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» Nell'argomento: Piccoli aggiornamenti crescono...
12 anni fa
Complimenti anche da parte mia per la novità. Quella frase, estrapolata dal racconto, lo anticipa, ce ne svela qualche passaggio, ci stimola a leggerlo con maggiore attenzione e cura. Non fa che esaltare i buoni racconti, illuminandoli con un breve flash, mentre consente di prevenire quelli scritti meno bene. E' una scelta di qualità che non può che trovarmi favorevole con la vostra iniziativa. Bravi!
» Nell'argomento: Leggo per .....
12 anni fa
Come ho avuto modo di ricordare in un'altra discussione su questo forum, diceva C. Magris che: “Scrivere è trascrivere. Anche quando inventa, uno scrittore trascrive storie e cose di cui la vita lo ha reso partecipe: senza certi volti, certi eventi grandi o minimi, certi personaggi, certe luci, certe ombre, certi paesaggi, certi momenti di felicità e disperazione, tante pagine non sarebbero nate".
Perciò concordo molto con chi mi ha preceduto, specie con Giudy: leggo soprattutto per curiosità! Perché mi attira sbirciare nell'animo umano, nel caso in quello dello scrittore, cercare di capire quali sensazioni ed emozioni lo muovono, il suo modo di vedere e di raccontare.
Mi piace leggere per confrontarmi, per cercare di mettermi nei panni di chi scrive (e la cosa più bella è riuscire ad immedesimarsi nel racconto), cercando di valutare le mie posizioni da un punto di vista diverso dal solito.
Leggo per cercare delle conferme (soprattutto in tema di erotismo e intimità), per sincerarmi di non essere il solo a pensarla in un certo modo.
Leggo per imparare, per capire come si possa esprimere meglio quello che si ha dentro (idee, fantasie desideri, ecc.) vedendo come gli altri riescono a rendere più o meno bene il loro pensiero, le loro vicende, le storie che raccontano.
Perciò concordo molto con chi mi ha preceduto, specie con Giudy: leggo soprattutto per curiosità! Perché mi attira sbirciare nell'animo umano, nel caso in quello dello scrittore, cercare di capire quali sensazioni ed emozioni lo muovono, il suo modo di vedere e di raccontare.
Mi piace leggere per confrontarmi, per cercare di mettermi nei panni di chi scrive (e la cosa più bella è riuscire ad immedesimarsi nel racconto), cercando di valutare le mie posizioni da un punto di vista diverso dal solito.
Leggo per cercare delle conferme (soprattutto in tema di erotismo e intimità), per sincerarmi di non essere il solo a pensarla in un certo modo.
Leggo per imparare, per capire come si possa esprimere meglio quello che si ha dentro (idee, fantasie desideri, ecc.) vedendo come gli altri riescono a rendere più o meno bene il loro pensiero, le loro vicende, le storie che raccontano.
» Nell'argomento: letto in salotto
12 anni fa
Accetto la raccomandazione di Ocrec di rimanere in tema di racconti.
Anzi, mi scuso, se forse per primo, in questo 3D, ho adombrato un concorso fotografico. Con questa proposta volevo mettere l’accento sulla “espressività” delle foto allegate ai profili di ciascuno, e quindi di toccare un argomento molto attinente alla presenza su questo sito, e non riferirmi a un concorso di fotografia generico, troppo dilatato dall'infinita possibilità dei temi e delle tecniche. Si potrebbe anche decidere di votare per le immagini migliori (escluse quelle presenti sul palco delle esibizioniste) già presenti sui profili del sito, senza dover scomodare schiere di fotografi, professionisti o improvvisati. E non fermarsi al migliore modello/modella ripresi nella foto, ma valutare in primis la qualità della comunicazione, la pertinenza con il testo scritto, ecc.
Ma torniamo ai racconti e, visti gli ultimi interventi, al recente concorso.
Purtroppo ho scoperto troppo tardi l’iniziativa per potervi partecipare. Così mi sono divertito a stare in giuria. Vista la quantità dei racconti, leggendoli, mi sono fatto delle note personali, per ciascun racconto, che mi aiutassero a ricordarli e a scremare quelli da me ritenuti più meritevoli. Ovviamente, anche nel mio caso, il giudizio di ciascun giurato dipende da fattori molto personali e ritengo, in tal senso, che ogni giudizio sia rispettabile fin quando si rimane dentro canoni di educazione e di un minimo di obiettività.
Concordo poi in pieno con CoppiaNemo per la decisione di non pubblicare l’intera graduatoria per una questione di sensibilità verso tutti i partecipanti. Se a tutti piace vincere, alcuni non gradiscono affatto arrivare in fondo alla classifica, si convincono di non essere stati capiti, si lamentano di non aver riscosso apprezzamenti. Hanno perciò fatto bene la coppia promotrice del concorso a non invischiarsi in potenziali polemiche, recriminazioni, puntualizzazioni, ecc. o più semplicemente a non scoraggiare nessuno.
Considerati comunque gli outing sulle proprie preferenze e le diverse, legittime, opinioni sulla cima della graduatoria, vi metto a parte delle mie valutazioni (solo quelle dei primi posti)
Dopo una doverosa premessa, ho comunicato a CoppiaNemo quanto segue:
Perciò, secondo il mio giudizio:
Vincitore assoluto è N050 – AliceRobertoHot – Coppia Roma – (Racconti & Libri)
Titolo : Una notte a zero gradi
In poche righe riescono a dire tutto di un momento d’intimità, dell’atmosfera che li circonda, della loro passione, della fisicità del rapporto. “E noi invece salvi…” è il finale che proclama la loro ricetta contro lo squallore e le difficoltà che li circondano, è l’amore esplicato, esaltato nel sesso, che dà la misura dell’essersi trovati, della passione, è il segreto del sentirsi felici.
Segnalazioni a:
La migliore ambientazione N038 – Dexcartes – Singolo Liguria – (Racconti & Libri)
Titolo : Una notte a zero gradi
Lo pseudonimo non lasciava dubbi. Bello il contrasto tra il paesaggio desolato e gelido di una notte all'addiaccio, rischiarata dalle fiamme di una raffineria, e il tepore che pian piano, con complicità e trepidazione, s’instaura in macchina per scacciare il freddo. Zero volgarità, erotismo delicato, ma ugualmente coinvolgente e raffinato.
L’accadimento più originale N039 – Silti – Coppia Genova – (La Casa dell’Eros)
Titolo : Una notte a zero gradi
Situazione credibile e ben decritta. Il rapporto vive di un feeling imperniato innanzi tutto sugli sguardi, su quanto lei riesca a coinvolgere il protagonista, a stregarlo, senza offrirsi spudoratamente e senza toccarlo, fino al premio per la sua perseveranza. Situazione a suo modo originale, certo non paradossale o inverosimile come in altri racconti, eppure non così facile e scontata nella vita reale e men che mai in un parcheggio buio e freddo. Rassicurante la compagnia della Harley.
La migliore qualità letteraria N029 – Clorofille – Coppia Toscana – (Racconti & Libri)
Titolo : Vernacolo
Seppur scritto in dialetto toscano, l’uso dell’idioma riesce a dare spessore e sapore a un racconto che diversamente potrebbe risultare appena discreto. Il ricorso alla battuta e all'arguzia, tutta toscana, racconta di una sessualità domestica, non per questo meno appagante, di una complicità di lunga data, pur nella conflittualità amorevole dei due maturi coniugi. Alle volte non servono i fuochi artificiali, è ugualmente bello farlo davanti al fuoco del caminetto.
Come potete capire, considerazioni del tutto personali ma che possono aiutare a riflettere, come quelle già espresse da altri, qui sul forum, che sono servite a me per vedere i racconti sotto una luce diversa, per affinare la comprensione dei testi e coglierne aspetti che in qualche caso mi sono sfuggiti.
Anzi, mi scuso, se forse per primo, in questo 3D, ho adombrato un concorso fotografico. Con questa proposta volevo mettere l’accento sulla “espressività” delle foto allegate ai profili di ciascuno, e quindi di toccare un argomento molto attinente alla presenza su questo sito, e non riferirmi a un concorso di fotografia generico, troppo dilatato dall'infinita possibilità dei temi e delle tecniche. Si potrebbe anche decidere di votare per le immagini migliori (escluse quelle presenti sul palco delle esibizioniste) già presenti sui profili del sito, senza dover scomodare schiere di fotografi, professionisti o improvvisati. E non fermarsi al migliore modello/modella ripresi nella foto, ma valutare in primis la qualità della comunicazione, la pertinenza con il testo scritto, ecc.
Ma torniamo ai racconti e, visti gli ultimi interventi, al recente concorso.
Purtroppo ho scoperto troppo tardi l’iniziativa per potervi partecipare. Così mi sono divertito a stare in giuria. Vista la quantità dei racconti, leggendoli, mi sono fatto delle note personali, per ciascun racconto, che mi aiutassero a ricordarli e a scremare quelli da me ritenuti più meritevoli. Ovviamente, anche nel mio caso, il giudizio di ciascun giurato dipende da fattori molto personali e ritengo, in tal senso, che ogni giudizio sia rispettabile fin quando si rimane dentro canoni di educazione e di un minimo di obiettività.
Concordo poi in pieno con CoppiaNemo per la decisione di non pubblicare l’intera graduatoria per una questione di sensibilità verso tutti i partecipanti. Se a tutti piace vincere, alcuni non gradiscono affatto arrivare in fondo alla classifica, si convincono di non essere stati capiti, si lamentano di non aver riscosso apprezzamenti. Hanno perciò fatto bene la coppia promotrice del concorso a non invischiarsi in potenziali polemiche, recriminazioni, puntualizzazioni, ecc. o più semplicemente a non scoraggiare nessuno.
Considerati comunque gli outing sulle proprie preferenze e le diverse, legittime, opinioni sulla cima della graduatoria, vi metto a parte delle mie valutazioni (solo quelle dei primi posti)
Dopo una doverosa premessa, ho comunicato a CoppiaNemo quanto segue:
Perciò, secondo il mio giudizio:
Vincitore assoluto è N050 – AliceRobertoHot – Coppia Roma – (Racconti & Libri)
Titolo : Una notte a zero gradi
In poche righe riescono a dire tutto di un momento d’intimità, dell’atmosfera che li circonda, della loro passione, della fisicità del rapporto. “E noi invece salvi…” è il finale che proclama la loro ricetta contro lo squallore e le difficoltà che li circondano, è l’amore esplicato, esaltato nel sesso, che dà la misura dell’essersi trovati, della passione, è il segreto del sentirsi felici.
Segnalazioni a:
La migliore ambientazione N038 – Dexcartes – Singolo Liguria – (Racconti & Libri)
Titolo : Una notte a zero gradi
Lo pseudonimo non lasciava dubbi. Bello il contrasto tra il paesaggio desolato e gelido di una notte all'addiaccio, rischiarata dalle fiamme di una raffineria, e il tepore che pian piano, con complicità e trepidazione, s’instaura in macchina per scacciare il freddo. Zero volgarità, erotismo delicato, ma ugualmente coinvolgente e raffinato.
L’accadimento più originale N039 – Silti – Coppia Genova – (La Casa dell’Eros)
Titolo : Una notte a zero gradi
Situazione credibile e ben decritta. Il rapporto vive di un feeling imperniato innanzi tutto sugli sguardi, su quanto lei riesca a coinvolgere il protagonista, a stregarlo, senza offrirsi spudoratamente e senza toccarlo, fino al premio per la sua perseveranza. Situazione a suo modo originale, certo non paradossale o inverosimile come in altri racconti, eppure non così facile e scontata nella vita reale e men che mai in un parcheggio buio e freddo. Rassicurante la compagnia della Harley.
La migliore qualità letteraria N029 – Clorofille – Coppia Toscana – (Racconti & Libri)
Titolo : Vernacolo
Seppur scritto in dialetto toscano, l’uso dell’idioma riesce a dare spessore e sapore a un racconto che diversamente potrebbe risultare appena discreto. Il ricorso alla battuta e all'arguzia, tutta toscana, racconta di una sessualità domestica, non per questo meno appagante, di una complicità di lunga data, pur nella conflittualità amorevole dei due maturi coniugi. Alle volte non servono i fuochi artificiali, è ugualmente bello farlo davanti al fuoco del caminetto.
Come potete capire, considerazioni del tutto personali ma che possono aiutare a riflettere, come quelle già espresse da altri, qui sul forum, che sono servite a me per vedere i racconti sotto una luce diversa, per affinare la comprensione dei testi e coglierne aspetti che in qualche caso mi sono sfuggiti.
» Nell'argomento: letto in salotto
12 anni fa
Spinto dall'invito di Ocrec mi ci metto anch'io.
Innanzitutto un saluto a tutti i partecipanti del forum che ormai riconosco per averli seguiti nel fortunato concorso indetto da CoppiaNemo. Scontato il plauso per l’iniziativa, i complimenti ai vincitori e un grazie a tutti i partecipanti che hanno vivacizzato questa kermesse. Volevo proporre una stretta di mano a pierpatty6151 per la menzione che gentilmente ci accomuna tra i giurati più attenti, ma la possibilità di accesso al loro profilo per i messaggi dei singoli è preclusa (li capisco) e quindi lo faccio da qui.
Ma veniamo al tema del concorso. Iniziativa che molti, ed io tra loro, vorrebbero avesse un seguito. A mio modo di vedere vanno tenuti in considerazione alcuni fattori fondamentali: la natura del sito, i gusti e le preferenze che devono essere plurime, i tempi che per molti (come ribadito più volte anche nel forum) sono spesso tiranni.
La felice intuizione che riconosco a CoppiaNemo non è tanto quella del concorso, ma di essere riusciti a promuovere un’iniziativa snella e divertente. Se i 51 racconti fossero stati di 10 pagine piuttosto che di 10 righe, valutarli sarebbe stato un lavoro più che un giocoso passatempo e il giudizio sarebbe stato più complicato per la difficoltà di soppesare molti aspetti di ogni singolo racconto. Quello della “leggerezza” dovrebbe essere, a mio parere, un requisito fondamentale per il successo del prossimo concorso. Altrimenti diventa qualcosa di più strutturato, ma difficilmente gestibile da qualcosa che non sia un’organizzazione ben collaudata e con ampia disponibilità di tempo e risorse.
Inoltre, a me piacerebbe:
- che ci fossero delle regole ben definite, fin dall'inizio. Ci si divertirebbe ugualmente senza rischiare di restare frequentemente spiazzati (forse la mia collocazione geografica mi vede meno incline a moltiplicare il casino – scusate la pedanteria);
- che sia prevista l’assegnazione di un premio. Certo che quello in natura sarebbe il più ambito, ma immagino che potrebbe non essere così facile “consegnarlo” e, forse, nemmeno “riceverlo”. Vanno quindi benissimo le proposte avanzate da alcuni di voi: dalla brochure, all'intervista sul sito, al mese da VIP, ecc. Vanno bene tante cose, considerato che la categoria (scrittori) è spesso affetta da una sottile forma di esibizionismo e comunque da un sano orgoglio, tanto che ogni forma di visibilità e di citazione potrebbe costituire un premio assai gradito.
- che fosse coinvolta la Redazione, in modo che l’iniziativa abbia una sua collocazione e un minimo di pubblicità, per allargare la base dei partecipanti;
- che il concorso fosse esteso non solo ai racconti ma anche ad altre espressioni “artistiche”. Mi piacerebbe molto se si potesse allargare a qualche altra forma letteraria (una piccola poesia in tema di sesso e passione, o un aforisma) in modo da incentivare una partecipazione femminile. Come mi intrigherebbe molto un concorso per l’immagine più accattivante da abbinare al profilo. L’osceno e il cattivo gusto, più volte additati da molti iscritti (soprattutto molte) in merito alle foto allegate, potrebbero trovare invece un antidoto in una carrellata d’immagini scelte che, seppur non scattate da Helmut Newton, potrebbero però indicare a tanti come completare il loro annuncio in maniera più seducente e, magari, più proficua.
Insomma, trovare un modo divertente per mettersi in contatto, per mettersi in gioco e, perché no, fare un po’ comunità o club, però senza “pare”, senza esclusivismi, senza paludamenti noiosi. Con un pizzico di trasgressione.
Non è facile, ma se molti di voi ci mettono delle idee…
Innanzitutto un saluto a tutti i partecipanti del forum che ormai riconosco per averli seguiti nel fortunato concorso indetto da CoppiaNemo. Scontato il plauso per l’iniziativa, i complimenti ai vincitori e un grazie a tutti i partecipanti che hanno vivacizzato questa kermesse. Volevo proporre una stretta di mano a pierpatty6151 per la menzione che gentilmente ci accomuna tra i giurati più attenti, ma la possibilità di accesso al loro profilo per i messaggi dei singoli è preclusa (li capisco) e quindi lo faccio da qui.
Ma veniamo al tema del concorso. Iniziativa che molti, ed io tra loro, vorrebbero avesse un seguito. A mio modo di vedere vanno tenuti in considerazione alcuni fattori fondamentali: la natura del sito, i gusti e le preferenze che devono essere plurime, i tempi che per molti (come ribadito più volte anche nel forum) sono spesso tiranni.
La felice intuizione che riconosco a CoppiaNemo non è tanto quella del concorso, ma di essere riusciti a promuovere un’iniziativa snella e divertente. Se i 51 racconti fossero stati di 10 pagine piuttosto che di 10 righe, valutarli sarebbe stato un lavoro più che un giocoso passatempo e il giudizio sarebbe stato più complicato per la difficoltà di soppesare molti aspetti di ogni singolo racconto. Quello della “leggerezza” dovrebbe essere, a mio parere, un requisito fondamentale per il successo del prossimo concorso. Altrimenti diventa qualcosa di più strutturato, ma difficilmente gestibile da qualcosa che non sia un’organizzazione ben collaudata e con ampia disponibilità di tempo e risorse.
Inoltre, a me piacerebbe:
- che ci fossero delle regole ben definite, fin dall'inizio. Ci si divertirebbe ugualmente senza rischiare di restare frequentemente spiazzati (forse la mia collocazione geografica mi vede meno incline a moltiplicare il casino – scusate la pedanteria);
- che sia prevista l’assegnazione di un premio. Certo che quello in natura sarebbe il più ambito, ma immagino che potrebbe non essere così facile “consegnarlo” e, forse, nemmeno “riceverlo”. Vanno quindi benissimo le proposte avanzate da alcuni di voi: dalla brochure, all'intervista sul sito, al mese da VIP, ecc. Vanno bene tante cose, considerato che la categoria (scrittori) è spesso affetta da una sottile forma di esibizionismo e comunque da un sano orgoglio, tanto che ogni forma di visibilità e di citazione potrebbe costituire un premio assai gradito.
- che fosse coinvolta la Redazione, in modo che l’iniziativa abbia una sua collocazione e un minimo di pubblicità, per allargare la base dei partecipanti;
- che il concorso fosse esteso non solo ai racconti ma anche ad altre espressioni “artistiche”. Mi piacerebbe molto se si potesse allargare a qualche altra forma letteraria (una piccola poesia in tema di sesso e passione, o un aforisma) in modo da incentivare una partecipazione femminile. Come mi intrigherebbe molto un concorso per l’immagine più accattivante da abbinare al profilo. L’osceno e il cattivo gusto, più volte additati da molti iscritti (soprattutto molte) in merito alle foto allegate, potrebbero trovare invece un antidoto in una carrellata d’immagini scelte che, seppur non scattate da Helmut Newton, potrebbero però indicare a tanti come completare il loro annuncio in maniera più seducente e, magari, più proficua.
Insomma, trovare un modo divertente per mettersi in contatto, per mettersi in gioco e, perché no, fare un po’ comunità o club, però senza “pare”, senza esclusivismi, senza paludamenti noiosi. Con un pizzico di trasgressione.
Non è facile, ma se molti di voi ci mettono delle idee…
» Nell'argomento: SOLO BARZELLETTE .....
12 anni fa
La moglie trascurata dice al marito, togliendosi lo slip:
- La vedi questa? Si chiama lumachina: se la tocchi fa la bava, se non la tocchi fa le corna.
- La vedi questa? Si chiama lumachina: se la tocchi fa la bava, se non la tocchi fa le corna.
» Nell'argomento: differenza tra realtà e fantasia
12 anni fa
Racconti veri o racconti di fantasia? Per me è questione di sfumature (non solo di grigio). Il racconto di cose vere, realmente accadute, non può essere fatto in diretta perché, in quei momenti, siamo occupati, molto occupati….non certo a scrivere. Scriverne dopo qualche tempo comporta inevitabilmente una rielaborazione, che spesso, con il passare del tempo, diventa più complessa fino ad abbracciare considerazioni e desideri, a seconda delle inclinazioni di ciascuno. La realtà, in qualche misura, si modifica, viene interpretata comunque, si adatta secondo la nostra esperienza e il nostro stato d’animo .Di qui nascono gli impulsi a scrivere, il piacere per molti di farlo, sia che si tratti di una forma di sottile esibizionismo, sia che rappresenti un momento di riflessione per se stessi, magari da condividere.
Io lo faccio per piacere. Mi piace scrivere racconti. Mi piace pubblicarli (non solo su questo sito, ma odio farmi pubblicità). Mi piace leggerli. Mi piace notare, leggendo i vari commenti anche in altri blog, come ci sia una buona parte di lettori che apprezzano i racconti scritti bene: in italiano, con storie che se non sono vere devono almeno essere credibili, più inclini all'erotismo che alla pornografia. Dando a questa distinzione la stessa definizione che ne dava lo scrittore Alberto Bevilacqua (recentemente scomparso e autore de “la Califfa”): “Il sesso si fa. L’erotismo si sente!”.
Come per molte cose, amiamo i racconti nella misura in cui troviamo in essi una parte di noi. E allora poco importa che siano di fantasia (non di "fantascienza", perché nessuno si identifica in storie inverosimili se non vistosamente strampalate) o reali, o in quale percentuale siano più effettivi piuttosto che inventati. Quello che per me davvero conta è che comunichino delle emozioni.
Quelle sì che devono essere vere!
PS.
Permettetemi un bacione a elisa85ely e un complimento (scontato) per come lei riesce a raccontare di sesso.
Io lo faccio per piacere. Mi piace scrivere racconti. Mi piace pubblicarli (non solo su questo sito, ma odio farmi pubblicità). Mi piace leggerli. Mi piace notare, leggendo i vari commenti anche in altri blog, come ci sia una buona parte di lettori che apprezzano i racconti scritti bene: in italiano, con storie che se non sono vere devono almeno essere credibili, più inclini all'erotismo che alla pornografia. Dando a questa distinzione la stessa definizione che ne dava lo scrittore Alberto Bevilacqua (recentemente scomparso e autore de “la Califfa”): “Il sesso si fa. L’erotismo si sente!”.
Come per molte cose, amiamo i racconti nella misura in cui troviamo in essi una parte di noi. E allora poco importa che siano di fantasia (non di "fantascienza", perché nessuno si identifica in storie inverosimili se non vistosamente strampalate) o reali, o in quale percentuale siano più effettivi piuttosto che inventati. Quello che per me davvero conta è che comunichino delle emozioni.
Quelle sì che devono essere vere!
PS.
Permettetemi un bacione a elisa85ely e un complimento (scontato) per come lei riesce a raccontare di sesso.
» Nell'argomento: AUTORI preferiti
12 anni fa
Scusate se approfitto del forum per chiarire il mio giudizio su elisa85ely. So per certo che lei ha l’intelligenza per non offendersi. Potrei perciò scusarmi in privato per un eventuale malinteso, ma, visto che il mio commento è pubblico, trovo giusto chiarirlo a tutti.
Quando dico che: “a mio modo di vedere, scrive di sesso come un maschio” va precisato che:
A - esprimo un mio parere personale, forse nemmeno tanto condiviso;
B - tra me e lei c’è un salto generazionale, che influisce enormemente nella mia valutazione. Quando parlo di certe cose con le donne della mia età (diciamo mature) che frequento nella vita di tutti i giorni, riscontro che si esprimono per similitudini, per allusioni, con giri di parole. Hanno una visione del sesso romantica (quando va bene), perbenista (nella maggioranza dei casi), caustica molto spesso (con chi adombra un minimo di trasgressione).
Sono donne che le prime tre volte devono dirti di no per non sembrare “facili”, sono donne che devono essere scelte e non scegliere, sono innanzitutto mogli devote (?), madri di famiglia, ecc. Non vedo niente di male in tutto questo! Certo, voi mi direte: “Ma dove diavolo vivi?” Semplice! Vivo in quella che, secondo un recente studio pubblicato in questi giorni sulla stampa, viene giudicata la regione italiana all'ultimo posto in materia di sesso.
Ora provate a leggere i racconti di elisa85ely! Per me ne viene fuori una donna favolosa, che parla di sesso, che racconta di sesso, che probabilmente lo vive come ho cercato di aggettivarlo: in modo diretto, spigliato, esuberante. Priva di sovrastrutture mentali e di retaggi della tradizione. È una donna alla pari con l’uomo, alla sua stessa altezza (di qui il mio paragone con il maschio) e, ciò nonostante, squisitamente femminile, di una carica erotica prorompente ed esaltante, secondo me una compagna ideale!
C – Il mio voleva essere un giudizio interpretativo molto positivo del suo modo di scrivere, perché trovo che sia una donna emancipata, moderna, sicura di sé. Le chiedo comunque scusa se, involontariamente, ho toccato un tasto dolente.
Quando dico che: “a mio modo di vedere, scrive di sesso come un maschio” va precisato che:
A - esprimo un mio parere personale, forse nemmeno tanto condiviso;
B - tra me e lei c’è un salto generazionale, che influisce enormemente nella mia valutazione. Quando parlo di certe cose con le donne della mia età (diciamo mature) che frequento nella vita di tutti i giorni, riscontro che si esprimono per similitudini, per allusioni, con giri di parole. Hanno una visione del sesso romantica (quando va bene), perbenista (nella maggioranza dei casi), caustica molto spesso (con chi adombra un minimo di trasgressione).
Sono donne che le prime tre volte devono dirti di no per non sembrare “facili”, sono donne che devono essere scelte e non scegliere, sono innanzitutto mogli devote (?), madri di famiglia, ecc. Non vedo niente di male in tutto questo! Certo, voi mi direte: “Ma dove diavolo vivi?” Semplice! Vivo in quella che, secondo un recente studio pubblicato in questi giorni sulla stampa, viene giudicata la regione italiana all'ultimo posto in materia di sesso.
Ora provate a leggere i racconti di elisa85ely! Per me ne viene fuori una donna favolosa, che parla di sesso, che racconta di sesso, che probabilmente lo vive come ho cercato di aggettivarlo: in modo diretto, spigliato, esuberante. Priva di sovrastrutture mentali e di retaggi della tradizione. È una donna alla pari con l’uomo, alla sua stessa altezza (di qui il mio paragone con il maschio) e, ciò nonostante, squisitamente femminile, di una carica erotica prorompente ed esaltante, secondo me una compagna ideale!
C – Il mio voleva essere un giudizio interpretativo molto positivo del suo modo di scrivere, perché trovo che sia una donna emancipata, moderna, sicura di sé. Le chiedo comunque scusa se, involontariamente, ho toccato un tasto dolente.
» Nell'argomento: AUTORI preferiti
12 anni fa
Ovviamente il giudizio è molto personale, perché il successo di un racconto o di uno scrittore, penso dipenda molto dalle affinità che si possono intuire con la storia, con i sentimenti e con le situazioni raccontate, oltre che con il loro autore.
Esprimo quindi al momento due preferenze che mi vengono in mente, lasciandomi del tempo per aggiungere qualche autore all'elenco dei meritevoli.
Premetto, per scusarmi con una marea di autori, che non ho letto moltissimi racconti, specie di generi che sono un po’ distanti dal mio modo di vedere. Mi scuso anticipatamente con tutti costoro, promettendo, tempo permettendo, di considerare anche i meno votati e quelli con pochi racconti.
Fatta questa necessaria precisazione, ho trovato molto belli i racconti di:
porcellinaribelle (esibizioniste Lazio – Roma). È una donna matura, sensuale e intraprendente (vedi le sue foto sul palco delle esibizioniste) che mescola Eros e Sentimento in modo affascinate. Senza ricorrere a situazioni morbose o eclatanti, con un testo scorrevole e privo di volgarità, riesce a trasmettere al lettore le profonde emozioni che i suoi racconti rivelano.
elisa85ely (singola Lombardia – Milano). È una splendida ragazza (vedere foto sul suo profilo) che, a mio modo di vedere, scrive di sesso come un maschio: in modo diretto, spigliato, esuberante. Capace di indugiare sui particolari, di fare rivivere la scena al lettore per quanto dettagliato è il suo modo di raccontare e il resoconto delle sue sensazioni. Trasgressiva ma fedele (stando ai suoi racconti), apprezzo di lei soprattutto la freschezza dei suoi anni ruggenti.
Poi, fatemi pensare…
Esprimo quindi al momento due preferenze che mi vengono in mente, lasciandomi del tempo per aggiungere qualche autore all'elenco dei meritevoli.
Premetto, per scusarmi con una marea di autori, che non ho letto moltissimi racconti, specie di generi che sono un po’ distanti dal mio modo di vedere. Mi scuso anticipatamente con tutti costoro, promettendo, tempo permettendo, di considerare anche i meno votati e quelli con pochi racconti.
Fatta questa necessaria precisazione, ho trovato molto belli i racconti di:
porcellinaribelle (esibizioniste Lazio – Roma). È una donna matura, sensuale e intraprendente (vedi le sue foto sul palco delle esibizioniste) che mescola Eros e Sentimento in modo affascinate. Senza ricorrere a situazioni morbose o eclatanti, con un testo scorrevole e privo di volgarità, riesce a trasmettere al lettore le profonde emozioni che i suoi racconti rivelano.
elisa85ely (singola Lombardia – Milano). È una splendida ragazza (vedere foto sul suo profilo) che, a mio modo di vedere, scrive di sesso come un maschio: in modo diretto, spigliato, esuberante. Capace di indugiare sui particolari, di fare rivivere la scena al lettore per quanto dettagliato è il suo modo di raccontare e il resoconto delle sue sensazioni. Trasgressiva ma fedele (stando ai suoi racconti), apprezzo di lei soprattutto la freschezza dei suoi anni ruggenti.
Poi, fatemi pensare…
» Nell'argomento: RACCONTI EROTICI O PORNO?
12 anni fa
Mi associo al commento di pop45 che trovo azzeccato e pertinente.
Per chiarire meglio, tento un paragone tra sesso e cibo. Il racconto è come una pietanza: ognuno ha i propri gusti (tutti rispettabilissimi anche se non sempre dieteticamente corretti) e le proprie preferenze. È ovvio che la cosa più importante è quello che c’è nel piatto, ma riveste un’importanza non trascurabile come viene presentato, chi me lo porta, il locale o la casa in cui mi viene offerto. Sono piccole/grandi cose che riescono a farmelo apprezzare maggiormente, o a stuzzicare la mia curiosità, a che mi lasciano un bel ricordo. Certo, non riuscirei nemmeno ad assaggiare qualcosa d’immangiabile anche se presentato su un piatto d’argento da una cameriera avvenente in un locale chic (un esempio – che vale solo per me- non riuscirei ad gustare il formaggio con i vermi vivi anche se non stento a credere che sia buonissimo). Come molti, credo, preferiscono ormai sorseggiare un buon vino (frutto di passione e cultura) piuttosto che bere un vino in cartone, buono sì, ma bevuto, molte volte, in mancanza di meglio.
Così è per i racconti: preferisco non mangiare per fame o bere per sete (non mi basta cioè qualcosa di attinente al sesso, definiamolo pornografico) perché mi piace di più assaporare cibi deliziosi, presentati in maniera raffinata (non necessariamente qualcosa di elaborato o sofisticato, ma piatti preparati secondo la tradizione e la buona cucina, mescolando competenza e cultura, chiamiamolo erotico). Il che vuol dire non tagliare fuori nessuno, ma semplicemente esprimere delle preferenze. Condivido quanto afferma Corrado Augias: “La pornografia è natura, l’erotismo è cultura!”. Se me lo chiedete, non disdegno la prima, ma preferisco la seconda. Non disprezzo i racconti scritti male (magari ortograficamente non corretti ma che mi suscitano emozione - disprezzo la volgarità gratuita e la sciatteria) e li leggo perché principalmente m’ interessa l’umanità che sta dietro al racconto, ma ringrazio di cuore gli chef (chiedo scusa: gli scrittori) che con le loro storie raffinate ed eleganti riescono a farmi apprezzare il mondo dell’Eros. Li ringrazio, perché con il loro impegno e con la loro bravura, mettono a disposizione di tutti, in modo gratuito, una qualità che diversamente, in altri contesti (musica, arte, cinema, ecc.) si deve pagare per averla.
Per chiarire meglio, tento un paragone tra sesso e cibo. Il racconto è come una pietanza: ognuno ha i propri gusti (tutti rispettabilissimi anche se non sempre dieteticamente corretti) e le proprie preferenze. È ovvio che la cosa più importante è quello che c’è nel piatto, ma riveste un’importanza non trascurabile come viene presentato, chi me lo porta, il locale o la casa in cui mi viene offerto. Sono piccole/grandi cose che riescono a farmelo apprezzare maggiormente, o a stuzzicare la mia curiosità, a che mi lasciano un bel ricordo. Certo, non riuscirei nemmeno ad assaggiare qualcosa d’immangiabile anche se presentato su un piatto d’argento da una cameriera avvenente in un locale chic (un esempio – che vale solo per me- non riuscirei ad gustare il formaggio con i vermi vivi anche se non stento a credere che sia buonissimo). Come molti, credo, preferiscono ormai sorseggiare un buon vino (frutto di passione e cultura) piuttosto che bere un vino in cartone, buono sì, ma bevuto, molte volte, in mancanza di meglio.
Così è per i racconti: preferisco non mangiare per fame o bere per sete (non mi basta cioè qualcosa di attinente al sesso, definiamolo pornografico) perché mi piace di più assaporare cibi deliziosi, presentati in maniera raffinata (non necessariamente qualcosa di elaborato o sofisticato, ma piatti preparati secondo la tradizione e la buona cucina, mescolando competenza e cultura, chiamiamolo erotico). Il che vuol dire non tagliare fuori nessuno, ma semplicemente esprimere delle preferenze. Condivido quanto afferma Corrado Augias: “La pornografia è natura, l’erotismo è cultura!”. Se me lo chiedete, non disdegno la prima, ma preferisco la seconda. Non disprezzo i racconti scritti male (magari ortograficamente non corretti ma che mi suscitano emozione - disprezzo la volgarità gratuita e la sciatteria) e li leggo perché principalmente m’ interessa l’umanità che sta dietro al racconto, ma ringrazio di cuore gli chef (chiedo scusa: gli scrittori) che con le loro storie raffinate ed eleganti riescono a farmi apprezzare il mondo dell’Eros. Li ringrazio, perché con il loro impegno e con la loro bravura, mettono a disposizione di tutti, in modo gratuito, una qualità che diversamente, in altri contesti (musica, arte, cinema, ecc.) si deve pagare per averla.
» Nell'argomento: a volte....alcuni racconti sono eccitanti quanto un incontro
12 anni fa
Sono anch'io d’accordo con sipuofareseciva.
Scrivere un racconto è innanzitutto un incontro con te stesso, perché raccontare una storia, descriverla, ti obbliga a interpretarla in qualche modo, a rielaborarla, sia che si tratti di un episodio vissuto, sia che quanto si sta scrivendo riguardi una pura fantasia o un semplice desiderio. È una forma di meditazione su quello che sei e su quello che vuoi, che si riflette innegabilmente su quello che scrivi, perché, come diceva C. Magris che: “Scrivere è trascrivere. Anche quando inventa, uno scrittore trascrive storie e cose di cui la vita lo ha reso partecipe: senza certi volti, certi eventi grandi o minimi, certi personaggi, certe luci, certe ombre, certi paesaggi, certi momenti di felicità e disperazione, tante pagine non sarebbero nate".
Scrivere vuol dire anche incontrare i commenti dei lettori, imparare dalle loro critiche, mettersi in relazione, alcune volte, attraverso una corrispondenza con loro.
Scriver poi per qualcuno, com'è successo a me, è davvero incontrare la persona per cui scrivi, anche se solo sul web. Non sarà così emozionante come incontrarla di persona (lo ammetto anch'io che non sono per le seghe mentali), ma alle volte si può avviare un dialogo molto profondo e, forse, più vero.
Scrivere un racconto è innanzitutto un incontro con te stesso, perché raccontare una storia, descriverla, ti obbliga a interpretarla in qualche modo, a rielaborarla, sia che si tratti di un episodio vissuto, sia che quanto si sta scrivendo riguardi una pura fantasia o un semplice desiderio. È una forma di meditazione su quello che sei e su quello che vuoi, che si riflette innegabilmente su quello che scrivi, perché, come diceva C. Magris che: “Scrivere è trascrivere. Anche quando inventa, uno scrittore trascrive storie e cose di cui la vita lo ha reso partecipe: senza certi volti, certi eventi grandi o minimi, certi personaggi, certe luci, certe ombre, certi paesaggi, certi momenti di felicità e disperazione, tante pagine non sarebbero nate".
Scrivere vuol dire anche incontrare i commenti dei lettori, imparare dalle loro critiche, mettersi in relazione, alcune volte, attraverso una corrispondenza con loro.
Scriver poi per qualcuno, com'è successo a me, è davvero incontrare la persona per cui scrivi, anche se solo sul web. Non sarà così emozionante come incontrarla di persona (lo ammetto anch'io che non sono per le seghe mentali), ma alle volte si può avviare un dialogo molto profondo e, forse, più vero.



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