10 anni fa
Prendo a prestito le parole del filosofo: "Oggi porsi delle domande sul mondo che ci circonda è una cosa fondamentale; dobbiamo svegliare ed alimentare la curiosità".
Questa comunicazione mi piace molto di più di quella della pubblicità citata, sebbene il messaggio visivo sia accattivante.
La possibilità di prendere le distanze dalla vita quotidiana -dalle attività pratiche, che ti coinvolgono in un "fare" continuo, nella rincorsa di un tempo tiranno, che corre via senza tregua, che lascia spesso il senso dell'inappagato, perché qualcosa manca sempre!- sembra essere associabile soltanto a soluzioni disfunzionali (droga, alcol ..) e poco a quel flusso di domande/pensieri che da sempre l'uomo si pone: chi sono io, dove vado, dove corre l'esistenza, il dualismo tra spirito e corpo.... Domande che sembrano non trovare spazio nelle nostre nuove periferiche, smartphone e tablet, che sono la soluzione immediata ad ogni nostro "non so!", ad ogni nostro quesito. La necessità di esaudire ogni nostra necessità nel tempo di un click, ha selezionato di fatto le domande a cui è lecito dedicare attenzione (e risoluzione in breve), allontanando l'interesse da quelle più "hard", che richiedono un investimento della struttura personale, che riguardano l'identità del singolo individuo, il suo "essere" persona, piuttosto che il suo "avere" risposte immediate.
Le domande esistenziali non sono facili da gestire, sono "lente", maturano dentro di noi, non sono disponibili sul web, o meglio non sono utili le risposte già pronte; si tratta di un percorso di ricerca che si compie, fatto di dubbi, di frustrazione a volte, perfino di rabbia, per giungere a quella verità/spiegazione che ci soddisfa, ci convince, fa sentire ognuno artefice della propria vita.
Qualcuno si dà spiegazioni di natura religiosa, altri filosofica, altri futurista, altri possibilista, altri ...non lo so!
Sta di fatto che questa ricerca che accompagna (dovrebbe (?), potrebbe (?) accompagnare) l'esistenza di ognuno sembra essere ... poco di moda. E allora ci perdiamo dietro le preoccupazioni (vere!), soggetti a crisi di ogni genere (soprattutto in periodi di crisi non solo economica ma di valori!), sconfortati da un presente meno buono del passato (sarà?), dubbiosi circa un futuro che a quanto sembra non dovrebbe concretizzarsi se non a condizioni disastrose (!).
Possibile che la nostra esistenza debba condensarsi solo nel provare il VUOTO (ciò che non c'è) e non essere riconosciuta anche nel PIENO (ciò che già c'è) di quello che siamo, di ciò che sappiamo fare, di ciò che proviamo, delle domande che ci poniamo?
Questa comunicazione mi piace molto di più di quella della pubblicità citata, sebbene il messaggio visivo sia accattivante.
La possibilità di prendere le distanze dalla vita quotidiana -dalle attività pratiche, che ti coinvolgono in un "fare" continuo, nella rincorsa di un tempo tiranno, che corre via senza tregua, che lascia spesso il senso dell'inappagato, perché qualcosa manca sempre!- sembra essere associabile soltanto a soluzioni disfunzionali (droga, alcol ..) e poco a quel flusso di domande/pensieri che da sempre l'uomo si pone: chi sono io, dove vado, dove corre l'esistenza, il dualismo tra spirito e corpo.... Domande che sembrano non trovare spazio nelle nostre nuove periferiche, smartphone e tablet, che sono la soluzione immediata ad ogni nostro "non so!", ad ogni nostro quesito. La necessità di esaudire ogni nostra necessità nel tempo di un click, ha selezionato di fatto le domande a cui è lecito dedicare attenzione (e risoluzione in breve), allontanando l'interesse da quelle più "hard", che richiedono un investimento della struttura personale, che riguardano l'identità del singolo individuo, il suo "essere" persona, piuttosto che il suo "avere" risposte immediate.
Le domande esistenziali non sono facili da gestire, sono "lente", maturano dentro di noi, non sono disponibili sul web, o meglio non sono utili le risposte già pronte; si tratta di un percorso di ricerca che si compie, fatto di dubbi, di frustrazione a volte, perfino di rabbia, per giungere a quella verità/spiegazione che ci soddisfa, ci convince, fa sentire ognuno artefice della propria vita.
Qualcuno si dà spiegazioni di natura religiosa, altri filosofica, altri futurista, altri possibilista, altri ...non lo so!
Sta di fatto che questa ricerca che accompagna (dovrebbe (?), potrebbe (?) accompagnare) l'esistenza di ognuno sembra essere ... poco di moda. E allora ci perdiamo dietro le preoccupazioni (vere!), soggetti a crisi di ogni genere (soprattutto in periodi di crisi non solo economica ma di valori!), sconfortati da un presente meno buono del passato (sarà?), dubbiosi circa un futuro che a quanto sembra non dovrebbe concretizzarsi se non a condizioni disastrose (!).
Possibile che la nostra esistenza debba condensarsi solo nel provare il VUOTO (ciò che non c'è) e non essere riconosciuta anche nel PIENO (ciò che già c'è) di quello che siamo, di ciò che sappiamo fare, di ciò che proviamo, delle domande che ci poniamo?
10 anni fa
Alla prossima festa in cui ci vedremo...ne parliamoQuotato da emmegei,@Tony un bell' inno all' ottimismo, sprecato in un thread simile, io ci lancerei un topic tutto suo
10 anni fa
@tony chapeau
10 anni fa
Mi cospargo il capo di cenere e...confesso che l'ho copiata 😳 😳 😳Quotato da Crossi,Caro ragazzo, noi nella nostra breve storia abbiamo giocato più con singoli che con coppie, siamo indaffarati a rispondere educatamente a singoli che ti chiedono "che facciamo tra un ora?"Quotato da gladio09,mah.!!!
chi le capira' mai ste coppie 😮
Pensa a quante volte ci siamo chiesti "chi li capisce sti single" 🙂 🙂 🙂
@Tony se é tutta roba tua, ci si straccia il cappello!
10 anni fa
LASCIATE PERDERE I CROSSI O DOVRETE PASSARE SUL MIO CADAVERE 😎Quotato da giovannibugia,Caro ragazzo, noi nella nostra breve storia abbiamo giocato più con singoli che con coppie, siamo indaffarati a rispondere educatamente a singoli che ti chiedono "che facciamo tra un ora?"Quotato da Crossi][quote=gladio09,mah.!!!
chi le capira' mai ste coppie 😮
Pensa a quante volte ci siamo chiesti "chi li capisce sti single" 🙂 🙂 🙂
@Tony se é tutta roba tua, ci si straccia il cappello
