecciarono con un'urgenza frenetica, come se ogni incontro potesse essere l'ultimo. La pelle di Elisa era calda e morbida sotto le mani di Andrea, ogni carezza un preludio a un piacere ancora più intenso. Si spogliarono con una fretta disperata, ogni strato di tessuto che cadeva rivelava un nuovo angolo di pelle da adorare.

Andrea si prese un momento per ammirarla, il cuore che batteva all'impazzata nel petto. Elisa era bellissima, i capelli che cascavano in onde morbide sulle spalle, gli occhi verdi che brillavano di desiderio. Si chinò su di lei, baciandola con una tenerezza che contrastava con l'intensità del loro desiderio.
Il corpo di lei era perfetto, il seno rotondo e i capezzoli diventavano sempre più turgidi a ogni bacio e ad ogni morso. Il suo ventre bianco totalmente liscio e il monte di venere glabro. Andrea avvicinò il viso al suo sesso inondato di umore e cominciò a baciarlo assaporando ogni goccia di passione prodotta da lei.

"Non riesco a crederci," mormorò contro la sua pelle. "Come è possibile provare qualcosa di così intenso?"

Elisa lo guardò con occhi pieni di amore e desiderio. "Perché siamo fatti l'uno per l'altra," rispose semplicemente.

Le loro labbra si incontrarono di nuovo, i sapori dei loro sesso nella bocca, i corpi che si muovevano all'unisono, come se avessero danzato insieme per tutta la vita. Ogni tocco, ogni bacio, ogni sussurro erano un'esplosione di piacere. Andrea sentiva ogni fibra del suo essere bruciare di desiderio, ogni muscolo teso nella ricerca del piacere supremo.

Quando finalmente si unirono, fu come se il tempo si fermasse. Ogni movimento era perfetto, ogni gemito un eco della loro passione condivisa. Si amarono con una tale intensità che sembrava quasi troppo da sopportare, ma nessuno dei due voleva che finisse. I gemiti di lei erano forti e carichi di piacere. Lui la penetrava con forza e ad ogni movimento la sua schiena si inarcava per cercarne ancora di più.

Andrea prese il viso di Elisa tra le mani, baciandola con una passione che non provava da anni. Elisa gemette ancora e ancora e mentre le mani che si aggrappavano al corpo di Andrea sentì esplodere il primo orgasmo di lei che esplose con un fiotto di umore, bagnando il corpo di lui. In quel momento Andrea sentì il suo membro farsi ancora più duro e continuò a darle piacere; "non fermarti," sussurrò Elisa, il respiro affannoso. "Voglio sentirti dentro di me, sentire il tuo seme inondarmi."

Andrea aumentò il ritmo, sentendo l'onda del piacere crescere dentro di sé. Quando finalmente raggiunsero l'apice, fu un'esplosione di piacere puro. Il seme di Andrea la riempì completamente come un fiume caldo che sembrava non finire mai. Elisa gemette di un piacere mai provato prima, sentendo il suo sesso riempito del seme di lui. Andrea non riusciva a fermarsi e si stupì profondamente quando si rese conto che nonostante avesse raggiunto il massimo di piacere, il suo membro era ancora duro e turgido, così continuo ancora. I due corpi completamente inondati sperma e umori continuarono a muoversi. Lei raccoglieva con le mai per portarlo alla sua bocca e assaporare tutto quel piacere mai provato prima.
Andrea la sollevo e la porto sul tavolo. Il suo corpo disteso di fronte a lui era un sogno. "Ti voglio ancora", disse lei "dammi tutto, riempimi ancora, il tuo cazzo è perfetto, fammi godere!" A quelle parole Andrea non riuscì a trattenersi, e la prese con una tale passione che mai aveva provato prima, fino a venire ancora una volta così forte e così tanto che tutto il corpo di lei era cosparso del suo seme.
Rimasero senza parole e senza fiato. Si buttarono sul letto e rimasero abbracciati, i corpi ancora tremanti per l'estasi appena vissuta. "Non ho mai provato niente di simile," confessò Andrea, la voce roca dall'emozione, "nemmeno io," rispose Elisa, accarezzando il suo viso con dolcezza. "Non ho mai sentito questo piacere" disse lei, rischiamo di innamorarci così", Andrea sorrise, assolutamente consapevole del rischio ma non aveva alcuna paura, lui lo era già... Rimasero abbracciati con i corpi ricoperti dei loro umori, e la stanza che profumava di sesso e amore.

Quelle parole risuonarono nel cuore di Andrea, dando voce a qualcosa che lui stesso stava scoprendo. Ogni incontro con Elisa era un viaggio verso una nuova dimensione del piacere e dell'amore. La loro passione era un fuoco che non si spegneva mai, ma che bruciava sempre più intensamente.

I giorni si trasformarono in settimane, e le settimane in mesi. Ogni incontro clandestino era una nuova avventura, una nuova scoperta. Le loro vite si intrecciavano in modi che né Andrea né Elisa avrebbero mai immaginato. Eppure, nonostante la felicità che provavano insieme, c'era sempre un'ombra che incombeva su di loro: la vita matrimoniale di Andrea.

Una calda giornata d'agosto, Andrea ed Elisa si ritrovarono su una barca, navigando verso una baia isolata. Le onde del mare cullavano dolcemente l'imbarcazione, il sole splendeva alto nel cielo. Una volta ancorati, Andrea si avvicinò a Elisa, il desiderio evidente nei suoi occhi.
"Siamo soli qui," disse, la voce bassa e carica di desiderio. "Nessuno può vederci, nessuno può sentirci."

Elisa sorrise, un sorriso che prometteva piaceri inesplorati. "Allora facciamo in modo che questo momento sia indimenticabile," rispose, togliendosi il bikini bianco, e rivelando la sua pelle dorata dal sole e i suoi seni bianchi.

Andrea la guardava con occhi bramosi, il cuore che batteva all'impazzata. Non poteva resistere alla tentazione. Si avvicinò a lei, le mani che esploravano ogni curva del suo corpo, sentendo il calore della sua pelle sotto le dita. Elisa gemeva dolcemente, ogni tocco di Andrea un fuoco che la consumava.

Si baciarono con una passione feroce, le lingue che si intrecciavano in una danza sensuale. Andrea la sollevò, posandola dolcemente sul ponte della barca, le mani che scorrevano lungo le sue cosce, accarezzando la sua pelle morbida. Elisa chiuse gli occhi, abbandonandosi completamente al piacere.

"Voglio sentirti dentro di me," sussurrò, la voce piena di desiderio. "Voglio la tua tantissima sborra."

Andrea non si fece pregare. Le mise una mano tra le gambe e vide che lei era fradicia di umore che colava dal sesso fino all'inguine" "Cazzo ti voglio" disse lui ed entrò in lei con un gemito di piacere, i loro corpi che si muovevano all'unisono, spinti da un desiderio incontrollabile. Ogni spinta era un'esplosione di piacere, ogni gemito un'eco della loro passione condivisa. Il sole splendeva su di loro, testimone silenzioso del loro amore proibito.

"Sei incredibile," mormorò Elisa, il respiro affannoso. "Non ho mai goduto così tanto, voglio sentirti più profondo, voglio tutto il tuo seme, ne voglio tanto come fai tu!."

"Sì," le disse Andrea "è tutto per te e ti vuole inondare completamente" , le mani che si aggrappavano ai suoi fianchi. "Non fermarti, voglio sentirti più profondo" disse lei!

Aumentarono il ritmo, le onde del piacere che li travolgevano. Andrea sentiva l'orgasmo avvicinarsi, un'esplosione di piacere che sembrava crescere dentro di lui. Quando finalmente raggiunsero l'apice, fu un momento di pura estasi. Il seme di Andrea la riempì, e tanto era copioso che le schizzo sul ventre e sui seni e un fiotto le bagnò le labbra. Lei con la lingua lo raccolse e lo assaporò come nettare. Un fiume caldo che sembrava non finire mai. Elisa gemette di piacere, sentendo ogni goccia sul corpo. Era un legame indissolubile.

Una sera, mentre Andrea ed Elisa erano insieme in un piccolo appartamento affittato per i loro incontri segreti, Andrea sentì il peso della situazione gravare su di lui. "Elisa," iniziò, la voce piena di tristezza. "Non possiamo continuare così. Io sono sposato, ho degli impegni, delle responsabilità. Non posso lasciare Laura."

Elisa lo guardò con occhi pieni di dolore, ma anche di comprensione. "Lo so, Andrea," disse, la voce tremante. "Ma non posso fare a meno di amarti. Ogni momento che passiamo insieme è un dono, ma so che non possiamo costruire una vita su questo."

Le parole di Elisa colpirono Andrea profondamente. La amava con tutto se stesso, ma la realtà della sua vita matrimoniale era ineludibile. Non poteva lasciare Laura, non poteva distruggere la sua famiglia per inseguire un amore che, per quanto intenso, era destinato a rimanere nell'ombra.

I loro incontri divennero sempre più rari, ogni addio sempre più doloroso. Sapevano che non potevano continuare così, ma il legame tra loro era troppo forte per essere spezzato facilmente.

L'ultimo incontro avvenne in una stanza d'albergo, come il loro primo. Si amarono con una passione disperata, sapendo che quello sarebbe stato l'ultimo momento insieme. Ogni bacio, ogni tocco era un addio, ogni gemito un lamento per ciò che stavano perdendo.

Quando finalmente si separarono, le lacrime scorrevano liberamente sui loro volti. "Ti amerò sempre," sussurrò Elisa, abbracciandolo forte. "Ma dobbiamo lasciarci andare."

Andrea annuì, il cuore spezzato. "Ti amerò per sempre, Elisa. Sei stata la luce nella mia vita, ma ora devo tornare alla realtà."

Si baciarono un'ultima volta, un bacio pieno di dolore e amore. Poi, Andrea se ne andò, lasciando Elisa sola nella stanza. Mentre camminava per le strade della città, sentì un vuoto dentro di sé che sapeva non avrebbe mai potuto colmare.

Tornò a casa da Laura, deciso a ricostruire la sua vita matrimoniale. Sapeva che non sarebbe stato facile, ma doveva provare. Elisa rimase nel suo cuore come un ricordo dolce e amaro, un amore che non avrebbe mai potuto dimenticare.

E così, la loro storia d'amore finì, un fuoco che aveva bruciato intensamente ma che non poteva durare. Ma nei loro cuori, sapevano che avevano vissuto qualcosa di unico e indimenticabile, un amore che, seppur breve, avrebbe segnato le loro vite per sempre.
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