8 anni fa
Il timido e di conseguenza la timidezza, rappresenta uno dei problemi psicologici più diffusi della personalità e si stima che ne soffra almeno un 40% della popolazione. Nel timido si può differenziare un aspetto permanente del carattere; ci sono i timidi temporanei, persone cioè che periodicamente e in particolari circostanze ne soffrono e poi ci sono i casi estremi, quelli cioè che caratterizzano persone estremamente timide al punto di essere addirittura sociofobi.
Alla radice della timidezza (anche quella mascherata da un atteggiamento aggressivo e sicuro), c’è una concezione negativa di sé ove il soggetto non riesce a stabilire un contatto con gli altri perché non si ritiene all’altezza, mentre gli altri, a loro volta, hanno la sensazione di essere respinti e di conseguenza, si allontano. Quando la timidezza è patologica, il soggetto potrebbe avere una personalità con scarsa autostima, come risultato, ad esempio, di una serie di episodi precoci di umiliazione e derisione da parte delle stesse figure significative (figure di attaccamento) che, invece, dovrebbero assicurare protezione e contenimento.
Sul fronte psicoanalitico la timidezza, che poi si può declinare anche in vergogna, rappresenta una risposta alla incapacità di vivere al livello del proprio Io ideale e l’eventuale senso di colpa, insorge se trasgrediamo a ‘regole’ che hanno origine al di fuori di noi, ma che è rappresentat0 dal Super-Io); la vergogna interviene se non si riesce a raggiungere un ideale di comportamento che ci si è prefissati.
Le ricerche psicoanalitiche sono orientate nell’affermare che la tensione tra l’Io e l’ideale dell’Io, spiega il sentimento della vergogna, mentre la colpa sarebbe il risultato della tensione tra le parti del Super-Io e dell’Io. Se è vero, come sostiene Freud, che la nevrosi sarebbe il negativo della perversione, allora la vergogna può essere considerata il negativo dell’esibizionismo. Le fantasie del timido patologico, abbastanza spesso, possono contenere scenari di grandiosità, di desiderio di esibirsi.
Il ciclo della vergogna a volte è interrotto dalla rabbia provocata dopo lo stimolo principale. La rabbia gli permette di sentirsi più forte e meno dipendente dagli altri, almeno per un pò. Altri Autori, invece, pongono in rilievo il problema delle reazioni di vergogna con i sensi di colpa.
Timidezza e psicoanalisi – Aiuto terapeutico
Come abbiamo visto, la timidezza limita notevolmente la qualità della vita; affrontare in una terapia individuale e quindi in una condizione di maggiore tranquillità, le fantasie sottostanti e soprattutto comprendere la struttura di personalità che accoglie e usa questa modalità di affermare se stesso nel mondo autolimitandosi, è un lavoro che permette di comprenderne le ragioni e di conseguenza fornisce, definitivamente, un modo di vivere diverso e più soddisfacente.
Ogni persona, tuttavia, è timida a modo suo. Sulla base delle circostanze alcune persone reagiscono in modo specifico. Ad esempio, una persona può essere particolarmente timida nei confronti dell’altro sesso o dell’autorità che può essere religiosa, sociale o artistica, oppure il proprio padre, il capoufficio, oppure l’insegnante.
Da ciò si evince che alla base della timidezza è presente un sentimento di frustrazione e di inferiorità nei confronti degli altri.
Il timido, per fronteggiare il proprio disagio preferisce limitare al massimo il contatto con gli altri e spesso preferisce starsene a casa da solo. Quando però non riesce e si trova in presenza di altri, si sente esposto a rischi del tipo: non riuscire a controllare l’intensità del proprio disagio nei diversi contesti sociali; non controllare i segni visibili e fisiologici del suo disagio, essere respinto, ecc.
Timidezza e psicoanalisi – Come si manifesta
Il timido è facilmente soggetto ad una serie di manifestazioni che investono sia l’aspetto somatico che psicologico. Dal punto di vista somatico abbiamo, ad esempio, dilatazione dei vasi periferici: il rossore, oppure, al suo opposto il pallore del volto; disturbi della secrezione (traspirazione, soprattutto delle estremità, mancanza di saliva; deglutizione anormale); anomalie cardiache: sensazioni che il cuore stia per cedere; disturbi della parola e della respirazione: respiro corto, contrazioni del torace, parola strozzata, balbuzie, respirazione aritmica, cambiamento di voce che talvolta è molto bassa ed incomprensibile; incapacità di coordinare volontariamente i movimenti: esitazione, movimenti involontari, facilità ad inciampare, a rompere oggetti, mancanza di equilibrio; tremolio alle dita; spossamento, sudore, ecc.
Dal punto di vista psicologico, il timido si sente completamente paralizzato, reagisce in un modo assurdo ed impacciato. Pur essendo intelligente, il timido può apparire stupido. La circostanza che ha generato la timidezza viene percepita dal timido con molta chiarezza; infatti vengono fissati i più minimi dettagli, le piccole impressioni generando un continuo e schiavizzante rimuginare. Per via della paura, spesso hanno la sensazione di soffocare ed hanno il forte desiderio di fuga; ogni tentativo di reagire non fa che aumentare la paura. Qualsiasi attività di ritirata viene così esclusa e il timido prova dentro di sé la paura di un animale in gabbia. Questa sofferenza può essere generata anche alla sola idea di dover affrontare una situazione che si conosce e che si considera pericolosa, come ad esempio il rifiuto di partecipare ad una riunione, ad un pranzo, o ad un appuntamento: il rifiuto anticipato di tali situazioni fa spesso scatenare nei timidi dei malesseri fisici.
Esistono anche forme di timidezza legate alla non accettazione del proprio aspetto fisico del tipo: sono diventato timido perché troppo grasso/magro/alto/basso, etc oppure perché ho i capelli rossi, oppure sono pelato, oppure perché ho il naso grosso, etc.
Esistono varie tipologie di timidezza, infatti c’è chi ha paura di disturbare l’altro, chi invece ha l’impressione ossessiva e paralizzante che gli altri siano lì per giudicarci. Chi ha paura di fare domande in classe, andare al lavoro, o chiacchierare con i colleghi. Questi timidi temono sguardi, silenzi, situazioni di stasi cui sembra aprirsi un baratro tra loro e l’interlocutore. Il massimo del disagio consiste nel percorrere un tragitto in automobile con una persona che non si conosce molto bene. Senso di paralisi, sudorazione e tensione interna riflettono questa paura di non “saper fare conversazione”. Altri invece, al contrario sono a proprio agio con le conversazioni quotidiane, ma si bloccano quando si sfiora la loro vita personale.
L’inizio di questo disturbo risale spesso all’infanzia o all’adolescenza. Una volta apparsa può durare per anni, talvolta anche per tutta la vita. Fin dall’infanzia si sentono inibiti ed è difficile dire se la loro fobia sia scaturita dall’inibizione o viceversa. In età adulta hanno tendenze ansiose generalizzate e sono spesso demotivati, privi di autostima e demoralizzati, tutti sintomi simili alla depressione.
Esistono inoltre soggetti i cui genitori, non di rado erano, a loro volta, timidi e introversi, e che quindi crescono in assenza di modelli alternativi. E’ inoltre ben noto che alcuni genitori, per ragioni che non esploriamo in questo documento, possano aver avuto, nei confronti dei propri figli, atteggiamenti svalutativi, con critiche e derisioni continue, come ad esempio da parte di un padre autoritario che aveva scelto uno dei figli come capro espiatorio o che riponeva in lui aspettative smisurate.
Altri, al contrario, avevano genitori, che convinti di agire nel loro bene, sono stati iperprotettivi ; altri bambini si sono sentiti schiacciati o esclusi perché cresciuti in ambiente troppo adulto, nel quale la loro emotività non poteva esprimersi liberamente e altri ancora sono stati bambini frustrati o per mancanza di affetto o per mancanza di comprensione; ci sono poi quelli che sono stati dominati e soffocati da uno dei genitori ed infine quelli che hanno avuto un padre che, reputandosi molto intelligente, glielo faceva sempre notare. Un riferimento alla coperta di linus può chiarire e completare in parte questo punto
Alla radice della timidezza (anche quella mascherata da un atteggiamento aggressivo e sicuro), c’è una concezione negativa di sé ove il soggetto non riesce a stabilire un contatto con gli altri perché non si ritiene all’altezza, mentre gli altri, a loro volta, hanno la sensazione di essere respinti e di conseguenza, si allontano. Quando la timidezza è patologica, il soggetto potrebbe avere una personalità con scarsa autostima, come risultato, ad esempio, di una serie di episodi precoci di umiliazione e derisione da parte delle stesse figure significative (figure di attaccamento) che, invece, dovrebbero assicurare protezione e contenimento.
Sul fronte psicoanalitico la timidezza, che poi si può declinare anche in vergogna, rappresenta una risposta alla incapacità di vivere al livello del proprio Io ideale e l’eventuale senso di colpa, insorge se trasgrediamo a ‘regole’ che hanno origine al di fuori di noi, ma che è rappresentat0 dal Super-Io); la vergogna interviene se non si riesce a raggiungere un ideale di comportamento che ci si è prefissati.
Le ricerche psicoanalitiche sono orientate nell’affermare che la tensione tra l’Io e l’ideale dell’Io, spiega il sentimento della vergogna, mentre la colpa sarebbe il risultato della tensione tra le parti del Super-Io e dell’Io. Se è vero, come sostiene Freud, che la nevrosi sarebbe il negativo della perversione, allora la vergogna può essere considerata il negativo dell’esibizionismo. Le fantasie del timido patologico, abbastanza spesso, possono contenere scenari di grandiosità, di desiderio di esibirsi.
Il ciclo della vergogna a volte è interrotto dalla rabbia provocata dopo lo stimolo principale. La rabbia gli permette di sentirsi più forte e meno dipendente dagli altri, almeno per un pò. Altri Autori, invece, pongono in rilievo il problema delle reazioni di vergogna con i sensi di colpa.
Timidezza e psicoanalisi – Aiuto terapeutico
Come abbiamo visto, la timidezza limita notevolmente la qualità della vita; affrontare in una terapia individuale e quindi in una condizione di maggiore tranquillità, le fantasie sottostanti e soprattutto comprendere la struttura di personalità che accoglie e usa questa modalità di affermare se stesso nel mondo autolimitandosi, è un lavoro che permette di comprenderne le ragioni e di conseguenza fornisce, definitivamente, un modo di vivere diverso e più soddisfacente.
Ogni persona, tuttavia, è timida a modo suo. Sulla base delle circostanze alcune persone reagiscono in modo specifico. Ad esempio, una persona può essere particolarmente timida nei confronti dell’altro sesso o dell’autorità che può essere religiosa, sociale o artistica, oppure il proprio padre, il capoufficio, oppure l’insegnante.
Da ciò si evince che alla base della timidezza è presente un sentimento di frustrazione e di inferiorità nei confronti degli altri.
Il timido, per fronteggiare il proprio disagio preferisce limitare al massimo il contatto con gli altri e spesso preferisce starsene a casa da solo. Quando però non riesce e si trova in presenza di altri, si sente esposto a rischi del tipo: non riuscire a controllare l’intensità del proprio disagio nei diversi contesti sociali; non controllare i segni visibili e fisiologici del suo disagio, essere respinto, ecc.
Timidezza e psicoanalisi – Come si manifesta
Il timido è facilmente soggetto ad una serie di manifestazioni che investono sia l’aspetto somatico che psicologico. Dal punto di vista somatico abbiamo, ad esempio, dilatazione dei vasi periferici: il rossore, oppure, al suo opposto il pallore del volto; disturbi della secrezione (traspirazione, soprattutto delle estremità, mancanza di saliva; deglutizione anormale); anomalie cardiache: sensazioni che il cuore stia per cedere; disturbi della parola e della respirazione: respiro corto, contrazioni del torace, parola strozzata, balbuzie, respirazione aritmica, cambiamento di voce che talvolta è molto bassa ed incomprensibile; incapacità di coordinare volontariamente i movimenti: esitazione, movimenti involontari, facilità ad inciampare, a rompere oggetti, mancanza di equilibrio; tremolio alle dita; spossamento, sudore, ecc.
Dal punto di vista psicologico, il timido si sente completamente paralizzato, reagisce in un modo assurdo ed impacciato. Pur essendo intelligente, il timido può apparire stupido. La circostanza che ha generato la timidezza viene percepita dal timido con molta chiarezza; infatti vengono fissati i più minimi dettagli, le piccole impressioni generando un continuo e schiavizzante rimuginare. Per via della paura, spesso hanno la sensazione di soffocare ed hanno il forte desiderio di fuga; ogni tentativo di reagire non fa che aumentare la paura. Qualsiasi attività di ritirata viene così esclusa e il timido prova dentro di sé la paura di un animale in gabbia. Questa sofferenza può essere generata anche alla sola idea di dover affrontare una situazione che si conosce e che si considera pericolosa, come ad esempio il rifiuto di partecipare ad una riunione, ad un pranzo, o ad un appuntamento: il rifiuto anticipato di tali situazioni fa spesso scatenare nei timidi dei malesseri fisici.
Esistono anche forme di timidezza legate alla non accettazione del proprio aspetto fisico del tipo: sono diventato timido perché troppo grasso/magro/alto/basso, etc oppure perché ho i capelli rossi, oppure sono pelato, oppure perché ho il naso grosso, etc.
Esistono varie tipologie di timidezza, infatti c’è chi ha paura di disturbare l’altro, chi invece ha l’impressione ossessiva e paralizzante che gli altri siano lì per giudicarci. Chi ha paura di fare domande in classe, andare al lavoro, o chiacchierare con i colleghi. Questi timidi temono sguardi, silenzi, situazioni di stasi cui sembra aprirsi un baratro tra loro e l’interlocutore. Il massimo del disagio consiste nel percorrere un tragitto in automobile con una persona che non si conosce molto bene. Senso di paralisi, sudorazione e tensione interna riflettono questa paura di non “saper fare conversazione”. Altri invece, al contrario sono a proprio agio con le conversazioni quotidiane, ma si bloccano quando si sfiora la loro vita personale.
L’inizio di questo disturbo risale spesso all’infanzia o all’adolescenza. Una volta apparsa può durare per anni, talvolta anche per tutta la vita. Fin dall’infanzia si sentono inibiti ed è difficile dire se la loro fobia sia scaturita dall’inibizione o viceversa. In età adulta hanno tendenze ansiose generalizzate e sono spesso demotivati, privi di autostima e demoralizzati, tutti sintomi simili alla depressione.
Esistono inoltre soggetti i cui genitori, non di rado erano, a loro volta, timidi e introversi, e che quindi crescono in assenza di modelli alternativi. E’ inoltre ben noto che alcuni genitori, per ragioni che non esploriamo in questo documento, possano aver avuto, nei confronti dei propri figli, atteggiamenti svalutativi, con critiche e derisioni continue, come ad esempio da parte di un padre autoritario che aveva scelto uno dei figli come capro espiatorio o che riponeva in lui aspettative smisurate.
Altri, al contrario, avevano genitori, che convinti di agire nel loro bene, sono stati iperprotettivi ; altri bambini si sono sentiti schiacciati o esclusi perché cresciuti in ambiente troppo adulto, nel quale la loro emotività non poteva esprimersi liberamente e altri ancora sono stati bambini frustrati o per mancanza di affetto o per mancanza di comprensione; ci sono poi quelli che sono stati dominati e soffocati da uno dei genitori ed infine quelli che hanno avuto un padre che, reputandosi molto intelligente, glielo faceva sempre notare. Un riferimento alla coperta di linus può chiarire e completare in parte questo punto
8 anni fa
Grazie per aver postato questa interessante "relazione"...
Tuttavia, a mio assoluto parere e opinione, sarebbe più coinvolgente e proponente riportare personali opinioni sull'argomento, anche facendo riferimento a più relazioni, studi, trovabili su internet.
Ripeto è una mia personale opinione e non una critica.
Pier 🙂 🙂
Tuttavia, a mio assoluto parere e opinione, sarebbe più coinvolgente e proponente riportare personali opinioni sull'argomento, anche facendo riferimento a più relazioni, studi, trovabili su internet.
Ripeto è una mia personale opinione e non una critica.
Pier 🙂 🙂
8 anni fa
Sono d’accordo con te ovviamente, ma una base di partenza comune credo debba esserci, è ritengo che questa base deve essere neutra, al fine di partire in modo corretto e paritario Tutti, evitando discussioni rivolte alle persone e giudizi preconcetti verso chi posta più che sull’argomento.Quotato da pierpatty6151,Grazie per aver postato questa interessante "relazione"...
Tuttavia, a mio assoluto parere e opinione, sarebbe più coinvolgente e proponente riportare personali opinioni sull'argomento, anche facendo riferimento a più relazioni, s [...]
Riguardo al tema, io penso che la timidezza si può superare in qualsiasi contesto e che con il sesso sia ancora più facile perché si ha rapporto obbligatoriamente più intimo con altri individui, e ciò può portare ad acquisire autostima
8 anni fa
Post doppio
8 anni fa
io sono timido!
ma la timidezza e' un fenomeno assai complesso ,ha una parentela varia e discordante con pregi e difetti..
per lavoro parlo in pubblico e ho dovuto violentarmi spesso ,anche con aiutini chimici a volte!
la sincerita' puo essere parente della timidezza quando sei li a dire bugie come quella di "PROVACI ANCORA SAM"
ecco dire :
- ho conosciuto tante donne in vita mia, ma tu sei qualcosa di realmente differente - proprio mi crea l orticaria ...nel tempo pero' ho imparato che non tutti hanno la mia mostruosa intelligena e.... cazzo, ci credono 😮
con quelle che invece mangiano la foglia va ancora meglio:
la mia timida sincerita' sviluppa il senso materno di una donna che vede tentativi cosi maldestri di fascinosita' e quando poi te la da' il meccanismo di :" io capisco che tu capisci che io capisco" ti fa fare una bella scopata sincera!
la bellezza di una siffatta scopata scioglie poi la timidezza e la mammina si vede ripagata da un impegno totale corroborato dalla mia gratitudine per la dazione! 🐷 🐷 🐷
e tutti vissero felici e contenti compreso i civilisti a seguito 😮 😄 😮
ma la timidezza e' un fenomeno assai complesso ,ha una parentela varia e discordante con pregi e difetti..
per lavoro parlo in pubblico e ho dovuto violentarmi spesso ,anche con aiutini chimici a volte!
la sincerita' puo essere parente della timidezza quando sei li a dire bugie come quella di "PROVACI ANCORA SAM"
ecco dire :
- ho conosciuto tante donne in vita mia, ma tu sei qualcosa di realmente differente - proprio mi crea l orticaria ...nel tempo pero' ho imparato che non tutti hanno la mia mostruosa intelligena e.... cazzo, ci credono 😮
la mia timida sincerita' sviluppa il senso materno di una donna che vede tentativi cosi maldestri di fascinosita' e quando poi te la da' il meccanismo di :" io capisco che tu capisci che io capisco" ti fa fare una bella scopata sincera!
la bellezza di una siffatta scopata scioglie poi la timidezza e la mammina si vede ripagata da un impegno totale corroborato dalla mia gratitudine per la dazione! 🐷 🐷 🐷
e tutti vissero felici e contenti compreso i civilisti a seguito 😮 😄 😮
8 anni fa
Per il timido è più difficile stabilire una (necessaria) confidenza con le persone, specie quando il tempo a disposizione è molto poco e ci si gioca tutto in pochi scambi di parole e/o messaggi e non si ha il fisico di big jim
..quando ciò avviene però, in genere la confidenza creata fa essere sciolti anche nel sesso...
..quando ciò avviene però, in genere la confidenza creata fa essere sciolti anche nel sesso...
8 anni fa
bè molti grandi attori, es. Gasmann, erano timidi poi si scioglievano sul palcoscenico...certo non tutti possono avere queste doti ulteriori da sfruttare.Lavorandoci sopra cmq pian piano si può limitare la timidezza, voler partire a 200 pensando di scimmiottare gli estroversi in genere può creare disastri.Quotato da longlife65,Ci sono fenomeni comportamentali , di tale complessità che sono anche oggetto di continuo studio, un esempio. Una adolescente sofferente di mutismo selettivo, sale sul palco e fa uscire le lacrime, per quanto è bella e profonda la sua voce. Forse un [...]
8 anni fa
Quotato da earthandfire,bè molti grandi attori, es. Gasmann, erano timidi poi si scioglievano sul palcoscenico...certo non tutti possono avere queste doti ulteriori da sfruttare.Lavorandoci sopra cmq pian piano si può limitare la timidezza, voler partire a 200 pensando di scimmiottare gli estroversi in genere può creare disastri.Quotato da longlife65,Ci sono fenomeni comportamentali , di tale complessità che sono anche oggetto di continuo studio, un esempio. Una adolescente sofferente di mutismo selettivo, sale sul palco e fa uscire le lacrime, per quanto è bella e profonda la sua voce. Forse un [...]
alla fine essere se stessi paga sempre
se riesci a imbambolare qualcuna e ci fai sesso ...in realta ti sta cornificando!
8 anni fa
Sì infatti , specie con donne fatte e cresciuti, volerle prendere in giro non è una cosa che gradiscono molto, meglio presentarsi per quello che si è , piùttosto che recitare un personaggio indossando panni non nostri.Quotato da mishaemasha,Quotato da earthandfire,bè molti grandi attori, es. Gasmann, erano timidi poi si scioglievano sul palcoscenico...certo non tutti possono avere queste doti ulteriori da sfruttare.Lavorandoci sopra cmq pian piano si può limitare la timidezza, voler partire a 200 pensando di scimmiottare gli estroversi in genere può creare disastri.Quotato da longlife65,Ci sono fenomeni comportamentali , di tale complessità che sono anche oggetto di continuo studio, un esempio. Una adolescente sofferente di mutismo selettivo, sale sul palco e fa uscire le lacrime, per quanto è bella e profonda la sua voce. Forse un [...]
alla fine essere se stessi paga sempre
se riesci a imbambolare qualcuna e ci fai sesso ...in realta ti sta cornificando!
Il che ovviamente non vuol dire che si possa e si debba cmq migliorare aspetti di noi, oltre la timidezza.
8 anni fa
Ommmmmmmmmmm! 😋Quotato da Cpbixo,La timidezza mascherata da spavalderia è una delle scene più tristi che qualunque essere umano possa mettere in atto a meno che non sia davvero un attore consumato e riesca a simulare sicurezza o almeno a dissimulare la timidezza.
È meglio fingersi [...]
8 anni fa
No, non è per te!Quotato da Cpbixo,Cosa c'è che non ti torna? Parlavo della serenità, mica della gnagna bona!Quotato da mishaemasha,Ommmmmmmmmmm! 😋Quotato da Cpbixo,La timidezza mascherata da spavalderia è una delle scene più tristi che qualunque essere umano possa mettere in atto a meno che non sia davvero un attore consumato e riesca a simulare sicurezza o almeno a dissimulare la timidezza.
È meglio fingersi [...]
Hai detto cose giuste
Mi conosci ,sai che la serenità relativa me la merito ma la raggiungerò solo quando so morto 😒
8 anni fa
E poi volevo essere sicuro che tu avessi capito i miei paradossi 💋Quotato da mishaemasha,Quotato da earthandfire,bè molti grandi attori, es. Gasmann, erano timidi poi si scioglievano sul palcoscenico...certo non tutti possono avere queste doti ulteriori da sfruttare.Lavorandoci sopra cmq pian piano si può limitare la timidezza, voler partire a 200 pensando di scimmiottare gli estroversi in genere può creare disastri.Quotato da longlife65,Ci sono fenomeni comportamentali , di tale complessità che sono anche oggetto di continuo studio, un esempio. Una adolescente sofferente di mutismo selettivo, sale sul palco e fa uscire le lacrime, per quanto è bella e profonda la sua voce. Forse un [...]
alla fine essere se stessi paga sempre
se riesci a imbambolare qualcuna e ci fai sesso ...in realta ti sta cornificando!
8 anni fa
Riesco a ballare in microgonna su un palco in un privé pieno di gente -e magari accennare atteggiamenti hot con qualche amica- senza crearmi nessun tipo di problema e potrei arrossire, ad esempio, se chiamata all’improvviso a parlare in pubblico… che so, al matrimonio di un parente.
Confrontandomi col Pinko, lui, maniaco del volante e dei motori, mi fa un parallelismo fra la differenza che c'è fra "subire" il traffico ed "aggredirlo", sempre nel rispetto degli altri e del Codice, è ovvio. Dice che si sente estremamente più sicuro se lo “aggredisce”.
Penso che abbia ragione, nel senso che è un conto essere artefici di quello che si sta facendo -si suppone con cognizione e determinazione- un altro fronteggiare una situazione che stiamo subendo.
Per questo mi arrischio a proporre una correlazione, anche momentanea e/o in base a quello che si è capaci di fare, fra timidezza e sicurezza di sé. Insomma si può essere timidi o sfrontati a seconda delle occasioni.
Confrontandomi col Pinko, lui, maniaco del volante e dei motori, mi fa un parallelismo fra la differenza che c'è fra "subire" il traffico ed "aggredirlo", sempre nel rispetto degli altri e del Codice, è ovvio. Dice che si sente estremamente più sicuro se lo “aggredisce”.
Penso che abbia ragione, nel senso che è un conto essere artefici di quello che si sta facendo -si suppone con cognizione e determinazione- un altro fronteggiare una situazione che stiamo subendo.
Per questo mi arrischio a proporre una correlazione, anche momentanea e/o in base a quello che si è capaci di fare, fra timidezza e sicurezza di sé. Insomma si può essere timidi o sfrontati a seconda delle occasioni.
8 anni fa
Dipende quanto c’è lo ha più piccolo del mio.....Quotato da Cpbixo,E la @palla va in rete!!!Quotato da pinkoepallina,Riesco a ballare in microgonna su un palco in un privé pieno di gente -e magari accennare atteggiamenti hot con qualche amica- senza crearmi nessun tipo di problema e potrei arrossire, ad esempio, se chiamata all’improvviso a parlare in pubblico… che [...]
È proprio così. Ognuno di noi conosce i propri punti di forza e di debolezza e ne conosce la misura. Sulla base di questo mostra sicurezza o disagio in base al contesto.
La cellulite è il mio cruccio e non mi sentirei a mio agio in microgonna neppure se fossi da sola davanti allo specchio. Per contro giusto un mese fa dopo 14 anni ho affrontato di nuovo in teatro un pubblico di 200 persone e non mi batteva nemmeno il cuore.
Qual è dunque la fonte di insicurezza di un uomo nel proporsi sessualmente ad una donna?
Mumble......mumble, mumble......
Ah ah ah ah lo so , noi intellettuali siamo rudi a volte 😋 😋 😋
8 anni fa
Intellettuale 'sta cippa, il solito materialone, invece! Ma se po', @Bixina, co 'sta gente, ma se po'? 😋 😋 😋Quotato da mishaemasha,Dipende quanto c’è lo ha più piccolo del mio.....Quotato da Cpbixo,E la @palla va in rete!!!Quotato da pinkoepallina,Riesco a ballare in microgonna su un palco in un privé pieno di gente -e magari accennare atteggiamenti hot con qualche amica- senza crearmi nessun tipo di problema e potrei arrossire, ad esempio, se chiamata all’improvviso a parlare in pubblico… che [...]
È proprio così. Ognuno di noi conosce i propri punti di forza e di debolezza e ne conosce la misura. Sulla base di questo mostra sicurezza o disagio in base al contesto.
La cellulite è il mio cruccio e non mi sentirei a mio agio in microgonna neppure se fossi da sola davanti allo specchio. Per contro giusto un mese fa dopo 14 anni ho affrontato di nuovo in teatro un pubblico di 200 persone e non mi batteva nemmeno il cuore.
Qual è dunque la fonte di insicurezza di un uomo nel proporsi sessualmente ad una donna?
Mumble......mumble, mumble......
Ah ah ah ah lo so , noi intellettuali siamo rudi a volte 😋 😋 😋
Pallina
8 anni fa
Personalmente trovo che vergogna e timidezza ( quando non diventa predominante nel nostro essere ) sia qualcosa di positivo e umano.
Lo trovo piacevole quando limitato ad alcuni ambiti e non generalizzato, credo sia un bel modo di raffrontarci con ciò che ci circonda, il riconoscere i nostri limiti e apprezzare ciò che riteniamo superiore, non come qualcosa di irraggiungibile, ma come un obiettivo da raggiungere, o comunque come un qualcosa che ci emoziona senza invidiarlo.
Di contro trovo invece poco costruttivo oltre che un modo di isolarci L’apatia che è uno stato di completa assenza di emozioni, che è un sintomo comunque non una patologa. O L’ alessitimici che porta ad avere un pensiero simbolico nettamente ridotto o assente mostrando anche una sorprendente difficoltà a riconoscere e descrivere i propri sentimenti e a discriminare tra stati emotivi e sensazioni corporee . O ancora peggio l’anedonia. Cioè l’incapacità di sentire piacere e godere delle cose.
In sintesi mi piacciono quelle debolezze ( nelle giuste dosi ) che ci rendono umani.
Lo trovo piacevole quando limitato ad alcuni ambiti e non generalizzato, credo sia un bel modo di raffrontarci con ciò che ci circonda, il riconoscere i nostri limiti e apprezzare ciò che riteniamo superiore, non come qualcosa di irraggiungibile, ma come un obiettivo da raggiungere, o comunque come un qualcosa che ci emoziona senza invidiarlo.
Di contro trovo invece poco costruttivo oltre che un modo di isolarci L’apatia che è uno stato di completa assenza di emozioni, che è un sintomo comunque non una patologa. O L’ alessitimici che porta ad avere un pensiero simbolico nettamente ridotto o assente mostrando anche una sorprendente difficoltà a riconoscere e descrivere i propri sentimenti e a discriminare tra stati emotivi e sensazioni corporee . O ancora peggio l’anedonia. Cioè l’incapacità di sentire piacere e godere delle cose.
In sintesi mi piacciono quelle debolezze ( nelle giuste dosi ) che ci rendono umani.
8 anni fa
20 milligrammi ade, ma attenzione con il caldo ed eventuale pressione bassa 🙂Quotato da Ade-69,Personalmente trovo che vergogna e timidezza ( quando non diventa predominante nel nostro essere ) sia qualcosa di positivo e umano.
Lo trovo piacevole quando limitato ad alcuni ambiti e non generalizzato, credo sia un bel modo di raffrontarci con c [...]
8 anni fa
Monologo mitico davanti alla Ferilli....ha detto scherzando alcune verità assolute.Quotato da Cpbixo,
Eh eh eh.....mi torna in mente una piece di Panariello. Negli anni '50 le donne andavano a letto con 5 gocce di Chanel. Adesso con 20 gocce di Lexotan.
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È la sicurezza che rende vincenti. Come e grazie a cosa la si raggiunga, probabilmente è irrilevante.
La sicurezza deriva anche dalla esperienza o quantomeno dal grado di esperienza relativa.
Nulla è scontato e bisogna passare attraverso le proprie sfide personali, piccole conquiste quotidiane.
Chi non è disposto a intraprendere questo percorso rimane al palo.
8 anni fa
Vedi Giusy, la hai fatta eccitare, bixo è fatta così molto “ celebrale” 😋Quotato da Cpbixo,Ottime considerazioni!Quotato da Giuly53,Monologo mitico davanti alla Ferilli....ha detto scherzando alcune verità assolute.Quotato da Cpbixo,
Eh eh eh.....mi torna in mente una piece di Panariello. Negli anni '50 le donne andavano a letto con 5 gocce di Chanel. Adesso con 20 gocce di Lexotan.
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È la sicurezza che rende vincenti. Come e grazie a cosa la si raggiunga, probabilmente è irrilevante.
La sicurezza deriva anche dalla esperienza o quantomeno dal grado di esperienza relativa.
Nulla è scontato e bisogna passare attraverso le proprie sfide personali, piccole conquiste quotidiane.
Chi non è disposto a intraprendere questo percorso rimane al palo.
Esperienza del sé in contesti multipli e diversificati aiutano sicuramente a mettere a fuoco il proprio potenziale e a scegliere le "carte" giuste da giocare.
Quindi? L'insicurezza nasce solo dall'inesperienza? Oppure anche da esperienze fallimentari dovute ad uno scarso senso autocritico?
L insicurezza non ha un rapporto diretto con il valore delle persone, anzi la troppa autocritica in persone in gamba è un problema
E quanti ciucci presuntuosi sono tanto sicuri di se?
8 anni fa
Forse intendevi Giuly?
Se sì condivido pienamente, diamo a volte per scontato che gli altri siano tanto meglio di noi, o al contrario li sottovalutiamo. Entrambe le cose sono pericoloso per mostrare autorevolezza.
Nel campo del sesso certo bisogna fare i conti non solo con la mente ma anche con il fisico, età a parte. La sicurezza e un po' di spavalderia vanno poi confermate.
Se sì condivido pienamente, diamo a volte per scontato che gli altri siano tanto meglio di noi, o al contrario li sottovalutiamo. Entrambe le cose sono pericoloso per mostrare autorevolezza.
Nel campo del sesso certo bisogna fare i conti non solo con la mente ma anche con il fisico, età a parte. La sicurezza e un po' di spavalderia vanno poi confermate.
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