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SONO MAGGIORENNE ESCI

Complementari

48 interventi
4 anni fa
Trans/Trav
Veneto, Rovigo
Qui dal 19.03.2019 -
beh si,se si vuol scopare, bisogna adattarsi 😄

4 anni fa
Singolo
Sardegna, Olbia Tempio
Qui dal 10.07.2020 -
Quotato da alessiocince,
Quotato da dreamofthebluturtles,


Allora...faccio coming out. La domanda esistenziale e marzullesca di inizio 3d gliel'ho posta io. Saranno i dubbi dell'uomo giusto? Boh, forse. Certo nel dubbio di cosa sia un uomo e cosa sia una donna sono uscito tartarugo.

Minchiata a parte trovo interessante il post di Giuly e sono particolarmente d'accordo sul passaggio in cui dice che alla fine anche se proviamo a descriverci non riusciremo a circoscriverci con una definizione. Ma...anche se tutte le definizioni che storicamente hanno catalogato persone, dovessero oggi magicamente saltare, sono convinto (in realtà certo, ma voglio restare umile 😋 ) che entro poche ore ognuno di noi tornerebbe a riesumare alcune di quelle categorie, perché in realtà servono. (Poi si può discutere sull'uso che se ne fa...)

E ora che parta la musica di "Sottovoce" 😋
Marzullo sarebbe fiero di lei... 😄 😎
Ma permetti che non mi ha troppo convinto il finale.
Essendo le persone in continua evoluzione, è bene utilizzare le categorie sapendo che esse sono convenzionali e momentanee. Inoltre, è necessario evidenziare che vi sono dei vantaggi ma anche punti di debolezza nella suddivisione delle persone in sottogruppi che rispecchiano spesso solo il "nostro" punto di vista comodo: se, infatti, creare delle categorie ristrette permette una forma di riconoscimento delle persone all?interno di un gruppo, utilizzare in modo rigido le categorie che ci siamo fatti, spesso porta solo ad avallare processi di isolamento, esclusione e marginalizzazione. Considerare le categorie come delle ?etichette? aiuta sicuramente le persone ad individuare prima di tutto se stessi, ma allo stesso tempo chiudersi in una categoria non permette di osservare/capire se dentro di sé possono esserci altri propri aspetti identitari.
Le categorie rischiano di ingabbiare la persona e di arginare nella categoria tutti gli aspetti di sé. Tutti siamo portatori di differenze e specificità, difficilmente omologabili in processi di categorizzazione e settorializzazione.
Ti dovevo una risposta ma ero troppo impegnato a decifrare la circolare interpretativa che disconosceva le faq (faq non fuck) emesse dopo l'ultimo Decreto Legge e mi sono un tantino perso. Alla fine comunque ho capito che nella circolare non si capisce un cazzo. Ed è già qualcosa.

Detto questo sarò prolissamente conciso: non mi hai convinto neppure tu. E implicitamente mi dai ragione. Le categorie sono convenzionali ma non momentanee. E' l'uso che se ne fa a fare tutta la differenza.

4 anni fa
Singolo
Abruzzo, L'Aquila
Qui dal 30.11.2013 -
Quotato da dreamofthebluturtles,
Quotato da alessiocince,

Marzullo sarebbe fiero di lei... 😄 😎
Ma permetti che non mi ha troppo convinto il finale.
Essendo le persone in continua evoluzione, è bene utilizzare le categorie sapendo che esse sono convenzionali e momentanee. Inoltre, è necessario evidenziare che vi sono dei vantaggi ma anche punti di debolezza nella suddivisione delle persone in sottogruppi che rispecchiano spesso solo il "nostro" punto di vista comodo: se, infatti, creare delle categorie ristrette permette una forma di riconoscimento delle persone all?interno di un gruppo, utilizzare in modo rigido le categorie che ci siamo fatti, spesso porta solo ad avallare processi di isolamento, esclusione e marginalizzazione. Considerare le categorie come delle ?etichette? aiuta sicuramente le persone ad individuare prima di tutto se stessi, ma allo stesso tempo chiudersi in una categoria non permette di osservare/capire se dentro di sé possono esserci altri propri aspetti identitari.
Le categorie rischiano di ingabbiare la persona e di arginare nella categoria tutti gli aspetti di sé. Tutti siamo portatori di differenze e specificità, difficilmente omologabili in processi di categorizzazione e settorializzazione.
Ti dovevo una risposta ma ero troppo impegnato a decifrare la circolare interpretativa che disconosceva le faq (faq non fuck) emesse dopo l'ultimo Decreto Legge e mi sono un tantino perso. Alla fine comunque ho capito che nella circolare non si capisce un cazzo. Ed è già qualcosa.

Detto questo sarò prolissamente conciso: non mi hai convinto neppure tu. E implicitamente mi dai ragione. Le categorie sono convenzionali ma non momentanee. E' l'uso che se ne fa a fare tutta la differenza.
L'ufficio caccia e pesca invece può aspettare! 😄
Guarda, posso arrivare a capire che in fondo in fondo alcune determinate categorie basilari siano necessarie per spiegare se stessi, ma sono talmente poche che tutte le altre che utilizziamo rendono il concetto mutabile a seconda della convenienza.
Appunto perché varia a seconda dell'uso e della circostanza in cui ci si trova, la maggior parte delle categorie non può essere che momentanea... Al limite varia la lunghezza temporale.
(neanche la dc dei tempi d'oro sarebbe arrivata ad un compromesso così! 😮).

4 anni fa
Singolo
Piemonte,
Qui dal 22.02.2019 -
Quotato da bratbrain,
Quotato da alessiocince,

L'ufficio caccia e pesca invece può aspettare! 😄
Guarda, posso arrivare a capire che in fondo in fondo alcune determinate categorie basilari siano necessarie per spiegare se stessi, ma sono talmente poche che tutte le altre che utilizziamo rendono il concetto mutabile a seconda della convenienza.
Appunto perché varia a seconda dell'uso e della circostanza in cui ci si trova, la maggior parte delle categorie non può essere che momentanea... Al limite varia la lunghezza temporale.
(neanche la dc dei tempi d'oro sarebbe arrivata ad un compromesso così! 😮).
Le categorie sono rappresentate da parole che servono per comunicare. Uomo/donna sono parole che descrivono categorie generiche e hanno un senso univoco solo nell'ambito biologico ma non descrivono l'individuo nella sua completezza.
Il "significato" é immagine mentale legata ad un "significante" (la parola è un significante).
La comunicazione avviene solo se il significato e il significante coincidono.
Le parioe eterosessuale ed omosessuale rientrano nella categoria "esseri umani', in quella di "uomini" ma descrivono individui diversi.
Non sono le categorie il problema ma la nostra incapacità di descriverci come individui particolari di categorie generali.
👍🏿

4 anni fa
Singolo
Puglia, Bari
Qui dal 14.08.2016 -
Bisogna ripassare l'insiemistica? 🙂

4 anni fa
Singolo
Abruzzo, L'Aquila
Qui dal 30.11.2013 -
Tutta l'insiemistica va a farsi benedire quando arriviamo a capire che non siamo fatti solo di ragione ma anche d'istinto... E lì c'è poco da fare: tutto il ragionamento della etichette va a farsi benedire.
Cosa vuoi etichettare quando fai a, pensi b e a seconda delle circostanze agisci in tutte le altre lettere spesso a casaccio 😮 😋 😄

4 anni fa
Coppia
Toscana, Firenze
Qui dal 04.07.2019 -
Quotato da Idrogeno,
Ho postato un articolo negli OT, parla di identità di genere, soprattutto di identità. Un mio amico, dopo averlo letto, ha chiesto ‘ma cosa significa essere uomo? Cosa significa essere donna?’
Abbiamo bisogno di riferimenti? Parametri di confronto [...]
Da persona che per la maggior del tempo coltiva dubbi (non nel sublime senso socrateo eh, ma nel senso che proprio non ci capisco un cazzo) sono CERTISSIMA che le modalità dei generi siano sagomati dalla società, anche quando ci si radica in modo oppositivo. Non ho mai pensato a me stessa come una donna prima che come una persona, ma sono comunque obbligata a farlo, quotidianamente e da sempre, fin da quando all'asilo la suora "non puoi giocare allo 'spiaccicavermi', è un gioco da maschietti" (perché poi ai maschietti fosse permesso di spiaccicare vermi ovunque, è ancora motivo di personali dubbi psicopedagocici, ma lasciamo stare). Il confronto è sempre e comunque presente, anche per le persone che non hanno mai vissuto in modo conlittuale la propria appartenenza e si sono sentite libere oltre gli stereotipi (se vuoi fare la camionista e trovi assolutamente normale farlo, ci sarà sempre chi chiederà "come è essere camionista donna?")
E.

4 anni fa
Singolo
Lombardia,
CERTIFICATO

Qui dal 29.07.2016 -
Parlando a puro titolo personale (quindi riferendomi a me stesso).
Se penso a me in qualsiasi ambito o situazione, penso a me in quanto persona, quindi mi baso sulle mie conoscenze, le mie esperienze, le mie emozioni, ecc. ecc.
In generale la mia appartenenza ad una determinata categoria e semplicemente secondaria o assente. Non mi è mai capitato in ambiti generali della vita, di anticipare le mie considerazioni/impressioni verso un qualsiasi interlocutore con la sua appartenenza ad una categoria (se è una persona di volare, lo è a prescindere dalla sua appartenenza ad una categoria). Non mi piacerebbe partire prevenuto su una persona solo per la sua appartenenza sessuale.
Diversamente per onestà, debbo dire, che l’appartenenza ad un genere, diventa un riferimento nel momento in cui ci si confronta solo ed esclusivamente sul sesso, e li che mi guardo dal punto di vista fisico e appartenenza di genere, e mi chiedo se sono all’altezza (quindi essendo io etero si potrebbe parlare di quanto io sia uomo), e lo stesso si può dire che faccio con gli altri con cui mi sto confrontando in quel momento.
L’appartenenza di genere diventa per me un modo semplificativo (quindi che non può minimamente considerarsi la conoscenza di una persona nella sua interezza) per portare avanti discussioni o confronti con terzi, sull’argomento sesso.

4 anni fa
Singolo
Piemonte,
Qui dal 22.02.2019 -
Quotato da bratbrain,
Quotato da Giuly53,
Bisogna ripassare l'insiemistica? 🙂
La significazione semiotica fornisce molte risposte.
👍🏿

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