7 anni fa
Ok, capito. Piuttosto che inseguire un ideale che si reputa falso, meglio non seguirlo.Quotato da LukasQuarzberg,Ma io, nel citare la "MODA" (come fosse quella la banderuola degli ignavi), pensavo ad un ideale, falso ma un ideale, non ad una persona. 🙂Quotato da pinkoepallina,Sono più che d'accordo sulla seconda parte (avere carattere può significare anche solitudine) un po' meno sulla prima, per l'esempio dantesco.Quotato da LukasQuarzberg,Quello che tu menzioni, trova totale riscontro nella "MODA". E mi ricorda tanto gli ignavi del primo girone dantesco: corrono dietro ad una banderuola. Che ti devo dire? Questione di carattere. Avere carattere può significare anche solitudine. Se se ne ha poco, si scende a compromessi di avere a che fare anche con persone che non vanno tanto a genio.
E questo vale, ovviamente, anche per la trasgressione. Ognuno farà poi i conti con se stesso/a.
Quella banderuola rappresenta infatti un ideale, non una persona, cioè quello che l'ignavo non ha mai inseguito nella vita.
*La Follia conclude quindi il suo elogio dicendosi "dimentica di quello che ha appena detto" ed invitando gli ascoltatori stessi a scordare l'orazione, spronandoli piuttosto ad applaudire, vivere e bere* ".
Piccola aggiunta della sottoscritta, visto che siamo su questo sito: anche un po' di zum zum e di giochi, senza esagerare. 😋
Pallina
"zum zum", senza esagerare?
Fossi matto!!! 😋 🙂
Se davvero la trasgressione diventasse di moda, smetterei subito. Per dispetto, se non altro!
Ma dal momento che non accadrà mai: va bene, esageriamo! 😋
Pallina
7 anni fa
Io mi sono prenotato per essere punito all inferno per analogia e continuare a inseguire in eterno quella bella cosina che hai..... 💗 🐷 💗Quotato da pinkoepallina,Sono più che d'accordo sulla seconda parte (avere carattere può significare anche solitudine) un po' meno sulla prima, per l'esempio dantesco.Quotato da LukasQuarzberg,Quello che tu menzioni, trova totale riscontro nella "MODA". E mi ricorda tanto gli ignavi del primo girone dantesco: corrono dietro ad una banderuola.Quotato da Ade-69,Mi chiedevo: è più folle chi fa follie senza sapere ( o capire ) di essere folle, o i sani di mente che lo seguono nella sua follia?
O se volete: e più stupido lo stupido che fa stupidagini o chi lo segue nelle sue stupidagini?
Che ti devo dire? Questione di carattere. Avere carattere può significare anche solitudine. Se se ne ha poco, si scende a compromessi di avere a che fare anche con persone che non vanno tanto a genio.
E questo vale, ovviamente, anche per la trasgressione. Ognuno farà poi i conti con se stesso/a.
Quella banderuola rappresenta infatti un ideale, non una persona, cioè quello che l'ignavo non ha mai inseguito nella vita.
E' una punizione per "contrappasso" (e non per "analogia", l'altro modo di Dante per "punire"): come nella vita terrena l'ignavo non perseguì nessun ideale ora, all'Inferno, è costretto ad inseguirlo per l'eternità.
Riguardo la follia sono in sintonia con il mio amico Erasmo (da Rotterdam) nel suo "Elogio della follia" che lessi, rapita ed affascinata, alle superiori, e del quale riporto un sunto tratto di Wiki, per la mia ormai arcinota pigrizia (e per mancanza di tempo ad elaborarne uno mio). 😋
Chiedo ai lettori svogliati di leggere almeno le ultime due righe, quelle fra gli asterischi.
"La Follia si proclama figlia di Pluto, dio della ricchezza, e della Giovinezza, e dice inoltre di essere stata allevata dall'Ignoranza e dall'Ubriachezza. I suoi più fedeli compagni sono Philautia (Vanità), Kolakia (Adulazione), Lethe (Dimenticanza), Misoponia (Accidia), Hedonè (Piacere), Anoia (Demenza), Tryphe (Licenziosità), Komos (Intemperanza) ed Eegretos Hypnos (sonno mortale).
La Morìa descrive sé stessa come portatrice di allegria e spensieratezza e giustifica l'autoelogio con la sua natura schietta, che si rivela anche nel linguaggio diretto. Nel saggio si riportano numerosi esempi e citazioni a favore della grandezza della Pazzia e della sua utilità per la felicità dell'essere umano: essa si rivela infatti insita in esso fin dall'atto stesso della nascita, che non potrebbe avvenire senza la sua presenza, e ci accompagna durante tutta la vita, aiutandoci nelle relazioni interpersonali e nell'autocompiacimento fino alla vecchiaia, che "neppure ci sarebbe se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza". Tutti gli esseri umani (re, pontefice, vescovi, monaci, laici) anziché curare gli aspetti spirituali e interiori dell'individuo, con i loro comportamenti inseguono follemente ciò che è terreno e transeunte, destinato a finire: gloria, potere, ricchezza, lusso, successo.
Nell'ultima parte il testo si concentra sulla realizzazione di un esame critico degli abusi della dottrina cattolica e di alcune pratiche corrotte della Chiesa cattolica romana (alla quale peraltro Erasmo era stato sempre fedele). La posizione critica si estende però solo ai religiosi - senza tuttavia risparmiare nessuno, dagli ordini mendicanti ai pontefici - e mai a Dio, che è l'unico essere perfetto e che nella sua perfezione ha in sé anche un pizzico di follia.
*La Follia conclude quindi il suo elogio dicendosi "dimentica di quello che ha appena detto" ed invitando gli ascoltatori stessi a scordare l'orazione, spronandoli piuttosto ad applaudire, vivere e bere* ".
Piccola aggiunta della sottoscritta, visto che siamo su questo sito: anche un po' di zum zum e di giochi, senza esagerare. 😋
Pallina
Anche perché non so suonare il contrabbasso ...il mandolino casomai 💋
6 anni fa
Non ho mai sentito un folle o un presuntuoso riconoscersi in ciò che disprezza, solitamente vede in se la perfezione anche quando si comporta esattamente come le persone che disprezza, o che a suo dire vorrebbe correggere.
Il male o sbagliato sta sempre negli altri e mai in loro stessi, quindi non credono di doversi migliorare, ma pretendono che gli altri si trasformino in ciò che loro professano anche se loro stessi mai lo faranno.
Non ascoltano nessuno se non se stessi, non cercano di comprendere e apprendere da ciò che li circonda, ma ascoltano solo se stessi convinti di essere arrivati alla massima ed unica conoscenza “la loro”, amano solo la loro persona e parola, quest’ultima la distribuiscono in ogni luogo, ripetitiva ed unica, al solo fine di autoincensarsi.
Per loro non esiste bellezza nella diversità e quindi la combattono in nome di un pensiero unico “il loro”, e questo com’è detto su vale anche quando contraddicono se stessi parlando di sbagliato ma nei fatti commettendo gli stessi sbagli (che su di loro non vedono).
Il male o sbagliato sta sempre negli altri e mai in loro stessi, quindi non credono di doversi migliorare, ma pretendono che gli altri si trasformino in ciò che loro professano anche se loro stessi mai lo faranno.
Non ascoltano nessuno se non se stessi, non cercano di comprendere e apprendere da ciò che li circonda, ma ascoltano solo se stessi convinti di essere arrivati alla massima ed unica conoscenza “la loro”, amano solo la loro persona e parola, quest’ultima la distribuiscono in ogni luogo, ripetitiva ed unica, al solo fine di autoincensarsi.
Per loro non esiste bellezza nella diversità e quindi la combattono in nome di un pensiero unico “il loro”, e questo com’è detto su vale anche quando contraddicono se stessi parlando di sbagliato ma nei fatti commettendo gli stessi sbagli (che su di loro non vedono).
6 anni fa
Descrivere la follia è una follia 😄
6 anni fa
già, si può descrivere il folle,una sensazione di vuoto, si accellera ma non và, meglio inserire una marcia 😄Quotato da Henry_Dante,Descrivere la follia è una follia 😄
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