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SONO MAGGIORENNE ESCI

UN ARGOMENTO PER POCHI-filosofia

24 interventi
9 anni fa
Coppia
estero, Germania
Qui dal 06.01.2015 -
Quotato da Giuly53,
Non vorrei arrivare al principio di indeterminazione di Heisenberg, ma ritengo che i nostri pensieri, mutevoli e a volte affastellati, siano costantemente condizionati da fattori interni ed esterni. Una osservazione estemporanea difficilmente svela d---.............................E' bello filosofeggiare, giusto anche ogni tanto fermarsi a riflettere. Non so se i nostri pensieri nascosti sono scheletri negli armadi, ma a volte celarli è solo un atto di amore. [...]
La prima cosa difficile, è proprio capire noi stessi, se e come controlliamo ed accettiamo i nostri pensieri; poi subentra il problema se esternarli sic et sempliciter oppure esternali dopo averli vagliati e modificati adeguandoli di volta in volta a noi stessi e agli altri. Un mondo in cui io fossi libero, per me stesso prima che per gli altri, di esternare i miei pensieri ed i miei desideri ed alla pari lo fosse mia moglie con se stessa e con me, ritengo che, il rapporto interpersonale, ammesso che ci si riuscisse, a capirsi, sarebbe il non plus ultra. La verità è che indossiamo sempre una maschera (che impedisce di farci "vedere" dagli altri, e getta all'interno, un 'ombra di "infelicità", perché impedisce alla luce di entrare) che impedisce di far vedere chi siamo. Se riuscissimo a liberarci della maschera, potremmo capire realmente cosa siamo e cosa vogliamo liberando una parte del nostro io che è sempre prigioniero, con le nostre "idee puttane". gelosamente e tristemente conservate e forse anche ripudiate ed accantonate nello "sgabuzzino" del cervello..
@cpbixo
Quelle che @coppiaestero definisce come idee puttane sono pulsioni, spesso dettate da meccanismi associativi di tipo pavloviano e che però vengono modulati e riformulati dall'attività del pensiero razionale. Soltanto dopo diventano davvero espressione di "noi". Sono davvero rari i contesti in cui l'attività pensiero/azione esonda direttamente dallo strato limbico senza filtri. Tecnicamente si chiama "sequestro emozionale" ed è il frutto di stimoli talmente intensi (es. Panico, rabbia cieca) che è decisamente meglio non provare. In sintesi bisogna "perdere il controllo" perché i pensieri puttani emergano e diventino azione. A questo punto io ti domando:
Credi che il sé fuori controllo rappresenti davvero la persona nella sua interezza? O anche solo la parte più vera?
La domanda è più che filosofica. Ci rappresenta di più la memoria rettiliana o quella della neocorteccia?
Vuoi più bene alla mamma o al papà?
Questa domanda non andrebbe mai fatta.

Sono d'accordo che si tratta di pulsioni, ma sono pulsioni governano ciò che siamo, e sono responsabili del farci "godere" o di farci "castrare" di darci felicità o tristezza. Se riuscissimo a liberarle sotto un blando e rilassante controllo, riusciremmo a liberarci della maschera di cui parlavo prima, credo che ciò ci darebbe una sorta di soddisfazione interna molto simile alla felicità, e sarebbe auspicabile almeno con le persone alle quali teniamo di più.


9 anni fa
Coppia
Lazio, Roma
CERTIFICATO

Qui dal 28.10.2016 -
Quotato da coppiaestero,
Quotato da Giuly53,
Non vorrei arrivare al principio di indeterminazione di Heisenberg, ma ritengo che i nostri pensieri, mutevoli e a volte affastellati, siano costantemente condizionati da fattori interni ed esterni. Una osservazione estemporanea difficilmente svela d---.............................E' bello filosofeggiare, giusto anche ogni tanto fermarsi a riflettere. Non so se i nostri pensieri nascosti sono scheletri negli armadi, ma a volte celarli è solo un atto di amore. [...]
La prima cosa difficile, è proprio capire noi stessi, se e come controlliamo ed accettiamo i nostri pensieri; poi subentra il problema se esternarli sic et sempliciter oppure esternali dopo averli vagliati e modificati adeguandoli di volta in volta a noi stessi e agli altri. Un mondo in cui io fossi libero, per me stesso prima che per gli altri, di esternare i miei pensieri ed i miei desideri ed alla pari lo fosse mia moglie con se stessa e con me, ritengo che, il rapporto interpersonale, ammesso che ci si riuscisse, a capirsi, sarebbe il non plus ultra. La verità è che indossiamo sempre una maschera che impedisce di far vedere chi siamo. Se riuscissimo a liberarci della maschera, potremmo capire realmente cosa siamo e cosa vogliamo liberando una parte del nostro io che è sempre prigioniero, con le nostre "idee puttane". gelosamente e tristemente conservate e forse anche ripudiate ed accantonate nello "sgabuzzino" del cervello..
Tesorino, vuoi fare la fine di Vitangelo Mostarda? "Uno, nessuno, centomila", ti dice niente?
Viviamo al momento più onestamente possibile, ma senza pretendere troppo, da retta a:
Pallina

9 anni fa
Coppia
estero, Germania
Qui dal 06.01.2015 -
Quotato da Cpbixo,
@coppiaestero,......le idee puttane ce le hanno tutti, anche la tua donna. Sei sicuro che saresti in grado di gestire tutto quel che esce dal vaso di Pandora?
No!!!!! Non ne sono affatto sicuro !!! Non sono affatto preparato a gestirle!!! Quello è il punto... Siamo tanto in gamba, ma tantissimo vulnerabili, Sicuramente a me è capitato di far l'amore con lei, ma con la mente ad altra donna... Non le avrebbe fatto piacere, in questo mondo in cui la maschera l'abbiamo sempre utilizzata per noi e per gli altri... Ma se io riuscissi a comprendere ed accettare bene le mie idee puttane, il passo per comprendere ed accettare le idee puttane di mia moglie, che mentre scopa con me pensa ad un altro uomo... , probabilmente riuscirei a gestirle e addirittura a goderne... però, qui stiamo "filosofando" , è difficilissimo, ma sarebbe bello riuscirci.

9 anni fa
Singolo
Puglia, Bari
Qui dal 14.08.2016 -
Quotato da Cpbixo,
@coppiaestero,......le idee puttane ce le hanno tutti, anche la tua donna. Sei sicuro che saresti in grado di gestire tutto quel che esce dal vaso di Pandora?
C'è chi non ha questa certezza e proprio per questo il vaso non lo ha voluto aprire. Ne conosco una molto ma molto bene... 🙂

9 anni fa
Coppia
Lazio, Roma
Qui dal 17.10.2011 -
Bella discussione... E complimenti a tutti i partecipanti!
Provo a dire la mia...
Penso che il problema sia principalmente quella della propria identità, o quello che riteniamo sia la nostra identità, e che i pensieri "puttani" siano quelle pulsioni emozionali che dal nostro sistema limbico si affaccino al livello corticale. A questo punto ci chiediamo se sia giusto o meno esprimere tali pensieri... Personalmente ritengo che la differenza tra noi e gli animali risieda proprio in questa capacità di schermare e modulare quei pensieri che @coppiaestero definisce "puttani". Non si tratta semplicemente di esprimere o non esprimere ciò che proviamo nel profondo, ma di "modulare" le nostre pulsioni, in modo da renderle comprensibili ed accettabili dalle persone con cui ci relazioniamo (i nostri partner, altre coppie ecc).
In quest'ottica condivido il pensiero di Nietzsche riportato da @guardami: "Dammi, ti prego, una maschera, e un'altra maschera ancora", in cui le maschere rappresentano quel sistema di modulazione che permette la nostra comprensione e accettazione agli altri.
Certo che queste maschere possono avere un certo grado di "trasparenza" permettendo a noi stessi di farci "percepire" da chi si relaziona con noi, decidendo noi stessi il grado di trasparenza e il tipo di maschera!
Ciò comporta una profonda conoscenza di noi stessi e l capacità di comprensione delle persone con cui ci relazioniamo.
E sono anche d'accordo con @cpbixo quando definisce "vaso di pandora" i nostri pensieri più intimi e profondi... ma non solo quelli del nostro partner ma anche i nostri! Se aprissimo il nostro vaso di pandora, lasciando liberamente sfogo a tutte le nostre emozioni profonde ci aspetterebbe solo la follia, mentre se lo lasciassimo costantemente chiuso saremmo completamente frustrati !
Quindi ritengo che il modo migliore non sia quello di non far emergere i nostri "pensieri Puttani", (che tutti noi abbiamo in quanto esseri pensanti dotati di emozioni e capaci di immaginazione), ma di indossare maschere tutti i giorni e riuscire a cambiare tale maschera, di volta in volta, magari rendendola più o meno trasparente, a seconda delle situazioni temporali in cui ci veniamo a trovare, "in quell'immaginazione che definiamo momento presente"

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