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Racconti Erotici > trio > Paolo e Mirella 05 – Tradurre il pensiero in realtà
trio

Paolo e Mirella 05 – Tradurre il pensiero in realtà


di Membro VIP di Annunci69.it LukasQuarzberg
07.03.2019    |    1.670    |    3 9.9
"Ma perché dovrebbe farlo?» «Per spillarci dei soldi..."
Sabato tarda mattinata, interno di un appartamento milanese...

«Mercoledì prossimo accompagno io Andrea dal maestro.» disse Mirella con tono casuale.
Paolo, che stava riponendo la spesa in frigorifero, si bloccò con una bottiglia di latte in mano.
«Perché?»
«Perché no?»
Paolo si voltò, Mirella era di spalle. Paolo si schiarì la gola per attirarne l'attenzione. Mirella si girò e chiese «Che c'è?»
«Te lo vuoi fare?»
«Forse sì.»
«È vecchio!»
«Non ha ancora sessant’anni!» rise Mirella e si avvicinò a Paolo. «Gelosone!»
Paolo indietreggiò mantenendo il contatto visivo.
«Che fai? Scappi? Non ti piaccio più?» lo canzonò Mirella.
I ragazzi erano in camera a giocare.
«Non me l'aspettavo.» disse Paolo dopo essersi schiarito la voce.
«Caro mio, se vuoi fare scambismo, devi mettere in conto che mi piacciano, almeno fisicamente, anche altri uomini. Altrimenti, come si fa?»
Paolo non rispose, con la postura irrigidita si era appoggiato con le spalle al frigorifero e non le staccò gli occhi di dosso.
«A cosa pensi?» chiese Mirella appressandosi sempre di più.
Paolo fece una smorfia e si mordicchiò le labbra. «Hai ragione.» disse a bassa voce ed annuì.
Stava per dire qualcosa ma in quel momento entrò Elisa «Voglio una merendina!»
«Tra poco si mangia.» disse Mirella.
«Mezza!» insistette la bambina.
Mirella prese un plumcake e lo divise in due e ne diede una metà alla bambina. Elisa tornò in cameretta.
«Allora?» chiese Mirella con un sorriso e avvicinò l'altra metà alla bocca di Paolo.
«Ti stavo immaginando con un altro.»
«E..?»
«E mi fa sesso pensarti mentre ti scopa.»
Mirella gli infilò la metà del plumcake in bocca. «Bravo!» gli sussurrò all'orecchio.
Lui le prese la mano e la guidò sulla patta per farle sentire la sua erezione che gli strinse attraverso i pantaloni.
Entrò Andrea e si bloccò sulla porta. I sacchetti della spesa, che erano stati appoggiati sul tavolo, gli coprirono la visuale e non vide che la mamma stava stringendo il cazzo del papà.
Tuttavia, la mamma pensò bene di staccarsi. «Anche tu sei qui per il plumcake?» chiese Mirella.
Paolo si girò e aprì il frigorifero perché era arrossito.

* * * * *

Il maestro Arpini, con mano leggermente tremante, aprì lo spartito e lo poggiò sul leggio del pianoforte verticale.
«Ti ricordi questo esercizio?» chiese ad Andrea che si era seduto sullo sgabello.
Il ragazzino, dopo aver guardato, annuì.
«Bene. Fai queste due pagine mentre io parlo con la mamma.» Arpini accese il metronomo e uscì dal salotto chiudendosi la porta alle spalle.
Mirella lo stava aspettando in corridoio e lui la condusse in cucina.
«Grazie, maestro, volevo sapere come sta andando il ragazzo.»
«Mi dà soddisfazione.
È decisamente portato, capisce e ha il senso del tempo.»
Mirella gli sorrise. «A casa gli faccio fare gli esercizi.»
Arpini le sorrise e si schiarì la gola.
«Lei è sposato?» chiese Mirella rompendo il silenzio.
«Sono separato. Da cinque anni. Perché me lo chiede?»
Mirella sorrise e abbassò lo sguardo. «Curiosità. Ho sempre pensato che i musicisti fossero pieni di donne.»
Arpini deglutì. «Magari. Piuttosto, una bella donna come lei, chissà quanti spasimanti e ammiratori.»
Mirella allungò una mano e prese quella del maestro che girò la sua per stringere quella della donna.
La musica proveniente dal salotto era cessata e Arpini si alzò di scatto. «Mi scusi, Andrea deve aver terminato gli esercizi.»
Tornò due minuti dopo.
«Possiamo darci del tu?» chiese Arpini dopo essersi schiarito la voce, ancora in piedi sulla porta della cucina.
«Ma certo.»
Arpini si avvicinò e si chinò su Mirella e la baciò sulla bocca. Un bacio delicato. Quando si staccò, Mirella disse «C'è una sola condizione.»
Il maestro si sedette e la fissò.
Mirella disse solamente tre parole «Mio marito parteciperà.»

* * * * *

«Ci siamo baciati.» buttò lì Mirella mentre si stava frizionando le mani dopo aver messo la crema. Era seduta, col cuscino dietro la nuca.
«Tu e Arpini?» Paolo si era appena seduto e le dava le spalle ma, nel parlare, aveva girato la testa.
«Sì. Andrea stava facendo esercizi in salotto e io e lui eravamo in cucina.»
«Ma sei fuori? Se fosse arrivato il ragazzino?»
«Impossibile. Stava suonando, ce ne saremo accorti e poi è stato un solo bacetto.»
Paolo si mise accovacciato, rivolto verso la moglie «Guancia o collo?»
«Bocca.»
«Cazzo!»
«Sulla bocca. E basta.» specificò Mirella.
«Giura!»
«Lo giuro.» Mirella gli sorrise. «Te l'ho detto, dovrai entrare nell'ordine di idee, mio caro.»
«Ok. E tu?»
Mirella interruppe il massaggio delle mani e si voltò. Deglutì «Anch'io. Sì, anch'io.»
Paolo si distese e si mise le mani dietro la nuca. Fissò il soffitto.
«Tutto bene?» chiese Mirella mettendoglisi a fianco.
«Eh... Un conto è la fantasia, un altro la realtà. Cazzo!»
Mirella lo baciò sul collo. «Noi due siamo la realtà.»
Lui la prese e se la mise sopra. «Dammi un bacio con la “b” maiuscola!» mormorò lui.
«E tu cosa mi dai?» sorrise lei.
«Che ne dici di un orgasmo?»
«Uno solo?»
«Per iniziare.»

* * * * *

Due settimane dopo, alle nove e quarantacinque di un giorno feriale, al numero 22 di via Pacini...

«Sicuro?» chiese Mirella.
«Insomma... Tu?» disse Paolo con la mano già sollevata verso i pulsanti del citofono.
«Insomma...»
«Dai, proviamo. Al limite...»
«Al limite?»
«Ce ne andiamo.»
«E dovremo trovare un nuovo insegnante di musica ad Andrea.»
Paolo non riuscì a trattenere una risata.
Durante il viaggio – per comodità avevano optato per la metropolitana – nessuno dei due aveva parlato ma nelle sere precedenti l'incontro avevano lungamente e ripetutamente parlato delle aspettative, dei dubbi e dei timori. Uno, in particolare, aveva riguardato la discrezione di Arpini.
«Ma non è che poi va in giro a sputtanarci?» aveva detto Mirella, nel buio della camera da letto.
«Sputtanarci? E con chi? Non abbiamo amicizie comuni.»
«Magari con i genitori degli altri allievi!»
«E che senso ha?»
«Non so. Magari per fare lo stronzo.»
«Sarebbe la sua parola contro la nostra.»
«Ma intanto...»
«Intanto farebbe la figura dello scemo e perderebbe i suoi allievi.»
«E, metti, che filmi il tutto?»
«Se lo fa, lo denunciamo. Ma perché dovrebbe farlo?»
«Per spillarci dei soldi.»
«Eh, sì. Siamo Paolo e Mirella Onassis.» Paolo si sforzò di ridere per tranquillizzare la moglie, ma in cuor suo, l'idea inquietava anche lui. «Se ci fosse una videocamera nascosta, la vedrei.»
«Ma ce ne sono di quelle piccolissime, invisibili e sono pure ad alta definizione!»
«E tu, come fai a saperlo?»
Mirella esitò. «Le ho viste su Aquazon.»
«Ah, e cosa cercavi di bello su Aquazon?»
Mirella si schiarì la voce «Giochini.»
«Su Aquazon?»
«Oh, sì. Non hai idea che vasta gamma che c'è!»
Paolo ridacchiò. Poi tornò serio «Allora, cerca delle maschere. Così risolviamo l'incognita delle videocamere nascoste.»
Il giorno dopo, nella pausa pranzo, Mirella ordinò quattro maschere – melius est abundare quam deficere.
E ora si trovavano davanti al portone del maestro di musica di Andrea.
Paolo premette.
«Puntualissimi!» disse la voce di Arpini.
Dopo lo scatto metallico, varcarono la soglia. Con ansia attesero l'ascensore ma poi, mentre stava scendendo, decisero di salire piedi per scaricare tensione, aveva detto Mirella.
Arpini era già sulla porta e li fece entrare.
«Come va?» chiese e li seguì in salotto. Né Paolo né Mirella riuscirono a parlare.
Paolo si guardò attorno ma non notò videocamere o webcam.
«Accomodatevi.» disse Arpini. «Tutto bene?» chiese.
«Siamo un po' nervosi.» ammise Paolo.
«Non ce n'è motivo. È la vostra prima volta.» Arpini l'aveva affermato, non chiesto.
Mirella annuì.
«Gradite qualcosa?»
Mirella scosse la testa. «No, grazie.» disse Paolo.
«Come ci si organizza, di solito?» chiese dopo una pausa di silenzio.
«Più o meno è come farlo in due. Si sta poco vestiti e ci si bacia. Solo che per la donna è prevista “doppia razione”.»
«Ti facevo più timido, Giancarlo!» esclamò Mirella.
«Prima. Ma adesso siamo a carte scoperte.»
«Tu l'hai già fatto, ci dicevi.» intervenne Paolo.
«Sì, è capitato.»
«Con quali combinazioni?»
Arpini rise. «Con due donne, da sposato con un'altra coppia e anche così come con voi due.»
«Ci trovi ridicoli?» chiese Mirella.
«No. Sono curioso.» seguì una pausa. «Se volete, vi lascio soli e torno tra un po'.» suggerì Giancarlo e si alzò. «Forse potreste iniziare con il togliervi qualche vestito.»
Paolo si sbottonò la camicia. Mirella si volto verso le finestre. Due spesse tende bianche le coprivano.
«La privacy è garantita.» la rassicurò Giancarlo a cui non era sfuggita la mossa della donna.

- continua -
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Votazione dei Lettori: 9.9
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Commenti per Paolo e Mirella 05 – Tradurre il pensiero in realtà:


Maris84, singoli Lazio
Bello
2 settimane fa
Maris84, singoli Lazio
Bello
2 settimane fa
 L'Autore
Membro VIP di Annunci69.it LukasQuarzberg, singoli Lombardia
Grazie, caro Maris84 :-)
2 settimane fa


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