7 ore fa
C’è chi perde la testa per un fisico scolpito e chi per una frase detta al momento giusto, con quel mezzo sorriso che sai già che ti fregherà. Confesso un debole per la seconda categoria 😄
Si chiama sapiosessualità, e prima che qualcuno tiri fuori il manuale di psichiatria: no, non è una parafilia vera e propria. Non è roba da dottori, è semplicemente quel filtro per cui ti parte l’embolo quando incontri una testa che funziona. Il cervello, in fondo, è il primo organo erogeno. Il secondo lo lascio alla vostra fantasia 😂. E se poi quel filtro si mescola al D/s, la faccenda si fa decisamente più interessante👿. Niente corde, niente fruste, niente cuoio (e niente mal di schiena il giorno dopo) 😄.
Solo una conversazione che a un certo punto cambia marcia. Lei ti guarda, ti fa una domanda che non ti aspettavi, e tu ti accorgi di aver già perso terreno. Ti smonta in due frasi, ti lascia a bocca aperta, senza uno straccio di replica, e il peggio è che ti piace. Ti accorgi che stai cercando di compiacerla, di meritarti un “bravo”, e non ti ha ancora sfiorato.
E il gioco funziona anche al contrario. Quando sei tu a condurre, sai quel momento in cui l’altra persona smette di difendersi e ti si appende alle labbra come un bambino davanti al gelato? Lì non stai comandando: stai ricevendo fiducia, che è molto più bello e molto più pericoloso.
È questo il punto: nel D/s cerebrale la sottomissione non è un ordine abbaiato, nasce dall’ammirazione. Un “mi hai fregato, hai ragione tu” detto a denti stretti vale più di mille “sì, padrone”. Il potere qui passa dalla testa, e il corpo si adegua a ruota 🔥.
Io il fenomeno lo vedo da dentro, da dentro un'aula magna quindi ho un osservatorio privilegiato. Un po’ di carisma, un po’ di autorevolezza, quel gap di sapere che ti mette un gradino sopra senza che tu abbia fatto nulla... e il gioco è fatto. Chi si prende una cotta per un docente spesso non cerca l’estetica (e meno male, io ho una certa età) 😭 : cerca una guida, e ci proietta dentro un po’ di fragilità e tanta voglia di una pacca sulla spalla intellettuale.
Gli sguardi che durano un secondo di troppo li noto, eccome. Sono umano, mica un busto di marmo! Ma sul lavoro la regola è una sola: mani a posto e cervello acceso. Imparzialità e carriera non si toccano, punto.
E così, pur con una famiglia stabile e la testa sul collo, mi sono ritrovato a cercare qualche valvola di sfogo anonima online.
Perché? Beh, passare le giornate a misurare ogni parola e ogni sguardo ti spreme come un limone. A un certo punto serve staccare la spina. Qui il professore resta fuori dalla porta e posso essere solo me stesso, con le mie curiosità e le mie fissazioni. Dopo anni da “persona seria e rispettabile”, ogni tanto fa bene essere guardato per quello che sei, non per la cattedra che occupi. Fa bene all’ego, inutile girarci intorno 😎.
È una specie di zona franca: regole di tutti i giorni fuori, e dentro solo gente che ha scelto di esserci, a carte scoperte. Sarà anche un porto sicuro...o almeno così sembra 😉.
E voi? Vi è mai venuto il brivido lungo la schiena ascoltando qualcuno parlare con passione della sua roba, anche se non capivate un’acca? Vi siete mai fatti sedurre da un’idea prima ancora che da una persona? Vi stuzzica un partner che con la testa vi porta ad arrendervi, senza fiato e senza difese? O pensate che sia solo una scusa fighetta per rimorchiare con un PhD in mano? 😂
E soprattutto: qualcuno l’ha mai vissuta come un vero gioco di potere, un BDSM tutto di testa, altro che chiacchiere da aperitivo? 💦
Si chiama sapiosessualità, e prima che qualcuno tiri fuori il manuale di psichiatria: no, non è una parafilia vera e propria. Non è roba da dottori, è semplicemente quel filtro per cui ti parte l’embolo quando incontri una testa che funziona. Il cervello, in fondo, è il primo organo erogeno. Il secondo lo lascio alla vostra fantasia 😂. E se poi quel filtro si mescola al D/s, la faccenda si fa decisamente più interessante👿. Niente corde, niente fruste, niente cuoio (e niente mal di schiena il giorno dopo) 😄.
Solo una conversazione che a un certo punto cambia marcia. Lei ti guarda, ti fa una domanda che non ti aspettavi, e tu ti accorgi di aver già perso terreno. Ti smonta in due frasi, ti lascia a bocca aperta, senza uno straccio di replica, e il peggio è che ti piace. Ti accorgi che stai cercando di compiacerla, di meritarti un “bravo”, e non ti ha ancora sfiorato.
E il gioco funziona anche al contrario. Quando sei tu a condurre, sai quel momento in cui l’altra persona smette di difendersi e ti si appende alle labbra come un bambino davanti al gelato? Lì non stai comandando: stai ricevendo fiducia, che è molto più bello e molto più pericoloso.
È questo il punto: nel D/s cerebrale la sottomissione non è un ordine abbaiato, nasce dall’ammirazione. Un “mi hai fregato, hai ragione tu” detto a denti stretti vale più di mille “sì, padrone”. Il potere qui passa dalla testa, e il corpo si adegua a ruota 🔥.
Io il fenomeno lo vedo da dentro, da dentro un'aula magna quindi ho un osservatorio privilegiato. Un po’ di carisma, un po’ di autorevolezza, quel gap di sapere che ti mette un gradino sopra senza che tu abbia fatto nulla... e il gioco è fatto. Chi si prende una cotta per un docente spesso non cerca l’estetica (e meno male, io ho una certa età) 😭 : cerca una guida, e ci proietta dentro un po’ di fragilità e tanta voglia di una pacca sulla spalla intellettuale.
Gli sguardi che durano un secondo di troppo li noto, eccome. Sono umano, mica un busto di marmo! Ma sul lavoro la regola è una sola: mani a posto e cervello acceso. Imparzialità e carriera non si toccano, punto.
E così, pur con una famiglia stabile e la testa sul collo, mi sono ritrovato a cercare qualche valvola di sfogo anonima online.
Perché? Beh, passare le giornate a misurare ogni parola e ogni sguardo ti spreme come un limone. A un certo punto serve staccare la spina. Qui il professore resta fuori dalla porta e posso essere solo me stesso, con le mie curiosità e le mie fissazioni. Dopo anni da “persona seria e rispettabile”, ogni tanto fa bene essere guardato per quello che sei, non per la cattedra che occupi. Fa bene all’ego, inutile girarci intorno 😎.
È una specie di zona franca: regole di tutti i giorni fuori, e dentro solo gente che ha scelto di esserci, a carte scoperte. Sarà anche un porto sicuro...o almeno così sembra 😉.
E voi? Vi è mai venuto il brivido lungo la schiena ascoltando qualcuno parlare con passione della sua roba, anche se non capivate un’acca? Vi siete mai fatti sedurre da un’idea prima ancora che da una persona? Vi stuzzica un partner che con la testa vi porta ad arrendervi, senza fiato e senza difese? O pensate che sia solo una scusa fighetta per rimorchiare con un PhD in mano? 😂
E soprattutto: qualcuno l’ha mai vissuta come un vero gioco di potere, un BDSM tutto di testa, altro che chiacchiere da aperitivo? 💦
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