7 anni fa
Ho una gran voglia di essere penetrato, a parte che la mia fantasia è quella di essere preso da un maschio maturo peloso e dotato, il che mi ecciterebbe così tanto che, credo, sentirei meno dolore, vorrei sapere come predispormi per sentire meno dolore possibile?
7 anni fa
Per me invece il dolore non ci deve essere, almeno per il mio culo. Per questo bisogna - e non solo per la prima volta - che chi te lo infila sappia prepararlo bene: lingua, saliva, lubrificanti vari, dita, e poi dolcezza e lentezza. Dopo il culo si allarga spontaneamente, e allora si può pompare a tutta forza e a fondo (e resta anche bello largo per un po', è bellissimo...)
7 anni fa
Grazie ad entrambi, ma cosa si prova?
7 anni fa
Immagino, dai video che ho visto sembra molto appagante ma, forse, non la prima volta, anche se credo che, come dici tu, la differenza la fa il partnerQuotato da esperanzadescobar,la premier fois 😄 beh dipende con chi la si fà,io ho provato un senso di fastidio e di espellere, l oggetto indesiderato,poi nel mentre pensavo.. ma che cazzo stai facendo,ti rendi conto che sei a letto con un uomo?,beh la prima volta non è stato pi [...]
7 anni fa
Quotato da marcy2018,per me la prima volta è stata con un uomo maturo con tanta esperienza come è stato giaà detto un po di dolore ci deve essere altrimenti se non si sente nullatanto vale non farlo gode solo chi ti penetra io tutt'ora se non sento un po di dolo [...]
7 anni fa
Molto eccitante, la mia prima volta fu analoga, ma ero ad un colloquio di lavoro, inizió col dirmi se andavo mai in un parco della mia città ad abbordare gli uomini di una certa età, io dicevo di no ma la situazione mi eccita a a bestia, ma lui insisteva se andavo e mi facevo pagare per masturbarli o pomparli, più io negavo più lui insisteva e diceva che mi sarebbe piaciuto e che avevo una bella bocca, ad un tratto si è alzato e si è appoggiato al tavolo di fronte a me, vedevo chiaramente il suo pene semi eretto dietro i pantaloni stretti, mi chiese se volevo provare, per me era la prima volta e glielo dissi, dicendo pure che non mi pareva il caso, ma evidentemente si vedeva che non ero troppo convinto, perché lo tiro fuori, era grande e gonfio, mi ricordo ancora la cappella gonfia e gocciolante, lo guardai negli occhi e lo presi tutto in bocca fissandolo sempre negli occhi, venne poco dopo con una schizzata che ancora ricordo con piacere, mi chiese di voltarmi ma io ebbi paura e non lo feci, da allora mi piace far godere gli uomini di bocca, ma ora vorrei provare di più... 😂 😂
7 anni fa
Non si può spiegare facilmente. Ovviamente si deve partire con una grande libidine per l'atto in sè e con la determinazione di compierlo, voglio dire senza paure e senza essere sforzati. Insomma, pensarci prima e poi farlo. Io provo piacere non solo per la mia sensazione dell'essere penetrato, che non è solamente il piacere fisico della satimolazione dell'ano e della prostata, ma anche nel sentire il piacere dell'altro. Anche con una donna vale lo stesso ragionamento del piacere del partner, ovviamente, ma qui è un'altra cosa. Forse il senso di essere "posseduti", non saprei. Insomma, bisogna provare per conoscere, forse, per quest'atto, più che per altri.Quotato da soddisfomaturi,Grazie ad entrambi, ma cosa si prova?
1 anno fa
La prima volta è stata 2 giorni fa, lui è stato molto bravo, ci siamo toccati spompati segati per una mezzora e poi piano piano me l'ha infilato. ho sentito solamente un pò di fastidio all'inizio poi goduria.
1 anno fa
la prima volta che fui torturato fu in Collegio
avevo 14 anni stavo cominciando a diventare uomo e avevo le mie prime erezioni.
Venivamo gestiti da un assistente un certo Benedetto T………….no un sadico che mi aveva preso, in un certo senso, in simpatia anche se mi puniva ogni tanto. In genere venivamo puniti la sera nella sua camera adiacente al dormitorio. Ci puniva con le spalmate (usava una riga di legno e ci picchiava sul palmo delle mani) o cinghia o pizzicotti quella sera toccava a me essere punito con pizzicotti. Quel bastardo aveva delle dita di ferro ma qualche volta usava anche delle pinze rimaneva qualche livido per una settimana. Ero già in pigiama quando sentii il mio nome era lui che mi chiamava per la punizione allora decisi di provocarlo. Mi tolsi il pigiama e rimasi completamente nudo, il mio cazzo circonciso sempre scappellato andò in erezione, entrai nella stanza lui stava fumando gli presi la sigaretta me la misi in bocca e con le dita facevo dei ghirigori sui miei capezzoli. Benedetto cominciò a sudare era eccitato mi tolse la sigaretta dalla bocca e mi diede uno schiaffo bello forte poi disse: “Puttanella adesso ti faccio passare la voglia di provocarmi” Prese due pinze e cominciò a lavorare sui capezzoli facendomi urlare poi mi legò sul letto a gambe divaricate e cominciò a toccarmi la cappella del cazzo con la brace della sigaretta. Era molto abile aspirava la sigaretta in modo che la brace fosse ardente e poi mi toccava la cappella del cazzo per un tempo brevissimo toccata e fuga meno di un secondo ovviamente io urlavo e piangevo ma avevo un cazzo sempre in erezione ero eccitato. Fece lo stesso lavoro anche sui capezzoli con la sigaretta. Dopo una mezz’ora di questo giochetto mi rimandò nel dormitorio facendomi prima una carezza e dandomi un bacio sulla guancia. Disse “Mi piaciuto molto questo gioco lo dobbiamo rifare ma in un posto più tranquillo magari nello scantinato li ho una camera isolata che non si sentono le urla”. -
Dopo una settimana venne a trovarmi mia madre gli raccontai la storia notai in lei qualcosa di strano aveva la voce rauca, ma questo era normale in quanto era una grande fumatrice, ma una voce rauca con respiro un po' affannoso. Volle conoscere tutti i particolari, intanto si accese subito una sigaretta sembrava eccitata poi volle vedere i miei capezzoli io mi sbottonai la camicia e lei me li toccò facendomi sobbalzare, mi facevano ancora male, poi mi disse che doveva andare e sarebbe tornata dopo un paio di giorni. Che strano in genere mi veniva a trovare dopo una settimana a volte anche 10 giorni.
Torno dopo due giorni notai che sotto il taiellur blu non aveva la camicetta e mi accorsi che era senza reggiseno. Dopo venni a scoprire che non portava nemmeno le mutandine. Chiese all’Assistente Benedetto T. se poteva parlargli da solo. “Nessun problema” disse Benedetto. Io aspettavo fuori la porta poi incuriositi cominciai a spiare dal buco della serratura che era piuttosto grande. Erano tutti e due in piedi mia madre si accese una sigaretta. Parlavano a bassa voce ma si sentiva qualcosa. Mia madre stava chiedendo a Benedetto perché aveva torturato il suo ragazzo (lei mi chiamava sempre cosi) ma parlava con voce rauca da fumatrice accanita e un po affannosa quasi eccitata. Poi chiese a Benedetto di tenegli la sigaretta e si tolse la giacca rimanendo a petto nudo, prese la sigaretta se la mise in bocca poi prese le mani dell’assistente e le mise sulle sue mammelle dicendo “Dai bastardo fammi sentire quanto sono forti le tue dita dammi dei bei pizzicotti come gli hai dato al mio ragazzo” Benedetto prese tra le dita i grossi capezzoli di mia madre e gli diede una strizzata molto forte. Lei diede un grido soffocato. Stava urlando dal dolore ma non voleva farsi sentire. Mia madre prese il mozzicone di sigaretta e lo diede a Benedetto poi mise le mani dietro la testa. Benedetto aspirò una bella boccata di fumo in modo da rendere la brace ardente poi toccò con la sigaretta l’aureola della mammella sinistra di mia madre per meno di un secondo stesso lavoro alla mammella destra poi spense la sigaretta nel portacenere mia madre intanto gli sbottonava i pantaloni e gli prese il cazzo in bocca cominciano a fargli un pompino. Benedetto cominciò a dargli dei pizzicotti sulle scottature di sigaretta mentre mia madre mugolava dal dolore e dal godimento poi si alzò in piedi si tolse la gonna adesso era completamente nuda, come avevo immaginato era venuta solo con giacca e gonna e sotto non aveva reggiseno e slip. Benedetto si sedette sulla sedia e le si sedette sul grosso cazzo cominciandolo a chiavare mentre Benedetto gli dava dei pizzicotti sulle aureole delle mammelle nei punti dove l’aveva bruciata con la brace della sigaretta facendola piangere dal dolore e godere.
avevo 14 anni stavo cominciando a diventare uomo e avevo le mie prime erezioni.
Venivamo gestiti da un assistente un certo Benedetto T………….no un sadico che mi aveva preso, in un certo senso, in simpatia anche se mi puniva ogni tanto. In genere venivamo puniti la sera nella sua camera adiacente al dormitorio. Ci puniva con le spalmate (usava una riga di legno e ci picchiava sul palmo delle mani) o cinghia o pizzicotti quella sera toccava a me essere punito con pizzicotti. Quel bastardo aveva delle dita di ferro ma qualche volta usava anche delle pinze rimaneva qualche livido per una settimana. Ero già in pigiama quando sentii il mio nome era lui che mi chiamava per la punizione allora decisi di provocarlo. Mi tolsi il pigiama e rimasi completamente nudo, il mio cazzo circonciso sempre scappellato andò in erezione, entrai nella stanza lui stava fumando gli presi la sigaretta me la misi in bocca e con le dita facevo dei ghirigori sui miei capezzoli. Benedetto cominciò a sudare era eccitato mi tolse la sigaretta dalla bocca e mi diede uno schiaffo bello forte poi disse: “Puttanella adesso ti faccio passare la voglia di provocarmi” Prese due pinze e cominciò a lavorare sui capezzoli facendomi urlare poi mi legò sul letto a gambe divaricate e cominciò a toccarmi la cappella del cazzo con la brace della sigaretta. Era molto abile aspirava la sigaretta in modo che la brace fosse ardente e poi mi toccava la cappella del cazzo per un tempo brevissimo toccata e fuga meno di un secondo ovviamente io urlavo e piangevo ma avevo un cazzo sempre in erezione ero eccitato. Fece lo stesso lavoro anche sui capezzoli con la sigaretta. Dopo una mezz’ora di questo giochetto mi rimandò nel dormitorio facendomi prima una carezza e dandomi un bacio sulla guancia. Disse “Mi piaciuto molto questo gioco lo dobbiamo rifare ma in un posto più tranquillo magari nello scantinato li ho una camera isolata che non si sentono le urla”. -
Dopo una settimana venne a trovarmi mia madre gli raccontai la storia notai in lei qualcosa di strano aveva la voce rauca, ma questo era normale in quanto era una grande fumatrice, ma una voce rauca con respiro un po' affannoso. Volle conoscere tutti i particolari, intanto si accese subito una sigaretta sembrava eccitata poi volle vedere i miei capezzoli io mi sbottonai la camicia e lei me li toccò facendomi sobbalzare, mi facevano ancora male, poi mi disse che doveva andare e sarebbe tornata dopo un paio di giorni. Che strano in genere mi veniva a trovare dopo una settimana a volte anche 10 giorni.
Torno dopo due giorni notai che sotto il taiellur blu non aveva la camicetta e mi accorsi che era senza reggiseno. Dopo venni a scoprire che non portava nemmeno le mutandine. Chiese all’Assistente Benedetto T. se poteva parlargli da solo. “Nessun problema” disse Benedetto. Io aspettavo fuori la porta poi incuriositi cominciai a spiare dal buco della serratura che era piuttosto grande. Erano tutti e due in piedi mia madre si accese una sigaretta. Parlavano a bassa voce ma si sentiva qualcosa. Mia madre stava chiedendo a Benedetto perché aveva torturato il suo ragazzo (lei mi chiamava sempre cosi) ma parlava con voce rauca da fumatrice accanita e un po affannosa quasi eccitata. Poi chiese a Benedetto di tenegli la sigaretta e si tolse la giacca rimanendo a petto nudo, prese la sigaretta se la mise in bocca poi prese le mani dell’assistente e le mise sulle sue mammelle dicendo “Dai bastardo fammi sentire quanto sono forti le tue dita dammi dei bei pizzicotti come gli hai dato al mio ragazzo” Benedetto prese tra le dita i grossi capezzoli di mia madre e gli diede una strizzata molto forte. Lei diede un grido soffocato. Stava urlando dal dolore ma non voleva farsi sentire. Mia madre prese il mozzicone di sigaretta e lo diede a Benedetto poi mise le mani dietro la testa. Benedetto aspirò una bella boccata di fumo in modo da rendere la brace ardente poi toccò con la sigaretta l’aureola della mammella sinistra di mia madre per meno di un secondo stesso lavoro alla mammella destra poi spense la sigaretta nel portacenere mia madre intanto gli sbottonava i pantaloni e gli prese il cazzo in bocca cominciano a fargli un pompino. Benedetto cominciò a dargli dei pizzicotti sulle scottature di sigaretta mentre mia madre mugolava dal dolore e dal godimento poi si alzò in piedi si tolse la gonna adesso era completamente nuda, come avevo immaginato era venuta solo con giacca e gonna e sotto non aveva reggiseno e slip. Benedetto si sedette sulla sedia e le si sedette sul grosso cazzo cominciandolo a chiavare mentre Benedetto gli dava dei pizzicotti sulle aureole delle mammelle nei punti dove l’aveva bruciata con la brace della sigaretta facendola piangere dal dolore e godere.
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