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SONO MAGGIORENNE ESCI

La regina del pisello

1 interventi
1 mese fa
Singolo
Piemonte, Torino
Qui dal 12.09.2026 -
Ho trovato curioso un certo paradosso di questo sito che frequento da poco ed a cui ovviante non imputo nulla, ci mancherebbe.
Ci si presenta, molto spesso ma non sempre, dichiarando di cercare intelligenza, dialettica, cultura, educazione, capacità di sedurre la mente, ironia, profondità, possibilmente anche una discreta padronanza dell’italiano. Poi si aggiungono, con una certa fierezza, una lunga lista di requisiti, divieti, aspettative e criteri di selezione. Il tutto condito talvolta da una dose di sarcasmo preventivo, come se chiunque scriva debba prima superare un piccolo concorso pubblico per ottenere il privilegio di essere preso in considerazione.

Fin qui, nulla da eccepire.
Selettività e desiderio sono perfettamente legittimi. 
Nessuno deve piacere a tutti e nessuno deve rispondere a chiunque.
Quello che trovo meno elegante è il passaggio successivo: ricevere un messaggio educato, pertinente, magari persino costruito con un minimo di attenzione e scegliere sistematicamente il silenzio.
Non un no.
 Non un grazie, non mi interessa.
Nulla.
Come se il fatto di avere una casella di posta rendesse automaticamente gli altri comparse senza diritto di replica, mentre il silenzio della presunta persona sofisticata dovesse essere interpretato come una forma superiore di comunicazione.
Curioso soprattutto quando, nello stesso profilo, si proclama di pretendere educazione, rispetto, capacità comunicativa e intelligenza.
Perché c'è una differenza sostanziale fra essere selettivi ed essere egoriferiti.
La persona selettiva sceglie.
 La persona egoriferita pretende di essere scelta senza mai esporsi alla reciprocità della scelta.
E qui arriva la parte che trovo più divertente.
Un sito nato per favorire incontri, attrazione, gioco, complicità e — perché no — erotismo, viene talvolta trasformato in una specie di salotto aristocratico, nel quale una persona si accomoda sul trono, stabilisce i requisiti di ammissione e attende che una processione di pretendenti dimostri di essere all'altezza.
Peccato che l'erotismo, quello vero, abbia una caratteristica piuttosto scomoda: non funziona per graduatoria.
Non esiste il candidato perfetto.
Non esiste il diritto all'adorazione.
 Non esiste la patente di superiorità rilasciata dal numero di messaggi ricevuti.
E soprattutto non esiste la regina del pisello.
Esiste una donna che può essere bellissima, intelligente, raffinata, desiderabile e tremendamente selettiva.
E dall'altra parte esiste un uomo che può avere esattamente gli stessi diritti.
Anche lui osserva.
 Anche lui sceglie. 
Anche lui può trovare interessante una persona oppure no.

La differenza è sottile ma decisiva: io non considero una mancata risposta un'offesa. La considero semplicemente una risposta ma è un escamotage un po’ troppo comodo. Certo che il silenzio comunica un disinteresse: non sono così ingenuo da non capirlo. Ma chiamarlo elegantemente “una risposta” serve spesso a evitare di chiamarlo con il suo nome: un rifiuto espresso senza assumersene il minimo costo.
Un “no, grazie” richiede tre secondi. Non è un obbligo, naturalmente. È una scelta di educazione.
E proprio perché non tutto è dovuto, nemmeno una risposta, trovo piuttosto singolare pretendere dagli altri attenzione, cultura, educazione, capacità di dialogo e rispetto dei propri confini, salvo poi considerare facoltare (no, non è un errore grammaticale) la reciprocità.
Quello che trovo poco elegante è il contrasto fra il tono sprezzante con cui si pretende dagli altri attenzione, educazione e capacità di dialogo e l'incapacità di restituire agli altri nemmeno una sillaba.
Perché un “no, grazie” non costa nulla.
E, paradossalmente, dice molto più di cento righe sulla propria raffinatezza.

E poi c’è l’alibi delle “troppe mail”. 
Lo capisco. Se una donna riceve cento messaggi e ne legge cinque, non può certamente rispondere a tutti. Nessuno pretende questo anche se poi il messaggio, spesso se articolato ed elegante nella forma, viene comunque letto, con il medesimo esito di cui sopra.
Ma trasformare la quantità in una patente di maleducazione è un’altra cosa.
Perché qui compare una curiosa asimmetria: si pretende che chi scrive sappia leggere attentamente il profilo, ne comprenda le richieste, trovi le parole giuste, eviti volgarità e banalità, dimostri intelligenza e originalità… e poi, dall’altra parte, non si considera nemmeno necessario rispondere con due parole.
“Ho troppi messaggi” spiega il silenzio, non lo nobilita.

ll problema non è che una donna riceva troppi messaggi. Il problema nasce quando il privilegio di poter scegliere viene confuso con il diritto di trattare chi scrive come rumore di fondo.
Io non mi offendo per un rifiuto. Anzi, lo preferisco al silenzio: almeno so di avere davanti una persona che ha scelto, non una casella di posta che ha deciso di ignorarmi.
E no, non sto chiedendo alla regina del pisello di scendere dal trono per rispondere ai sudditi.
Sto semplicemente ricordando che il trono, in un incontro fra adulti, non dovrebbe esserci proprio.
Io scelgo. Tu scegli. Ci si può desiderare oppure no.
Ma la reciprocità non dovrebbe cominciare dopo il primo incontro: dovrebbe cominciare già dal modo in cui ci si rivolge l’uno all’altra.

Io continuerò a scrivere quando qualcuno mi incuriosisce, senza pretendere che debba necessariamente ricambiare. Ma continuerò anche a scegliere chi merita il mio tempo, perché la mia presenza qui non è una candidatura.
Non sono venuto a sostenere un esame.
Sono venuto per incontrare qualcuno che abbia voglia di giocare allo stesso gioco: due persone adulte, entrambe libere di scegliere, nessuna delle quali abbastanza egoriferita da credersi una regina.
Il resto è soltanto rumore di fondo e non, come qualcuno impavidamente ed erroneamente classificherà come un piagnisteo.
Piaccia o meno, dal punto di vista biologico, il cervello non è un muscolo, ma si comporta in modo simile quando viene stimolato ed allenato.


1 mese fa
Coppia
Toscana,
CERTIFICATO

Qui dal 06.05.2003 -
Ciao!
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Grazie! 🙂 🙂

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