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Gay & Bisex


La mia prima volta gay

           di chris64

 Scritto il 12.09.2009    |    Letture: 12.442  |    Votazione 7.2:

"Quella sera arrivai a casa loro e quasi non volevo entrare per paura di quest’incontro, ma fattomi forza entrai ed incominciai a scambiare due chiacchere..."
In questi ultimi tempi ho frequentato diversi amici con cui ho passato dei bellissimi momenti facendo sesso, sia con lo scambio delle coppie sia intervenendo singolarmente in una coppia. Devo dire di aver sempre incontrato splendide persone con le quali l’intesa sessuale era ottima, ma sempre e solamente rivolta verso il sesso femminile. Tutto avrei pensato ma non di arrivare a………………………….
Un giorno conosco due persone, marito e moglie di circa 30anni, lei una splendida ragazza, alta, mora, un culo alla Copacabana, due tette da favola ed una figa sempre bagnata e pronta, lui un ragazzo normale ma con un cazzo splendido, non lungo, non corto, non grosso, nemmeno storto, un’arnese quasi perfetto. Ci incontriamo a casa loro e dopo qualche discorso serio, Chiara si ritira in camera e poco dopo si presenta in un completino nero, molto sexy. Lui mi chiede se la moglie è di mio gradimento ed io quasi estasiato da cotanta bellezza gli dico che di più non potevo chiedere e che non vedevo l’ora di incominciare il gioco. A questo punto Fabio mi si avvicina e toccandomi mi chiede se il mio cazzo è già duro, io un po’ sorpreso gli chiedo se l’arnese interessa a lui o alla moglie. Domanda scontata vista la mia eterosessualità, lui subito chiede scusa e mi dice che era solo un modo per incominciare il gioco. La moglie mi si avvicina e come fosse una gatta incomincia a strusciarsi e a spogliarmi, fino a quando togliendomi lo slip prende a spompinare il mio uccello che ormai aveva raggiunto il massimo dell’estensione. Una goduria, mai trovata una pompinara di questo livello. Sentivo il mio uccello sparire dentro la sua bocca, uscire ed essere succhiato come un gelato, mordicchiato e subito dopo via dentro nuovamente fino alle palle, bravissima era veramente brava. Nel gioco naturalmente il marito faceva la sua parte e quando ad un certo punto lei mi chiese di infilargli il mio grosso cazzo nella sua figa, che il marito prima le aveva ben leccato, non aspettai e lo infilai tutto fino alle palle.
Il marito a questo punto si mise di fronte a noi e guardandoci si mise a farsi una sega, solitamente la cosa poco mi interessava, ma questa volta, non so il perché, non riuscivo a togliere gli occhi da quel cazzo e vedere la sua mano che andava su e giù mi creava anche qualche brivido particolare. Dopo qualche orgasmo, da parte della moglie, sentii che anch’io stavo per godere ed allora tolto il cazzo dalla figa che grondava umori da tutte le parti, chiesi alla signora di prenderlo in bocca e di finire il lavoro. Fu una sborrata epica, il mio cazzo continuava a schizzare sperma e lei ingorda non ne lasciava cadere nemmeno una goccia se non qualche piccola traccia che gli usciva dai bordi della bocca. Finito il mio godimento e mentre la moglie ancora me lo succhiava, il marito la prese e girata alla pecorina incominciò a fotterla con gran foga. Steso sul letto guardavo i due e ad essere sincero ero attirato più dal suo uccello, che vedevo entrare ed uscire dalla patata che non dallo splendido corpo della donna. Finito il loro amplesso la signora mi chiese se me la sentivo ancora di farla godere, non aspettai una seconda richiesta e mi buttai con la testa a capofitto sulla sua fica bagnata ed incominciai a leccarla, prima davanti poi di dietro ed intanto giocavo con le mie dita tra le sue fessure, breve fu il mio leccare perché la signora venne urlando tutto il suo godimento, continuai a leccare fino a quando tutto il miele scese tra le labbra della mitica fica. Nel frattempo il marito era disteso sul letto e giocava con il suo uccello che ormai era diventato molle. La moglie a questo punto mi disse che il problema del marito era proprio quello, fatta una non era più in grado di soddisfare le sue voglie che di volta in volta erano sempre più numerose. Detto fatto, mi chiese di riprendere e di fotterla dal di dietro, chiesi allora di pompare un poco la mia canna in modo da renderla ben dura e pronta all’uso, Chiara ricominciò in uno splendido pompino ed il mio cazzo in breve fu pronto per il suo splendido culo. Le chiesi di mettersi in piedi appoggiata al mobile di fronte al letto, da qui si godeva di una splendida vista, le sue chiappe sode e ben aperte davano modo di vedere sia l’apertura del culo che quella della fica, come resistere a tanta bellezza ? Mi alzai e preso il cazzo in mano mi avvicinai puntandolo sul buco di dietro, prima di infilarlo le chiesi se potevo andare tranquillo e lei mi disse che il suo culo era come la sua fica, potevo entrare senza trovare ostacoli. Incominciai allora a giocare facendo passare la mia cappella tra le chiappe e la fica che tutta bagnata mi aveva già imbrattato la punta del cazzo, e dopo due piccoli passaggi ecco entrare il mio uccello in quello splendido culo. Il godimento era massimo, anche perché il dietro era sicuramente più stretto che il davanti, dopo qualche decina di minuti e qualche orgasmo chiesi alla signora se potevo concludere la cavalcata, a questo punto intervenne il marito che mi chiese se potevo godere sborando sulla schiena della moglie e se poteva essere lui il mio ultimo maneggio prima del godimento. Un po’ interdetto ma senza pensarci su dissi di si e sentii la moglie dire un grazie quasi liberatorio. Ancora un paio di colpi e tolsi il mio uccello dal buco, a questo punto lui lo prese nella sua mano e menandomelo mi fece sborare sulla schiena della moglie, il mio godimento non ne risenti, anzi devo dire che mi piacque parecchio, subito dopo lui prese le sue dita piene del mio sperma e se le infilò in bocca. A questo punto vidi che anche a lui era tornato duro e ammirando quell’arnese niente male mi accorsi che la moglie stesa sul letto gli chiedeva un’ulteriore prestazione. Lui gli si buttò sopra e dopo pochi minuti tutto fini quando, togliendo il cazzo dalla fica, il tipo riempi il corpo della moglie con del caldo sperma che lei si spalmò addosso. Alla fine, fisicamente provati ma soddisfatti del nostro incontro, ci salutammo. A distanza di qualche tempo Fabio mi telefonò chiedendomi se potevamo incontrarci in un bar a bere qualche cosa con la moglie, diedi la mia disponibilità a fissai l’incontro per un aperitivo. Dopo qualche giorno mi recai all’incontro ma con sorpresa trovai solo il marito, la scusa fu che la moglie aveva avuto un contrattempo e non aveva potuto venire all’incontro. Incominciai a parlare del più e del meno fino a quando lui mi chiese di accompagnarlo all’auto perché doveva andare a casa. Arrivati all’auto mi chiese se mi era veramente piaciuto l’incontro con loro e se la moglie era stata brava, sicuro gli risposi di si e gli dissi che se volevano ero disposto ad un ulteriore incontro. Dopo questa mia frase Fabio mi chiese a bruciapelo se mi era piaciuta anche la parte in cui lui mi aveva preso il cazzo tra le mani e mi aveva portato alla sborata conclusiva, fui preso un po’ in contropiede e gli chiesi perché mi faceva questa domanda. Per risposta mi sentii dire che già da qualche tempo lui sentiva una certa attrazione verso il suo stesso sesso e che io ero stato il primo uomo a cui aveva chiesto certe cose. Gli risposi che al momento a me non interessava avere certi incontri, ma che l’essermi fatto toccare da un uomo non mi aveva creato imbarazzo ne schifo. Gli spiegai poi anche quella certa attrazione che avevo provato nel vedere il suo uccello, ai miei occhi un arnese veramente bello, ma che nonostante tutto un incontro gay era ancora lontano dal mio modo di vedere il sesso. Lui mi disse che gli bastava questa mia spiegazione e che se avrei voluto dovevo solo telefonargli. Da quel giorno però, molto probabilmente per colpa delle mie parole, le telefonate di Fabio si fecero sempre più assillanti, fino a quando per interrompere questa tortura gli chiesi di incontrare nuovamente lui e la moglie. Fissato l’incontro mi recai a casa loro e dopo un aperitivo mi misi a parlare con loro spiegando le mie perplessità sulla richiesta di Fabio. Chiara mi disse che Fabio gli aveva spiegato tutto e che gli aveva anche confidato di provare verso di me una forte attrazione, per cui se volevo continuare a frequentarli avrei dovuto mettermi alla prova. Ringraziai per la franchezza e me ne tornai a casa pensieroso. Nei giorni successivi mi successe una cosa strana, quando mi facevo la doccia, se pensavo a Fabio ed al suo uccello, il mio uccello diventava duro e grosso e dentro di me sentivo una strana sensazione. Questa cosa mi capitò più volte e dopo circa una settimana oltre al pensiero di Fabio anche la domanda “come sarà farsi succhiare il cazzo da un uomo o succhiare il cazzo“ creava in me una strana eccitazione e mi portava a farmi delle goderecce seghe. Dopo qualche tempo decisi di telefonare a Chiara e Fabio e spiegare loro quello che mi era successo e soprattutto quello che provavo, subito mi convinsero ad andare a casa loro per parlarne più approfonditamente. Accettai l’invito, anche perché ormai ero convinto che con Fabio poteva esserci qualche cosa, sapendo che se proprio non ci fossi riuscito potevo sempre rivolgermi alla splendida e calorosa Chiara. Quella sera arrivai a casa loro e quasi non volevo entrare per paura di quest’incontro, ma fattomi forza entrai ed incominciai a scambiare due chiacchere. Dopo circa mezz’ora Chiara mi chiese se preferivo avere la sua presenza o se gradivo restare solo con Fabio, gli chiesi allora se poteva inizialmente restare al di fuori di questo incontro e lei con fare gentile mi disse che non c’era nessun problema, si chiuse nella sua stanza ed io rimasto solo con Fabio incominciai a spogliarmi, mentre anche lui si apprestava a farlo. Una volta nudi vidi che la differenza era lampante, il cazzo di Fabio era grosso e duro nella sua perfezione, mentre il mio non ne voleva sapere di alzarsi. A questo Fabio si avvicinò a me e dicendomi di stare calmo incominciò a toccarmi sfiorando gentilmente il mio uccello, per qualche attimo non successe nulla ma poi anch’io incominciai ad avere l’erezione. Mentre lui mi toccava io non riuscivo a fare altro che guardare fisso il suo uccello, fu così che ad un certo punto Fabio mi prese la mano e me la portò al suo pisello. Incominciai a toccarlo e devo dire che l’avere tra le mani uno splendido arnese come quello fece si che la mia eccitazione crescesse sempre più, fino a quando incominciai ad andare su e giù per farlo godere. A questo punto Fabio si rilassò ed incominciò a godere del massaggio e preso anche lui dall’eccitazione si sdraiò sopra le mie gambe ed incominciò a farmi un pompino. Mi piaceva e mi eccitava molto vedere la sua bocca che succhiava il mio cazzo e pur non essendo bravo come la moglie mi causava un godimento sempre più forte. Intanto io continuavo a menare il suo splendido arnese, e sia i miei che i suoi gemiti aumentavano con il passare del tempo, fino a quando, girando la mia faccia verso il basso del suo corpo, vidi uscire dalla punta del suo uccello una serie di schizzi di sperma che finirono in parte sul divano ed in parte sulla mia mano. Sentire il suo caldo sperma che colava tra le mie dita fece si che l’eccitazione in me divenne massima fino a quando anch’io raggiunsi l’orgasmo riempiendogli la bocca. Lui non si tolse ed anzi continuò a leccarmi e succhiarmi l’uccello, mentre il suo pian piano tornava ad essere duro, fu a questo punto che preso da tutto ciò che era successo gli chiesi di ripulirsi un pochino perché avrei voluto provare a fargli un pompino pure io. Felicissimo si alzò e dopo essersi ripulito mi si presentò davanti con l’uccello che in quel momento mi sembrò ancora più bello di quello che avevo pensato fino a poco prima. Mi appoggiai allo schienale del divano e lo feci salire in ginocchio e scivolando un pochino mi avvicinai a lui incominciando a menare il suo arnese. Poco dopo mi avvicinai con la bocca incominciando a baciarlo e subito dopo a succhiarlo piano piano fino ad arrivare quasi alle palle, mi piaceva questa sensazione ed intanto sentivo che il mio uccello stava tornando duro. Più pompavo e più i suoi gemiti aumentavano fino a quando all’improvviso sentii uno strano calore sul mio uccello, era Chiara che non riuscendo più a stare in camera era arrivata ai miei piedi ed aveva incominciato a pompare pure me. Molto probabilmente il piacere che mi fece provare Chiara fu talmente esilarante che mi misi a pompare sempre più forte sull’uccello di Fabio che in breve mi riempì la bocca con il suo caldo ed abbondante sperma. Non riuscii ad ingoiare ed allora continuando a succhiare il cazzo feci cadere lo sperma fino a quando sentii salire i brividi per la mia schiena e provando un immenso piacere riempii a mia volta la bocca di Chiara..


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