2 mesi fa
L'intersezione tra identità e desiderio rivela spesso quanto siano radicati certi schemi culturali, anche all'interno di percorsi che sembrano sfidare il binarismo tradizionale.
In questo sito emerge fortemente un'interpretazione dell'identità di genere che si lega a una visione strettamente essenzialista delle categorie "trav" e "trans", che tendono a radicare l'esperienza in una natura percepita come biologica o immutabile, sostenendo che tale essenza determini automaticamente non solo chi sono, ma anche come devono desiderare.
In questa prospettiva, si arriva ad affermare che la propria natura implichi necessariamente un orientamento sessuale eteronormato, dove la validazione della propria femminilità passa attraverso una dinamica di coppia speculare a quella tradizionale. Questo approccio vede la persona porsi come completamente passiva nei confronti dell'uomo cisgender, inteso come l'unico polo attivo e "maschile" legittimo. In questo modo, l'identità non viene vissuta come una liberazione dai ruoli imposti, ma come un riposizionamento all'interno di una gerarchia rigida, dove il desiderio è strettamente codificato per riflettere un modello eterosessuale classico e rassicurante.
L'identità sessuale ammette, e rivendica la validità, di tutte le combinazioni tra sesso biologico, identità di genere, orientamento sessuale ed espressione di genere, senza che nessuna prevalga sull'altra o in qualche modo la determini.
In questo sito emerge fortemente un'interpretazione dell'identità di genere che si lega a una visione strettamente essenzialista delle categorie "trav" e "trans", che tendono a radicare l'esperienza in una natura percepita come biologica o immutabile, sostenendo che tale essenza determini automaticamente non solo chi sono, ma anche come devono desiderare.
In questa prospettiva, si arriva ad affermare che la propria natura implichi necessariamente un orientamento sessuale eteronormato, dove la validazione della propria femminilità passa attraverso una dinamica di coppia speculare a quella tradizionale. Questo approccio vede la persona porsi come completamente passiva nei confronti dell'uomo cisgender, inteso come l'unico polo attivo e "maschile" legittimo. In questo modo, l'identità non viene vissuta come una liberazione dai ruoli imposti, ma come un riposizionamento all'interno di una gerarchia rigida, dove il desiderio è strettamente codificato per riflettere un modello eterosessuale classico e rassicurante.
L'identità sessuale ammette, e rivendica la validità, di tutte le combinazioni tra sesso biologico, identità di genere, orientamento sessuale ed espressione di genere, senza che nessuna prevalga sull'altra o in qualche modo la determini.
2 mesi fa
Spero che le persone non vivino la propria identità e il proprio desiderio in base a teorie o schemi sociologici, ma in base a quello che sentono.
Se una persona trans o trav si riconosce in una dinamica più “tradizionale”, non significa che sia condizionata o meno libera: significa che magari quella è la forma in cui si esprime e sta bene (cioè quello che vuole), e non è necessariamente un condizionamento sociale.
Dire o anche solo insinuare che certe scelte siano meno autentiche perché ricordano modelli eterosessuali classici rischia di diventare un altro modo per "suggerire" alle persone come dovrebbero vivere la propria identità.
E questo, paradossalmente, è proprio ciò che si critica.
Anzi, pensandoci, esistono donne trans lesbiche o bisex, proprio a dimostrare che identità di genere e orientamento sessuale non sono automaticamente collegati, e ognuno può sentirsi come vuole, senza dover seguire schemi predefiniti.
La libertà vera non è uscire per forza dagli schemi, ma in questo caso poter scegliere di starci dentro, se è quello che si desidera.
Se non ho capito una minchia del tuo intervento puoi dirmi serenamente: "brutto scemo non hai capito un cazzo!", non mi offendo... ultimamente me lo sento dire spesso e se qualcuno non me lo ripete almeno una volta al giorno mi preoccupo 😎
Se una persona trans o trav si riconosce in una dinamica più “tradizionale”, non significa che sia condizionata o meno libera: significa che magari quella è la forma in cui si esprime e sta bene (cioè quello che vuole), e non è necessariamente un condizionamento sociale.
Dire o anche solo insinuare che certe scelte siano meno autentiche perché ricordano modelli eterosessuali classici rischia di diventare un altro modo per "suggerire" alle persone come dovrebbero vivere la propria identità.
E questo, paradossalmente, è proprio ciò che si critica.
Anzi, pensandoci, esistono donne trans lesbiche o bisex, proprio a dimostrare che identità di genere e orientamento sessuale non sono automaticamente collegati, e ognuno può sentirsi come vuole, senza dover seguire schemi predefiniti.
La libertà vera non è uscire per forza dagli schemi, ma in questo caso poter scegliere di starci dentro, se è quello che si desidera.
Se non ho capito una minchia del tuo intervento puoi dirmi serenamente: "brutto scemo non hai capito un cazzo!", non mi offendo... ultimamente me lo sento dire spesso e se qualcuno non me lo ripete almeno una volta al giorno mi preoccupo 😎
Modificato dall'autore il 04-04-2026 16:14:13
2 mesi fa
Grazie per l'intervento, non mi permetterei mai di usare un linguaggio del genere 🙂Quotato da Macy,Spero [...]
Sono assolutamente d'accordo sul fatto che ognuno debba vivere la propria sessualità in completa egosintonia. La mia riflessione parte però dal leggere in questo sito, che vorrebbe essere una community, una omologazione rispetto all'idea che la vera trav è per natura passiva, o che la vera trans per natura è passiva, e spesso mischiando anche l'una cosa con l'altra (complice la meccanica delle categorie del sito che non permette una rappresentazione adeguata delle identità sessuali).
Inoltre trans* dovrebbe essere usato come attributo della persona, si dice "persona trans*", uomo trans* o donna trans* a seconda del genere assegnato alla nascita, se questo non coincide con quello percepito.
Insomma, ci sono troppi impliciti che andrebbero rivisti in un'ottica di maggiore consapevolezza di ciò di cui si sta parlando, dal mio punto di vista
2 mesi fa
Ma non è per caso che molte trans o trav sono passive semplicemente perché a loro piace così, non perché siano condizionate? Questo al netto delle leggende metropolitane, di quello che si scrive sul forum o di quello che pensiamo sia io che te ❤️
Poi ci saranno quelle che hanno altri orientamenti e se ne andranno alla ricerca di ciò che piace a loro, alla faccia dei condizionamenti.
Ci tengo a precisare che io di persone trans o trav non ne capisco una cippa, quindi potrei aver scritto delle cose senza senso...lascio spazio a chi ne sa più di me 😉
Poi ci saranno quelle che hanno altri orientamenti e se ne andranno alla ricerca di ciò che piace a loro, alla faccia dei condizionamenti.
Ci tengo a precisare che io di persone trans o trav non ne capisco una cippa, quindi potrei aver scritto delle cose senza senso...lascio spazio a chi ne sa più di me 😉
1 mese fa
Cerco di spiegarmi meglio. Non è la scelta individuale in discussione, sono sex positive, body positive, personalmente sono una persona queer.
Io non ho mai usato la parola "condizionato", e non è un caso. Il mio post parla di un livello differente, sistemico.
E la mia risposta integra parlando di un atteggiamento che giustifica la propria individualità affermando che la propria categoria d'appartenenza deve essere uguale per tutti.
Io non ho mai usato la parola "condizionato", e non è un caso. Il mio post parla di un livello differente, sistemico.
E la mia risposta integra parlando di un atteggiamento che giustifica la propria individualità affermando che la propria categoria d'appartenenza deve essere uguale per tutti.
1 mese fa
Ciao, penso che l'identità di genere ( quella che ci si assegna personalmente) non condizioni le scelte sessuali...quelle sono , o dovrebbero essere, in base al piacere che si vorrebbe provare , e con chi .... Comunque noi ci siamo chiesti spesso perché l'uomo trans/ trav si ponga quasi sempre in una offerta passiva ... Probabilmente è insito nel suo essere, mi auguro veramente che la scelta non sia dettata da inquadramenti sociali...
1 mese fa
Certa gente fa finta di non capire o cerca di rafforzare certe dinamiche che non hanno niente a che vedere una con l'altra! Di 100 travestiti , 90 sono uomini bisessuali/etero che vivono come uomini amano essere uomini con moglie, figli una vita sociale eteronormata insospettabile con tutti i privilegi di uomo in società! Altri 5 sono uomini gay a cui piacciono travestirsi per divertimento/sentirsi bene altri 5 sicuramente sono delle transessuale che stanno ancora capendo cosa sono.Una transessuale vive nei panni di una donna 24/24 non abbiamo nessun privilegio, io dormo e mi sveglio ALEERA !
Trav : ESPRESSIONE DI GENERE
Persona trans : persone assegnate al sesso maschile/femminile che ha intrapreso un percorso lungo e faticoso di transizione per essere se stesse , non ha nulla a che vedere con fetish/perversione/voglia di cazzi/di uomini.
Trav : ESPRESSIONE DI GENERE
Persona trans : persone assegnate al sesso maschile/femminile che ha intrapreso un percorso lungo e faticoso di transizione per essere se stesse , non ha nulla a che vedere con fetish/perversione/voglia di cazzi/di uomini.
Modificato dall'autore il 05-04-2026 12:03:27
1 mese fa
Si usa trans con l'asterisco (trans*) come termine ombrello per includere sia le persone transgender che quelle transessuali. Per potersi definire trans* la condizione è non riconoscersi nel genere assegnato alla nascita (AMAB o AFAB - Assigned Male/Female At Birth) o con il proprio sesso biologico. Se AMAB, si usa l'espressione donna trans. Se AFAB, si usa uomo trans. L'aspetto feticistico, se c'è, potrebbe stare nel fatto che in questo sito ma non solo, si assume che trans sia solo la donna trans. L'uomo trans non è praticamente contemplato, né rappresentato.Quotato da Aleera,Una transessuale vive nei panni di una donna 24/24
La persona trans* per essere tale non deve necessariamente attraversare un percorso di transizione, né ormonale né chirurgico. Assumere che senza la transizione non ci si possa definire trans* è una microaggressione, un gatekeeping.
Infatti la persona attraverso il cross dressing non esprime il genere, perché si traveste solo in determinate occasioni e contesti, un po' come le drag queen/king lo fanno per intrattenimento. Se si trattasse di espressione di genere, avrebbe più senso considerarle persone trans*.Quotato da Aleera,Di 100 travestiti , 90 sono uomini bisessuali/etero che vivono come uomini amano essere uomini con moglie, figli una vita sociale eteronormata insospettabile con tutti i privilegi di uomo in società
La cosa migliore da fare sarebbe che nessuno, a parte la persona interessata, si concedesse il lusso di sostituirsi alla persona, sia essa trav o trans* per dir loro chi o cosa sono.
Ed è verissimo che le persone trans* non hanno gli stessi diritti delle persone cis, e anzi vengono costantemente discriminate, devono fare salti mortali solo per intraprendere la carriera alias.
1 mese fa
con tutto il rispetto ma queste terminologie che tu hai usato sono terminologie anglosassoni/Europee piuttosto colonialiste! Dove da secoli volete passare la vostra visione Eurocentrico/Occidentali come verità assoluta! Io sono Latinoamericana e non riconosco in queste terminologie "Americanizzate" che sta facendo molto più danni che bene ! "Ombrello transgender" terminologia creata negli studi di genere Americani! Una persona trans per definizione prova di disforia di genere altrimenti non è transessuale ma forse somente un/una gay/bisessuali/lesbica a cui cerca di appartenere a qualche gruppo che non sia LGB ! E comunque gradisco il mondo in cui ti te esprimi a riguardo di queste dinamiche! Con tutto il cuore e rispetto che ho verso di voi italiani ma non vi tengo europei come detentori della verità e di moralità .Quotato da Kinkster80,Si usa trans con l'asterisco (trans*) come termine ombrello per includere sia le persone transgender che quelle transessuali. Per potersi definire trans* la condizione è non riconoscersi nel genere assegnato alla nascita (AMAB o AFAB - Assigned Male/Female At Birth) o con il proprio sesso biologico. Se AMAB, si usa l'espressione donna trans. Se AFAB, si usa uomo trans. L'aspetto feticistico, se c'è, potrebbe stare nel fatto che in questo sito ma non solo, si assume che trans sia solo la donna trans. L'uomo trans non è praticamente contemplato, né rappresentato.Quotato da Aleera,Una transessuale vive nei panni di una donna 24/24
La persona trans* per essere tale non deve necessariamente attraversare un percorso di transizione, né ormonale né chirurgico. Assumere che senza la transizione non ci si possa definire trans* è una microaggressione, un gatekeeping.
Infatti la persona attraverso il cross dressing non esprime il genere, perché si traveste solo in determinate occasioni e contesti, un po' come le drag queen/king lo fanno per intrattenimento. Se si trattasse di espressione di genere, avrebbe più senso considerarle persone trans*.Quotato da Aleera,Di 100 travestiti , 90 sono uomini bisessuali/etero che vivono come uomini amano essere uomini con moglie, figli una vita sociale eteronormata insospettabile con tutti i privilegi di uomo in società
La cosa migliore da fare sarebbe che nessuno, a parte la persona interessata, si concedesse il lusso di sostituirsi alla persona, sia essa trav o trans* per dir loro chi o cosa sono.
Ed è verissimo che le persone trans* non hanno gli stessi diritti delle persone cis, e anzi vengono costantemente discriminate, devono fare salti mortali solo per intraprendere la carriera alias.
Modificato dall'autore il 06-04-2026 12:37:27
1 mese fa
Aleera, ti ringrazio per la tua partecipazione a questo topic e il tuo contributo credo sia molto prezioso.
Proprio rispetto al concetto di disforia di genere, questa espressione è stata introdotta negli anni '60 dall'APA (Associazione Psichiatrica Americana).ed è stata introdotta nel manuale diagnostico delle psicopatologie (DSM) nell'ultima edizione del 2013. Non c'è niente di più occidentalizzato e americanizzato di questo. Ora, il punto è che per disforia di genere si intende "la sofferenza psicologica derivante dalla non corrispondenza tra identità di genere e sesso assegnato alla nascita". Questa definizione è tendenziosa, perchè parte dal presupposto che dalla non corrispondenza derivi sempre sofferenza per la persona che la vive. Questo non è sempre vero, ma è più vero, semmai, che la sofferenza abbia origine dal doversi confrontare con una società che non accetta questa condizione, discriminandola e patologizzandola.Quotato da Aleera,Una persona trans per definizione prova di disforia di genere [...]
Qui hai mischiato identità di genere con orientamento sessuale, ma credo di aver capito cosa volevi dire. Io penso che, soprattutto da un punto di vista intersezionale, la condizione minima essenziale per parlare di persona trans* è che non si riconosca nel genere assegnato alla nascita, a prescindere dalle azioni che mette in atto dopo.Quotato da Aleera,[...] altrimenti non è transessuale ma forse somente un/una gay/bisessuali/lesbica
1 mese fa
Buonasera concordo in parte con te ! Io da persona trans che vive sulla pelle il dolce e lo amaro di essere ciò che sono te lo dico che non basta sentirsi o dire essere trans ma ci vuole proprio una rottura con la cisnormativita! Molti paesi stanno facendo passi dietro giustamente a causa di questo "solo sentirsi" le femministe radicale Terf se sono perfino unite con esponenti di estrema destra pur distruggere i pochi diritti delle persone trans, noi trans MtF siamo il bersaglio preferito per loro siamo peggio dell'assassini/pedofili/redpill.. diciamo sono delle donne fasciste misandriche, in molti paesi compreso il mio vogliono eliminare il diritto di "autodeterminazione" giustamente perché molti uomini feccisti del crossdressing hanno invaso il "movimento trans " .. qui in Italia penso che questo diritto della "autodeterminazione" non passerà e fidati è meglio così perché le vere trans italiane perderanno quel poco che la suprema corte gli ha dato! Questo argomento è molto complesso poiché oggi esiste una lotta di narrative! Dove da una parte esistono casi di uomini gay/lesbiche che fanno la transizione si sono pentite e da un'altra parte uomini fetticisti kink si auto denominano trans per ottenere visibilità/occupare spazi che loro non hanno mai lottato per ottenere. È davvero molto complesso questo argomento , ed io non la padronanza della lingua/grammatica italiana per formulare un discorso più chiaro senza passare come una "reazionaria fascista trans medicalista"Quotato da Kinkster80,Aleera, ti ringrazio per la tua partecipazione a questo topic e il tuo contributo credo sia molto prezioso.
Proprio rispetto al concetto di disforia di genere, questa espressione è stata introdotta negli anni '60 dall'APA (Associazione Psichiatrica Americana).ed è stata introdotta nel manuale diagnostico delle psicopatologie (DSM) nell'ultima edizione del 2013. Non c'è niente di più occidentalizzato e americanizzato di questo. Ora, il punto è che per disforia di genere si intende "la sofferenza psicologica derivante dalla non corrispondenza tra identità di genere e sesso assegnato alla nascita". Questa definizione è tendenziosa, perchè parte dal presupposto che dalla non corrispondenza derivi sempre sofferenza per la persona che la vive. Questo non è sempre vero, ma è più vero, semmai, che la sofferenza abbia origine dal doversi confrontare con una società che non accetta questa condizione, discriminandola e patologizzandola.Quotato da Aleera,Una persona trans per definizione prova di disforia di genere [...]
Qui hai mischiato identità di genere con orientamento sessuale, ma credo di aver capito cosa volevi dire. Io penso che, soprattutto da un punto di vista intersezionale, la condizione minima essenziale per parlare di persona trans* è che non si riconosca nel genere assegnato alla nascita, a prescindere dalle azioni che mette in atto dopo.Quotato da Aleera,[...] altrimenti non è transessuale ma forse somente un/una gay/bisessuali/lesbica
Modificato dall'autore il 07-04-2026 19:50:02
1 mese fa
Sono d'accordo sul fatto che questo argomento sia molto complesso, ma quanto è complesso, è importante. Per questo ho pensato di aprire questo post. La speranza era di alimentare proprio questo tipo di confronto, di cui ti sono grato. Mi stai aiutando a riflettere su molti punti.
Comunque, il tuo italiano è davvero molto buono, meglio di quello di molti italiani.
Comunque, il tuo italiano è davvero molto buono, meglio di quello di molti italiani.
1 mese fa
esattamente! Molto complesso. Ti ringrazio per il complimento di come scrivo mi fa piacere.Quotato da Kinkster80,Sono d'accordo sul fatto che questo argomento sia molto complesso, ma quanto è complesso, è importante. Per questo ho pensato di aprire questo post. La speranza era di alimentare proprio questo tipo di confronto, di cui ti sono grato. Mi stai aiuta [...]
Non puoi scrivere sul Forum finchè non avrai completato il tuo profilo!.

