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Genere tradimenti

GIOVANI AMANTI - PARTE 2


di bondagetta
scritto il 31-01-2010

...(SEGUE)...

...hanno finito di spalmarmi l'olio sulla schiena e li ho invitati e prendere anche loro il Sole con me e per qualche minuto si sono distesi ai miei lati, ma la situazione si era riscaldata al punto da diventare rovente, e non era certo colpa del Sole che pure picchiava mica male…inutile negare che quelle mani che mi avevano carezzata dolcemente per lunghi minuti avevano lasciato dentro di me un senso di inquietudine pazzesco ed anche un desiderio che tornassero ad accarezzarmi al più presto; desiderio che ad ogni istante diventava più forte, fino a che è diventato insopportabile, così mi sono girata sul davanti col preciso scopo che ricominciassero a spalmarmi l’olio. cioè no, col preciso scopo che tornassero ad accarezzarmi, perché prendersi in giro? Però volevo che fossero loro ad offrirsi purchè non avessero aspettato troppo! Per fortuna non ho dovuto umiliarmi, se fossi stata io a chiederglielo chissà come sarebbe finita…

-Possiamo spalmarti anche davanti?
-Va bene ma facciamo così uno di voi due mi spalma l'olio dalle spalle al ventre e l'altro sul resto del corpo...ok?
-Certo...

Girata con la schiena sul lettino prendisole, i due ragazzi cominciano diligentemente il loro lavoro Daniele si occupa della parte “bassa” e Andrea dell'altra...ben presto le mani dei due ragazzi raggiungono le mie parti intime, quasi subito sento una specie di fuoco nel basso ventre, un fuoco che non conosco che non ho mai provato che la mia malizia mi abbia preso la mano? Daniele aveva cominciato a spalmarmi l'olio a partire dalle caviglie ed era rapidamente arrivato alla parte alta delle mie cosce peraltro generosamente spalancate, e le sue dita avevano subito cominciato ad infilarsi sotto lo slip, Andrea a sua volta me lo spalmava intorno ai miei seni senza mancare di scantonare sopra di loro ripetutamente e poiché non avevo fatto alcuna rimostranza si erano sentiti autorizzati a continuare ed ora Andrea mi palpeggiava i seni senza sosta tenendo costantemente le mani sotto il mio reggiseno e Daniele faceva lo stesso “servizio” alla mia “sorellina”, sentivo il mio respiro affannato, d'impulso ho slacciato il laccetto dietro il collo e mi sono sfilata il reggiseno.

-Voglio prendere il Sole integrale... Andrea mettimi l'olio anche sui seni, vuoi?
-Certo Rita con grande piacere
Poi ho puntato i piedi sul lettino ed ho sollevato il bacino
-Daniele, toglimi lo slip per favore
-Si Rita...subito

Ho sentito le sue mani che quasi tremavano mentre me lo sfilavano via, è chiaro che stavo esagerando ma non me ne rendevo conto in quel momento. Andrea mi ha messo l'olio sui seni ho chiuso gli occhi e l'attimo dopo ho sentito le sue mani che
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me li stringevano con delicatezze ho trattenuto a stento un gemito di piacere ma non sono riuscita a trattenere un sospiro che era tutto un programma ed in quello stesso istante Daniele mi aveva “irrorato” il pube di olio abbronzante e me lo stava spalmando con le mani e subito i miei sospiri si sono fatti più forti e più intensi e sempre più difficile mi riusciva di trattenere i miei gemiti e col passare del tempo, secondo dopo secondo, mi risultava sempre più difficile mantenermi immobile ed indifferente le mani di Andrea ormai mi palpeggiavano i seni ora carezzandoli ora stringendoli e sentivo che i capezzoli erano diventati duri come il marmo, Daniele invece ormai mi passava la mano sulla fica l'aveva infilata in mezzo alle cosce e non smetteva un attimo di fare su e giù sentivo le sue dita farsi ad ogni movimento più audaci mi sfioravano “l'apertura” e subivo ogni passaggio di quella mano sulla mia fica col fiato sospeso aspettandomi che da un momento all'altro mi infilasse dentro le dita e cominciasse a sditalinarmi...quasi lo aspettavo, quasi lo desideravo.

”Mi piace quanto mi piace quello che mi stanno facendo, non resisto più…qui finisce male qui finisce male questi mi si fanno non resisto più è come se stessi andando a fuoco”

Più o meno questo è quello che ho pensato, forse non le parole precise ma il concetto era ben chiaro, stavo perdendo il controllo, non riuscivo più a trattenere i gemiti di piacere ed avevo anche cominciato ad agitarmi delle vere e proprie convulsioni di piacere…mi stavano pomiciando nel vero senso della parola…ed erano maledettamente bravi, dovevo fare assolutamente qualcosa.

-Vi prego ragazzi non esagerate...
-Ti stiamo spalmando l'olio come ci avevi chiesto
-No, mi state pomiciando, voi mi state pomiciando...vi prego basta basta

Mi sono alzata ho raccolto le mie cose e sono corsa verso casa ho salito di corsa le scale e lì sul corridoio c'era mio marito che si stava ricomponendo...

-Ma che cavolo stai facendo?
-Niente. niente
-Ti stavi...masturbando. hai visto tutto e ti stavi...ma che schifo, che razza di uomo sei?
-Schifo? Perchè? Sono anni che ti chiedo di fare quello che stavi facendo e adesso ti sorprendi? E adesso perchè sei scappata?
-Come perchè??? Quei due ragazzini mi stavano pomiciando a tutto spiano ma che razza d'uomo sei??? Sono tua moglie!!! Non te lo ricordi???
-Certo che me lo ricordo ed era una favola guardarti mentre ti agitavi in quel modo e quei ragazzini che ti toccavano dappertutto. lo sai voglio una moglie puttana, pagherei per averla...ti prego torna di sotto e fatti fottere da loro
-Cosa? Ma fottiti tu!!! Razza di cornuto pervertito...
-Magari!!!

Credevo di averlo insultato invece gli avevo fatto un complimento! Pazzesco, semplicemente pazzesco, un po' da tutta la situazione, mi sembrava in un mondo surreale, tutto diverso da quello che avevo sempre conosciuto ed anch'io mi sentivo diversa. ero sconvolta e c'è voluta un’eternità perché riacquistassi il controllo delle mie azioni, una bella lunghissima doccia ed un bicchierino di “Martini” per aiutarmi a spegnere quel fuoco che sembrava inestinguibile…una faticaccia terribile…ho giurato a me stessa che non sarebbe più successo che non avrei mai più permesso a quei ragazzi di ridurmi in quello stato anche perché avevo capito che ogni volta si andava un pochino più avanti dove avremmo potuto arrivare? In nessun posto pensavo, ammettevo con me stessa che questi giochini mi piacevano, mi facevano sentire ancora desiderata e voluta e non dai miei coetanei che per la verità non hanno mai smesso di guardarmi un certo modo, soprattutto i cosiddetti amici di mio marito pronti a cornificarlo all’istante se io avessi un fatto un piccolo cenno, no, da uomini così, ma da ragazzi, ragazzi giovani nel fiore degli anni e belli, bellissimi che avrebbero potuto avere qualsiasi ragazza della loro età ma preferivano giocare con me piuttosto che correre dietro alle loro coetanee…bastava poco ed avrei potuto coltivare le loro illusioni di potermi avere ed io avrei potuto soddisfare qualche piccola malizia senza arrivare alle estreme conseguenze, questo pensavo e di questo ero convinta... una pia illusione come avrei scoperto in seguito... ma andiamo con ordine…senza fretta perché precorrere i tempi? C’è una lunga dolce strada da percorrere

Così eccomi nella Mercedes di Giuliano e Marina stiamo tornando a Roma dopo una visita a certi nostri comuni amici, io sono seduta dietro con Daniele, Andrea è rimasto a casa con i postumi di un'influenza e mio marito Piero non è potuto venire a causa di impegni di lavoro...è tardi, notte fonda, siamo tutti molto stanchi, Marina s è addormentata davanti mentre Giuliano è concentrato alla guida nell’aria si diffonde la musica della radio, sono sveglia anche Daniele seduto accanto a me è altrettanto sveglio ma contrariamente alle mie aspettative, nonostante il buio ed il fatto che fossimo in viaggio già da un po’ non ha preso la minima iniziativa…è stata una giornata strana ormai ogni volta che mi trova coi nostri amici la giornata è scandita dalle avances che i loro figli mi riservano ma oggi sono stata pressochè ignorata, forse a causa della presenza di una certa Michela che ha attirato le attenzioni di Daniele ed io mi sono ritrovata in disparte e la cosa NON mi ha fatto piacere, con immensa costernazione ho scoperto che le attenzioni di Daniele mi mancavano e nonostante avessi più volte creato le situazioni perchè ci provasse non aveva fatto nessun tentativo, ero un po’ sono sorpresa ed irritata, segnale pericolosissimo ma che allora non capii. adesso eravamo in macchina da soli, quella Michela non c'era più che aspettava a darsi da fare? Sinceramente mi aspettavo che appena partiti avrebbe allungato la mano per tastarmi le cosce, ci sono abituata ormai e lo avrei lasciato fare come tante altre volte in passato ma stavolta…stavolta sembrava distante disinteressato forse all'improvviso aveva scoperto che gli piacciono le coetanee ed io che in fondo gli ho concesso molto poco non vado più bene...preferisco pensare che abbia bisogno di una “spintarella” non potrei mai accettare che mi abbia messa da parte la mia vanità femminile non me lo permette...anche se so benissimo che le nuove generazioni vogliono tutto e subito io non sono disposta ad accettare questa regola ed in quel momento non sapevo neppure se gli avrei dato tutto, ho deciso di provare a vedere se ormai mi aveva messa da parte stanco dei nostri giochetti e se aveva bisogno solo di essere “stimolato”.

“Forse vuole di più”

Dopo aver formulato questo pensiero scopro un po’ le mie cosce lasciando salire la gonna fino a scoprire il gancetto del reggicalze…non succede niente…allora faccio salire ancora un po’ la gonna scavallo le gambe e le allargo leggermente, un segnale fin troppo chiaro

“Dai che altro devo fare? Allunga la mano che ci sto te la faccio toccare non ti piace più? Non starai pensando ancora a quella ragazzina io sono una donna vera!!!”

Ero andata un po’ su di giri ormai mi ero talmente abituata alle avances che mi facevano questi ragazzi che erano diventate una droga, e se una volta non succedeva niente finivo per sentirmi come se mi mancasse qualcosa…ero arrivata a pensare che la mancanza del fratello Andrea stesse in qualche modo frenando gli impeti di Daniele…poi, quando mi ero già rassegnata ad un viaggio noiosissimo e lunghissimo come un fulmine a ciel sereno ho sentito un lieve tocco sulla mia coscia e non ho avuto bisogno di sbirciare per capire di cosa si trattasse specialmente quando ho sentito il calore della sua mano aperta che si infilava in mezzo alle mie cosce che si erano aperte così…naturalmente…ho sospirato…

-Rita tutto bene?
-Ma certo Giuly tutto bene, adesso và tutto bene

“Ma certo Giuly va tutto bene adesso che tuo figlio ha cominciato a palpeggiarmi le cosce và tutto benissimo”

Chissà come avrebbe reagito il buon Giuliano se gli avessi risposto con questo pensiero che in quel momento mi ha fulminato la mente e chissà cosa avrebbe fatto se si fosse accorto che proprio in quel momento la mano di Daniele del suo “piccolo” Daniele aveva raggiunto la mia fica separata da quella mano da un piccolo lembo di stoffa in pizzo chiamato “perizoma”!!!


…(CONTINUA 2)…

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