7 anni fa
In nessun luogo andai
per niente ti pensai
e nulla ti mandai
per mio ricordo
Sul bordo m'affacciai
d'abissi belli assai
Su un dolce tedio a sdraio
amore ti ignorai
invece costeggiai
i lungomai
M'estasiai. ti spensierai
m'estasiai, e si spostò
la tua testa estranea
che rotolò
Cadere la guardai
riflessa tra ghiacciai
sessanta volte che
cacciava fuori
la lingua e t'abbracciai
Di sangue m'inguaiai
Tu quindi come stai
Se è lecito che fai
in quell'attualità
che pare vera
Come stai, ti smemorai
ti stemperai e come sta
la straniera, lei come sta
Son le cose
che pensano ed hanno di te
sentimento. esse t'amano e non io
come assente rimpiangono te
Son le cose prolungano te
La vista l'angolai
di modo che tu mai
entrassi col viavai
di quando sei
dolcezza e liturgia
orgetta e leccornia
La prima volta che
ti vidi non guardai
da allora non t'amai
tu come stai (ah come stai)
Rimpiangono te
son le cose, prolungano te
certe cose
7 anni fa
Fermati un istante
Parla chiaro
Come non hai fatto mai
Dimmi un po' chi sei
Non riesco a liberarmi
Questa vita mi disturba sai
Parla chiaro
Come non hai fatto mai
Dimmi un po' chi sei
Non riesco a liberarmi
Questa vita mi disturba sai
7 anni fa
Se tu vuoi puoi inventarmi come meglio credi tu
se tu vuoi puoi avere di più
pensami per te
come fossi il frutto di un'idea che dal niente si crea così...
Se tu vuoi puoi sognarmi nelle notti che sei solo
già lo sai il mio ruolo qual'è
pensami per te
gioca un po' con me ormai ci sei
vola via mentre volo con te, solo con te...
In fondo le cose che si pensano...
non sempre son quelle che si dicono,
meno ancora son quelle che si fanno
e sai perché...
esser veri poi facile non è.
se tu vuoi puoi avere di più
pensami per te
come fossi il frutto di un'idea che dal niente si crea così...
Se tu vuoi puoi sognarmi nelle notti che sei solo
già lo sai il mio ruolo qual'è
pensami per te
gioca un po' con me ormai ci sei
vola via mentre volo con te, solo con te...
In fondo le cose che si pensano...
non sempre son quelle che si dicono,
meno ancora son quelle che si fanno
e sai perché...
esser veri poi facile non è.
7 anni fa
7 anni fa
Pardon....Quotato da Calicanto165,Sta arrivando il mattino
Stammi ancora vicino
Sta piovendo
E non ti vuoi svegliare
Resta ancora, resta per favore
E guarda come
Vola tra coriandoli di cielo
E manciate di spuma di mare
Adesso vola
Le piume di stelle
Sopra il monte più al [...]
Aggiungo un link... il video!
Max Gazzé
https://m.youtube.com/watch?v=d8FVfC9HStc
7 anni fa
You were the first one
Oh-a oh
You were the last one
Video killed the radio star
Video killed the radio star
In my mind and in my car, we can't rewind we've gone to far
Oh-a oh
You were the last one
Video killed the radio star
Video killed the radio star
In my mind and in my car, we can't rewind we've gone to far
7 anni fa
Waiting a long time
Possibly still
For what few find
Most never will
Waiting to find
What sets you free
Until then,
What needs must be.
7 anni fa
sì ok va bene.... 🙂 😋Quotato da Calicanto165,potremmo correre sulla collina
e fra i ciliegi veder la mattina
e dando un calcio ad un sasso
residuo d'inferno e farlo rotolar giù, giù, giù
e noi ancor più su
planando sopra boschi di braccia tese
un sorriso che non ha
né più vol [...]
7 anni fa
Oh libe, libe, libe, libe, libelài
Oh libe, libe, libe, libe, libelài
Oh libe, libe, libe, libe, libelài
Libe, libelài
Libe, libelài
Oh libe, libe, libe, libe, libelài
Oh libe, libe, libe, libe, libelài
Se vieni tu viene anche tua sorella
che è brutta ma è snella
nella penombra sembrerà una stella
perciò venite tutti e tre di là.
Oh libe, libe, libe, libe, libelài
Oh libe, libe, libe, libe, libelài
Libe, libelài
Libe, libelài
Oh libe, libe, libe, libe, libelài
Oh libe, libe, libe, libe, libelài
Se vieni tu viene anche tua sorella
che è brutta ma è snella
nella penombra sembrerà una stella
perciò venite tutti e tre di là.
7 anni fa
Mi piace spettinato camminare
col capo sulle spalle come un lume
così mi diverto a rischiarare
il vostro autunno senza piume.
Mi piace che mi grandini sul viso
la fitta sassaiola dell'ingiuria,
mi agguanto solo per sentirmi vivo
al guscio della mia capigliatura.
Ed in mente mi torna quello stagno
che le canne e il muschio hanno sommerso
ed i miei che non sanno di avere
un figlio che compone versi;
ma mi vogliono bene come ai campi
alla pelle ed alla pioggia di stagione,
raro sarà che chi mi offende
scampi alle punte del forcone.
Poveri genitori contadini,
certo siete invecchiati e ancor temete
il Signore del cielo e gli acquitrini,
genitori che mai non capirete
che oggi il vostro figliolo è diventato
il primo tra i poeti del Paese
e ora con le scarpe verniciate
e col cilindro in testa egli cammina.
Ma sopravvive in lui la frenesia
di un vecchio mariuolo di campagna
e ad ogni insegna di macelleria
la vacca si inchina sua compagna.
E quando incontra un vetturino
gli torna in mente il suo concio natale
e vorrebbe la coda del ronzino
regger come strascico nuziale.
Voglio bene alla patria
benché afflitta di tronchi rugginosi
m'è caro il grugno sporco dei suini
e i rospi all'ombra sospirosi.
Son malato di infanzia e di ricordi
e di freschi crepuscoli d'Aprile,
sembra quasi che l'acero si curvi
per riscaldarsi e poi dormire.
Dal nido di quell'albero, le uova
per rubare, salivo fino in cima
ma sarà la sua chioma sempre nuova
e dura la sua scorza come prima;
e tu mio caro amico vecchio cane,
fioco e cieco ti ha reso la vecchiaia
e giri a coda bassa nel cortile
ignaro delle porte dei granai.
Mi sono cari i miei furti di monello
quando rubavo in casa un po' di pane
e si mangiava come due fratelli
una briciola all'uomo ed una al cane.
Io non sono cambiato,
il cuore ed i pensieri son gli stessi,
sul tappeto magnifico dei versi
voglio dirvi qualcosa che vi tocchi.
Buona notte alla falce della luna
sì cheta mentre l'aria si fa bruna,
dalla finestra mia voglio gridare
contro il disco della luna.
La notte è così tersa,
qui forse anche morire non fa male,
che importa se il mio spirito è perverso
e dal mio dorso penzola un fanale.
O Pegaso decrepito e bonario,
il tuo galoppo è ora senza scopo,
giunsi come un maestro solitario
e non canto e celebro che i topi.
Dalla mia testa come uva matura
gocciola il folle vino delle chiome,
voglio essere una gialla velatura
gonfia verso un paese senza nome.
col capo sulle spalle come un lume
così mi diverto a rischiarare
il vostro autunno senza piume.
Mi piace che mi grandini sul viso
la fitta sassaiola dell'ingiuria,
mi agguanto solo per sentirmi vivo
al guscio della mia capigliatura.
Ed in mente mi torna quello stagno
che le canne e il muschio hanno sommerso
ed i miei che non sanno di avere
un figlio che compone versi;
ma mi vogliono bene come ai campi
alla pelle ed alla pioggia di stagione,
raro sarà che chi mi offende
scampi alle punte del forcone.
Poveri genitori contadini,
certo siete invecchiati e ancor temete
il Signore del cielo e gli acquitrini,
genitori che mai non capirete
che oggi il vostro figliolo è diventato
il primo tra i poeti del Paese
e ora con le scarpe verniciate
e col cilindro in testa egli cammina.
Ma sopravvive in lui la frenesia
di un vecchio mariuolo di campagna
e ad ogni insegna di macelleria
la vacca si inchina sua compagna.
E quando incontra un vetturino
gli torna in mente il suo concio natale
e vorrebbe la coda del ronzino
regger come strascico nuziale.
Voglio bene alla patria
benché afflitta di tronchi rugginosi
m'è caro il grugno sporco dei suini
e i rospi all'ombra sospirosi.
Son malato di infanzia e di ricordi
e di freschi crepuscoli d'Aprile,
sembra quasi che l'acero si curvi
per riscaldarsi e poi dormire.
Dal nido di quell'albero, le uova
per rubare, salivo fino in cima
ma sarà la sua chioma sempre nuova
e dura la sua scorza come prima;
e tu mio caro amico vecchio cane,
fioco e cieco ti ha reso la vecchiaia
e giri a coda bassa nel cortile
ignaro delle porte dei granai.
Mi sono cari i miei furti di monello
quando rubavo in casa un po' di pane
e si mangiava come due fratelli
una briciola all'uomo ed una al cane.
Io non sono cambiato,
il cuore ed i pensieri son gli stessi,
sul tappeto magnifico dei versi
voglio dirvi qualcosa che vi tocchi.
Buona notte alla falce della luna
sì cheta mentre l'aria si fa bruna,
dalla finestra mia voglio gridare
contro il disco della luna.
La notte è così tersa,
qui forse anche morire non fa male,
che importa se il mio spirito è perverso
e dal mio dorso penzola un fanale.
O Pegaso decrepito e bonario,
il tuo galoppo è ora senza scopo,
giunsi come un maestro solitario
e non canto e celebro che i topi.
Dalla mia testa come uva matura
gocciola il folle vino delle chiome,
voglio essere una gialla velatura
gonfia verso un paese senza nome.
7 anni fa
Grandissimo Branduardi 😄 per me è uno degli ultimi maestri della musica italiana ancora in vita , non mi vengono in mente altri artisti italiani contemporanei al suo livello 😮
7 anni fa
Ma questi Branduardi e Vasco di cui parlate son bravi almeno la metà di sferaebbasta e youngsignorino? 😇
😄
😄
7 anni fa
Ma il nostro male qual è?Quotato da esperanzadescobar,libera nos a malo 😄
7 anni fa
A me fa male il gulliver
7 anni fa
La mia fulminante...Quotato da esperanzadescobar,malattia mentale 😄 😋Quotato da velvetMorgana,Ma il nostro male qual è?Quotato da esperanzadescobar,libera nos a malo 😄
7 anni fa
Chiudi gli occhi
immagina una gioia
molto probabilmente
penseresti a una partenza
Ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende e
nulla ti appartiene ancora
Penseresti all'odore di un libro nuovo
a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare
al giorno prima della festa
Al 21 marzo al primo abbraccio
a una matita intera la primavera
alla paura del debutto
al tremore dell'esordio
ma tra la partenza e il traguardo
Nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è potere e sapere
rinunciare alla perfezione
Ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione
Così come l'ultimo bicchiere l'ultima visione
un tramonto solitario l'inchino e poi il sipario
tra l'attesa e il suo compimento
tra il primo tema e il testamento
Nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è sapere e potere
rinunciare alla perfezione
Ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve
Ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve
immagina una gioia
molto probabilmente
penseresti a una partenza
Ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende e
nulla ti appartiene ancora
Penseresti all'odore di un libro nuovo
a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare
al giorno prima della festa
Al 21 marzo al primo abbraccio
a una matita intera la primavera
alla paura del debutto
al tremore dell'esordio
ma tra la partenza e il traguardo
Nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è potere e sapere
rinunciare alla perfezione
Ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione
Così come l'ultimo bicchiere l'ultima visione
un tramonto solitario l'inchino e poi il sipario
tra l'attesa e il suo compimento
tra il primo tema e il testamento
Nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è sapere e potere
rinunciare alla perfezione
Ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve
Ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve
7 anni fa
Già!Quotato da WonderGoodGirl,niccolò...costruire 💗
Capolavoro 💗
7 anni fa
Questa canzone amo ascoltarla, amo suonarla, amo cantarla, amo dedicarla.Quotato da WonderGoodGirl,niccolò...costruire 💗
È una canzone che mi rappresenta particolarmente!
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