3 anni fa
In verità ho pubblicato la notizia, solo perché la trovavo divertente, e credo che fin dai tempi più remoti si sono cercati dei codici per comunicare con discrezione tra i sessi.Quotato da Tony11,Ade Perdonami ma...in merito esistono infinite leggende metropolitane. Credo (e sono certo tu sia d'accordo con me) che in ambienti non preposti alla trasgressione...sia cosa buona e giusta...farsi gli affari propri e...non rischiare figuracce o...una (giusta) suonata sui denti 😄 Guarda il 3D riguardo le...palpate su autobus o luoghi pubblici per farti un'idea delle stramberie che stanno scrivendo (anche in questo caso da persona civile ed educata sono certo che tu sia concorde con me)Quotato da Ade-69,Ci capita spesso sul forum di A69 di leggere dei thread che chiedono come capire se esiste un linguaggio segreto per comunicare tra apparteniti a questo mondo (vedi le caviglieremo i ciondoli).
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Il linguaggio del ventaglio in epoca vittoriana.
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[...]
Comunque meglio una sventagliata innocua che probabilmente oggi nessuno capirebbe, che una toccata di culo 😎
2 anni fa
Non volendo andare OT nell’altro thread, pubblico qui perché l'affidamento dei figli è un discorso delicato e specifico, che nulla ha a che vedere con la parità dei sessi.
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Articolo tratto da uno studio legale.
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L’AFFIDAMENTO DEI FIGLI
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Capire l’affidamento dei figli
L’affidamento si riferisce all’autorità legale di prendere decisioni nella vita di un minorenne.
Le decisioni riguardano il mantenimento, la salute, l’educazione e l’istruzione del minore nel rispetto delle sue capacità ed inclinazioni naturali ed aspirazioni.
Generalmente, nelle famiglie con due genitori uniti entrambi condividono tale autorità decisionale sui loro figli minori che viene definita responsabilità genitoriale.
Si parla di affido, invece, per definire la ripartizione della responsabilità genitoriale sui figli minorenni in situazioni di non convivenza determinata dalla separazione o dal divorzio dei genitori.
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Differenza tra affidamento e tempo di permanenza con i figli
E’ molto importante capire la differenza tra questi due concetti.
Spesso quando i genitori si separano sorgono conflitti sulle decisioni che influenzano la vita dei loro figli. Ci possono essere pareri discordanti relativamente alla residenza ed alle modalità di permanenza del minore presso ciascun genitore.
Ad ogni modo, dobbiamo tenere ben presente che quando si parla di affidamento dei figli ci si riferisce a tutte quelle questioni che riguardano l’autorità decisionale dei genitori sulla vita del figlio, che non deve assolutamente essere confusa con il tempo che il minore trascorre con ciascun genitore.
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Cos’è l’affidamento condiviso
La Legge stabilisce la regola generale dell’affidamento condiviso, secondo la quale i figli minori devono esser affidati ad entrambi i genitori.
Costituisce una norma importantissima che sancisce il c.d diritto alla bigenitorialità, ovvero nonostante la crisi della coppia entrambi i genitori devono essere presenti nella vita dei figli minorenni ed i figli hanno il diritto di conservare un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di loro.
Quando i genitori separati sono d’accordo sulle questioni importanti che riguardano la vita del loro figlio, esercitano in modo corretto l’affidamento condiviso.
Ciò comporterà maggiore coinvolgimento di entrambi i genitori nella vita del figlio e relazioni più armoniose che favoriscono un migliore adattamento del minore alla dissoluzione del nucleo familiare originario.
Generalmente l’affido condiviso funziona quando ci sono bassi livelli di conflittualità tra i genitori o anche in presenza di un conflitto moderato, ma con genitori in grado di risolvere le eventuali controversie con maturità.
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Cos’è l’affidamento esclusivo
Si prevede l’affidamento esclusivo solamente in due casi e precisamente quando l’affido condiviso risulterebbe pregiudizievole per il minore e quando risulta manifestamente chiaro che uno dei genitore è incapace o non idoneo ad assumere il compito educativo e di cura del proprio figlio.
Attenzione però, l’affidamento esclusivo non può essere una scelta autonoma dei genitori, è sempre necessario l’intervento del giudice che si pronuncia dopo un’attenta e scrupolosa valutazione del comportamento di entrambi i genitori.
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Il collocamento dei figli
Altro concetto da capire è quello del collocamento.
Il collocamento indica l’abitazione di uno dei genitori presso la quale i figli rimangono a vivere in via prevalente dopo la separazione.
Anche qui bisogna fare attenzione: l’affidamento condiviso non impone e non prevede una matematica suddivisione dei tempi di permanenza del figlio minore con ciascun genitore.
La forma più diffusa e più praticata è il c.d. collocamento prevalente del figlio minore presso l’abitazione del genitore ritenuto più idoneo; tuttavia è possibile, anche se più raro, il collocamento a residenza alternata che avviene quando il minore alterna periodi di convivenza presso ciascun genitore.
Decisamente poco praticato, invece, è il c.d. collocamento invariato, che si verifica quando i minori risiedono stabilmente nella casa familiare e i genitori si alternano.
Non dimenticare, inoltre, che se tuo figlio ha compiuto 12 anni ha diritto di essere ascoltato e può decidere con quale dei due genitori si senta più a proprio agio.
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Ovviamente l’articolo riportato è un riassunto di massima che non prende in considerazione approfondimenti o casi particolari.
Ma credo posso essere utile per farsi un’idea di massima su cosa parliamo.
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Articolo tratto da uno studio legale.
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L’AFFIDAMENTO DEI FIGLI
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Capire l’affidamento dei figli
L’affidamento si riferisce all’autorità legale di prendere decisioni nella vita di un minorenne.
Le decisioni riguardano il mantenimento, la salute, l’educazione e l’istruzione del minore nel rispetto delle sue capacità ed inclinazioni naturali ed aspirazioni.
Generalmente, nelle famiglie con due genitori uniti entrambi condividono tale autorità decisionale sui loro figli minori che viene definita responsabilità genitoriale.
Si parla di affido, invece, per definire la ripartizione della responsabilità genitoriale sui figli minorenni in situazioni di non convivenza determinata dalla separazione o dal divorzio dei genitori.
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Differenza tra affidamento e tempo di permanenza con i figli
E’ molto importante capire la differenza tra questi due concetti.
Spesso quando i genitori si separano sorgono conflitti sulle decisioni che influenzano la vita dei loro figli. Ci possono essere pareri discordanti relativamente alla residenza ed alle modalità di permanenza del minore presso ciascun genitore.
Ad ogni modo, dobbiamo tenere ben presente che quando si parla di affidamento dei figli ci si riferisce a tutte quelle questioni che riguardano l’autorità decisionale dei genitori sulla vita del figlio, che non deve assolutamente essere confusa con il tempo che il minore trascorre con ciascun genitore.
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Cos’è l’affidamento condiviso
La Legge stabilisce la regola generale dell’affidamento condiviso, secondo la quale i figli minori devono esser affidati ad entrambi i genitori.
Costituisce una norma importantissima che sancisce il c.d diritto alla bigenitorialità, ovvero nonostante la crisi della coppia entrambi i genitori devono essere presenti nella vita dei figli minorenni ed i figli hanno il diritto di conservare un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di loro.
Quando i genitori separati sono d’accordo sulle questioni importanti che riguardano la vita del loro figlio, esercitano in modo corretto l’affidamento condiviso.
Ciò comporterà maggiore coinvolgimento di entrambi i genitori nella vita del figlio e relazioni più armoniose che favoriscono un migliore adattamento del minore alla dissoluzione del nucleo familiare originario.
Generalmente l’affido condiviso funziona quando ci sono bassi livelli di conflittualità tra i genitori o anche in presenza di un conflitto moderato, ma con genitori in grado di risolvere le eventuali controversie con maturità.
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Cos’è l’affidamento esclusivo
Si prevede l’affidamento esclusivo solamente in due casi e precisamente quando l’affido condiviso risulterebbe pregiudizievole per il minore e quando risulta manifestamente chiaro che uno dei genitore è incapace o non idoneo ad assumere il compito educativo e di cura del proprio figlio.
Attenzione però, l’affidamento esclusivo non può essere una scelta autonoma dei genitori, è sempre necessario l’intervento del giudice che si pronuncia dopo un’attenta e scrupolosa valutazione del comportamento di entrambi i genitori.
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Il collocamento dei figli
Altro concetto da capire è quello del collocamento.
Il collocamento indica l’abitazione di uno dei genitori presso la quale i figli rimangono a vivere in via prevalente dopo la separazione.
Anche qui bisogna fare attenzione: l’affidamento condiviso non impone e non prevede una matematica suddivisione dei tempi di permanenza del figlio minore con ciascun genitore.
La forma più diffusa e più praticata è il c.d. collocamento prevalente del figlio minore presso l’abitazione del genitore ritenuto più idoneo; tuttavia è possibile, anche se più raro, il collocamento a residenza alternata che avviene quando il minore alterna periodi di convivenza presso ciascun genitore.
Decisamente poco praticato, invece, è il c.d. collocamento invariato, che si verifica quando i minori risiedono stabilmente nella casa familiare e i genitori si alternano.
Non dimenticare, inoltre, che se tuo figlio ha compiuto 12 anni ha diritto di essere ascoltato e può decidere con quale dei due genitori si senta più a proprio agio.
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Ovviamente l’articolo riportato è un riassunto di massima che non prende in considerazione approfondimenti o casi particolari.
Ma credo posso essere utile per farsi un’idea di massima su cosa parliamo.
1 anno fa
Generazione di fenomeni degli Stadio: aspettative, ma anche fragilità. Il significato.
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Generazione di fenomeni, brano degli Stadio del 1991, fu sigla di chiusura di una serie cult degli anni '90, I ragazzi del muretto.
Divenne così iconica da ispirare il telecronista Rai Jacopo Volpi, che uso il termine "Generazione di fenomeni" per descrivere la fortissima nazionale maschile di pallavolo.
Il titolo della canzone esprime le aspettative che, agli albori degli anni '90, venivano risposte nelle giovani generazioni.
In un'epoca in cui si diffuse un apparente benessere, ma che in realtà fu quella della completa affermazione del consumismo, i genitori crescevano figli, auspicando per loro un futuro pieno di soddisfazioni, cercando di coltivarne la vena artistica o sportiva. Non era più una società contadina, quella italiana: aumentavano le iscrizioni a Licei e Università. Il posto fisso l'obiettivo, il concorso pubblico la partita da vincere.
I genitori proiettavano sui figli anche le loro aspirazioni, i desideri riposti nel cassetto: loro erano stati giovani in tempi molto diversi, dove contava la sopravvivenza. La vecchia Italia, appunto, una società contadina.
Ma la storia ha dimostrato che la speranza e la fiducia di quegli anni fossero una mera illusione.
Tra i genitori non mancavano comunque le preoccupazioni e anche un po' di malinconia. I figli crescono: e nei primi versi della canzone un padre, pensando alla figlia 15enne (ma oramai donna: sembra una 30enne), si preoccupa delle sue frequentazioni. E rivolgendo il pensiero al proprio figlio, ne rimpiange le carezze di quando era bambino, i giochi fatti con lui. Il figlio dice infatti di voler essere trattato come uomo, non come bambino.
Ma questi giovani fenomeni sono comunque giovani: inesperti, fragili. Una fragilità che emerge quando si trovano ad affrontare quel grande "mistero" che è l'amore. In apparenza i giovani scherniscono i loro coetanei che si innamorano: "E se mi accadesse, io sarei diverso, non cederei a tutte quelle smancerie". Ma innamorarsi fa un po' paura, così hanno timore a manifestare i propri sentimenti (Il non mostrare mai il cuore).
Cresceranno, e quell'amore sarà consolazione per i traguardi falliti.
.
Generazione di fenomeni, il testo
.
Io sono qui che annaffio i fiori mentre tu sei fuori, con chi sa chi
Dimmi davvero cosa pensi, non mi devi dire sempre e solo si
Le ragazzine di 15 anni ne dimostrano quasi 30, ma stanno bene così, così
.
Trattami come un uomo che non sono un bambino, non mi diverto più
Poi cosa chiedi perdono quando sbaglio io, che cosa c'entri tu
Vorrei soltanto un po' di tenerezza, magari, solo una carezza e ti costa lo so, lo so
.
Generazione di fenomeni, siamo noi
Generazione di fenomeni, ma come mai?
.
C'è chi ha paura di andare in seggiovia e si vergogna un po'
E chi è stato addirittura in polizia, però
Non siamo mica tutti uguali noi, c'è chi è più bravo sai
A sciare e a far l'amore e a togliersi dai guai
.
Generazione di fenomeni, siete voi
Generazione di fenomeni, tutti eroi
Generazione di fenomeni, ma come noi
Generazione di
.
Magari è pure un cuore, ma devi stare attento a non mostrarlo mai
E poi per un favore devi dire "ehi, in cambio tu cosa mi dai?"
E poi nel caso che t'innamorassi, dici: "vorrei tu mi credessi, io non sono così, così"
.
Generazione di fenomeni, tutti eroi
Generazione di fenomeni, ma come mai?
.
Io gioco a fare il duro ma ti giuro sono buono sai
A volte piango ancora, non ci crederai
.
Madonna guarda che fenomeni, siamo noi
Ma siamo proprio dei fenomeni, tutti eroi
.
Generazione di fenomeni, come noi
Generazione di fenomeni, siete voi
Generazione di
(Generazione di)
(Generazione di)
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Generazione di fenomeni
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Generazione di fenomeni
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Generazione di
Generazione di fenomeni
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Generazione di fenomeni, brano degli Stadio del 1991, fu sigla di chiusura di una serie cult degli anni '90, I ragazzi del muretto.
Divenne così iconica da ispirare il telecronista Rai Jacopo Volpi, che uso il termine "Generazione di fenomeni" per descrivere la fortissima nazionale maschile di pallavolo.
Il titolo della canzone esprime le aspettative che, agli albori degli anni '90, venivano risposte nelle giovani generazioni.
In un'epoca in cui si diffuse un apparente benessere, ma che in realtà fu quella della completa affermazione del consumismo, i genitori crescevano figli, auspicando per loro un futuro pieno di soddisfazioni, cercando di coltivarne la vena artistica o sportiva. Non era più una società contadina, quella italiana: aumentavano le iscrizioni a Licei e Università. Il posto fisso l'obiettivo, il concorso pubblico la partita da vincere.
I genitori proiettavano sui figli anche le loro aspirazioni, i desideri riposti nel cassetto: loro erano stati giovani in tempi molto diversi, dove contava la sopravvivenza. La vecchia Italia, appunto, una società contadina.
Ma la storia ha dimostrato che la speranza e la fiducia di quegli anni fossero una mera illusione.
Tra i genitori non mancavano comunque le preoccupazioni e anche un po' di malinconia. I figli crescono: e nei primi versi della canzone un padre, pensando alla figlia 15enne (ma oramai donna: sembra una 30enne), si preoccupa delle sue frequentazioni. E rivolgendo il pensiero al proprio figlio, ne rimpiange le carezze di quando era bambino, i giochi fatti con lui. Il figlio dice infatti di voler essere trattato come uomo, non come bambino.
Ma questi giovani fenomeni sono comunque giovani: inesperti, fragili. Una fragilità che emerge quando si trovano ad affrontare quel grande "mistero" che è l'amore. In apparenza i giovani scherniscono i loro coetanei che si innamorano: "E se mi accadesse, io sarei diverso, non cederei a tutte quelle smancerie". Ma innamorarsi fa un po' paura, così hanno timore a manifestare i propri sentimenti (Il non mostrare mai il cuore).
Cresceranno, e quell'amore sarà consolazione per i traguardi falliti.
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Generazione di fenomeni, il testo
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Io sono qui che annaffio i fiori mentre tu sei fuori, con chi sa chi
Dimmi davvero cosa pensi, non mi devi dire sempre e solo si
Le ragazzine di 15 anni ne dimostrano quasi 30, ma stanno bene così, così
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Trattami come un uomo che non sono un bambino, non mi diverto più
Poi cosa chiedi perdono quando sbaglio io, che cosa c'entri tu
Vorrei soltanto un po' di tenerezza, magari, solo una carezza e ti costa lo so, lo so
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Generazione di fenomeni, siamo noi
Generazione di fenomeni, ma come mai?
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C'è chi ha paura di andare in seggiovia e si vergogna un po'
E chi è stato addirittura in polizia, però
Non siamo mica tutti uguali noi, c'è chi è più bravo sai
A sciare e a far l'amore e a togliersi dai guai
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Generazione di fenomeni, siete voi
Generazione di fenomeni, tutti eroi
Generazione di fenomeni, ma come noi
Generazione di
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Magari è pure un cuore, ma devi stare attento a non mostrarlo mai
E poi per un favore devi dire "ehi, in cambio tu cosa mi dai?"
E poi nel caso che t'innamorassi, dici: "vorrei tu mi credessi, io non sono così, così"
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Generazione di fenomeni, tutti eroi
Generazione di fenomeni, ma come mai?
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Io gioco a fare il duro ma ti giuro sono buono sai
A volte piango ancora, non ci crederai
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Madonna guarda che fenomeni, siamo noi
Ma siamo proprio dei fenomeni, tutti eroi
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Generazione di fenomeni, come noi
Generazione di fenomeni, siete voi
Generazione di
(Generazione di)
(Generazione di)
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Generazione di fenomeni
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Generazione di fenomeni
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Generazione di
Generazione di fenomeni
1 anno fa
Articolo tratto da “FOCUS”
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Quando l’ignoranza critica, l’intelligenza osserva e ride
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A volte tacere di fronte a critiche, invidie o provocazioni non è per mancanza di argomenti o coraggio. Quello che succede è che quando l’ignoranza parla, l’intelligenza tace, ride e si allontana.
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Sappiamo tutti che mantenere la calma di fronte a critiche o rimproveri non è esattamente facile . Secondo uno studio pubblicato sulla rivista ” USA Today “, il 70% delle persone si sente ferito da una critica, il 20% la affronta e la rifiuta con rabbia e solo il 10% ci riflette e la lascia andare .
.
Uno dei motivi per cui la critica è così difficile da accettare è perché le persone hanno bisogno di sentirsi accettate e affermate. Un rimprovero è la perdita di quel sottile equilibrio personale.
.
Ora, quando una critica ha come substrato l’ignoranza più profonda, non c’è rischio per il nostro concetto di sé. Dovremmo tutti presumere che ci siano discussioni che non ne valgono la pena. Quando ci sono orecchie che non ascoltano e menti piccole dove le spiegazioni non si adattano, è meglio tacere, ridere e lasciarsi andare.
.
L’ignoranza è il seme dell’intolleranza
.
Iniziamo innanzitutto specificando cosa intendiamo per ignoranza. Non stiamo parlando di una mancanza di cultura o conoscenza. L’ignoranza più perniciosa è quella che manca di vicinanza , empatia e sensibilità per mettersi nei panni dell’altro.
.
Il più alto livello di ignoranza viene praticato quando rifiutiamo qualcosa di cui non sappiamo nulla. Quando pur sapendo che ci mancano dati o informazioni, preferiamo dedicare sforzi per rimanere nella nostra posizione piuttosto che ottenerli.
.
La cosa più complessa è che a volte l’ignoranza è praticata nelle nostre sfere più vicine . In quei padri, in quelle madri e in altri parenti stretti, che giudicano il resto senza sapere, senza nemmeno preoccuparsi di sapere quali interessi o bisogni hanno gli altri. In questi casi questa intolleranza fa male, le critiche feriscono e l’offesa sanguina.
.
Tuttavia, col tempo le ferite si rimarginano, si matura e finalmente si capiscono tante cose . Comprendi che le persone non cambiano e che chi non ha voluto fare il passo dall’ignoranza alla conoscenza è perché non lo vuole.
.
Di fronte a questi comportamenti non c’è altra scelta che dare per persa la battaglia e mantenere quella dignità che incoraggia la nostra anima ad essere calma. Quello che capisce che alla fine è meglio tacere, sorridere intelligentemente e mettere le distanze .
.
Quando l’intelligenza è costretta a reagire
.
Non è sempre possibile o corretto scegliere il silenzio di fronte al disprezzo e all’offesa. Talvolta l’intelligenza è costretta a reagire per difendere la propria integrità. Lo fa perché a volte è necessario alzare la voce in modo assertivo, sicuro e coraggioso per chiarire dove sono i nostri limiti.
.
Vediamo ora in quali situazioni è conveniente reagire
.
Quando la voce dell’ignoranza varca il confine del rispetto e usa il disprezzo per definirsi e acquisire potere, devi agire. Non dobbiamo mai permettere a un manipolatore di subentrare .
.
Per fare questo, devi tagliare i loro commenti , il loro disprezzo e le loro ironie taglienti alla minima indicazione il prima possibile . Deve essere molto chiaro che non dovrebbero mai rivolgersi a noi in termini così dannosi.
.
Gli umiliatori
.
Un altro tipo di profilo che abbonda in eccesso sono gli umiliatori professionisti. Cercano di umiliarci sia in pubblico che in privato perché è così che acquisiscono potere . A volte, dietro questo comportamento, può esistere anche l’ invidia come radice .
.
L’umiliatore non viene sconfitto umiliandolo, né urlando contro di lui, tanto meno con la violenza. Ciò che lo vince è l’indifferenza quando scopre di non avere alcun potere su di noi. Gli chiaramente cosa pensiamo del tuo comportamento una volta. Lo faremo essendo molto assertivi.
.
In seguito, se continua con il suo atteggiamento, gli mostreremo che ciò che fa o ciò che dice non ci riguarda, che non ha alcuna influenza su di noi.
.
Per concludere, sappiamo tutti che l’ignoranza più dannosa è un seme che fertilizzerà sempre i nostri percorsi vitali. Ora è solo erba. Pensa attentamente a quali battaglie meritano di essere combattute e quali no, perché l’importante è non perdere mai la nostra pace interiore , la nostra calma.
.
Sii intelligente, sii prudente e comprendi che le menti piccole non capiranno mai i grandi sogni e che ci sono orecchie sorde dove le parole intelligenti non possono attecchire.
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Quando l’ignoranza critica, l’intelligenza osserva e ride
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A volte tacere di fronte a critiche, invidie o provocazioni non è per mancanza di argomenti o coraggio. Quello che succede è che quando l’ignoranza parla, l’intelligenza tace, ride e si allontana.
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Sappiamo tutti che mantenere la calma di fronte a critiche o rimproveri non è esattamente facile . Secondo uno studio pubblicato sulla rivista ” USA Today “, il 70% delle persone si sente ferito da una critica, il 20% la affronta e la rifiuta con rabbia e solo il 10% ci riflette e la lascia andare .
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Uno dei motivi per cui la critica è così difficile da accettare è perché le persone hanno bisogno di sentirsi accettate e affermate. Un rimprovero è la perdita di quel sottile equilibrio personale.
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Ora, quando una critica ha come substrato l’ignoranza più profonda, non c’è rischio per il nostro concetto di sé. Dovremmo tutti presumere che ci siano discussioni che non ne valgono la pena. Quando ci sono orecchie che non ascoltano e menti piccole dove le spiegazioni non si adattano, è meglio tacere, ridere e lasciarsi andare.
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L’ignoranza è il seme dell’intolleranza
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Iniziamo innanzitutto specificando cosa intendiamo per ignoranza. Non stiamo parlando di una mancanza di cultura o conoscenza. L’ignoranza più perniciosa è quella che manca di vicinanza , empatia e sensibilità per mettersi nei panni dell’altro.
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Il più alto livello di ignoranza viene praticato quando rifiutiamo qualcosa di cui non sappiamo nulla. Quando pur sapendo che ci mancano dati o informazioni, preferiamo dedicare sforzi per rimanere nella nostra posizione piuttosto che ottenerli.
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La cosa più complessa è che a volte l’ignoranza è praticata nelle nostre sfere più vicine . In quei padri, in quelle madri e in altri parenti stretti, che giudicano il resto senza sapere, senza nemmeno preoccuparsi di sapere quali interessi o bisogni hanno gli altri. In questi casi questa intolleranza fa male, le critiche feriscono e l’offesa sanguina.
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Tuttavia, col tempo le ferite si rimarginano, si matura e finalmente si capiscono tante cose . Comprendi che le persone non cambiano e che chi non ha voluto fare il passo dall’ignoranza alla conoscenza è perché non lo vuole.
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Di fronte a questi comportamenti non c’è altra scelta che dare per persa la battaglia e mantenere quella dignità che incoraggia la nostra anima ad essere calma. Quello che capisce che alla fine è meglio tacere, sorridere intelligentemente e mettere le distanze .
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Quando l’intelligenza è costretta a reagire
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Non è sempre possibile o corretto scegliere il silenzio di fronte al disprezzo e all’offesa. Talvolta l’intelligenza è costretta a reagire per difendere la propria integrità. Lo fa perché a volte è necessario alzare la voce in modo assertivo, sicuro e coraggioso per chiarire dove sono i nostri limiti.
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Vediamo ora in quali situazioni è conveniente reagire
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Quando la voce dell’ignoranza varca il confine del rispetto e usa il disprezzo per definirsi e acquisire potere, devi agire. Non dobbiamo mai permettere a un manipolatore di subentrare .
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Per fare questo, devi tagliare i loro commenti , il loro disprezzo e le loro ironie taglienti alla minima indicazione il prima possibile . Deve essere molto chiaro che non dovrebbero mai rivolgersi a noi in termini così dannosi.
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Gli umiliatori
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Un altro tipo di profilo che abbonda in eccesso sono gli umiliatori professionisti. Cercano di umiliarci sia in pubblico che in privato perché è così che acquisiscono potere . A volte, dietro questo comportamento, può esistere anche l’ invidia come radice .
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L’umiliatore non viene sconfitto umiliandolo, né urlando contro di lui, tanto meno con la violenza. Ciò che lo vince è l’indifferenza quando scopre di non avere alcun potere su di noi. Gli chiaramente cosa pensiamo del tuo comportamento una volta. Lo faremo essendo molto assertivi.
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In seguito, se continua con il suo atteggiamento, gli mostreremo che ciò che fa o ciò che dice non ci riguarda, che non ha alcuna influenza su di noi.
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Per concludere, sappiamo tutti che l’ignoranza più dannosa è un seme che fertilizzerà sempre i nostri percorsi vitali. Ora è solo erba. Pensa attentamente a quali battaglie meritano di essere combattute e quali no, perché l’importante è non perdere mai la nostra pace interiore , la nostra calma.
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Sii intelligente, sii prudente e comprendi che le menti piccole non capiranno mai i grandi sogni e che ci sono orecchie sorde dove le parole intelligenti non possono attecchire.
1 anno fa
Ieri ho letto questa notizia ed ho pensato di pubblicarla in questo 3D.
Sono rimasta un po' sconvolta e mi sono chiesta come possa un uomo eccitarsi nel vedere la propria donna abusata in stato di totale incoscienza.
Sono rimasta sconvolta anche dai tanti uomini che non si son fatti problemi ad abusare di lei, fregandosene.
Non nego, però, di essermi anche domandata "Poteva accorgersene da qualcosa? Poteva esserci qualche segno?" ma probabilmente no.
Non oso immaginare la stretta al cuore che ha avuto quando ha scoperto tutto quest'incubo. Incubo in cui è stata portata dentro dal marito che la sera le dormiva accanto e di nascosto la faceva stuprare da sconosciuti. Ho i brividi al solo pensiero.
https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/mondo/2024/09/05/io-drogata-e-stuprata-come-una-bambola-di-pezza_ed9bf64c-47cd-4099-8fd6-7b554a1989c4.html
Sono rimasta un po' sconvolta e mi sono chiesta come possa un uomo eccitarsi nel vedere la propria donna abusata in stato di totale incoscienza.
Sono rimasta sconvolta anche dai tanti uomini che non si son fatti problemi ad abusare di lei, fregandosene.
Non nego, però, di essermi anche domandata "Poteva accorgersene da qualcosa? Poteva esserci qualche segno?" ma probabilmente no.
Non oso immaginare la stretta al cuore che ha avuto quando ha scoperto tutto quest'incubo. Incubo in cui è stata portata dentro dal marito che la sera le dormiva accanto e di nascosto la faceva stuprare da sconosciuti. Ho i brividi al solo pensiero.
https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/mondo/2024/09/05/io-drogata-e-stuprata-come-una-bambola-di-pezza_ed9bf64c-47cd-4099-8fd6-7b554a1989c4.html
1 anno fa
Concordo con te e non è l'unica purtroppo 😔
1 anno fa
Sei serio?Quotato da Assdrubale,Concordo con te e non è l'unica purtroppo 😔
1 anno fa
Perché non dovrei esserlo?
1 anno fa
No beh è che non ho mai sentito di altri casi. Tutto qua.Quotato da Assdrubale,Perché non dovrei esserlo?
Pensavo ci fossero meno mariti scemi!
1 anno fa
Non mi dispiace ma non c'è mai fine al peggio, è molto turbante la cosa
1 anno fa
Effetto Dunning Kruger: definizione ed esempi
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Nella vita di tutti i giorni, capita spesso di incontrare persone che sembrano convinte delle loro opinioni, anche quando sono evidentemente poco competenti in un determinato argomento. Questo fenomeno, conosciuto come Effetto Dunning Kruger, rappresenta una delle distorsioni cognitive più comuni e insidiose, in cui le persone meno esperte tendono a sopravvalutare le proprie abilità, mentre quelle più competenti si sottovalutano.
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Scoperto dai psicologi David Dunning e Justin Kruger nel 1999, questo effetto ci aiuta a capire meglio il rapporto tra conoscenza e autovalutazione, mostrando come spesso le persone che sanno poco siano le prime a sentirsi sicure di sapere molto. Riconoscere l’Effetto Dunning Kruger è essenziale non solo per la crescita personale, ma anche per migliorare la nostra capacità di giudicare le competenze altrui e le nostre.
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In questo articolo esploreremo cosa si intende con Effetto Dunning Kruger, quali sono le sue caratteristiche distintive e come si manifesta in diversi contesti, come il marketing, la psicologia cognitiva e le situazioni quotidiane.
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Cos’è l’Effetto Dunning Kruger?
L’Effetto Dunning Kruger è un bias cognitivo in cui le persone con poche competenze o conoscenze in un determinato ambito tendono a sovrastimare le proprie capacità, mentre quelle più esperte, paradossalmente, tendono a sottovalutarsi. Questo fenomeno psicologico si basa su un concetto semplice: per riconoscere l’incompetenza, è necessaria una certa competenza. Le persone con scarse abilità non possiedono le competenze necessarie per valutare correttamente se stesse o gli altri, il che le porta a pensare di essere più capaci di quanto non siano in realtà.
Questo effetto è stato descritto per la prima volta nel 1999 dagli psicologi David Dunning e Justin Kruger dell’Università di Cornell, i quali hanno condotto una serie di esperimenti che dimostravano come le persone meno competenti tendessero a valutarsi al di sopra della media in diversi ambiti, come la grammatica, il ragionamento logico e l’umorismo. Il risultato dei loro studi ha rivelato che l’incompetenza non solo priva gli individui della capacità di eseguire correttamente i compiti, ma anche della capacità di riconoscere le proprie carenze.
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Definizione dell’Effetto Dunning Kruger
La definizione dell’Effetto Dunning Kruger si riferisce quindi a una distorsione percettiva secondo cui le persone con bassi livelli di competenza in un determinato campo tendono a sopravvalutare le loro capacità, mentre gli esperti tendono a sottostimare le loro. Questo si verifica perché chi possiede una limitata esperienza in un’area specifica non ha gli strumenti necessari per valutare in modo oggettivo le proprie competenze. Al contrario, le persone con una profonda conoscenza sono consapevoli della complessità del campo e, di conseguenza, possono essere più caute nel giudicare la loro padronanza.
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In breve, l’Effetto Dunning Kruger evidenzia come una mancanza di consapevolezza su ciò che non si sa porti a un’eccessiva sicurezza. Allo stesso tempo, chi conosce bene un argomento sa quanto c’è ancora da imparare, il che li porta a essere più modesti nelle proprie affermazioni.
Caratteristiche dell’Effetto Dunning Kruger
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Le principali caratteristiche dell’Effetto Dunning Kruger includono:
1. Sovrastima delle competenze: le persone con scarse capacità tendono a valutare se stesse molto al di sopra delle loro reali capacità.
2. Sottovalutazione da parte degli esperti: al contrario, le persone altamente competenti spesso si giudicano in modo più critico, sottovalutando la propria preparazione rispetto agli standard degli altri.
3. Incapacità di riconoscere l’incompetenza: gli individui che rientrano nell’Effetto Dunning Kruger non solo non sono in grado di svolgere correttamente determinati compiti, ma non riescono nemmeno a riconoscere di essere incompetenti.
4. Mancanza di autocritica: chi è soggetto a questo bias fatica a valutare in modo obiettivo le proprie prestazioni, sia per quanto riguarda la qualità del lavoro svolto sia per la comprensione della complessità del compito.
L’Effetto Dunning Kruger ci mette di fronte a una verità importante: più conosciamo un argomento, più ci rendiamo conto della vastità delle informazioni che ancora non possediamo. Al contrario, chi ha una visione limitata del tema spesso crede di aver già padroneggiato tutto quello che c’è da sapere.
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Esempi di Effetto Dunning Kruger nella vita quotidiana
L’Effetto Dunning Kruger può essere osservato in molti aspetti della vita quotidiana, e non è raro vederlo all’opera in situazioni comuni. Un esempio classico è quello delle discussioni online su argomenti complessi, come la scienza, la politica o l’economia. Spesso, le persone meno preparate su questi temi tendono a esprimere opinioni con grande sicurezza, nonostante la loro comprensione superficiale dell’argomento. D’altra parte, gli esperti che hanno studiato a fondo queste tematiche tendono a essere più cauti nel formulare affermazioni definitive, consapevoli delle sfumature e delle complessità coinvolte.
Un altro esempio frequente si verifica nei contesti lavorativi, dove alcuni dipendenti con poca esperienza possono essere convinti di essere pronti per ruoli di maggiore responsabilità, senza comprendere appieno le competenze necessarie. Al contrario, i professionisti più qualificati e con anni di esperienza tendono spesso a dubitare delle loro capacità e a non sentirsi sufficientemente preparati per promozioni o nuove sfide.
Un campo in cui l’Effetto Dunning Kruger è particolarmente evidente è l’apprendimento di nuove abilità. Chi inizia a imparare qualcosa di nuovo, come suonare uno strumento musicale o imparare una lingua straniera, può inizialmente sovrastimare i propri progressi, salvo poi rendersi conto, con l’approfondimento, di quante cose ancora non sa.
L’Effetto Dunning Kruger nel marketing
L’Effetto Dunning Kruger ha delle interessanti implicazioni anche nel mondo del marketing. Questo bias cognitivo può influenzare sia i consumatori che i professionisti del settore, portando a decisioni sbagliate e strategie inefficaci.
Dal lato dei consumatori, quelli meno informati su un prodotto o servizio possono essere convinti di fare acquisti intelligenti, basandosi su valutazioni superficiali. Ad esempio, un consumatore che conosce poco la tecnologia potrebbe acquistare un dispositivo elettronico solo perché ne ha sentito parlare bene, senza capire se effettivamente risponda alle sue esigenze specifiche. La loro limitata conoscenza del prodotto li porta a sovrastimare la loro capacità di giudizio, e di conseguenza, a fare scelte non ottimali.
Per quanto riguarda i professionisti del marketing, l’Effetto Dunning Kruger può manifestarsi quando chi sviluppa una campagna pubblicitaria sottovaluta la complessità del target di riferimento o delle dinamiche di mercato. Spesso, chi è alle prime armi in questo settore potrebbe sovrastimare le proprie capacità, creando campagne che non tengono conto di fattori cruciali, come il comportamento del consumatore o le tendenze del mercato. Al contrario, i professionisti più esperti, consapevoli delle sfide e delle variabili in gioco, tendono a prendere decisioni più informate e ponderate, riconoscendo l’importanza di test, ricerche di mercato e feedback continui.
L’Effetto Dunning Kruger e il cognitivismo
Dal punto di vista teorico, l’Effetto Dunning Kruger ha profonde radici nel cognitivismo, una corrente della psicologia che studia i processi mentali legati alla conoscenza e all’apprendimento. In particolare, questo fenomeno ci aiuta a capire meglio come il nostro cervello elabora le informazioni e come percepiamo la nostra competenza rispetto a ciò che sappiamo o crediamo di sapere.
Secondo i principi del cognitivismo, l’apprendimento avviene attraverso la costruzione di schemi mentali che organizzano le informazioni. Tuttavia, quando si è poco esperti in un campo, questi schemi sono incompleti o mal strutturati, e ciò porta a una sovrastima delle proprie capacità. Questo accade perché, con poche conoscenze, il cervello non è in grado di identificare lacune o errori nel proprio ragionamento. Man mano che l’esperienza cresce, gli schemi diventano più complessi e dettagliati, consentendo un’analisi più precisa delle proprie competenze.
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Frasi, test e curiosità sull’effetto Dunning Kruger
Molti aforismi e frasi celebri riflettono perfettamente il concetto alla base dell’Effetto Dunning Kruger. Questi detti mettono in luce come la percezione della propria competenza possa essere distorta dall’ignoranza o dall’incompetenza. Tra le frasi più rappresentative, troviamo:
* “So di non sapere” – Questa celebre citazione, attribuita a Socrate, riassume perfettamente il paradosso alla base dell’Effetto Dunning Kruger: chi sa poco spesso crede di sapere tutto, mentre chi ha una vera comprensione è consapevole di quanto ancora deve imparare.
* “L’ignoranza genera fiducia più spesso della conoscenza.” – Charles Darwin rifletteva su come la mancanza di conoscenza possa portare a un eccesso di fiducia nelle proprie capacità, un tema centrale nell’Effetto Dunning Kruger.
* “Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi. “ – Questo detto, spesso attribuito a Bertrand Russell, evidenzia come l’autovalutazione errata delle proprie competenze sia tipica di chi possiede un bagaglio di conoscenze limitato.
Queste frasi mostrano come il concetto di sovrastima delle proprie capacità sia stato discusso e riconosciuto da pensatori e filosofi molto prima della scoperta scientifica del fenomeno.
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Test sull’Effetto Dunning Kruger
Un modo per riflettere su quanto si è consapevoli delle proprie competenze è quello di sottoporsi a un test sull’Effetto Dunning Kruger. Sebbene non esista un test standardizzato scientificamente accettato per diagnosticare la presenza di questo effetto, esistono numerosi quiz online che permettono di valutare il livello di conoscenza in un certo ambito e la percezione soggettiva delle proprie capacità.
In questi test, spesso si chiede ai partecipanti di auto-valutarsi in base alle loro competenze in diversi campi, per poi confrontare i risultati con una valutazione oggettiva delle loro prestazioni. Un tipico risultato evidenzia che chi si colloca nel quartile inferiore (cioè tra coloro che ottengono risultati peggiori) tende a sopravvalutare le proprie capacità, mentre chi si trova nel quartile superiore tende a sottovalutarsi.
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È importante notare che questi test possono offrire una riflessione interessante ma non sono strumenti scientificamente rigorosi. I risultati vanno presi con cautela, poiché la misurazione dell’autovalutazione è complessa e dipende da molti fattori individuali, tra cui la personalità, il livello di esperienza e il contesto in cui il test viene somministrato.
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Curiosità: perché gli ignoranti pensano di aver sempre ragione
Uno degli aspetti più affascinanti dell’Effetto Dunning Kruger è la domanda: perché gli ignoranti pensano di aver sempre ragione?La risposta risiede nella mancanza di consapevolezza delle proprie lacune. Le persone con poche competenze non solo non riescono a svolgere un compito correttamente, ma non sono nemmeno in grado di riconoscere gli errori che commettono. Questo crea un circolo vizioso, dove l’incompetenza alimenta una falsa percezione di superiorità.
Chi è inesperto tende a vedere solo la superficie di un argomento e a non rendersi conto della complessità che vi è sotto. Inoltre, manca la capacità critica necessaria per autovalutarsi in modo accurato. Questo si collega al concetto di meta-cognizione, ovvero la capacità di riflettere su ciò che sappiamo o non sappiamo. Le persone con bassa meta-cognizione non sono in grado di analizzare con precisione il proprio livello di conoscenza e, quindi, tendono a sopravvalutarsi.
Questa mancanza di autoconsapevolezza può anche portare a fenomeni come l’overconfidence o la superbia intellettuale, dove l’individuo non solo crede di sapere tutto, ma rifiuta anche le critiche o i consigli esterni, convinto che la propria opinione sia superiore a quella degli altri.
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Come si chiamano le persone che pensano di sapere tutto?
Le persone che pensano di sapere tutto possono essere definite in molti modi, ma una delle espressioni più usate in psicologia èsuperbia intellettuale. Si tratta di un atteggiamento in cui una persona è convinta di essere superiore agli altri dal punto di vista della conoscenza e delle competenze, senza riconoscere la possibilità di imparare dagli altri o di ammettere i propri errori.
Questi individui tendono a rifiutare le opinioni altrui e ad arroccarsi sulle loro convinzioni, spesso manifestando una grande resistenza al cambiamento e all’apprendimento. Questo atteggiamento è il risultato di una combinazione di scarsa autoconsapevolezza e mancanza di umiltà intellettuale, due aspetti che sono al cuore dell’Effetto Dunning Kruger.
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Nella vita di tutti i giorni, capita spesso di incontrare persone che sembrano convinte delle loro opinioni, anche quando sono evidentemente poco competenti in un determinato argomento. Questo fenomeno, conosciuto come Effetto Dunning Kruger, rappresenta una delle distorsioni cognitive più comuni e insidiose, in cui le persone meno esperte tendono a sopravvalutare le proprie abilità, mentre quelle più competenti si sottovalutano.
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Scoperto dai psicologi David Dunning e Justin Kruger nel 1999, questo effetto ci aiuta a capire meglio il rapporto tra conoscenza e autovalutazione, mostrando come spesso le persone che sanno poco siano le prime a sentirsi sicure di sapere molto. Riconoscere l’Effetto Dunning Kruger è essenziale non solo per la crescita personale, ma anche per migliorare la nostra capacità di giudicare le competenze altrui e le nostre.
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In questo articolo esploreremo cosa si intende con Effetto Dunning Kruger, quali sono le sue caratteristiche distintive e come si manifesta in diversi contesti, come il marketing, la psicologia cognitiva e le situazioni quotidiane.
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Cos’è l’Effetto Dunning Kruger?
L’Effetto Dunning Kruger è un bias cognitivo in cui le persone con poche competenze o conoscenze in un determinato ambito tendono a sovrastimare le proprie capacità, mentre quelle più esperte, paradossalmente, tendono a sottovalutarsi. Questo fenomeno psicologico si basa su un concetto semplice: per riconoscere l’incompetenza, è necessaria una certa competenza. Le persone con scarse abilità non possiedono le competenze necessarie per valutare correttamente se stesse o gli altri, il che le porta a pensare di essere più capaci di quanto non siano in realtà.
Questo effetto è stato descritto per la prima volta nel 1999 dagli psicologi David Dunning e Justin Kruger dell’Università di Cornell, i quali hanno condotto una serie di esperimenti che dimostravano come le persone meno competenti tendessero a valutarsi al di sopra della media in diversi ambiti, come la grammatica, il ragionamento logico e l’umorismo. Il risultato dei loro studi ha rivelato che l’incompetenza non solo priva gli individui della capacità di eseguire correttamente i compiti, ma anche della capacità di riconoscere le proprie carenze.
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Definizione dell’Effetto Dunning Kruger
La definizione dell’Effetto Dunning Kruger si riferisce quindi a una distorsione percettiva secondo cui le persone con bassi livelli di competenza in un determinato campo tendono a sopravvalutare le loro capacità, mentre gli esperti tendono a sottostimare le loro. Questo si verifica perché chi possiede una limitata esperienza in un’area specifica non ha gli strumenti necessari per valutare in modo oggettivo le proprie competenze. Al contrario, le persone con una profonda conoscenza sono consapevoli della complessità del campo e, di conseguenza, possono essere più caute nel giudicare la loro padronanza.
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In breve, l’Effetto Dunning Kruger evidenzia come una mancanza di consapevolezza su ciò che non si sa porti a un’eccessiva sicurezza. Allo stesso tempo, chi conosce bene un argomento sa quanto c’è ancora da imparare, il che li porta a essere più modesti nelle proprie affermazioni.
Caratteristiche dell’Effetto Dunning Kruger
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Le principali caratteristiche dell’Effetto Dunning Kruger includono:
1. Sovrastima delle competenze: le persone con scarse capacità tendono a valutare se stesse molto al di sopra delle loro reali capacità.
2. Sottovalutazione da parte degli esperti: al contrario, le persone altamente competenti spesso si giudicano in modo più critico, sottovalutando la propria preparazione rispetto agli standard degli altri.
3. Incapacità di riconoscere l’incompetenza: gli individui che rientrano nell’Effetto Dunning Kruger non solo non sono in grado di svolgere correttamente determinati compiti, ma non riescono nemmeno a riconoscere di essere incompetenti.
4. Mancanza di autocritica: chi è soggetto a questo bias fatica a valutare in modo obiettivo le proprie prestazioni, sia per quanto riguarda la qualità del lavoro svolto sia per la comprensione della complessità del compito.
L’Effetto Dunning Kruger ci mette di fronte a una verità importante: più conosciamo un argomento, più ci rendiamo conto della vastità delle informazioni che ancora non possediamo. Al contrario, chi ha una visione limitata del tema spesso crede di aver già padroneggiato tutto quello che c’è da sapere.
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Esempi di Effetto Dunning Kruger nella vita quotidiana
L’Effetto Dunning Kruger può essere osservato in molti aspetti della vita quotidiana, e non è raro vederlo all’opera in situazioni comuni. Un esempio classico è quello delle discussioni online su argomenti complessi, come la scienza, la politica o l’economia. Spesso, le persone meno preparate su questi temi tendono a esprimere opinioni con grande sicurezza, nonostante la loro comprensione superficiale dell’argomento. D’altra parte, gli esperti che hanno studiato a fondo queste tematiche tendono a essere più cauti nel formulare affermazioni definitive, consapevoli delle sfumature e delle complessità coinvolte.
Un altro esempio frequente si verifica nei contesti lavorativi, dove alcuni dipendenti con poca esperienza possono essere convinti di essere pronti per ruoli di maggiore responsabilità, senza comprendere appieno le competenze necessarie. Al contrario, i professionisti più qualificati e con anni di esperienza tendono spesso a dubitare delle loro capacità e a non sentirsi sufficientemente preparati per promozioni o nuove sfide.
Un campo in cui l’Effetto Dunning Kruger è particolarmente evidente è l’apprendimento di nuove abilità. Chi inizia a imparare qualcosa di nuovo, come suonare uno strumento musicale o imparare una lingua straniera, può inizialmente sovrastimare i propri progressi, salvo poi rendersi conto, con l’approfondimento, di quante cose ancora non sa.
L’Effetto Dunning Kruger nel marketing
L’Effetto Dunning Kruger ha delle interessanti implicazioni anche nel mondo del marketing. Questo bias cognitivo può influenzare sia i consumatori che i professionisti del settore, portando a decisioni sbagliate e strategie inefficaci.
Dal lato dei consumatori, quelli meno informati su un prodotto o servizio possono essere convinti di fare acquisti intelligenti, basandosi su valutazioni superficiali. Ad esempio, un consumatore che conosce poco la tecnologia potrebbe acquistare un dispositivo elettronico solo perché ne ha sentito parlare bene, senza capire se effettivamente risponda alle sue esigenze specifiche. La loro limitata conoscenza del prodotto li porta a sovrastimare la loro capacità di giudizio, e di conseguenza, a fare scelte non ottimali.
Per quanto riguarda i professionisti del marketing, l’Effetto Dunning Kruger può manifestarsi quando chi sviluppa una campagna pubblicitaria sottovaluta la complessità del target di riferimento o delle dinamiche di mercato. Spesso, chi è alle prime armi in questo settore potrebbe sovrastimare le proprie capacità, creando campagne che non tengono conto di fattori cruciali, come il comportamento del consumatore o le tendenze del mercato. Al contrario, i professionisti più esperti, consapevoli delle sfide e delle variabili in gioco, tendono a prendere decisioni più informate e ponderate, riconoscendo l’importanza di test, ricerche di mercato e feedback continui.
L’Effetto Dunning Kruger e il cognitivismo
Dal punto di vista teorico, l’Effetto Dunning Kruger ha profonde radici nel cognitivismo, una corrente della psicologia che studia i processi mentali legati alla conoscenza e all’apprendimento. In particolare, questo fenomeno ci aiuta a capire meglio come il nostro cervello elabora le informazioni e come percepiamo la nostra competenza rispetto a ciò che sappiamo o crediamo di sapere.
Secondo i principi del cognitivismo, l’apprendimento avviene attraverso la costruzione di schemi mentali che organizzano le informazioni. Tuttavia, quando si è poco esperti in un campo, questi schemi sono incompleti o mal strutturati, e ciò porta a una sovrastima delle proprie capacità. Questo accade perché, con poche conoscenze, il cervello non è in grado di identificare lacune o errori nel proprio ragionamento. Man mano che l’esperienza cresce, gli schemi diventano più complessi e dettagliati, consentendo un’analisi più precisa delle proprie competenze.
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Frasi, test e curiosità sull’effetto Dunning Kruger
Molti aforismi e frasi celebri riflettono perfettamente il concetto alla base dell’Effetto Dunning Kruger. Questi detti mettono in luce come la percezione della propria competenza possa essere distorta dall’ignoranza o dall’incompetenza. Tra le frasi più rappresentative, troviamo:
* “So di non sapere” – Questa celebre citazione, attribuita a Socrate, riassume perfettamente il paradosso alla base dell’Effetto Dunning Kruger: chi sa poco spesso crede di sapere tutto, mentre chi ha una vera comprensione è consapevole di quanto ancora deve imparare.
* “L’ignoranza genera fiducia più spesso della conoscenza.” – Charles Darwin rifletteva su come la mancanza di conoscenza possa portare a un eccesso di fiducia nelle proprie capacità, un tema centrale nell’Effetto Dunning Kruger.
* “Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi. “ – Questo detto, spesso attribuito a Bertrand Russell, evidenzia come l’autovalutazione errata delle proprie competenze sia tipica di chi possiede un bagaglio di conoscenze limitato.
Queste frasi mostrano come il concetto di sovrastima delle proprie capacità sia stato discusso e riconosciuto da pensatori e filosofi molto prima della scoperta scientifica del fenomeno.
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Test sull’Effetto Dunning Kruger
Un modo per riflettere su quanto si è consapevoli delle proprie competenze è quello di sottoporsi a un test sull’Effetto Dunning Kruger. Sebbene non esista un test standardizzato scientificamente accettato per diagnosticare la presenza di questo effetto, esistono numerosi quiz online che permettono di valutare il livello di conoscenza in un certo ambito e la percezione soggettiva delle proprie capacità.
In questi test, spesso si chiede ai partecipanti di auto-valutarsi in base alle loro competenze in diversi campi, per poi confrontare i risultati con una valutazione oggettiva delle loro prestazioni. Un tipico risultato evidenzia che chi si colloca nel quartile inferiore (cioè tra coloro che ottengono risultati peggiori) tende a sopravvalutare le proprie capacità, mentre chi si trova nel quartile superiore tende a sottovalutarsi.
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È importante notare che questi test possono offrire una riflessione interessante ma non sono strumenti scientificamente rigorosi. I risultati vanno presi con cautela, poiché la misurazione dell’autovalutazione è complessa e dipende da molti fattori individuali, tra cui la personalità, il livello di esperienza e il contesto in cui il test viene somministrato.
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Curiosità: perché gli ignoranti pensano di aver sempre ragione
Uno degli aspetti più affascinanti dell’Effetto Dunning Kruger è la domanda: perché gli ignoranti pensano di aver sempre ragione?La risposta risiede nella mancanza di consapevolezza delle proprie lacune. Le persone con poche competenze non solo non riescono a svolgere un compito correttamente, ma non sono nemmeno in grado di riconoscere gli errori che commettono. Questo crea un circolo vizioso, dove l’incompetenza alimenta una falsa percezione di superiorità.
Chi è inesperto tende a vedere solo la superficie di un argomento e a non rendersi conto della complessità che vi è sotto. Inoltre, manca la capacità critica necessaria per autovalutarsi in modo accurato. Questo si collega al concetto di meta-cognizione, ovvero la capacità di riflettere su ciò che sappiamo o non sappiamo. Le persone con bassa meta-cognizione non sono in grado di analizzare con precisione il proprio livello di conoscenza e, quindi, tendono a sopravvalutarsi.
Questa mancanza di autoconsapevolezza può anche portare a fenomeni come l’overconfidence o la superbia intellettuale, dove l’individuo non solo crede di sapere tutto, ma rifiuta anche le critiche o i consigli esterni, convinto che la propria opinione sia superiore a quella degli altri.
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Come si chiamano le persone che pensano di sapere tutto?
Le persone che pensano di sapere tutto possono essere definite in molti modi, ma una delle espressioni più usate in psicologia èsuperbia intellettuale. Si tratta di un atteggiamento in cui una persona è convinta di essere superiore agli altri dal punto di vista della conoscenza e delle competenze, senza riconoscere la possibilità di imparare dagli altri o di ammettere i propri errori.
Questi individui tendono a rifiutare le opinioni altrui e ad arroccarsi sulle loro convinzioni, spesso manifestando una grande resistenza al cambiamento e all’apprendimento. Questo atteggiamento è il risultato di una combinazione di scarsa autoconsapevolezza e mancanza di umiltà intellettuale, due aspetti che sono al cuore dell’Effetto Dunning Kruger.
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