3 anni fa
https://www.infovac.ch/it/vaccinationi/per-le-malattie/hpv
https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/malattie-infettive/vaccinazione/vaccino-per-l-epatite-a
TUTTI I VACCINI AD OGGI DISPONIBILI PER LE MALATTTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI.
NON RINUNCIAMO MAI AL PRESERVATIVO PERO'.
1 HPV – virus del papilloma umano
Esistono più di cento tipi differenti di virus del papilloma umano (HPV) che infettano la pelle o le mucose genitali. Tali virus si trasmettono molto facilmente durante le relazioni sessuali, tramite un semplice contatto con la pelle o le mucose infette. Alcuni ceppi di virus HPV causano verruche genitali, lesioni precancerose e carcinomi nelle zone genitali, in bocca o in gola.
I virus HPV sono la causa più frequente d’infezioni sessualmente trasmissibili, in Svizzera e ovunque nel mondo. Si stima che più del 70% degli uomini e delle donne sessualmente attivi siano contaminati nel corso della loro vita. Il rischio d’infezione da virus HPV è nullo in assenza di relazioni sessuali, ma cresce rapidamente con l'aumentare dei partner sessuali. Il rischio di contagio in Svizzera è massimo tra i 16 e i 25 anni, il periodo durante il quale si verifica la metà delle infezioni.
La maggior parte delle infezioni da virus HPV sono asintomatiche, la persona infetta non sa di essere contagiosa. Certi virus HPV (come i tipi 6 e 11) generano delle verruche genitali (condilomi) che possono essere visibili o nascoste. Si stima che, in Svizzera, una persona su 10 ne sarà colpita nel corso della vita. Altri tipi di virus HPV (come i tipi 16 e 18) sono in grado di sopravvivere per mesi o anni nelle cellule infette, e di causare carcinomi nelle zone genitali, in bocca o in gola.
Incidenza delle infezioni da HPV nelle donne
In una donna su 4 o 5 circa, un’infezione da virus HPV 16 o 18, si trasforma in lesioni precancerose o in un carcinoma, per esempio a livello del collo dell’utero. Queste lesioni possono essere diagnosticate solo tramite un esame citologico realizzato dal ginecologo ed eventualmente altri esami complementari. Nessun medicamento permette di guarire una lesione precancerosa o un carcinoma causato da un virus HPV. Se le lesioni sono individuate in tempo, un trattamento laser o chirurgico può essere efficace.
Il carcinoma del collo dell’utero è dunque la conseguenza di un’infezione al virus HPV. Nel mondo, è la quarta causa di tumore nella donna. In Svizzera, più di 5000 donne sono confrontate ogni anno con una diagnosi di lesioni precancerose del collo dell’utero e devono sottoporsi a degli accertamenti complementari e/ o a un intervento chirurgico. Spesso sono le donne giovani a essere confrontate con questo problema, anche se un carcinoma può apparire anche 20 o 30 anni più tardi. Ogni anno in Svizzera, circa 250 donne presentano un carcinoma del collo dell’utero e circa 80 ne decedono nonostante un programma nazionale di prevenzione e nonostante tutti i trattamenti disponibili.
In Svizzera, 70 donne su cento sono infettate da un virus HPV. 6 donne su cento sviluppano delle lesioni precancerose e 1 donna su cento soffre di un carcinoma del collo dell’utero.
Entità delle infezioni da HPV negli uomini
Le infezioni da HPV fanno parte delle infezioni sessualmente trasmissibili più comuni. La metà di queste riguarda i giovani tra i 15 e i 24 anni. La maggior parte di queste infezioni è asintomatica (la persona infetta non sa di essere contagiosa), mentre alcune causano l’insorgenza di verruche genitali (condilomi) visibili o nascoste; in Svizzera, queste verruche riguardano circa una persona su dieci. Alcuni tipi di virus HPV (16 e 18) sono in grado di sopravvivere per mesi o anni nelle cellule infette e di causare carcinomi della bocca o della gola.
Vaccino contro HPV
Il vaccino contro il virus HPV contiene una sola proteina virale, comune a numerosi ceppi diversi per estendere la sua efficacia. La sua azione è sostenuta da un sale di alluminio (Gardasil 9) o da un nuovo adiuvante (Cervarix).
La vaccinazione prevede 2 dosi (0, 4-6 mesi) se avviene prima del 15° compleanno. In seguito, sono necessarie 3 dosi (0, 1-2, 4-6 mesi).
Raccomandazioni per le adolescenti e le giovani donne
La vaccinazione contro il cancro del collo dell'utero e le altre malattie causate dai virus HPV è raccomandata a tutte le adolescenti tra gli 11 e i 14 anni (prima del 15° compleanno). Il recupero della vaccinazione di base è raccomandato per tutte le giovani dai 15 ai 19 anni (prima del 20° compleanno) che non sono ancora state vaccinate (3 dosi), anche se hanno già avuto rapporti sessuali. Il vaccino rimane attivo contro i virus HPV che non sono stati già trasmessi alla persona prima della vaccinazione.
La vaccinazione è anche indicata a titolo individuale per alcune giovani donne dai 20 ai 26 anni, in funzione della loro storia personale. L’utilità della vaccinazione si riduce quando il rischio di essere già stati infettati è grande, per esempio per le donne che hanno avuto diversi partner. Perciò, la decisione di vaccinarsi deve essere presa a livello individuale.
La vaccinazione contro i virus HPV è rimborsata dall’assicurazione malattia obbligatoria ed esente da franchigia tra gli 11 e i 26 anni, a condizione che sia effettuata nell’ambito di un programma di vaccinazione cantonale.
Per gli adolescenti e i giovani
La vaccinazione contro i carcinomi genitali e altre malattie causate dai virus HPV è raccomandata agli adolescenti tra gli 11 e i 14 anni che desiderano proteggersi contro un rischio frequente (verruche genitali) o raro ma grave (tumori genitali, della bocca o della gola). Prima del 15° compleanno sono sufficienti 2 dosi. Un recupero della vaccinazione di base è raccomandato ai giovani dai 15 ai 19 anni (prima del 20° compleanno) non ancora vaccinati e che desiderano proteggersi (sono necessarie 3 dosi).
Inoltre, la vaccinazione è indicata a titolo individuale per alcuni giovani dai 20 ai 26 anni, in funzione della loro storia personale e dei fattori di rischio. L’utilità della vaccinazione si riduce quando il rischio di essere già stati infettati è grande, ad esempio per i giovani che hanno già avuto diverse partner. Perciò, la decisione di vaccinarsi deve essere presa a livello individuale.
La vaccinazione contro il virus HPV è rimborsata per tutti gli adolescenti e i giovani dall’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie ed è esente da franchigia tra gli 11 e i 26 anni, a condizione che sia effettuata nell’ambito di programmi di vaccinazione organizzati dai cantoni.
Raccomandazioni per persone a maggiore rischio di complicazioni
Il rischio di carcinoma dopo un’infezione da HPV aumenta fortemente a causa della diminuzione delle difese immunitarie dovuta a medicamenti o malattie. È quindi importante assicurarsi che i giovani tra gli 11 e i 26 anni con un problema di salute che necessitano o che potrebbero necessitare in futuro di una terapia immunosoppressiva siano adeguatamente vaccinati contro i virus HPV. Esempi: malattie reumatiche o autoimmuni; infezioni da HIV; malattie che potrebbe richiedere un trapianto d’organo.
Non è mai troppo tardi per recuperare una o più vaccinazioni: non esitate a fare verificare il vostro libretto delle vaccinazioni da un professionista che saprà consigliarvi.
Grado di protezione dei vaccini contro HPV
In Svizzera, si stima che la vaccinazione contro il virus HPV potrebbe teoricamente evitare ogni anno 80-100 nuovi casi di cancro negli uomini, e circa 300 nelle donne.
I due vaccini attuali offrono una protezione paragonabile contro i tipi 16 e 18 dell'HPV. Cervarix® offre una protezione incrociata leggermente migliore, in quanto copre tipi di virus che non sono contenuti nel vaccino. Fornisce inoltre una protezione parziale contro alcuni degli altri cinque tipi di virus coperti da Gardasil 9®. Nel complesso, Gardasil 9® offre una protezione contro l'HPV superiore a Cervarix®: il primo vaccino è efficace contro nove tipi di HPV, mentre il secondo ne copre solo due. Tuttavia, entrambi i vaccini proteggono contro i tipi più comuni di HPV e quelli che hanno maggiori probabilità di causare il cancro.
Per il vaccino quadrivalente, una revisione sistematica di una ventina di studi ha dimostrato che, in caso di copertura vaccinale di almeno il 50%, la prevalenza dei virus HPV di tipo 16 e 18 si ridurrebbe del 68% dopo l’introduzione della vaccinazione. Un lavoro che ha recensito gli studi degli ultimi dieci anni descrive una possibile riduzione su scala mondiale fino al 90% per le infezioni da HPV di tipo 6, 11, 16 e 18 e le verruche genitali, fino al 45% per le lesioni citologiche cervicali di basso grado e fino all’85% per le lesioni istologiche cervicali di alto rischio di diventare cancerogene.
Per il vaccino nonavalente (Gardasil 9), in tutto il mondo si punta a una protezione che si estenda fino al 90% contro i carcinomi del collo dell’utero e i carcinomi della vulva e della vagina associati ai virus HPV, fino al 70-85% contro le lesioni cervicali precancerose di alto rischio di cancro, e fino al 90% contro i carcinomi anali associati ai virus HPV e le verruche genitali in uomini e donne. Effetti collaterali noti dei vaccini contro HPV
La vaccinazione contro i virus HPV è molto ben tollerata. Dopo 20 anni di utilizzo e oltre 270 milioni di dosi somministrate, gli unici effetti collaterali osservati sono delle reazioni cutanee nel punto di iniezione.
Le voci secondo le quali i vaccini possono provocare la morte sono infondate: le autorità di sorveglianza negli Stati Uniti, in Europa e in Svizzera confermano che non c’è stato nessun decesso causato dalla vaccinazione contro i virus HPV.
Secondo i risultati di studi realizzati su 73'428 donne in tutti i continenti tra il 2008 e il 2016, il vaccino non aumenta il rischio di problemi di salute gravi. I ricercatori non hanno constatato un aumento del rischio di aborto spontaneo tra le donne rimaste incinte dopo la vaccinazione.
Analogamente, numerosi studi hanno confermato che il rischio di malattie autoimmuni (come per esempio la sclerosi multipla) è identico nelle adolescenti o nelle donne vaccinate e in quelle non vaccinate.
2 EPATITE A
Preparati del vaccino per l'epatite A
I vaccini anti-epatite A sono preparati a partire da colture cellulari derivate da virus dell'epatite A inattivato con formalina. Ci sono 2 vaccini antiepatite A (Havrix e Vaqta); entrambi sono disponibili in formulazione sia pediatrica che da adulti.
Inoltre è disponibile un vaccino che unisce sia vaccino contro l'epatite A che quello contro l'epatite B.
Indicazioni per il vaccino per l'epatite A
Il vaccino contro l'epatite A è una vaccinazione di routine dell'infanzia (Programma di vaccinazione raccomandato per le età 0-6 anni).
Il vaccino anti-epatite A è anche indicato quando uno dei seguenti casi è presente:
La volontà di essere protetti contro l'epatite A in soggetti che non sono stati precedentemente vaccinati
Viaggiare o lavorare in aree endemiche
L'esposizione professionale (p. es., chi lavora con i primati infetti da virus dell'epatite A o con il virus stesso in un laboratorio di ricerca)
Il sesso tra uomini
L'uso di droghe illegali (iniettabili in vena e non), come le metanfetamine
Senzatetto
Infezione da HIV in tutti i soggetti ≥ 1 anno di età
Una malattia epatica cronica A (p. es., persone con epatite B, epatite C, cirrosi, steatosi epatica, epatopatia alcolica, epatite autoimmune o livelli di alanina aminotransferasi [ALT] o di aspartato aminotransferasi [AST] maggiori del doppio del limite superiore normale)
Un anticipato stretto contatto personale (p. es., come i membri famigliari o una babysitter con frequenza regolare) con un figlio adottivo durante i primi 60 giorni dopo l'arrivo del bambino negli Stati Uniti da un'area endemica
Adulti sani ≤ 40 anni che sono stati recentemente esposti al virus dell'epatite A e adulti > 40 se non è possibile verificare la presenza dell'immunoglobulina dell'epatite A
Le donne incinte che sono identificate come a rischio di infezione da virus dell'epatite A durante la gravidanza (p. es., le donne che sono viaggiatrici internazionali, che fanno uso di droghe illecite [iniettate o meno], che hanno rischio di esposizione professionale, che anticipano uno stretto contatto personale con un adottato internazionale, o che sono senzatetto) o che sono a rischio di avere un esito grave derivante da infezione da virus dell'epatite A (p. es., le donne che hanno una malattia epatica cronica o infezione da HIV)
Durante le epidemie di epatite A, le persone di età ≥ 1 anno che sono a rischio di infezione da virus dell'epatite A devono essere vaccinate.
Il vaccino combinato HepA e HepB può essere somministrato a persone di ≥ 18 anni che hanno indicazioni di dover effettuare il vaccino sia per l'epatite A che l'epatite B e che non sono stati precedentemente vaccinati con una delle due componenti vaccinali.
Controindicazioni e precauzioni del vaccino contro l'epatite A
La principale controindicazione per il vaccino anti-epatite A è
Una grave reazione allergica (p. es., l' anafilassi) dopo una precedente somministrazione oppure verso una componente del vaccino
La principale precauzione con il vaccino contro l'epatite A è
Una malattia grave acuta o moderata, con o senza febbre (la vaccinazione sarà rinviata fino a quando la malattia non si sarà risolta)
Dose e somministrazione del vaccino contro l'epatite A
La dose di vaccino HepA è 0,5 mL IM fino all'età di 18 anni o 1 mL IM per gli adulti (età ≥ 19 anni).
Ai bambini viene effettuata una serie di 2 dosi in genere la prima tra i 12 e i 23 mesi e la seconda a 6-18 mesi di distanza dalla prima.
A seconda del produttore, agli adulti viene somministrato il vaccino in una serie di 2 dosi a 0 e da 6 a 12 mesi (Havrix) o 0 e da 6 a 18 mesi (Vaqta).
Oppure agli adulti può essere somministrato il vaccino HepA in combinazione con quello HepB con una schedula di 3 dosi: a 0, 1, e 6 mesi. La prima e la seconda dose devono essere separate da ≥ 4 settimane, mentre la seconda e la terza da ≥ 5 mesi. In alternativa, il vaccino può essere somministrato con un programma accelerato di 4 dosi: nei giorni 0, 7 e tra il giorno 21 a 30, seguite da un richiamo a 12 mesi dopo la prima dose.
Quando è prevista l'adozione di un bambino da un'area endemica, le persone che sono a stretto contatto devono avere la prima dose delle due serie previste dal vaccino HepA, idealmente ≥ 2 settimane prima che il bambino adottato arrivi.
Effetti avversi del vaccino per l'epatite A
Non sono stati descritti gravi effetti avversi.
Gli effetti lievi comprendono dolore, eritema, tumefazione, e occasionalmente, indurimento nel sito di inoculo.
3 EPATITE B
Vaccino per l'epatite B (HepB)
Il vaccino contro l'epatite B è efficace dall'80 al 100% nel prevenire il contagio o l'infezione da epatite B nelle persone che completano la serie di vaccini.
Preparati del vaccino per l'epatite B
Il vaccino contro l'epatite B è prodotto utilizzando la tecnologia del DNA ricombinante. Un plasmide contenente il gene per antigene di superficie dell'epatite B è inserito nel lievito di birra comune, che quindi produce l'antigene di superficie dell'epatite B (HBsAg). L'antigene di superficie dell'epatite B (HBsAg) è raccolto e purificato. Questo vaccino non può causare l'infezione da virus dell'epatite B in quanto durante questo processo non viene prodotto un DNA virale che è potenzialmente infettivo oppure delle particelle virali complete.
Sono disponibili diversi vaccini. Due vaccini con singolo antigene, Engerix-B e Recombivax HB, sono coniugati con l'alluminio. Una formulazione più recente, l'HepB-CpG, utilizza l'oligodeossinucleotide citidina-fosfato-guanosina, adiuvante immunostimolante (CpG-ODN). È disponibile una formulazione combinata che combina i vaccini per l'epatite A e l'epatite B (Twinrix)
Indicazioni per il vaccino per l'epatite B.
Il vaccino HepB è una vaccinazione di routine nell'infanzia (Programma di vaccinazione raccomandato per le età 0-6 anni).
Il vaccino HepB è indicato anche per tutti gli adulti di età compresa tra 19 e 59 anni che non sono stati precedentemente vaccinati.
Il vaccino contro l'epatite B è indicato anche per gli adulti di età pari o superiore a 60 anni che non sono stati precedentemente vaccinati e che hanno uno dei seguenti:
La volontà di essere protetti contro l'epatite B
Uno stile di vita sessualmente attivo in persone che non hanno relazioni a lungo termine, vicendevolmente rapporti monogami (p. es., > 1 partner sessuale nel corso dei precedenti 6 mesi)
Bisogno di valutare o trattare le infezioni sessualmente trasmissibili
L'uso attuale o recente di droghe illecite mediante iniezione
Il sesso tra uomini
L'occupazione in cui i lavoratori possono essere esposti a sangue o altri fluidi corporei potenzialmente infettivi (p. es., l'assistenza sanitaria, i servizi di custodia, o i lavoratori di pubblica sicurezza)
Diabete in soggetti di età < 60 anni (appena fattibile dopo la diagnosi) e talvolta in quelli di età ≥ 60 anni (sulla base di un processo decisionale clinico condiviso tra medico e paziente per quanto riguarda il rischio di infezione, con gravi conseguenze se infetto, e avere un adeguato risposta immunitaria alla vaccinazione)
Insufficienza renale terminale (p. es., il trattamento con emodialisi)
Infezione da HIV
Un disturbo epatico cronico (p. es., persone con epatite C, cirrosi, steatosi epatica, epatopatia alcolica, epatite autoimmune, o livelli di alanina aminotransferasi (ALT) o di aspartato aminotransferasi [AST] maggiori del doppio del limite superiore della norma)
I contatti familiari e/o il contatto sessuale con persone che sono positive per l'antigene di superficie dell'epatite B (HBsAg)
Viaggio in aree endemiche
Il tempo trascorso (in quanto pazienti, residenti o dipendenti) in istituti penitenziari o in strutture che forniscono cure per infezioni sessualmente trasmissibili, la sperimentazione e il trattamento dell'HIV, i servizi di prevenzione e di trattamento per l'abuso di droghe, i servizi per i tossicodipendenti o uomini che fanno sesso con uomini, oppure la cura per i pazienti con disabilità dello sviluppo o con un'insufficienza renale terminale (inclusi quelli sottoposti ad emodialisi a lungo termine)
Il vaccino combinato HepA e HepB può essere somministrato a persone di ≥ 18 anni che hanno indicazioni di dover effettuare il vaccino sia per l'epatite A che l'epatite B e che non sono stati precedentemente vaccinati con una delle due componenti vaccinali.
Controindicazioni e precauzioni del vaccino per l'epatite B
La principale controindicazione per il vaccino anti-epatite B è
Una reazione allergica grave (p. es., l' anafilassi) dopo la precedente somministrazione oppure verso il lievito di birra o una qualsiasi componente del vaccino
La principale precauzione con il vaccino HepB è
Una malattia grave acuta o moderata, con o senza febbre (la vaccinazione sarà rinviata fino a quando la malattia non si sarà risolta)
Dose e somministrazione del vaccino per l'epatite B
La dose per Engerix-B e Recombivax HB è di 0,5 mL IM fino all'età di 20 anni o 1 mL IM per gli adulti (≥ 20 anni). La dose per HepB-CpG è di 0,5 mL IM per gli adulti ≥ 18 anni.
Il vaccino è in genere somministrato ai bambini in una serie di 3 dosi all'età di 0 mesi, tra 1 e 2 mesi, e tra 6 e 18 mesi.
I neonati che non hanno ricevuto una dose alla nascita devono iniziare la serie il più presto possibile.
Tutti i bambini che non sono stati precedentemente vaccinati con il vaccino HepB lo possono fare tra gli 11 e i 12 anni di età. Viene utilizzata una schedula con 3 dosi; la prima e la seconda dose sono separate da ≥ 4 settimane, mentre la terza viene somministrata tra i 4 e i 6 mesi successivi alla seconda dose. Comunque si può somministrare il Recombivax HB che prevede due dosi; la 2a viene effettuata dai 4 ai 6 mesi dopo la prima.
Gli adulti di età compresa tra 19 e 59 anni che non sono stati precedentemente vaccinati devono completare una serie di 2, 3 o 4 dosi. La schedula che viene abitualmente utilizzata per gli adulti che usano Engerix-B o Recombivax HB è una serie di 3 dosi con 2 dosi separate da ≥ 4 settimane, e una terza dose a distanza di 4-6 mesi dopo la seconda. L'HepB-CpG si somministra in 2 dosi, a distanza di almeno 4 settimane l'una dall'altra, e si può somministrare come sostituto in una serie di 3 dosi con un diverso vaccino contro l'epatite B.
Non si deve somministrare l'HepB-CpG durante la gravidanza, perché non si dispone dei dati di sicurezza del suo utilizzo durante la gravidanza.
Gli adulti non vaccinati che sono in trattamento con emodialisi o immunocompromessi devono ricevere 2 dosi di Engerix-B 20 mcg/mL somministrate contemporaneamente con una schedula di 4 dosi a 0, 1, 2, e 6 mesi.
Se le persone non sono vaccinate o non sono completamente coperte, le dosi mancanti devono essere effettuate per completare la serie di 3 dosi previste dal vaccino HepB. La 2a viene somministrata 1 mese dopo la prima; la 3a a distanza di ≥ 2 mesi dopo la 2a (e ≥ 4 mesi dopo la prima dose). Se viene utilizzato il vaccino combinato epatite A ed epatite B, vengono somministrate 3 dosi nei mesi 0, 1, e 6, oppure 4 dosi nei giorni 0, 7 e da 21 a 30, seguite da una dose di richiamo a 12 mesi. Se una persona perde al follow up prima che la serie sia stata completata, non è necessario riprendere la serie.
Effetti avversi del vaccino per l'epatite B
Gli effetti avversi gravi sono molto rari e includono anafilassi.
Gli effetti lievi comprendono dolore al sito di inoculo e, occasionalmente, un aumento della febbre a circa 38° C.
4 HERPES ZOSTER
Herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio)
L’infezione a Herpes zoster (comunemente chiamato anche fuoco di Sant’Antonio) è la conseguenza della riattivazione del virus varicella-zoster (VZV). Chiunque abbia già avuto la varicella può sviluppare un Herpes zoster. Si stima che una persona su quattro, nel corso della sua vita, avrà almeno un episodio di fuoco di Sant’Antonio.
La riattivazione del virus è più frequente nelle persone anziane o immunodepresse. La severità dell’Herpes zoster e delle sue complicazioni aumenta nelle persone oltre i 50 anni.
Il fuoco di Sant’Antonio si manifesta sotto forma di eruzione cutanea dolorosa che, dopo qualche giorno secca formando croste che alla fine si staccano. L’eruzione è accompagnata da una forte sensazione di bruciore e/o dolore. Le complicazioni del fuoco di Sant’Antonio in forma acuta, possono essere gravi, in particolare in presenza di infezioni oculari che comportano un rischio di cecità qualora non siano trattate. Settimane o mesi dopo la guarigione dell'eruzione, può insorgere uno stato doloroso cronico. Nel 20% dei malati oltre i 65 anni, questo stato permane per più di 3 mesi (nevralgia post-zosteriana).
In Svizzera, più di 20’000 consultazioni mediche all’anno (la metà della quali da parte di persone di oltre 65 anni) sono legate allo zona.
Vaccino contro l’Herpes zoster
La vaccinazione contro l'herpes zoster richiede la riattivazione dell'immunità indotta dalla varicella.
Questo può essere fatto:
- con un vaccino vivo attenuato contenente dosi molto alte di virus della varicella (Zostavax®, Merck).
- con un nuovo vaccino a subunità adiuvato (glicoproteina gE), (Shingrix®, GlaxoSmithKline)
Il vaccino Shingrix® è stato appena registrato in Svizzera e sarà disponibile sul mercato svizzero all'inizio del 2022. I costi della vaccinazione saranno coperti dall’assicurazione sanitaria di base non appena sarà inclusa nella lista delle specialità. A partire da quel momento, questo vaccino diventerà il vaccino raccomandato per la prevenzione dell'herpes zoster (l'uso del vaccino vivo Zostavax® si applicherà solo alle persone tra i 65 e i 79 anni senza immunodeficienza che preferiscono questo vaccino allo Shingrix® nonostante la sua minore efficacia e il fatto che non è coperto dall'assicurazione di base).
Si raccomanda la vaccinazione contro l'herpes zoster con il vaccino Shingrix® (2 dosi a distanza di 1-2 mesi) :
- dall'età di 18 anni o dall'età di 50 anni a, secondo il tipo di fattori di rischio (pazienti che sono gravemente immunocompromessi o che stanno ricevendo, o riceveranno nel prossimo futuro, una terapia immunosoppressiva)
- dall'età di 65 anni (senza limiti di età).
Grado di protezione del vaccino contro l’Herpes zoster
L'efficacia del vaccino Shingrix® contro l'herpes zoster, misurata da studi clinici randomizzati e controllati, è molto alta: 91% contro l'herpes zoster e 89% contro la nevralgia post erpetica su 16.596 partecipanti di età superiore ai 70 anni. L'efficacia è la stessa sopra i 50 anni (94%) o sopra i 70 anni (92%). Le stime di efficacia dopo che il vaccino è stato messo in commercio sono più basse (circa 68-70%), il che può essere dovuto alle differenze metodologiche e alle maggiori comorbidità nella popolazione valutata.
L'effetto protettivo si mantiene per anni (91% dopo un follow-up medio di 7,1 anni).
In una meta-analisi (sponsorizzata da GSK), l'efficacia contro l'herpes zoster negli adulti sopra i 60 anni è stata del 92% per Shingrix® contro il 51% per Zostavax®. Questa differenza di efficacia aumenta per gli adulti a partire dai 70 anni (91% contro 37%) e riguarda anche la nevralgia post-herpes zoster.Effetti collaterali noti del vaccino contro l’Herpes zoster
Il vaccino Shingrix®, che contiene l'adiuvante AS01B, è molto sicuro. Tuttavia, la reattogenicità è più alta rispetto alla maggior parte degli altri vaccini. Il dolore è il sintomo locale più comune (83%), seguito dal rossore (29%) e dal gonfiore (15%). I sintomi generali più comuni sono fatica (48%), dolore muscolare (41%), mal di testa (37%) e febbre (17%).
VACCINI PER ALTRE MST SONO IN FASE DI SPERIMENTAZIONE.
https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/malattie-infettive/vaccinazione/vaccino-per-l-epatite-a
TUTTI I VACCINI AD OGGI DISPONIBILI PER LE MALATTTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI.
NON RINUNCIAMO MAI AL PRESERVATIVO PERO'.
1 HPV – virus del papilloma umano
Esistono più di cento tipi differenti di virus del papilloma umano (HPV) che infettano la pelle o le mucose genitali. Tali virus si trasmettono molto facilmente durante le relazioni sessuali, tramite un semplice contatto con la pelle o le mucose infette. Alcuni ceppi di virus HPV causano verruche genitali, lesioni precancerose e carcinomi nelle zone genitali, in bocca o in gola.
I virus HPV sono la causa più frequente d’infezioni sessualmente trasmissibili, in Svizzera e ovunque nel mondo. Si stima che più del 70% degli uomini e delle donne sessualmente attivi siano contaminati nel corso della loro vita. Il rischio d’infezione da virus HPV è nullo in assenza di relazioni sessuali, ma cresce rapidamente con l'aumentare dei partner sessuali. Il rischio di contagio in Svizzera è massimo tra i 16 e i 25 anni, il periodo durante il quale si verifica la metà delle infezioni.
La maggior parte delle infezioni da virus HPV sono asintomatiche, la persona infetta non sa di essere contagiosa. Certi virus HPV (come i tipi 6 e 11) generano delle verruche genitali (condilomi) che possono essere visibili o nascoste. Si stima che, in Svizzera, una persona su 10 ne sarà colpita nel corso della vita. Altri tipi di virus HPV (come i tipi 16 e 18) sono in grado di sopravvivere per mesi o anni nelle cellule infette, e di causare carcinomi nelle zone genitali, in bocca o in gola.
Incidenza delle infezioni da HPV nelle donne
In una donna su 4 o 5 circa, un’infezione da virus HPV 16 o 18, si trasforma in lesioni precancerose o in un carcinoma, per esempio a livello del collo dell’utero. Queste lesioni possono essere diagnosticate solo tramite un esame citologico realizzato dal ginecologo ed eventualmente altri esami complementari. Nessun medicamento permette di guarire una lesione precancerosa o un carcinoma causato da un virus HPV. Se le lesioni sono individuate in tempo, un trattamento laser o chirurgico può essere efficace.
Il carcinoma del collo dell’utero è dunque la conseguenza di un’infezione al virus HPV. Nel mondo, è la quarta causa di tumore nella donna. In Svizzera, più di 5000 donne sono confrontate ogni anno con una diagnosi di lesioni precancerose del collo dell’utero e devono sottoporsi a degli accertamenti complementari e/ o a un intervento chirurgico. Spesso sono le donne giovani a essere confrontate con questo problema, anche se un carcinoma può apparire anche 20 o 30 anni più tardi. Ogni anno in Svizzera, circa 250 donne presentano un carcinoma del collo dell’utero e circa 80 ne decedono nonostante un programma nazionale di prevenzione e nonostante tutti i trattamenti disponibili.
In Svizzera, 70 donne su cento sono infettate da un virus HPV. 6 donne su cento sviluppano delle lesioni precancerose e 1 donna su cento soffre di un carcinoma del collo dell’utero.
Entità delle infezioni da HPV negli uomini
Le infezioni da HPV fanno parte delle infezioni sessualmente trasmissibili più comuni. La metà di queste riguarda i giovani tra i 15 e i 24 anni. La maggior parte di queste infezioni è asintomatica (la persona infetta non sa di essere contagiosa), mentre alcune causano l’insorgenza di verruche genitali (condilomi) visibili o nascoste; in Svizzera, queste verruche riguardano circa una persona su dieci. Alcuni tipi di virus HPV (16 e 18) sono in grado di sopravvivere per mesi o anni nelle cellule infette e di causare carcinomi della bocca o della gola.
Vaccino contro HPV
Il vaccino contro il virus HPV contiene una sola proteina virale, comune a numerosi ceppi diversi per estendere la sua efficacia. La sua azione è sostenuta da un sale di alluminio (Gardasil 9) o da un nuovo adiuvante (Cervarix).
La vaccinazione prevede 2 dosi (0, 4-6 mesi) se avviene prima del 15° compleanno. In seguito, sono necessarie 3 dosi (0, 1-2, 4-6 mesi).
Raccomandazioni per le adolescenti e le giovani donne
La vaccinazione contro il cancro del collo dell'utero e le altre malattie causate dai virus HPV è raccomandata a tutte le adolescenti tra gli 11 e i 14 anni (prima del 15° compleanno). Il recupero della vaccinazione di base è raccomandato per tutte le giovani dai 15 ai 19 anni (prima del 20° compleanno) che non sono ancora state vaccinate (3 dosi), anche se hanno già avuto rapporti sessuali. Il vaccino rimane attivo contro i virus HPV che non sono stati già trasmessi alla persona prima della vaccinazione.
La vaccinazione è anche indicata a titolo individuale per alcune giovani donne dai 20 ai 26 anni, in funzione della loro storia personale. L’utilità della vaccinazione si riduce quando il rischio di essere già stati infettati è grande, per esempio per le donne che hanno avuto diversi partner. Perciò, la decisione di vaccinarsi deve essere presa a livello individuale.
La vaccinazione contro i virus HPV è rimborsata dall’assicurazione malattia obbligatoria ed esente da franchigia tra gli 11 e i 26 anni, a condizione che sia effettuata nell’ambito di un programma di vaccinazione cantonale.
Per gli adolescenti e i giovani
La vaccinazione contro i carcinomi genitali e altre malattie causate dai virus HPV è raccomandata agli adolescenti tra gli 11 e i 14 anni che desiderano proteggersi contro un rischio frequente (verruche genitali) o raro ma grave (tumori genitali, della bocca o della gola). Prima del 15° compleanno sono sufficienti 2 dosi. Un recupero della vaccinazione di base è raccomandato ai giovani dai 15 ai 19 anni (prima del 20° compleanno) non ancora vaccinati e che desiderano proteggersi (sono necessarie 3 dosi).
Inoltre, la vaccinazione è indicata a titolo individuale per alcuni giovani dai 20 ai 26 anni, in funzione della loro storia personale e dei fattori di rischio. L’utilità della vaccinazione si riduce quando il rischio di essere già stati infettati è grande, ad esempio per i giovani che hanno già avuto diverse partner. Perciò, la decisione di vaccinarsi deve essere presa a livello individuale.
La vaccinazione contro il virus HPV è rimborsata per tutti gli adolescenti e i giovani dall’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie ed è esente da franchigia tra gli 11 e i 26 anni, a condizione che sia effettuata nell’ambito di programmi di vaccinazione organizzati dai cantoni.
Raccomandazioni per persone a maggiore rischio di complicazioni
Il rischio di carcinoma dopo un’infezione da HPV aumenta fortemente a causa della diminuzione delle difese immunitarie dovuta a medicamenti o malattie. È quindi importante assicurarsi che i giovani tra gli 11 e i 26 anni con un problema di salute che necessitano o che potrebbero necessitare in futuro di una terapia immunosoppressiva siano adeguatamente vaccinati contro i virus HPV. Esempi: malattie reumatiche o autoimmuni; infezioni da HIV; malattie che potrebbe richiedere un trapianto d’organo.
Non è mai troppo tardi per recuperare una o più vaccinazioni: non esitate a fare verificare il vostro libretto delle vaccinazioni da un professionista che saprà consigliarvi.
Grado di protezione dei vaccini contro HPV
In Svizzera, si stima che la vaccinazione contro il virus HPV potrebbe teoricamente evitare ogni anno 80-100 nuovi casi di cancro negli uomini, e circa 300 nelle donne.
I due vaccini attuali offrono una protezione paragonabile contro i tipi 16 e 18 dell'HPV. Cervarix® offre una protezione incrociata leggermente migliore, in quanto copre tipi di virus che non sono contenuti nel vaccino. Fornisce inoltre una protezione parziale contro alcuni degli altri cinque tipi di virus coperti da Gardasil 9®. Nel complesso, Gardasil 9® offre una protezione contro l'HPV superiore a Cervarix®: il primo vaccino è efficace contro nove tipi di HPV, mentre il secondo ne copre solo due. Tuttavia, entrambi i vaccini proteggono contro i tipi più comuni di HPV e quelli che hanno maggiori probabilità di causare il cancro.
Per il vaccino quadrivalente, una revisione sistematica di una ventina di studi ha dimostrato che, in caso di copertura vaccinale di almeno il 50%, la prevalenza dei virus HPV di tipo 16 e 18 si ridurrebbe del 68% dopo l’introduzione della vaccinazione. Un lavoro che ha recensito gli studi degli ultimi dieci anni descrive una possibile riduzione su scala mondiale fino al 90% per le infezioni da HPV di tipo 6, 11, 16 e 18 e le verruche genitali, fino al 45% per le lesioni citologiche cervicali di basso grado e fino all’85% per le lesioni istologiche cervicali di alto rischio di diventare cancerogene.
Per il vaccino nonavalente (Gardasil 9), in tutto il mondo si punta a una protezione che si estenda fino al 90% contro i carcinomi del collo dell’utero e i carcinomi della vulva e della vagina associati ai virus HPV, fino al 70-85% contro le lesioni cervicali precancerose di alto rischio di cancro, e fino al 90% contro i carcinomi anali associati ai virus HPV e le verruche genitali in uomini e donne. Effetti collaterali noti dei vaccini contro HPV
La vaccinazione contro i virus HPV è molto ben tollerata. Dopo 20 anni di utilizzo e oltre 270 milioni di dosi somministrate, gli unici effetti collaterali osservati sono delle reazioni cutanee nel punto di iniezione.
Le voci secondo le quali i vaccini possono provocare la morte sono infondate: le autorità di sorveglianza negli Stati Uniti, in Europa e in Svizzera confermano che non c’è stato nessun decesso causato dalla vaccinazione contro i virus HPV.
Secondo i risultati di studi realizzati su 73'428 donne in tutti i continenti tra il 2008 e il 2016, il vaccino non aumenta il rischio di problemi di salute gravi. I ricercatori non hanno constatato un aumento del rischio di aborto spontaneo tra le donne rimaste incinte dopo la vaccinazione.
Analogamente, numerosi studi hanno confermato che il rischio di malattie autoimmuni (come per esempio la sclerosi multipla) è identico nelle adolescenti o nelle donne vaccinate e in quelle non vaccinate.
2 EPATITE A
Preparati del vaccino per l'epatite A
I vaccini anti-epatite A sono preparati a partire da colture cellulari derivate da virus dell'epatite A inattivato con formalina. Ci sono 2 vaccini antiepatite A (Havrix e Vaqta); entrambi sono disponibili in formulazione sia pediatrica che da adulti.
Inoltre è disponibile un vaccino che unisce sia vaccino contro l'epatite A che quello contro l'epatite B.
Indicazioni per il vaccino per l'epatite A
Il vaccino contro l'epatite A è una vaccinazione di routine dell'infanzia (Programma di vaccinazione raccomandato per le età 0-6 anni).
Il vaccino anti-epatite A è anche indicato quando uno dei seguenti casi è presente:
La volontà di essere protetti contro l'epatite A in soggetti che non sono stati precedentemente vaccinati
Viaggiare o lavorare in aree endemiche
L'esposizione professionale (p. es., chi lavora con i primati infetti da virus dell'epatite A o con il virus stesso in un laboratorio di ricerca)
Il sesso tra uomini
L'uso di droghe illegali (iniettabili in vena e non), come le metanfetamine
Senzatetto
Infezione da HIV in tutti i soggetti ≥ 1 anno di età
Una malattia epatica cronica A (p. es., persone con epatite B, epatite C, cirrosi, steatosi epatica, epatopatia alcolica, epatite autoimmune o livelli di alanina aminotransferasi [ALT] o di aspartato aminotransferasi [AST] maggiori del doppio del limite superiore normale)
Un anticipato stretto contatto personale (p. es., come i membri famigliari o una babysitter con frequenza regolare) con un figlio adottivo durante i primi 60 giorni dopo l'arrivo del bambino negli Stati Uniti da un'area endemica
Adulti sani ≤ 40 anni che sono stati recentemente esposti al virus dell'epatite A e adulti > 40 se non è possibile verificare la presenza dell'immunoglobulina dell'epatite A
Le donne incinte che sono identificate come a rischio di infezione da virus dell'epatite A durante la gravidanza (p. es., le donne che sono viaggiatrici internazionali, che fanno uso di droghe illecite [iniettate o meno], che hanno rischio di esposizione professionale, che anticipano uno stretto contatto personale con un adottato internazionale, o che sono senzatetto) o che sono a rischio di avere un esito grave derivante da infezione da virus dell'epatite A (p. es., le donne che hanno una malattia epatica cronica o infezione da HIV)
Durante le epidemie di epatite A, le persone di età ≥ 1 anno che sono a rischio di infezione da virus dell'epatite A devono essere vaccinate.
Il vaccino combinato HepA e HepB può essere somministrato a persone di ≥ 18 anni che hanno indicazioni di dover effettuare il vaccino sia per l'epatite A che l'epatite B e che non sono stati precedentemente vaccinati con una delle due componenti vaccinali.
Controindicazioni e precauzioni del vaccino contro l'epatite A
La principale controindicazione per il vaccino anti-epatite A è
Una grave reazione allergica (p. es., l' anafilassi) dopo una precedente somministrazione oppure verso una componente del vaccino
La principale precauzione con il vaccino contro l'epatite A è
Una malattia grave acuta o moderata, con o senza febbre (la vaccinazione sarà rinviata fino a quando la malattia non si sarà risolta)
Dose e somministrazione del vaccino contro l'epatite A
La dose di vaccino HepA è 0,5 mL IM fino all'età di 18 anni o 1 mL IM per gli adulti (età ≥ 19 anni).
Ai bambini viene effettuata una serie di 2 dosi in genere la prima tra i 12 e i 23 mesi e la seconda a 6-18 mesi di distanza dalla prima.
A seconda del produttore, agli adulti viene somministrato il vaccino in una serie di 2 dosi a 0 e da 6 a 12 mesi (Havrix) o 0 e da 6 a 18 mesi (Vaqta).
Oppure agli adulti può essere somministrato il vaccino HepA in combinazione con quello HepB con una schedula di 3 dosi: a 0, 1, e 6 mesi. La prima e la seconda dose devono essere separate da ≥ 4 settimane, mentre la seconda e la terza da ≥ 5 mesi. In alternativa, il vaccino può essere somministrato con un programma accelerato di 4 dosi: nei giorni 0, 7 e tra il giorno 21 a 30, seguite da un richiamo a 12 mesi dopo la prima dose.
Quando è prevista l'adozione di un bambino da un'area endemica, le persone che sono a stretto contatto devono avere la prima dose delle due serie previste dal vaccino HepA, idealmente ≥ 2 settimane prima che il bambino adottato arrivi.
Effetti avversi del vaccino per l'epatite A
Non sono stati descritti gravi effetti avversi.
Gli effetti lievi comprendono dolore, eritema, tumefazione, e occasionalmente, indurimento nel sito di inoculo.
3 EPATITE B
Vaccino per l'epatite B (HepB)
Il vaccino contro l'epatite B è efficace dall'80 al 100% nel prevenire il contagio o l'infezione da epatite B nelle persone che completano la serie di vaccini.
Preparati del vaccino per l'epatite B
Il vaccino contro l'epatite B è prodotto utilizzando la tecnologia del DNA ricombinante. Un plasmide contenente il gene per antigene di superficie dell'epatite B è inserito nel lievito di birra comune, che quindi produce l'antigene di superficie dell'epatite B (HBsAg). L'antigene di superficie dell'epatite B (HBsAg) è raccolto e purificato. Questo vaccino non può causare l'infezione da virus dell'epatite B in quanto durante questo processo non viene prodotto un DNA virale che è potenzialmente infettivo oppure delle particelle virali complete.
Sono disponibili diversi vaccini. Due vaccini con singolo antigene, Engerix-B e Recombivax HB, sono coniugati con l'alluminio. Una formulazione più recente, l'HepB-CpG, utilizza l'oligodeossinucleotide citidina-fosfato-guanosina, adiuvante immunostimolante (CpG-ODN). È disponibile una formulazione combinata che combina i vaccini per l'epatite A e l'epatite B (Twinrix)
Indicazioni per il vaccino per l'epatite B.
Il vaccino HepB è una vaccinazione di routine nell'infanzia (Programma di vaccinazione raccomandato per le età 0-6 anni).
Il vaccino HepB è indicato anche per tutti gli adulti di età compresa tra 19 e 59 anni che non sono stati precedentemente vaccinati.
Il vaccino contro l'epatite B è indicato anche per gli adulti di età pari o superiore a 60 anni che non sono stati precedentemente vaccinati e che hanno uno dei seguenti:
La volontà di essere protetti contro l'epatite B
Uno stile di vita sessualmente attivo in persone che non hanno relazioni a lungo termine, vicendevolmente rapporti monogami (p. es., > 1 partner sessuale nel corso dei precedenti 6 mesi)
Bisogno di valutare o trattare le infezioni sessualmente trasmissibili
L'uso attuale o recente di droghe illecite mediante iniezione
Il sesso tra uomini
L'occupazione in cui i lavoratori possono essere esposti a sangue o altri fluidi corporei potenzialmente infettivi (p. es., l'assistenza sanitaria, i servizi di custodia, o i lavoratori di pubblica sicurezza)
Diabete in soggetti di età < 60 anni (appena fattibile dopo la diagnosi) e talvolta in quelli di età ≥ 60 anni (sulla base di un processo decisionale clinico condiviso tra medico e paziente per quanto riguarda il rischio di infezione, con gravi conseguenze se infetto, e avere un adeguato risposta immunitaria alla vaccinazione)
Insufficienza renale terminale (p. es., il trattamento con emodialisi)
Infezione da HIV
Un disturbo epatico cronico (p. es., persone con epatite C, cirrosi, steatosi epatica, epatopatia alcolica, epatite autoimmune, o livelli di alanina aminotransferasi (ALT) o di aspartato aminotransferasi [AST] maggiori del doppio del limite superiore della norma)
I contatti familiari e/o il contatto sessuale con persone che sono positive per l'antigene di superficie dell'epatite B (HBsAg)
Viaggio in aree endemiche
Il tempo trascorso (in quanto pazienti, residenti o dipendenti) in istituti penitenziari o in strutture che forniscono cure per infezioni sessualmente trasmissibili, la sperimentazione e il trattamento dell'HIV, i servizi di prevenzione e di trattamento per l'abuso di droghe, i servizi per i tossicodipendenti o uomini che fanno sesso con uomini, oppure la cura per i pazienti con disabilità dello sviluppo o con un'insufficienza renale terminale (inclusi quelli sottoposti ad emodialisi a lungo termine)
Il vaccino combinato HepA e HepB può essere somministrato a persone di ≥ 18 anni che hanno indicazioni di dover effettuare il vaccino sia per l'epatite A che l'epatite B e che non sono stati precedentemente vaccinati con una delle due componenti vaccinali.
Controindicazioni e precauzioni del vaccino per l'epatite B
La principale controindicazione per il vaccino anti-epatite B è
Una reazione allergica grave (p. es., l' anafilassi) dopo la precedente somministrazione oppure verso il lievito di birra o una qualsiasi componente del vaccino
La principale precauzione con il vaccino HepB è
Una malattia grave acuta o moderata, con o senza febbre (la vaccinazione sarà rinviata fino a quando la malattia non si sarà risolta)
Dose e somministrazione del vaccino per l'epatite B
La dose per Engerix-B e Recombivax HB è di 0,5 mL IM fino all'età di 20 anni o 1 mL IM per gli adulti (≥ 20 anni). La dose per HepB-CpG è di 0,5 mL IM per gli adulti ≥ 18 anni.
Il vaccino è in genere somministrato ai bambini in una serie di 3 dosi all'età di 0 mesi, tra 1 e 2 mesi, e tra 6 e 18 mesi.
I neonati che non hanno ricevuto una dose alla nascita devono iniziare la serie il più presto possibile.
Tutti i bambini che non sono stati precedentemente vaccinati con il vaccino HepB lo possono fare tra gli 11 e i 12 anni di età. Viene utilizzata una schedula con 3 dosi; la prima e la seconda dose sono separate da ≥ 4 settimane, mentre la terza viene somministrata tra i 4 e i 6 mesi successivi alla seconda dose. Comunque si può somministrare il Recombivax HB che prevede due dosi; la 2a viene effettuata dai 4 ai 6 mesi dopo la prima.
Gli adulti di età compresa tra 19 e 59 anni che non sono stati precedentemente vaccinati devono completare una serie di 2, 3 o 4 dosi. La schedula che viene abitualmente utilizzata per gli adulti che usano Engerix-B o Recombivax HB è una serie di 3 dosi con 2 dosi separate da ≥ 4 settimane, e una terza dose a distanza di 4-6 mesi dopo la seconda. L'HepB-CpG si somministra in 2 dosi, a distanza di almeno 4 settimane l'una dall'altra, e si può somministrare come sostituto in una serie di 3 dosi con un diverso vaccino contro l'epatite B.
Non si deve somministrare l'HepB-CpG durante la gravidanza, perché non si dispone dei dati di sicurezza del suo utilizzo durante la gravidanza.
Gli adulti non vaccinati che sono in trattamento con emodialisi o immunocompromessi devono ricevere 2 dosi di Engerix-B 20 mcg/mL somministrate contemporaneamente con una schedula di 4 dosi a 0, 1, 2, e 6 mesi.
Se le persone non sono vaccinate o non sono completamente coperte, le dosi mancanti devono essere effettuate per completare la serie di 3 dosi previste dal vaccino HepB. La 2a viene somministrata 1 mese dopo la prima; la 3a a distanza di ≥ 2 mesi dopo la 2a (e ≥ 4 mesi dopo la prima dose). Se viene utilizzato il vaccino combinato epatite A ed epatite B, vengono somministrate 3 dosi nei mesi 0, 1, e 6, oppure 4 dosi nei giorni 0, 7 e da 21 a 30, seguite da una dose di richiamo a 12 mesi. Se una persona perde al follow up prima che la serie sia stata completata, non è necessario riprendere la serie.
Effetti avversi del vaccino per l'epatite B
Gli effetti avversi gravi sono molto rari e includono anafilassi.
Gli effetti lievi comprendono dolore al sito di inoculo e, occasionalmente, un aumento della febbre a circa 38° C.
4 HERPES ZOSTER
Herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio)
L’infezione a Herpes zoster (comunemente chiamato anche fuoco di Sant’Antonio) è la conseguenza della riattivazione del virus varicella-zoster (VZV). Chiunque abbia già avuto la varicella può sviluppare un Herpes zoster. Si stima che una persona su quattro, nel corso della sua vita, avrà almeno un episodio di fuoco di Sant’Antonio.
La riattivazione del virus è più frequente nelle persone anziane o immunodepresse. La severità dell’Herpes zoster e delle sue complicazioni aumenta nelle persone oltre i 50 anni.
Il fuoco di Sant’Antonio si manifesta sotto forma di eruzione cutanea dolorosa che, dopo qualche giorno secca formando croste che alla fine si staccano. L’eruzione è accompagnata da una forte sensazione di bruciore e/o dolore. Le complicazioni del fuoco di Sant’Antonio in forma acuta, possono essere gravi, in particolare in presenza di infezioni oculari che comportano un rischio di cecità qualora non siano trattate. Settimane o mesi dopo la guarigione dell'eruzione, può insorgere uno stato doloroso cronico. Nel 20% dei malati oltre i 65 anni, questo stato permane per più di 3 mesi (nevralgia post-zosteriana).
In Svizzera, più di 20’000 consultazioni mediche all’anno (la metà della quali da parte di persone di oltre 65 anni) sono legate allo zona.
Vaccino contro l’Herpes zoster
La vaccinazione contro l'herpes zoster richiede la riattivazione dell'immunità indotta dalla varicella.
Questo può essere fatto:
- con un vaccino vivo attenuato contenente dosi molto alte di virus della varicella (Zostavax®, Merck).
- con un nuovo vaccino a subunità adiuvato (glicoproteina gE), (Shingrix®, GlaxoSmithKline)
Il vaccino Shingrix® è stato appena registrato in Svizzera e sarà disponibile sul mercato svizzero all'inizio del 2022. I costi della vaccinazione saranno coperti dall’assicurazione sanitaria di base non appena sarà inclusa nella lista delle specialità. A partire da quel momento, questo vaccino diventerà il vaccino raccomandato per la prevenzione dell'herpes zoster (l'uso del vaccino vivo Zostavax® si applicherà solo alle persone tra i 65 e i 79 anni senza immunodeficienza che preferiscono questo vaccino allo Shingrix® nonostante la sua minore efficacia e il fatto che non è coperto dall'assicurazione di base).
Si raccomanda la vaccinazione contro l'herpes zoster con il vaccino Shingrix® (2 dosi a distanza di 1-2 mesi) :
- dall'età di 18 anni o dall'età di 50 anni a, secondo il tipo di fattori di rischio (pazienti che sono gravemente immunocompromessi o che stanno ricevendo, o riceveranno nel prossimo futuro, una terapia immunosoppressiva)
- dall'età di 65 anni (senza limiti di età).
Grado di protezione del vaccino contro l’Herpes zoster
L'efficacia del vaccino Shingrix® contro l'herpes zoster, misurata da studi clinici randomizzati e controllati, è molto alta: 91% contro l'herpes zoster e 89% contro la nevralgia post erpetica su 16.596 partecipanti di età superiore ai 70 anni. L'efficacia è la stessa sopra i 50 anni (94%) o sopra i 70 anni (92%). Le stime di efficacia dopo che il vaccino è stato messo in commercio sono più basse (circa 68-70%), il che può essere dovuto alle differenze metodologiche e alle maggiori comorbidità nella popolazione valutata.
L'effetto protettivo si mantiene per anni (91% dopo un follow-up medio di 7,1 anni).
In una meta-analisi (sponsorizzata da GSK), l'efficacia contro l'herpes zoster negli adulti sopra i 60 anni è stata del 92% per Shingrix® contro il 51% per Zostavax®. Questa differenza di efficacia aumenta per gli adulti a partire dai 70 anni (91% contro 37%) e riguarda anche la nevralgia post-herpes zoster.Effetti collaterali noti del vaccino contro l’Herpes zoster
Il vaccino Shingrix®, che contiene l'adiuvante AS01B, è molto sicuro. Tuttavia, la reattogenicità è più alta rispetto alla maggior parte degli altri vaccini. Il dolore è il sintomo locale più comune (83%), seguito dal rossore (29%) e dal gonfiore (15%). I sintomi generali più comuni sono fatica (48%), dolore muscolare (41%), mal di testa (37%) e febbre (17%).
VACCINI PER ALTRE MST SONO IN FASE DI SPERIMENTAZIONE.
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