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Tutti i messaggi dell'utente: Lisa72
» Nell'argomento: Parere sulla struttura di un libro
3 settimane fa
😇 Esiste una monotona geometria nell'erotismo industriale: palcoscenici spogli, allestiti al solo scopo di consumare un rito prevedibile, dove l’azione si ripete identica a se stessa, priva di memoria e di sfumature. In questa fretta intrinseca di giungere all'atto, sacrificando la descrizione del mondo, si consumano paradossi acustici che sfidano le leggi della fisica e dell'anatomia. Ci si ritrova ad ascoltare sinfonie di estasi impossibili, articolate a bocca piena, che evocano immagini insospettabilmente domestiche: dinamiche che ricordano il doppiaggio svogliato di una voce che simula l'assoluto al telefono, mentre nella penombra della realtà una mano distratta gira il sugo della pasta sul fuoco.
È il trionfo della cecità narrativa, la stessa che alimenta il mito surrealista della buca delle lettere nelle periferie dell'immaginario. Il viandante avanza, scorge la classica fenditura nel legno di una porta sospesa nel nulla e vi introduce il proprio pegno di carne, certo di trovare dall'altro lato la perfetta, automatica accoglienza di un desiderio programmato.
Ma rimuovere il contesto, sacrificare l’ambiente sull'altare della pura e frenetica azione, è un gioco d'azzardo che espone il fianco al collasso logico. Nella realtà materiale delle cose, chi oserebbe mai affidare la propria integrità a una fessura cieca? Bastano le regole elementari della prudenza per ricordarci che la finzione omette i dettagli scomodi, ma la vita no. E dietro quel legno, nel silenzio del contesto tragicamente omesso, potrebbe non esserci lo specchio di una fantasia, ma il respiro pesante di un alano di quaranta chili. 😄
Provate a immaginare la compilazione del verbale di soccorso a bordo dell'ambulanza, a sirene spiegate verso il pronto soccorso.
Il Verbale del 118 (L'anamnesi più surreale della storia)
Medico: "Quindi, ricapitoliamo per il rinvio al reparto di urologia... trauma da schiacciamento e lacerazione da canide. Dinamica del sinistro?"
Paziente (in lacrime, sul lettino): "Ero per strada... c'era questa buca delle lettere americana..."
Infermiere (col blocco appunti in mano): "E il cane era dentro la cassetta della posta, mi sta dicendo?"
Paziente: "No! Il cane era dentro la casa! Io ho... ho infilato il gioiello nella fessura..."
Medico (guarda l'infermiere): "Ha infilato cosa nella buca delle lettere?"
Paziente: "Il gioiello! Il copione diceva che dall'altra parte c'era una modella pronta a fare il doppiaggio! E invece quel mostro di quaranta chili ha sentito lo scatto del metallo e ha pensato fosse il sacco della Monge! Ha azzannato convinto che fosse un premio!" 😄
È il trionfo della cecità narrativa, la stessa che alimenta il mito surrealista della buca delle lettere nelle periferie dell'immaginario. Il viandante avanza, scorge la classica fenditura nel legno di una porta sospesa nel nulla e vi introduce il proprio pegno di carne, certo di trovare dall'altro lato la perfetta, automatica accoglienza di un desiderio programmato.
Ma rimuovere il contesto, sacrificare l’ambiente sull'altare della pura e frenetica azione, è un gioco d'azzardo che espone il fianco al collasso logico. Nella realtà materiale delle cose, chi oserebbe mai affidare la propria integrità a una fessura cieca? Bastano le regole elementari della prudenza per ricordarci che la finzione omette i dettagli scomodi, ma la vita no. E dietro quel legno, nel silenzio del contesto tragicamente omesso, potrebbe non esserci lo specchio di una fantasia, ma il respiro pesante di un alano di quaranta chili. 😄
Provate a immaginare la compilazione del verbale di soccorso a bordo dell'ambulanza, a sirene spiegate verso il pronto soccorso.
Il Verbale del 118 (L'anamnesi più surreale della storia)
Medico: "Quindi, ricapitoliamo per il rinvio al reparto di urologia... trauma da schiacciamento e lacerazione da canide. Dinamica del sinistro?"
Paziente (in lacrime, sul lettino): "Ero per strada... c'era questa buca delle lettere americana..."
Infermiere (col blocco appunti in mano): "E il cane era dentro la cassetta della posta, mi sta dicendo?"
Paziente: "No! Il cane era dentro la casa! Io ho... ho infilato il gioiello nella fessura..."
Medico (guarda l'infermiere): "Ha infilato cosa nella buca delle lettere?"
Paziente: "Il gioiello! Il copione diceva che dall'altra parte c'era una modella pronta a fare il doppiaggio! E invece quel mostro di quaranta chili ha sentito lo scatto del metallo e ha pensato fosse il sacco della Monge! Ha azzannato convinto che fosse un premio!" 😄
Modificato dall'autore il 18-05-2026 19:51:28

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