12 anni fa
Glauko credo che non hai capito la differenza tra A69 e la collana nuovi scrittori della Mondadori . Qui la gente da sfogo a racconti vissuti o di fantasia, può darsi che non lo facciano nell italiano più corretto, come del resto non lo faccio neanch io, perchè sono straniero, ma non siamo qui per fare da maestri dell ortografía, siamo qui per trasgredire, inoltre io credo che se la redazione pubblica racconti anche se con errori è perchè ha capito chi siamo e cosa ci piace, daltronde quando leggo un racconto giudico solo quello e mai mi permetterei di giudicare chi lo scrive con un italiano anche se con errori. La literatura non ha bisogno di xenofobia, diamo la possibilità di imparare a tutti poco a poco, magari leggendo i tuoi racconti impareremo presto a essere bravi come te....?
12 anni fa
Io scrivo per me, del perdóno degli altri sui miei errori.........propio non me ne può fregare meno.
12 anni fa
Mi associo al commento di pop45 che trovo azzeccato e pertinente.
Per chiarire meglio, tento un paragone tra sesso e cibo. Il racconto è come una pietanza: ognuno ha i propri gusti (tutti rispettabilissimi anche se non sempre dieteticamente corretti) e le proprie preferenze. È ovvio che la cosa più importante è quello che c’è nel piatto, ma riveste un’importanza non trascurabile come viene presentato, chi me lo porta, il locale o la casa in cui mi viene offerto. Sono piccole/grandi cose che riescono a farmelo apprezzare maggiormente, o a stuzzicare la mia curiosità, a che mi lasciano un bel ricordo. Certo, non riuscirei nemmeno ad assaggiare qualcosa d’immangiabile anche se presentato su un piatto d’argento da una cameriera avvenente in un locale chic (un esempio – che vale solo per me- non riuscirei ad gustare il formaggio con i vermi vivi anche se non stento a credere che sia buonissimo). Come molti, credo, preferiscono ormai sorseggiare un buon vino (frutto di passione e cultura) piuttosto che bere un vino in cartone, buono sì, ma bevuto, molte volte, in mancanza di meglio.
Così è per i racconti: preferisco non mangiare per fame o bere per sete (non mi basta cioè qualcosa di attinente al sesso, definiamolo pornografico) perché mi piace di più assaporare cibi deliziosi, presentati in maniera raffinata (non necessariamente qualcosa di elaborato o sofisticato, ma piatti preparati secondo la tradizione e la buona cucina, mescolando competenza e cultura, chiamiamolo erotico). Il che vuol dire non tagliare fuori nessuno, ma semplicemente esprimere delle preferenze. Condivido quanto afferma Corrado Augias: “La pornografia è natura, l’erotismo è cultura!”. Se me lo chiedete, non disdegno la prima, ma preferisco la seconda. Non disprezzo i racconti scritti male (magari ortograficamente non corretti ma che mi suscitano emozione - disprezzo la volgarità gratuita e la sciatteria) e li leggo perché principalmente m’ interessa l’umanità che sta dietro al racconto, ma ringrazio di cuore gli chef (chiedo scusa: gli scrittori) che con le loro storie raffinate ed eleganti riescono a farmi apprezzare il mondo dell’Eros. Li ringrazio, perché con il loro impegno e con la loro bravura, mettono a disposizione di tutti, in modo gratuito, una qualità che diversamente, in altri contesti (musica, arte, cinema, ecc.) si deve pagare per averla.
Per chiarire meglio, tento un paragone tra sesso e cibo. Il racconto è come una pietanza: ognuno ha i propri gusti (tutti rispettabilissimi anche se non sempre dieteticamente corretti) e le proprie preferenze. È ovvio che la cosa più importante è quello che c’è nel piatto, ma riveste un’importanza non trascurabile come viene presentato, chi me lo porta, il locale o la casa in cui mi viene offerto. Sono piccole/grandi cose che riescono a farmelo apprezzare maggiormente, o a stuzzicare la mia curiosità, a che mi lasciano un bel ricordo. Certo, non riuscirei nemmeno ad assaggiare qualcosa d’immangiabile anche se presentato su un piatto d’argento da una cameriera avvenente in un locale chic (un esempio – che vale solo per me- non riuscirei ad gustare il formaggio con i vermi vivi anche se non stento a credere che sia buonissimo). Come molti, credo, preferiscono ormai sorseggiare un buon vino (frutto di passione e cultura) piuttosto che bere un vino in cartone, buono sì, ma bevuto, molte volte, in mancanza di meglio.
Così è per i racconti: preferisco non mangiare per fame o bere per sete (non mi basta cioè qualcosa di attinente al sesso, definiamolo pornografico) perché mi piace di più assaporare cibi deliziosi, presentati in maniera raffinata (non necessariamente qualcosa di elaborato o sofisticato, ma piatti preparati secondo la tradizione e la buona cucina, mescolando competenza e cultura, chiamiamolo erotico). Il che vuol dire non tagliare fuori nessuno, ma semplicemente esprimere delle preferenze. Condivido quanto afferma Corrado Augias: “La pornografia è natura, l’erotismo è cultura!”. Se me lo chiedete, non disdegno la prima, ma preferisco la seconda. Non disprezzo i racconti scritti male (magari ortograficamente non corretti ma che mi suscitano emozione - disprezzo la volgarità gratuita e la sciatteria) e li leggo perché principalmente m’ interessa l’umanità che sta dietro al racconto, ma ringrazio di cuore gli chef (chiedo scusa: gli scrittori) che con le loro storie raffinate ed eleganti riescono a farmi apprezzare il mondo dell’Eros. Li ringrazio, perché con il loro impegno e con la loro bravura, mettono a disposizione di tutti, in modo gratuito, una qualità che diversamente, in altri contesti (musica, arte, cinema, ecc.) si deve pagare per averla.
12 anni fa
SIAMO D'ACCORDO CON VOIQuotato da nando69,Personalmente credo che un bel racconto per essere definito tale debba essere un minimo corretto nell'ortografia e nella sintassi (mi dispiace per gli stranieri! 😒)..infatti mi riferisco alla maggior parte degli autori che sono italiani di nascita ma la lingua italiana devono ancora impararla (!!! 😄)...il racconto e la lettura infatti risulterebbero più scorrevoli. Riguardo invece al genere penso sia più appagante il leggere "tra le righe" ed immaginare la situazione piuttosto che 20 righe buttate insieme infarcite di frasi molto volgari....RACCONTO EROTICO (PER ME) NON FA CERTO RIMA CON IGNORANZA E VOLGARITÀ . 💋
12 anni fa
@Pop45: hai detto tutto.
Nessuno può impedire a nessuno di scrivere racconti pieni di dettagli che esauriscono l'intero racconto; e se il lettore si eccita così, buon per lui. Ma scrivere un bel racconto.... è un'altra cosa
@freek e @ dattero: mi pare che siate d'accordo
@nando69: già vi amiamo
Nessuno può impedire a nessuno di scrivere racconti pieni di dettagli che esauriscono l'intero racconto; e se il lettore si eccita così, buon per lui. Ma scrivere un bel racconto.... è un'altra cosa
@freek e @ dattero: mi pare che siate d'accordo
@nando69: già vi amiamo
12 anni fa
sono d'accordo in pieno, non ho mai sopportato quei libri in cui ci si dilunga con descrizioni di paesaggi, edifici o abitazioni, arredi interni, piante e più genericamente la scena in cui si muovono i protagonisti e poi si accenna solo fugacemente ai momenti di sesso di questi stessi protagonisti. Così come al cinema non mi sono mai piaciute le dissolvenze sulle scene di sesso.Quotato da amarantaw,Generalmente mi piace trovare una narrazione descrittiva, che accompagni delicatamente nello svolgersi dell'azione e nell'evolversi del pensiero, costruendo un climax di tensione erotica, che non mi dispiace che approdi anche all'esplicita rappresentazione degli eventi.
Non amo gli eufemismi, i giri di parole o il perbenismo dell'edulcorazione verbale: mi piace che tutto venga chiamato con il proprio nome, per volgare che sia!
Questo non vuol dire che preferisco i racconti o i film porno che sono solo un incessante descrizione di atti sessuali, anzi, li trovo di una noia mortale... ma se una storia riesce a creare delle aspettative, trovo assai frustrante che queste aspettative vengono risolte con "un vedo e non vedo"...
12 anni fa
Sono d'accordo sul fatto che erotismo o pornografia variano a seconda degli stati d'animo e apprezzo anche io chi sceglie la narrazione descrittiva, che accompagni dolcemente il lettore all'apice... Quando poi si arriva al suddetto apice è lecito usare termini volgari se gli stessi sono funzionali al racconto, non credo che nella vita accada di sentirsi dire durante un cunnilingus: "oh si tesoro continua a suggere il nettare del mio fiorellino con le tue dolci labbra". Più facile sentire mugolii e incitamenti più o meno espliciti o volgari... Lo stesso vale descrivendo i dialoghi di un amplesso o di un pompino... Termini meno volgari si possono utilizzare nelle descizioni e molti scrittori sul sito lo fanno egregiamente, altri usano volgarità gratuite già alla prima riga invogliando immediatamente il lettore (almeno quelli come me) a cambiare racconto...Quotato da amarantaw,Il mio desiderio di leggere di erotismo o di pornografia varia a seconda del momento, così come accade nel sesso non scritto ma praticato cerco la varietà, scegliendo dolcezza, irruenza, gioco, mistero in base al partner, alla situazione e al mio sta [...]
Personalmente cerco di condurre il lettore a capire come si è arrivati a decidere certe scelte di vita, a parte nell'ultimo racconto sul cinema in cui (sbagliando) ho dato per scontato che chi leggesse avesse già letto i precedenti racconti sullo stesso tema...
12 anni fa
C'è porno buono e porno scadente:
C'è eros magnifico ed eros che fa cagare;
Ci sono racconti che ti eccitano con la descrizione di una caviglia e descrizioni anatomiche per cambiare subito canale.
Ma quando il racconto è buono .... ah saper capire il miracolo
C'è eros magnifico ed eros che fa cagare;
Ci sono racconti che ti eccitano con la descrizione di una caviglia e descrizioni anatomiche per cambiare subito canale.
Ma quando il racconto è buono .... ah saper capire il miracolo
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