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SONO MAGGIORENNE ESCI

Un cazzo lungo o un lungo cazzo? Ovvero come sarebbe meglio

64 interventi
9 anni fa
Gay/Bsx
Lazio, Roma
Qui dal 22.10.2013 -
Quotato da ilromantico73,
Quotato da alicerobertohot,
Quotato da ilromantico73,
Quotato da jeepster,
Io ho scoperto che mi piace di più fare l'editor o il correttore di bozze, piuttosto che scrivere
è un lavoro niente affatto semplice oltre a richiedere ottima conoscenza dell'italiano, molta attenzione nella lettura e capacità di lettura piuttosto veloce.
Ma forse jeepster siriferiva ad altro....
eh, allora mi sfugge il riferimento.
Non mi riferivo a nient'altro... a cosa hanno pensato aliceroberto? 😳

9 anni fa
Coppia
Lazio,
Qui dal 07.01.2013 -
Quotato da jeepster,
Quotato da ilromantico73,
Quotato da alicerobertohot,
Quotato da ilromantico73,
Quotato da jeepster,
Io ho scoperto che mi piace di più fare l'editor o il correttore di bozze, piuttosto che scrivere
è un lavoro niente affatto semplice oltre a richiedere ottima conoscenza dell'italiano, molta attenzione nella lettura e capacità di lettura piuttosto veloce.
Ma forse jeepster siriferiva ad altro....
Beh, pensavamo a qualcosa di decisamente più sessuale che non le preferenze lavorative. Nulla di particolare, magari una tua battuta sulla fotografia appena pubblicata da noi...

eh, allora mi sfugge il riferimento.
Non mi riferivo a nient'altro... a cosa hanno pensato aliceroberto? 😳

9 anni fa
Singolo
Toscana,
Qui dal 16.06.2016 -
indubbiamente il lavoro di editor è tecnico e non creativo ma non meno importante. L'editor deve avere una mente attenta, una buona cultura e conoscenza e la capacità di leggere e correggere senza modificare lo stile dell'autore. Molto spesso avendo anche conoscenze di "mercato" è quello che sa fare la differenza tra un buon libro e uno di successo. Poi ovvio che uno non abbia necessariamente esigenze letterarie "produttive" ma è anche vero che in questi casi difficilmente ricorre a un editor, al massimo a un amico che rilegga le cose con occhio distaccato.

9 anni fa
Gay/Bsx
Lazio, Roma
Qui dal 22.10.2013 -
Quotato da Zindo,
Quotato da jeepster,
Io ho scoperto che mi piace di più fare l'editor o il correttore di bozze, piuttosto che scrivere
Credendo che Jeepster non voglia davvero dire altro ma solo quello che ha scritto, io penso che fare il semplice correttore di bozze può essere un compito bello per chi ha una perfetta padronanza della lingua italiana, ma a me sembrerebbe come un insegnante di lettere che corregge il tema di un alunno; lavoro rispettabile, non alla portata di tutti, certamente non alla mia, ma un lavoro tecnico, non creativo.

Se invece si intende altro e cioè riscrivere in maniera corretta una trama usata da altri, spesso si finisce con il modificare non solo la forma letteraria ma anche alcuni concetti, e questo non è lavoro da editor ma....elaborazione di una idea altrui. In tal caso sarebbe bello scrivere il racconto a quattro mani, cioè il fantasioso butta giù la storia, il dotto la corregge e propone modifiche ma non le apporta se non dopo averne discusso con l'autore.
Io so di avere limiti e una volta mi son fatto rivedere un racconto da uno che si era presentato come editor. Stravolse letteralmente il mio racconto, facendone uno scritto grammaticalmente ineccepibile, ma privo di ogni emotività, asettico, noioso. Da allora scrivo come riesco a fare, tanto non ho ambizioni letterarie ma almeno mi diverto e, mi pare, non annoio e non disturbo molto gli altri.
Non essendo perfetto io, accetto di buon grado l'imperfezione altrui.
Queste discussioni però mi piacciono, perché leggendo ciò che scrivete anche io imparo molto e riconosco che spesso mi avete indotto a correggermi e a migliorare. Grazie.
dopo aver proceduto all'editing del refuso nel tuo post 😎 caro Zindo voglio dirti che comprendo ampiamente le tue riserve, tutto sta a mettersi d'accordo prima. Ci sono scritti che abbisognano soltanto di una semplice correzione della sintassi, della grammatica e della punteggiatura, ma piuttosto che pensare a un professore che corregge un compito, io penserei a un archeologo che ripulisce e riporta all'originale splendore un reperto già bello di per sé. Certo, è un lavoro tecnico ma può dare ugualmente grandi soddisfazioni.
A volte però c'è bisogno d'intervenire più a fondo su un testo, perché magari ci sono ripetizioni o lungaggini o addirittura mancanze, dimenticanze e vere e proprie contraddizioni e allora c'è bisogno di togliere o aggiungere testo o riscriverne alcune parti; hai ragione tu naturalmente, quando ritieni che la cosa andrebbe fatta di concerto con l'autore, ma infatti è prassi comune che l'editor e l'autore facciano delle lunghe sessioni su skype... 😄 è anche fondamentale rispettare lo stile dell'autore e la sua sensibilità; ammetto di aver commesso anch'io l'errore del tuo editor la prima volta che mi sono avventurato in questo tipo di attività ma poi imparando dallo sbaglio commesso, sono sempre riuscito a entrare in piena sintonia, con buoni risultati.
Infine anch'io so di non essere perfetto (i miei racconti stanno lì a testimoniarlo) però più che accettare di buon grado le imperfezioni altrui, se ritengo ne valga la pena, mi piace provare ad eliminarle. Alcune volte mi è capitato di farlo anche con i racconti di alcuni utenti di questo sito, che hanno per lo più approvato il mio contributo... e anche queste sono soddisfazioni 🙂

9 anni fa
Gay/Bsx
Lazio, Roma
Qui dal 22.10.2013 -
Quotato da alicerobertohot,
Quotato da jeepster,
Quotato da ilromantico73,
Quotato da alicerobertohot,
Quotato da ilromantico73,
Quotato da jeepster,
Io ho scoperto che mi piace di più fare l'editor o il correttore di bozze, piuttosto che scrivere
è un lavoro niente affatto semplice oltre a richiedere ottima conoscenza dell'italiano, molta attenzione nella lettura e capacità di lettura piuttosto veloce.
Ma forse jeepster siriferiva ad altro....
eh, allora mi sfugge il riferimento.
Non mi riferivo a nient'altro... a cosa hanno pensato aliceroberto? 😳
Beh, pensavamo a qualcosa di decisamente più sessuale che non le preferenze lavorative. Nulla di particolare, magari una tua battuta sulla fotografia appena pubblicata da noi...
Ho capito... ma senza nulla togliere alla pregevolezza della foto da voi pubblicata, io mi riallacciavo semplicemente agli interventi immediatamente precedenti 🙂

9 anni fa
Singolo
Toscana,
Qui dal 16.06.2016 -
un'altra cosa che mi lascia un po' perplesso è l'utilizzo di aggettivi strani e ricercati per cose comuni. Cioè capisco che uno dica "un'erezione marmorea" è un'evidente iperbole per descrivere la durezza del membro, lo trovo esagerato nella maggioranza dei casi ma ci può stare, ma se mi dici "il sesso brumoso" sinceramente mi viene da chiedermi di che cavolo stai parlando. Brumoso vuol dire pieno di bruma cioè nebbia, un sesso non ha la nebbia, può essere scuro e umido ma nebbioso lo trovo comunque fuori luogo. Mi sembra che a volte alcuni autori cerchino parole difficili solo per far vedere che le conoscono, beh è un esercizio rischioso perchè si aumentano le possibilità che la gente comunque non capisca o che alla fine si dica comunque una fesseria. Io sono sempre dell'idea che un racconto debba essere "semplice" e sia chiaro che semplice non vuol dire banale o volgare ma che sappia far capire a tutti anche una cosa complessa e complicata. Ovviamente se invece l'intento dell'autore è fare un "esercizio di stile" va benissimo ma in questo caso deve farlo davvero, non raccontare una storiellina banale in termini banali mettendoci ogni tanto una parola "complicata".

9 anni fa
Coppia
Lazio,
Qui dal 07.01.2013 -
L' esempio del brumoso è ottimo. Quell'autore o si vuole dare arie o è un cretino o tutte e due.
Ma l'utilizzo della descrizione stereotipata è purtroppo forse ancora peggio.

9 anni fa
Singolo
Toscana,
Qui dal 16.06.2016 -
Non voglio certo esprimere giudizi sugli autori, mi limito a dire che secondo me sono metodologie fuori luogo e potenzialmente rischiose perchè mettono nella condizione di scrivere cavolate.
Cosa intendi per descrizione stereotipata?

9 anni fa
Coppia
Lazio,
Qui dal 07.01.2013 -
Intendo l'utilizzazione di un modulo di descrizione standard dei personaggi (soprattutto riferito al vestiario delle protagoniste) ; la camicetta "fa intravedere", sempre "un seno di quarta misura", oppure "mette in evidenza" qualcosa altro. Insopportabile, almeno per me. Ne emerge un tipo di scrittore che ha davvero in mente un modello di personaggio ricopiato dalla pubblicità o dalla telenovela standard;non a caso quasi sempre l'avventura narrata da costoro ha, a sua volta, una sceneggiatura tipica da filmato pornografico, dall'inizio improbabile fino alla scenografica sborrata finale (con le varianti del caso, sempre prevedibili stante il format di riferimento).
Una tristezza

9 anni fa
Singolo
Toscana,
Qui dal 16.06.2016 -
ok, capisco e concordo totalmente. Non hai idea di quanto mi annoino i racconti dove lei è bella, alta, minuta ma con il seno di una 4a misura, il culo modellato da anni di pallavolo e veste sempre e soltanto con tacchi 15, calze autoreggenti e perizomi anche quando va al cesso. Lui al contrario è alto, bello, le spalle larghe e il fisico scolpito per gli anni di nuoto o di calcio. Due coglioni che non finiscono più.
Nei miei racconti ho infatti inserito tutte donne diverse, c'è la magrina senza forme, la bellona, la cicciotta, la donna matura bella e formosa, quella un po' in là con gli anni con poppe e labbra rifatte. Insomma la varietà, la descrizione, la fantasia. Anche le scopate sono quasi sempre tutte diverse, sì certo ci sono cose comuni dettate anche dai gusti del protagonista ma di base cerco di metterci varietà, divertimento, cambiamenti anche perchè se mi annoia già a me che lo scrivo pensa quanto può annoiarsi il lettore.

9 anni fa
Singolo
Toscana,
Qui dal 16.06.2016 -
Un'altra cosa che ho notato e che personalmente non mi piace per niente.
I nomi usati solo con la prima lettera maiuscola, tipo:
"allora M si girò e disse a C "fammi come hai fatto a R"
C rispose "lo sapevo sei troia proprio come lei e come F""

Dai è illeggibile, se anche fosse una storia vera usa degli pseudonimi, cambia i nomi, o non usarli proprio ma le iniziali non si possono vedere. Come fai a farti rimanere simpatico o antipatico C, a considerare troia R. Io "provo" qualcosa per Carlo e Romina non per C e R.

Anche questa ovviamente è una mia idea.

9 anni fa
Gay/Bsx
Lazio, Roma
Qui dal 22.10.2013 -
Quotato da Tirso,
Ok vado a correggere ....ahahahah
Hai dimenticato l'ultima D alla fine..... 😄 😄 😄 😄 😄 😄 😄

9 anni fa
Singolo
Toscana,
Qui dal 16.06.2016 -
Quotato da Tirso,
Ok vado a correggere ....ahahahah
😄

ti giusto che non era diretto a te e ripeto che è solo una mia convinzione.
Però dai mentre lo rileggi anche sentire un nome non scorre tutto meglio di D C R?

8 anni fa
Singolo
Toscana,
Qui dal 16.06.2016 -
"il cazzo entrò come una lama calda nel burro"

per carità l'immagine è evocativa e non lascia spazio a fraintendimenti, ma dopo averla letta 600 milioni di volte in 600 milioni di racconti diversi non vi viene il dubbio che sia un tantino troppo utilizzata? insomma che stiate scrivendo un racconto di fantasia o un ricordo vero sono certo che con un minimo sforza sia possibile trovare un'analogia diversa alla lama calda nel burro. In caso non vi venga nulla provo a darvi qualche suggerimento:
- come un chiodo rovente nel ghiaccio
- come un punteruolo rosso in una palma (per gli amanti dell'agricoltura)
- come un trapano nel cartongesso (per gli esperti del fai da te)
- come un pistone nel cilindro (per gli ingegneri)
- come l'esercito tedesco nella linea Maginot (per gli appassionati di storia)
- come Maradona nella difesa inglese (e lo potete usare anche in caso di fisting)

e tante e tante altre.

8 anni fa
Singolo
Toscana,
Qui dal 16.06.2016 -
Quotato da SoffioDiMistral,
Quotato da ilromantico73,
"il cazzo entrò come una lama calda nel burro"

per carità l'immagine è evocativa e non lascia spazio a fraintendimenti, ma dopo averla letta 600 milioni di volte in 600 milioni di racconti diversi non vi viene il dubbio che sia [...]
.....
- come il dito nella nutella
- come una spina sotto l'unghia (qualche appassionato di BDSM potrebbe apprezzare)
- come la spada laser di Obi Wan Kenobi nell' acciaio (Star Wars ha sempre il suo perché)
- come un jack nel foro del mixer (roba da musicisti)
- come il pugnale di Bruto nella pancia di Giulio Cesare (a pensarci, un po' troppo splatter, questa la togliamo)

Scusa ma era troppo divertente, non ho resistito 😎 😎
esatto. certo il dito nella nutella sembra dedicato agli amanti dell'anal non troppo pulito ma ha senso.

ma si potrebbe continuare:
- come un treno in galleria (per gli ex-ferrovieri)
- come una mano nel guanto (per i freddolosi)
- come un piede nel calzino (per i freddolosi fetish)
- come una carotatrice nel terreno (per i geologi)
- come la Cagnotto nell'acqua (per gli amanti dei tuffi)

8 anni fa
Singolo
Toscana,
Qui dal 16.06.2016 -
mhh altro consiglio... premesso che a volte la descrizione fisica risulta un tantino banale e stereotipata direi che l'eccessiva descrttività è di per sé noiosa. Quando viene detto altezza, peso, misure, fisico, seno, petorrali, culo, capelli colore, taglio, lunghezza, occhi, labbra, naso che palle sembra di essere al supermercato e spuntare la lista. Certo lo capisco che in una scena soprattutto se erotica è gradevole poter immaginare i protagonisti, ma si può anche lasciare dei dettagli all'immaginazione, oppure suggerirli indirettamente tipo "per baciarlo dovetti salire su un gradino, eppure anche io ero deisamente alta per una donna della mia età" non si è detto nulla ma si è fatto capire, se si parla di una quarantenne esse 1,80m è alta quindi lui sarà del metro e novanta ai due metri. Insomma si fa capire ma non si stà lì a fare la lista delle caratteristiche. Altre possono essere detto nel tempo, tipo "a quel punto la presi per i suoi lughi capelli biondi per farne una coda che mi consentisse di muoverla a mio piacimento" o anche "la prendevo sempre da davanti, non potevo fare a meno di specchiarmi nei suoi incredibili occhi blu" insomma varei cose dette nel tempo. Ma la lista della spesa davvero no.
Ah e se proprio non resistete dal farla almeno fatela bene. Se dite "era alto 1.80 centimetri" vuol dire che state parlano di uno gnomo di un centimetro e 80 millimetri. L'unità di misura fa riferimento a primo numero a sinistra della virgola, quindi se uno è alto un metro e ottanta o lo scrivete a lettere o se volete usare i numeri dovete scrivere "era alto 1.80 metri" o "180 centimetri" ma resta brutto in entrambi i casi.

8 anni fa
Coppia
Lazio,
Qui dal 07.01.2013 -
E perché, il magico ?

8 anni fa
Singolo
Toscana,
Qui dal 16.06.2016 -
Quotato da alicerobertohot,
E perché, il magico ?
ehm non ho capito.

8 anni fa
Coppia
Lazio,
Qui dal 07.01.2013 -
Quotato da ilromantico73,
Quotato da alicerobertohot,
E perché, il magico ?
ehm non ho capito.
Nemmeno noi. Qui il T9 ha preso il sopravvento

8 anni fa
Singolo
Toscana,
Qui dal 16.06.2016 -
Quotato da alicerobertohot,
Quotato da ilromantico73,
Quotato da alicerobertohot,
E perché, il magico ?
ehm non ho capito.
Nemmeno noi. Qui il T9 ha preso il sopravvento
😄 😄 😄

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