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Tutti i messaggi dell'utente: ccrm

» Nell'argomento: Grammatica, questa sconosciuta
12 anni fa
Lazio, Roma
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Iscritto: 25.02.2008
Post: 4
Quotato da niki1980,
Quotato da ccrm,

Non ti dimenticare di quanto possa essere bella la nostra lingua così ricca di parole e di sinonimi. Oltre due milioni (e tante altre parole sono cadute in desuetudine nell'ambito dell'evoluzione linguistica, quella vera!)
Non ti dimenticare della povertà, invece, di tante altre lingue che hanno molti meno termini (l'inglese da cui vengono mutuati molti neologismi della lingua italiana ha solo 615.000 parole definite) e che spesso hanno bisogno di inventarne di nuove per supplire alle mancanze lessicali.


l'opera piu' completa riguardante la lingua italiana, annovera 270.000 vocaboli, si può arrivare a 450.000 coi termini tecnici, il corpus maximus lo si raggiunge con lemmi e accezioni, raggiungendo le 800.000 voci. l'inglese dal canto suo parte da 490.000 vocaboli ai quali si aggiungono oltre 500.000 termini tecnici e scientifici; unanimamente resta la lingua piu' ricca del mondo.

Senza voler far inutili guerre di numeri, riporto una informazione tratta dal sito della Treccani (risposta a domanda di utente):
"il patrimonio lessicale italiano dovrebbe essere compreso tra le 215.000 e le 270.000 unità lessicali (lessemi). Ma parole, ci avverte Lorenzetti, sono anche le varie forme che prendono i lessemi, una volta flessi (declinati o coniugati): per dire, il lessema andare porta con sé le forme del presente indicativo vado, vai, va ecc., e poi dell?imperfetto indicativo andavo, andavi, andava e via coniugando; la maggior parte dei sostantivi porta la marca del singolare e del plurale (casa/case; abito; abiti); molti aggettivi hanno quattro uscite (bello/bella//belli/belle)? Ogni forma è una parola. Alla resa dei conti, pur sottolineando che nel caso delle forme il calcolo si fa più empirico (un po? a spanna, insomma), Lorenzetti stimava nel 2004 in più di due milioni «il numero delle parole dicibili e scrivibili in italiano». Sempre Lorenzetti ci ricorda perdipiù che dei circa 260.000 lessemi costituenti il patrimonio lessicale dell?italiano, oltre 50.000 hanno più di un?accezione, oltre 27.000 hanno più di due accezioni, oltre 9.000 hanno più di cinque accezioni, 100 hanno più di 20 accezioni, una decina più di 30?
Per quanto riguarda l?inglese, ci limitiamo a segnalare che la seconda edizione riveduta e corretta dell?Oxford English Dictionary (20 volumi pubblicati nel 1989; tre volumi di addenda usciti tra il 1993 e il 1997) include più di 615.000 parole definite."
Ma numeri o non numeri, il fatto è che la bellezza della lingua italiana risiede proprio nella sua varietà e nella capacità evocativa di ciascuna delle parole che la compongono.
Quindi usiamo come Dio comanda la nostra lingua (chiaramente intesa come espressione fonetica ed aldilà da qualsiasi richiamo erotico-sessuale) anche quando colloquiamo o corrispondiamo con quelli che ci augiuriamo diventino i nostri prossimi partners sessuali.
O no?

» Nell'argomento: Grammatica, questa sconosciuta
12 anni fa
Lazio, Roma
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Iscritto: 25.02.2008
Post: 4
Quotato da carrello,
Ciao..dico che in parte e su alcune cose concordo ma su altre no..secondo me il mondo è sempre stato in movimento ed in evoluzione costante..ti ricordo che circa 50 anni fa quelli del nord usavano un linguaggio diverso da quelli del sud..poi i dialetti..e ti ricordo (sempre in tono amichevole sai) che noi non siamo una "razza" pura ma siamo un'insieme di popoli,siamo stati noi poi a definirci italiani ma questo non vuol dire fermarsi ma semmai essere in grado di mutare seguendo la nostra di identità..quindi se siamo noi italiani a modificare in parte il nostro linguaggio allora è giusto diverso sarebbe se altri ci obbligassero...forse ci sono due identità di italiani..quella passata che tende a rimanere ferma su cose già avvenute e quella futura dei giovani che sta cambiando saranno loro a fare i nuovi italiani e trovo che x andare avanti sia giusto così..quanto è cambiata la cultura degli italiani in questi 100 anni? rifletti su questo dai..

Se fossero effettivamente gli italiani a voler cambiare la loro lingua, sarei anche d'accordo.
Il problema è che queste modificazioni sono eterodeterminate, ossia dipendono da mode o da esigenze estranee alla volontà stessa del popolo che tale lingua utilizza.
Non ti dimenticare di quanto possa essere bella la nostra lingua così ricca di parole e di sinonimi. Oltre due milioni (e tante altre parole sono cadute in desuetudine nell'ambito dell'evoluzione linguistica, quella vera!)
Non ti dimenticare della povertà, invece, di tante altre lingue che hanno molti meno termini (l'inglese da cui vengono mutuati molti neologismi della lingua italiana ha solo 615.000 parole definite) e che spesso hanno bisogno di inventarne di nuove per supplire alle mancanze lessicali.
Il paragone che fai con il dialetto dimostra l'esatto contrario.
Il dialetto del sud e quello del nord continuano a convivere nella medesima lingua e ne costituiscono, anche attualmente, la ricchezza, ma lungi dal pensare di poter parlare SOLO in dialetto per corrispondere con gli altri. o no?
Che poi la lingua italiana ne risulti svilita per l'ABuso del dialetto, questo è un altro discorso.
De Andrè sciveva canzoni in genovese ed in sardo (chi - non sardo - ha mai capito le parole di zirichiltaggia?), ma anche in perfetto italiano: quello era un uso proprio del dialetto e la lingua ne tornava arricchita.
Non è poi, una questione generazionale - io sono passato anche nel lessico dei "paninari" ma non saremmo ridicoli ad usare i termini del loro gergo, ammesso che qualcuno li ricordi. E', piuttosto, una questione di esempio e di comunicazione.
Se chi ti parla - e spesso chi ti parla è il mezzo televisivo (che essendo monodirezionale non ammette repliche) - parla in maniera sgrammaticata tutti penseranno che quella sia la maniera di parlare e molti parleranno così!
Un po' come i bambini dei sordomuti che sovente riescono a parlare con difficoltà nei primi anni di vita se non adeguatamente stimolati.
Quale evoluzione culturale trovi nell'eliminazione delle vocali della parola non o nel sostituire il per in perchè?
E quale nel colloquiare e scrivere sbagliando le parole o non mettendo le acca al posto giusto?
E quale ancora nello sbagliare congiuntivi e tempi dei verbi?
Sinceramente ne trovo veramente poca.
E trovo del tutto ingiustificato continuare a sacrificare la cultura italiana e soprattutto la lingua, che della cultura è parte essenziale, in nome di una pretesa modernità ...
Nn mi sento + moderno se scrivo così.... o toppo i congiuntivi.

» Nell'argomento: Grammatica, questa sconosciuta
12 anni fa
Lazio, Roma
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Iscritto: 25.02.2008
Post: 4
Quotato da carrello,
Quotato da Mykel,
Quotato da carrello,
cmq ke o xkè fanno parte di un linguaggio giovane e noi vecchi siamo restii ad accettarlo..il mondo cambia cari miei...e siccome non saremo noi a cambiarlo ma le nuove generazioni dobbiamo solo stupirci x come cambia e cambierà.....

Il mondo può anche cambiare in meglio se noi vecchi (ma non mi ritengo ancora tale) insegnamo anche qualcosa di buono. Non sto facendo il moralista ma, per rientrare sul territorio, non perché si pratica il femminicidio devo accettare il cambiamento e a molti inserzionisti che offrono alle donne un mazzo di venti e non so quanti centimetri già nell'annuncio, mi piacerebbe far sapere che la mia generazione (ho 53 anni non 100) offriva ed offre "mazzi" meno fuori misura ma dopo aver inviato un mazzo di rose. Le donne non sono fatte solo per essere trombate, ma anche per essere vezzeggiate e non picchiate da uomini frustrati. Che c'entra questo con l'uso di x,w, k, y ? Che non tutto ciò che è nuovo è accettabile, né nelle maniere, né nel linguaggio.
Detto questo molti errori involontari sia di comportamento che di scrittura sono perdonabili.


Certo nn volevo dire questo..ma alcune cose la società non le accetta ( vedi la violenza a 360 gradi) ma altre si (vedi la grammatica) è vero ke nel mondo delle nuove generazioni hanno già accettato questo cambiamento grammaticale....forse tu nn sai ke nelle scuole usano già i tablet al posto dei libri..QUINDI ???!!! penso solo ke sia la società che modifica ed accetta le nuove usanze...se tutti ragionassimo in modo conservatore saremmo all'età della pietra....DAMMI SOLO UN BUON MOTIVO del "che" scritto ke non debba essere usato o inserito nella nuova grammatica! e dico nuova...


Provo a darti una ragione per cui forse è il caso di rispettare la propria lingua: la lingua, assieme al territorio, costituisce l'identità di una Nazione e del Popolo che la forma.
Persone con lingue diverse formano Popoli diversi che appartengono a Nazioni diverse.
Ferma, quindi, la doverosa vocazione multietnica e la "modernità" del nostro Paese, eviterei di "imbastardire" il nostro linguaggio con l'utilizzo di inutili "scorciatoie" (perchè tali sono) create da altre necessità (il limite del numero dei caratteri degli SMS).
Quindi, ben venga l'uso di scorciatoie quando invii gli sms, ma quando usi WUP o scrivi su un forum o, peggio ancora, quando devi sostenere un esame scritto, non hai limiti: puoi anche scrivere non e perchè invece di nn e xche, senza che venga meno il tuo essere "giovane" o che ti prenda una crisi di identità!
Noi Italiani, un po' in crisi di identità nazionale, non abbiamo neanche le leggi francesi che tutelano la lingua (i francesi sono oltremodo nazionalisti e non credo che sia un errore), quindi forse è meglio che ce la tuteliamo da soli, con un minimo sforzo.
Che ne dici?

» Nell'argomento: Grammatica, questa sconosciuta
12 anni fa
Lazio, Roma
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Iscritto: 25.02.2008
Post: 4
Quotato da mach3t3,
Indipendentemente dal grado scolastico raggiunto quella dell'obbligo l'abbiamo fatta tutti. Vi sono delle nozioni che sono elementari, una di queste è la distinzione tra il verbo avere nel suo presente indicativo e l'articolo. Trovo aberrante che li si confonda. Se una persona mi manda un messaggio privato con le "h" lanciate a caso nel testo mi "scende la catena". Sono io l'unico feticista dell'ortografia?

Assolutamente d'accordo (e non "daccordo") con il contenuto dei Vostri post.
Tutti quelli che richiamano all'utilizzo di espressioni in italiano corretto, non solo quello che ho espressamente quotato.
Nel mio profilo, originariamente, avevo indicato, tra le varie "qualità" e "caratteristiche", anche di essere un profondo cultore della lingua italiana e follemente innamorato dei congiuntivi che utilizzo con buona padronanza.
Riengo sia anche questione di buona educazione che la persona con cui mi accingo a fare del buon sesso, si rivolga a me utilizzando parole appropriate così come mi potrebbe eccitare il turpiloquio, quando e se richiesto.
Trovo l'essere sgrammaticato nello scrivere ed ancor più nel parlare qualcosa di assolutamente scoraggiante - a meno di non trovare nella pratica un aspetto feticistico che, sinceramente, mi sfugge.
Ricevere una mail o leggere un messaggio di qualcuno che scrive con buona proprietà penso sai impagabile .. non penso che chi sia qui voglia solo e meccanicamente raggiungere, passando dall'eccitazione, l'orgasmo, rivestirsi ed andare via .... senza dire una parola che non sia ohh, ahh, godo, vieni qua bella maiala, prenditi questo bel cazzone, ti piace eh, etc etc!
Il prima e il dopo sono quasi più importanti del mentre!


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