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» Nell'argomento: Violenza sessuale: ieri e oggi
8 anni fa
P.s. Non intendo dire con quanto detto nel post sopra si risolva il problema. Ma semplicemente potremmo dire noi ce l’abbiamo messa tutta.
» Nell'argomento: Violenza sessuale: ieri e oggi
8 anni fa
Supponiamo di avere disturbi al fegato
Sappiamo che con le dovute cure e dieta questo possa essere guarito o nelle peggiori delle ipotesi tenuto sotto controllo. Segue un recupero per non far tornare il problema.
Quindi abbiamo un male e la sua cura. Non vi sembra che manchi qualcosa?
Manca ciò che precede il tutto cioè “la causa”.
L’ordine sarebbe: causa, effetto, cura.
Ora portiamo quanto detto nella violenza sessuale.
Cura: repressione (tramite le leggi e la loro applicazione), per non far tornare il problema dopo la repressione dove sia possibile occorre il recupero.
Effetto: violenza ed abusi sulle donne
Causa: qui il discorso diventa ampio, poiché non esiste la singola causa, ma molteplici concause. Per semplificazione ( non me ne vogliate se semplifico troppo al fine di esprimere un concetto di base ) guardiamo da dove possono nascere queste concause.
Se l’individuo crescesse solo in casa ( niente scuola, palestra, amici, social ecc. ecc.) allora basterebbe che l’ambiente familiare trasmettesse i giusti valori, tipo niente litigi tra genitori che si rispettano tra loro, passaggio di insegnamenti chiari con altrettante risposte chiare ai dubbi del bambino/ragazzo, nessuna violenza per far apprendere un qualcosa sostituendo tale metodo con chiarimenti verbali di volta in volta mirati in base all’età del figlio.
Ma poiché l’individuo non cresce solo in casa ciò non è sufficiente.
Quindi serve seguire in modo più ampio l’individuo.
1. Se in tv ci sono scene di violenza sarebbe meglio non farle vedere a bambini al di sotto di 10 anni, in caso contrario e per bambini più grandi guardare la ti assieme a loro spiegando le scene particolari e ricordando la differenza con la realtà e ciò che è giusto, non comprare video giochi violenti optando magari per quelli che aiutano riflessi e mente ( troppo spesso si lasciano i bambini da soli davanti alla tv che gli è stata messa apposta nella cambretta pur di stare in pace, stessa cosa vale per i video giochi). Passare più tempo possibile con loro, giocando o inventando giochi.
2. Teniamoci informati sulle giornate dei nostri figli fuori casa, al rientro a casa chiediamo cosa ha fatto e con chi, a tavola teniamo i telefoni e la tv spenta e conversiamo, soprattutto tutti i pasti facciamoli insieme, evitiamo di parlare di parlare di argomenti in cui non tutti possono partecipare ( bollette, politica ecc. ecc.)
3. Cerchiamo di tenere sotto controllo l’uso di internet e dei social
4. Diamo dei limiti all’uso dei telefonini
5. Cerchiamo di dedicare almeno una giornata a settimana per fare qualcosa con loro ( un gara in bici, la visita ad un parco, insegnarli a pescare ecc. ecc.)
6. Cerchiamo di conoscere gli amici ( invitandoli a casa vostra per i compiti, per giocare con i vostri figli ecc. ecc. )
7. Siate presenti nei loro momenti importanti ( primo giorno di scuole, la recita, il saggio, il compleanno, ecc. ecc. )
8. Trasmettete il valore dei soldi e i valori morali, e che tutto ha un costo anche non economico.
9. Insegnateli a non cadere ma ancora di più a sapersi rialzare.
10. Fate passare il messaggio che bullismo ed atti di forza o mancanza di rispetto verso i deboli, sono sbagliati.
Ovviamente si potrebbe andare avanti ancora per molto, ma in modo semplice si può semplicemente dire seguite i figli e siate il loro faro per un porto sicuro, il loro rifugio dalle brutture della vita, il loro super eroe da emulare. Il vecchio saggio che li guida ma mai comanda.
Tutto a parole semplice eppure in troppi anno tv e video giochi come babysitter, la strada come insegnante, le cattive compagnie come riferimento.
Lavoro, affanni, problemi e bisogni personali non giustificano la non presenza nella vita dei figli. Il lavoro di genitori è a tempo pieno, un lavoro che nessuno insegna che muta di generazione in generazione.
Scusatemi per la mia troppa sintesi ( e forse superficialità). Grazie
Sappiamo che con le dovute cure e dieta questo possa essere guarito o nelle peggiori delle ipotesi tenuto sotto controllo. Segue un recupero per non far tornare il problema.
Quindi abbiamo un male e la sua cura. Non vi sembra che manchi qualcosa?
Manca ciò che precede il tutto cioè “la causa”.
L’ordine sarebbe: causa, effetto, cura.
Ora portiamo quanto detto nella violenza sessuale.
Cura: repressione (tramite le leggi e la loro applicazione), per non far tornare il problema dopo la repressione dove sia possibile occorre il recupero.
Effetto: violenza ed abusi sulle donne
Causa: qui il discorso diventa ampio, poiché non esiste la singola causa, ma molteplici concause. Per semplificazione ( non me ne vogliate se semplifico troppo al fine di esprimere un concetto di base ) guardiamo da dove possono nascere queste concause.
Se l’individuo crescesse solo in casa ( niente scuola, palestra, amici, social ecc. ecc.) allora basterebbe che l’ambiente familiare trasmettesse i giusti valori, tipo niente litigi tra genitori che si rispettano tra loro, passaggio di insegnamenti chiari con altrettante risposte chiare ai dubbi del bambino/ragazzo, nessuna violenza per far apprendere un qualcosa sostituendo tale metodo con chiarimenti verbali di volta in volta mirati in base all’età del figlio.
Ma poiché l’individuo non cresce solo in casa ciò non è sufficiente.
Quindi serve seguire in modo più ampio l’individuo.
1. Se in tv ci sono scene di violenza sarebbe meglio non farle vedere a bambini al di sotto di 10 anni, in caso contrario e per bambini più grandi guardare la ti assieme a loro spiegando le scene particolari e ricordando la differenza con la realtà e ciò che è giusto, non comprare video giochi violenti optando magari per quelli che aiutano riflessi e mente ( troppo spesso si lasciano i bambini da soli davanti alla tv che gli è stata messa apposta nella cambretta pur di stare in pace, stessa cosa vale per i video giochi). Passare più tempo possibile con loro, giocando o inventando giochi.
2. Teniamoci informati sulle giornate dei nostri figli fuori casa, al rientro a casa chiediamo cosa ha fatto e con chi, a tavola teniamo i telefoni e la tv spenta e conversiamo, soprattutto tutti i pasti facciamoli insieme, evitiamo di parlare di parlare di argomenti in cui non tutti possono partecipare ( bollette, politica ecc. ecc.)
3. Cerchiamo di tenere sotto controllo l’uso di internet e dei social
4. Diamo dei limiti all’uso dei telefonini
5. Cerchiamo di dedicare almeno una giornata a settimana per fare qualcosa con loro ( un gara in bici, la visita ad un parco, insegnarli a pescare ecc. ecc.)
6. Cerchiamo di conoscere gli amici ( invitandoli a casa vostra per i compiti, per giocare con i vostri figli ecc. ecc. )
7. Siate presenti nei loro momenti importanti ( primo giorno di scuole, la recita, il saggio, il compleanno, ecc. ecc. )
8. Trasmettete il valore dei soldi e i valori morali, e che tutto ha un costo anche non economico.
9. Insegnateli a non cadere ma ancora di più a sapersi rialzare.
10. Fate passare il messaggio che bullismo ed atti di forza o mancanza di rispetto verso i deboli, sono sbagliati.
Ovviamente si potrebbe andare avanti ancora per molto, ma in modo semplice si può semplicemente dire seguite i figli e siate il loro faro per un porto sicuro, il loro rifugio dalle brutture della vita, il loro super eroe da emulare. Il vecchio saggio che li guida ma mai comanda.
Tutto a parole semplice eppure in troppi anno tv e video giochi come babysitter, la strada come insegnante, le cattive compagnie come riferimento.
Lavoro, affanni, problemi e bisogni personali non giustificano la non presenza nella vita dei figli. Il lavoro di genitori è a tempo pieno, un lavoro che nessuno insegna che muta di generazione in generazione.
Scusatemi per la mia troppa sintesi ( e forse superficialità). Grazie
» Nell'argomento: Il tavolino del bar.....
8 anni fa
Involtini di pesce spada alla messinese
[url=https://postimages.org/][img]https://s1.postimg.org/46c4akernz/2968_C0_CF-8042-4555-_B6_CB-54283_FF900_E3.jpg[/img][/url]
Preparazione:
http://blog.giallozafferano.it/toniaincucina/involtini-di-pesce-spada-alla-messinese/
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Preparazione:
http://blog.giallozafferano.it/toniaincucina/involtini-di-pesce-spada-alla-messinese/
» Nell'argomento: La notizia del giorno
8 anni fa
[url=https://postimages.org/][img]https://s1.postimg.org/44vss299bj/72_D93_A13-4_C30-49_A2-_B486-260831_B2122_A.jpg[/img][/url]
Arte erotica: statue e pitture antiche che fanno impallidire la pornografia moderna
Sono rappresentazioni esplicite, che non lasciano nulla all’immaginazione ma, attenzione, vietato gridare allo scandalo o parlare di pornografia.
Il sesso e l’erotismo nell’antichità, presso le popolazioni più differenti, non sono mai stati argomenti da censurare e queste immagini non rappresentano di certo i predecessori di giornaletti porno, filmografia di quart’ordine o di YouPorn.
Presso i popoli della Mesopotamia (circa 3000 a.C.), il sesso era strettamente associato alla fertilità e ai rituali religiosi atti a propiziarla. Il culto della “ierogamia”, per esempio, prevedeva che il re-sacerdote, rappresentante terreno della divinità, si unisse con una sacerdotessa, simbolo della divinità femminile.
È cosa nota, del resto, che al di là dei suoi legami con la religione – pensiamo per esempio al culto del dio Priapo, ben rappresentato anche a Pompei ed Ercolano -, nell’antica Grecia e a Roma, la sessualità fosse strettamente legata anche alla sfera educativa. Che fosse usanza che i ragazzini fossero educati alla vita adulta, culturalmente, socialmente e anche sessualmente parlando, da adulti dello stesso sesso non è un mistero (si pensi a Saffo e alla comunità fondata dalla poetessa sull’isola di Lesbo, in onore di Afrodite). Così come le unioni extraconiugali e la stessa prostituzione erano assolutamente praticate senza scandalo alcuno.
Va detto, per onore di cronaca, che tale approccio libertino riguardava per lo più l’uomo e non era invece contemplato per la donna e il discorso, anche a livello artistico, in ogni caso sarebbe più ampio. Ma non è questa la sede.
Senza entrare poi nel merito di come questo approccio sia cambiato, di fatto, con l’avvento del cristianesimo, un capitolo a parte andrebbe poi aperto sulle culture orientali, dove l’erotismo è sempre stato intrecciato in maniera fitta sia con la religione, sia con l’educazione.
In questa gallery, per esempio, è interessante vedere le statue, davvero esplicite, rappresentate sui templi di Khajuraho in India, dove campeggiano orge e scene lascive che, per alcuni, rappresenterebbero i piaceri terreni che è necessario abbandonare per accedere alla sfera divina, mentre per altri si collocano nella tradizione tantrica che sostiene che, per raggiungere il Nirvana, sia necessario sperimentare gli stessi.
Lasciamo quindi da parte censure e inutili perbenismi e godiamoci questa gallery dedicata alle sculture erotiche dell’antichità
[url=https://postimg.org/image/5ntqsoasa3/][img]https://s1.postimg.org/4odnfi814f/C802_E03_F-_CDFB-4696-_A831-0_B2_EBCF0_A841.jpg[/img][/url]
Arte erotica: statue e pitture antiche che fanno impallidire la pornografia moderna
Sono rappresentazioni esplicite, che non lasciano nulla all’immaginazione ma, attenzione, vietato gridare allo scandalo o parlare di pornografia.
Il sesso e l’erotismo nell’antichità, presso le popolazioni più differenti, non sono mai stati argomenti da censurare e queste immagini non rappresentano di certo i predecessori di giornaletti porno, filmografia di quart’ordine o di YouPorn.
Presso i popoli della Mesopotamia (circa 3000 a.C.), il sesso era strettamente associato alla fertilità e ai rituali religiosi atti a propiziarla. Il culto della “ierogamia”, per esempio, prevedeva che il re-sacerdote, rappresentante terreno della divinità, si unisse con una sacerdotessa, simbolo della divinità femminile.
È cosa nota, del resto, che al di là dei suoi legami con la religione – pensiamo per esempio al culto del dio Priapo, ben rappresentato anche a Pompei ed Ercolano -, nell’antica Grecia e a Roma, la sessualità fosse strettamente legata anche alla sfera educativa. Che fosse usanza che i ragazzini fossero educati alla vita adulta, culturalmente, socialmente e anche sessualmente parlando, da adulti dello stesso sesso non è un mistero (si pensi a Saffo e alla comunità fondata dalla poetessa sull’isola di Lesbo, in onore di Afrodite). Così come le unioni extraconiugali e la stessa prostituzione erano assolutamente praticate senza scandalo alcuno.
Va detto, per onore di cronaca, che tale approccio libertino riguardava per lo più l’uomo e non era invece contemplato per la donna e il discorso, anche a livello artistico, in ogni caso sarebbe più ampio. Ma non è questa la sede.
Senza entrare poi nel merito di come questo approccio sia cambiato, di fatto, con l’avvento del cristianesimo, un capitolo a parte andrebbe poi aperto sulle culture orientali, dove l’erotismo è sempre stato intrecciato in maniera fitta sia con la religione, sia con l’educazione.
In questa gallery, per esempio, è interessante vedere le statue, davvero esplicite, rappresentate sui templi di Khajuraho in India, dove campeggiano orge e scene lascive che, per alcuni, rappresenterebbero i piaceri terreni che è necessario abbandonare per accedere alla sfera divina, mentre per altri si collocano nella tradizione tantrica che sostiene che, per raggiungere il Nirvana, sia necessario sperimentare gli stessi.
Lasciamo quindi da parte censure e inutili perbenismi e godiamoci questa gallery dedicata alle sculture erotiche dell’antichità
[url=https://postimg.org/image/5ntqsoasa3/][img]https://s1.postimg.org/4odnfi814f/C802_E03_F-_CDFB-4696-_A831-0_B2_EBCF0_A841.jpg[/img][/url]
» Nell'argomento: Il tavolino del bar.....
8 anni fa
Pignolata messinese
[url=https://postimages.org/][img]https://s1.postimg.org/6am8w1kc6n/DE6_D9_AF3-8208-49_C9-_A781-70_B431689910.jpg[/img][/url]
Preparazione:
http://www.fragolosi.it/dolci-e-dessert/pignolata-alla-messinese/
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Preparazione:
http://www.fragolosi.it/dolci-e-dessert/pignolata-alla-messinese/
» Nell'argomento: Il tavolino del bar.....
8 anni fa
Pasta alla Norma
[url=https://postimages.org/][img]https://s1.postimg.org/5a9usroim7/8_BE53_D67-5_F7_C-4773-_BBFE-_A11_A9_B456_CB2.jpg[/img][/url]
Preparazione:
http://ricette.giallozafferano.it/Spaghetti-alla-Norma.html
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Preparazione:
http://ricette.giallozafferano.it/Spaghetti-alla-Norma.html
» Nell'argomento: La notizia del giorno
8 anni fa
[url=https://postimages.org/][img]https://s1.postimg.org/5r93r6i6jz/406_A1_F07-_C095-4938-9_E2_D-9_BEBC3_BADA04.jpg[/img][/url]
Ricerca scientifica ha studiato il fenomeno dei “trombamici”
I cosiddetti “trombamici”, o amici di letto (cioè persone che fanno regolarmente sesso assieme ma non hanno una relazione) sono una cosa un po’ strana: la scienza (ma anche l’esperienza) infatti da tempo ha mostrato che gli uomini tendono a preferire relazioni molteplici di breve termine, mentre le donne relazioni monogame stabili più lunghe. Non si tratta, a scanso di equivoci di un fatto vincolante, ma la tendenza generale è comunque quella, anche in culture diverse.
Come si colloca allora la “trombamicizia”, che dovrebbe essere qualcosa di svantaggioso sia per gli uomini (che in questo modo hanno un solo partner anziché molti) che per le donne (che non hanno una relazione stabile)? Un gruppo di ricercatori del dipartimento di psicologia della New Mexico State University se lo è chiesto.
Dallo studio è emerso che la “trombamicizia” è una sorta di compromesso in cui entrambi i soggetti hanno dei vantaggi, una sorta di strategia “subottimale” rispetto a quella ideale, per la quale però viene spesa meno energia. Per gli uomini, infatti, la “trombamica” è “un partner sessuale a basso investimento”, mentre per le donne il trombamico è “un modo per testare un potenziale partner a lungo termine”.
Insomma sembrerebbe che uomini e donne abbiano obiettivi piuttosto diversi dall’“amicizia di letto”, il che espone potenzialmente a rischio di delusioni nello sviluppo del rapporto.
Ricerca scientifica ha studiato il fenomeno dei “trombamici”
I cosiddetti “trombamici”, o amici di letto (cioè persone che fanno regolarmente sesso assieme ma non hanno una relazione) sono una cosa un po’ strana: la scienza (ma anche l’esperienza) infatti da tempo ha mostrato che gli uomini tendono a preferire relazioni molteplici di breve termine, mentre le donne relazioni monogame stabili più lunghe. Non si tratta, a scanso di equivoci di un fatto vincolante, ma la tendenza generale è comunque quella, anche in culture diverse.
Come si colloca allora la “trombamicizia”, che dovrebbe essere qualcosa di svantaggioso sia per gli uomini (che in questo modo hanno un solo partner anziché molti) che per le donne (che non hanno una relazione stabile)? Un gruppo di ricercatori del dipartimento di psicologia della New Mexico State University se lo è chiesto.
Dallo studio è emerso che la “trombamicizia” è una sorta di compromesso in cui entrambi i soggetti hanno dei vantaggi, una sorta di strategia “subottimale” rispetto a quella ideale, per la quale però viene spesa meno energia. Per gli uomini, infatti, la “trombamica” è “un partner sessuale a basso investimento”, mentre per le donne il trombamico è “un modo per testare un potenziale partner a lungo termine”.
Insomma sembrerebbe che uomini e donne abbiano obiettivi piuttosto diversi dall’“amicizia di letto”, il che espone potenzialmente a rischio di delusioni nello sviluppo del rapporto.
» Nell'argomento: Il tavolino del bar.....
8 anni fa
Arancini di riso..........alla Messinese
[url=https://postimg.org/image/9ftt48m61n/][img]https://s1.postimg.org/9mx0zo8bhb/6_AE838_AF-_F6_AA-4_DE9-_BA99-_EB637_A5_ECB6_B.jpg[/img][/url]
Istruzioni:
http://blog.giallozafferano.it/giovannibrigandi69/arancini-riso-messinese/
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Istruzioni:
http://blog.giallozafferano.it/giovannibrigandi69/arancini-riso-messinese/
» Nell'argomento: Violenza sessuale: ieri e oggi
8 anni fa
Uno scorpione doveva attraversare un fiume, ma non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana che si trovava lì accanto. Così, con voce dolce e suadente, le disse: “Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull’altra sponda.” La rana gli rispose “Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!” “E per quale motivo dovrei farlo?” incalzò lo scorpione “Se ti pungessi, tu moriresti ed io, non sapendo nuotare, annegherei!” La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell’obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua.
A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione. Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all’insano ospite il perché del folle gesto. “Perché sono uno scorpione…” rispose lui “E’ la mia natura!”
A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione. Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all’insano ospite il perché del folle gesto. “Perché sono uno scorpione…” rispose lui “E’ la mia natura!”
» Nell'argomento: La notizia del giorno
8 anni fa
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Studio: i maggiori consumatori di pornografia online sono gli Stati più religiosi
Uno studio scientifico ha esaminato i dati sulle ricerche collegate a pornografia nei vari stati USA, scoprendo che è proprio negli stati più religiosi che arrivano più numerose le ricerche.
Il motivo sarebbe che il contesto culturale incoraggerebbe esperienze sessuali “private”.
Qualunque sia l’atteggiamento personale verso di essa, è un dato di fatto che la pornografia ha un mercato molto ampio, cosa che è ben noto trova riscontro anche su Internet. Per questo motivo le ricerche sociologiche non possono ignorare il fenomeno.
I dati di Google Trends, che permettono di vedere quanto sono cercate specifiche parole chiave e da che zone, sono oggi un fonte estremamente interessante per chi si occupa di scienze sociali: un gruppo di ricercatori li ha usati per esaminare le ricerche di materiale pornografico online, in particolare andando a confrontare i trend in diverse aree geografiche, interessati a capire se ci siano differenze tra le zone “più religiose” e quelle meno.
“Mentre il collegamento tra caratteristiche religiose personali e consumo di pornografia è ampiamente studiato, poche ricerche hanno cerato di capire se il contesto religioso più ampio possa influenzare il consumo” spiegano i ricercatori nell’articolo pubblicato.
L’analisi statistica dei dati ha permesso di verificare che gli stati a maggior presenza di persone che si dichiarano religiose, e soprattutto di “fondamentalisti cristiani” (cioè tutti quei movimenti che applicano una lettura letterale della Bibbia) è correlata ad una maggiore ricerca di materiale a luci rosse su Internet.
Una precedente ricerca aveva scoperto la stagione degli amori
Non si tratta della prima ricerca che usa i dati delle ricerche su Google per esaminare il consumo di pornografia: una precedente ricerca aveva analizzato come queste ricerche variassero nel corso dei mesi dell’anno, scoprendo che la richiesta è maggiore in inverno e ad inizio estate, facendo supporre ai ricercatori l’esistenza di due “stagioni degli amori” degli esseri umani.
Studio: i maggiori consumatori di pornografia online sono gli Stati più religiosi
Uno studio scientifico ha esaminato i dati sulle ricerche collegate a pornografia nei vari stati USA, scoprendo che è proprio negli stati più religiosi che arrivano più numerose le ricerche.
Il motivo sarebbe che il contesto culturale incoraggerebbe esperienze sessuali “private”.
Qualunque sia l’atteggiamento personale verso di essa, è un dato di fatto che la pornografia ha un mercato molto ampio, cosa che è ben noto trova riscontro anche su Internet. Per questo motivo le ricerche sociologiche non possono ignorare il fenomeno.
I dati di Google Trends, che permettono di vedere quanto sono cercate specifiche parole chiave e da che zone, sono oggi un fonte estremamente interessante per chi si occupa di scienze sociali: un gruppo di ricercatori li ha usati per esaminare le ricerche di materiale pornografico online, in particolare andando a confrontare i trend in diverse aree geografiche, interessati a capire se ci siano differenze tra le zone “più religiose” e quelle meno.
“Mentre il collegamento tra caratteristiche religiose personali e consumo di pornografia è ampiamente studiato, poche ricerche hanno cerato di capire se il contesto religioso più ampio possa influenzare il consumo” spiegano i ricercatori nell’articolo pubblicato.
L’analisi statistica dei dati ha permesso di verificare che gli stati a maggior presenza di persone che si dichiarano religiose, e soprattutto di “fondamentalisti cristiani” (cioè tutti quei movimenti che applicano una lettura letterale della Bibbia) è correlata ad una maggiore ricerca di materiale a luci rosse su Internet.
Una precedente ricerca aveva scoperto la stagione degli amori
Non si tratta della prima ricerca che usa i dati delle ricerche su Google per esaminare il consumo di pornografia: una precedente ricerca aveva analizzato come queste ricerche variassero nel corso dei mesi dell’anno, scoprendo che la richiesta è maggiore in inverno e ad inizio estate, facendo supporre ai ricercatori l’esistenza di due “stagioni degli amori” degli esseri umani.
» Nell'argomento: La notizia del giorno
8 anni faQuotato da milanoin,Volevo scrivere qualcosa di toccante.
Ma niente.... Toccatevi da soli. 😄
Invito più che sensato, se quando si hanno certi pruriti ( malsani ) ci si toccasse da soli, magari anche le violenze diminuirebbero.
» Nell'argomento: La notizia del giorno
8 anni fa
Ti ringrazio per l’invito, l’idea mi sembra valida ( anche se in definitiva sta ai frequentatori cogliere l’invito ).
Qui si dà una notizia ( come dicevi tu il giornale del bar ) e se poi questa notizia viene commentata al bar ben venga.
È un modo come un’altro per scambiare opinioni.
Qui si dà una notizia ( come dicevi tu il giornale del bar ) e se poi questa notizia viene commentata al bar ben venga.
È un modo come un’altro per scambiare opinioni.
» Nell'argomento: La notizia del giorno
8 anni fa
P.s. Mi piacerebbe che anche voi postate delle notizie ( anche più notizie al giorno) di qualsiasi genere anche divertenti o perché no anche l’oroscopo del giorno.
» Nell'argomento: La notizia del giorno
8 anni fa
[url=https://postimages.org/][img]https://s1.postimg.org/44rwnxg43j/7660_C034-75_B5-44_AE-_AE0_C-64_ED84_EC7722.jpg[/img][/url]
In Italia c'è un allarme stupri?
Allora leggetevi i dati del resto d'Europa
Negli ultimi giorni diversi casi nel nostro Paese.
Siamo andati a capire la situazione fuori dai nostri confini
STUPRI VIOLENZA-SESSUALE
Gli ultimi episodi di violenza sulle donne avvenuti in tutta Italia - da Rimini a Bologna, da Milano al Salento - riportano in primo piano questo dramma con numeri agghiaccianti che parlano di quasi 11 stupri al giorno, 4mila ogni anno e oltre un milione di donne colpite nel corso della vita. Questa è l’Italia. Ma in Europa? Qual è la situazione in Francia, Spagna, Germania e Regno Unito? Per provare ad avere un quadro della situazione, si può partire dal rapporto diffuso nel 2016 dallo United Nations Entity for Gender Equality and the Empowerment of Women (UN Women).
Secondo il documento dell’agenzia dell’Onu, il 13% delle donne spagnole tra i 18 e i 74 anni hanno subito almeno una violenza fisica e/o sessuale da parte del partner nella propria vita, una percentuale che sale al 26% in Francia, al 22% in Germania e addirittura al 29% in Gran Bretagna, mentre in Italia è al 19%.
Quanto alle violenze sessuali compiute da un non-partner, la percentuale di donne che ne hanno subita una nell’arco della propria vita, in Italia è del 5%, in Gran Bretagna e Germania del 7%, in Francia del 9% mentre in Spagna del 3%.
Il rapporto Onu si basa su un’ampia ricerca compiuta dall’Ue nel 2012, con 42mila testimonianze, fornendo la più accurata fotografia sulle violenze subite dalle donne nel Vecchio Continente.
Un rapporto sulle violenze subite dopo i 15 anni
Una lettura confermata dai dati diffusi dallo European Institute for Gender Equality nel novembre 2016: guardando alle donne che hanno subito violenza fisica o sessuale, fin dall’età di 15 anni, il record negativo lo detengono Francia e Gran Bretagna con il 44%, 11% in più della media europea (33%), segue la Germania con il 35%, ultime Italia (27%) e Spagna (22%), con dati inferiori rispetto a quelli complessivi europei
In particolare, nel rapporto si sottolinea come nel Regno Unito il 68% delle donne hanno subito molestie sessuali, tra il 2014-2015 nella sola Scozia sono stati denunciati 1.797 casi di stupro, mentre nell’Irlanda del Nord tra giugno 2015 e giugno 2016 i crimini sessuali sono cresciuti del 9% rispetto all’anno precedente. In Francia, tra 2007 e 2008 150mila donne tra i 18 e i 75 anni sono state violentate, in Germania nel 2012 solo l’8,4% di tutte le violenze sessuali denunciate hanno portato a condanne.
In Spagna il sondaggio più recente (2015) ha riferito che il 24% delle donne ha subito violenze fisiche o sessuali e nello stesso anno sono stati registrati 129.193 casi di violenza da parte del partner. In Italia la percentuale di donne tra i 16 e i 70 anni vittime di violenza sessuali è pari al 21% e il 5% delle donne ha subito nella vita uno stupro o tentato stupro.
I casi che riguardano gli uomini
La rete Rape Crisis England & Wales riporta una serie di dati, basati su statistiche ufficiali del 2013, secondo i quali circa 85mila donne e 12mila uomini subiscono uno stupro ogni anno, circa 11 violenze sessuali all’ora (e si parla solo di casi di adulti), una donna su 5 ha avuto esperienza di una qualche forma di violenza sessuale dall’età di 16 anni, solo il 15% denuncia alla polizia e in circa il 90% dei casi la vittima dello stupro conosce il suo aggressore.
Il rapporto ‘An Overview of Sexual Offending in England and Wales’, bollettino statistico ufficiale prodotto dal ministero della Giustizia britannico riferito al periodo marzo 2015-marzo 2016, sottolinea che alla polizia sono stati denunciati 106.098 reati sessuali, il numero più alto dall’introduzione nel 2002 del registro nazionale dei crimini. L’aumento dei casi registrati si ritiene che rifletta una maggiore consapevolezza nelle vittime della necessità di denunciare le violenze.
Non possiamo non tenere conto, quando osserviamo il fenomeno del femminicidio, dell'altra faccia della medaglia: la condizione maschile, l'emancipazione psicologica dell'uomo, i pregiudizi legati al concetto di maschio e il tabù che riguarda la violenza femminile sul sesso opposto. Violenza che esiste - anche se raramente ha dinamiche omicidiarie - e che riguarda la psiche, il portafogli e perfino la sessualità. In Italia sono poche le indagini in questo senso. Una di queste - passata quasi inosservata - è stata effettuata nel 2012 da una equipe dell'Università di Siena su un campione di uomini tra i 18 e i 70 anni. La metodologia è la stessa utilizzata dall'Istat nel 2006, per la raccolta dei dati sulla violenza contro le donne. Secondo l'indagine dell'Università di Siena, nel 2011 sarebbero stati oltre 5 milioni gli uomini vittime di violenza femminile configurata in: minaccia di esercitare violenza (63,1%); graffi, morsi, capelli strappati (60,05); lancio di oggetti (51,02); percosse con calci e pugni (58,1%). Molto inferiori (8,4%), a differenza della violenza esercitata sulle donne, gli atti che possono mettere a rischio l'incolumità personale e portare al decesso.
Una differenza rilevante questa, che in parte giustifica la maggiore attenzione al femminicidio. Nella voce «altre forme di violenza» dell'indagine (15,7%) compaiono tentativi di folgorazione con la corrente elettrica, investimenti con l'auto, mani schiacciate nelle porte, spinte dalle scale. Come gli uomini anche le donne usano forme di violenza psicologica ed economica se pur con dinamiche diverse: critiche a causa di un impiego poco remunerato (50.8%); denigrazioni a causa della vita modesta consentita alla partner (50,2%); paragoni irridenti con persone che hanno guadagni migliori (38,2%); rifiuto di partecipare economicamente alla gestione familiare (48,2%); critiche per difetti fisici (29,3%). Insulti e umiliazione raggiungono una quota di intervistati del 75,4%; distruzione, danneggiamento di beni, minaccia (47,1%); minaccia di suicidio o di autolesionismo (32,4%), specialmente durante la cessazione della convivenza e in presenza di figli, spesso utilizzati in modo strumentale: minaccia di chiedere la separazione, togliere casa e risorse, ridurre in rovina (68,4%); minaccia di portare via i figli (58,2%); minaccia di ostacolare i contatti con i figli (59,4%); minaccia di impedire definitivamente ogni contatto con i figli (43,8%). Nulla di nuovo rispetto alle ricerche sulla violenza nell'ambito delle relazioni intime condotte in altri paesi, dove c'è una maggiore propensione a studiare il fenomeno tenendo conto di entrambi i sessi.
In una ricerca effettuata nel 2015 nell'ambito del progetto europeo Daphne III sulla violenza nelle dinamiche di coppia e che coinvolge 5 paesi tra cui l'Italia, analizzando un campione di giovani tra i 14 e i 17 anni: le ragazze che hanno subito una forma di violenza sessuale variano dal 17% al 41% in base all'entità dell'aggressione e i ragazzi dal 9% al 25%.
Senza la capacità di ascolto e di aiutare gli uomini concretamente a gestire gli impulsi distruttivi o a risanare una ferita dovuta ad abusi subiti da una donna, non ci sarà mai la possibilità di risolvere un problema profondo e articolato come quello della violenza domestica. Oltre il genere però. Perché il centro di tutto non siano i maschi o le femmine, ma la persona.
Il caso francese
In Francia, il nuovo ministro per l’Uguaglianza di Genere, la 34enne Marlene Schiappa, pochi giorni fa ha annunciato l’intenzione di presentare una bozza di legge per renderà le molestie sessuali contro le donne per strada punibili con multe fino a 5mila euro. “E’ un grosso fenomeno in Francia” e “gli uomini ritengono che sia un comportamento accettabile”.
Sul sito del suo ministero, in una infografica su “Le donne e gli spazi pubblici, 10 dati da conoscere” si riporta come il 100% delle utilizzatrici dei mezzi pubblici sono state vittime almeno una volta nella loro vita di molestie sessuali o aggressioni, il 25% delle donne tra i 18 e i 29 anni hanno paura per strada e il 40% delle donne francesi hanno rinunciato a frequentare certi luoghi pubblici in seguito a manifestazioni di sessismo.
Spagna e Italia
Per quanto riguarda Spagna e Italia, tra il 2015 e il 2016 ricercatori hanno condotto una serie di interviste nell’ambito del progetto “WAVE: Women Against Violence Engagement” sulla violenza sulle donne, mettendo a confronto i due Paesi, insieme anche alla Turchia. Nel documento finale si riferisce che il 27% delle donne italiane e il 22% di quelle spagnole hanno subito violenza fisica o sessuale da parte del partner o di un non-partner nella loro vita dall’età di 15 anni, nello specifico delle violenze sessuali da parte di un non-partner la percentuale è del 5% in Italia e del 3% in Spagna.
In Italia c'è un allarme stupri?
Allora leggetevi i dati del resto d'Europa
Negli ultimi giorni diversi casi nel nostro Paese.
Siamo andati a capire la situazione fuori dai nostri confini
STUPRI VIOLENZA-SESSUALE
Gli ultimi episodi di violenza sulle donne avvenuti in tutta Italia - da Rimini a Bologna, da Milano al Salento - riportano in primo piano questo dramma con numeri agghiaccianti che parlano di quasi 11 stupri al giorno, 4mila ogni anno e oltre un milione di donne colpite nel corso della vita. Questa è l’Italia. Ma in Europa? Qual è la situazione in Francia, Spagna, Germania e Regno Unito? Per provare ad avere un quadro della situazione, si può partire dal rapporto diffuso nel 2016 dallo United Nations Entity for Gender Equality and the Empowerment of Women (UN Women).
Secondo il documento dell’agenzia dell’Onu, il 13% delle donne spagnole tra i 18 e i 74 anni hanno subito almeno una violenza fisica e/o sessuale da parte del partner nella propria vita, una percentuale che sale al 26% in Francia, al 22% in Germania e addirittura al 29% in Gran Bretagna, mentre in Italia è al 19%.
Quanto alle violenze sessuali compiute da un non-partner, la percentuale di donne che ne hanno subita una nell’arco della propria vita, in Italia è del 5%, in Gran Bretagna e Germania del 7%, in Francia del 9% mentre in Spagna del 3%.
Il rapporto Onu si basa su un’ampia ricerca compiuta dall’Ue nel 2012, con 42mila testimonianze, fornendo la più accurata fotografia sulle violenze subite dalle donne nel Vecchio Continente.
Un rapporto sulle violenze subite dopo i 15 anni
Una lettura confermata dai dati diffusi dallo European Institute for Gender Equality nel novembre 2016: guardando alle donne che hanno subito violenza fisica o sessuale, fin dall’età di 15 anni, il record negativo lo detengono Francia e Gran Bretagna con il 44%, 11% in più della media europea (33%), segue la Germania con il 35%, ultime Italia (27%) e Spagna (22%), con dati inferiori rispetto a quelli complessivi europei
In particolare, nel rapporto si sottolinea come nel Regno Unito il 68% delle donne hanno subito molestie sessuali, tra il 2014-2015 nella sola Scozia sono stati denunciati 1.797 casi di stupro, mentre nell’Irlanda del Nord tra giugno 2015 e giugno 2016 i crimini sessuali sono cresciuti del 9% rispetto all’anno precedente. In Francia, tra 2007 e 2008 150mila donne tra i 18 e i 75 anni sono state violentate, in Germania nel 2012 solo l’8,4% di tutte le violenze sessuali denunciate hanno portato a condanne.
In Spagna il sondaggio più recente (2015) ha riferito che il 24% delle donne ha subito violenze fisiche o sessuali e nello stesso anno sono stati registrati 129.193 casi di violenza da parte del partner. In Italia la percentuale di donne tra i 16 e i 70 anni vittime di violenza sessuali è pari al 21% e il 5% delle donne ha subito nella vita uno stupro o tentato stupro.
I casi che riguardano gli uomini
La rete Rape Crisis England & Wales riporta una serie di dati, basati su statistiche ufficiali del 2013, secondo i quali circa 85mila donne e 12mila uomini subiscono uno stupro ogni anno, circa 11 violenze sessuali all’ora (e si parla solo di casi di adulti), una donna su 5 ha avuto esperienza di una qualche forma di violenza sessuale dall’età di 16 anni, solo il 15% denuncia alla polizia e in circa il 90% dei casi la vittima dello stupro conosce il suo aggressore.
Il rapporto ‘An Overview of Sexual Offending in England and Wales’, bollettino statistico ufficiale prodotto dal ministero della Giustizia britannico riferito al periodo marzo 2015-marzo 2016, sottolinea che alla polizia sono stati denunciati 106.098 reati sessuali, il numero più alto dall’introduzione nel 2002 del registro nazionale dei crimini. L’aumento dei casi registrati si ritiene che rifletta una maggiore consapevolezza nelle vittime della necessità di denunciare le violenze.
Non possiamo non tenere conto, quando osserviamo il fenomeno del femminicidio, dell'altra faccia della medaglia: la condizione maschile, l'emancipazione psicologica dell'uomo, i pregiudizi legati al concetto di maschio e il tabù che riguarda la violenza femminile sul sesso opposto. Violenza che esiste - anche se raramente ha dinamiche omicidiarie - e che riguarda la psiche, il portafogli e perfino la sessualità. In Italia sono poche le indagini in questo senso. Una di queste - passata quasi inosservata - è stata effettuata nel 2012 da una equipe dell'Università di Siena su un campione di uomini tra i 18 e i 70 anni. La metodologia è la stessa utilizzata dall'Istat nel 2006, per la raccolta dei dati sulla violenza contro le donne. Secondo l'indagine dell'Università di Siena, nel 2011 sarebbero stati oltre 5 milioni gli uomini vittime di violenza femminile configurata in: minaccia di esercitare violenza (63,1%); graffi, morsi, capelli strappati (60,05); lancio di oggetti (51,02); percosse con calci e pugni (58,1%). Molto inferiori (8,4%), a differenza della violenza esercitata sulle donne, gli atti che possono mettere a rischio l'incolumità personale e portare al decesso.
Una differenza rilevante questa, che in parte giustifica la maggiore attenzione al femminicidio. Nella voce «altre forme di violenza» dell'indagine (15,7%) compaiono tentativi di folgorazione con la corrente elettrica, investimenti con l'auto, mani schiacciate nelle porte, spinte dalle scale. Come gli uomini anche le donne usano forme di violenza psicologica ed economica se pur con dinamiche diverse: critiche a causa di un impiego poco remunerato (50.8%); denigrazioni a causa della vita modesta consentita alla partner (50,2%); paragoni irridenti con persone che hanno guadagni migliori (38,2%); rifiuto di partecipare economicamente alla gestione familiare (48,2%); critiche per difetti fisici (29,3%). Insulti e umiliazione raggiungono una quota di intervistati del 75,4%; distruzione, danneggiamento di beni, minaccia (47,1%); minaccia di suicidio o di autolesionismo (32,4%), specialmente durante la cessazione della convivenza e in presenza di figli, spesso utilizzati in modo strumentale: minaccia di chiedere la separazione, togliere casa e risorse, ridurre in rovina (68,4%); minaccia di portare via i figli (58,2%); minaccia di ostacolare i contatti con i figli (59,4%); minaccia di impedire definitivamente ogni contatto con i figli (43,8%). Nulla di nuovo rispetto alle ricerche sulla violenza nell'ambito delle relazioni intime condotte in altri paesi, dove c'è una maggiore propensione a studiare il fenomeno tenendo conto di entrambi i sessi.
In una ricerca effettuata nel 2015 nell'ambito del progetto europeo Daphne III sulla violenza nelle dinamiche di coppia e che coinvolge 5 paesi tra cui l'Italia, analizzando un campione di giovani tra i 14 e i 17 anni: le ragazze che hanno subito una forma di violenza sessuale variano dal 17% al 41% in base all'entità dell'aggressione e i ragazzi dal 9% al 25%.
Senza la capacità di ascolto e di aiutare gli uomini concretamente a gestire gli impulsi distruttivi o a risanare una ferita dovuta ad abusi subiti da una donna, non ci sarà mai la possibilità di risolvere un problema profondo e articolato come quello della violenza domestica. Oltre il genere però. Perché il centro di tutto non siano i maschi o le femmine, ma la persona.
Il caso francese
In Francia, il nuovo ministro per l’Uguaglianza di Genere, la 34enne Marlene Schiappa, pochi giorni fa ha annunciato l’intenzione di presentare una bozza di legge per renderà le molestie sessuali contro le donne per strada punibili con multe fino a 5mila euro. “E’ un grosso fenomeno in Francia” e “gli uomini ritengono che sia un comportamento accettabile”.
Sul sito del suo ministero, in una infografica su “Le donne e gli spazi pubblici, 10 dati da conoscere” si riporta come il 100% delle utilizzatrici dei mezzi pubblici sono state vittime almeno una volta nella loro vita di molestie sessuali o aggressioni, il 25% delle donne tra i 18 e i 29 anni hanno paura per strada e il 40% delle donne francesi hanno rinunciato a frequentare certi luoghi pubblici in seguito a manifestazioni di sessismo.
Spagna e Italia
Per quanto riguarda Spagna e Italia, tra il 2015 e il 2016 ricercatori hanno condotto una serie di interviste nell’ambito del progetto “WAVE: Women Against Violence Engagement” sulla violenza sulle donne, mettendo a confronto i due Paesi, insieme anche alla Turchia. Nel documento finale si riferisce che il 27% delle donne italiane e il 22% di quelle spagnole hanno subito violenza fisica o sessuale da parte del partner o di un non-partner nella loro vita dall’età di 15 anni, nello specifico delle violenze sessuali da parte di un non-partner la percentuale è del 5% in Italia e del 3% in Spagna.
» Nell'argomento: Angolo dell'umorismo
8 anni fa
L' appuntato al maresciallo :
'per fare un po' di spazio in archivio possiamo bruciare i fascicoli più
vecchi di 10 anni?
Il Maresciallo: 'Ottima idea, ma per sicurezza fai prima le fotocopie....'
=====================
Sciagura aerea nei pressi di Roma.
Si e' schiantato un elicottero in un cimitero.
I carabinieri hanno già estratto 685 corpi e stanno ancora scavando.....
=====================
Un giorno non ce l'ho fatta più, ho preso la mia ragazza e le ho detto:
'Cara, io sto con te perché mi accontento.'
E lei mi ha risposto: 'Io invece non mi accontento: sto anche con un altro.'
=====================
Adamo va dal Signore.
Adamo: 'Posso farti una domanda?'
Dio: 'Dimmi pure figliolo.'
Adamo: 'Perché hai fatto Eva così bella?'
Dio: 'Perché tu la potessi amare.'
Adamo: 'E allora perché l' hai fatta così stupida?'
Dio:
'Perché lei amasse te.'
======================
Un tipo domanda:
'Come ti chiami?'.
L'altro 'Dodododomenico ..'
'Ah.
sei balbuziente?'
'No. Mio padre è balbuziente e quello dell'anagrafe è un bastardo!'
======================
Mi hai portato in un ristorante all'aperto, ha cominciato piovere e ci
ho messo 3 ore per finire il brodo!!!
======================
Manda queste barzellette alle 5 persone che ritieni più simpatiche.
Vedrai che dopo 3 giorni ...non succederà un cazzo, come sempre, ma almeno avrete riso un pochino!👻 finalmente una catena seria😂😂😂
'per fare un po' di spazio in archivio possiamo bruciare i fascicoli più
vecchi di 10 anni?
Il Maresciallo: 'Ottima idea, ma per sicurezza fai prima le fotocopie....'
=====================
Sciagura aerea nei pressi di Roma.
Si e' schiantato un elicottero in un cimitero.
I carabinieri hanno già estratto 685 corpi e stanno ancora scavando.....
=====================
Un giorno non ce l'ho fatta più, ho preso la mia ragazza e le ho detto:
'Cara, io sto con te perché mi accontento.'
E lei mi ha risposto: 'Io invece non mi accontento: sto anche con un altro.'
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Adamo va dal Signore.
Adamo: 'Posso farti una domanda?'
Dio: 'Dimmi pure figliolo.'
Adamo: 'Perché hai fatto Eva così bella?'
Dio: 'Perché tu la potessi amare.'
Adamo: 'E allora perché l' hai fatta così stupida?'
Dio:
'Perché lei amasse te.'
======================
Un tipo domanda:
'Come ti chiami?'.
L'altro 'Dodododomenico ..'
'Ah.
sei balbuziente?'
'No. Mio padre è balbuziente e quello dell'anagrafe è un bastardo!'
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Mi hai portato in un ristorante all'aperto, ha cominciato piovere e ci
ho messo 3 ore per finire il brodo!!!
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Manda queste barzellette alle 5 persone che ritieni più simpatiche.
Vedrai che dopo 3 giorni ...non succederà un cazzo, come sempre, ma almeno avrete riso un pochino!👻 finalmente una catena seria😂😂😂
» Nell'argomento: La notizia del giorno
8 anni fa
[url=https://postimages.org/][img]https://s1.postimg.org/50lk28uzof/7_A4616_C3-809_F-4_FE4-9_E11-_AE6_CDD68_C305.jpg[/img][/url]
Ricerca studia quali sono le fantasie sessuali più diffuse (e quelle meno).
La questione non è una curiosità pruriginosa: il punto invece è che molte teorie e trattamenti utilizzano le fantasie sessuali come strumento per identificare devianze, ma non era mai stato approfondito quali fantasie siano “normali” o quali estremamente insolite.
L’obiettivo principale dello studio, che ha coinvolto oltre 1.500 persone, era dunque di determinare quali fantasie sessuali sono rare, insolite, comuni o tipiche da un punto di vista statistico impiegando un campione relativamente ampio di adulti. Un obiettivo secondario era poi quello di fornire un confronto statistico della natura e l’intensità di fantasie sessuali tra uomini e donne.
Dalla ricerca, è emerso che in realtà ci sono poche fantasie sessuali che sono realmente rare: alcune sono estremamente comuni (come il sesso orale) e riguardano praticamente tutti. Inoltre certe fantasie spesso considerate insolite sembrano essere in realtà comuni.
Siete curiosi di sapere da quanti sono condivisi le vostre fantasie? Nella tabella trovate i risultati della ricerca
[url=https://postimg.org/image/6woxl10ry3/][img]https://s1.postimg.org/4u94wz26wv/3_DE53601-_B638-426_E-8916-8482735_B54_AD.jpg[/img][/url]
Ricerca studia quali sono le fantasie sessuali più diffuse (e quelle meno).
La questione non è una curiosità pruriginosa: il punto invece è che molte teorie e trattamenti utilizzano le fantasie sessuali come strumento per identificare devianze, ma non era mai stato approfondito quali fantasie siano “normali” o quali estremamente insolite.
L’obiettivo principale dello studio, che ha coinvolto oltre 1.500 persone, era dunque di determinare quali fantasie sessuali sono rare, insolite, comuni o tipiche da un punto di vista statistico impiegando un campione relativamente ampio di adulti. Un obiettivo secondario era poi quello di fornire un confronto statistico della natura e l’intensità di fantasie sessuali tra uomini e donne.
Dalla ricerca, è emerso che in realtà ci sono poche fantasie sessuali che sono realmente rare: alcune sono estremamente comuni (come il sesso orale) e riguardano praticamente tutti. Inoltre certe fantasie spesso considerate insolite sembrano essere in realtà comuni.
Siete curiosi di sapere da quanti sono condivisi le vostre fantasie? Nella tabella trovate i risultati della ricerca
[url=https://postimg.org/image/6woxl10ry3/][img]https://s1.postimg.org/4u94wz26wv/3_DE53601-_B638-426_E-8916-8482735_B54_AD.jpg[/img][/url]
» Nell'argomento: La notizia del giorno
8 anni faQuotato da mishaemasha,devo dire che dopo avere letto attentamente le due pagine mi sorge un dubbio che giro ad ade e bixo....
io che non sono laureato ma ho fatto un paio di esami a scienze politiche...me la posso fare una pippa o no? 💋 😋 😋 😋 😋 [...]
Si ma ricordati di segnarti quante volte te la fai, in che ore della giornata, l’intensità, il motivo che ti ha portato a fartela ( ispirazione ), se poi finita eri soddisfatto o meno e per finire il voto che gli daresti.
» Nell'argomento: La notizia del giorno
8 anni fa
Studio: fare sesso più di una volta a settimana non rende più felici.
L?idea diffusa è che più spesso si fa sesso, più si è felici: lo scrittore statunitense John Updike una volta ha detto ? il sesso è come i soldi: solo troppo è abbastanza?. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Social Psychological and Personality Science, però, sembra che le cose non stiano esattamente così.
Un gruppo di ricercatori ha analizzato i risultati di tre interviste che hanno coinvolto un totale di oltre 30.000 soggetti, per verificare se esista effettivamente una correlazione tra frequenza dei rapporti sessuali e felicità.
Già il primo degli studi ha dato risultati che possono apparire sorprendenti, perché è apparsa sì una correlazione tra rapporti sessuali e felicità, ma solamente per le persone impegnate in una relazione. Per i single, insomma, la frequenza dei rapporti sessuali non sarebbe determinante per la loro felicità.
Il secondo e terzo studio hanno quindi preso in esame solo soggetti ?impegnati? ed è emerso che la correlazione tra frequenza del sesso e felicità esiste, ma che questa correlazione non è lineare ma è piuttosto una curva: la felicità si ?stabilizza? oltre la frequenza di un rapporto a settimana. In altre parole, fare sesso meno di una volta a settimana rende effettivamente più infelici, ma fare sesso una volta alla settimana o quattro non conduce ad un maggiore livello di felicità.
L?idea diffusa è che più spesso si fa sesso, più si è felici: lo scrittore statunitense John Updike una volta ha detto ? il sesso è come i soldi: solo troppo è abbastanza?. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Social Psychological and Personality Science, però, sembra che le cose non stiano esattamente così.
Un gruppo di ricercatori ha analizzato i risultati di tre interviste che hanno coinvolto un totale di oltre 30.000 soggetti, per verificare se esista effettivamente una correlazione tra frequenza dei rapporti sessuali e felicità.
Già il primo degli studi ha dato risultati che possono apparire sorprendenti, perché è apparsa sì una correlazione tra rapporti sessuali e felicità, ma solamente per le persone impegnate in una relazione. Per i single, insomma, la frequenza dei rapporti sessuali non sarebbe determinante per la loro felicità.
Il secondo e terzo studio hanno quindi preso in esame solo soggetti ?impegnati? ed è emerso che la correlazione tra frequenza del sesso e felicità esiste, ma che questa correlazione non è lineare ma è piuttosto una curva: la felicità si ?stabilizza? oltre la frequenza di un rapporto a settimana. In altre parole, fare sesso meno di una volta a settimana rende effettivamente più infelici, ma fare sesso una volta alla settimana o quattro non conduce ad un maggiore livello di felicità.
» Nell'argomento: La notizia del giorno
8 anni fa
Ho postato la notizia così come era pubblicata.
Per quel che ho capito, sembra che mentre l’uomo raggiunge facilmente l’orgasmo guardando i video a prescindere della scena sessuale che vede, mentre per la donna non è così, anzi è l’opposto.
Ciò ha portato i ricercatori a concludere che mentre gli uomini si immedesimano nelle scene guardate come reali ( il che li porta ad illudersi che le donne possono provare l’orgasmo replicando le azioni apprese nel video ). Per le donne non è così, anzi difficilmente si immedesimano nelle scene guardate, e quindi non solo non le ritengono reali e non raggiungono facilmente l’orgasmo, ma neppure pensano di ripeterle nella realtà.
Almeno questo è ciò che ho capito io 😜
Per quel che ho capito, sembra che mentre l’uomo raggiunge facilmente l’orgasmo guardando i video a prescindere della scena sessuale che vede, mentre per la donna non è così, anzi è l’opposto.
Ciò ha portato i ricercatori a concludere che mentre gli uomini si immedesimano nelle scene guardate come reali ( il che li porta ad illudersi che le donne possono provare l’orgasmo replicando le azioni apprese nel video ). Per le donne non è così, anzi difficilmente si immedesimano nelle scene guardate, e quindi non solo non le ritengono reali e non raggiungono facilmente l’orgasmo, ma neppure pensano di ripeterle nella realtà.
Almeno questo è ciò che ho capito io 😜
» Nell'argomento: La notizia del giorno
8 anni fa
Probabilmente non è una sorpresa per nessuno il fatto che la pornografia possa dare aspettative irrealistiche di ciò che è davvero il sesso . Ma in che termini questa rappresentazione?. Un gruppo di scienziati ha deciso di scoprirlo, e per farlo hanno analizzato i primi 50 video più visti su PornHub e hanno registrato “la frequenza degli orgasmi maschili e femminili, gli atti sessuali che inducono l’orgasmo (e se l’attività che induce gli orgasmi femminili includeva una qualche forma di stimolazione genitale) e indicatori uditivi (verbali, vocali) e visivi (corporei) dell’orgasmo”.
L’analisi ha scoperto che il 78% degli uomini, e solo il 18,3% delle donne, raggiunge con certezza l’orgasmo nei video porno popolari, spingendo alla conclusione che “le rappresentazioni di orgasmo maschile e femminile nella pornografia mainstream può a perpetuare credenze e aspettative non realistiche in relazione all’orgasmo femminile e alle prestazioni sessuali maschili”.
Il rischio, neanche troppo velato, per chi consuma troppa pornografia è dunque quello di sviluppare un idea distorta del sesso anche dal punto di vista del raggiungimento del piacere, con il rischio di trovarsi ad avere una vita sessuale reale insoddisfacente
L’analisi ha scoperto che il 78% degli uomini, e solo il 18,3% delle donne, raggiunge con certezza l’orgasmo nei video porno popolari, spingendo alla conclusione che “le rappresentazioni di orgasmo maschile e femminile nella pornografia mainstream può a perpetuare credenze e aspettative non realistiche in relazione all’orgasmo femminile e alle prestazioni sessuali maschili”.
Il rischio, neanche troppo velato, per chi consuma troppa pornografia è dunque quello di sviluppare un idea distorta del sesso anche dal punto di vista del raggiungimento del piacere, con il rischio di trovarsi ad avere una vita sessuale reale insoddisfacente



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