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trio

LA VOGLIA (punti di vista di due menti travolte dalla lussuria)


di Membro VIP di Annunci69.it Spettro82
18.02.2019    |    4.605    |    5 8.0
"Lavoravamo entrambi al pc, ma immancabilmente a turno i nostri sguardi si alzavano e cercavano l'altro per qualche istante che sembrava non finire mai..."
Eccoci di nuovo seduti uno di fronte all'altra, ormai succedeva spesso, almeno tre o quattro volte la settimana.
Io e Lucia prendevamo tutti e due la metropolitana alla stessa ora, trenta minuti di nulla, che alcune volte passavano leggendo, parlando al telefono oppure stuzzicandoci con lo sguardo.
Il suo nome non lo conoscevo perché ci eravamo presentati ma perché giorno dopo giorno alcuni brandelli della nostra vita finivano per caso nelle orecchie dell'altro.
Sapevo come si chiamava e che era di Genova, dove tornava a vivere il week end a casa dei genitori.
Non notarla era stato impossibile.
Camminava sempre abbarbicata su di un paio di tacchi vertiginosi che la rendevano ancora più alta, scendevamo alla stessa fermata di metro e lavoravamo nello stesso centro direzionale.
Spesso indossava jeans o pantaloni che le avvolgevano come una seconda pelle il sedere più provocante che avessi mai visto.
Le sue natiche erano sodissime e danzavano in modo osceno ad ogni suo passo.
Lucia doveva avere poco meno di trent'anni, alta e magra quasi senza seno, portava i capelli corvini lisci e lunghissimi ad incorniciare un viso dai lineamenti eleganti a cui dava carattere un naso importante.
Nel complesso il suo volto ricordava quello di una bellissima nativa americana.
Ormai a suo agio mi considerava probabilmente parte del suo quotidiano e le dava sicurezza viaggiare nello stesso vagone in mezzo ad alcune persone che immancabilmente erano lì ogni giorno.
La settimana scorsa come spesso accadeva Lucia era salita alla fermata dopo della mia, la metro era pienissima e ci eravamo rassegnati ad aspettare che in stazione centrale un fiume di gente ci lasciasse un posto per sederci.
Una frenata brusca l'aveva fatta finire letteralmente tra le mie braccia, per un istante l'avevo stretta tra le dita, i suoi glutei di marmo si erano appoggiati languidamente al mio corpo mentre le mie mani la sorreggevano.
Non aveva avuto fretta di abbandonare quel abbraccio casuale, maliziosamente andò a tastare a sua volta la tonicita' del mio corpo muscoloso, lasciandosi cullare come se si fosse abbandonata con un tuffo di schiena all'abbraccio del suo mare.
"Scusami, forse dovrei passare alle ballerine"
Sorrisi e gli risposi che sarebbe stato un crimine contro l'umanità, anche lei scoppio' in una risata allegra mentre sentivo il calore del suo corpo staccarsi a malincuore dal mio.
Lavoravamo entrambi al pc, ma immancabilmente a turno i nostri sguardi si alzavano e cercavano l'altro per qualche istante che sembrava non finire mai.
Quando scendemmo per andare al lavoro ci salutammo quasi timidamente, la lasciai andare avanti di qualche passo e mi gustai ogni suo movimento fino a vederla scomparire nella portineria del palazzo a fianco di quello dove lavoravo.
Quella mattina come accadeva tutti i venerdì il suo abbigliamento era meno formale del solito, indossava una gonna sopra il ginocchio ed una camicia di raso azzurra che teneva sbottonata in modo generoso.
Quando era salita io avevo già trovato dove sedermi, la vidi attendere che si liberasse un posto da dove i nostri sguardi potessero incrociarsi con facilità.
Occupavo l'ultimo seggiolino della fila, Lucia non sedette di fronte a me come aveva fatto altre decine di volte, ma si mise alla mia sinistra seduta sulla coppia di sedili che erano posizionati di fianco alla porta del vagone perpendicolari al senso di marcia.
Da quella posizione per guardarla dovevo girare leggermente la testa, e questo lei lo sapeva bene, le sue gambe non stavano ferme un attimo, accavallandosi in un malizioso gioco che mi regalava scorci di lei tra le ombre della metro e le sagome di chi le passava davanti per scendere.
Poi il treno uscì in superficie ed il sole proiettò maliziosamente i suoi raggi sulla sua pelle nuda.
Dove le autoreggenti lasciavano spazio alla carne la sua pelle rifletteva le luminose lame di luce offrendomi uno spettacolo osceno.
Le sue gambe con i tacchi appoggiati al tubo metallico che faceva da poggiapiedi al sedile erano aperte in modo provocante, dal finestrino la luce filtrava pennellando tra le sue cosce i colori del suo sesso, offrendomi lo spettacolo della sua fica rasata che ammiccava oscena da sotto la gonna.

Mi sentivo eccitata, sentire gli occhi di un uomo addosso mi provocava degli intensi brividi di piacere, ero sempre stata maliziosa ed esibizionista, e quella mattina quando avevo deciso di lasciare le mutandine nel cassetto lo avevo fatto con uno scopo ben preciso.
Quel uomo bello è inquietante era diventato prima un enigmatico compagno di viaggio, poi un abitudine ed alla fine una tentazione alla quale non avevo più nessuna intenzione di resistere.
Tenevo le gambe socchiuse, sapevo che il suo sguardo cercava tra le mie cosce sfamandosi della mia morbosa nudità, fermata dopo fermata l'ufficio si avvicinava ed io ero sempre più risoluta nell'idea di farlo impazzire dal desiderio.
Le porte si aprirono alla fermata dell'ospedale, un torrente di varia umanità si riversò nel vagone riempiendolo completamente.
Lo vidi lasciare il posto ad un anziana signora che era appena salita, da prima pensai ad un gesto di gentilezza ma quando si mise davanti a me con il corpo appoggiato a pochi centimetri dalle mie gambe capii che era stata solo una scusa.
I miei occhi cercarono i suoi da sotto gli occhiali da lettura che indossavo, poi lentamente reso invisibile dalla massa e dalla confusione il mio piede andò a cercare lentamente il suo polpaccio.
Mentre ne percorrevo la lunghezza potevo sentirne il vigore, davanti ai miei occhi i suoi pantaloni si erano gonfiati spudoratamente facendomi gustare le proporzioni di un asta davvero fuori dal comune.

Vidi le due signore sedute dietro Lucia alzarsi e ne approfittai per sedermi dietro di lei, ero nell'ultimo sedile, nascosto dalla fila dove lei stava seduta, da lì potevo gustare il suo collo esile e i lineamenti eleganti, mi aveva provocato sensualmente e in modo sfrontato, non le ero mai stato così vicino prima d'ora e l'unica cosa che desideravo era passarle le dita sul corpo.
"Spostati dietro!"
Lo sussurrai al suo orecchio e con mia grande sorpresa lei ubbidì come un automa, si alzò e venne di fianco a me.
Si sedette facendomi sentire un assaggio delle sue cosce, senza guardarmi neppure in viso, semplicemente si appoggiò il quotidiano sulle gambe e impercettibilmente lascio' salire la gonna scoprendo l'elastico delle autoreggenti.
La mia mano scivolo' fra le sue gambe mentre lei fingeva una totale indifferenza, appena la mie mano le sfiorò la fica trovai un caldo pasticcio di umori ad accogliermi.
Poi con un impercettibile movimento del bacino Lucia si impalo' sulle mie dita come fossero un grosso cazzo.
Notai una smorfia di piacere sulle sue labbra e ne assecondai la penetrazione entrando con indice e medio mentre il pollice andava a stimolarle maliziosamente il clitoride.
La situazione l'aveva bagnata abbondantemente, nonostante questo dopo un fremito iniziale il suo volto ritorno' ad essere impassibile mentre la mia mano la fotteva con sempre maggior decisione.
Le fermate si susseguivano veloci, ormai ero concentrato sul suo clitoride, sentivo che faticava a mantenersi indifferente.
Lucia mi arpiono' il braccio con una mano, la sentii irrigidirsi mentre le sue unghie mi davano un piacevole dolore nella carne, percepii il movimento del suo bacino mentre si contraeva in preda al piacere e poi sentii un abbondante getto di fluidi densi allagarle la fica.
Di fianco a noi un giovane studente dall'aspetto atletico, con lineamenti marcati e uno sguardo da vero teppista era l'unico spettatore a cui era visibile lo spettacolo.
Lucia si era accorta di essere guardata già da qualche fermata, il ragazzo si massaggiava ritmicamente un membro spudoratamente duro che metteva in mostra attraverso il tessuto dei jeans lisi che indossava.
Il viso della donna era una maschera di impassibile indifferenza, ma aveva fatto scivolare a terra di proposito il giornale perché il ragazzo potesse gustarsi lo spettacolo della mia mano che le scompariva sotto la gonna.
Quando venne cerco' i suoi occhi, la cosa mi lascio' spiazzato, un lampo di assurda gelosia mi fece ritrarre la mano su cui Lucia aveva letteralmente pisciato il suo piacere.
"Non te la cavi con così poco, alla prossima scendiamo così mi offri la colazione e poi andiamo nel bagno del bar e ripulisci tutto il disastro che ho qua sotto"
Feci un cenno di assenso con il capo, le proporzioni della mia erezione erano vergognose e Lucia ne era ben conscia, soppesava con lo sguardo le dimensioni del mio membro imprigionato nel tessuto dei pantaloni.
La sua bocca si avvicinò al mio orecchio ed inizio' a sussurrare come una incantatrice di serpenti.
"Bravo...vedrai che ti piacerà leccare tutto, pensa a come mi hai fatto allagare, tutto quel miele mescolato alla...non ti fa schifo la sborra vero porco?"
Quando fu il mio turno di entrare nel bagno del bar sentivo ancora sulla lingua il sapore del cappuccino che avevo appena bevuto, il giovane montone uscì senza neppure guardarmi negli occhi, mentre si sistemava la cerniera dei jeans, mi girai e chiusi la porta a chiave.
Lucia era appoggiata al lavandino con la gonna arrotolata in vita, tra le cosce le scendeva il carico che il giovane maschio le aveva appena spruzzato nell'utero.
"Ora vieni a pulire, io per oggi di cazzo ne ho già avuto abbastanza, ma se fai il bravo ti permetterò di farti una bella sega mentre lo fai..."
Il suo sguardo altero non ammetteva repliche, mi sistemai tra le sue cosce e lasciai che il sapore acre della venuta dello sconosciuto mi scivolasse in gola, poi dopo pochi colpi sporcai le piastrelle del pavimento e continuai a leccarla fino a farla venire di nuovo.

Vi ringrazio per la lettura è per i commenti che vorrete lasciarmi, sia qua che in privato...
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Votazione dei Lettori: 8.0
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Commenti per LA VOGLIA (punti di vista di due menti travolte dalla lussuria):


duediquori, coppie Lombardia
...giochi di seduzione metropolitani.
Interessante il racconto dai due punti di vista... Pregevole l'atteggiamento della protagonista... soprattutto la capacità del racconto di coinvolgermi anche in un gioco che non è nelle mie corde...
1 mese fa
Membro VIP di Annunci69.it cyborg63, coppie Lazio
Alla fine se le scopata un altro
1 mese fa
soddisfatorepertutti, singoli Toscana
troppa fantasia. ..qualche cosa di più vero????
1 mese fa
Emil42, singoli Liguria
Questo puo’ accadere soltanto in un mondo fiabesco!
1 mese fa
Membro VIP di Annunci69.it La_metamorfosi_72, coppie Piemonte
Molto bello ed eccitante. La tua mente lussuriosa è sempre capace di tirare fuori racconti che lasciano il segno. Sempre grande
4 settimane fa


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